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Si sta facendo sempre piu tardi, Autobiografie altrui, e Tristano muore di Antonio Tabucchi: dove va il romanzo?

In un mio precedente lavoro avevo formulato alcune ipotesi interpretative sul complesso universo narrativo di Antonio Tabucchi. Ora, alla luce di tre nuovi volumi usciti in un breve lasso di tempo--Si sta facendo sempre piu tardi (2001), (1) Autobiografie altrui (2003), e Tristano muore (2004) (2)--mi vedo costretta a rettificare alcune delle mie previe ipotesi, senza tuttavia doverne negare la fondamentale validita. (3)

In queste ultime tre opere, Tabucchi mette in discussione sia la categoria dei generi letterari sia il disegno finalistico della Storia. In un mondo in cui 'Dio e morto,' in cui tutto e precario e la vita sembra obbedire ai ghiribizzi del Caso, l'intercambiabilita tra verita e finzione, mondo reale e mondo fittizio e un dato di fatto. (4) Sia a livello tematico che a livello di trama lo scrittore contesta la visione teleologica e progettuale del mondo. La rivisitazione eclettica dei generi letterari o, per usare la deftnizione di Vattimo, l'"arte della contaminazione" diventa un tentativo di esplorare l'abolizione dei confini tra la scrittura e il mondo reale. Siamo lontani dall'idea di un soggetto centrale in grado di cambiare il corso della Storia, Tabucchi assume sempre di piu le caratteristiche di scrittore post-realistico, dato che queste sue ultime opere si imperniano tutte sulla discordanza esistente trail reale e il concetto di reale.

Se in passato la memoria sia individuale che storica occupava una parte centrale della produzione narrativa tabucchiana, in queste ultime opere essa e stata assimilata dal Tempo, il quale diventa la misura sovrana di tutte le cose. Esso sussume sia la memoria individuale che quella storica ed acquista una dimensione cosmica in quanto equivale alla morte, al cammino verso il nulla di tutte le cose. All'inesorabilita del Tempo si contrappone solo la scrittura, unico debole baluardo rimasto contro il divenire. Con questo non si vuole indicare un atteggiamento apocalittico da parte dell'autore, ne tantomeno una sua sorta di lamento sull'inutilita del vivere. (5) Sia il "romanzo in forma di lettere" (Si sta facendo sempre piu tardi) che il 'racconto-monologo' (Tristano Muore), costituiscono una fase di ulteriore evoluzione artistica all'interno del mondo narrativo dell'autore. (6) Sia dal punto di vista architettonico che da quello contenutistico, entrambi i testi sono il punto di arrivo di una parabola letteraria cominciata nel lontano 1975. (7) Ai due romanzi vanno aggiunti i saggi contenuti in Autobiografie altrui, una sorta di appendice di Si stafacendo sempre piu tardi, che, nata a posteriori del "romanzo in forma di lettere," in realta e un a priori.

Nell'esaminare i suddetti volumi, mi propongo quindi di mettere in luce come questi costituiscano il culmine di un processo di manipolazione dei generi cominciato tempo addietro e inteso alla distruzione del loro significato estetico originale al fine di confutare il nostro modo di costmire il mondo, ovvero queste tre opere sono un modo per provare la fine della credenza in una razionalita unitaria del reale. Gia in passato la rivisitazione eclettica dei generi traspariva in opere come La testa per--duta di Damasceno Monteiro e Il filo dell'orizzonte, 'romanzi polizieschi' in cui il colpevole non viene punito e il mistero non viene svelato, o Not--turno indiano, un 'diario di viaggio' che in realta e un'ambigua quest novel. A diffe renza delle opere che lo precedono, perb, Si stafacendo sempre piu tardi non solo altera ma, come vedremo, 'espande' il genere epistolare di ovidiana memoria. Potremmo dire che questo 'romanzo epistolare' costituisce la sapiente ibridazione di un genere dalle origini antiche e illustri che--fiorito nel Settecento con Le lettere persiane di Montesquieu, Pamela e Clarissa di Richardson, La nouvelle heloise di Rousseau, Les liaisons dan--gereuses di Laclos e I dolori del giovane Werther di Goethe--dopo un periodo di stasi, ritorna in auge nella letteratura contemporanea--si pensi a Herzog di Bellow, per esempio. (8)

La memoria individuale e storica tradotta in testimonianza era gia stata il fondamento di un precedente romanzo di Tabucchi: Sostiene Pereira, infatti, e una deposizione rilasciata, in circostanze misteriose, a un trascrittore invisibile e impassibile. Anche Tristano muore e la testimonianza di un moribondo che, spesso sotto l'effetto della morfina, racconta la propria vita a uno scrittore impassibile. Pero, mentre Sostiene Pereira, nella sua equilibrata struttura di venticinque capitoletti organizzati cronologicamente attorno a una serie causale di eventi, poteva definirsi romanzo, in Tristano muore i capitoli spariscono e ci troviamo di fronte a un susseguirsi di 'spezzoni' narrativi che non rispettano la progressione cronologica. (9) Il lettore si deve confrontare con un lungo racconto-monologo-memoriale cosi come in Si sta facendo sempre piu tardi chi legge si trova di fronte a un ibrido tra genere epistolare, diario e racconto. Quello che ci proponiamo di fare e analizzare Si sta facendo sempre piu tardi e Tristano muore aiutandoci con i saggi di Autobiografie altrui per dimostrare che ci troviamo davanti a due meta-romanzi che esplorano al quadrato il 'gioco del rovescio,' l'equivoco, il rebus, ovvero la fine delle certezze, della trascendenza e del disegno finalistico della Storia e lo fanno scardinando le categorie del genere letterario e alterando la divisione tra mondo reale e mondo fittizio.

Il discorso a priori delle Poetiche a posteriori

Nel maggio 2003, esce presso Feltrinelli Autobiografie altrui--Poetiche a posteriori, un volumetto di scritti in cui Tabucchi riesamina alcune sue opere perche, come suggerisce l'epigrafe iniziale di Joseph Conrad, "prima si crea l'opera, e solo dopo si riflette su di essa." Secondo Tabucchi, non sono solo gli autori a preoccuparsi di dare un senso alle cose a posteriori, ma e un'operazione che compiamo tutti, poiche "la vita e una partitura musicale che noi eseguiamo forse senza conoscere la musica. Non abbiamo lo spartito. Lo spartito si capisce solo dopo, quando la musica e gia stata suonata" (Tabucchi, Autobiografie altrui 87). Tuttavia, considerare il volumetto una semplice dichiarazione di poetica esistenziale sarebbe erroneo. Tabucchi mescola, come sempre, le carte, inframmezzando le dichiarazioni sulla propria poetica a commenti sui libri altrui, alla genesi dei propri libri (Requiem, Sostiene Pereira, e Donna di Porto Pim), al significato della risata finale del personaggio principale de Il filo dell'orizzonte, (10) a una lettera che parla dello scrittore Tabucchi ecc. (Autobiografie altrui 74). (11)

In Autobiografie altrui, Tabucchi definisce le sue opere "false memorie," spesso "illogiche," affermando che la letteratura deve essere menzognera, in quanto la menzogna serve a definire i confini della verita (12). Un terzo di Autobiografie altrui, uscito, ripetiamo, nel 2003, e dedicato a Si sta facendo sempre piu tardi, il suo "romanzo in forma di lettere" uscito nel 2001. Se e senz'altro vero che prima si scrivono le opere e poi se ne ragiona, i quattro scritti di Autobiografie altrui--"In rete," "Autobiografie altrui," "Futuro anteriore: una lettera mancante," e "Storia di un'immagine,"--contenuti nella sezione intitolata appunto "Nei dintorni di Si sta facendo sempre piu tardi," dovrebbero costituire il discorso critico dell'autore sulla sua opera precedente. Questi saggi dovrebbero servire a chiarire al lettore un romanzo complesso, a volte criptico e molto dotto, straripante di citazioni palesi e nascoste, qual e Si sta facendo sem--pre piu tardi, e invece forniscono un pretesto all'autore per l'ennesima espansione del proprio universo narrativo. Tabucchi non chiarisce, complica, gioca, parla della sua poetica, mente sapendo di mentire e finisce coll'enunciare grandi verita che tuttavia subito si affretta a negare.

Nei dintorni di Tabucchi

Se prefazioni, postfazioni e note dell'autore costituiscono tradizionalmente una sorta di peritesto, ovvero lo spazio attraverso il quale chi scrive illumina il lettore, nel caso di Tabucchi questo non succede. Com'e noto, Tabucchi usa il peritesto in modo particolare, per problematizzare la realta. (12) L'autore stesso ci incoraggia a diffidare di lui, quando scrive che gli artisti sono tutti "falsari" (Cfr. Tabucchi, Autobiografie altrui 94). Quindi e nostro compito mettere sull'avviso il lettore, suggerendogli di non credere ciecamente alle note dei testi tabucchiani. Questo e il caso, ad esempio, di una lettera di Autobiografie altrui intitolata "Autopsia," la quale contiene alcune informazioni su come e quando essa sarebbe stata recapitata allo scrittore (61). (13) D'altronde, come abbiamo fatto notare in altro luogo, gia nel peritesto di un'altra opera, Requiem, apparivano informazioni infondate (menu inesistenti ma comunque descritti dettagliatamente), (14) mescolate a note veritiere che chiarivano, per esempio, l'origine di un movimento letterario o di un oggetto (Requiem 37, 117, e 121). A volte invece il peristesto si insinua, sotto forma di lettera, tra i saggi di Autobiografie altrui. "Mia sublime complice" e una missiva che tematicamente si lega, trattando degli stessi personaggi, a "Vigilia dell"Ascensione" e a "Occhi miei chiari, miei capelli di miele," due lettere di Si sta facendo sempre piu tardi, tuttavia, invece di apparire nel volume del 2001, come dovrebbe, essa fa la sua comparsa nel volume del 2003. (15)

Ragion per cui, una volta appurato che nelle opere tabucchiane la finzione si travasa nella zona adibita al 'vero' e il 'vero' si insinua nella finzione, dobbiamo constatare che questo mondo metanarrativo e in continua espansione. Infatti, in Autobiografie altrui, un testo di per se saggistico, e di conseguenza un territorio in cui tradizionalmente predomina il 'vero,' Tabucchi sottopone le sue 'poetiche a posteriori' ai processi narrativi tipici dei testi creativi. Mi riferisco in special modo alla lettera-saggio intitolata "Autobiografie altrui," che sembra la risposta di Tabucchi ai numerosi quesiti di un suo presunto lettore, e alla sopra citata lettera, "Autopsia," scritta da un presunto lettore al regista Fernando Lopes e da questi (suppostamente) fatta pervenire a Tabucchi. Queste due lettere non sono solo un abile espediente usato dallo scrittore per disquisire sulla propria poetica, ma sono anche un modo sottile di rintuzzare le critiche suscitate dalla pubblicazione di alcune sue opere, tra cui Si sta facendo sempre piu tardi.

