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Pasquale Papa: (note bio-bibliografiche con documenti inediti).

Nato a Santa Maria Capua Vetere il 19 dicembre 1860 da Domenico, medico, e da Filomena delle Chiaie, Pasquale Papa (2) completo a Napoli gli studi avviati nel Liceo "Alessio Simmaco Mazzocchi" della sua citta dopo che le autorita comunali, forse per allontanare uno scomodo Bruto Fabbricatore (3), lo avevano chiuso per intitolarlo "Principe Tommaso di Savoia". Dopo aver frequentato con scarso profitto la Facolta di Giurisprudenza dell'Universita di Napoli, si trasferi nel '79 all'Istituto di Studi superiori di Firenze dove, sotto la guida di Adolfo Bartoli (4) di cui divenne allievo prediletto, consegui con lode la laurea in Lettere e continuo a formarsi nella scuola storica che all'epoca annoverava nomi di prestigio (5). Stabilitosi definitivamente a Firenze, sposo Elvira Bertini dalla quale ebbe quattro figli. Mori per broncopolmonite a Firenze il 25 febbraio del 1939 (6).

Papa intrattenne rapporti con numerosi protagonisti della cultura letteraria del tempo -- tra essi Carducci (7) -- realizzando ricerche e studi i cui esiti videro la luce nell'ultimo ventennio dell'Ottocento con un discreto successo. Intraprese la carriera di insegnante di Lettere nel Liceo "Galvani" di Bologna (8) e nel "Galilei" di Firenze in qualita di incaricato prima di entrare nei ruoli dell'Istruzione pubblica, per concorso nel 1888 e per meriti nel '93, quando fu per un lungo periodo nel liceo "Michelangelo" dopo una breve parentesi presso l'Istituto Tecnico di Girgenti e il Liceo di Sassari. Insegno anche nel Collegio militare (9) e nella Scuola di Architettura di Firenze (10). Divenne Provveditore agil studi di Perugia e poi di Arezzo.

Applicato nel 1888 presso la Deputazione di Storia patria per la Toscana, strinse amicizia con Alberto del Vecchio (11) con il quale qualche tempo dopo tenne una corrispondenza. Nell' '89 collaboro con Bartoli (12) e altri alia catalogazione del Manoscritti Ashburnhamiani e Panciatichiani della Biblioteca Nazionale di Firenze per poi lavorare per qualche tempo alla Laurenziana. In questi anni alterno l'attivita di docente a quella di studioso e di promotore editoriale. Diresse, infatti, con Giuseppe Lando Passerini (13) la "Biblioteca storico-critica della letteratura dantesca" (14) presso l'editore Zanichelli di Bologna, collana che usci dal 1902 in una seconda serie con il solo suo nome (15).

Grazie ad un buon numero di pubblicazioni che riscossero anche un discreto successo negli ambienti accademici, maturo l'idea di conseguire la libera docenza in Letteratura italiana. Il 31 maggio del 1903, commissari Giosue Carducci, Severino Ferrari e Giuseppe Albini (16) supero l'esame per titoli (17) assumendo presso l'Universita di Bologna la qualifica che mantenne da126 novembre 1903 all'anno accademico 1935-'36 (18). Il 26 maggio 1905, su proposta della Facolta di Lettere, gli fu affidato l'insegnamento di Letteratura italiana in prosieguo di una supplenza tenuta da Carducci (19).

Papa partecipo attivamente alla vita culturale fino al 1931; da questa data in poi non si hanno notizie di suoi scritti ne di altri impegni di natura letteraria.

Documenti Bologna, Archivio Storico dell'Universita.

Relazione per la libera docenza del dr Pasquale Papa (20)

Il dottor Pasquale Papa, insegnante di lettere italiane nel regio liceo Michelangiolo di Firenze, gia del R. Liceo Galvani di Bologna, chiede per titoli la libera docenza in "Letteratura italiana" presso la ra Universita di Bologna.

