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Sceneggiatura di Enrico Bernard dalla commedia Holy Money di Enrico Bernard.

PERSONAGGI

MR. CHOMSKY (anziano, 75 anni circa)

CHERYLL (22 anni circa)

ALTRI PERSONAGGI

ANGELA (badante)

IL CAPUFFICIO BLACK (un grasso brooker americano di colore)

UN BARBONE

Scena 1. INTERNO GIORNO. CASALE IN TOSCANA. CUCINA.

Mr. Chomsky sta preparando la colazione con qualche impaccio come se fosse appunto da poco alle prese coi fornelli. Sembra un tipico soggetto all'inizio della malattia di Alzheimer.

A stacco alterno seguiamo il percorso di una automobile che presumibilmente si sta avvicinando al casale. Alla guida si nota una bella ragazza.

Scorre sui titoli il panorama della Toscana.

Scena 2. ESTERNO GIORNO. PARCO DEL CASALE.

Mr Chomsky scende in piscina dopo aver messo le uova sul fuoco e sistemato comicamente la sveglia che dovrebbe avvertirlo che la colazione e pronta.

Segue una scena chapliniana nella quale Chomsky tenta di salire sul materassino galleggiante.

Nel frattempo la macchina di Charoll arriva davanti casa.

La ragazza scende, e avvenente, ha con se una 24ore. Bussa al campanello, la porta e socchiusa. Esce del fumo. Le fiamme si levano dalla padella. Suona la sveglia.

Mr. Chomsky improvvisamente si ricorda di aver lasciato le uova sul fuoco e si precipita dalla vasca della piscina in cucina.

Scena 3. ESTERNO GIORNO. PARCO DEL CASALE.

La macchina di Cheryll si ferma nel parcheggio di fronte al casale.

Scende Cheryll e nota del fumo uscire dalla cucina.

Bussa sul vetro. Bussa una seconda volta.

CHERYLL: Mr. Chomsky?--Hello, c'e qualcuno in casa?

Bussa piu forte e la porta si apre da sola, proprio mentre Mr. Chomsky in accappatoio rientra per correre ai fornelli da dove si leva una colonna di fumo.

La scena paralizza e inebetisce Cheryll che resta sulla porta, spalancatasi all'improvviso, col pugno in aria ed un sorriso idiota appiccicato in faccia.

MR. CHOMSKY: Dio santissimo, le uova, si stanno bruciando. Quella fottuta sveglia non ha suonato ... o sono io che non l'ho sentita ... me la sono dimenticata in cucina, cribbio!

Togliendo la padella fumante dai fornelli si accorge finalmente della presenza sull'uscio di Meri paralizzata nella posizione col pugno alzato per bussare.

MR. CHOMSKY: E lei che ci fa impalata come una statua di marmo? Sembra una scimmia che si e infilata una banana nel ... lasciamo perdere.

CHERYLL: Mister Chomsky!

MR. CHOMSKY: Abbassi il pugno chiuso, non sono Karl Marx, anzi ... E se non glielo hanno ancora detto e caduto pure il Muro di Berlino ... non ricordo, l'anno scorso o dieci anni fa?

CHERYLL: Scusi, Mr. Chomsky ...

MR. CHOMSKY: Lasci perdere le scuse ... ormai la frittata e fatta ...

CHERYLL: Dev'esserci un malinteso.

MR. CHOMSKY: Lo chiama un malinteso un principio d'incendio?

CHERYLL: Non volevo provocarla col saluto comunista.

MR. CHOMSKY: Ci mancherebbe, signorina ...?

CHERYLL: Cheryll ... Cheryll Shannon della CityInvestment ...

MR. CHOMSKY: Al diavolo i convenevoli ... mi aiuti ad aprire le finestre se non vuole finire affumicata!

CHERYLL: Oh si, certo Mr. Chomsky

MR. CHOMSKY: Arieggi, arieggi!

CHERYLL: Sto arieggiando ... Ma cosa ha messo nella padella per fare tutto questo fumo?

MR. CHOMSKY: Non lo so, non me lo ricordo ...

CHERYLL: Sembrerebbero uova al bacon.

MR. CHOMSKY: Da che lo deduce?

CHERYLL: Dal cattivo odore.

MR. CHOMSKY: Lei dovrebbe fare l'analista dei mercati, sa? Ha un ottimo fiuto, brava.

CHERYLL: Veramente lo sono.

MR. CHOMSKY: Cosa?

CHERYLL: Analista di mercati.

MR. CHOMSKY: Davvero?

CHERYLL: Gliel'ho appena detto, sono della CityInvestmentGroup

MR. CHOMSKY: Me lo ha detto?--Scusi, ma sono un po' smemorato, ma dalla cintola in giu mi ricordo benissimo come funziona.

CHERYLL: Prego?

MR. CHOMSKY: Lo stomaco, porto i pantaloni all'antica col cavallo alto ... Lei va a cavallo, signorina ...?

CHERYLL: Cheryll. No; non vado a cavallo.

MR. CHOMSKY: Gioca a golf?

CHERYLL: Neppure. Pero gioco a tennis. Lei gioca a tennis, Mr. Chomsky?

MR. CHOMSKY: Che razza di domande, certo che ci gioco a ... (ha un vuoto di memoria) Cosa? A poker? Cosa stavo dicendo?

CHERYLL: Lo stomaco ... Stava parlando del suo stomaco.

MR. CHOMSKY: Ah si, ora ricordo. Lo stomaco funziona quando uno ci mette qualcosa dentro. Per questo stavo cucinando, perche avevo fame.

CHERYLL: Mi dispiace di averla disturbata ad ora di colazione, ma ...

MR. CHOMSKY: Perche, che ora e?

CHERYLL: Ora di colazione.

MR. CHOMSKY: Me ne ero scordato.

CHERYLL: No, visto che stava cucinando.

MR. CHOMSKY: (irritato) Odio essere contraddetto signorina ... come si chiama?

CHERYLL: Cheryll.

MR. CHOMSKY: Vuole beccarsi una querela?

CHERYLL: Certo che no.

MR. CHOMSKY: Allora chiuda immediatamente quella maledetta finestra, vuol farmi prendere una broncopolmonite? Ma lo sa quanti gradi fanno li fuori?

CHERYLL: 20 gradi, Mr. Chomsky.

MR. CHOMSKY: Sotto zero?

CHERYLL: Ma siamo in primavera inoltrata!

MR. CHOMSKY: Davvero?

CHERYLL: (ride) Si, davvero.

MR. CHOMSKY: Comunque non si aprono le finestre a casa degli altri senza chiedere il permesso.

CHERYLL: Me lo ha chiesto lei di aprire le finestre, Mr. Chomsky.

MR. CHOMSKY: Ah.--E perche?

CHERYLL: Per il fumo.

MR. CHOMSKY: Dove c'e fumo c'e arrosto. Stavo forse cucinando?

CHERYLL: Esatto.

MR. CHOMSKY: E stavo bruciando tutto?

CHERYLL: Purtroppo si.

MR. CHOMSKY: Ora ricordo. Le uova, la sveglia, il fumo ... disastro ... e andata a fuoco la casa?

CHERYLL: Niente di grave, Mr. Chomsky, dovra solo buttare la padella.

MR. CHOMSKY: Buttare la padella? E poi comprarne un'altra? Posso permettermelo?

CHERYLL: Ma lei e un plurimiliardario, Mr. Chomsky ... senza contare che la fabbrica di padelle, tra tante altre cose, e di sua proprieta.

MR. CHOMSKY: Questo cambia le carte in tavola.--Significa che posso bruciare quante padelle voglio? Che ne dici, Charyll?

Cheryll comincia a dubitare della serieta della conversazione.

CHERYLL: Il mio nome se lo ricorda bene ... Mi sta prendendo forse in giro?

MR. CHOMSKY: Si e no: un po' ci sono e un po' ci faccio. Scusami, Cheryll, ho abusato della tua pazienza ... non sono cosi scemo come sembro ... Un po' smemorato, per via dell'eta, questo si, ma le cose importanti me le ricordo bene ... come il tuo nome ad esempio.

CHERYLL: Ah si? E come mi chiamo?

MR. CHOMSKY: Il tuo nome, il tuo bellissimo nome e ... e ... Cheryll!

CHERYLL: Cheryll, e poi?

MR. CHOMSKY: Pretendi un po' troppo dalla mia memoria bacata come il formaggio coi vermi.

CHERYLL: Cheryll Mancuso della CityInvestmentGroup.

MR. CHOMSKY: Lascia perdere quei rubagalline dei tuoi compari che si intendono di investimenti quanto un ubriaco alla guida di una Fuoriserie appena rubata ... Se non ti ho ancora sbattuta fuori a schioppettate e solo perche sei Cheryll, il resto non conta una sega, perdona qualche burbera espressione di un povero vecchio rincoglionito che talvolta non sa quel che dice, ma che sempre --ripeto sempre--dice comunque quel che pensa.--Facciamo un patto, Cheryll?

CHERYLL: Sono qui per questo.

MR. CHOMSKY: D'ora in avanti anche tu dirai solo cio che pensi veramente. E quando dico veramente intendo proprio veramente.

CHERYLL: D'accordo, Mr. Chomsky.

MR. CHOMSKY: Chi e che ha scritto che cio che si dice non e che l'ombra di cio che si pensa, cio che si pensa non e che l'ombra della nostra anima e l'anima non e che l'ombra di un'ombra?