Artefici di questo processo metanarrativo sono anche le copertine dei tre volumi in questione, la cui funzione si e dilatata a tal punto che dal peritesto esse sono state risucchiate nel testo, o, come vedremo, sono passate dal testo al peritesto. La storia della copertina di Si sta facendo sempre piu tardi viene ripercorsa da Tabucchi in Autobiografie altrui. (16) Una foto in formato cartolina, comprata nel lontano 1989, infilata fra le pagine di un'agenda e dimenticata per molti anni, riemerge nel 2001, quando l'editore Feltrinelli chiede all'autore suggerimenti su quale copertina usare per Si stafacendo sempre piu tardi. Non mi soffermo a descrivere la curiosa storia della foto e di come essa sia poi diventata la copertina del "romanzo in forma di lettere." In questa sede ci interessa sottolineare come la genesi di questa copertina sia non solo da intendersi come una "soglia," quindi un peritesto, ma anche come un abisso narrativo o, nelle parole dell'autore, una "tromba delle scale." (17) Spiega Tabucchi:
 Credo che la storia di questa immagine possa fermarsi qui.
 Cercarne le ragioni segrete non mi ha fomito nessuna certezza,
 ma in compenso mi ha sollevato molti dubbi. Soprattutto mi ha
 messo in guardia dalle nostre pretese, non di rado arroganti,
 di voler tracciare i confini esatti fra le cose che sono, di
 credere di misurare al millimetro dove finisce la "realta" e
 dove comincia la "finzione" ... mi e venuto un sospetto: che non
 sono soltanto io che ho messo un libro sotto di lei, ma e anche
 lei che ha convocato un libro sotto se stessa. Forse quel libro
 l'ho scritto anche perche un giomo, senza ragione, comprai
 quell'immagine su una bancarella di Parigi. (Tabucchi,
 Autobiografie altrui 122)


L'immagine in questione deve aver attratto lo scrittore per via della possibilita di offrirsi a varie interpretazioni. Essa raffigura un uomo e una donna abbracciati, i cui volti rimangono nascosti perche lei e di spalle ed indossa un cappello, di conseguenza si vedono solo due corpi maturi sotto un cappello. L'uomo e avvinghiato alla donna, la quale pero appare piu distaccata di lui: con una mano sorregge il cappello e sembra partecipare all'abbraccio con minore intensita. Nulla poteva essere piu azzeccato, come riferimento, simbolo, metafora delle vite "fuori orario" del 'romanzo epistolare,' di un abbraccio che per l'uomo sembra essere disperato, mentre sembra essere vissuto dalla donna con minore intensita. Questa impressione e confermata dalle storie narrate nel libro, attraverso diciassette lettere scritte da personaggi maschili, tutte improntate alla disperazione. Le eventuali risposte delle destinatarie forse sarebbero state altrettanto disperate, ma non potremo mai saperlo, poiche sono nascoste, non dalla falda di un cappello, ma da un 'vuoto di pagina.' Cio mi fa suppore che queste signore cos1 odiate, vagheggiate, rimpiante, siano state in fondo meno coinvolte nei drammi amorosi dei loro rispettivi mittenti maschili. (18)

L'abbraccio e tradizionalmente un simbolo d'amore, ma di quale amore? Da cosa nasce tanta disperazione? Dal rimpianto, dalla nostalgia, dalla sorpresa di rincontrare casualmente, dopo tanto tempo, il 'grande amore' della propria vita? La foto apre un abisso di possibilita, di supposizioni, appunto una "tromba delle scale." (19) La correlazione tra la disperazione (presunta) del personaggio maschile della copertina e il titolo del romanzo in forma di lettere mi pare significativa. (20) "Si sta facendo sempre piu tardi," pare comunicare con i suoi gesti l'uomo della foto: l'amore e finito, la morte si avvicina, rimane solo tempo per un ultimo disperato abbraccio. (21) Disperazione e parola chiave nel 'romanzo epistolare,' perche se vero che il racconto tratta delle periferie dell'amore, delle passioni umane da questo derivate, come il rancore, l'odio, il risentimento, esso tratta soprattutto della brevita dell'esistenza. La vita dei personaggi e ormai un epitaffio, e come tale non puo piu cambiare; la disperazione nasce da questa consapevolezza. L'uomo della foto pare stringersi alla donna con la disperazione di chi sa che tra poco perdera per sempre l'amata, che questo abbraccio e un addio, che tutto finira perche la Parca tagliera il filo.

Anche la copertina di Autobiografie altrui e una "soglia," ma la sua funzione e quella di unire, non di delimitare. Essa e un "ponte" gettato trail volume in questione e Si sta facendo sempre piu tardi. L'immagine rettangolare della copertina sembra essere il ritaglio di una foto. In essa si vede il torso di una persona seduta a un tavolino, probabilmente di un caffe. Dai vestiti e dalle mani si capisce che si tratta di un uomo di eta matura. Le sue mani sono posate su un berretto e su un libro, i quali a loro volta poggiano sul tavolino. Il titolo del libro e illeggibile, ma dall'immagine si riconosce la copertina di Si sta facendo sempre piu tardi. (22) Quello che colpisce della foto e il fatto che questo signore sia senza volto e quindi senza precisa identita. Tuttavia, anche se non ne conosciamo il volto, in compenso sappiamo cosa sta leggendo. Le sue mani sembrano suggerire che egli sia assorto in riflessioni meditabonde: una mano e abbandonata sul berretto, mentre l'altra quasi accarezza il libro. L'immagine non solo sottolinea il legame tra Autobiografie altrui e Si sta facendo sempre piu tardi, ma vuole mettere in evidenza la loro interdipendenza. Il titolo stesso del libro, Autobiografie altrui, potrebbe figurare benissimo sulla copertina del "romanzo epistolare." Autobiografie altrui, ovvero le vite degli altri raccontate come se fossero state vissute dal narratore, le vite dei numerosi personaggi nei quali si e calato l'autore: vite dolenti, vite fittizie, ma pur sempre possibili, in cui potrebbe riconoscersi anche il lettore. (23) Nulla, meglio di questa misteriosa foto di copertina potrebbe suggerire che l'autore e stato tutti i personaggi e allo stesso tempo nessuno di loro. Quest'uomo irriconoscibile, capace di assumere mille identita, puo essere lo scrittore stesso che, dopo la fatica di essersi calato in tanti personaggi, di averne provato pene e disperazione, finalmente si concede un po' di riposo, per meditare sul fatto che "la vita e un flume senza sponde. Narrarla e una volenterosa maniera di metterle degli argini.... Ovviamente e un'illusione" (Tabucchi, Autobiografie altrui 86). (24)

La contaminazione tra saggio e narrazione, tra vero e falso, tra peritesto e testo si estende anche a Tristano muore. L'autore della lettera intitolata "Mia sublime complice...." contenuta in Autobiografie altrui, e uno scrittore di una certa eta che, rivolgendosi alla donna amata, lamenta il fatto che i suoi libri siano ignorati dal pubblico: "A chi vuoi che interessi pig oggi, nel cosiddetto postmodernismo, il neorealismo del memoriale romanzato di un vecchio resistente?," egli si chiede (cfr. Tabucchi, Auto--biografie altrui 108). Nel "Post scripture" a Si sta facendo sempre piu tardi, Tabucchi, con la sua solita predilezione per i rimandi nascosti, scrive: "... la lettera nella lettera, intitolata Lettera al vento, l'ho sottratta a un mio romanzo che non ho ancora scritto. Se un giorno lo scrivero gliela restituiro." (25) Poiche la "Lettera al vento" appare tale e quale nel successivo Tri-stano muore, dobbiamo arguire che l'autore sia riuscito a scrivere il romanzo che non aveva ancora scritto, che il memoriale romanzato del vecchio resistente sia diventato realmente un libro, e che una parte del racconto sia in effetti migrata da un testo all'altro. Sorprende che nel 2001 l'autore si riferisca a un'opera che apparirh nel 2004, e della quale parla "sotto mentite spoglie" in un volume del 2003. (26) Insomma, Tabucchi dilata l'intertestualita a un punto tale da nascondere i riferimenti alle sue opere (future, in questo caso) all'interno della finzione narrativa, poi trasferisce una parte di narrazione da un testo all'altro, beffandosi della cronologia, e forzando il lettore a diventare una sorta di Teseo che per orientarsi in questo labirintico arcipelago narrativo ha bisogno del filo di Arianna.

E il filo di Arianna sara ancora piu utile al lettore nel momento in cui questi si avvicina alla "soglia" di Tristano muore. Sulla copertina del libro troviamo una vecchia foto, in cui un signore, ritratto di spalle, vestito elegantemente, cammina su una spiaggia in direzione di alcune case che si intravedono in lontananza. Sia il cappello che gli abiti dell'uomo indicano che si tratta di una foto d'epoca. Alla fine del romanzo, si scopre che una foto apparentemente uguale e stata regalata dal moribondo protagonista, Tristano, al silenzioso scrittore che registra le sue memorie orali. (27) La foto, siamo portati acredere, ritrae il padre di Tristano il giorno delle nozze. A questo punto si capisce che Tabucchi ha creato un circolo vizioso: la fine riporta all'inizio, il testo al peritesto, la finzione alla realta, il presente al passato, il figlio al padre. L'immagine ha risonanza non solo sul piano metanarrativo, ma anche a livello testuale. Tristano e un uomo che ha vissuto la sua lunga vita durante un secolo ormai al tramonto. I tragici eventi della Storia del Novecento lo hanno costretto a delle scelte che lo hanno coinvolto profondamente. La sua vita e dunque legata a filo doppio con un secolo ormai vecchio. Come il padre ritratto nella foto in abiti d'altri tempi, cosi anche Tristano sta per diventare una figura d'epoca, un cimelio. Tristano stesso esprime questo bisogno di accomiatarsi dal suo tempo, dicendo al silenzioso trascrittore:
 E una bella foto, gliela regalo, la metta sulla copertina del suo
 libro, non e Tristano ma lo e un po', visto che e suo padre.... Ci
 gira le spalle come se ci dicesse addio, che poi e quello che ho
 fatto in tutti questi giomi con lei, e che ora sto facendo per
 l'ultima volta.... (Tabucchi, Tristano muore 159)


Dove la parola "addio" acquista molteplici significati: addio alla vita di Tristano che muore, addio a un secolo che e terminato, addio alle persone amate che sono tutte sparite da tempo, addio agli ideali di liberta infranti dalla Storia, addio a tutto per incamminarsi lungo la spiaggia ignota dell'aldila. Tristano muore, come dice il titolo, ma la sua 'storia,' ovvero la sua vita, eludera almeno per un po' il Tempo perche e stata premurosamente trascritta e quindi fissata sulla pagina. Il lettore, percio, si trova tra le mani una narrazione che e l'epitaffio di una vita e di un secolo di Storia, grazie alla quale lo scrittore-trascrittore ha gabbato la pendola che ha scandito inesorabilmente le ultime ore di Tristano.