I titoli accademici e didattici che presenta sono: -- il certificato di avere ottenuto la laurea in lettere con pieni voti assoluti nella discussione, e con la dichiarazione di lode nella dissertazione presso il regio Istituto di Studi Superiori pratici e di perfezionamento in Firenze; -- i decreti ele partecipazioni ufficiali da cui si rileva che, entrato nell'insegnamento appena laureato, rimase dieci anni nel Ginnasio Galilei di Firenze, passando via via da incaricato a reggente: per concorso nel 1888 e a titolare nel '93 per anzianita e per merito. Ebbe fra tanto diversi incarichi speciali: collaboro al Catalogo del mss. della Biblioteca Nazionale fiorentina sotto la direzione di Adolfo Bartoli; nell' '89 era chiamato a far parte del compilatori del Mss. Ashburnhamiani acquistati allora; nell' '88 fu comandato presso la ReDeputazione di Storia Patria per la Toscana. Nell' '89 era incaricato di compilare il catalogo del mss. Panciatichiani. Essendosi interrotto detto catalogo, era l'anno dopo incaricato d'insegnare Lettere italiane e Storia nella Regia Scuola completa d'Architettura pure in Firenze. Nel '93 vincera per concorso il posto d'insegnante di Storia nell'Istituto tecnico di Girgenti e contemporaneamente l'altro di Italiano nel Collegio Militare di Firenze. Nel '95 ando insegnante di lettere italiane nel liceo di Sassari, e quindi per merito fu trasferito alie migliori destinazioni di Bologna e Firenze, nella quale ultima citta ando col grado di titolare ad personam.

I lavori a stampa che il prof. Papa presenta sono trentuno: sette del quali trattano della nostra Storia letteraria; sei sono pubblicazioni di antichi testi; sei d'illustrazione dantesca; tre di pura bibliografia; cinque di Storia politica e di varia cultura; quattro in tine raccolgono i suoi versi. Nei lavori di storia e critica letteraria -- o tratti, giovanissimo ancora, del Commenti a delle versioni latine del sepolcri di Ugo Foscolo, -- o dia notizie del secentista Niccolo degli Albizzi, pubblicandone i villerecci madrigali, Le Fiorette, Le Moroselle ecc, -- o illustri un documento inedito riguardante Cino da Pistoia studente a Bologna, o prenda in esame l'opera del Muntz riferentesi alla storia letteraria e artistica del Rinascimento; -- il Papa da prova di essere sicuro della materia e maturo di giudizio.

La bonta del metodo pur filologico, la sicurezza del giudizio, la copia e la varieta dell'erudizione si trovano poi confermate nella pubblicazione degli antichi testi: citiamo il Frammento di un'antica versione toscana della "Disciplina Clericalis" di S. Alfonso, le Rime di Ser Matteo di Landozzo degli Albizzi, -- i Canti di antichi cavalieri, -- ed in ispecie La leggenda di S. Caterina d'Alessandria notevole per le ricerche sull'antico rimatore Ruggiero Apugliese.

Ancor migliori ci sembrano i lavori danteschi: ricordiamo L 'Ambasceria di D. Al. A Bonifazio VIII (1301), lavoro che li compianto Bartoli, essendo ancora il Papa studente, volle porre in appendice al tomo quinto della sua Storia della Letteratura italiana; e tale che anche oggi dai piu e ritenuto definitivo: e l'ultimo recentissimo lavoro I ritratti di Dante in S. Maria Novella ha ottenuto pubblica lode come di uno del piu notevoli scritti apparsi negli ultimi tempi sulla iconografia dantesca.

Puo tornare a merito del valente professore l'avvertire che egli ha fondato e diretto insieme col conte Passerin la Biblioteca storico-critica della letteratura dantesca che si pubblica in Bologna dallo Zanichelli.

A tutti i citati lavori i quali, con gli attestati del suo servizio scolastico, stanno a mostrare come da circa 18 anni il prof. Papa senza mai venir meno al suoi doveri d'insegnante liceale abbia volto l'impegno ele forze all'incremento degli studi della nostra letteratura, altri se ne debbono aggiungere i quali ci fan testimonianza della larghezza ed interezza di sua coltura e dell'eleganza sua nell'arte dello scrivere. La proprieta e la correttezza nella prosa si nota in tutte le opere sopra indicate, l'eleganza della verseggiatura nelle poesie varie di metro e d'intonazione che presenta coi titoli di Madrigali -- Maggiolata -- Trittico ecc.