CHERYLL: (timidamente) Shakespeare?

MR. CHOMSKY: Di certo non il "il Wall Street Journal"!

CHERYLL: Lei ne sa una piu del diavolo.

MR. CHOMSKY: A saperle, le so, ma non me le ricordo tutte, questo e il problema. Mi sfugge sempre qualcosa dalla porta di servizio della mente.

CHERYLL: Messaggio ricevuto, Mr. Chomsky ... (Cheryll chiude la porta ma lascia aperta la finestra) Contento?

MR. CHOMSKY: A volte faccio lo scemo per autocommiserazione ... anzi mi faccio piu scemo di quello che sono per poi dimostrarmi meno rimbambito di quello che sembro ... e un trucco per recuperare credibilita agli occhi di chi pensa: beh, in fin dei conti questo povero vecchio non e cosi scemo come sembra.

CHERYLL: Ma no, Mr. Chomsky, lei neanche prima mi sembrava cosi ... un po' sfasato, forse, ma comunque sempre tutto d'un pezzo, una roccia, insomma!

MR. CHOMSKY: Ti ricordo il nostro patto, Cheryll. Devi dire sempre e solo cio che pensi!

CHERYLL: Va bene se le dico che lei e un vecchio marpione?

MR. CHOMSKY: E quello che pensi veramente di me?

CHERYLL: Veramente.

MR. CHOMSKY: Allora va bene ... anzi, va benone: vecchio marpione non me lo aveva ancora detto nessuno. Nessuno prima di te ha mai avuto il coraggio di dirmelo: ho citato gente in giudizio per milioni di dollari per impertinenze molto meno gravi.

CHERYLL: (preoccupata) Spero che ...

MR. CHOMSKY: Non temere, non posso citarti, in quanto la parte inadempiente in relazione al contratto verbale tra noi intercorso, dire cio che si pensa veramente, sarei io. Perderei la causa e tu potresti controquerelarmi portandomi via le mutande.

CHERYLL: Allora vecchia volpe, oltre che vecchio marpione.

MR. CHOMSKY: Benissimo, benissimo. Credo che stiamo instaurando i presupposti per un'ottima collaborazione. Se il buongiorno si vede dal mattino ... la buonasera si vedra dal tramonto. Dico bene?

CHERYLL: Altro che! E poi e un vero un piacere trattare con lei: si fa pure insultare senza offendersi.

MR. CHOMSKY: Anzi, ti confesso che ad una certa eta gli insulti di una bella ragazza come te fanno pure piacere.

CHERYLL: Contento lei ...

Lui tossisce imbarazzato.

MR. CHOMSKY: Ora passiamo alla fase due ... Sei d'accordo?

Mr. Chomsky allunga una mano sulla coscia di Cheryll che lo lascia un po' fare e poi scosta la mano impertinente.

CHERYLL: Non saprei, Mr. Chomsky. Non sono a conoscenza neppure di una fase uno.

MR. CHOMSKY: Allora te lo spiego io. Fase uno: si aprono le finestre per fare uscire il fumo e far entrare aria fresca. Fase due: si richiudono le finestre per non far entrare i moscerini. Chiaro?

Mr. Chomsky si alza di scatto e va a chiudere le finestre.

CHERYLL: Chiarissimo. Avrei dovuto capirlo al volo. Pero non mi intendo molto di economia domestica.

MR. CHOMSKY: Macche domestica, ragazzina! Che ti hanno insegnato alla Daniel & Black? L'economia di mercato funziona cosi. Se il mercato si surriscalda producendo effetti inflattivi, cioe facendo piu fumo che arrosto tanto per restare in argomento, si prendono provvedimenti, nel nostro caso si spalancano le finestre. Ma una volta che il fumo e uscito, salvato il salvabile dell'arrosto, si richiudono le finestre, ci si rimbocca le maniche e si cucina un pranzo sperando che non si bruci di nuovo. Mi sono spiegato?

CHERYLL: Si e spiegato benissimo.

MR. CHOMSKY: Facciamo pace, Cheryll.

CHERYLL: Ma non abbiamo litigato.

MR. CHOMSKY: Solo perche tu non vuoi e non puoi litigare con me. Se fossi stato tuo padre o tuo nonno (ahime) mi avresti gia mandato a fare in ... da un pezzo.

CHERYLL: Pero, nell'ambito del nostro patto, potrei mandarcela ... in quel posto!, senza che lei si offenda.

MR. CHOMSKY: Patto? Ohibo! Quale patto?

CHERYLL: Quello di dire sempre e solo quello che si pensa veramente ... Non mi dica che se lo e dimenticato!?

MR. CHOMSKY: Verba volant, charta canta, come si dice in latino. Il che significa ...

CHERYLL: Conosco il latino, ad Harvard mi hanno fatto una testa cosi col diritto romano.

MR. CHOMSKY: La tua parola contro la mia, Cheryll.--Come la mettiamo?

CHERYLL: Mi sta facendo l'esame del primo anno?

MR. CHOMSKY: Queste cose le studiate gia al primo anno? Ai miei tempi c'era solo la primordiale legge della giungla. Bisognava avere la pelle dura per sopravvivere, oggi e tutto molto piu facile ...

CHERYLL: Perche?

MR. CHOMSKY: Facile perche ci sono i computer, i telefonini ed internet, mentre prima era tutto affidato all'intuito e all'improvvisazione, insomma alle capacita del singolo, al suo istinto di sopravvivenza ... oggi invece o si va a fondo tutti o si galleggia insieme ... perche siete tutti collegati, connessi, in rete uno con l'altro ... in un'orgia di finanza virtuale.--A proposito di orge ...

CHERYLL: Mr. Chomsky!

MR. CHOMSKY: Non farmi la reprimenda prima ancora di conoscere le mie reali intenzioni. Parlando di orge, cioe di piaceri della carne, mi sono ricordato che non ho ancora fatto colazione ... E tu? Sarai senz'altro affamata ...

CHERYLL: Oh si, una fame da lupo.

MR. CHOMSKY: E allora balla coi lupi, o meglio con questo vecchio lupo solitario!

CHERYLL: Il fascino del lupo grigio non le manca.

MR. CHOMSKY: Hai detto bene, il fascino di una natura pulita e incontaminata! Del resto, io vivo nella massima liberta, non ho orari: mangio, bevo e dormo quando voglio. Mangio insomma quando ho fame ...

CHERYLL: Beato lei che puo permetterselo.

MR. CHOMSKY: E' una scelta di vita, non solo una questione economica ... Basta rinunciare a qualcosa, a qualche comodita, al lusso, adattarsi ad un'esistenza spartana ... Ti racconto una storia. Una volta, tanti anni fa quando ero ancora sulla breccia, ho sentito improvvisamente il bisogno di staccare la spina. Mi sono preso insomma una pausa di riflessione. Sono salito su un treno e sono arrivato sulla spiaggia del New Jersey.

CHERYLL: Niente male.

Scena 4. ESTERNO GIORNO. SPIAGGIA

Esterno. Spiaggia assolata. Mr. Chomsky in maniche di camicia si sofferma a guardare criticamente un barbone steso al sole con una bottiglia di birra in mano.

Il barbone seduto scola la bottiglia. Poi prende la chitarra e suona una canzone "di protesta".

Mentre suona si accorge che Mr. Chomsky lo sta osservando con aria critica e un po' schifata. Allora smette di suonare.

BARBONE: Ehi tu, vecchio bastardo, perche non mi scuci un euro invece di fotterti gratuitamente il sollazzo della mia musica?

MR. CHOMSKY: La chiami musica, povero minchione? Piuttosto, perche non lavori?

BARBONE: E perche dovrei lavorare?

MR. CHOMSKY: Perche, non ti piacerebbe fare i soldi?

BARBONE: E che dovrei farci coi soldi?

MR. CHOMSKY: Non vorresti andare in pensione ad un certo punto?

BARBONE: In pensione a far che?

MR. CHOMSKY: Per goderti la vita, santo cielo!

BARBONE: Ma io me la sto gia godendo senza bisogno di lavorare, idiota.

Ricomincia a suonare la chitarra.

Mr. Chomsky ammette la sconfitta con un sospiro e fa il gesto di mettere qualcosa nel cappello del barbone posato in terra. Si allontana.

Da un primo piano si nota il sorriso sadico di Mr. Chomsky e il barbone che gli urla dietro:

BARBONE: Ehi tu, qui dentro i soldi si mettono, non si prendono! ...

MR. CHOMSKY: (ormai distante) Necessita fa virtU, amico.

BARBONE: 'fanculo, vecchio bastardo!

Scena 5. INTERNO GIORNO. CASALE

CHERYLL: (ironica) Una bella lezione di vita!

MR. CHOMSKY: Non e questione di vita ma di qualita della vita. Fu allora che decisi di ritirarmi qui nelle campagne della verde Toscana.

CHERYLL: A contare le pecore e a bruciare le uova?

MR. CHOMSKY: E a saltare con le galline da arzillo galletto, se permetti.

CHERYLL: Tutto qui?

MR. CHOMSKY: E a perdere la memoria, e vero. Ma forse era proprio quello che volevo fare, perdere la memoria, il ricordo di cio che sono stato.

CHERYLL: Il suo patrimonio personale pero non lo ha perso stando in campagna, anzi lo ha decuplicato nel giro di pochi anni ...