Si sta facendo sempre piu tardi: un romanzo epistolare?

Se vogliamo inserire Si sta facendo sempre piu tardi nel discorso epistolare, dobbiamo cercare di metterne in evidenza similitudini e differenze. Chiediamoci quindi in che cosa esso sia simile ai romanzi epistolari canonici e in che cosa se ne discosti. Sarebbe impossibile dare una definizione univoca del romanzo epistolare, perche come genere letterario, esso ha avuto la capacita di modificarsi attraverso i secoli. Ogni romanzo epistolare assomiglia a quelli che l'hanno preceduto, ma, allo stesso tempo, mettendosi in rapporto dialogico con i precedenti, genera una serie di innovazioni. (28) Nel suo studio sulla poetica della prosa, Todorov sostiene che contribuire al canone significa procedere per differenze e non per ripetizioni. Ne consegue che ogni opera d'arte implica sempre un elemento di trasformazione, un'innovazione del sistema (cfr. Todorov, The Poetics of Prose 186). Il modello classico del romanzo epistolare e costituito dalle Letteredi eroine o Eroidi di Ovidio, una serie di quindici lettere d'amore a opera di eroine mitiche, indirizzate ad altrettanti amanti o mariti lontani. (29) Le lettere si configurano come lamenti in cui l'eroina piange la sua condizione tragica e narra gli eventi che l'hanno portata a tale situazione. Le epistole ovidiane sembrano tutte indicare come, nell'assenza fisica della persona amata, la lettera possa servire ad 'accorciare le distanze.' Questo aspetto e stato debitamente sottolineato dalla critica. Infatti, anche se vi sono opinioni divergenti sullo sviluppo storico e sulle caratteristiche del romanzo epistolare, quasi tutti i critici sembrano concordare sul fatto chela lettera ha la funzione di riavvicinare idealmente lo scrivente al ricevente. (30) La lettera d'amore e sempre un 'ponte' fra due soggetti. Si scrive per sentirsi piu vicini al destinatario, per comunicare con qualcuno, la cui assenza viene sentita come intollerabile. Naturalmente, anche in Ovidio la funzione di questo 'ponte' varia.

Nelle Eroidi compaiono lettere che lamentano l'insufficienza del mezzo epistolare rispetto alla comunicazione diretta con l'amato (Ero a Leandro), e lettere che invece sottolineano il potere della lettera di sostituirsi all'amato, facilitandone l'unione (Fedra a Ippolito), o facilitandone la conquista (Paride a Elena). Sin da Ovidio, quindi, la lettera e stata considerata il veicolo ideale per esprimere le pene d'amore. La necessita di comunicare nasce da una situazione emotiva scatenata da sentimenti che possono andare dal rimpianto per la perdita dell'amato all'odio per l'abbandono, o alla speranza di un suo prossimo ritorno. Generalmente i due poli intorno a cui oscillano le missive sono separazione e ri-unione. Una tematica di tal fatta comporta una descrizione psicologica minuziosa dell"io' narrante, dei suoi sentimenti e delle sue paure.

Nel Settecento, periodo di grande fioritura del genere, il romanzo epistolare si modifica e diventa un testo che, attraverso il carteggio, descrive di solito la conquista, la seduzione e l'abbandono di una donna, l'isolamento e la soff e renza della quale creano un racconto che talvolta si avvicina al monologo interiore e talvolta alia prosa diaristica. (31) Questo tipo di romanzo spesso termina con il suicidio o la morte dell'eroina e, quindi, con la conseguente cessazione delle missive. Ovviamente all'interno di quello che costituisce il canone epistolare tradizionale esistono variazioni che nel tempo hanno contribuito a modificare il genere. Nelle Lettere por--toghesi (a cura di Deloffre), ad esempio, l'eroina che narra la sua vicenda di donna sedotta e abbandonata ripercorre la sua drammatica storia d'amore per giungere, nell'ultima lettera, a dichiarare di non amare piu l'ingrato che non ha saputo apprezzarla, e quindi a cessare ogni tipo di comunicazione con lui. (32) Nel caso di Herzog di Saul Bellow invece, il narratore ricostruisce gli eventi di un passato burrascoso attraverso uno stile spesso incoerente, scrivendo lettere a personaggi che a volte neppure conosce, senza mai spedirle. Le lettere, tuttavia, funzionano da terapia psicoanalitica per l"io' narrante. Alia fine Herzog, essendo riuscito a--rimuovere le emozioni represse, esce dalla crisi esistenziale in cui era caduto e riconquista l'equilibrio mentale. Le lettere di Herzog sono un 'ponte' sul nulla che permette al protagonista di attuare un esame accurato di fatti che in precedenza apparivano sfuggenti e nebulosi. In Herzog le lettere nascono dalla necessitta di riesaminare il passato e di riesumare eventi traumatici e problematici che in qualche modo hanno coinvolto lo scrivente e il ricevente. Si ripercorre il passato per cercare di capire quello che prima non si era capito. Quindi scrivere lettere che non si spediscono e sintomo di una situazione psicologica di disagio, di infelicita. Ripercorrere il passato significa portare alla superficie della coscienza emozioni e sentimenti repressi o negati. In Herzog il protagonista, attraverso le lettere scritte, ma non spedite, infatti, guarisce.

Nel romanzo tabucchiano, il modello ovidiano riaffiora nelle lettere scritte dai diciassette 'eroi' alle donne amate e nel fatto che tutti costoro scrivono perche lamentano una "mancanza": vivono una situazione di disagio per l'abbandono, per il tradimento, per la morte dell'amata, sono tormentati dal rimpianto, dalla nostalgia, dalla malinconia, dalla solitudine, dal rancore, dal rimorso o dall'odio. (33) Le lettere dei vari 'io' narranti si aprono con espressioni come "Mia cara," "Mia amatissima ...," "Amore mio," tutti questi incipit, tipici del genere epistolare, appaiono in lettere che non sono ne datate ne firmate, ma il cui titolo, in compenso, rimanda al contenuto della lettera. I mittenti delle missive rimangono anonimi. Anche la Parca, autrice della diciottesima e ultima lettera, si rivolge a loro chiamandoli "Gentili Signori," una forma rispettosa ed elegante con cui normalmente si apostrofano gli estranei. Similmente al modello ovidiano, anche nel romanzo di Tabucchi mancano le risposte alle lettere. Quello che pero sorprende nel testo tabucchiano, non e tanto il fatto che il destinatario sia uno 'spettro,' quanto che lo sia anche lo scrivente. Le lettere dei vari 'io' narranti sono 'ponti' gettati sul nulla, partono dal mittente per non arrivare da nessuna parte. Sono una conversazione tra 'spettri,' tra un 'io' anonimo e un 'tu' invisibile. Inoltre le missive tabucchiane, a differenza delle lettere-ponte-sul-nulla di Herzog, non portano a nessuna guarigione.

Se tradizionalmente si scrivono lettere per eliminare la distanza o per cre are l'illusione di colmarla, o anche per alleviare il dolore causato dall'assenza dell'amata, possiamo dire che nelle epistole tabucchiane questo non succede perche i personaggi narranti sono immersi in una unica prospettiva temporale: il passato. Costoro esplorano il passato perche non hanno futuro, perche sono invecchiati, le illusioni sono finite, le speranze morte, e non c'e piu tempo di cambiare quello che e stato. La loro vita e un insieme chiuso, a cui non si puo piu aggiungere nulla, ne introdurre cambiamenti: non e possibile ne 'capire e guarire' come Herzog ne 'rinsavire' come la monaca portoghese. Lo stesso presente da cui questi signori scrivono tra poco apparterrh al passato perche la Parca, seppur penosamente, taglierh il filo della loro vita. Ogni lettera quindi in Tabucchi e definitiva, e un epitaffio.

Spesso lo scrivente e cosi frustrato, addolorato dall'assenza della destinataria e dai ricordi di lei che ne nasce una sorta di monologo interiore a volte allucinato, il quale dimostra l'assoluta disperazione e l'isolamento mentale di chi scrive. Il mittente sa di rivolgersi a una destinataria che non c'e, non solo perche non risponde alla sua missiva, ma perche e lontana, morta, sparita per sempre. Il "cara" delle espistole tabucchiane si riferisce a una donna che e inavvicinabile, irraggiungibile. Attraverso l'isolamento mentale, i desideri frustrati, i rimorsi e il dolore dei vari 'io' narranti, le lettere ci portano a una conoscenza frammentaria della destinataria, la quale e sempre una figura interiorizzata che vive solo nella mente dello scrivente. Ma a chi sono indirizzate allora queste lettere? Sono lettere per il lettore. Sono lettere anonime che si ripiegano su se stesse, che possono sussistere separatamente le une dalle altre come pagine di un diario o di un memoriale o come monologhi drammatici in cui il destinatario e il lettore, in cui il peso dell"io' e notevolisimo e quello del 'tu' molto debole.

Anche contenutisticamente le lettere rimangono ambigue, misteriose. Esse parlano di posti disparati, Creta, la Provenza, Parigi, Londra, Oporto, Salonicco ... campagna, citta, isole ... e si rifanno a luoghi della memoria che un tempo furono visitati dai due amanti, ma sui quali il lettore apprende poco o nulla. Infatti nelle missive abbondano i dettagli oscuri, i riferimenti improvvisi a luoghi lontani nel tempo e nello spazio, i messaggi esoterici. A questa ambiguith si aggiunge il fatto che i mittenti non giustificano se stessi o il loro operato, non perdonano, non supplicano perche sono personaggi infelici che rivisitano il passato per tentare di capirlo, ma sanno che il loro presente e ormai la risultante inalterabile del passato. Gli interrogativi, gli imperativi, i tempi futuri servivano alle eroine ovidiane per estorcere promesse, minacciare, convincere, erano sintomo di apprensione, anticipazione, incertezza, speranza. Gli scriventi tabucchiani non fanno nulla di questo, per loro il passato e diventato il presente. Tra l"oggi' e il 'domani' dei narratori non esiste oscillazione, esiste solo 'ieri,' quindi nessuna illusione o speranza anima questi signori.

