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Scotellaro tra i Nobel: La fortuna precoce delle traduzioni americane.

Abstract

Le prime traduzioni americane delle poesie di Rocco Scotellaro risalgono al 1953, quando il poeta era pressocche sconosciuto in Italia in quanto gran parte dei suoi scritti fu pubblicata postuma grazie all'interessamento di Carlo Levi e Rossi-Doria. Nonostante i premi e i riconoscimenti l'opera di Scotellaro, ed in partricolare la sua poesia, e rimasta confinata in quella s o r t a di periferia culturale ben separata dal novero di autori "degni" di essere inseriti nelle antologie nazionali. Non cosi nel sistema culturale anglo-americano. Scotellaro fu infatti uno dei primi poeti italiani ad essere t r a d o t t o e presentato al pubblico americano e le sue poesie furono inserite in antologie e riviste accanto a quelle di Ungaretti, Montale, Saba e Quasimodo, solo per citare i piu famosi a livello internazionale. Il presente saggio ricostruisce la presenza di Scotellaro negli USA e propone un'analisi delle traduzioni dei diversi traduttori che nel c o r s o di mezzo secolo si s o n o cimentati con i versi del poeta lucano, evidenziandone l'approccio traduttivo e le strategie editoriali.

Parole chiave

Scotellaro, traduzioni

I poeti italiani del Novecento apparvero piuttosto tardi sul mercato editoriale americano: soltanto negli anni si ebbero le prime traduzioni in riviste di settore spesso accompagnate da brevi note bio-bibliografiche o da saggi divulgativi sull'autore antologizzato e finanche i poeti piu consolidati a livello internazionale risultano ancora assenti nella Oxford Book of Italian Verse del 1952. Le prime traduzione in volume (con testo a fronte) delle opere di poeti del calibro di Ungaretti, Montale e Quasimodo comparvero soltanto alla fine degli anni Cinquanta. Diverse sono le ragioni di questo ritardo: il mercato "improduttivo" della poesia in genere, una forma di diffidenza nei confronti della letteratura italiana negli anni del Fascismo, le grandi guerre, ma anche una sorta di reazione al modernismo che prendeva piede proprio nel secondo dopoguerra quando il pubblico, e gli editori, tornavano a forme poetiche piu tradizionali. Questa rapida premessa ci consente di comprendere le scelte degli editori americani relativamente agli autori italiani e alle opere (o addirittura alle singole liriche del singolo autore) da tradurre in grado di attrarre un pubblico, come quello statunitense, particolarmente interessato al tratto autobiografico di un autore piuttosto che agli aspetti formali, alle speculazioni filosofiche o all'impegno politico da questi esercitato.

Rocco Scotellaro, diversamente da quanto accadeva in Italia, fu uno dei primi poeti italiani a essere tradotto e presentato al pubblico americano insieme ad autori ben piu noti e consolidati come Ungaretti, Montale, Saba e Quasimodo, solo per citare i piu famosi a livello internazionale. (1) Nel 1953, quando Scotellaro era ancora pressocche sconosciuto al grande pubblico italiano, due sue poesie furono pubblicate sulla rivista della Harvard University, Wake, (2) (Scotellaro, 1953) che nella sezione italiana racoglieva gli scritti di Natalia Ginzburg, Montale, Tecchi, Morante, Alvaro, Ungaretti, Quasimodo e Pirandello.

La domanda che si impone a questo punto e come siano arrivate le poesie di un giovane poeta poco conosciuto persino in patria agli editori della rivista letteraria nata in una prestigiosa Universita come quella di Harvard. Le informazioni/documenti oggi disponibili consentono di rispondere a questo intrigante interrogativo avanzando l'ipotesi di un coinvolgimento diretto del traduttore William Weaver.

Considerato tra i maggiori traduttori dall'italiano in inglese di tutti i tempi, Weaver arrivo a Salerno nel settembre del 1943 al seguito della 5[degrees] armata del generale Patton e, dopo il rientro in America per finire gli studi, torno a Napoli per qualche mese prima di trasferirsi definitivamente a Roma, ospite di alcuni amici, che lo introdussero alla letteratura contemporanea italiana:
When I went back to Italy, I went to Naples and lived with the family
of a friend in an apartment overlooking the Bay of Naples. It was
absolutely wonderful; it was tiny, like being in a dorm. That's when I
really began speaking Italian. And I met--one of those marvelous
coincidences in my life--this young group of people in Naples, all of
whom wanted to be writers. They were my age. I didn't know any Italian
literature at all. They gave me the poems of Montale and Ungaretti as a
present. I gave them books that they had never heard of--F. Scott
Fitzgerald, Isherwood, and so on. I couldn't read the poems unless I
tried to translate them, so I did it for myself. I started translating
before I really knew Italian. I did it for myself, not with any idea of
becoming a translator (Weaver, 2002).


Non possiamo essere certi che Weaver abbia conosciuto Scotellaro negli anni in cui era a Portici, ne possiamo, al momento, stabilire con certezza che siano stati gli amici con cui divideva l'appartamento a Roma, Giuseppe Patroni Griffi e Francesco Rosi, a farglielo conoscere o a fargli conoscere la sua poesia. Rosi e Patroni Griffi, erano stati entrambi collaboratori della rivista del giovanissimo Pasquale Prunas, "Sud", a cui collaborava anche Scotellaro. Una terza via potrebbe essere quella di "Botteghe Oscure", a cui Weaver collaborava come traduttore e dove Scotellaro aveva pubblicato alcune liriche. (3)

Comunque siano andate le cose, un dato incontrovertibile ci sembra l'autorizzazione alla pubblicazione delle due liriche sul Wake che Weaver deve aver avuto dal poeta ancora vivente, cosa che spiegherebbe anche la scelta delle poesie, La figlia del trainante e Un ritratto tutto piedi, che Scotellaro aveva gia pubblicato su Botteghe Oscure nel 1948 (Scotellaro, 1948):
To the Carter's Daughter
I can live near you no longer
someone binds the voice in my chest
you are the carter's daughter
who take the breath from my mouth.
Because below us in the stall
the mules move in their sleep
because your father snores near us
and does not go yet, high on his cart
to chase off the stars with his whip.

A Portrait All Feet
In the cave at the alley's end
they sit around the old woman, dead.
They have tied together the toes
of her shoes with their oil-cloth soles.
You can see the face distant on the pillow
the belly swollen with camomille.
It is a portrait all feet
seen from this room where you dance. (Scotellaro, 1953: 34)


Le due traduzioni proposte da Weaver rientrano in quella categoria di traduzioni definite "filologiche", miranti ad avvicinare il lettore straniero allo spirito dell'opera senza tenere conto della propria cultura nazionale. La fedelta del traduttore all'originale e assoluta e gli esiti straordinari, tuttavia Weaver non fonda una "tradizione" traduttiva in quanto i traduttori di Scotellaro che lo seguiranno utilizzeranno approcci completamente diversi ottenendo esiti naturalmente diversi.

Sei anni dopo, un numero speciale della rivista The Literary Review (No. 3, autumn 1959), dedicato ai Contemporary Italian Poets, pubblico un breve ritratto di Scotellaro, primo in lingua inglese, e alcune poesie tradotte senza testo a fronte. (4) E furono infatti le pagine della rivista dedicate a Scotellaro, piuttosto che le due liriche di Wake, a segnare quella che sarebbe stata la ricezione futura del poeta lucano in America, ovvero quella consuetudine critica di associarlo alla poesia neorealista e di presentarlo, anche linguisticamente, come un poeta anti-ermetico, portavoce della realta contadina del Sud d'Italia all'indomani della caduta del Fascismo. Questa impostazione critica si deve al fatto che i curatori della rivista, Charles Guenther (5) e Eric Sellin, (6) abbiano utilizzato come testo di riferimento originale l'edizione mondadoriana curata da Carlo Levi, E fatto giorno, del 1954 (Scotellaro, 1954b), che indubbiamente puntava a valorizzare l'aspetto mitopoietico del poeta-sindaco, portavoce del mondo contadino, enfatizzando il valore realisticodocumentario delle sue poesie probabilmente a scapito di un'attenzione alle sue qualita formali, per la prima volta evocate da Montale nella recensione al volume.

Guenther e Sellin hanno affidato proprio a Levi (7) la presentazione di Scotellaro, riproducendo il seguente passo dalla Prefazione all'edizione del 1954:
Rocco has no cultuvated roots other than those of the very old and
ineffable peasant culture. His poetry, which prior to 1946 was based on
vague, generic, and symbolic emotions (intersections, the street,
dreamt of love, etc.) can as yet only express itself in a borrowed,
"literary" form. And yet, beneath the obvious derivations, one may
already feel the power of a personality for whom these literary modes
are only provisional abodes... Rocco is the flower of his solitary land
because his growth is tied in with the new blossoming of that peasant
populace. And when he matures and frees himself in action (a hospital,
a street, a union meeting are, in a modern world, things of poetic
truth) then the great period of his poetry (1947-48) will begin, with
peasant poems and poems born of political and social inspiration. By
these poems will he be ordained not only a poet but the true exponent
of the new southern peasant culture. (Guenther and Sellin, 1959: 157)


Il voler far prevalere l'attivita politica su quella poetica o, addirittura, far soggiacere questa a quella, nell'ottica di una valorizzazione del poeta quale portavoce dei miserabili meridionali, ha indotto anche gli editori americani a considerare Scotellaro un poeta "realista" piuttosto che l'autore di una poesia nuova e tutt'altro che semplice o priva di radici letterarie.