Che gli studi letterari allarghi e compia poi con gli studi della Storia dell'Arte e della Storia politica e civile si vede nello scritto su Tommaso Frescobaldi all 'assedio di Genova, 1427, e nell'Autobiografia di un veterano (generale Enrico della Rocca); e nella citata recensione sul libro del Muntz ecc.ecc. Ne teme sobbarcarsi a lavori d'Archivio e Biblioteca, come appare nella descrizione del Codici Panciatichiani della Ra Biblioteca Nazionale di Firenze e in altri minori lavori.

Perche, dunque, il Dottor Pasquale Papa ci si mostra fomito di moita e varia coltura, acuto nella critica ma senza sottigliezze, sicuro nel metodo; operoso e infaticabile nella ricerca e nel produrre, degno di lode pure nel doppio stile; noi -- tenendo conto ancora della sua lunga e lodata carriera nelle scuole secondarie -- quantunque non presenti a modo di volumi ma alla spicciolata i suoi scritti, il che puo anche essere segno di modestia; noi non ci peritiamo di proporre alla Facolta che sia ammessa la sua domanda e gli sia conferita la libera docenza per titoli in Letteratura italiana. Bologna 31 maggio 1903

Giosue Carducci

Severino Ferrari

Giuseppe Albini

Lettere di Pasquale Papa a Giosue Carducci

Bologna, Casa Carducci. Archivio del Corrispondenti. Cartone LXXXV, 21 (23.799-820)

1.

[23.799. Lettera autografa senza busta, con allegato] Illustre Professore,

A Lei che vive tra' giovani ed e giovanissimo di cuore e d'ingegno, a Lei, salutata principe de' poeti viventi, offro il povero carme, che la sparsa ruina di Pompei ha saputo ispirarmi. A pie di cotesti versi leggera un nome ignoto ed oscuro; ma non dubiti, signor Professore: son giovane, ed i miei vent'anni mi danno fuoco abbastanza per comprenderla ed amarla ne' suoi canti sublimi.

Santa Maria Capua Vetere 28 (ot)tobre 1879

Pasquale Papa

[Allegato]
Pompei
(A Giosue Carducci)

   Risorge Pompei. Squarciata la trama de 'l tempo

   Ne l'arso suolo sta solitaria e unita:
   Pe 'l cielo s'allarga la densa colonna di fumo,
   Torva siccome il giorno che la nascose al mondo.
   E par che dica: "Tu sfidi de' secoli il piombo, [5]

   Tu l'erme scavi, tu i capitelli infranti,
   O figlio de l'uomo e ti predichi rege de' mari,
   Ne ti spaventa l'atra lava d'inferno e i mugghii.
   M'odi: detergi la fronte sudata, rinunzia a gli ardiri,
   Fiacca l'orgoglio tuo, che ti divora il core.

   [10]
   Ripiglia su gli omeri l'estenuato badile,
   Vola a' tuoi figli, lascia i sepolcri in pace".
   Ma da gli intercolumni de 'l Foro superbo,
   Da' peristili e da i sogli sospesi e tristi;
   Da le porfirie conche, in cui guizzano mille
   [15]

   Voluttuose, lattee forme patrizie ignude;
   Da' templi e da gli atrii, da le superbe scale,
   Da gli alti podi, da le deserte cavee
   Un coro s'innalza, che dice: "Vogliamo la luce,
   La gloriosa nostra lute di Roma antica; [20]
   Vogliamo distenderci a specchio de l'onde turchine,
   Cullarci in questa mistica melodia".


Santa Maria Capua Vetere 26 ottobre 1879

Pasquale Papa

2.