Anche la sequenza conquista-seduzione-abbandono, tipica del modello epistolare classico, nelle lettere tabucchiane si riduce alla terza fase: l'abbandono. Manca in queste lettere la descrizione dettagliata di come e nato o e finito l'amore, manca il tentativo di convincere l'amata a tomare, manca la paura per una sua reazione negativa, perche chi scrive non ha futuro e, di conseguenza, non ha piu speranza. A mio avviso, e proprio la mancanza di una prospettiva futura che impedisce a queste lettere di rientrare nei canoni del romanzo epistolare. Il "romanzo in forma di lettere" e un meta-romanzo epistolare in quanto ogni progressione viene negata, sia dal punto di vista delia trama che della temporalita. Le lettere sono dei piccoli monumenti funerari, degli epitaffi a se stanti in cui i mittenti (morituri) incapsulano l'assurdita del vivere. Se teoricarrente nel romanzo epistolare esiste una progressione da A a C attraverso B, Tabucchi costruisce un meta-romanzo in cui esiste un solo momento, una ripetizione di A, il cui accumulo forma un'entita che mette in discussione ogni visione teleologica e progettuale del mondo e della vita. Nelle lettere di Tabucchi persiste solo la memoria, per cui il suo meta-romanzo epistolare e una forma narrativa dominata dall'assenza.

Come fanno notare gli studiosi del genere, il discorso epistolare classico e punteggiato da iati di ogni tipo: iati temporali tra gli eventi e la loro trascrizione, iati spaziali tra scrivente e ricevente, e iati testuali, i 'vuoti di pagina' tra le lettere (cf. Gurkin Altman 117-85). La memoria e l'aspettativa rendono il destinatario onnipresente nella mente dello scrivente. Anche il finale segue certi schemi fissi: la corrispondenza cessa perche i due amanti si riuniscono e i conflitti si risolvono col matrimonio ('happy ending'); uno dei due corrispondenti passa a miglior vita (fine tragica); lo scrivente rinuncia all'amore, i sentimenti vengono messi a tacere e l'ordine viene ristabilito, di conseguenza le ragioni che spingono l"io' a scrivere vengono meno perche la guarigione porta al silenzio. Le lettere tabucchiane sono punteggiate da iati di ogni tipo secondo il modello classico, ma esulano da tutti gli schemi fissi sopra citati: l'ordine non viene ristabilito, i conflitti non vengono risolti, le riunioni non si celebrano (nei due casi in cui questo succede le riunioni avvengono 'fuori tempo'), (34) la guarigione non avviene. Si potrebbe argomentare che il silenzio degli scriventi e causato dalla loro morte, dalla Parca che taglia i fili della loro vita, ma in realta costoro sono gia morti nel presente narratoriale delle loro storie: gli errori, le scelte sbagliate, i dolori inflitti dal destino hanno dato un corso irreversibile agli eventi.

Se, come sostengono i teorici, nel romanzo epistolare le lettere sono come tessere, ciascuna delle quali contribuisce al tutto senza perdere la propria individualita--ogni lettera, infatti, e circondata da uno spazio bianco chela delimita--la narrativa epistolare e quindi, per sua natura, una narrativa di frammenti che e compito del lettore ricomporre (cfr. Kauffman; Gurkin Altman 170 et passim). A livello narrativo, in questo tipo di romanzo predominano trame multiple: alterazioni della linea temporale negli eventi narrati nelle lettere, cosi come nell'ordine in cui le lettere stesse appaiono nel testo, eventi salienti privi del loro contesto, eventi di cui si conoscono solo le ripercussioni, punti di vista molteplici, polifonia di voci, monologhi interiori. In apparenza, Si sta facendo sempre piu tardi sembrerebbe rientrare a pennello nella summenzionata casistica, e potrebbe quindi essere definito un romanzo epistolare. Tuttavia, l'ibridazione dei generi attuata da Tabucchi, accompagnata dall'uso ripetuto di una prospettiva temporale fissa e dall'espansione degli iati, fa di quest'opera una meta-romanzo epistolare. Tabucchi stesso sottolinea l'elasticita del genere epistolare, facendo notare che esso "e un genere ambiguo. Si pensi alla tipologia dei generi che esso permette di frequentare: il genere amoroso (Abelardo e Eloisa), la confessione (Rousseau, Goethe, Foscolo, Kafka), il pamphlet (d'Alembert), la moralith (Montesquieu), la didattica (Lord Chesterfield), il romanzo (La nouvelle Heloise di Rousseau, Memoires d'Hadrien e Alexis della Yourcenaur, Les liasons dangereuses, ecc.)" (cfr. Tabucchi, Autobiogafie altrui 92 et passim). Concordiamo con lo scrittore sulla duttilita e sull'ampiezza di raggio del romanzo epistolare, che sin dalle origini ha goduto di ampia latitudine e della quale anche Tabucchi si e avvalso. Tuttavia, in queste epistole tabucchiane, neppure all'intemo della stessa lettera esiste un inizio-sviluppo-fine degli eventi raccontati, quindi non esiste una storia vera e propria, ma esistono solo tanti frammenti di storie narrate da voci anonime che assomigliano a dei recit. Il "romanzo in forma di lettere" e una collezione di 'recit,' ovvero una collezione di frammenti in forma di epistola, quindi un meta-romanzo epistolare.

A questo punto si impone una domanda: che cosa da coesione alla polifonia di voci narranti di Si sta facendo sempre piu tardi? A dare coesione narrativa al volume e il motivo temporale. (35) Le voci narranti raccontano frammenti di storie, in cui lamentano il fluire del Tempo. La vita e vista dai personaggi come un flume che "raramente mostra in superficie le sue ragioni, perche il suo vero percorso avviene in profondita, come un fiume carsico" (cfr. Tabucchi, Si sta facendo sempre piu tradi 26). Il corso della vita e misterioso perche non si riesce a capire "come vanno le cose. E cosa le guida: un niente" (cfr. Tabucchi, Si stafacendo sempre piu tradi 27). Una delle voci narranti dice all'amata: "Ero nel buio piu completo, almeno per quel che riguardava il passato. Se ne era andato cosi, come sabbia tra le dita, scusa la metafora abusata, ma dawero lo capii in quel momento: perche il passato, anche lui, e fatto di momenti, e ogni momento e come un minuscolo granello che sfugge, tenerlo, in se e per se sarebbe facile, ma e metterlo insieme con gli altri che e impossibile. Insomma: logica, nessuna, mia Cara. L'idea di un futuro, seppure posta come ipotesi, mi parve ancora piu nebulosa" (cfr. Tabucchi, Si sta facendo sempre piu tradi 31-31). Siamo lontani dall'idea di un soggetto centrale che si sente in grado di cambiare il corso dell'esistenza, i mittenti tabucchiani vengono portati di qua e di la dal flusso degli eventi come se fossero trasportati da un fiume in piena. Ogni voce narrante riflette a posteriori sul rebus della vita, sui percorsi concentrici, sui piccoli equivoci senza importanza che hanno cambiato la sua esistenza, sulla mancanza di logicita del vivere. Questi 'io' si agitano in un mondo dove domina il Caso. Come leggiamo nella lettera intitolata "Forbidden Games," i "giochi dell'essere" dei vari narratori sono proibiti dal Destino, in quanto tutto quello che doveva accadere e ormai accaduto, quindi tutto e scritto e non si puo sfuggire. (36)

Naturalmente, accanto al motivo del Tempo che cancella l'amore, la giovinezza, la felicith, le illusioni, e d conduce inesorabilmente alla morte, esiste nel meta-romanzo epistolare una fitta schiera di temi ricorrenti: la rete esistenziale entro la quale ci muoviamo cercando 'buchi,' il filo spinato che creiamo intomo a noi e quello che ci creano gli altri (ovvero quello storico, come l'Olocausto), la finestra che come la fotografia cerca di opporsi al caos imprigionando il reale in uno spazio geometrico lirnitato ecc. Dalla fitta sequenza di citazioni (palesi e nascoste, ma sempre dotte) strappate alla letteratura, al cinema, alia musica, alle canzoni, alla scienza, emergono qua e la i frammenti della societa contemporanea: i menu, le ricette, la radioattivita, la follia del consumismo.... Si potrebbe pensare che questo meta-romanzo epistolare sia come una sinfonia, in cui ogni voce e uno strumento, che con note diverse rappresenta il lamento della condizione urnana. Ma non sarebbe un'interpretazione accurata, giacche il libro non e una narrazione pessimista sull'inutilita del vivere. Una delle voci narranti afferma che "scrivere, e sempre un modo di venire a patti con la mancanza di senso della vita" (cfr. Tabucchi, Si sta facendo sempre piu tradi 28). Un'altra sostiene che "la memoria rievoca il vissuto, e precisa, esatta, implacabile, ma non produce niente di nuovo.... L'immaginazione, invece, non puo evocare niente, perche non pue ricordare, ed questo il suo limite: ma in compenso produce il nuovo, un qualcosa che prima non c'era, che non c'e mai stato" (cfr. Tabucchi, Si stafacendo sempre piu tradi 141). Come sottolinea Tabucchi in Autobiografie altrui, scrivere creativamente "significa uscire dal tempo," ovvero uscire dalle strettoie del divenire per entrare nell'atemporalita della parola grazie alla quale i sentimenti, gli eventi, levite, le storie raccontate sono fissate per sempre, ed hanno vita quasi eterna (cfr. Tabucchi, Autobiografie altrui 91).

Tristano muore: romanzo o monologo?

Nella produzione narrativa tabucchiana, le epistole fanno la loro comparsa assai prima di Si stafacendo sempre piu tardi. Solo per fare qualche esempio, Il gioco del rovescio (1981) contiene la splendida "Lettera da Casablanca," storia di un'esistenza determinata da un evento misterioso che ne ha segnato irrimediabilmente il corso, Piccoli equivoci senza importanza (1985) la lettera ("Isole') che il prigioniero consegna alla guardia e la let tera immaginaria della guardia, due lettere basate su 'quello che poteva essere, ma non e stato,' I volatili del Beato Angelico (1987) le lettere apocrife di Janata Monroy a Tabucchi con relative risposte dell'autore, le lettere 'impossibili' di Don Sebastiano de Aviz a Francisco Goya, della cartomante di Napoleone a Dolores Ibarmri, ecc. Con questo non si vuole indicare una ripetitivita nella produzione narrativa dell'autore, piuttosto un processo di espansione che procede per cerchi concentrici attorno a determinati nuclei centrali all'interno dell'universo narrativo tabucchiano. Questa caratteristica e evidente anche se si paragonano, ad esempio, il suo primo romanzo, Piazza d'Italia, e l'ultimo, Tristano muore. In questa sede non si vuole suggerire tm parallelo diretto tra i due volumi, piuttosto si vuole sottolineare una certa 'risonanza' nella scansione del racconto. Entrambi i testi sono divisi in 'spezzoni' narrativi, che non si possono considerare frammenti, giacche in essi ricorrono elementi tematici che legano le varie parti. (37) Inoltre, Piazza d'Italia si apre con un "Epilogo" che costituisce la fine della storia. Di conseguenza, sin dall'incipit risulta evidente che il racconto e narrato in flashback, attraverso molteplici analessi e prolessi. Tristano muore abbonda anch'esso di analessi e prolessi, ma queste sono inserite in una cornice cronologica, la malattia terminale del protagonsita durante il mese di agosto, all'interno della quale si inseriscono gli sbalzi temporali.