Non stupisce, dunque, che la scelta del The Literary Review sia ricaduta su poesie - The Gillyflowers are barefoot kids, Lucania, The Father's Benediction, Sempre nuova e l'alba [Ever Fresh is the Dawn], They walk about on cat-feet, Expectations, Young Couple, The Beggars, You don't make us sleep, oh desperate cuckoo, The rule, For my fiancee at Easter, Mignonette, smell found and lost (Guenther and Sellin, 1959: 157-162)- dedicate alia terra e al microcosmo contadino lucano fatto di miseria e di privazioni, insomma una sorta di versione in versi dei temi e delle immagini affrontati nel Cristo si e fermato a Eboli. (Levi, 1945)

Le traduzioni proposte dai due curatori rimandano ad una strategia traduttiva definita da Guenther in un saggio sulla traduzione, Guardian of Grief: Poems of Giacomo Leopardi, (Steinhardt, 2008) in cui egli sostiene che le sue traduzioni sono "reformations", ovvero riscritture di "a foreign poem into its original form or free verse form". Partendo dalle affermazioni di Guenther, nell'analizzare le traduzioni delle poesie di Scotellaro (e di qualunque altro poeta in verita) bisogna considerare le dicotomie che hanno dominato gli studi di traduttologia negli ultimi decenni: fedelta/infedelta al testo originario, traducibilita/intraducibilita di stile/contenuto, traduzione naturalizzante/estraniante ovvero target-oriented/source-oriented, testo originale/copia, insomma quelle dualita che si fondano assionaticamente sul pregiudizio che nega pari dignita artistica a un testo poetico e alla sua traduzione.

Gli altri elementi da valutare sono la trama fonetica, le paronomasie, le rime, le ripetizioni, le assonanze, il metro, le figure retoriche, tutti quegli elementi di cui il traduttore deve tener conto per cogliere la loro funzione nella poetica dell'autore e, dunque, i mezzi espressivi da riproporre nella lingua di arrivo. Uno dei concetti cardine della traduzione e, infatti, il principio dell'equivalenza ovvero, ferme restando le diverse strutture sintattiche e fonetiche delle due lingue, il buon traduttore deve essere in grado di riprodurre il ritmo dell'originale, che non necessariamente, anzi quasi mai, puo coincidere con il metro, le rime, l'ordine delle parole e addirittura il lessico.

Un altro elemento che si impone nel processo di analisi della traduzione di un testo poetico e legato alla natura stessa della lingua: da una parte abbiamo una lingua in continua evoluzione, mentre dall'altra una lingua cristallizzata nel tempo. Per dirla con Eco: le traduzioni invecchiano mentre il testo originario rimane inalterato (Eco, 2003). Da qui la necessita di riproporre nuove traduzioni degli stessi testi e, nel caso di Scotellaro, vedere a quali esiti siano giunti i diversi traduttori che si sono cimentati con i suoi testi.

Un ulteriore e ultimo dato "singolare" di questa nostra analisi rimanda al rapporto che lega il traduttore all'autore fondato in genere sull'uso di avantesti che offrono indicazioni importanti sullo sviluppo degli orientamenti tematici e formali dell'autore oppure, laddove possibile, su documentati scambi con l'autore che sono forieri di interessanti risvolti (Ivancic, 2013; Mattioli, 1993). Il rapporto tra autore e traduttore, infatti, e particolare in quanto si basa su una conflittuale duplice creativita (si ricordi il romanzo di Brice Matthieussent, La vendetta del traduttore (Matthieussent, 2012)), all'interno della quale viene messo in discussione il concetto stesso di autorialita a seconda del livello di coinvolgimento dell'autore nel processo traduttivo (Vanderschelden, 1998) ovvero la misura della propria autorita sul testo di partenza/arrivo. Se, come affermava Schlegel, (Brecelj, 2007) la traduzione e una "prima forma di critica letteraria", appare evidente che il ruolo dell'autore e quello di produrre una rilettura della sua stessa opera e una interpretazione a vantaggio del suo traduttore, al quale svela elementi extra-testuali, nessi culturali e linguistici e rimandi intertestuali. Questo tipo di relazione ha consentito ad autori come Borges e Saramago di modificare i propri testi alla luce delle interpretazioni nate dal confronto con il proprio traduttore.

Nel caso di Scotellaro, com'e ovvio, questa relazione autore/traduttore non era possibile, cosi come non era possibile un confronto con gli avantesti ancora inediti o introvabili. Dunque, i traduttori che si sono cimentati con le sue poesie, hanno dovuto affrontare i testi senza alcun supporto extra-testuale. (8)

In mancanza, quindi, di un confronto diretto con l'autore, i traduttori di Scotellaro, ciascuno a suo modo, hanno voluto privilegiare uno dei principi cardine dell'equivalenza, il senso, inteso come struttura funzionale alla comprensione logica, trascurando, se necessario, il ritmo, ossia la misura del verso e la sua interna composizione prosodica, e il suono, ovvero il sistema delle rime e delle assonanze. Un ostacolo importante incontrato dai traduttori e sicuramente la lingua di Scotellaro, ruvida, tesa a infrangere la melodia, ricca di inversioni, anacoluti, vocaboli arcaici, aulici, scientifici e dialettali. Frequenti sono in Scotellaro le alterazioni morfologiche di forme stereotipate che hanno lo scopo di creare un effetto di straniamento nel lettore (anche italiano): la sostituzione di un morfema, infatti, impone una messa in discussione dell'orizzonte di attesa di chi legge; analogamente la componente idiomatica raramente puo essere resa letteralmente dal traduttore, il quale generalmente opta per un corrispettivo culturale nella lingua di arrivo che garantisca una equivalenza dinamica. Per questa ragione le traduzioni tendenti ad annullare quell'alone di estraneita del testo e a normalizzarlo nella lingua/cultura di arrivo presentano versi molto piu "lunghi" rispetto all'originale, come nel caso delle traduzioni di Bergin (Bergin, 1964; tale sproporzione nei versi tradotti e dovuta alla necessita di riscrivere il verso per renderlo meno oscuro o meno perentorio.

Le poesie pubblicate su The Literary Review sono state tradotte mantenendo, quando possibile, lo stesso ritmo dell'originale e similare gioco di rime: "sorgiva/riva" > "fresh/trash", "stride/ride" > "carts/laughs", ma non "leggeri/neri" > "-most/girls":
Le viole sono dei fanciulli scalzi    The Gillyflowers are barefoot kids
Sono fresche le foglie dei mandorli   Fresh are the leaves of the almond
i muri piovono acqua sorgiva          trees
si scelgono la comoda riva            the walls rain down spring-water
gli asini che trottano leggeri.       fresh and the soft-treading asses
Le ragazze dagli occhi piu neri       thrash their way to the banks
montano altere sul carro che stride,  which please them most.
Marzo e un bambino in fasce che       The blackest-eyed of girls
gia ride.                             climb haughtily on squeaky carts,
E puoi dimenticarti dell'inverno:     March is a mere boy who already
che curvo sotto le salme di legna     laughs.
recitavi il tuo rosario               And you may forget the winter:
lungo freddi chilometri               when bent under armloads of wood
per cuocerti il volto al focolare.    you said your rosary
Ora ritorna la zecca ai cavalli,      to warm yourself at the fireplace
ventila la mosca nelle stalle         along cold kilometers.
e i fanciulli sono scalzi             Now the thick returns to the
assaltano i ciuffi delle viole.       horses the fly buzzes in the
(Scotellaro, 1954: 22)                stable and the boys are showless
                                      as they whip at tufs of
                                      gillyflowers.
                                      (Guentherand Sellin, 1959: 157-8)


Il traduttore, dunque, ripropone un testo piuttosto fedele all'originale, anche quando la sintassi della lingua di arrivo prevedrebbe una traduzione meno "originale" come l'inversione nell'incipit "Sono fresche le foglie" > "fresh are the leaves", ma interviene sul terzo verso "si scelgono la comoda riva" (they choose the convenient bank) per riscriverlo completamente "their way to the banks which please them most"; anche l'immagine del "bambino in fasce" (swaddled baby) viene semplificata con "mere boy" e l'intraducibile "salma di legna" viene riproposta corne "armload" (braccia cariche di legna), per il resto la traduzione e perfettamente fedele all'originale:
La benedizione del padre           The Father's Benediction
Oggi fanno sei anni                It is six years today
Che tu m'hai lasciato, padre mio.  since you let me go, my Father.
Attento, dicesti, figlio mio       My son, you said, be attentive
in questo mondo maledetto.         in this cursed world.
Mi hanno messo le manette gia una  They have already put the cuffs on me
volta,                             once,
sto bussando alle locande per un   I stand knocking at the inns for a
letto                              bed and I have come so far
ed arrivo cosi lontano             that you appear never to have
che tu pare non sia mai esistito.  existed.
(Scotellaro, 1954: 52)             (Guenther and Sellin, 1959: 158)


In questo caso, il secondo verso segna un allontanamento di significato dal testo originale: mentre nel testo di partenza si legge "che tu m'hai lasciato" nel senso che "mi hai abbandonato per andare via", nel testo di arrivo, "since you let me go" significa "che mi hai lasciato andare". E anche la traduzione del verso successivo segna un distaccamento di significato dell'espressione "Attento" da intendere come avvertimento del padre nei confronti del figlio in un mondo maledetto, corrotto; mentre il traduttore opta per "attentive" che ha piu il significato di "premuroso", "diligente".