MR. CHOMSKY: In effetti l'unica cosa che non ho perso e il fiuto, il sesto senso per gli affari ...

CHERYLL: E che fiuto! Secondo la classifica "Newsweek" e il decimo uomo piu ricco d'America.

MR. CHOMSKY: Nonche il primo tra i piu affamati del mondo. Quindi se permetti, torno ad esibirmi in cucina ... ti vanno bene le uova al bacon? CHERYLL: Veramente uova e bacon rappresentano un connubio micidiale per la salute. Proteine e colesterolo cattivo ...

MR. CHOMSKY: PiU cattivo di me? Non posso crederci. E poi non sara uno strappo alla regola a mandare in tilt il tuo rapporto con la bilancia, quanto a me non sara il colesterolo a mandarmi all'altro mondo.

CHERYLL: Vado allora per lo strappo.

MR. CHOMSKY: Facciamo uno strappo con le uova strapazzate! Ti fidi delle mie arti culinarie?

CHERYLL: I precedenti tentativi ...

MR. CHOMSKY: Qui sta il punto, cara Cheryll. I precedenti servono, sono necessari per accumulare l'esperienza che permette di avere a disposizione il knowhow indispensabile all'impresa ... sia nella fase gestazionale che in quella gestionale. Quale impresa?, mi starai per chiedere.

CHERYLL: Non glielo avrei chiesto, ma credo che lei mi rispondera comunque.

MR. CHOMSKY: Non ti offendere. Voi giovani credete di sapere tutto per filo e per segno. In effetti, beati voi, avete conoscenza di tante cose. Ad esempio sapete manovrare quei mostriciattoli li, i cosi come si chiamano...?

CHERYLL: PC.

MR. CHOMSKY: (spaventato) Partito Comunista?

CHERYLL: (ride divertita) Ma no! Dove vive, Mr. Chomsky? Volevo dire: Personal Computer

MR. CHOMSKY: Meraviglioso: riesci a pronunciare queste due consonanti, PC, come se io dicessi go-fuck ... solo che la mia e un'espressione volgare mentre la tua e alta tecnologia. Comunque, io di fronte alla logica contorta di quelle bestiacce senz'anima e tutta transistor non mi arrendo ma soccombo, semplicemente soccombo come il generale Custer a Little Big Horn. Con cio voglio dire che voi giovani siete bravi a fare tante cose difficili per me, ma ...

CHERYLL: Scommetto che questo "ma" carico di sottintesi e molto di piu di una semplice constatazione, e la messa di discussione di tutta una "visione del mondo" con relativo strascico di conflitti generazionali.

MR. CHOMSKY: Beh, lasciati almeno dire che voi giovinastri non siete piu capaci di vedere le piccole cose della vita. Le inezie, i dettagli. Sai chi e l'industriale che ha fatto piu soldi nella storia? Quello che ha inventato lo stuzzicadenti, ecco la verita. Qui casca l'asino ... cioe qui inciampate voi giovani complicati dei Tempi Moderni.

CHERYLL: Sentiamo.

MR. CHOMSKY: Dominate alla grande--e chi lo nega?--il quadro generale, ma vi perdete in un bicchier d'acqua quando si tratta di analizzare questioni che sembrano di minor importanza, ma che invece sono il fondamento di ogni businnes. Businnes che e tanto piu redditizio quanto piu risulta semplice, dettato da piccole osservazioni ed esigenze: elementare Watson!

CHERYLL: Al contrario del grande investigatore Sherlock Holmes che mirava sempre al sodo.

MR. CHOMSKY: Al sodo, appunto. E qui tornano in ballo le uova. Quando avrai imparato a cucinarle, avrai anche capito come fare a venderle guadagnandoci sopra di piu ...

CHERYLL: Dimenticavo la sua catena di ristorazione: lei brucia le uova sui fornelli per imparare a venderle meglio.

MR. CHOMSKY: Io brucio le uova perche non ho ancora imparato a farle meglio. Ma quando avro imparato, potro dire ai miei cuochi che cucinano da cani facendomi perdere clientela.

CHERYLL: Quindi ha tutta l'intenzione di ritentare l'impresa delle uova?

MR. CHOMSKY: Non sono certo il tipo che si arrende alle prime difficolta.

CHERYLL: Purche abbia una padella di riserva: questa ormai e cancerogena.

MR. CHOMSKY: Mi sottovaluti Cheryll, sono o non sono il maggior azionista della fabbrica di padelle di teflon?

Scena 6. INTERNO GIORNO. CASALE. CUCINA.

Mr. Chomsky spalanca un armadio e mostra un set completo di padelle. Cheryll a sua volta spalanca il frigo come in segno di sfida.

CHERYLL: Il diavolo fa le padelle, ma non i coperchi.

MR. CHOMSKY: Che diavolo vuoi dire, Cheryll?

CHERYLL: Che il frigo e vuoto ... si e dimenticato di comprare le uova.

MR. CHOMSKY: Come ti ho confessato, con l'eta avanzata sono diventato un po' scordarello. Ma a tutto c'e rimedio.

CHERYLL: Il digiuno?

MR. CHOMSKY: Il rimedio e semplicemente quello di andare a fare la spesa ... mi accompagneresti al Superstore con la tua macchina?

CHERYLL: Veramente sono venuta per parlare di affari.

MR. CHOMSKY: Ne parleremo dopo, se non ti dispiace. Del resto, devi strapparmi l'Okay per un investimento di dieci milioni di dollari ... una bazzecola per me, ma non per te. Ti costera una cena con un vecchio miliardario da spennare.

CHERYLL: Da spennare?--Che dice?

MR. CHOMSKY: Da spennare, da spennare. Ma non fa niente. Forse mi lascero spennare. Ma non prima di averti spiegato come va il mondo

CHERYLL: D'accordo, stacchero per un po' la spina, per farle piacere.

MR. CHOMSKY: (gongolando) Che gli faccio io alle donne

CHERYLL: Forse ... Gli fa vedere il conto in banca, Mr. Chomsky?

MR. CHOMSKY: Effettivamente il conto in banca e un ottimo argomento sessuale, nonche sentimentale. Ne convince piu il vile metallo della freccia di Cupido.

CHERYLL: Dipende.

MR. CHOMSKY: Mica tanto. E ti parlo, come sempre, per esperienza diretta. --Ma ora mi vesto ed usciamo.

CHERYLL: L'avverto: la mia macchina non e una Cadillac e dentro c'e un vero e proprio casino.

MR. CHOMSKY: Casino? Musica per le mie orecchie.

CHERYLL: Non un casino come lo intende lei che e un birbantello, ma nel senso classico del termine. Disordine.

MR. CHOMSKY: Un bordello allora.--Bene, mi piacciono anche i casotti ... faccio in un attimo.

CHERYLL: Lei e davvero irrecuperabile, Mr. Chomsky.

MR. CHOMSKY: Irrecuperabile, ma non irreprensibile.

CHERYLL: Forse se ne approfitta un po' troppo di questa sua irreprensibilita da impunito.

MR. CHOMSKY: Lo so, Cheryll. Sono ricco e potente. E me ne approfitto. Noblesse oblige ... non e latino ...

CHERYLL: Conosco il francese: ho lavorato per tre anni alla borsa di Parigi.

MR. CHOMSKY: E che si dice a Parigi? Si fa ancora la rivoluzione?

CHERYLL: In periferia bruciano le automobili e fanno le barricate.

MR. CHOMSKY: E in centro? Che succede di bello?

CHERYLL: Niente di particolare. Si beve champagne e si mangiano ostriche. Come sempre ...

MR. CHOMSKY: E mi dici niente, sciocchina?

Scena 7. ESTERNO STRADA CAMPAGNA TOSCANA.

L'automobile di Cheryll direzione paese.

Mr. Chomsky continua a blaterare, ma noi non sentiamo le sue parole.

Scena 8. INTERNO POMERIGGIO TARDO.

Squilla il telefono. Nessuno risponde. Parte la segreteria telefonica.

VOCE MR. CHOMSKY: Non ci sono o, se ci sono, non voglio rispondere. Perche no? Perche state rompendo i coglioni. Non ho bisogno di nulla e di nessuno, tantomeno di suggerimenti pubblicitari o proposte di investimenti finanziari. Tanto prima o poi il mondo sparera una scorreggia esalando l'ultimo respiro. Percio fatevi i cavoli vostri come io mi faccio gli affari miei. Capito? Andate a farvi fottere! (pausa) Comunque, se proprio non potete farne a meno, lasciate un messaggio ma non sperate di essere richiamati ... ne oggi ne mai.

Scena 9. INTERNO SERA UFFICIO CITY INVESTMENT GROUP.

SAMUEL BLACK: Buongiorno, Mr. Chomsky. Sono Samuel Black della CityInvestmentGroup. Chiamo da Milano per avvertirla che c'e uno spiacevole contrattempo. La nostra incaricata che aveva un appuntamento con lei presso il suo casale in Toscana, ha avuto una panne in autostrada e non potra raggiungerla prima di stasera. Cerchera di contattarla per spostare l'appuntamento. Ci scusi ancora del disguido ...

VOCE MR. CHOMSKY: Time out, andate a fare in culo.

SAMUEL BLACK: (nel microfono riattaccando) Grazie, altrettanto.

Scena 10. INTERNO GIORNO SUPERMERCATO SERA.

Cheryll e Mr. Chomsky si aggirano tra gli scaffali con un carrello carico di provviste.