[23.800. Lettera autografa con busta; allegati due fogli piegati e spillati al centro]

Illustrissimo Giosue Carducci Professore nella Universita di Bologna

Illustre Sig.r Professore,

E desiderio di migliorare, che mi spinge a sottoporre al suo giudizio questi versi che scrissi fa due anni, villeggiando in un paesello delle nostre Provincie. E li un castello, che sovrasta alle case che si girano intorno al monte, offrendo a chi guarda uno spettacolo de' piu belli ed attraenti. Qua e la sono sparse le rovine delle antiche mura, a mo' di scaglioni, che rendevano inespugnabile quella rocca, antica dimora del Duchi di Presenzano. Ho detto cio per la intelligenza di taluni versi, riserbandomi di chiarir qualche altra cosa in qualche noticina, che e mia intenzione di far seguire al Canto se da lei mi verra incoraggiamento a pubblicarlo. In questo caso mi permetterebbe ella di mandarlo attomo col suo nome in fronte? Sarei cosi soddisfatto di un ardente mio desiderio, che mi nacque nell'animo, leggendo la prima volta i suoi versi. E un tributo meschinissimo, ma lo fa grande l'animo che lo accompagna. Quel canto farebbe parte di una raccolta di versi giovanili, raccolta che fo a 19 anni, non per ismania di fama, ma per domandare ai pubblico se debba continuare, ovvero fermarmi.

Mi creda con la piu profonda stima.

Santa Maria Capua Vetere 4 aprile 1880

Di lei devot.mo

Pasquale Papa [Allegato] Medio evo (Tra le ruine del castello di Presenzano)
   Sia che nel candido
   Velo nascosa

   L' aurora tremoli
   Color di rosa; [4]

   O sia che placido
   Per l'arso piano
   Regni il silenzio
   Meridiano; [8]

   O che nel torbido
   Seno del fiume
   Scintilli Sirio
   Dai rosso lume, [12]

   Sento nell'anima
   Quasi smarrita
   Calarmi l'alito
   D'un'altra vita [16]

   Dentro ai tuoi ruderi,
   Grigio castello,
   Quanto pifi orribile,
   Tanto piu bello! [20]

   Sul nero vortice
   Stanca, sbattuta
   Passa la rondine
   E ti saluta; [24]

   Passa, ne il rapido
   Volo raccoglie
   Super le dirute
   Pendenti soglie. [28]

   Sola trai cespiti
   Bella romita
   Da' bianchi petali
   La margherita [32]

   Piange, dei miseri
   Eterna amica,
   Sul mo cadavere
   La pompa antica: [36]

   Piange, serrandosi
   Nel suo dolore,
   Finche una pecora
   Le schianti il core; [40]

   Finche una vipera
   Le passi a lato
   E spruzzi l'alito
   Avvelenato; [44]

   Finche dai zefiri
   I molli baci
   Cedano ai turbine
   D'austri pugnaci. [48]

   Di sotto al ferreo
   Giogo degli anni,
   De' vecchi secoli
   Di sotto ai vanni [52]

   Ancora accennano
   Come regine,
   Ancora ridono
   Queste ruine. [56]

   E, come l'edera
   Bruna, serpente
   Ricinge l'obice
   D'amplesso ardente, [60]

   Cosi sul ripido
   Fianco del monte
   Sali, e invincibile
   Levi la fronte [64]

   Da tanti secoli,
   Grigio castello,
   Quanto piu orribile,
   Tanto piu bello! [68]

   Tra le magnifiche
   Torri mozzate,
   D'un'aura tepida
   Imbalsamate; [72]

   Sotto alle squallide
   Volte nascose;
   Tra le ciclopiche
   Mura corrose; [76]

   Dei merli aerei
   Sopra i piperni
   Che non si scossero
   Per mille vermi [80]

   Erra fantastico,
   D'arte invasato
   Qualche poetico
   Innamorato: [80]

   E sveglia i nobili
   Fasti ele glorie,
   Di dieci secoli
   Sveglia le storie; [84]

   E dalla gelida
   Carcassa immane
   Ti chiede il fascino
   D'ebbrezze arcane. [88]

   Chiede. E s'affacciano
   Al suo pensiere

   Mille fantasmi,
   Mille chimere. [92]