Sempre nuova e l'alba, "cited by Levi as one of the more significant" (Scotellaro, 1959: 159):
Non gridatemi piu dentro                Never cry to me more within
non soffiatemi in cuore                 don't breathe in my heart
i vostri fiati caldi contadini.         your warm breath, peasants.
Beviamoci insieme una tazza colma di    Here let us drink together a
vino                                    full cup of wine
che all'ilare tempo della sera          that our desperate wind fall
s'acquieti il nostro vento disperato.   still in the gay moment of
Spuntano ai pali ancora                 evening!
le teste dei briganti, e la caverna--   There are still brigands' heads
l'oasi verde della triste speranza--    rising on poles, and the cavern,
lindo conserva un guanciale di          that green oasis of sad hope,
pietra...                               conserves a clean stone pillow.
Ma nei sentieri non si torna indietro.  But on the paths we don't look
Altre ali fuggiranno                    back.
dalle paglie della cova,                Other wings will fly
perche lungo il perire dei tempi        from the straws of the brood's
l'alba e nuova, e nuova. (Scotellaro,   roost, for along the dying of
1954: 85)                               the ages the dawn is new, is
                                        new. (Guenter and Sellin, 1959:
                                        159)


Le poesie che seguono, They walk about on cat-feet, Expectations, Young Couple, The Beggars, You don't make us sleep, oh desperate cuckoo, The rule, For my fiancee at Easter, sono tradotte letteralmente ad eccezione di alcune espressioni contenute nella lirica Tu non tifai dormire cuculo disperato, oggettivamente difficili da riprodurre perche appartenenti ad un lessico indigeno: "ristoppie arse" che viene tradotto come "burnt resown fields" laddove il participio "resown" significa "riseminato" e non "ristoppie" che sono la parte del grano che rimane nella terra dopo il taglio delle spighe; "trazzere", i tratturi di campagna, che e esplicitata con "the mountain cattle path" e "calanchi", tipici del paesaggio lucano, tradotti con un generico "creeks" (insenatura) mentre probabilmente sarebbe stato piu vicino un termine come "badlands", che caratterizza formazioni geomorfologiche similari presenti in South Dakota, California e Nebraska. Una deviazione di senso si trova nella poesia La regola al verso "per non muiovere anche lei che non amo" che viene tradotto "not to move, too, he who loves not", dove una "lei" diventa un "lui".

Nell'ultima poesia della selezione, Reseda, odore ritrovato e perso, dedicata a Vittoria Botteri, la studentessa parmense, figlia di Giuseppe Botteri, incontrata nel maggio del 1948 a Rimini in occasione delle seconda delle "Semaines Internationales d'etudes pour l'enfance victime de la guerre", si percepisce la consapevolezza della distanza che separa i due mondi, quello contadino del poeta e quello urbano della giovane donna, la cui assenza e paragonata al profumo della pianta (Guastalla, 2004). In traduzione si perde il senso del verso "tu sei, reseda selvaggia, che mi nutri / l'amore che cerco, che mi fa sperare" che viene proposto con "you know, wild mignonette, that you feed me / the love I seek, that you let me hope". Non e possibile dire se si tratti di un refuso "sai" invece che "sei", tuttavia il verso in traduzione perde la potenza dell'originale che affida alla donna lontana la possibilita di amare e, dunque, la speranza che rinviene dal sentimento ispirato dalla donna piuttosto che dalla donna stessa, come leggiamo nella versione inglese:
Reseda odore ritrovato e perso          Mignonette, smell found and lost
Avevi tutti gli odori dei giardini      You had all the scents of the
seppelliti nei fossi attorno le case;   gardens buried in the ditches
tu sei, reseda selvaggia, che mi        near the houses; you know, wild
nutri                                   mignonette, that you feed me
l'amore che cerco, che mi fa sper-      the love I seek, that you let me
are.                                    hope.
E come l'onda non la puoi fermare,      And, like the waves, you cannot
non puoi chiudere la bocca ai ger-      stop it,
mogli,                                  you cannot close the lips of the
non serrare le persiane a questo        buds, nor close the shutters to
sole,                                   the sun:
io ti guardo e mi bevo il tuo sorriso,  I look at you and drink in your
amica del caso, scoperta del cuore      smile, oh friend of the moment,
che deve colmare la sua sera.           discovered by the heart
(Scotellaro, 1954: 37)                  which must fill your night to
                                        over flowing. (Guenther and
                                        Sellin, 1959: 162)


Le ventiquattro poesie pubblicate nel 1962 da Sydney Corman sulla rivista "Origin" (ottobre 1962) (9) presentano uno Scotellaro a piu ampio respiro. Corman era un poeta di origini ucraine, noto anche per una trasmissione radiofonica, This is Poetry dagli studi di WMEX Radio di Boston, durante la quale leggeva poesie e brani di autori contemporanei. Con la fondazione della rivista letteraria Origin ha fatto conoscere autori come Robert Creely, Robert Duncan, Larry Eigner, Denise Levertov, William Bronk e Theodore Enslin. L'incontro con la poesia italiana e con Scotellaro avvenne grazie a una Fulbright Fellowship ottenuta nel 1954 che gli consenti di andare in Europa, prima in Francia, e poi in Italia, dove scrisse le poesie che confluirono nella silloge Sun Rock Man (Corman, 1962). A proposito di Matera e del mondo contadino di Scotellaro, Corman in una intervista dira:
And 1 still have contact with them. Well, that's a story. Oh, I didn't
finish - let me finish this, then I'll give you the Matera connection.
Well, actually, after Matera, living in southern Italy, and then doing
Sun Rock Man in Florence for six months with the savings I had
accumulated teaching in Matera. The good thing about Matera was that I
was in charge: I was the school - private school. I taught six days a
week, but I started teaching at four o'clock in the afternoon, because
I could arrange the schedule myself. I taught from four to seven, so I
had the whole day to myself, and there was nothing else to do anyway:
writing was the natural thing to do, so it was perfect. I was the first
gaijin ever to live there and so I was treated like royalty almost.
Granted, I lived very modestly, and in such a small town there was
nothing to spend money on, so I saved.... For the vast majority of
Italians and others to whom the name means anthing, Matera is
synonymous with abject poverty and backwardness. In fact, being the
capital of its province, which occupies the lower and Eastern half of
the region known today as La Basilicata, in the highlands inland
between the Ionian Sea and the Adriatic, it is relatively affluent in a
world where degradation is the rule. It has a railway terminal, all the
functionary establishments of authority, more than a dozen churches,
and a growing middle-class. In the outlying areas, in the castle
villages perched on remote mountains, is poverty undisguised,
unmitigated, and kept quiet. I came to this community quite by
accident, penniless, and stayed to teach there for a year and a half.
What I saw, what I learned, what I felt, my relations to others there
and that of earth and air, fire and water, to them and to myself,
should be implicit, if not explicit, in the poems that follow. (Corman,
1962)


