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Se avessi qui Mussolini... Antifascisti.

Fabio Montella, Se avessi qui Mussolini... Antifascisti, fascisti e spie del regime tra Ginevra e Alta Savoia. MnM Print Edizioni: Poggio Rusco, 2018; 325 pp.: ISBN 9788894237740, [euro]18,00 (PBK).

La nascita della collana Italiani dall'esilio dell'editore Donzelli, diretta da Renato Camurri, nel 2015 ha segnato in maniera tangibile l'accentuazione dell'interesse della storiografia italiana dell'ultimo decennio per il fuoruscitismo antifascista, un orientamento gia manifestato in precedenza dalla rinnovata attenzione per due autorevoli personalita del mondo multiforme degli oppositori di Benito Mussolini rifugiatisi in America: Gaetano Salvemini (scandagliato in Il prezzo della liberta, a cura di Patrizia Audenino, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009) e Max Ascoli (esaminato da Davide Grippa, Un antifascista tra Italia e Stati Uniti, Milano, Angeli, 2009 e nella collettanea Max Ascoli. Antifascista, intellettuale, giornalista, a cura di Renato Camurri, Milano, Angeli, 2012). Rispetto all'antesignano degli studi sull'esulato antifascista, l'ormai classico volume di Aldo Garosci volto a ridimensionare il peso dei comunisti tra i sovversivi espatriati e a conferire rilievo a Giustizia e Liberta (Storia dei fuorusciti, Bari, Laterza, 1953), le ricerche piu recenti hanno privilegiato una prospettiva biografica costruita attorno a singole figure di intellettuali. Invece, la monografia di Fabio Montella recupera la dimensione corale di una militanza svolta non soltanto da giornalisti e docenti universitari, ma anche e soprattutto da reti di muratori, sarti, calzolai, falegnami e osti, non certo inclini alle speculazioni teoriche.

In particolare, Montella propone un'indagine sugli antifascist! che si stabilirono nella citta svizzera di Ginevra e nel dipartimento francese dell'Alta Savoia, due aree non soltanto contigue ma di fatto quasi compenetrate grazie alla porosita della frontiera nel tratto di confine che avrebbe dovuto invece separarle. Qui si radicarono due tra i nuclei piu attivi degli oppositori di Mussolini all'estero, innestandosi sulle comunita preesistenti di lavoratori italiani. Inoltre, soggiornarono in questa regione influenti leader antifascisti come Emilio Lussu, che trascorse alcuni anni tra l'Alta Savoia e il sanatorio di Clavadel in Svizzera per curarsi dalla tubercolosi.

L'autore riprende da Garosci non solo lo sguardo collettivo sui gruppi di antifascisti che operarono tra Ginevra e l'Alta Savoia, ma anche la periodizzazione del loro espatrio in tre ondate successive: la prima in coincidenza con l'escalation di violenze che culminarono con la marcia su Roma; la seconda in seguito all'uccisione del leader socialista Giacomo Matteotti; la terza in risposta alle "leggi fascistissime" che sancirono il consolidamento del regime. Furono soprattutto i componenti di quest'ultimo esodo a organizzarsi per svolgere propaganda politica tra i connazionali, progettare attentati contro case del fascio, consolati e altri luoghi riconducibili al regime, raccogliere fondi a beneficio degli antifascisti rimasti in Italia e fornire assistenza ad altri esuli per facilitarne l'inserimento nella societa di adozione. Montella ricostruisce queste poliedriche attivita con dovizia di particolari sulle loro diverse manifestazioni. Traccia cosi un quadro in cui la vita quotidiana si intreccia all'impegno politico attraverso la partecipazione alle assemblee delle sezioni locali di partito, gli incontri nei caffe e nei ristoranti e le discussioni informali nelle case dei principali animatori dell'antifascismo, come l'abitazione ginevrina di Guglielmo Ferrero. In questo ambito, il volume cerca anche di valorizzare l'attivismo femminile, sebbene il richiamo alle donne che gravitavano nel mondo dell'antifascismo finisca spesso per essere declinato attraverso i personaggi maschili a cui erano legate da parentela o rapporti sentimentali.

Montella non trascura le iniziative unitarie, come la formazione della Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo, sorta nel 1922, o il caso della colonia estiva di Saint-Cergues, promossa quale luogo di vacanza per i figli degli antifascisti a prescindere dal partito di appartenenza. Tuttavia, il quadro tracciato evidenzia una spiccata litigiosita tra le varie componenti dell'antifascismo, principalmente tra socialisti e comunisti a Ginevra, dovuta non solo alle differenze ideologiche ma anche ai timori della presenza di informatori, confidenti e infiltrati del regime che alimentarono un clima di sospetto reciproco. A questo proposito, sarebbe stato interessante se Montella si fosse soffermato su come la liquidazione degli anarchici da parte degli stalinisti durante la guerra civile spagnola e il Patto Molotov-Ribbentrop avessero concorso a pregiudicare i rapporti tra i comunisti e gli altri antifascisti a Ginevra e nell'Alta Savoia.

L'impianto della monografia tende talvolta a una esposizione un po' cronachistica anziche sviluppare una riflessione analitica, come evidenziato dal susseguirsi di dettagli quasi giornalieri sulla lotta tra antifascisti e fascisti nonche dai resoconti di riunioni politiche e dai numerosi mini profili biografici dei sovversivi che costellano il testo. Nondimeno, e malgrado l'assenza di una sezione di conclusioni, gli dementi portati da Montella ribadiscono, nello specifico del caso studio affrontato, la tesi gia avanzata in termini piu generali da Garosci. Le realta savoiarda e ginevrina videro, infatti, una forte rilevanza dell'antifascismo di matrice repubblicana, socialista massimalista e anarchica alla fine degli anni Venti, prima dell'emergere del protagonismo di Giustizia e Liberta nel decennio seguente. I comunisti rimasero, invece, piu ai margini, anche in ragione della scarsa autonomia, sul versante savoiardo, dalle sezioni locali del partito comunista francese. La preminenza attribuita da Montella ai giellisti, la cui crescita fu indubbiamene aiutata dalla presenza di Lussu, e attestata anche dall'elenco dei suoi appartenenti nell'area di Chambery, inserito in appendice, che non trova un corrispettivo per i sovversivi delle altre formazioni antifasciste.

Montella si e prodotto in un approfondito scavo delle fonti di polizia fascista, specialmente dei fascicoli del Casellario Politico Centrale, un materiale sporadicamente integrato dalla consultazione degli archivi di Giustizia e Liberta, mentre risulta trascurata la documentazione prodotta dalle autorita francesi e svizzere. Sono sottoutilizzati anche i giornali pubblicati dagli esuli antifascisti, i cui articoli sono richiamati in appena tre riferimenti nelle 677 note del volume (pp. 167, 169, 251). La ricerca finisce pertanto per rispecchiare la prospettiva delle "spie del regime", che diventano i coprotagonisti della trattazione, ancorche in posizione piu defilata rispetto ai sovversivi che sorvegliavano. Infine, una singolare scelta editoriale offre al lettore un indice dei luoghi, ma non dei nomi di persona. Nel suo complesso, comunque, pur senza suggerire chiavi interpretative innovative, la monografia arricchisce in modo significativo la conoscenza delle vicende dell'antifascismo italiano in Francia e Svizzera, salvando dall'oblio la memoria di alcune sue personalita.

Recensione di: Stefano Luconi, Universita degli Studi di Genova, Italia
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Author:Luconi, Stefano
Publication:Forum Italicum
Date:Nov 1, 2019
Words:1015
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