MR. CHOMSKY: Il salmone e ottimo in questa stagione. Un po' caro, caspita! 30 euro al chilo, quasi quanto l'oro. Ma non voglio badare a spese con te, anche perche l'allevamento dei salmoni e--indovina un po'--di mia proprieta e oltre il 60% dei 30 euro che ho speso tornano nelle mie tasche. Mangio quasi a spese mie, capisci? E mi arricchisco da solo! Ecco i miracoli del capitalismo ... Dicevamo?

CHERYLL: Il prezzo del salmone ...

MR. CHOMSKY: Ah si, e andato alle stelle, e un anno di magra per la pesca ... sai, i tagli dei boschi, l'inquinamento ... (ridacchia)

CHERYLL: Ma e terribile, Mr. Chomsky! Che c'e da ridere?

MR. CHOMSKY: E un anno di magra per la pesca, ma non per me.

CHERYLL: Certo, la fabbrica del salmone in scatola e sua!

MR. CHOMSKY: Appunto ... Quindi ... ci scappa un risottino coi controfiocchi! tanto i costi mi rientrano ... Ti va?

CHERYLL: Per il risottino ci vuole tempo, Mr. Chomsky.

MR. CHOMSKY: Non fare complimenti. E poi si tratta di una cena di lavoro. Mi dovrai spiegare tutti i risvolti dell'investimento ... o si tratta della solita fregatura?

CHERYLL: Le stiamo proponendo un ottimo affare, Mr. Chomsky.

MR. CHOMSKY: Forse si, forse no. Devi convincermi. Anzi, persuadermi. Sta a te fare la mossa.

CHERYLL: Che mossa?

MR. CHOMSKY: La prima mossa. Dopo aver accettato il mio invito a cena, approfittare del tono confidenziale e della calda atmosfera di un dinner a lume di candela per confondermi le idee.

CHERYLL: Ma io non voglio confonderle le idee.

MR. CHOMSKY: Io pero desidero che tu me le confonda. Come la mettiamo? --Dieci milioni di dollari ... il gioco vale la candela, non trovi?

CHERYLL: Fino alla cena a lume di candela ci arrivo da sola, la metafora del gioco pero mi sfugge.

MR. CHOMSKY: I vecchi tornano bambini ... e ai bambini piace giocare. Non ti va di giocare con un povero miliardario?

CHERYLL: Povero miliardario, questa e bella!

MR. CHOMSKY: Sta a vedere ...

Mr. Chomsky col cappello in mano fa il mendicante. Una signora gli butta dentro degli spiccioli. Lui fa l'occhiolino a Cheryll in segno di intesa.

Scena 11. INTERNO SERA. CASALE.

La MdP ha in primo piano la luce della segreteria telefonica che lampeggia.

Sullo sfondo la porta di ingresso.

Entrano Cheryll e Mr. Chomsky.

Mr. Chomsky porta in cucina i pacchi della spesa.

MR. CHOMSKY: Puoi dare un'occhiata se ci sono telefonate in segreteria?

CHERYLL: Si, lampeggia ... c'e una chiamata.

MR. CHOMSKY: Per piacere, premi il pulsante verde per farmela ascoltare ... il pulsante verde, mi raccomando, non quello rosso che altrimenti cancella ...

Cheryll spinge il pulsante sbagliato e si sente il fruscio del nastro.

CHERYLL: Oh mio Dio, credo di essermi sbagliata.

MR. CHOMSKY: Hai forse premuto il pulsante rosso?

CHERYLL: Temo proprio di si. Non si arrabbi, Mr. Chomsky.

MR. CHOMSKY: Succede anche a me qualche volta. I pulsanti sono troppo vicini, non si distinguono bene. Se la ditta che fabbrica questi arnesi non fosse mia, l'avrei gia citata per danni.

CHERYLL: C'e rimedio? Si puo recuperare la chiamata?

MR. CHOMSKY: No, non si puo. Altra bizzarria di questo affare che non tiene in archivio neppure le ultime telefonate. Ormai e stata cancellata. Pazienza, richiameranno se era importante ...

CHERYLL: Sono proprio una stupida.--Eh si che lei me lo aveva detto chiaramente di premere il pulsante verde e non quello rosso ... chissa stasera dove ho la testa ... tutta colpa sua, Mr. Chomsky.

MR. CHOMSKY: Mia?

CHERYLL: Me la fa girare con tutte le sue chiacchiere galanti.

MR. CHOMSKY: (in tono molto confidenziale) Ariel.

Un silenzio.

CHERYLL: Ha un cane? Pero non le ubbidisce. Non viene se lo chiama.

MR. CHOMSKY: Veramente Ariel e il mio nome. Non ho e non sto chiamando un cane. Ti sto solo chiedendo di chiamarmi per nome.

CHERYLL: Va bene, Mr. Chomsky.

MR. CHOMSKY: Ariel! Come lo Spirito alato della "Tempesta" di Shakespeare.

CHERYLL: (imbarazzata) Va bene ... Ariel!

MR. CHOMSKY: Sappi che io non abbandono la lotta d'amore con un sospiro, come fece invece un celebre personaggio che porta il mio nome. Se io incontro resistenza da parte della donna che desidero, non desisto ma resisto, insisto ... e conquisto!

CHERYLL: Non so che dire.

MR. CHOMSKY: Tu non dire niente: lasciati desiderare, lasciami sospirare, lasciati conquistare ...

CHERYLL: Potrei andarmi a rinfrescare un attimo, se non ti dispiace, Ariel?

MR. CHOMSKY: Fatti una bella doccia, rilassati, prenditi tutto il tempo che vuoi.

Scena 12. INTERNO SERA. CASALE.

Lei si spoglia. Va sotto la doccia. Quando esce si trova Mr. Chomsky di fronte che le porge un asciugamano, avvolgendola.

CHERYLL: Senti, Ariel, forse stiamo correndo un po' troppo. Non trovi?

MR. CHOMSKY: Dolcissima! Se mi avessi detto che io ti do l'impressione di correre un po' troppo, mi sarei offeso. Invece hai usato il plurale, hai detto "noi" rendendo esplicito il tuo coinvolgimento sentimentale.

CHERYLL: Sentimentale e detto troppo, anche se non posso nascondere una certa simpatia nei tuoi confronti.

MR. CHOMSKY: Parli seriamente o stai bleffando?

CHERYLL: Perche mai dovrei bleffare?

MR. CHOMSKY: Per farmi cadere nel tuo trappolone.

CHERYLL: Nessuna trappola, Ariel. L'investimento e buono ed io sono una persona pulita ...

MR. CHOMSKY: (con sarcasmo) Allora e la mia grande giornata. Un ottimo affare portato da un angelo come te che mi ricopre d'oro e di dolci melodie. Che meraviglia!

CHERYLL: Forse e meglio che stia zitta. Sento un'ombra di sarcasmo nelle tue parole.

MR. CHOMSKY: La vita mi ha reso cinico e l'esperienza mi ha reso sarcastico. Ormai sono fatto cosi, un vecchio bilioso e collerico, un po' rimbambito a cui basta una pillola di Viagra per ritrovare il vigore di un tempo. Basta non leggere le avvertenze: pressione alta, capogiri, alterazioni della vista, epistassi, ictus e morte improvvisa.

CHERYLL: E desolante.

MR. CHOMSKY: E la realta ad essere desolante, io ne faccio solo parte ... di questo mondo reale ... che ha tanti difetti, ma anche qualche pregio.

CHERYLL: Ad esempio?

MR. CHOMSKY: Ad esempio, non e ingannatore ... non ti prende in giro. Sa quello che vuole da te e sa come chiedertelo: a muso duro, senza cincischiare, senza frottole. Valla a contestare la realta, valle a dire di essere un po' piu tenera. La realta e quello che e, e la sua natura, non puo farci niente se a volte, anzi spesso, risulta sgradevole. I soldi possono indorare la pillola, ma non curare la malattia del tempo che passa. La realta e lo specchio in cui ti fai la barba e in cui vedi al fondo dei tuoi occhi il nulla che avanza ...

CHERYLL: Ora mi fai tenerezza, sembri cosi vulnerabile!

MR. CHOMSKY: Anche nel mio vecchio petto batte un cuore ardente.

CHERYLL: Quanto sei romantico.

MR. CHOMSKY: Sbaglio ... o stai arrossendo?

CHERYLL: Non saprei ... certo che i tuoi discorsi ...

MR. CHOMSKY: O forse sono io che vedo il fuoco la dove arde solo un fiammifero?

Un silenzio.

CHERYLL: Povero vecchio Ariel.

MR. CHOMSKY: Povero miliardario, dunque, sei d'accordo?

CHERYLL: Poverissimo!

Si guardano, ridono. Lui sta per baciarla, lei riesce a deviare il bacio sulla guancia ed esce nel portico sul giardino.

Scena 12. ESTERNO SERA\PORTICO GIARDINO.

Dall'interno si sente squillare il telefono.

MR. CHOMSKY: 'fanculo al telefono. Lasciamolo squillare.

CHERYLL: Potrebbe essere importante.

MR. CHOMSKY: C'e qualcosa di ancora piu importante nella vita che un telefono del cazzo.

CHERYLL: Ah si? E che cosa?

Il telefono cessa di squillare.

CHERYLL: Ha smesso.

MR. CHOMSKY: Niente e eterno.