Un primo dato da evidenziare nella pubblicazione di Corman e il titolo italiano delle poesie, oltre alla mancanza del testo a fronte. Le poesie scelte sono: Alla figlia del trainante, Gia si sentono le mele odorare, / santi contadini di Matera, Suonano mattutino, Monelli, Ora che domina luglio, Andare a vedere una giovane, Viaggio di ritorno, Il Garibaldino novantenne, Giovani spose, Cosi passeggiano i carcerati, I pezzenti, Lezioni di economia, Il dolore, I versi e la tagliola, Le finestre, A Portici, Palazzo reale di Portici, Portici primo Aprile, La mia bella patria, La felicita, Notte in campagna. (Corman, 1962) La selezione di Corman, a differenza delle precedenti, e orientata a presentare al lettore americano il poeta, la sua terra, le sue denunce ma anche le sue passioni e le sue speranze. La prima lirica, infatti, e Alla figlia del trainante, che nell'edizione mondadoriana del 1954 apre la sezione di tredici liriche, E calda cosi la malva, dedicate al tema dell'amore, ed e tradotta fedelmente ad eccezione del penultimo verso, "e non ancora va alto sul carro", dove il traduttore non riesce a riprodurre la splendida immagine del carrettiere che, in piedi sul carro, si staglia nel cielo stellato quasi fosse un auriga notturno, con "and hasn't gotten up on the cart", che semplifica molto il senso del verso. Meno fedele all'originale e la seconda poesia proposta da Corman, Gia si sentono le mele odorare, (Corman, 1962: 2) in cui il traduttore non sembra cogliere alcune immagini e le snatura: l'espressione "sentivo l'anima di latte" viene tradotta con "I tasted the spirit of milk / in the sweet words" (sentivo il sapore del latte nelle parole dolci), laddove il poeta lucano intende la nostalgia per una stagione, intesa anche come stagione della vita, che finisce; cosi l'immagine successiva del poeta il quale, in silenzio e senza guardarsi indietro, deve andare via a "cercare un qualunque mestiere", e tradotta con "go and seek whatever trade" retti da un modale "should" che conferisce al verso un effetto dubitativo che in italiano non ha; un'ultima deviazione si nota nella terzina di chiusura, dove il traduttore non coglie il senso del verso "straccio sventola sui fili" (che sono i fili usati per stendere i panni) e traduce con "a rag waves its threads" (uno straccio sventola i suoi fili) dal senso ambiguo:
...                                 ...
E mi sentivo l'anima di latte       And I tasted the spirit of milk
alle dolci parole dei compagni      in the sweet words of my friends
rimasti soli e pudichi alle porte.  left alone and shy at their doors.
Ora forse devo andarmene zitto      Now maybe I should go off quietly
senza guardare indietro nessuno,    without looking at anyone behind,
andro a cercare un qualunque        go and seek whatever trade.
mestiere.                           Here a rag waves its threads
Qui uno straccio sventola sui fili  and leaves come to me falling
e le foglie mi vengono a cadere     from apples that smell overhead.
dalle mele che odorano sul capo.    (Corman, 1962: 2)
(Scotellaro, 1954: 60)


Svista grossolana e invece l'aver confuso nel verso "ti ridesti a noi soffusa", il presente del verbo "ridestarsi" con il passato del verbo ridere: "you laughed at us"; cosi come non si spiega la necessita di riscrivere il verso "cosi passeggiano i carcerati", dell'omonima poesia, e trasformarlo "So those locked up walk circles" (cosi coloro che sono rinchiusi camminano in cerchi) mentre poteva essere fedelmente riprodotto con "So stroll the prisoners"; stravagante appare anche la traduzione di "nomi senza economia" (in the poem Lezioni di economia) in "prodigal of names"; nella poesia // Dolore, (Corman, 1962: 10) dedicata ad Amelia Rosselli, Corman interviene sui versi finali, "di ogni suono la pagella di amore" traducendo "of every sound the rumor (Corman, 1962: 10) of love", dove il senso dell'espressione "pagella d'amore", ovvero una sorta di valutazione dell'amore come fosse una pagella, si perde in un banale "rumor" (rumore) e anche la bellissima immagine di chiusura "sono innamorato del tuo dolore" perde efficacia poetica in un "I envy you the sorrow" (invidio il tuo dolore); inspiegabile e poi la sostituzione del lemma "finestra" con "sili" (davanzale), in quanto la ripetizione nell'originale della parola "finestra" non e da considerarsi segno di sciatteria, al contrario mira a rafforzare l'idea che e la stessa finestra, testimone delle cose piacevoli della fanciullezza, ad essere deserta.

Corman non e il solo traduttore a praticare una traduzione appropriativa rispetto all'originale, intervenendo anche quando il verso non lo richiederebbe, anche Thomas Bergin,1 0 nonostante le rassicurazioni di fedelta all'originale, interviene sul testo risolvendo le oscurita del verso e per renderlo piu leggibile al pubblico di lingua inglese.1 ' Si prenda la prima delle tre liriche, E calda cosila malva, per vedere il tipo di intervento operato da Bergin:
E calda cosi la malva           M allow-warm
E rimasto l'odore               There is left the fragrance
della tua carne nel mio letto.  of your flesh in my bed.
E calda cosi la malva           It has a warmth like the mallow
che ci teniamo ad essiccare     that we store up to dry
per i dolori dell'inverno.      against the ills of winter. (Bergin,
(Scotellaro, 1954: 31)          1964:201)


A cominciare dal titolo, il traduttore opta per una traduzione libera, Mallow-warm; Bergin traduce "l'odore della tua carne", che ha una chiara valenza sessuale/carnale con il piu gentile "fragrance" che significa "odore gradevole e delicato"; cosi nella strofa successiva il traduttore trasforma l'avverbio "cosi" in una similitudine, e naturalmente si perde il dialettale di "ci teniamo"; la traduzione di "dolori" con "ills" non rende esattamente il senso concreto delle proprieta antinfiammatorie della malva che lenisce i dolori e tutto l'abisso di significato che questi versi contengono: i dolori reumatici curati dalla malva sono conseguenza delle condizioni malsane delle abitazioni e, in questa ottica, il significato di momentanea felicita dato dall'amplesso con la donna viene depotenziato in traduzione.

Analogamente nella traduzione di L'Adige scroscia, (Bergin, 1964: 204) si notano le stesse strategie traduttive. Per prima cosa Bergin espunge luogo e data, Trento-Bolzano, dicembre 1942; qui a Trento Scotellaro aveva frequentato per un anno, 1940-1941, il liceo Prati, e avviato una formazione culturale e politica che lo portera all'impegno sociale:
Hai visto, per le montagne trentine  Have you noticed how over the
gioca il vento le sue rapine         Trentine mountains
sugli uomini che parlano quieti      the wind plays its thieving games
sotto i campanili.                   on men as they quietly talk
Le strade sono lacere ferite.        under the bell-tower?
L'Adige                              The streets are lacerated wounds.
scroscia qua dalla barrieraQuesta e  The Adige comes roaring this side
la terra straniera                   of the barrier.
dei monaci bianchi                   This is the foreign land
che sono i monti di neve.            of the friars in white,
Qui puo stancarsi la melanconia      the high peaks of snow.
perche mi sono disperso e il mio     Here melancholy may die of fatigue
grido                                since here I have lost myself and
s'agghiaccia nella gabbia della      my cry
funivia. (Scotellaro, 2004: 213)     freezes to ice in the cage of the
                                     chair-lift. (Bergin, 1964: 204)


La prima strofa e tradotta letteralmente salvo diventare una domanda; Bergin non ci prova nemmeno a trovare un equivalente a "gioca il vento le sue rapine", mentre nell'ultima strofa si assiste a una riscrittura del verso: l'immagine della melanconia che si stanca e altra cosa rispetto all'inglese "may die of fatigue" ("puo morire di fatica"), ma si riconosce il tentativo del traduttore di riproporre, esasperandola, la personificazione della melanconia, mentre del tutto incongruente e la traduzione dell'ultimo verso, "nella gabbia della funivia" tradotto "in the cage of the chairlift" ("nella gabbia della seggiovia"), dove la "seggiovia" non ha una gabbia.

Nella terza poesia proposta da Bergin, Per Pasqua alla promessa sposa, (Bergin, 1964: 206) Bergin mantiene il concetto chiave di un'alba sempre nuova, sebbene anche in questo caso con uno slancio ("ripeness") che non compare nell'originale, e l'immagine delle raganelle che suonano il tempo viene trasformata nelle raganelle che "battono" il tempo, nel senso di dare un ritmo, un ordine al fluire della vita. Bergin ricorre ad aggiunte lessicali, alcune eccedenti il senso dell'originale come nel caso "e cantano la morte del Signore" che e proposto come "so that the tidings of our Savior's death" mentre gli angeli "deturpati" diventano "defiled" ovvero contaminati, corrotti. Analoga traduzione per l'espressione "l'ansia che non ti so dire", che indica nella poesia lo stato di precarieta del soggetto, e che viene risolto "positivamente" con "with all the passion I can't say":
Il giorno, Isobella, maturera.        The day will come to ripeness,
Sentirai le raganelle suonare         Isobella.
il tempo nascosto tra le viole.       You will yet hear the tree-frogs
E se farai ch'io non sia solo         beating out
quando l'aria s'intinge di burrasca   the time concealed among the
e i ghepi son cacciati nella mischia  violets.
e cantano la morte del Signore        And if you can so manage that I'm
solo gli angioli deturpati, allora    not alone
con tutta l'ansia che non ti so dire  when the air takes on the color of
potremo insieme vivere e              the squali
morire.(Scotellaro, 1954: 36)         and the kestrels clash and mingle
                                      in affray
                                      so that the tidings of our
                                      Savior's death
                                      only defiled angels are left to
                                      sing, why then, with all the
                                      passion I can't say,
                                      together we may hope to live and
                                      die. (Bergin, 1964: 206)


La si confronti ora con la traduzione letterale di Guenther per comprendere le deviazioni proposte da Bergin:
For my fiancee at Easter
Daytime, Isabella, will arrive.
You will hear the tree-loads sing
the hour hidden in the flowers.
And if you will arrange that I not be alone
when the air is wet with sudden storms
and if the kestrel is shaken in the fray
and only disfigured angels sing the
Lord's death, then
with all the anxiety I know not how to tell
may we together live and \die. (Guenther and Sellin, 1959: 161)


Nel 1971 Vittoria Bradshaw pubblica una antologia di poeti italiani del dopoguerra, From Pure Silence to Impure Dialogue, (12) (Bradshaw, 1971)in cui inserisce nove poesie di Scotellaro: Alla figlia del trainante, E cosi calda la malva, Tu non ci fai dormire cuculo disperato, La mandria turbinava l'acqua morta, Pozzanghera nera il 18 aprile, Novena per giugno, Cena, America, Salmo alla casa e agli emigranti, oltre a un estratto da L'Uva puttanella e una lettera di Scotellaro a Remo Cantoni del 31 ottobre 1952, in cui indica le tematiche della raccolta E fatto giorno. Come si nota dall'elenco prodotto la scelta della Bradshaw sembra maggiormente orientata a presentare lo Scotellaro "politico", quello delle denunce sociali e delle rivendicazioni contadine. Per la prima volta appaiono in traduzioni le poesie dell'emigrazione, in particolare, America e Salmo alla casa e agli emigranti, e le liriche di denuncia.