   Chiede. E il tetragono
   Sire del monte
   Ripiglia l'anima,
   Leva la fronte, [96]

   E sfida i popoli
   Co' mille armati,
   E sfida Solima
   Co' suoi crociati.[100]

   Stridono i cardini,
   Il ponte cala,
   Echeggia l'atrio,
   Splende la sala; [104]

   E lampi schizzano,
   Striscian le gonne
   Fanciulle candide
   Come madonne. [108]

   Altera, languida
   Siede sovrana
   Dagli occhi ceruli
   La castellana; [112]

   Dal petto eburneo
   Voluttuosa,
   Altera, languida
   Strappa una rosa, [116]

   E tra le invidie
   Di mille alteri
   Gitta al piu amabile
   De' cavalieri. [120]

   Avvampa d'odio,
   Arde d'amore,
   E sfugge un fremito
   Al trovatore: [124]

   Vorria, di rabbia
   Pallido e smunto
   Le corde infrangere
   Del suo cinto; [128]

   Vorria, terribile,
   Insiem col flore
   Del biondo principe
   Sveilere li core [132]

   Ma, i'aspro fulmine
   Del suo signore
   Fuggendo pallido
   Il trovatore, [136]

   Chiude i suoi palpiti,
   La sua speranza
   Nel trillo languido
   D'una romanza; [140]

   O ad altre splendide
   Sale dorate
   Versa il tripudio
   Delle ballate. [144]

   Muore, e se un zefiro
   Bacia la fossa,
   Il cor gli sanguina,
   Fremongli l'ossa: [148]

   Muore elo spirito
   Del menestrello
   Tra le macerie,
   Vecchio castello, [152]

   Ancor l'anatema,
   Spirto implacato,
   Scaglia sul principe
   Innamorato! [156]

   Ed or rispondimi:
   Di', se lo sai,
   Superbo scheletro,
   Quando cadrai? [160]

   Quanti altri secoli,
   Vecchio sublime,
   Farai la guardia
   Su queste cime? [164]

   Quanti altri popoli
   Vedrai salire
   Come meteore
   E poi sparire? [168]

   Di', testimonio
   D'avo famoso,
   Anche cadavere
   Sarai sdegnoso? [172]

   Ma mentre il fulmine
   Scote i graniti,
   Tu gli invincibili
   Spalti turriti [176]

   Adergi intrepido,
   E, in guerra aperta
   Col ciel, con gli uomini
   Stai sempre all'erta! [182]


Ottobre 1878 Pasquale Papa

3.

[23.801. Lettera autografa con busta]

Prof. Comm. Giosue Carducci

Senatore del Regno

Roma

Bologna 5 maggio '97

Illustre Sig.r Professore,

Le sono gratissimo del duplice dono, che attribuisco solo e interamente alla sua grande gentilezza. Quei due fascicoletti mi saranno cari, e perche mi vengono da lei, e perche serbano all'avvenire la sua parola ispirata da due alte e nobilissime cause.

Accolga dunque, illustre Sig.r Professore, i miei piu vivi ringraziamenti e mi creda, col massimo rispetto, di lei devmo obbligmo

P. Papa

4.

[23.802. Lettera autografa con busta]

Al Prof. Giosue Carducci

Senatore del Regno

Via del Piombo

Bologna

Firenze 27 sett. '97

50 Via Bolognese

Illustre Sig.r Professore,

Mio suocero, che ha per Lei un vero culto, ha potuto avere dalla vedova del suo povero amico il Dr. Barbini, L 'Arpa del popolo, che Ella pubblico a Firenze quarantadue anni or sono e che in questo esemplare, nel foglio posteriore della copertina, porta una dedica affettuosa e nobile del Padre di Lei al compianto Dr. Barbini. Pensando che il possedere questo libro Le possa far piacere, mi incarica di offrirglielo in nome suo, pregandola di scusare se la conservazione di esso lascia alcun poco a desiderare. Io, nell'adempiere al gradito incarico, Le porgo i miei rispettosi ossequi e col desiderio di presto rivederla mi confermo di lei dev mo

P. Papa

5.