CHERYLL: A che ti riferisci?

MR. CHOMSKY: Al tempo che resta da vivere, Cheryll. PiU lo vivi intesamente e piu ne resta da vivere. Come Faust che si eterno nell'attimo estremo del piacere; "fermati, sei bello!". (Un silenzio) Quindi, tornando a noi ... Ecco, ancora un segno di senilita ... non mi ricordo di che si stava parlando.

CHERYLL: Del tempo che ti resta da vivere, Ariel, e di quello che vuoi farci.

MR. CHOMSKY: Da quando in qua ci si da del tu, io e ... lei?

CHERYLL: Da un po' ... sei stato tu ad avermelo chiesto, non ricordi?

MR. CHOMSKY: No, purtroppo non ricordo niente di quanto e successo un attimo fa. Scherzi della memoria in cui--come niente--riaffiorano antichi episodi d'infanzia, ma che cancella il presente con un colpo di spugna, come se qualcuno premesse continuamente il tasto rosso della segreteria telefonica eliminando i messaggi piu recenti.

CHERYLL: Se vuole, ricomincio a chiamarla Mr. Chomsky.

MR. CHOMSKY: No, no, per carita. Va bene cosi, chiamami Ariel e dammi pure del tu.--Perche sei qui?

CHERYLL: Sono qui per conto della ... non ricordi? ... Stupido, mi stai prendendo in giro.

MR. CHOMSKY: Macche, e solo un flash che scatta ad intermittenza, l'onda lunga del pensiero che di tanto in tanto fa affiorare sulla spiaggia della mente qualche relitto piu o meno ingombrante. E anche un modo, quello dell'amnesia, per togliersi dal groppone qualche fardello che altrimenti peserebbe sulla coscienza. Chi non sa o non ricorda puo dormire sonni tranquilli ...

CHERYLL: E tu riesci a dormire bene?

MR. CHOMSKY: Purtroppo no, perche piu svaniscono i ricordi a breve termine piu riaffiorano i sacchi di merda che ti sei lasciato alle spalle da un pezzo. Quelli non affondano mai e continuano a puzzare!

CHERYLL: Forse e meglio che me ne vada ...

MR. CHOMSKY: E la cena a lume di candela?

CHERYLL: Non te la sei dimenticata?

MR. CHOMSKY: Non ci sperare ... Fossi scemo a dimenticarmi di una cena a lume di candela con te. Ci ho fatto un nodo al fazzoletto ... Non ti sbarazzerai tanto facilmente di me. Pero mi sono dimenticato di comperare le candele. Niente paura. Credo di averne una scorta giu in cantina. Tu accomodati, versati da bere.

Scena 13. NTERNO SERA. CASALE. CANTINA.

MR. CHOMSKY: Candeline, Dove siete? Aspettami, mia dolce Colombina, arrivo subito con lo champagnino e la candelina!

Scena 14. INTERNO SERA. CASALE. SALONE.

Cheryll estrae una bomboletta spray di colore rosso dalla borsa e scrive sulla tenda a caratteri cubitali:

SAVE THE WORLD, KILL A CAPITALIST!

Scena 15. INTERNO SERA. CASALE: SALONE.

Rientra Mr. Chomsky con un pacco di candele in mano. Sulle prime non si accorge di nulla.

MR. CHOMSKY: Ecco le candele, fortuna che ce ne era rimasto ancora un pacco. Gradisci un po' di musica? Mozart, va bene? Poi preparo da mangiare mentre tu apparecchi e ...

Sta per far partire il CD Player con un telecomando, senonche nota la scritta e resta di stucco col braccio teso. Cheryll gli sta puntando una pistola.

CHERYLL: C'e una novita Mr. Chomsky ...!

MR. CHOMSKY: Cos'e, uno scherzo?

CHERYLL: Ho forse l'aria di una che vuole scherzare?

MR. CHOMSKY: Ho capito ... Vuoi propormi di investire in una fabbrica di bombolette spray? Perche no, tanto io ho ancora pochi anni da campare e me ne frego delle normative sulla produzione di gas serra.

CHERYLL: Tipico di voi ricconi sfondati. Tutti come Faust che crepa da vero capitalista: scavandosi la fossa con le sue stesse mani.

MR. CHOMSKY: Siamo tornati a Faust, il mio facsimile, la mia fotocopia, dunque.

CHERYLL: Credi di essere capace solo tu di citazioni dotte?

MR. CHOMSKY: La prima grande vittima del Dio Denaro e del suo inventore: Mefistofele! Faust che muore illudendosi di poter salvare il mondo! In un certo senso il suo destino somiglia al mio; anch'io voglio salvare il mondo.

CHERYLL: Lo vuoi salvare o comprare?

MR. CHOMSKY: Quando entro in un'impresa e per farla funzionare, non per metterla in liquidazione. Piuttosto lo salvo, io, questo mondo schifoso, dalla rovina e dal...

CHERYLL: Salvare il mondo? E da che? Dal comunismo? Dall'islamismo? Ecco, si, giustissimo: dal terrorismo. Perfetto: voi salvate il mondo dal terrorismo islamico ... e come? Terrorizzando ... distruggendo ...

MR. CHOMSKY: Ecco, siamo arrivati alla Strategia del Complotto.--Ma non ti sembra una cazzata sostenere che l' 11 settembre non sia stato un atto terroristico imprevedibile, bensi una messa in scena orchestrata dai servizi segreti e dalla Cia?

CHERYLL: Il terrorismo vi fa comodo perche ci fate ottimi affari con la paura della gente. Infatti, sale artificiosamente il prezzo dell'energia, aumentano i profitti ... e siete tutti d'accordo da Wall Street alla City londinese, da Piazza Affari ai salotti dei megagalattici yatch degli sceicchi arabi vostri alleati. Siete tutti dalla stessa parte, siete tutti terroristi. Dalle chiese cattoliche alle moschee e alle sinagoghe si sente solo una preghiera, la preghiera al vostro Dio Unico: Holy money, il Dio Denaro! Il Grande e Unico vero Terrorista!

Scena 16. INTERNO NOTTE. CASALE.

MR. CHOMSKY: Che cosa vuoi ottenere?

CHERYLL: Convincere la gente che si puo dire di no, ci si puo opporre, si puo guarire dal male che rende tutti uguali come e forse peggio che sotto i regimi comunisti: tutti consumatori, tutti uguali davanti all'altare del Dio Profitto.

MR. CHOMSKY: Stai cambiando le carte in tavola: siamo noi i difensori dell'individualismo, il nostro sistema economico e fondato sul principio della proprieta personale e della liberta individuale d'impresa.

CHERYLL: Stai parlando di un mondo che non esiste piu. Il vecchio capitalismo e stato sostituito dalle holding che non hanno confini e non hanno credi religiosi o ideologici ... Per esempio, i guru del consumismo occidentale si sono alleati con i residui di comunismo mondiale ... --Sai cosa succedera quando due miliardi di cinesi scenderanno dalla bici per accendere il motore della loro nuova utilitaria, simbolo del consumismo comunista che e talmente abile da far comparire Mao Tze Tung sulla bottiglia di Coca Cola?

MR. CHOMSKY: L'effetto serra? La catastrofe globale?

CHERYLL: Puoi scommetterci.

MR. CHOMSKY: Allora ci inventeremo una catastrofe locale, tanto per ridurre il numero dei cinesi ... che vanno in macchina. Lasceremo in vita solo quelli che girano in bici, contenta? Ecco, faro produrre nei miei laboratori un virus che colpisca il cinese in utilitaria ... Cinese seduto morto, cinese che pedala vivo. CHERYLL: Anche Faust usava il plurale: faremo, diremo, produrremo ...

MR. CHOSMSKY: Pero, alla fine del poema di Goethe c'e l'intervento divino che salva tutti, mondo compreso. L'happy end del consumismo. Ti pare poco?

CHERYLL: Secondo te bisogna allora aspettare l'intervento divino?

MR. CHOMSKY: E' gia successo un volta, con GesU, la salvazione ... succedera ancora, mi auguro. Beh, chi vivra, vedra.

Scena 17. ESTERNO NOTTE. BOSCO.

Mr. Chomsky ha una pala. Cheryll lo tiene sotto tiro alla luce di una torcia elettrica.

CHERYLL: Scava.

MR. CHOMSKY: E poi che cosa fai? Mi ammazzi? Cosi, come un cane?

CHERYLL: Non lo so, ma tu intanto scava. Ti fara bene alla salute un po' di lavoro manuale.

MR. CHOMSKY: Non darti tante arie, ragazzina. Tu non rappresenti l'umanita.

CHERYLL: Non sono piu tanto ragazzina. Potrei avere dei figli, ai quali vorrei dare un futuro, col tuo permesso.

MR. CHOMSKY: Permesso accordato, mammina. Basta dargli la pappa ai marmocchi ... Attenta pero a che uno non butti fuori dal nido le altre creature per riempirsi la pancia da solo.

CHERYLL: Sapro educarli alla convivenza.

MR. CHOMSKY: Saggio proposito. Ma la natura con le sue leggi sara piu forte della tua educazione.

CHERYLL: Come fai a dirlo, non mi conosci. Non sai la forza che ho dentro.

