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Una nuova edizione delle poesie di Raffaele Viviani.

L'edizione di tutta la produzione poetica di Raffaele Viviani (Poesie. Opera completa, a cura di Antonia Lezza, Napoli, Guida, 2010. Pp. 496) costituisce un evento editoriale importante: pubblicato nella collana "Passaggi e percorsi", diretta da Emma Giammattei e Giuseppe Galasso, il volume raccoglie l'opera in versi di Raffaele Viviani, il grande e originalissimo attore-autore, capocomico, poeta e cantautore del Novecento.

Nella silloge confluisce per la prima volta tutta la produzione lirica di Viviani, dalla sua prima raccolta (Tavolozza, 1931) fino all'ultima (Poesie, 1990), con l'intento non solo di far conoscere la complessa e ibrida scrittura in versi di Viviani, ma anche di attribuire a questo particolarissimo autore il posto che gli spetta trai poeti del Novecento italiano.

La raccolta e curata da Antonia Lezza, la maggiore studiosa dell'opera vivianea, che si e avvicinata alla produzione in versi con lo stesso rigore metodologico utilizzato nell'edizione critica del Teatro di Viviani, realizzata in collaborazione con Pasquale Scialo (Guida editori, 6 voll., 1987-1994).

II volume presenta una disposizione degli elementi ben strutturata: ad apertura si legge il puntuale saggio introduttivo, segue il corpus delle poesie e in chiusura c'e un denso apparato bio-bibliografico e filologico. Nell'Introduzione, che rappresenta il primo studio sistematico e organico sulla poesia di Viviani, la studiosa--attraverso una meticolosa collazione delle sei raccolte--in primis chiarisce la questione delle edizioni, partendo dalle due raccolte pubblicate in vita dall'autore, Tavolozza (1931) ed ... e c 'e la vira (1940), per poi passare in rassegna le edizioni successive alla morte di Viviani: quella del '56 a cura di Vasco Pratolini e Paolo Ricci; la raccolta curata da Vittorio Viviani, la prima denominata Voci e canti (1972) e la successiva Poesie (1974); infine l'edizione del 1990 curata da Luciana Viviani e da suo figlio Giuliano Longone. Prendendo in esame le varie edizioni, Antonia Lezza evidenzia come la disparita numerica e tematica delle liriche nelle sei raccolte rende ancora piu difficile l'analisi della produzione poetica di Viviani, inoltre sottolinea come per le Poesie si verifica quello che si riscontra per il Teatro: <<Viviani non facilita la lettura e l'interpretazione dei testi, accompagnando il lettore con osservazioni paratestuali (per esempio, note, introduzioni, o chiose esplicative), ma procede un po' rapsodicamente, con una serie di suggestioni e annotazioni, che non sembrano scaturire dal bisogno di "tutelare" la sua opera>> (pp. 9-10).

Di seguito, attraverso l'esempio di un testo illuminante come Scugnizzo, la studiosa mette in evidenza la complessa elaborazione formale dei testi, il continuo lavoro di riscrittura, l'incessante elaborazione e rielaborazione dei testi operata da Viviani secondo la metodologia propria degli scrittori di teatro, che scrivono e sperimentano il testo sulla scena per poi riscriverlo in base alle ragioni della messinscena e della fruizione. Antonia Lezza ricorda poi giustamente la forte componente musicale nella poesia vivianea, quella sua tendenza a perlustrare un' ampia varieta di matrici musicali che fa si che Viviani-poeta--come Viviani-drammaturgo--sfugga a ogni classificazione canonica. Pertanto, una parte significativa della scrittura in versi di Viviani puo essere considerata come <<"poesia per musica", in quanto prefigurata ad accogliere l'intervento musicale e a essere cantata sulla scena>> (p. 14).

Nell'Introduzione la studiosa traccia la storia della fortuna critica delle Poesie, partendo dai saggio introduttivo della raccolta del '56 di Paolo Ricci, uno dei maggiori cultori e studiosi dell'opera vivianea, che <<insiste molto sui contenuti delle liriche, sul forte messaggio dei versi, sulla descrizione dei personaggi, pio che sull'analisi formale dei testi>> (p. 16); riconosce, inoltre, alle osservazioni di Pier Paolo Pasolini il merito di aver individuato nella poesia di Viviani una serie di elementi assolutamente originali, senza dimenticare le pagine illuminanti che Enrico Malato dedica a Vivianipoeta ne La poesia dialettale napoletana, definendolo <<pittore dalle tinte forti e dai contrasti di luce>>.

Tuttavia, nonostante l'opera in versi di Viviani sia stata oggetto di attenzione da parte di critici autorevoli e studiosi attenti, occorre precisare che la critica ha sempre considerato Viviani-poeta abbastanza marginale e disomogeneo rispetto a Viviani-drammaturgo; in pratica la poesia di Viviani non e stata oggetto di studi specifici e di analisi sistematiche. Merito dei saggio introduttivo di Antonia Lezza e proprio quello di indagare in maniera metodica l'attivita di Viviani poeta, evidenziando il grande impegno profuso da Viviani alla produzione in versi. La studiosa ricorda--giustamente --che Viviani si dedico alle poesie costantemente nel corso della sua intensa vita artistica e, soprattutto, che il poeta senti il bisogno di presentarle in modo compiuto e ben strutturato, come appare evidente gia nella prima raccolta Tavolozza.