Poesie di Scotellaro compaiono nella sezione The new realism, insieme a quelle di Fortini, Pasolini, Giudici, Volponi, Vivaldi e Pagliarani, in una nuova antologia, The New Italian Poetry. 1945 to the present a bilingual anthology, di Lawrence R. Smith (1981) che ne cura anche le traduzioni. Smith, Fullbright lecturer a Roma nel 1973, nella sua Introduzione considera Scotellaro uno dei piu promettenti scrittori del neo-realismo, che ha lasciato poesie il cui significato politico e coerente con la biografia del poeta, attivista, sindacalista, sindaco socialista. Secondo Smith le poesie di Scotellaro hanno una nota di autenticita perche si basano sull'esperienza vissuta in prima persona, che gli consente di guardare alla quotidianita della sua gente senza quegli ideologismi che avevano intrappolato molti neorealisti. La sezione dedicata a Scotellaro e preceduta da una brevissima biografia e bibliografia, che cita l'edizione milanese di E fatto giorno (Scotellaro, 1954) e l'edizione curata da Fortini, La poesia di Scotellaro del 1974. (Fortini, 1974)Seguono sei liriche: E un ritratto tutto piedi (The Portrait's All Feet), Alla figlia del trainante (To the Wagoner's Daughter), Camminano sulle zampe dei gatti (They walk on Cats' Paws), Notte in campagna (Country Night), La luna piena (The Full Moon), Gli abigeatari (The Rustlers). Anche Smith, come chi lo ha preceduto, interviene su alcune scelte stilistiche sebbene le sue traduzioni risultino piu incisive sul piano lessicale:
E un ritratto tutto piedi         The portrait's all feet
Nella grotta in fondo al vico     In the grotto at the end of the alley
stanno seduti attorno la vecchia  they sit around the dead old
morta,                            woman,
le hanno legate le punte          they have tied her shoes with oil
delle scarpe di suola incerata.   cloth soles
Si vede la faccia lontana sul     together at the toes
cuscino                           you see the distant face on the
il ventre gonfio di milla.        pillow
E un ritratto tutto piedi         her stomach puffed up with
da questo vano dove si balla.     camomile
(Scotellaro, 1954: 26)            the portrait's all feet
                                  seen from this place where you
                                  dance. (Smith, 1981: 114)

Alla figlia del trainante         To the Wagoner's Daughter
Io non so piu viverti accanto     I don't know how to live next to you
qualcuno mi lega la voce nel      anymore
petto sei la figlia del           somebody's tied up my voice in my
trainante che mi toglie il        chest
respiro sulla bocca.              you're the wagoner's daughter
Perche qui sotto di noi nella     who takes the breath right out of my
stalla i muli si muovono nel      mouth.
sonno                             Because the mules stir in their sleep
perche tuo padre sbuffa a noi     here in the stable beneath us
vicino                            because your father snorts close by
e non ancora va alto sul carro    and has yet to go up on his wagon
a scacciare le stelle con         to drive away the stars with his whip.
la frusta.                        (Smith, 1981: 117)
(Scotellaro, 1954: 33)

La luna piena                          The full moon
La luna piena riempie i nostri letti,  The full moon fills our beds,
comminano i muli a dolci ferri         the mules step along quietly
e i cani rosicchiano gli ossi.         and dogs gnaw bones.
Si sente l'asina nel sottoscala,       You hear the donkey in the
i suoi brividi, il suo raschiare.      stairwell its shudders, its
In un altro sottoscala                 snore.
dorme mia madre da sessant'anni.       In another stairwell
(Scotellaro, 1954: 62)                 my mother has been sleeping for
                                       sixty years. (Smith, 1981: 123)


Il primo volumetto interamente dedicato alla poesia di Scotellaro, The Sky with its mouth wide open, appare negli Stati Uniti nel 1976 ad opera di un poeta-traduttore Paul Vangelisti. (Scotellaro, 1976) Si tratta di un volume di piccolo formato, con una impostazione grafica sobria e minimalista corrispondente ai gusti (letterari) del traduttore, che privilegia la linea sperimentale della poesia contemporanea (piu note della silloge scotellariana sono probabilmente le sue traduzioni di Amelia Rosselli e Antonio Porta). Vangelisti ha operato una scelta di trentadue poesie, con testo originale a fronte, altamente rappresentativa della scrittura di Scotellaro nelle sue diverse fasi e tematiche: il mondo contadino (Tu non ci fai dormire cuculo disperato, Il cielo a bocca aperta, E un ritratto tutto piedi), l'amore (Alla figlia del trainante, Una dichiarazione di amore a una straniera, L'amica di citta), gli affetti familiari (77 rubarono a noi come una spiga, La benedizione del padre, Eli Eli), la denuncia sociale (Pozzanghera nera il diciotto aprile, E ci mettiamo a maledire insieme), tradotte in uno stile semplice, lineare, piuttosto fedele all'originale. Vangelisti traduce in un inglese americano standard, disseminato di elementi colloquiali, quotidiani, riproducendo il dettato e, laddove possibile, le irregolarita sintattiche della lingua scotellariana, gli anacoluti, le inversioni, etc., mentre normalizza, come chi lo ha preceduto e seguito, alcune deviazioni sintattiche come l'uso impropio delle preposizioni: "toglie il respiro sulla bocca", "mosche moribonde ai vetri", "l'amico mori sparato a quella terra", "che e stato a quella terra", etc.

Le maggiori difficolta Vangelisti sembra incontrarle nel tradurre un lessico che ruota prevalentemente intorno all'asse semantico del mondo rurale, per la commistione di termini appartenenti al linguaggio quotidiano e dialettale dei contadini con termini appartenenti alla tradizione aulica. Le soluzioni del traduttore spesso di fronte a veri e propri residui traduttivi, tende alla semplificazione del lemma con un corrispondente sinonimo che, nella maggioranza dei casi, mantiene il significato ma non lo stesso effetto: "cerogeno" > "candle", "lare" > "shrine" (lares), "velari" > "veils", "scongiuro" > "incantation", "ristoppie" > "stubble", "trazzere" > "path", "massaro" > "butcher", "rotabile" > "highway", "sperso" > "lost", "gabbia" > "chicken coop", "inazzurra" > "bluish", "orciulo" > "jug", "cigliato" > "heaped", "incagnato" > "raging". In un paio di casi la traduzione proposta da Vangelisti e francamente incomprensibile: "fanciulli raccolti negli spiazzi" viene riproposto con "damascena gathered in the woods" (non e escluso che si tratti di un refuso perche il termine "damascena" non esiste). Poco affidabile appare anche la traduzione di "ginestra" con "broom", che ha un uso piu comune come "scopa" del termine scientifico "gorse" o "genista" in inglese. La traduzione di Vangelisti, come gia detto, e fedele all'originale, con una tendenza alla resa colloquiale della lingua, con poche deviazioni di senso: "dorme mia madre da sessant'anni" > "sleeps my mother sixty years-old", "narcosi del mezzo litro di vino" > "narcosis / in a quart of wine", "giorno del giudizio" > "day of justice", "e lo scherzo del tempo" > "it's the trick of the weather", "rimandare l'amore ad altra sera" > "send love back to the other evening", "Quanti non hanno a chi pregare!" > "How many having nothing but prayer!", "nomi senza economia" > "names of nothing to do with economy", etc. Solo in un caso Vangelisti interviene sulla sintassi: Andare a vedere una giovane, al passato nell'originale, viene tutta trasposta al futuro in traduzione. Come esempi dell'approccio traduttivo di Vangelsti prendiamo le due liriche // cielo a bocca aperta e Domenica, l'una perche contiene un certo numero di espressioni oggettivamente difficili da tradurre, l'altra perche, nonostante sia poco problematica in termini di lingua e strutture morfosintattiche, viene pesantemente trasformata in traduzione.