Dal punto di vista tematico e evidente una certa 'risonanza' tra Tristano muore e altre opere tabucchiane. In Piazza d'Italia, Garibaldo muore falciato da una pallotola della celere all'inizio del racconto. In Sostiene Pereira, il protagonista e ossessionato dal pensiero della morte, e a causa di cio legge il saggio di Monteiro Rossi che da origine alla sua avventura. In Tristano muore, il protagonista e divorato dalla cancrena e per questo chiama al suo capezzale uno scrittore che trascriva fedelmente le sue parole. Inoltre, Tristano muore presenta una galleria di personaggi che sono tutti da tempo defunti: sono morti coloro che hanno combattuto per la liberta in Grecia e in Italia, sono morte Daphne e Marilyn, le due donne amate dal protagonista, e morto il ragazzo adottato da Tristano e amato come un figlio. Si sarebbe inclini a pensare che il libro sia un racconto sulla morte, ma non e cosi. Con la testimonianza di Tristano, Tabucchi si e imposto una meta molto ambiziosa, quella di narrare una vita, anzi, di narrare la Vita. Tradizionalmente, esistono molti modi per farlo: la biografia, la biografia romanzata, l'autobiografia, il memoriale, il diario. Tabucchi non ha scelto nessuno di questi generi, optando invece per un pastiche narrativo in cui ha fuso insieme testimonianza, diario, monologo e, a volte, monologo interiore.

L'unica voce narrante e Tristano. Ogni ricordo e filtrato attraverso il suo punto di vista e raccontato a uno scrittore presente in quanto trascrittore delle sue parole, ma assente per il lettore, in quanto non interviene mai nel racconto. Anche la Frau Renate, la vecchia governante tedesca, a meta fra la serva e la filosofa, che si prende cura di Tristano fin dai tempi deli'infanzia, 'esiste' solo attraverso le parole del narratore, il quale commenta, risponde o cita quello chela donna dice. Quindi abbiamo un 'io' che si rivolge a un 'tu' silenzioso, e che spesso parla di se stesso in terza persona: "L'alba e fredda. Tristano ha paura, dietro quella roccia. Gli eroi non hanno paura, ma Tristano non sa ancora di essere un eroe, e un uomo solo che stringe un mitra sottratto a un tedesco ucciso, ha le mani gelate, i piedi gelati, gli pare di essere incapace di pensare...." (38) L'uso della terza persona costringe il lettore a domandarsi se sia il moribondo che vede il se stesso di allora come un 'altro da se,' oppure se sia il moribondo a parlare di se come se fosse il personaggio del racconto che si sta creando tramite le sue parole. Altre volte l"io' narrante usa una sorta di erlebte Rede e, eliminando tutti gli incisi tipici del discorso diretto, "lei disse," "io risposi," semplicemente inserisce il discorso della governante all'interno del proprio:
 La Frau ... entra e fa, signorino, non c'e stato il temporale che
 prometteva ieri sera, sicche fa piu caldo di prima, pero la tua
 stanza e la piu fresca di tutta la casa, dunque contentati ... non
 voglio dire che tu non abbia qualche dolore, ma la tua vita e stata
 meglio della mia, e io mi sono mai lamentata, mi hai mai sentita
 lamentare, me? (Tabucchi, Tri-stano muore 124-25) (39)


Naturalmente, narrare una vita non e facile, perche, come sottolinea Tristano, "La vita non e in ordine alfabetico.... Appare ... un po' qua e tan po' la, come meglio crede, sono briciole, il problema e raccoglierle ..." (Tabucchi, Tristano muore 46). La struttura architettonica e stilistica di Tri-stano muore offre appunto il modo di attuare questa 'raccolta di briciole.' Gli 'spezzoni' narrativi ricreano un po' qua e un po' la gli eventi della vita. Spesso l'accaduto diventa chiaro solo dopo una serie di 'spezzoni,' cosi come i fatti vissuti diventano chiari alla luce dei fatti successivi o delle cose che si scoprono in un secondo tempo. Alcuni eventi sono governati dal caso, altri dagli uomini. E evidente che per eventi si intendono oltre a quelli personali quelli storici che, in modo diretto o indiretto, hanno avuto ripercussioni sulla vita di Tristano. Ne consegue che offrire la tesfimonianza di una vita significa parlare della Storia, specialmente nel caso di un moribondo che, nel 1999, ripercorre a cavallo dei propri ricordi, disordinatamente, quasi un intero secolo. I ricordi, la memoria, il passato, quindi la Storia e il Tempo: sono questi gli elementi sui cui si basa la testimonianza di Tristano. Infatti, come dice il protagonista ad un certo punto, solo chi ha vissuto gli eventi puo testimoniarli. Ne consegue che Tristano e davvero testimone del suo secolo perche ne ha vissuto gli accadimenti, osservato gli sviluppi, sofferto le conseguenze.

Critica della Storia

Se si riordinano cronologicamente gli eventi storici di cui parla Tristano, al di la delle memorie dell'infanzia, del nonno garibaldino e astrologo, delle cicale di Malafrasca, delle poesie della Frau, gli eventi fondamentali a cui la sua memoria ritorna sono due. Il primo episodio vede Tristano soldato durante la Seconda Guerra Mondiale, al tempo in cui l'esercito italiano, alleato con quello tedesco, occupa la Grecia. Il giovane Tristano assiste a due assassinii ingiustificati e, per un innato senso di giustizia, reagisce, uccidendo un militare germanico. Tristano viene salvato da un ragazza greca (Daphne) e finisce con l'unirsi ai partigiani. Il secondo episodio avviene in montagna, in Italia, durante la Resistenza. Il giovane Tristano uccide un manipolo di nazifascisti e diventa un eroe. Ma gia il 6 agosto del 1945, appena finita la guerra in Italia, quando la prima bomba atomica viene sganciata su Hiroshima, in Tristano comincia ad annidarsi il dubbio. Quella liberta per cui ha combattuto, col passare del tempo viene erosa da ogni parte. La guerra fredda ha diviso il mondo in due, le dittature non sono finite: in Spagna impera il franchismo, in Grecia imperano i colonnelli. L'America, paladina della liberta in patria, non esporta democrazia all'estero; gli inglesi si sono rubati tutti i fregi del Partenone; in Italia, la retorica del Partito Comunista tende ad azzerare la liberta individuale a favore di un bene comune che pero risulta poco convincente; il governo democristiano del dopoguerra celebra la Resistenza e i suoi eroi, ma allo stesso tempo nega che gli italiani siano mai stati fascisti. Col passare degli anni Tristano si rende conto che il paese per cui ha combattuto e soggiogato dalla televisione, che gli italiani sono stanchi di pensare, desiderano solo essere pensati perche in questo consiste "la vera liberta" (Tabucchi, Tristano muore 127).

Infine, Tristano capisce di aver combattuto per una liberth "sepolta nella sabbia fino al collo," per un paese in cui "le bombe erano scoppiate, i morti erano morti, gli assassini erano in vacanza e la fanfara repubblicana suonava helle piazze" (Tabucchi, Tristano muore 129). Insomma, il vecchio resistente e stato tradito dalla Storia; ha avuto la debolezza di credere negli uomini e questi lo hanno tradito. Il Novecento e stato un secolo di fallimenti, o meglio, un secolo di tradimenti: traditi dalla Storia sono stati i morti seppelliti in Grecia e in Italia, cosi come lo sono stati tutti coloro che hanno creduto in un ideale di liberta, in una societa piu giusta che non si e mai materializzata. Il Novecento, quindi, emerge come un secolo di disastri, delusioni e sconfitte tali che Tristano ad un certo punto lascia l'Italia e si rifugia a Creta dove si mette a pubblicare volumi di poesia. Purtroppo, pero, alla Storia spesso non e possibile sfuggire: il suo unico erede, un ragazzo adottato e amato come un figlio, rimane ucciso in un'azione terroristica andata male. Mentre in montagna, fra i partigiani, tutto appariva chiaro, o bianco o nero, in seguito tutto e diventato confuso. Tristano stesso e stato pure lui vittima di questa mancanza di chiarezza. Anche il suo gesto d'eroismo, avvenuto durante la Resistenza, si scopre, alla fine del libro, motivato da ragioni sia personali che ideologiche, e non pare essere l'atto generoso e spontaneo di un eroe. Il suo tradimento, se tradimento e stato, ha tre soluzioni possibili che pero rimangono a livello di ipotesi, ragion per cui spetta al lettore decidere se Tristano sia o non sia stato un eroe, e spetta a chi legge riflettere, al di la della tradizionale retorica patriottica, sulla natura dell'eroismo, sulla difficolta di scegliere tra verita e menzogna e sulle molteplici interpretazioni della realta (Tabucchi, Tristano muore 152). (40) A questo punto siamo portati a concludere che Tristano ha creduto nel progresso e nel poter cambiare, con le sue azioni, il corso della Storia per create un mondo migliore, ed e stata tutta un'illusione. Alla fine del secolo e alla fine della sua vita Tristano sancisce con la sua morte anche la fine di quegli ideali che haimo animato il Novecento, con lui finisce la fede nel disegno finalistico della Storia.