MR. CHOMSKY: Oh, se lo so! Sei una gran rompiscatole, ecco chi sei, con le tue assurde filippiche sul mondo che non va e su come dovrebbe andare. Il mondo va come va, bisogna solo prendere atto del suo moto, senza interferire. Puoi forse cambiare l'orbita del pianeta intorno al sole? Puoi forse dire al sole di attenuare la potenza dei suoi raggi? No, cara, non puoi, cosi come non puoi dire al capitalismo di smettere di far soldi. La natura e fatta cosi, la natura--non solo quella dell'uomo--e economica, numerica, rigidamente basata su istinti primordiali e rapporti di forza. Non puoi cambiarla. Mors tua vita mea: rassegnati.

CHERYLL: Allora e proprio vero che sei tu il terrorista!

MR. CHOMSKY: Dico solo che quella del piu forte e una legge di natura.

CHERYLL: Ma la natura si autoregola, ad esempio facendo estinguere i dinosauri quando diventano troppo forti per le altre specie.

MR. CHOMSKY: Il dinosauro della favola sarei io? Capitalisti accaparratori? La ricchezza sarebbe un furto? Idee preconcette. Pregiudizi paleocomunisti sull'origine della ricchezza ...

CHERYLL: Con che astuzia usi la parola paleo-comunisti, perche con i neocomunisti cinesi ci state in affari! Comunque i miei non sono pregiudizi ...

MR. CHOMSKY: Certo che lo sono, perche vedi tutto il bene da una parte, la tua, e tutto il male dall'altra, la mia.

CHERYLL: Non essere ridicolo ... Risparmiami l'elenco dei crimini del Capitalismo.

MR. CHOMSKY: E vieni a risparmiare proprio a casa mia, a casa di un capitalista di merda? Coraggio, spara le cartucce ... ma devono essere pallottole bum-bum, a testata esplosiva, perche io ho la pelle dura come un elefante ...

CHERYLL: Comincia col genocidio dei nativi Americani e arriva alla deportazione degli schiavi... E tutto passa ancora sotto silenzio, come se non fosse avvenuto mai nulla.

Scena 18. FLASHBACK. INTERNO SERA.

Ristorante di lusso. Cena d'affari. Sulle immagine la ...

VOCE OFF CHERYLL:

Te ne racconta una: ero a cena a Montreal, una delle tante noiose cene d'affari che mi sono dovuta sorbire prima di rovesciare il tavolo per sempre e salutare l'allegra brigata, con un gruppo di industriali del Quebec e alcuni investitori Statunitensi. Qualcuno per fare un macabro scherzo ha tirato fuori la sanguinosa battaglia del San Lorenzo in cui i Francesi riuscirono a fermare gli Inglesi sulla riva del fiume. Allora anglofoni e francofoni hanno cominciato con gli sfotti: c'eravamo prima noi in Nordamerica,--no noi,--si ma noi vi abbiamo dato una bella legnata ... Ad un certo punto non ne ho potuto piu e sono esplosa: scusate, e i Pellerossa che avete sterminato? Non c'erano forse loro prima di tutti voi stronzi?--Silenzio glaciale, di tomba: avevo infranto un tabU, quello dell'origine omicida del capitalismo moderno. E quando dico assassina penso ad un concentrato di cento, mille Hitler messi insieme ... Interi popoli sterminati, un intero continente sterilizzato, un genocidio durato per secoli e ancora non terminato ...--

Scena 19. ESTERNO NOTTE. PARCO DEL CASALE.

CHERYLL: E sai com'e finita? Il giorno dopo mi chiamano dall'ufficio, e Samuel Black in persona.

MR. CHOMSKY: Il Re Magio della Daniel & Black Investment?

CHERYLL: Proprio lui.

Scena 20. FLASHBACK. INTERNO GIORNO.

Uffico. Si vede la scena del licenziamento di Cheryll e sulle immagini scorre la

VOCE OFF CHERYLL: E mi fa col suo slang da Afronewyorkese--povero schiavo leccaculo e tirato a lucido--"Signorina, lei e licenziata. Vada a cercarsi lavoro presso qualche tribU Pellerossa".--Che schifo!

Scena 21. ESTERNO NOTTE. PARCO DEL CASALE.

CHERYLL: Torniamo dentro.

MR. CHOMSKY: Fa freschetto, potrei prendermi in malanno. Meglio una pallotola in fronte, no?

CHERYLL: Cammina!

Scena 22. INTERNO NOTTE. SALONE DEL CASALE.

Cheryll accende il notiziario Tv. Si vedono scene di guerrain Medio Oriente.

CHERYLL: Notizie dal mondo libero.

MR. CHOMSKY: Ebbene si, io penso che la continuazione dello sviluppo sia l'unica garanzia di liberta.

CHERYLL: Liberta?

MR. CHOMSKY: Esatto. Se la "torta" dell'economia smettera di crescere sta pur certa che non vi sara limite alle regressioni che ti faranno ingoiare sul piano della liberta, della democrazia, del benessere, di tutto cio che credevi consolidato e fuori discussione. Senza sviluppo non c'e neppure piu conservazione dell'esistente, ma solo la perdita totale, di tutta la nostra civilta: anche se molti aspetti di questa puo non piacerti, e pero l'unica che possiamo offrirti. E' l'alternativa al burka e all'infibulazione ...

CHERYLL: La tua e la civilta delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, non dimenticartelo.

MR. CHOMSKY: Che c'entro io con le atomiche? Puoi pure incolparmi di tutti i mali del mondo, ma con l'atomica non c'entro ... Effettivamente, i missili a testata nucleare multipla sono prodotti da una fabbrica di cui detengo un pacchetto azionario, ma non la maggioranza delle azioni, lo giuro!--Eh, qui ti volevo, non la maggioranza delle azioni! Solo un po', ecco.

CHERYLL: Allora, ti senti la coscienza un po' a posto?

MR. CHOMSKY: La coscienza, la coscienza! Se le bombe non le costruisco io, le costruisce qualcun altro. E allora? Cosa cambia? Niente cambia.

CHERYLL: Vuoi che ammetta la mia impotenza di fronte a tutti i problemi del mondo? E sia: sono impotente. Impotente, si ... ma non me ne sto con le mani in mano: faccio quello che posso.

MR. CHOMSKY: Vuoi la verita? Ce l'hai con me perche sono ricco. La tua non e vendetta, ne verita assoluta, ma invidia.

CHERYLL: Invidia di che? La ricchezza ai miei occhi e senz'altro un peccato, come disse GesU: e piu facile che una fune entri nella cruna dell'ago, piuttosto che un ricco vada in paradiso.

MR. CHOMSKY: Era una metafora, quella di Nostro Signore: non rigirarti le Sue parole come ti pare e piace!

CHERYLL: Quando caccio i mercanti dal tempio erano fatti, non parole.

Scena 23. ESTERNO NOTTE.

Una macchina della polizia passa davanti al casale. La macchina si ferma. Dai cespugli escono un gruppo di cacciatori. La macchina della polizia riparte.

Scena 24. INTERNO NOTTE. CASALE.

Mr. Chomsky accende il caminetto.

MR. CHOMSKY: Dammi retta, non ti citero per danni, sei giovane, carina, la vita ti sorride, faro in modo che ti sorrida, ti sorrida sempre ... rinuncia a questa pazzia.

CHERYLL: La pazzia e quella della societa che ti ha permesso di diventare cio che sei.

MR. CHOMSKY: Allora prenditela con la societa, io ho solo approfittato del sistema come tanti altri.

CHERYLL: Allora cambiamo il sistema. Come? Dando il buon esempio. Individualmente. Io sono solo l'inizio.

MR. CHOMSKY: Parola grossa, cambiare il sistema. E con che cosa lo vuoi cambiare? Con un supersistema? Abbiamo visto con che risultati! ... L'Unione Sovietica, la Cina ... Bella roba!

CHERYLL: Dicevo che non ho soluzioni, non ho sistemi perfetti, non ho mondi migliori da proporre od imporre, tanto meno il socialismo reale che si e trasformato nel miglior alleato del capitalismo.

MR. CHOMSKY: Allora, che cosa vuoi? Cosa vuoi fare?

CHERYLL: Niente, non ci sono Mondi Perfetti per cui immolarsi sull'altare dell'ideologia. Io combatto per me stessa, per sentirmi meglio. Per guardarmi allo specchio e potermi dire, cosi mi piaci, ora sei bella ... Sono egoista? Si, ma il mio egoismo e fonte di salvezza. Perche lo faccio? Perche e nobile, pulito, onesto, encomiabile ... Capisci? Basta astrazioni, basta utopie. Basta nuovi mondi. Io sono una persona concreta, educata ad Harvard, con dottorati e masters in economia ... Leggo Marx in tedesco, Prouhdon in francese e Vico in italiano ... Posso dirti che le loro analisi sono roba vecchia, ammuffiti arsenali utopistici di un mondo che cambia solo se prende coscienza del fatto che l'uomo e per sua stessa natura individualista e che la rivolta, per essere efficace, deve soddisfare il suo individualismo egotistico: essere bella, essere unica, per essere ... sempre, eterna! L'Eterna Rivolta!

MR. CHOMSKY: Ecco una nuova categoria: la rivoluzione individualista! Ma c'e una contraddizione, perche cosi capitalisti e idealisti sono manovrati da un'identica forma di individualismo borghese.--A proposito, mi sono dimenticato di chiedertelo: mi stai tenendo in ostaggio? E carica? Saresti capace di ... ammazzarmi come un cane?