La seconda parte dell'Introduzione offre un'analisi raffinatissima dei singoli componimenti della silloge, esaminando le strutture compositive e i loro procedimenti stilistici, i personaggi-chiave ele tematiche (l'amore, il lavoro, la famiglia, la guerra, l'emigrazione, la poverta, la fede), i richiami intertestuali e i topoi della poetica vivianea. In modo particolare Antonia Lezza focalizza l'attenzione sul piano linguistico, dimostrando da parte di Viviani l'uso di un dialetto scarno, duro, gergale, ricco di proverbi e modi di dire che rende la lingua poetica vivianea complessa ma, allo stesso tempo, indiscutibilmente singolare ed efficace.

E interessante scoprire nell'Introduzione come il teatro di Viviani sia la chiave di lettura per penetrare il senso della sua opera in versi. Attraverso i continui richiami intertestuali, la studiosa evidenzia come per analizzare la produzione lirica vivianea non si possa prescindere da quella drammaturgica, come nel sonetto 'A campata, in cui gli echi citazionali al teatro sono inconfutabili.

Certamente un aspetto non trascurabile della produzione lirica di Viviani e il faro che la maggior parte delle poesie sia fortemente influenzata dalla sua esperienza di attore e, soprattutto, appaia finalizzata all'evento performativo. C'e una naturale inclinazione alla teatralita confermata da quel suo continuo lavoro di riscrittura e ridefinizione dei testi, in cui una grande attenzione e riservata al recitato e alla musica. Insomma, seppure inconsapevolmente, Viviani e un attore-che-scrive anche quando elabora i componimenti poetici. D'altronde, come i suoi versi ben si prestino alla performance e confermato dai reading di letture poetiche in cui sono presenti testi vivianei. In tal senso e sicuramente significativo che un grande e apprezzato attore come Toni Servillo, nell'ambito delle "Letture napoletane" che si sono svolte al Castello Ducale di Sessa Aurunca (2 ottobre 2010), abbia inserito nel suo singolare e appassionato viaggio di parola dedicato a Napoli il testo Fravecature di Viviani, insieme con altri testi emblematici della cultura teatrale napoletana: Lassamme fa' a Dio di Salvatore Di Giacomo, De Pretore Vincenzo di Eduardo De Filippo e Litoranea di Enzo Moscato.

Il corpus curato da Antonia Lezza e costituito complessivamente da centoquarantasette componimenti, organizzati in due parti: Poesie e Altre poesie; la prima parte fa riferimento all'edizione del '90, che e apparsa alla curatrice--come spiega nella Nota al testo--<<la piu completa e organica, in quanto puo essere considerata il punto d'arrivo di un lungo lavoro di elaborazione e riscrittura dei testi delle poesie, realizzato da Raffaele Viviani e maturato all'interno di quel gruppo di cultori dei suo specialissimo patrimonio artistico, che definiamo "vivianisti">> (p. 455). Le centoventinove liriche della prima parte riprendono la suddivisione tematica dell'edizione di riferimento (quella del '90) e si articolano in sei sezioni: P' 'a via, Chisto e 'o munno, Verita, 'A corda sensibile, Guerra e pace, Poemetti.

La sezione P' 'a via contiene quella serie di componimenti che-come scrive Antonia Lezza nell'Introduzione--testimoniano l'impegno sociale e documentario proprio della poetica vivianea. P' 'a via e aperta da 'E vvoce 'e Napule, che e un vero e proprio omaggio alle voci dei venditori, seguono i componimenti che hanno per protagonisti i celebri "tipi" dell'universo artistico vivianeo ("'o sapunariello", "l'acquaiuolo", "'o maruzzaro", "'o cacciavino", "'o scupatore","'o muorto' e famma", "'o pazzariello", "'o ficurinaro", "'o pizzaiuolo", "'o tammurraro", "'o ficajuolo"), gli intensi personaggi femminili ("Bammenella 'e copp' 'e Quartiere", "Prezzetella 'a capera") e i guappi ('O guappo 'nnammurato, 'A canzone d' 'e guappe, Stornellata guappesca).