Il "tempo curvo" di Tristano (41)

Cesare Segre, in un bel saggio su Cent'anni di solitudine, fa notare l'uso particolare del tempo da parte di Garcia Marquez. Secondo il critico, al di la della misura temporale che scandisce le vicende, cio che caratterizza il tempo del romanzo sono le pulsioni sovratemporali che anticipano l'avvenire, o protraggono il passato, accelerando la ruota del tempo verso momenti cruciali. Questi giri della ruota del tempo vengono chiamati dal crifico "tempo curvo," ovvero formano un 'sistema' in cui le pulsioni sovratemporali hanno la meglio sul quieto fluire del tempo. Secondo Segre, questo processo circolare nel romanzo di Garcia Marquez viene acuito dalla prospettiva memoriale dei protagonisti, grazie alla quale il tempo mentale che, scavalcando gli anni, congiunge momenti cruciali della vita dei suddetti e il tempo-calendario si intersecano infrangendo la normale cronologia (cfr. Segre, "Il tempo curvo di Garcia Marquez"). Anche Tabucchi, in Tristano muore, faun uso simile della categoria temporale. Il decorso della malattia di Tristano, durante il mese di agosto del 1999, costituisce la 'cornice' del romanzo, ma all'interno di questo tempo lineare la mente di Tristano vaga a piacere tra i ricordi del passato. Inoltre il presente narrativo di Tristano, l"adesso' del moribondo che racconta, e un 'tempo incerto.' L"io' narrante non e mai sicuro dell'ora, se sia sera o giorno, o di quale giorno della settimana si tratti. Gli sembra che ci siano 'troppe' domeniche in questo mese di agosto in cui si trova confinato in un letto, perche la Frau gli legge continuamente poesie, mentre dovrebbe leggergliele solo di domenica. Ovviarnente le cefalee, il dolore e la malattia fanno si che Tristano, immobilizzato a letto, perda il senso del tempo. A questo si aggiungono anche le allucinazioni da farmaci, il sonno e i sogni provocati dalla morfina. Neppure la Frau e una fonte attendibile per quanto riguarda il tempo. Essendo sempre vissuta, fin dai tempi dell'infanzia, nella stessa casa, avendo sempre osservato il rito della poesia in tedesco ogni domenica, anche quando Tristano era assente, la governante cerca di rallentare il tempo affinche attraverso la ripetizione e la consuetudine la vita permanga sempre uguale, o almeno si illude di riuscirvi. Quello della Frau e quindi un 'tempo rallentato.'

Se il corpo di Tristano e immobile a letto, la sua mente e invece sempre in movimento. Essa si muove a zig zag nel passato, di ricordo in ricordo, balza da eventi remoti ad altri piu vicini e viceversa. In essa, i momenti cruciali della vita del vecchio partigiano sembrano essersi cristallizzati in immagini immutabili. Nel 'non-tempo' della memoria di Tristano tutto e presente e perenne, e solo la morte puo troncare questa liberta di movimento. Tuttavia, il vecchio partigiano ha ancora un asso nella manica col quale si prefigge di sconfiggere la morte. Il moribondo ha deciso di raccontare la sua storia, cosi da guadagnarsi una piccola porzione di immortalita attraverso la scrittura. Naturalmente, quella della scrittura rappresenta un "eternita' che e ben poca cosa se paragonata a quella vera, al tempo tolemaico, ovvero al tempo immobile dell'universo, all'interno del quale sono gli esseri viventi che si muovono, si agitano, periscono, perche In realth tutto rimane immutabile da millenni. Infine, potremmo anche aggiungere che il tempo dell'orologio che scandisce inesorabilmente la fine di Tristano fa anch'esso parte del grande tempo tolemaico, in quanto il ticchettio non e in realta movimento, ma ripetizione infinita. In Tristano muore assistiamo alla relativizzazione della categoria temporale, ad opera della quale il presente e il passato non sono piu nettamente distinti e il tempo ha cessato di essere lineare ("tempo curvo").

Anche il futuro come categoria temporale in Tristano muore non esiste. Esso e negato dalla morte imminente del protagonista. Tuttavia, l'ultima frase con cui si conclude il libro, potrebbe far pensare altrimenti: "Comunque domani e un altro giorno ...," dice Tristano (cfr. Tabucchi, Tristano muore 159). (42) Uaffermazione fa pensare al futuro, ma in realta addita a un domani che non appartiene piu al protagonista, ma solo a coloro che gli sopravviveranno. Tale frase, deve essere letta, a mio avviso, nel senso di: 'Tristano muore, ma la vita continua, nel suo perenne cicb di nascite e morti' e rientra in quella circolarith a cui abbiamo accennato all'inizio del saggio. Tabucchi, in Tristano muore, crea un circolo vizioso in cui la morte riporta alla vita, la fine all'inizio, il testo al peristesto, ecc. (43) Circ olarita che nega ogni tipo di progressione e implica il concetto di esistenza come perenne circolo vizioso.

Critica della poetica

Il monologare di Tristano non e solo un discorso sulla vita e sulla Storia, ma e anche un discorso sulla poetica. Lo scrittore accorso al capezzale del moribondo viene da questi analizzato, criticato, provocato, bombardato di domande che rimangono tali, e, a volte, persino bistrattato. Gli scrittori secondo Tristano sono "falsari," rubano storie e poi le fanno loro, abbellendole, tagliando, aggiungendo o inventando (Tabucchi, Tri-stano muore 11). D'altra parte, anche il vecchio partigiano non sembra avere a cuore la 'verith,' e spesso si fa beffe del realismo che ha la presunzione di riuscire a riprodurre "veritieramente" la realta. In alcuni casi, dopo aver raccontato un episodio della propria vita, confessa che le cose si sono svolte diversamente: "ma tu scrivilo come se fosse veto," dice al trascrittore, non preoccupandosi granche di attenersi ai fatti (Tabucchi, Tristano muore 25). Uattenersi al "vero" non preoccupa il narratore perche, come lui stesso ribadisce, quando i fatti si traducono in parole diventano 'veri' anche se non lo sono. D'altro canto, Tristano e consapevole dell'impossibilith di racchiudere la vita umana in una biografia. La vita scorre sotterranea come un flume carsico, e complessa, contraddittoria, misteriosa, incomprensibile, scriverne nelle migliori delle ipotesi significa fare quello che ha fatto lo scrittore-trascrittore: una biografia romanzata nella quale parla di come avrebbero dovuto andare le cose, di come Tristano sia stato un paladino della liberth senza macchia e senza paura. (44) Le cose invece sono andate diversamente, ed e appunto per afferrare questo 'diversamente' che lo scrittore e accorso solerte al capezzale del moribondo. Del resto, scrivere la 'vera' biografia di Tristano e un'impresa quasi impossibile perche Tristano stesso e un narratore inattendibile: non ricorda, si contraddice, si rifiuta di svelare certe cose, accenna ad episodi che poi lascia in sospeso, oppure li inventa di sana pianta.

Che cosa e venuto dunque a fare lo scrittore? Se raccogliere una biografia e un'impresa quasi impossibile, qual e il suo vero compito? Lo scrittore e venuto a "raccogliere aria," come Tristano stesso sottolinea, ma e un' "aria" che una volta messa nero su bianco resisterh al passare del tempo, al ticchettio della pendola, al susseguirsi delle stagioni. (45) Infatti, come Tristano stesso sottolinea:
 Il mondo e fatto di atti, azioni ... cose concrete che pero poi
 passano, perche l'azione, scrittore, si verifica, succede ... e
 succede solo in quel preciso momento li, e poi svanisce, non c'e
 pig fu. E per restare ci vogliono le parole, che continuano a farla
 essere, la testimoniano. Non e vero che verba volant. Verba manent.
 Di tutto cio che siamo, di tutto cio che fummo, restano le parole
 che abbiamo detto, le parole che tu ora scrivi ... le parole che
 testimoniano. (Tabucchi, Tristano muore 152)


Ne consegue chela scrittura sconfigge il tempo, anche se e una "voce fossile," giacche ha perso le vibrazioni e i suoni del respiro di chi racconta. Quindi anche se la vita si vive e non si puo raccontare, in quanto il divario ontologico tra mondo fenomenico e scrittura impedisce alle parole di afferrare le cose che come la vita sono inafferrabili, tuttavia, la scrittura rimane l'unico tentativo possibile di testimoniare, di fissare sulla pagina quel 'confesso che ho vissuto' senza il quale tutto svanirebbe nel nulla, giacche, come afferma Cassirer, cio che non puo essere nominato non esiste.

Il "monologo" del vecchio eroe si conclude con un richiamo al rituale degli elefanti, gia menzionato nell'incipit, con i ricordi d'infanzia, il nonno, le stelle, ovvero con tutte quelle memorie che creano una certa rispondenza tematica tra l'inizio e la fine della storia. Durante tutto il racconto, le analessi e prolessi della memoria, le allucinazioni da cefalee, i viaggi onirici prodotti dai farmaci sono accompagnati dal ronzare di un moscone intrappolato nella stanza. Questo moscone e una sorta di mise-en-abime della situazione del protagonista. Infatti, come il povero insetto si dibatte durante tutto il mese di agosto per trovare una via d'uscita, cosi anche il vecchio eroe si dibatte per uscire da questa vita. Il moscone e un motivo ricorrente che "cuce" i vari 'spezzoni' narrativi insieme. Oltre al moscone, in Tristano muore vi sono altri motivi ricorrenti che compiono lo stesso sottile lavoro di cucitura, come le cicale, le poesie della Frau, il tic tac della pendola, e cosi via. Bisogna chiedersi a questo punto se la tenue sequenza causale degli eventi della vita del protagonista, ricostruibile seppur con qualche difficolta, basterebbe a trasformare il monologo in romanzo. Piuttosto che usare il termine romanzo, saremmo piu inclini ad affermare che ci troviamo di fronte un meta-romanzo, ovvero a un testo in cui gran parte del racconto costituita, non tanto dal susseguirsi degli eventi storici, quanto dalle sensazioni, dai desideri, dalle emozioni e dai sogni del protagonista, cioe da tutta quella parte della vita umana difficile, per sua natura, da registrarsi nero su bianco. E proprio per via della 'natura aerea' della materia narrativa di gran parte del racconto, che esso riesce ad approssimarsi, attraverso le parole, alla vita vissuta. Grazie all'ambiguita, alle sospensioni, al non-detto, il racconto di Tristano si allontana dal romanzo per avvicinarsi, al diario, al memoriale e soprattutto al monologo ovvero al 'racconto di vita vissuta,' riuscendo a riprodurre in parole gli sbalzi, le cesure, le ripetizioni e le reticenze della testimonianza orale. Con Tristano muore e Si sta facendo sempre piu tardi Tabucchi ha felicemente dilatato il canone romanzo.

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FLAVIA BRIZIO-SKOV

University of Tennessee

NOTE

(1) Il volume e stato recensito in maniera interessante da Marianetti, e da Gumpert in una lunga intervista. Francese ha pubblicato un solido studio nel quale esamina dettagliatamente la poetica tabucchiana. Un ottimo saggio rimane quello di Ceserani che sarebbe il testo dell'intervento pronunciato dal critico a Pordenone, nell'ambito delle numerose giomate dedicate allo scrittore per iniziativa dell'Associazione per la Prosa.

(2) Sul romanzo si vedano le seguenti recensioni: "Le ultime ore di Tristano sulle soglie del nulla" di Paolo Mauri (La Repubblica 15/02/2004), "L'eroe di Tabucchi: una vita amputata" di Lorenzo Mondo (La Stampa-Tuttolibri 21/02/2004), "Tabucchi all'ombra di un eroe tradito" di Remo Ceserani (Il Manifesto 24/02/2004), "Se Tristano muore" di Roberto Cotroneo (L'Unita 24/02/2004), "Gioco di specchi al capezzale di Tristano" di Giovanni Pacchiano (Il Sole 24 Ore 29/02/2004), "I dolori di Tristano partigiano tradito" di Cesare Segre (Corriere della Sera 10/03/ 2004), e "La vita? Solo parole al vento" di Giacomo Annibaldis (La Gazzetta del Mezzogiorno 12/ 03/2004).