[23.803. Lettera autografa con busta]

Prof. Giosue Carducci

Senatore del Regno

Via del Piombo

Bologna

Firenze 18 gennaio '98

Biblioteca Laurenziana

Illustre Signor Professore,

Appena giunto qui, il mio primo pensiero fu di chiedere al Rostagno (25) le bozze del Canzoniere Rediano 9, secondo che Ella mi aveva detto di fare. Il Rostagno pero non mi ha date queste bozze, perche desidera di finir lui questa revisione: mi assicura di aver gia scritto a Lei in questo senso, promettendo di inviarle al piu presto il lavoro compiuto. In fatto ho veduto io stesso che ha ripreso in mano le bozze e, se non s' interrompe di nuovo, potrebbe, fra non molto, essere all'ordine. Speriamo bene. In ogni modo attendo da lei disposizioni per regolarmi in proposito.

Del mio nuovo ufficio non sono, per ora, ne scontento ne contento: passo il tempo a far delle schede, mentre vorrei e, credo anche, potrei far qualcosa di piu utile e di meno umile. Ho del resto il compenso di veder contenta mia moglie vicina alla sua famiglia; se questo non fosse, non potrei davvero consolarmi di aver lasciata Bologna. Mi adoperi, La prego, in quel pochissimo che valgo, e mi creda col massimo ossequio di Lei devmo obbligmo

P. Papa

6.

[23.804. Lettera con busta]

Prof. Giosue Carducci

Senatore del Regno

Bologna

Firenze 2 aprile [1898]

Illustre Sig.r Professore,

Desidero inviarle una parola di vivo ringraziamento pel dono prezioso, accompagnato da parole che mi lusingano e mi onorano oltremodo. Ho riletto con grandissima compiacenza il suo geniale fascicoletto e mi e parso di rivivere nella scuola, dove qualche mese fa ho ascoltato con ammirazione ed entusiasmo le cose vere e profonde, che ora mi arrivano come grato ricordo della sua benevolenza per me. Le sono riconoscentissimo. Spero fra una quindicina di giomi di poter ossequiarla di persona a Bologna; mi ero prefisso di venir prima; ma devo stasera partire per Napoli insieme con mia moglie e il bambino.

Con profondo ossequio, mi permetta, sig.r Professore, di confermarmi di Lei devmo obbligmo

P. Papa

7.

[23.805. Cartoncino postale autografo, intestato "Collezione di opuscoli danteschi inediti o rari. Diretta G. L. Passerini. Firenze. Calimara. S. lapi. Di Citta di Castello. Editore"].

Senatore Giosue Carducci

Bologna

11 di luglio 98 Ill. e cariss. Senatore,

il Solerti (28) mi invita a mandarLe un esempl. della mia "Vita nova" (29). Come fare se non ne ho piu? Sentiro l'Olscki, ma temo non ne abbia neppure lui. Ora non potrebbe Ella far ricerche alla posta, giacche io Le mandai il fascicolo fino dall' 8 di giugno, e ne serbo ricordo nel quaderno dove uso segnare lettere e libri spediti. Desidererei saper qualcosa in proposito, perche mi duole che il libretto sia smarrito e piu ch'Ella mi abbia forse creduto negligente verso di Lei, sempre primo a ricevere cose mie. Veda che non sia rimasto in qualche angolo della sua biblioteca. Dovette arrivare quand'Ella era a Recanati.

Aff. saluti, Papa

8.

[23.806. Lettera autografa con busta, recapitata a mano]

Al Prof. Giosue Carducci

Senatore del Regno

S.P.M.

Bologna 4 dicembre '98

Illustre Sigr Professore,

Nella grande sventura che ba colpito Lei e la sua famiglia permetta che anche io, come tutti quelli che Ella onora della sua amicizia, mi associ al suo profondo dolore e Le auguri dai piu vivo dell'anima il coraggio e la forza che Le occorrono per sopportare la dolorosissima prova. Mi creda, col piu profondo rispetto di Lei Devmo

P. Papa

9.