La sezione Chisto e 'o munno contiene tra gli altri gli struggenti canti zingareschi ('E zingare, 'A caravana e Fattura) e quelli dei pescatori ('A tirata d' 'a rezza, 'E piscature e Voce, sceta a Maria); colpiscono inoltre le liriche dedicate al mondo del lavoro ('O canto d' 'oferraro, 'A canzone d' 'a fatica, Faticanno sott' 'e sghizze, 'O canto d' 'o manganiello, Fravecature) e alla miseria (Ombre e addore, Gnastillo, 'O pezzente). Nella sezione Verita sono raccolti alcuni dei componimenti piu celebri e originali di Viviani come La Rumba degli scugnizzi e Guaglione. Sempre a questa sezione appartengono i testi dedicati al rapporti umani e alle relazioni familiari ('O pate, 'A mamma, 'E figlie, 'E meglio pariente, 'A parentela, Riconoscenza e Amicizia). Ne 'A corda sensibile si leggono le liriche d'amore come 'Ngiulina, Fenesta 'e rimpetto, Mari '... Rafe '..., Dint' 'o lietto; mentre in Guerra e pace sono presenti alcuni componimenti di indiscutibile valore testamentario quali lo quanno sento 'e di '... e Si overo more 'o cuorpo. Chiude la prima parte la sezione Poemetti che include testi fondamentali come: 'O don Nicola, Piedigrotta, 'A festa 'e Montevergine, 'A Galleria, 'A cantata d' 'e pasture.

Nella seconda parte (Altre poesie) del corpus sono raccolti diciotto testi che comparivano rispettivamente in Tavolozza ('A cennere, 'A Grotta Azzurra, Chi ha fatto 'ammore a Napule, Chi si contenta ..., L 'incontro, 'O benvenuto a 'o re!, 'O priesteto, Quanno cumanne tu, Surriento 'e notte, Tarantella surrentina); in ... e c'e la vita (Campagnola, 'Nnammuratielle 'e tantu tiempo fa '..., Saluto al Duce); in Poesie del '56 ('O ciucciariello, 'O mariunciello, Surriento) e in Poesie dei '74 (Nun faie pe ' me!, Tanno e mo). Questa parte dei corpus--grazie allo scrupoloso lavoro filologico ed esegetico condotto dalla curatrice--presenta quei testi che per scelte ideologiche o metodologiche erano stati esclusi o non piu ripubblicati nella varie edizioni delle Poesie. E questo sicuramente il caso di quei componimenti come 'O benvenuto a 'o re! e Saluto al Duce lasciati fuori dalle raccolte postume, a partire da quella dei '56, perche ritenuti imbarazzanti o rappresentativi di un atteggiamento pragmatico di Viviani nei confronti del potere. In realta questi due lunghi componimenti, che possono essere definiti come "poesie d'occasione", non smentiscono l'importanza di Viviani-poeta, ma testimoniano ulteriormente come nella produzione in versi si riflettano gli avvenimenti della realta dei tempo. A proposito di questi componimenti la studiosa annota con ragione nell'Introduzione: <<Un testo come 'O benvenuto a 'o re!, in cui Viviani descrive la massiccia presenza della gente dei vicoli che si appresta a ossequiare il sovrano, conferma quel forte dato reale che spinge il poeta a dedicare al Duce, nel '40, addirittura un suo lungo componimento (Saluto al Duce)>> (p. 46).

In questa edizione i testi sono corredati di note-glossario a pie di pagina, in cui la studiosa fornisce l'esplicazione di vocaboli, polisemie, allusioni, metafore e modi di dire. Sicuramente la presenza di questo rilevante sistema di note-glossario facilita la lettura delle poesie in dialetto di Viviani ed e molto efficace per una maggiore fruizione delle Poesie, che potrebbero apparire incomprensibili a un lettore non conoscitore della lingua e della cultura napoletana.

Completa il pregevole volume una preziosissima Appendice, costituita da una griglia in cui sono elencate tutte le poesie di Viviani e la loro presenza nelle varie edizioni; tale griglia si rivela un utilissimo strumento per constatare il lavoro di riscrittura e rielaborazione dei testi compiuto da Viviani, le scelte dei curatori delle singole edizioni e soprattutto la disparita numerica tra le raccolte. Segue un imponente apparato bio-bibliografico: la Cronologia delle poesie, la Cronologia della vita e delle opere, la Bibliografia e la Discografia; mentre la Nota al testo, i Criteri di trascrizione e le Varianti documentano il rigore filologico posto alla base di questa curatela.

L'edizione curata da Antonia Lezza, senza dubbio, si differenzia dall'attuale offerta editoriale sulla poesia dialettale, infatti confrontandola con altre edizioni di poeti dialettali, anche recenti, si nota come l'imponente struttura critica, bio-bibliografica, filologica e, soprattutto, il sistema di note-glossario offrono al lettore non solo le chiavi per un'analisi letteraria e una comprensione letterale del testo, ma anche gli strumenti per approfondirne lo spessore linguistico e culturale.

Pertanto, questo studio segna un momento decisivo nella storia delle interpretazioni della poesia vivianea, perche libera Viviani-poeta dagli stereotipi e da all'autore la giusta dignita critica, riconoscendogli un posto non tracurabile nel panorama della poesia italiana del Novecento.

NUNZIA ACANFORA

Universita degli Studi di Salerno
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Author:Acanfora, Nunzia
Publication:Forum Italicum
Date:Mar 22, 2011
Words:2028
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