(3) Cfr. Brizio-Skov 9-27.

(4) Per un discorso sulla verita e sulla categoria del reale, si veda Jansen; Gargani; e Vattimo e Rovatti.

(5) Tabucchi scrive: "Comunque, anche nel caso che questo libro sembrasse francamente pessimista, come forse qualcuno trovera l'illusione che lo regge e una forma di ottimismo o di illusorio pessimismo, come che sia." Dove "illusione" si deve leggere come la capacita della scrittufa di pone "argini" (illusori perche non eterni) alia vita. Questi "argini," sebbene fittizi, riescono a sottrarre le storie raccontate al grande flume del divenire che tutto cancella e in questo modo a sconfiggere il Tempo, in quanto la scrittura 'fissa' quello che il divenire si porterebbe via (Auto-biografie altrui 86).

(6) Per evoluzione si intende l'espansione di temi gia trattati, quail la Storia, la letteratura, la perdita di certezze del soggetto e la categoria filosofica del 'rovescio,' che comprende il caso, il rebus, l'equivoco, il mistero. Temi che in queste tre ultime opere acquistano preponderanza e 'soffocano' la categoria del 'romanzesco,' ovvero quella procedura letteraria che si basa sulla capacita di costringere l'attenzione del lettore su un intreccio nella continua attesa di quel che sta per accadere.

(7) Tabucchi pubblica nel 1975 il suo primo romanzo, Piazza d'ltalia. Per quanto ci concerne il termina parabola non dovrebbe, a nostro avviso, essere inteso come traiettoria di sviluppo. In questa sede si vuole stare lontani da ogni disegno finalistico sia della grande Storia che delle 'piccole storie' tabucchiane.

(8) Altri esempi sono Zoo o lettere non d'amore di Shklovsky; Lolita di Nabokov; Frammenti du un discorso amoroso di Barthes; Le nuove lettere portoghesi di Barreno, Horta, e Velho da Costa; e La carte postale: de Socrate d Freud et au-dela di Derrida, per citarne solo alcuni. La maggioranza dei critici sembra essere d'accordo sul fatto che il genere epistolare gode di grande fortuna nel Settecento, ma in seguito subisce un periodo di declino, per ritornare poi in auge nell'epoca contemporanea.

(9) La cronologia esiste ma e nascosta, nel senso che non e quella creata dalla catena causale degli eventi raccontati da Tristano, bensi quella del decorso terminale di Tristano durante l'agosto in cui racconta la sua vita. La malattia di Tristano e la 'cornice' dentro la quale il resto della narrazione e calato; in un certo senso ricorda il Decamerone di Boccaccio.

(10) Spino, personaggio principale de Il filo dell'orizzonte, sulla sua risata la critica ha dibattuto a lungo.

(11) Non mi soffermero ad analizzare i primi due terzi del libro in quanto parte di questo materiale e gia stato esaminato in un mio precedente studio. Mi riferisco in special modo a "Un universo in una sillaba--Vagabondaggio intorno a un romanzo," un lungo saggio teorico gia apparso nel 1999 su una rivista francese, vedi Brizio-Skov 99. Per quanto riguarda i restanti saggi--"Apparizione di Pereira," "Ma cosa ha da ridere il Signor Spino?," "Autopsia," "Labirintite," e "Balene d'altri tempi. Tango di ritorno"--trattando di romanzi di cui mi sono gia occupata nel volume sopraccitato, li menzionero solo quando saranno utili a chiarire la poetica tabucchiana.

(12) Per un discorso accurato sul peristesto che cita i contributi di altri critici quail Manuela Bertone ecc., si veda Brizio-Skov 114-18.

(13) La lettera indirizzata al regista Fernando Lopes ha una nora che spiega in dettaglio come Tabucchi sia entrato in possesso della missiva: "Ringrazio Fernando Lopes per avermi consentito di pubblicare questa lettera che mi ha inviato in fotocopia il 20 dicembre 2002, quando questo libro era pronto per le stampe. La traduzione dall'inglese e mia, cosi come il titolo del capitoletto. Per ovvie ragioni ho omesso il nome del mittente." La lettera-capitoletto suddetta, intitolata "Autopsia," e un interessante gioco di specchi e di rimandi tra realta e finzione, tra eventi veramente accaduti, riferimenti a persone esistenti e a personaggi fittizi come Spino, protagonista de Il filo dell'orizzonte. Il titolo si riferisce a una procedura investigativa che si fa sul cadavere allo scopo di individuare il male che ne ha causato la morte, metaforicamente parlando significa "ricerca a posteriori di una causa," che e appunto quello che il supposto mittente fa, scrivendo a Tabucchi. La 'causa' sarebbe il terrorismo.

(14) Cfr. Tabucchi, Requiem 131.

(15) La lettera si intitola "Mia sublime complice," e in corsivo nel testo cosi da distinguersi dal resto del racconto, ed e inclusa all'interno di un saggio, intitolato "Futuro anteriore: una lettera mancante" incluso in Autobiografie altrui (107-12). Essa idealmente fa pane di Si stafacendo sempre piu tardi, legandosi a "Vigilia dell"Ascensione" e a "Occhi miei chiari, miei capelli di miele," giacche la destinataria delle tre lettere e la stessa, sebbene i mittenti siano due uomini diversi. Tuttavia, in un libro in cui ogni lettera e definitva come un epitaffio, una 'continuazione' della storia di "Occhi miei chiari ..." sarebbe stata senza dubbio una stonatura. Le storie del "romanzo in forma di lettere" sono tutte concluse, non c'e piu tempo per cambiare nulla, ragion per cui "Mia sublime complice" avrebbe costituito, se inclusa nella raccolta, un'alterazione tematica e strutturale all'architettura del libro. Il fatto che per una serie di "piccoli equivoci," come spiega Tabucchi nel saggio, essa ne rimanga fuori, indica che dovrebbe essere considerata come una sorta di peritesto del 'romanzo epistolare.'

(16) Cfr. Tabucchi, "Storia di un'immagine," Autobiografie altrui 113.

(17) Tabucchi stesso in Autobiografie altrui, a proposito della copertina di Si stafacendo sempre piu tardi, scrive: "... al contrario di quanto affermano critici autorizzati, la copertina di un libro, oltre che una soglia, puo essere una tromba delle scale nella quale si precipita ignari" (122). Mi riferisco spesso a questi due termini per definire la funzione della copertina negli ultimi tre volumi di Tabucchi.

(18) Alcuni obietteranno che in realta la lettera della Parca, la lettera circolare di risposta a tutti i mittenti maschili delle 17 lettere, contiene una lettera nella lettera, intitolata "Lettera al vento," che e di un personaggio femminile, la quale scrive una disperata lettera d'amore a un uomo assente, perduto e forse morto. Quindi si potrebbe affermare chela disperazione viene sperimentata in egual misura dai personaggi femminili come da quelli maschili, perche la condizione del vivere sotto il governo del Tempo, percepito come perdita del tutto, e una condizione comune a tutta l'umanita. Tuttavia, la lettera in questione non basta da sola, a mio giudizio, a riequilibrare la somma delle disperazioni di tutti i mittenti maschili delle 17 lettere chela precedono.

(19) Sono conscia del fatto che Tabucchi usi "tromba delle scale" riferendosi ai vari tentativi fatti per svelare il mistero dell'abbraccio disperato della foto, ma dopo esser risalito da Kuligowski a Munch ecc., si rende conto dell'impossibilita di 'spiegare la vita.' Poiche egli stesso mette in dubbio i confini tra realta e finzione, e quindi l'idea chela vita si possa riordinare entro categoric logiche, penso chela mia interpretazione 'espansa' sia accettabile.

(20) Significativo e anche il titolo dell'ultima lettera del 'romanzo epistolare,' che e omonimo a quello del libro. Questa ripetizione ovviamente non e casuale. La Parca scrive la lettera ai "Gentili Signori" mittenti delle 17 lettere, informandoli della loro imminente partenza da questo mondo, poiche il tempo a loro concesso sta per finire. Quindi Tabucchi ha scelto lo stesso titolo sia per la lettera della Parca che per il 'romanzo' a ragion vedute. Lo stretto legame tra copertina e racconto, ovvero tra peritesto e testo e di nuovo confermato.

(21) Nel tracciare la storia dell'immagine Tabucchi ci svela che il fotografo e un certo Kuligowski che nel 1978 faceva foto di matrimoni, battesimi, ecc. e si era trovato a fotografare il remariage di una coppia che si era divorziata e poi, a distanza di anni, si era risposata. Non mi pare sia il caso di credere al Signor Kuligowski, le sue parole saranno magari anche veritiere, ma sostengo sia meglio prestar fede all'immagine, la quale significa da sola, indipendentemente dal suo autore, ed e compito di chi legge interpretarla, specialmente dal momento in cui si trova in un certo contesto, ovvero sulla copertina di questo libro (Tabucchi, Autobiografie altrui 116-19).

(22) Dalla quarta di copertina apprendiamo chela foto appartiene come copyright a Mathieu Bourgois, che forse e figlio o parente di Christian Bourgois, l'editore francese di Tabucchi. Che Bourgois sia l'editore di Tabucchi ce lo dice l'autore stesso nel saggio "Storia di un'immagine" (Tabucchi, Autobiografie altrui 117-18).

(23) Forse sarebbe stato piu corretto al posto di Autobiografie altrui usare come titolo "Biografie altrui," mail fatto che appaia il termine "autobiografie" sottolinea, a mio parere, che l'autore si e calato in tanti se diversi dal suo, si e 'travestito da loro' in maniera cosi totale da essere assillato dalle loro drammatiche vite. Prova ue sia il fatto che alla fine del "Post scriptum" di Si stafacendo sempre piu tardi, l'autore confessa chela lettera della Parca e stata un espediente per liberarsi dei personaggi: "... mi pare giusto che si facciano tacere alia buonora i personaggi, dopo che si e avuta la pazienza di stare a sentire le loro querule storie. E un modo di dire loro che il tempo concesso e scaduto e che non vengano pill a tormentarci con la loro presenza. Via, via" (Tabucchi, Si sta facendo sempre piu tardi 228).