Nella traduzione di // cielo a bocca aperta si possono individuare le strategie traduttive di volta in volta adottate da Vangelisti di fronte a residui traduttivi: a partire dall'immagine iniziale del vento "chiuso" nella valle del Basento, tradotto con "caught in the ravine" (intrappolato nel burrone), il traduttore interviene esplicitando la sua interpretazione dei versi: "il vento e intrappolato nel burrone lungo il Basento", che non rende esattamente l'idea di un vento residuale che aleggia lungo il corso di un fiume. Analogamente il verso successivo e tradotto con l'intento di chiarirne il significato reso incerto proprio da una sintassi improbabile: "fisso a bocca aperta" e stato dalla critica concordemente attribuito ad un cielo immobile a bocca aperta nel segno di una umanizzazione di un elemento della natura che e tipica di Scotellaro: Vangelisti lo traduce con il verbo "stuck" ovvero intende "fisso" come "bloccato'V'incastrato" con la bocca aperta; la "gabbia" della fanciulla diventa una meglio circostanziata "chicken coop" (pollaio), mentre il "macigno" invece che "boulder" o "rock" viene tradotto metonimicamente con "sandstone" (arenaria), il "rumore" del serpente con "rustie" (fruscio) e "posta" con un generico "job" mentre andrebbe letto come "luogo" secondo il segnificato del termine che indica la postazione di attesa di un cacciatore della selvaggina; e infine la "lepre" che diventa un "coniglio" ("a rabbit"):
A quest'ora e chiuso il vento         At this hour the wind is caught
nel versante lungo del Basento.       in the ravine along the Basento.
E le montagne vaniscono.              And the mountains vanish.
E il cielo e fisso a bocca aperta.    And the sky is stuck with its
Si vede una fanciulla nella gabbia    mouth wide open.
sopra le Murge di Pietrapertosa.      We see a little girl in the
Chi sente il macigno che si sgretola  chicken coop above the Murge of
d'un tratto sulle spalle?             Pietrapertosa.
Un rumore di serpente                 Who hears the sandstone which
il treno nella valle?                 crumbles
Ognuno e fedele alla sua posta.       all at once on our backs?
Hanno scovato le due cagne            the rustle of a serpent
la lepre sul pianoro.                 the train in the valley?
Fugge come lo spirito                 Everyone is faithful to his job.
riconosciuto.(Scotellaro, 1954:       Two bitches down in the flats
116)                                  have flushed a rabbit. It flees
                                      like a spirit recognized.
                                      (Scotellaro, 1976)


La seconda poesia sulla quale Vangelisti interviene pesantemente e Domenica: qui la difficolta del traduttore non sembra essere legata al lessico specifico, ad eccezione di "portone" tradotto con "archway", ma al significato dei versi che viene modificato: l'eliminazione del "ci" al quarto verso ne modifica sostanzialmente il senso nella lingua di arrivo - "But today the poor are not interested" (ma oggi i poveri non sono interessati); anche l'immagine delle giovani donne che restano in casa a curarsi delle madri cosi malridotte da cadere dal letto viene semplificato con "taking care they don't fall from their beds" (preoccupandosi che non cadano dal letto), cosi riducendo il sacrificio di queste giovani donne che rinunciavano alla propria vita per curare i genitori; desta perplessita, invece, la scelta di un verbo raffinato come "ascend" per tradurre "salire", soprattutto perche riferito alle prostitute che salgono le scale per recarsi nelle stanze con i loro clienti, invece del piu comune "climb", mentre e del tutto fuorviante la traduzione di "lavano i membri" erroneamente tradotta "washing their parts".
La citta si e riunita oggi        Today the city comes together in
nelle chiese e nei teatri         the churces and theatres
a battere le mani. Solo i poveri  to clap its hands. Only the poor
e gli amanti poveri               and the poor lovers
trovano la casa sotto il portone  find shelter under the archway
durante la pioggia.               during the rain.
Ma i poveri non ci interessano    But today the poor are not interested.
oggi.                             The girls who are left home near
Le ragazze che rimangono in casa  their old mothers
accanto alle madri vecchie        taking care they don't fall from
da custodire perche cadono dal    their beds.
letto.                            The boys who know the street's
I ragazzi che sanno l'illusione   illusion and at the windows read
della strada e leggono i libri    books.
dietro i vetri.                   The whores who on Christmas
Le puttane che pure il giorno di  Day and Easter
Natale e di Pasqua                ascend the stairs trailing tails of
salgono le scale tirandosi le     satin are washing their parts.
code di seta, e lavano i membri.  And all the men and women, the
E tutti gli uomini e le donne, i  young and the old,
giovani e i vecchi                who do not feel like clapping their
che non se la sentono oggi di     hands. (Scotellaro, 1976)
battere le mani.(Scotellaro,
1954: 192)


Le considerazione fatte per la traduzione di Vangelisti sono soltanto parzialmente applicabili al volume The Dawn is Always New. Selected Poetry of Rocco Scotellaro, tradotto da Ruth Feldman e Brian Swann (1980),1 3 che raccoglie in un corpus di 67 liriche testi gia pubblicati altrove, come si legge nella sezione "Ringraziamenti". A differenza del volumetto di Vangelisti, l'antologia di Feldman/Swann e corredata sia da una prefazione che da una introduzione di Dante della Terza, che presenta il poeta-sindaco al lettore americano, e da una pagina di Notes non richiamate nel testo a fine volume che riportano alcuni riferimento storici.

Per quanto concerne la traduzione, se valgono per entrambi alcune soluzioni normalizzanti (come l'uso straniante delle preposizioni), i due volumi differiscono notevolmente sia per quanto riguarda l'idioletto scotellariano sia per quanto riguarda la struttura del verso e l'ordine delle parole. Quella di Feldman/Swann appartiene alla tipologia delle traduzioni addomesticate, in cui vengono sacrificate le differenze linguistiche e culturali utilizzando un linguaggio standard attraverso parafrasi e interpretazioni che comportano una significativa riduzione della componente connotativa del testo, ovvero un livellamento del registro linguistico che non appartiene all'originale. L'inglese di Feldman/Swann e assolutamente quotidiano, quasi prosastico, e fa venir meno proprio quella asimmetria tra l'ordinario e aulico che caratterizza, invece, la lingua poetica di Scotellaro. Interessante, sempre sul versante del lessico, e notare la traduzione di neologismi o espressioni del luogo, di fatto pressocche intraducibili, come questi che si riportano a titolo di esempio: "il campo della lippa" > "playing field for tip-cat", "figlio di papa" > "papa's son", traduzione incerta che non rende l'idea di un "preppy" boy; l'intraducibile "moine" e semplificato con "caresses"; "a raggiera di viola" > "violet haloes"; "si cerne fina al setello,/ acceca i finestrelli delle case" > "as it sifts, fine, through the sieve / it blinds the windows of houses"; "Dormimmo, fa un anno" > "A year ago we slept", dove il senso e preservato ma non l'aderenza espressiva dell'originale; "la pulce nell'orecchio" > "egged on", anche in questo caso si perde completamente traccia dell'originale che poteva essere mantenuta con un'espressione equivalente: "put a bug in the ear"; analogamente "occhi di buoi / fatigate voi" > "All right jerk / let's see you work"; "il coltello dello scongiuro" > "the exorcising knife"; "la pioggia che si smaglia" > "the dazzling rain" (abbagliante); "guazza" > "heavy dew"; "spilungoni" > "pals, those long drinks of water" laddove in italiano significa "persona alta e magra"; "sterpigni" > "thorny".

Feldman/Swann riscrivono interi versi normalizzando l'ordine delle parole, per rendere il verso spezzato di Scotellaro piu fluido e, dunque, piu accessibile al lettore, risolvendo, per esempio, le inversioni soggetto-verbo cosi caratteristiche dello stile del poeta lucano, e intervenendo pesantemente sulla punteggiatura, quasi assente nell'originale a vantaggio di un ritmo incalzante del verso che si perde in traduzione insieme alle assonanze e alle rime:
Ora ritorna la zecca ai cavalli     Now the tick is back on the horses,
ventila la mosca nelle stalle       the fly hovers in the stables
(Scotellaro, 1954: 22)              (Scotellaro, 1980: 17)

Il treno al binario numero otto     It will be many hours yet
ci vogliono ancora molt'ore         before the train on Track 8
fin che stiri le sue membra con un  stirs its limbs with a whistle.
fischio. (Scotellaro, 1954: 27)     (Scotellaro, 1980: 23)

Non rasparono piu la terra          The terrified horses in the
i cavalli atterriti nel valico      mountain-pass no longer pawed the
(Scotellaro, 1954: 53)              ground; (Scotellaro, 1980: 41)

gli era rimasta nella gola          the rebellious words
la parola della rivolta.            still in his throat. (Scotellaro,
(Scotellaro, 1954: 56)              1980: 47)

si sono spalancati i burroni        the ravines are flung wide open
(Scotellaro, 1954: 79)              (Scotellaro, 1980: 75)

Solo rida sangue ai corpi un giro   Only a furious sickle-sweep puts
rabbioso di falce                   blood back in their bodies
e sulle messi rivendicate all'ira   and famished mounths fall upon
della grandine                      the crops reclaimed from the hail's
si gettano le bocche degli          fury. (Scotellaro, 1980: 77)
affamati (Scotellaro, 1954: 81)