CHERYLL: Non sfidarmi. Speravo che tu avessi capito di trovarti di fronte non una cretina qualsiasi, ma un gigante come te capace di tenerti testa! Ora vuoi vedere se la pistola carica ... ma non ti basta il dito che ti sto puntando contro?

Silenzio.

MR. CHOMSKY: No, non mi basta.

CHERYLL: Come vuoi ... ecco la pistola. Soddisfatto?

MR. CHOMSKY: Lo sai usare quel ferrovecchio?

CHERYLL: Ti sconsiglio di mettermi ancora alla prova.

MR. CHOMSKY: E se fossi armato anch'io?

CHERYL: Ariel, tu sei uno smemorato. Anche se tenessi da qualche parte un'arma, non ti ricorderesti piu dove l'hai nascosta.

MR. CHOMSKY: Ok, ok!. Sono un vecchio rincoglionito. Volevi umiliarmi? Beh, ci sei riuscita. Sei solo una femmina, e mi tieni a bada senza neppure impugnare la pistola ... ma chi cazzo sei? La Donna di Picche?

CHERYLL: Ti sarei piaciuta di piu come Donna di Cuori, scommetto. Ma non e andata cosi, ne cuori ne fiori ... solo picche.

MR. CHOMSKY: E ripicche. Mettici anche quelle, perche la tua e una semplice ripicca o forse, ripeto, una vendetta ... sei stata licenziata e te la prendi col padrone, come il cane che non mangia da giorni e che azzanna il primo che passa.

CHERYLL: Io non lecco la mano del padrone. Non l'ho mai leccata, neppure quando mi dava da mangiare .

Scena 25. FLASHBACK. ESTERNO GIORNO. BANCA.

Cheryll che fa un prelivo ad un Bancomat.

Si avvicina un barbone e la guarda con rabbia. Sulle immagini la ...

VOCE OFF CHERYLL:

Ho rinunciato a tutto, al benessere, alle sicurezze di una carta di credito no limit, perche ero io a sentirmi limitata ... e impotente. Allora mi sono chiesta: vuoi continuare cosi, a farti spremere dal sistema che ti buttera via come un limone non appena avrai esaurito il succo, oppure vuoi dare un senso alla tua vita tagliandoti questi fili che ti muovono come un automa?

Scena 26. INTERNO NOTTE. CASALE.

Interno casale.

MR. CHOMSKY: Perche non ci mettiamo d'accordo? Vuoi fare qualcosa di buono? Ti aiuto io, ho un sacco di soldi da spendere, tu dimmi solo come e dove ... Aiutami ... salvami! Approfitta di questo mio istante di debolezza, di fragilita.

CHERYLL: No. Non credo che noi due potremo mai intenderci ...

MR. CHOMSKY: ... Sai che ti dico? Il mio vecchio stomaco accaparratore si sta facendo sentire. Mi e venuta fame. E ora che il mondo cambi, secondo la tua ottica, ma e anche ora di cena secondo la mia. (si siede a tavola) Favorisci?

CHERYLL: No, grazie.

MR. CHOMSKY: La verita e che la mia ricchezza da fastidio ai mediocri, a chi non sa che fare della propria esistenza e prova invidia per coloro che riescono ad emergere in qualche campo. Come John Lennon che e stato assassinato da un pezzente invidioso del successo di un grande uomo.

CHERYLL: Non mischiare le pietre coi diamanti, tu non sei Lennon. Lui ha avuto il coraggio di dire le cose che pensava.

MR. CHOMSKY: Ad esempio?

CHERYLL: Immaginati un mondo senza Dio e senza il Diavolo, un mondo senza inferno e paradiso ...

MR. CHOMSKY: Va bene, non saro Lennon.. Pero sono un grande imprenditore che ha fatto una fortuna impensabile. Questa ricchezza e naturalmente frutto delle mie qualita e delle mie capacita imprenditoriali, della mia intelligenza ...

CHERYLL: Mia, mia, mia! Non sai dire altro?

Scena 27. INTERNO NOTTE. CASALE.

CHERYLL: Sai che diceva Carlo Marx del Capitalismo?

MR. CHOMSKY: Peste e corna, scommetto.

CHERYLL: Che non ci sarebbe neppure bisogno di combatterlo, perche prima 0 poi cadra da solo. A furia di moltiplicare i profitti, arrivera ad un punto di non ritorno come una Supernova che collassa in un buco nero. Fino a divorare se stesso.

MR. CHOMSKY: Hai ragione: la globalizzazione e avanzata a tal punto che--tanto per fare un esempio--la fabbrica che produce le magliette No-Global o quelle con la scritta "Hasta la victoria siempre" o col bellissimo volto dell'eroe romantico Che Guevara, beh ... questa fabbrica tessile ha sede in Indonesia, profitta dello sfruttamento minorile e--senti senti--e di mia proprieta. Voi idealisti ve le comprate e arricchite il sottoscritto che si fa due risate alla faccia vostra.

CHERYLL: L' uomo ad una dimensione di Marcuse. Il Capitalismo che ingloba e sfrutta economicamente anche la protesta anticapitalistica.

MR. CHOMSKY: E va bene, Cristo!, prendiamo per oro colato--scusa l'abbinamento dissacrante--le profezie del Signor Marx.--Ma allora, che senso avrebbe ostacolare il processo inarrestabile del Capitalismo verso il suo declino e del Capitalista verso la sua fine? Lasciami morire in pace, di indigestione, per conto mio, nel mio letto, cavolo! Di vecchiaia, dico, tanto manca poco, no?, allo storico momento in cui sorge l'alba dell'avvenire. Il futuro! (ha un colpo di tosse mentre mangia)

Scena 28. INTERNO NOTTE. CASALE.

Mr. Chomsky continua a mangiare nervosamente.

CHERYLL: L'alba dell'avvenire non la vedremo mai, ne io ne tu. L'avvenire e qualcosa di irraggiungibile, confuso, lontano nel tempo. Meglio cancellarlo dal nostro orizzonte degli eventi.

MR. CHOMSKY: Abolisci pure quello che vuoi, il sole del mattino, la rugiada, i Campi Elisi e le Settanta Vergini ... Io intanto sai che faccio? Mi godo la vita finche posso.

CHERYLL: Strafogarsi, ingozzarsi come un porco secondo te sarebbe dunque godersi la vita?

MR. CHOMSKY: Forse non sara il massimo ... ma e un modo come un altro per esorcizzare la morte.

CHERYLL: Dai troppa importanza alla vita e, di conseguenza, temi troppo la morte.

MR. CHOMSKY: La vita e bella, per questo le do importanza. Ci sono i suoni, i colori, le forme ... ci sono le donne ... ci sei anche tu ...

CHERYLL: E ci sono i soldi.

MR. CHOMSKY: I soldi non contano.

CHERYLL: E sei proprio tu a dirlo!

CHOMSKY: Lo so, e una contraddizione vantarsi di essere un ricco capitalista e sostenere che i soldi non sono importanti, non sono tutto ... Prima viene il piacere e poi tutto il resto. Ma per potersi godere pienamente la vita, ecco che tornano in ballo i soldi. Senza i soldi non si fa niente e tantomeno si gode ... Perche il tempo e denaro: solo il denaro concede la possibilita di avere il tempo per il piacere, il godimento, l'estasi.

CHERYLL: Il piacere sarebbe dunque per pochi eletti, una specie di oligarchia del sublime, un club di gaudenti ... povero vecchio pazzo!

MR. CHOMSKY: Arriva un momento in cui si intuiscono i veri valori, le vere priorita. E questo momento e arrivato anche per me.

CHERYLL: Lacrime di coccodrillo o storico annuncio in arrivo?

MR. CHOMSKY: Prendo solo il toro per le corna. Schiattero--visto che e stabilito che schiatti--strafogandomi di cibo ... Ah Ah Ah! (ride)

CHERYLL: Non sei mai sazio?

MR. CHOMSKY: Deformazione professionale, mon cheri! Sono all'apice della catena alimentare capitalistica.--Brindiamo? All'amore!

CHERYLL: Il tuo amore e a senso unico: tu ami soltanto i soldi.

MR. CHOMSKY: Forse ti sbagli ... (tossisce ancora) Forse sono ancora capace di provare qualcosa ... magari grazie al Viagra.

CHERYLL: E un chiodo fisso! Possibile che per voi uomini il sesso sia l'unico piacere della vita?

MR. CHOMSKY: Non l'unico, ma ... il principale.

CHERYLL: Le religioni monoteiste sono appunto espressioni dell'aggressivita sessuale maschilista e dello spirito accaparratore del capitalismo.

MR. CHOMSKY: Allora brindiamo al Dio Denaro ... Holy Money.

CHERYLL: No, abbasso il Dio Denaro ... A morte il Dio Denaro.

MR. CHOMSKY: (con una smorfia di sofferenza) Ti prendo in parola ...

Scena 29. FLASHBACK DI MONTAGGIO. Montaggio scene della vita vissuta in "rewind".

VOCE OFF MR. CHOMSKY: La vita dovrebbe essere vissuta al contrario. Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e cosi tricchete tracchete il trauma e gia bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perche stai bene, e la prima cosa che fai e andare in posta a ritirare la tua pensione, e te la godi al meglio. Col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. Lavori quarantanni finche non sei cosi giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilita, finche non sei bebe. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene: la fica.

VOCE OFF CHEYLL: Ariel, ti manca il fiato, ma non la fantasia!

