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Silvia Morgana e Paolo Bartesaghi (a cura di), Prose, Scritti polemici (1756-1760) Giuseppe Parini.

Silvia Morgana e Paolo Bartesaghi (a cura di), Prose, Scritti polemici (1756-1760) Giuseppe Parini, Fabrizio Serra Editore: Pisa-Roma, 2012; 412 pp.: 9788862274234, 125,80 [euro].

Il volume curato da Silvia Morgana e Paolo Bartesaghi si colloca all'interno della pregevole Edizione Nazionale delle Opere di Giuseppe Parini diretta da Giorgio Baroni e offre al pubblico il testo delle prose polemiche dello scrittore lombardo, cioe di quei documenti che testimoniano delle due contese di carattere linguistico che opposero Parini prima al padre Bandiera (1756) e poi al padre Branda, suo ex maestro (1760).

Per comprendere appieno la rilevanza del volume conviene riassumere brevemente i termini delle due polemiche. Nella contesa con il padre Bandiera, Parini si scaglio (in una lettera all'abate Pier Domenico Soresi) contro l'affettazione dello stile del sacerdote, che in una parte della sua opera si era avventurato in un rifacimento di alcune parti del Quaresimale di Paolo Segneri nella pretesa di elevarne lo stile attraverso il modello della prosa decameroniana. Influenzato dalle idee circolanti nell'Accademia dei Trasformati a cui egli stesso apparteneva, Parini replico che la prosa ideale non puo consistere in una sequela di periodi appesantiti da tortuosi giri sintattici che si avvitano su se stessi, ma in un discorso semplice e chiaro, il cui scopo principale sia la comprensibilita. La lite brandana, come fu chiamata, al di la dei toni personalistici che la punteggiano, esplicita invece le idee pariniane sulla letteratura in dialetto milanese, che il padre Branda aveva fatto oggetto del suo disprezzo (al pari della citta di Milano e dei suoi abitanti) e che Parini, al contrario, come molti membri dell'Accademia dei Trasformati--a partire ovviamente dai due poeti dialettali Cari'Antonio Tanzi e Domenico Balestrieri--elogiava e difendeva. Tale presa di posizione, su cui Parini non rimarra isolato, assumeva in lui anche un significato piu complesso, di tipo politico. A Branda, infatti, che lanciava i suoi strali sul popolo meneghino e sulla lingua che esso parlava ogni giorno. Parini, evangelicamente e illuministicamente, opponeva il principio dell'uguaglianza: "Non siete voi Letterato? Non siete voi Cittadino? Non siete voi Cristiano? Non siete voi Religioso? ... Le scienze vi debbon pure aver insegnato, che tanto vale l'uno, quanto l'altr'uomo" (p. 118).

Il volume si segnala per la completezza dei testi che mette a disposizione, i quali vengono suddivisi in quattro sezioni: la prima contiene gli scritti pariniani contro p. Bandiera, la seconda quelli contro p. Branda, la terza presenta le risposte di quest'ultimo (e di altri della sua parte) contro Parini e la quarta offre meritoriamente al lettore una ricca serie di documenti governativi, conservati presso l'Archivio di Stato di Milano, che concernono la polemica con Branda. Per quanto riguarda il dissidio con Bandiera, alla pubblicazione della lettera che Parini invio all'abate Soresi (gia edita nel 1756 dal Galeazzi, assieme alla risposta di Soresi a Parini) i curatori aggiungono, sulla traccia dello stesso testo pariniano, i brani di Paolo Segneri rielaborati da Bandiera e, soprattutto, il testo integrale delle Postille pariniane (pubblicato per la prima volta) alla Risposta con cui Bandiera replico alle obiezioni dello scrittore lombardo. Quanto alla contesa antibrandana, i testi gia noti di Parini contenuti nella sezione II vengono integrati da un foglio volante intitolato Riverenza (anonimo ma assegnato a Parini e a Tanzi gia dal suo editore settecentesco, il Mazzucchelli); la sezione III, poi, comprende diverse prese di posizione di parte brandana, spesso inedite, attribuite, oltre che all'interessato, cioe allo stesso p. Branda, ad alcuni suoi sostenitori come Elia Buzzi e Francesco Re.

Le prose polemiche di Parini sono decisive nel cursus dello scrittore se viste come l'inizio di una riflessione linguistica su cui egli tornera a piu riprese, segnatamente nelle Lezioni di Belle Lettere, dove le sue idee saranno sistematizzate e aggiornate in una prospettiva influenzata dalla coeva filosofia illuminista e sensista.

Il lavoro di Morgana e Bartesaghi si apprezzera ancor piu se si considerera l'attenta cura filologica con la quale i due studiosi hanno operato nella trascrizione dei singoli testi. Il lettore accogliera con favore, ad esempio, il criterio conservativo seguito nella ricopiatura (dai manoscritti o, in loro assenza, dalla princeps), che comporta il mantenimento della punteggiatura, dell'uso degli accenti e dell'alternanza maiuscola/minuscola, propri dell'wmv scribendi settecentesco. Risulta condivisibile la correzione di se in se nel testo della lettera di Parini a Soresi trascritto dalla stampa settecentesca (dove e leggibile a p. 69), ma non tanto perche si tratta di pronome, quanto perche, essendo un caso unico in quell'edizione, dovra considerarsi, piuttosto, un refuso. Si concorda anche con la conservazione della grafia anomala in parole quali ne = ne; piu = piu; si = si ecc., che nei documenti governativi convivono con le forme regolari: i curatori giustificano il mantenimento di tali oscillazioni con la possibilita che cosi si offre allo studioso di avere un'idea piu chiara della lingua burocratica dell'epoca. Piu problematica, invece, ci pare la scelta di non emendare i casi di lapsus calami quali "lo stessa Antibrandana" per "la stessa Antibrandana", "ferme" per "ferme" ecc. (vedi p. 403), dal momento che in questo caso non si tratta di forme dovute alla volonta dello scrivente, ne di grafie accettabili nell'uso burocratico, come era invece negli esempi richiamati sopra, dove la ricorrente mancata accentazione di alcune parole e da attribuirsi alla scrittura cursoria del funzionario (evidentemente legittimata anche dai superiori, a cui tali documenti, e bene ricordarlo, erano indirizzati). Non sfuggira a questo proposito l'importanza linguistica di tali carte di polizia, dato che era proprio sui riscontri lessicali che le autorita si basavano per accusare qualcuno. Il volume--che contiene anche una satirica prefazione al primo Dialogo della lingua italiana di Branda che i curatori attribuiscono ipoteticamente a Tanzi e non piu, com'era tradizione, a Parini --si colloca con autorevolezza nella bibliografia dell'abate lombardo.

DOI: 10.1177/0014585815570822

Recensione di: Alessandro La Monica, Universita degli Studi di Siena, Italia
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Title Annotation:nonfiction work on Giuseppe Parini; text in Italian
Author:La Monica, Alessandro
Publication:Forum Italicum
Article Type:Book review
Date:May 1, 2015
Words:962
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