E sono leggere e mute               And the women are light and silent.
hanno i volti delle staue           They have the faces of statues
le femmine ai lumi. (Scotellaro,    in the lamplight. (Scotellaro,
1954: 95)                           1980: 87)

un rumore di serpente               The train in the valley no louder
il treno nella valle (Scotellaro,   than the noise of a snake?
1954: 115)                          (Scotellaro, 1980: 113)

M'hanno portato a te                The evening's doleful songs
i canti gemebondi della sera        brought me to you. (Scotellaro,
(Scotellaro, 1954: 140)             1980: 129)

poi dissere ch'era un brav'uomo,    Then they said he was a fine man,
anche l'agente, e gli fecero        even the tax-collector said so,
frastuono. (Scotellaro, 1954:       and they made a big to-do about him.
57)                                 (Scotellaro, 1980: 47)


Le deviazioni di senso sono, in verita, minime: il sommesso "E non andare a chiudermi la porta" diventa "And don't slam the door in my face" (non sbattermi la porta in faccia); la "grotta" di E un ritratto tutto piedi, e tradotto come "basement" ovvero "seminterrato" mentre e proprio una grotta; "hanno un cantiere di camere / in portoni sporchissimi" e interpretato come "run a business in rooms / behind filthy front doors", laddove il "cantiere di camere" indica nel dialetto locale un insieme di stanze; spilungoni (p. 110) "those long drinks of water". Riportiamo la poesia La mandria turbinava l'acqua morta come esempio sintetico della tipologia di interventi messa in atto dai due traduttori americani:
Che si dimena tra le foglie di        The man tossing among maizeleaves
granturco                             Malaria bleeds him, drinks him
e la malaria lo dissangua e beve      dry,
gli da il colore della terra          makes him the color of newly
maggesata                             turned earth,
il nodoso salariato nel suo letto.    the gnarled herdsman in his bed.
Quanti monti si carico sulle spalle   How many mountains he loaded
scendendo sulla verga alle marine,    on his shoulders
ingiallivano le lettiere al sole,     leaning on his staff, descending
la mandria turbinava l'acqua          to the coast:
morta                                 the animals' bed straw yellowed in
dei pilacci maledetti.                the sun,
Con la faccia alla sconfitta          the herd churned the dead water
La catasta di legna cruda accanto,    of the cursed mud-puddles!
le galline raschiano la terra         Face to the low ceiling,
e pendola la coda                     the heap of green wood beside him;
dell'asina sul letame,                hens rake the ground
non ho visto il fiorire del tramonto  and the donkey's tail
quando i cani lamentano               hangs over the dung-heap.
e la nuvola cala sull'addiaccio,      He hasn't seen the twilight flower
Dove puntare i piedi alla             when dogs lament
montagna                              and the cloud lowers on the
ritornare a sentire nella morte       sheepfold.
pungerli il granone dove nacque.      He had to point his feet toward
(Scotellaro, 1954: 76)                the mountain,
                                      return to feel the maize among
                                      which he was born
                                      prick him in death. (Scotellaro,
                                      1980: 69)


Anne Marie O'Healy, nella sua recensione al volume, afferma che "to speak of Scotellaro simply as a realist is to underestimate the power of his poetry, which, though firmly anchored in a recognizable historical and geographical setting, retains a complex allusiveness of its own" (O'Healy, 1983), una allusivita che troppo spesso, vorremmo aggiungere, si perde in traduzione. Ma, d'altra parte, la stessa traduttrice in un suo breve intervento al Convegno materano del 1984 ha ammesso le difficolta incontrate nella traduzione e gli interventi fatti nonostante la promessa della "piu grande fedelta possibile al testo":
Ho detto che la fedelta mi importa soprattutto, pero ci sono ovviamente
i casi in cui devi fare certi cambiamenti, talvolta nell'ordine delle
parole, delle righe. Per esempio, nella poesia contemporanea americana
l'inversione, molto usata nella poesia italiana, quella di Scotellaro
inclusa, e conisderata piuttosto arcaica. Ma si deve sempre star
attenti a non fare violenza, come diciamo in inglese, all'originale.
Nel tradurre la poesia di Scotellaro, ci sono vari problemi, fra cui
certi neologismi, certe usanze locali.... Alcune metafore e simboli
rimangono oscuri. Anche c'e spesso la mancanza della punteggiatura, e
c'e la sintassi, alle volte oscura e difficile da districare, come sono
certe allusioni piuttosto arcane (Feldman, 1991).


Nel 1994 esce Seven poems of Rocco Scotellaro tradotto da Jack Hirschman (Scotellaro, 1994) Hirschman e un poeta americano, comunista, pacifista, fondatore (con altri tre poeti californiani Sarah Menefee, Cathleen Williams, Bobby Coleman) della "Brigata dei poeti rivoluzionari" che metteva insieme poeti e intellettuali impegnati politicamente nella resistenza al sistema capitalistico utilizzando come "arma" soltanto la poesia. Non stupisce, dunque, che in una recente intervista, Hirschman abbia riconosciuto una speciale affinita con il poeta sindaco socialista di Tricarico che si batteva (non solo con 1' "arma" della poesia) per i diritti dei contadini: "Tra i poeti del passato che sento piu profondamente vicini vorrei citare Pier Paolo Pasolini, Rocco Scotellaro e Cesare Pavese" (Hirschman, 2014). Ne deve stupire la scelta delle sette poesie, tra cui scegliamo Le tombe le case per analizzarne la traduzione:
Le tombe le case...                   The graves the houses...
cuore cuore                           heart heart
oltre non ti fermare.                 don't stop going on.
Il fumo dei camini                    Chimney-smoke
nell'aria bagnata                     in the dank air;
il passo dei nemici                   the enemies' steps:
bussano alla tua porta, proprio.      they're beating on your door,
Cuore cuore                           really.
oltre non ti fermare.                 Heart heart
Le tombe le case.                     don't stop going on.
novembre e venuto,                    The graves the houses,
la campana: e mezzogiorno             November's here,
e lo scherzo del tempo.               the churchbell: it's noon,
I morti non possono vedere            a joke of the weather.
la mamma e cieca presso il focolare.  The dead can't see,
Cuore cuore                           mama's blind beside the fireplace.
oltre non ti fermare.                 Heart heart
Le tombe le case,                     don't stop going on.
dirsi addio e rimandare               The graves the houses,
l'amore ad altra sera.                say goodbye and put love off
Come le mosche moribonde ai vetri     for another evening.
scorrono ai cancelli i prigionieri,   Like flies dying on the
e sempre chiuso l'orizzonte.          windowpanes the prisoners rush to
Quanti non hanno che sperare!         the gates but the horizon's always
cuore, non ti fermare.                closed.
Le tombe le case,                     How many have nothing but hope?
e il dieci di agosto                  Heart, don't stop going on.
che abbiamo scasato.                  The graves the houses.it was
Che fanno dove abitavamo?             August 10th
Negli alberghi girano le chiavi?      we were removed.
I miseri, i buoni                     What are they doing back there?
son dannati ai traslochi?             Are keys turning in the hotels?
Le donne ebree gridano sui massi      Are the poor and good people
del tempio rovinato.                  doomed to be shuffled around?
Quanti non hanno chi pregare!         The Jewish women are wailing on
cuore, non ti fermare.                the rocks
Le tombe le case                      of the ruined temple.
uomini curvi, donne aggrovigliate     So many have no one to pray to!
si confessano alle inferriate         Heart, don't stop going on.
della Ricevitoria del lotto.          The graves the houses,
L'anima mia                           bent men, huddling women
e in questo respiro                   confessing at the gratings
che mi riempie e mi vuota.            of lottery windows.
Cosa sara di me?                      My soul
Cosa sara di noi?                     is in this breath
Per chi vuol camminare                which fills and empties me.
dalle tombe alle case                 What's gonna happen to me?
dalle case alle tombe                 What's gonna happen to us?
grida nei cantieri                    For whoever wants to go
grida ai minatori                     from the graves to the houses
cuore, non ti fermare. (Scotellaro,   from the houses to the graves
1954: 110-11)                         cry out to the shipyards
                                      cry out to the miners
                                      heart, don't stop going on.
                                      (Scotellaro, 1980: 105-6)


Come si evince immediatamente la traduzione e fedele all'originale (l'unica considerazione da fare e la scelta di usare l'espressione verbale "gonna happen", forse eccessivamente colloquiale nel contesto della lirica) e questa scelta traduttiva di Hirschman non deve sorprendere considerando l'affinita dichiarata con il poeta di E fatto giorno. Entrambi utilizzano la poesia per fare luce sulle ingiustizie sociali e sull'oppressione di classe attraverso componimenti che fondono l'impegno politico e i temi sociali con procedimenti di scrittura (sur)reali, che nascondono ma certo non escludono una loro profonda complessita formale e compositiva.