VOCE OFF MR. CHOMSKY: Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

Scena 30. INTERNO NOTTE. CASALE.

CHERYLL: Altro che orgasmo finale ... Sei pallido come se avessi visto un fantasma.

MR. CHOMSKY: Sono io il fantasma. Ho il diabete. In casa non c'e insulina, mi sono sempre curato con una dieta strettissima. Ora invece mi sono strafatto di cibo. Tra poco entrero in coma diabetico. Sono fottuto. Aiutami a stendermi sul divano.

Cheryll lo fa stendere sul divano, posando la pistola sul tavolino.

CHERYLL: Perche l'hai fatto?

MR. CHOMSKY: Per rovinarti il piacere di farlo tu: alla conclusione ci saresti arrivata comunque. Sei qui per questo, no? Per vendicare il mondo, altro che storie! Beh, mi sono tolto lo sfizio da solo, godendo per giunta di un'ottima tavola e di una bella compagnia, anche se un po' rompicoglioni ...

CHERYLL: Detto da te, devo prenderla per una cortesia.

MR. CHOMSKY: Te lo dico in tutta sincerita. Sei in gamba, mi hai fregato ... e fregare me non e facile. Bisogna sempre riconoscere le qualita dell'avversario. Diro di piu .... e saranno le mie ultime parole ... Se avessi avuto una figlia, l'avrei fatta come te. Sei una grandissima stronza, saresti stata tutto tuo padre.

CHERYLL: Apprezzo l'autocritica finale.

MR. CHOMSKY: Ora puoi dirmi il tuo nome, il tuo vero nome.

CHERYLL: Il mio vero nome e Nessuno. Che vuol dire anche Tutti.

MR. CHOMSKY: Sembra il nome del rappresentante legale del consiglio di amministrazione del genere umano ...

CHERYLL: Il dinosauro obsoleto continua a sputare sentenza anche nel momento supremo dell'estinzione.

MR. CHOMSKY: Ti prego. Un bacio ... (le porge la fronte) Come a un vecchio padre ... per morire contento ... in pace, forse non con se stesso, forse non col mondo, ma almeno con te, ora che e venuto il mio turno ...

CHERYLL: (stampandogli un bacio sulla fronte) Si, come ad un vecchio padre.

MR. CHOMSKY: Pero non ti lascio un dollaro.

Scena 32. INTERNO NOTTE. CASALE.u

CHERYLL: (sorride beffarda) Fottiti.

Mr. Chomsky morendo prende la pistola. Lei non se ne accorge, raccoglie la giacca e la borsa e senza voltarsi apre la porta voltando le spalle a Mr. Chomsky che invece non e morto e le punta la pistola alla schiena.

MR. CHOMSKY: Cheryll ... sorpresa, non sono morto. Oppure sono risorto. Perche io sono eterno, immortale, io sono il Dio Denaro, Holy Money. Io sono io ... e nessuno e all'infuori di me ...

Uno sparo. Dissolvenza nel buio. Musica drammatica che poi diventa un "country".

Scena 33. INTERNO GIORNO. CASALE.

Sono passati alcuni anni, la scena con qualche lieve modifica. Ci sono un paio di vasi pieni di fiori, come se un tocco femminile avesse portato un po ' di vita nuova. I quadri con lo sfregio della scritta sono incorniciati come dei ricordi di vita borghese e familiare.

Mr. Chomsky e seduto in una poltrona in un angolo, con un plaid sulle ginocchia, un buffo cappellino di lana in testa e un grosso termometro infilato in bocca. E' visibilmente contrariato e per un po' agita con la lingua lo strumento che ha in bocca, non riuscendo a capire di cosa si tratti.

MR. CHOMSKY: Rosa ... Rosa! Che ci faccio qui, in questa casa? Dove sono? E soprattutto chi sono! E perche mi hai messo quest'affare in bocca ... Cristo!, e da mangiare o e da succhiare? Io adesso lo mordo ... come ti chiami? Ah si, come il fiore ... come la rosa ... Rosa!

Entra Cheryll alias Rosa, indossa uno sgargiante abito.

CHERYLL--(cioe Rosa): Stai buono, caro. Io ora devo fare due conti con l'Africa.

MR. CHOMSKY: Africa?

CHERYLL: Esatto. Stiamo cercando di salvare l'Africa, caro.

MR. CHOMSKY: Non ti ho sposata per questo.

CHERYLL: E perche allora mi avresti sposata?

MR. CHOMSKY: Per fare sesso, del volgarissimo sesso.

CHERYLL: Il sesso lo farai--con la governante, la paghiamo apposta il doppio perche tu possa allungare le mani--quando avrai salvato l'Africa.

MR. CHOMSKY: Accidenti, non ti sembra di esagerare? In fin dei conti abbiamo gia salvato St. George!

CHERYLL: St. George e un piccolo villaggio di pastori. Gli abbiamo costruito una fontana per fare abbeverare il bestiame.

MR. CHOMSKY: E che mi dici di ... come si chiama ... Vattelappesca!

CHERYLL: Non conosco Vattelappesca.

MR. CHOMSKY: Hai capito benissimo.

CHERYLL: Si, lo so, abbiamo costruito un ospizio per i pescatori di perle del Pacifico. Ed anche un campo di calcio per i bambini del Tibet ...

MR. CHOMSKY: Minchia, abbiamo spianato anche l'Everest!

CHERYLL: Tutte sciocchezzuole che non risolvono il problema centrale.

MR. CHOMSKY: E quale sarebbe questo problema centrale?

CHERYLL: L'Africa.

MR. CHOMSKY: Quanto ci costa il progetto Africa?

CHERYLL: Quasi tutto, caro.

MR. CHOMSKY: Che? Si puo sapere quanto e grande questa cacchio di Africa?

CHERYLL: Oh, non tanto, non ti preoccupare.

MR. CHOMSKY: Quanto?

CHERYLL: Circa un quinto delle terre emerse.

MR. CHOMSKY: Cacchio!

CHERYLL: Si, ma abbiamo ancora un sacco di soldi da spendere.

MR. CHOMSKY: Questa e una buona notizia.

CHERYLL: Dipende ... per il progetto Africa dovremo fare qualche sacrificio. MR. CHOMSKY: Cioe?

CHERYLL: Niente di che ... venderci qualche quadro, forse tutti, e ipotecarci la casa ... vuol dire che arrederemo le nude pareti con tutte le ipoteche che riusciremo a fare per salvare il mondo--sai che bello?!

MR. CHOMSKY: Porco mondo, perche ti ho sposato? Non ricordo ... Per farti spendere i miei soldi? Per farmelo mettere in culo anche da vecchio, il termometro?

CHERYLL: Veramente mi hai prima sparato. Ma la pistola era carica a salve, perche io non volevo farti alcun male ma solo darti un esempio. Cosi preso dal rimorso ...

MR. CHOMSKY: Tu mi freghi sempre. Da quando sei entrata in questa casa mi hai solo fregato. Ero un capitalista senza scrupoli, un famelico squalo della finanza! Invece ora sono un marmocchio costretto ad elemosinare la paghetta mensile, mi hai rigirato come un pedalino. Nelle tue mani sono diventato ... a proposito, come mi chiamo? Dove sono? In ospedale? E casa mia? E tu, chi sei? La mia infermiera? Posso permettermi tutto questo? Sono un morto di fame? Posso morire con la consolazione che la mia vita ha sempre fatto schifo e che quindi andarmene non e un peso per me?

CHERYLL: Caro, quanto sei caro quando fai il povero per farmi felice! Per farti felice ti ho preso una nuova badante ...

MR. CHOMSKY: Perche? Quella di prima era bella, giovane e si faceva toccare il culo ...

CHERYLL: E ci ha fatto causa per molestie. Questa invece e un vero angelo. E poi indovina come si chiama?

MR. CHOMSKY: Angela?

ANGELA: (Compare all'improvviso; e una orrenda vecchietta sdentata) Comandi signore?

Al sorriso sdentato della vecchietta risponde ... un moto di orrore di Mr. Chomsky.

Fa un gesto di rabbia stringendosi la cinta dell'accappatoio intorno al collo come simulando un suicidio.

Scena 34. INTERNO GIORNO. CASALE.

Squilla il telefono. Parte la segreteria telefonica con la voce registrata di Cheryll-Rose

VOCE CHERYLL: Non ci siamo o, se ci siamo, non vogliamo rispondere. Perche? Volete sapere il perche? Perche state rompendo i coglioni. Non abbiamo bisogno di nulla e di nessuno, tantomeno di suggerimenti pubblicitari o proposte di investimenti finanziari. Tanto prima o poi il mondo sparera una scorreggia esalando l'ultimo respiro. Percio fatevi i cavoli vostri come noi ci facciamo i nostri. Capito? Andate a farvi fottere! (pausa) Comunque, se proprio non potete farne a meno, lasciate un messaggio ... ma non sperate di essere richiamati ... ne oggi ne mai. Baci!

Scena 35: (FINALE)

Fermo immagine su Mr. Chomsky fissato in una smorfia mentre sta impiccandosi con le sue stesse mani con la cinta dell'accappatoio. Compare la scritta

"L'ultimo capitalista che impiccheremo sara quello che ci ha venduto la corda" (K. Marx).

FINE
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Title Annotation:L'ultimo capitalista; text in Italian
Publication:Annali d'Italianistica
Date:Jan 1, 2012
Words:10204
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