(24) Si noti che in epigrafe a Si stafacendo sempre piu tardi si trova il ritornello di una canzone popolare che dice: "Avanti, 'ndre, avanti, 'ndre che bel divertimento. Avanti, 'ndre, avanti, 'ndre la vita e tutta qua." Dove l'idea delia vita come movimento futile, quindi un agitarsi le cui ragioni sfuggono, un disegno che rimane imperscrutabile sono ulteriormente sottolineate. Si veda a questo proposito anche Ceserani che scrive: "Nel frattempo, pero, sia allo scrittore che ai personaggi e capitato di vivere in un mondo che si sotlrae a qualsiasi forma di conoscenza lineare, coerente, compatta, e in cui siamo obbligati ad aggirarci un po' a caso e ad avere contatti fra noi non sempre certi e identificabili come nel gioco a mosca cieca e a scambiare spesso di luoghi e collocazione come nel gioco dei quattro cantoni" (Ceserani, "Bussando alla porta di Antonio Tabucchi" 104-05).

(25) All'interno della diciottesima e ultima lettera di Si stafacendo sempre piu tardi, che porta lo stesso titolo del romanzo, la Parca Atropo risponde agli autori machili delle precedeni diciassette lettere, includendo nella sua missiva una lettera intitolata "Lettera al vento." La 'lettera nella lettera' appare in corsivo nel testo per distinguersi dal resto della narrazione. In essa, una sorta di moderna Arianna, abbandonata dal suo Teseo e anch'essa (come i mittenti maschili delle precedenti lettere) affranta dalla disperazione, vaga tra le isole greche alla ricerca del perduto amore. Nel "Post scripture" dell'omonimo romanzo Tabucchi, riferendosi alla "Lettera al vento," scrive: "Voglio solo dire chela lettera nella lettera, intitolata 'Lettera al vento,' l'ho sottratta a un mio romanzo che non ho ancora scritto. Se un giorno lo scrivero gliela restituiro" (227-28). Il romanzo non ancora scritto, a cui Tabucchi si riferisce, che tratta del memoriale di un vecchio resistente, mi pare si possa identificare facilmente con Tristano muore.

(26) Il personaggio maschile che scrive la lettera intitolata "Mia sublime complice ..." e parla, in qualita di scrittore e studioso di letteratura, del "memoriale romanzato di un vecchio resistente" credo sia un 'trabocchetto' per il lettore. Penso si tratti di una citazione autoreferenziale in cui Tabucchi gioca col lettore nascondendo la verita sotto le spoglie della finzione, vale a dire divertendosi a nascondere il riferimento al suo romanzo reale (di futura pubblicazione) in una narrazione fittizia.

(27) La descrizione della foto che viene regalata da Tristano allo scrittore sembra combaciare con l'immagine che appare in copertina.

(28) Cfr. Todorov, Litterature et signification; GErard, Figures III; Paul, Beyond Genre; e Benveniste, Problemes de linguistique generale.

(29) Le lettere in origine erano solo 15 tutte scritte da eroine, in un secondo tempo Ovidio ha aggiunto tre copie, che sono le lettere di Paride a Elena e Elena a Paride, Leandro a Ero e Ero a Leandro, Aconzio a Cidippe e Cidippe a Aconzio.

(30) Cfr. Simon, Mail Orders e Kauffman, Special Delivery.

(31) Si pensi a Clarissa di Richardson e a Les liaisons dangereuses di Laclos.

(32) Uno dei piu curiosi casi letterari: il libro viene pubblicato anonimo nel 1669 a Parigi in francese, con una nota introduttiva che afferma che il volume e "una copia corretta della traduzione di cinque lettere portoghesi." Le lettere verranno ritradotte in portoghese solo nel 1824 quando si scoprira che forse potevano essere state scritte da una monaca portoghese a un cavaliere francese in missione in Portogallo. Che una tale Maria Ana Alcoforado sia esistita in un monastero di Beja, e stato provato storicamente, ma studi filologici successivi attribuiscono l'opera al visconte di Guilleragues, segretario di Luigi XIV e poi ambasciatore a Costantinopoli, uomo di notevole ingegno letterario e 'scopritore' della traduzione delle lettere originali. La vicenda del libro e tuttora irrisolta, in ogni caso il volumetto ha finito con l'appartenere alla storia dei capolavori letterari sia della letteratura francese che di quella portoghese.

(33) Le uniche due lettere 'felici,' ovvero lettere che trattano rispettivamente di un amore ritrovato molto tempo dopo e di un amore platonico che solo dopo una lunga frequentazione si trasforma in relazione sessuale, sono "Vigilia dell'Ascensione" e "Occhi miei chiari, miei capelli di miele." "Te voglio, te cerco, te chiammo, te veco, te sento, te sonno" potrebbe avere come tema il ritrovamento dell'amata dopo una lunga assenza, mail carattere onirico della lettera fa sospet tare che il protagonista non salga mai le scale che lo porterebbero da Lei, ma si limiti a sedersi su una panchina fuori dal portone e a sognare l'incontro. L'impressione che si tratti di un sogno e alimentata dall'uso narrativo della terza persona, dal tono ironico e dalla frase finale che, distanziata dal testo, dice "Dimmi: sarebbe cosi, se fosse?"

(34) Mi riferisco a "Vigilia dell'Ascensione" e "Occhi miei chiari, miei capelli di miele," in cui le riunioni tra i due amanti avvengono 'fuori orario' in quanto si materializzano molto tempo dopo il momento in cui avrebbero dovuto accadere.

(35) Naturalmente il tema temporale va di pari passo con il tema della perdita dell'amata del quale si e parlato precedentemente.

(36) Dice all'amata l'io narrante di "Forbidden Games": "Addio mia cara Arnica, o magari arrivederci in un'altra vita che certo non sara la nostra. Perche i giochi dell'essere, come sappiamo, sono proibiti da cio che dovendo essere a gia stato. E il minuscolo eppure invalicabile Forbidden Game che ci impone il nostro Attuale" (Tabucchi, Si stafacendo sempre piu tradi 50).

(37) L'influenza del cinema sulla struttura di Piazza d'Italia e documentata da una intervista fatta a Tabucchi e apparsa su Cahiers du Cinema ["Le cinema des ecrinains, a cura di Antoine de Baecque (Paris: Editions de l'Etoile, 1995)]. Il romanzo e diviso in 'sequenze' secondo l'insegnamento del montaggio filmico alia Eisenstein. Nato con una struttura tradizionale viene, dopo la lettura del teorico russo, diviso in tre tempi; ciascun tempo e suddiviso in capitoletti numerati e titolati che assomigliano ai fotogrammi di una sequenza; questi ultimi non rispettano la successione temporale ragion per cui il lettore si vede costretto a riordinare le analessi e prolessi del racconto. Si tenga presente che nel romanzo del 1975 gli 'spezzoni' cercano di avvicinarsi il piu possibile ai quadri di una sequenza filmica, cosa che non succede in Tristano muore.

(38) Cfr. Tabucchi, Tristano muore 41. Simili casi ricorrono anche a 51, 54, 60, 61, 70, e 74. Il lettore si domanda se colui che parla di Tristano in terza persona, sapendo cosa gli passa per la mente, sia l'autore, o sia Tristano stesso che parla di sd come se fosse un'altra persona.

(39) Per un discorso accurato sul discorso indiretto libero o erlebte Rede, si veda il sempre attuale e fondamentale articolo di Spitzer, "L'originalita della narrazione nei 'Malavoglia'" contenuto in Giovanni Verga, I Malavoglia, in cui il critico, partendo dalle tesi del glottologo Giacomo Devoto analizza in dettaglio i vail tipi di 'discorso indiretto libero' usate da Verga in contrapposizione all'uso che ne fanno i romanzieri francesi dell'Ottocento.

(40) Le tre ipotesi sono: Tristano ha fatto la spia ai tedeschi per gelosia, per vendicarsi del fatto che Marilyn e il comandante avessero una tresca; ha rivelato la posizione del comandante cosi da poter sterminare, sorprendendolo, tutto un plotone tedesco; ha fatto uccidere il comandante perche, anche se lottavano insieme contro un nemico comune, il vecchio comandante credeva in un futuro 'diverso' da quello in cui credeva Tristano.

(41) Il Tempo e la Storia, due temi che hanno preoccupato e preoccupano Tabucchi, sono gli argomenti sui quali si basa l'intervento che lo scrittore toscano ha letto in occasione del Premio Salento, che gli e stato assegnato nell'autunno del 2003. Si veda La Repubblica del 2/10/2003. Nel suddetto intervento lo scrittore argomenta che la Storia e racconto, quindi sta nel Tempo, ma non e il Tempo, e, cercando un'impossibile definizione, si chiede che cosa sia il Tempo. Sempre su La Repubblica (21/05/04) e apparso anche un inedito di Tabucchi, in cui lo scrittore scrive a se stesso fingendosi uno scienziato-orologiaio svizzero che ragiona sul Tempo cercando di definirlo, per giungere poi alia conclusione che "tutto e nel Tempo ... eccetto il Tempo stesso. Ho l'impressione che il suo Tristano lo abbia capito, proprio nell'ultimo momento della sua vita, quando chiede di sapere che ora e."

(42) La frase e ripresa da Via col vento, Rossella O'Hara pronuncia queste parole alia fine del film. Tuttavia, Rossella le pronuncia come messaggio di speranza, intendendo che domani ricomincera a lavorare per 'ricostruire' sia la sua tenuta che il suo matrimonio. La speranza invece non anima le parole di Tristano, domani lui non ci sara piu. La frase ricorre anche all'inizio del racconto quando Tristano ricorda che Daphne gli aveva regalato una sedia da regista cinematografico e per rincuorarlo, col pennarello sulla spalliera, aveva scritto: "... domani e un altro giorno, affinche lui non fosse il regista di un cinemascope amaro ..." (33). Purtroppo l'augurio non si avverato.

(43) Si veda l'ultima parte della sezione "Nei dintorni di ..." di questo saggio.

(44) E proprio per avere pubblicato un romanzo di successo, che e una biografia romanzata sul periodo eroico di cui Tristano e stato protagonista, che lo scrittore viene chiamato, da Tristiano stesso, a "raccogliere" la verita. La versione della vita eroica del vecchio partigiano offerta nel romanzo neorealista dallo scrittore viene ampiamente criticata dal moribondo, che si fa beffe della presunzione di poter conoscere la realta.

(45) Tristano ammonisce lo scrittore-trascrittore dicendogli che e venuto a "raccogliere aria," nel senso che anche trascrivendo parola per parola tutto quello che Tristano dice, questi non sara in grado di arrivare alla verita, perche le parole scritte, pur ri-creando il mondo, non possono superare l'abisso ontologico che esiste tra l'essere e il mondo fenomenico.
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Title Annotation:Contemporary Prose Fiction
Author:Brizio-Skov, Flavia
Publication:Italica
Date:Sep 22, 2006
Words:13302
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