Note

(1.) Questo dato e ancora piu interessante se comparato con la fortuna editoriale e critica che il poeta ebbe in Italia dove, come ben noto, le sue opere furono pubblicate postume, a partire dalla prima silloge, E fatto giorno (premio Viareggio), curata e prefata da Carlo Levi (Scotellaro, 1954b), cui segui la raccolta di racconti Contadini del Sud, con la prefazione di Rossi-Doria (Scotellaro, 1954a) e il lungo racconto autobiografico L'uva puttanella, curato ancora da Levi (Scotelaro,1955). Tacendo sulla decennale polemica avviata dai critici di area marxista, in primis Mario Alicata 1954, sulla letterarieta dei testi scotellariani, oscillanti tra intonazione poetica e valore documentale, fino agli anni Settanta i giudizi su Scotellaro si basavano sul carattere "politico" della sua scrittura, tant'e che l'interesse nei confronti dello scrittore diminui col venire meno dei presupposti ideologici che lo avevano sollecitato. Soltanto in occasione del cinquantenario della nascita si ebbe una rilettura della poesia di Scotellaro da parte della critica piu orientata ora sul versante stilistico e propriamente letterario e la pubblicazione del racconto lungo Uno si distrae al bivio (Scotellaro, 1974) e della raccolta di poesie, Margherite e rosolacci, a cura di Franco Vitelli con prefazione di Rossi-Doria (Scotellaro, 1978). Nel 2004 fu pubblicata l'edizione completa Tutte le poesie 1940-1953, curata da Franco Vitelli (Scotellaro, 2004). A conferma di un atteggiamento "pregiudiziale" da parte degli storici della letturatua, Scotellaro non e presente nell'antologia di Edoardo Sanguined, Poesia italiana dei Novecento (Sanguineti, 1969), ne nell'antologia di Pier Vincenzo Mengaldo, Poeti italiani del Novecento (Mengaldo, 1978) ne nell'Antologia della poesia italiana, diretta da Cesare Segre e Carlo Ossola (Segre-Ossola, 1999) o in quella di Niva Lorenzini, Poesia italiana del Novecento (Lorenzini. 1999).

(2.) La rivista, fondata nel 1945 da tre studenti, Seymour Lawrence, John Hawkes Jr. e John A. Rogers, come periodico letterario dell'Universita di Harvard in sostituzione delP'Advocate", che aveva sospeso le pubblicazioni a causa della guerra, dedico il numero 12 del 1953, Contemporary Foreign Number, [alla letteratura straniera contemporanea, suddivisa per nazioni. Dopo aver pubblicato un racconto ose Lawrence, per evitare l'espulsione, decise di spostare la rivista all'esterno dell'universita e, a partire dal numero 6, non compare piu il logo di Harvard sulla copertina.

(3.) Scotellaro aveva pubblicato le seguenti poesie nella rivista Botteghe Oscure tra il 1948 e il 1953: // cielo a bocca aperta, Saluto, Suonano mattutino, Per Pasqua alla promessa sposa, Il primo addio a Napoli, Alla figlia del trainante, Tu non ci fai dormire cuculo disperato, E un ritratto tutto piedi, Per una donna che se ne va, E calda cosi la malva, Era la cavalcata della bruna, Sempre nuova e l'alba, fQuaderno II. II semestre 1948, pp. 214-220); Dalle carceri di Matera: // sole viene dopo, Io sono un uccello di bosco, Carcere mio... (1950: 92-93); L'ingiustizia: // santuario, L'amore di Nettuno, La fede che non si perde, Il morto, La ginestra (1951: 358-359); Costiera Amalfitana, Dedicata ad una bambina, La bonta- A Carlo Levi, I pezzenti, Il dolore (1953: 484-86).

(4.) Gli altri poeti pubblicati: Bertolucci, Caproni, Gatto, De Libero, Luzi, Sinisgalli e Spaziani. Il volume contiene anche una sezione antologica di prosa con brani tratti da Anna Banti, Bassani, Buzzati, Calvino, Cassola, Flaiano, Landolfi, Manzini, Morante, Ortese, Rea, Tobino, tradotti da diversi traduttori, a cui si aggiungono un saggio sulla narrativa contemporanea di Spagnoletti, uno sulla critica contemporanea di Gorlier e un terzo sul teatro contemporaneo di Chiaromonte.

(5.) Charles Guenther (St. Louis, Missouri 1920-2008), poeta americano, critico letterario e traduttore, ebbe il Pulitzer Prize per la silloge Phrase/Paraphrase (Guenther, 1970). Tradusse dal francese, spagnolo, eskimo, greco, tedesco, ungherese e italiano durante una carriera lunga e prolifica, che avvio da studente della Roosvelt High School di St. Louis e continuo durante la seconda guerra mondiale lavorando come traduttore per le forze armate americane. Nel 1953 comincio a scrivere per il St. Louis Post-Dispatch recensioni e testi di criticaletteraria (dal 1972 al 1982 collaboro anche al St. Louis Globe-Democrat). Tradusse poesie di Valery, Neruda, Garcilaso de la Vega, Juan Ramon Jimenez, Jules Laforgue, Jean Wahl, Quasimodo, Dante, Leopardi e Scotellaro. Nel 1973 fu insignito del titolo di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

(6.) Eric Sellin, professore emerito presso la Tulane University (New Orleans), ha pubblicato le sue traduzioni in diverse riviste e antologie.

(7.) Il nome di Scotellaro, soprattutto nelle recensioni alle traduzioni, e associato a quello di Levi e alla rappresentazione della realta contadina che lo scrittore piemontese ha offerto nel Cristo si e fermato a Eboli. A Scotellaro, a differenza di Levi, la critica riconosce un coinvolgimento maggiore che mancava al forestiero confinato, che si traduce nell'attivita politica ben nota a tutti. Per i critici americani Scotellaro e il Socialist poet-mayor di Tricarico, attivista, portavoce dello stesso Sud descritto da Levi nel Cristo si e fermato a Eboli; quando Levi torno a Grassano in occasione della campagna elettorale nel 1946, come candidato ai collegi di Bari-Foggia e Potenza-Matera per il partito Alleanza Repubblicana, fu accolto molto freddamente dai lucani, che non avevano apprezzato la sua rappresentazione della loro realta; ad Aliano il suo comizio ando praticamente deserto e la poca gente che lo attese lo fischio per aver usato lo stesso balcone della piazza che aveva criticato nel suo romanzo come sfoggio di potere fascista.

(8.) Non stupisce allora che alcuni di loro abbiano sentito il bisogno di visitare i luoghi di Scotellaro. Probabilmente Weaver. Corman, Feldman e Hirschman hanno voluto conoscere la Lucania per cogliere il repertorio di immagini e di colori del poeta e renderlo con maggiore consapevolezza.

(9.) Le poesie di Scotellaro saranno riproposte, con quelle di Montale e Sanesi, in un numero speciale The Gist of Origin, 1951-1971: an anthology (197'5). Una edizione speciale usci nel 1995: R. Scotellaro, Poems. Selections..

(10.) "Chelsea ten" (September 1961) del New York Quarterly pubblicava gia le poesie di Scotellaro con quelle di Saba, Cardarelli, Ungaretti, Sinisgalli, Gatto, Caproni e Sereni tradotte da Bergin.

(11.) Nella nota introduttiva dell'Antologia Italian Sampler: an anthology of Italian verse (1964), Thomas G. Bergin, professore of Romance Languages all'Universita di Yale e noto dantista, avvisa il lettore di aver lasciato "the poems to make their own impact (hopeful that I have not blunted it with my English) and the reader to make his own judgements" e di aver selezionate i poeti e le loro poesie tra quelli che riflettono le condizione politiche di una nazione che si apre, dopo molto tempo, a nuove idee e nuovi concetti. Accanto alle poesie di Michelstaedter, Saba, Govoni, Bodini, Cardarelli, Gatto, Govoni, Montale, Palazzeschi. Pasolini, Pavese, Quasimodo, Saba e Sbarbaro troviamo tre liriche di Scotellaro: E calda cosila wa/va (Mallow-warm), L'Adige scroscia (The Adige roars), Per Pasqua alla promessa sposa (To his fiancee - For Easter). Le poesie di Scotellaro tradotte da Bergin, Guenther e Weaver appaiono nella sezione italiana curata e introdotta da Sonia Raiziss e Alfredo De Palchi dell'antologia Modem European poetry: French, German, Greek, Italian, Russian, Spanish (1966: 269-370).

(12.) L'antologia e erroneamente riportata come "la prima [traduzione] in ordine cronologico" in lingua inglese da D. Zancani, Rocco Scotellaro all'estero: traduzioni francesi e inglesi, in "Esperienze letterarie" (2006. 3:30).

(13.) Nel 1993 si ebbe un nuova edizione: R. Scotellaro, The Garden of the poor. Selection (1993), che presenta una diversa selezione di poesie rispetto alla silloge del 1980 con nuove traduzioni (Era la cavalcata della bruna, Al padre, Estiva, L'uomo si sente chiamato) ma l'approccio traduttivo rimane inalterato.

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Autore corrispondente:

Patrizia Guida, Dipartimento di Studi Umanistici, Universita del Salento, Piazza Arco di Trionfo, 73100 Leece (LE) Italia.

Email: patrizia.guida@unisalento.it
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Title Annotation:Rocco Scotellaro's poems as translated and published in the US; text in Italian
Author:Guida, Patrizia
Publication:Forum Italicum
Article Type:Critical essay
Geographic Code:4EUIT
Date:Aug 1, 2016
Words:11595
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