[23.807. Lettera autografa con busta, entrambe intestate "Biblioteca storicocritica della Letteratura Dantesca"]

Prof. Giosue Carducci

Senatore del Regno

Bologna

Firenze 17.3. '900 29. Via Cavour

Illustre Sigr Professore,

Io sono come gli spiriti dell'Antipurgatorio, cui l'ansia e il desiderio spronano per modo, che la loro insistenza puo giungere fino alla molestia. Ella nella sua bonta, che io ho sperimentata grandissima, vorra compatirmi e scusarmi, se oso riparlarle delle cose mie, per chiederle se posso ancora sperare in un suo giudizio, relativamente alla domanda di docenza, da me presentata ora e un anno.

Ella volle ascoltarmi benevolmente, ne mi disanimo, quando Le esposi le circostanze, che mi indussero a presentare e a mantenere quella domanda, la quale poteva e doveva aspettare che le condizioni della sua salute ritornassero buone, come per somma fortuna di tutti, son ritornate.

Se io dunque non ho demeritato della sua benevolenza, voglia permettermi la preghiera, che una sua parola mi tragga dalla piu penosa e ingrata delle incertezze. Di che non so dirle quanto le saro riconoscente.

Saremo lieti di averla presto qui. La primavera fiorentina si preannunzia trionfale ed Ella non vorra mancare di godersela anche quest'anno.

Mi creda, Signor Professore, col piu grande rispetto e con affezione sincerissima

a Lei devmo e obblmo

Pasquale Papa

10.

[23.808. Lettera autografa senza busta]

Bologna 12 aprile 900

Signor Professore,

io ho un gran rimorso e una grande paura: il rimorso di non averle aperto prima l'animo mio, la paura di riuscirle molesto, ora che Ella ha specialmente bisogno di tranquillita e di riposo. Dal primo non potrebbe assolvermi che la sua singolare bonta, dalla seconda neppure quella forse, perche la reverenza che Ella m'ispira fu sempre commista ad un sentimento di cosi invincibile soggezione, che, come Ella vede, pur potendo parlarle fra qualche giorno, preferisco di scriverle.

Ella indovina, si tratta della mia malaugurata domanda di libera docenza. In verita io non l'avrei presentata quest'anno, pensando che Ella ora intende, ed a ragione, di riposarsi affatto da ogni grave pensiero e cercar soltanto la sua salute preziosa, che tutti con indicibile gioia Le vediamo ritornata. Ma da una parte le insistenze amichevoli del prof. Bertolini, che mi diceva di averle parlato della cosa (io non me ne son mai sentito il coraggio), e di non averne riportata l'impressione che a Lei spiacesse o rincrescesse; dall'altra il fatto di non aver io ottenuta fino a quasi quarant'anni la piu piccola soddisfazione, sia morale sia materiale, dalla mia disgraziatissima carriera, per quanto abbia sempre lavorato con coscienza e fatto il mio dovere, mi fecero risolvere apresentar la domanda. Ella, signor Professore, e uomo di genio, ma e anche uomo di cuore, due cose che assai di rado si trovano riunite nella medesima persona, e come uomo di cuore non puo volere la mia rovina; e questa sarebbe inevitabile, se io fossi costretto a ritirare la mia domanda. Nessuno dubiterebbe che Ella mi abbia giudicato indegno a questa aspirazione, contro la quale io mi troverei affatto disarmato, peserebbe disastrosamente su tutto il mio avvenire.

Il prof. Bertolini, nella sua lettera, mi parla soltanto di rinvio, non volendo Ella prendere via in esame i miei titoli; io La prego, vivamente, Signor Professore, di volermi assicurare che si tratta proprio di un rinvio e non di un rifiuto. Sappia cheio son disposto ad aspettare tutto il tempo che Ella vuole, e, siccome io non devo fare appello soitanto al suo cuore, Le dico, che, se anche e sua opinione che i miei lavori non sono bastevoli a provare la mia idoneita, io son pronto a chiedere di essere sottoposto all'esame, purche la mia reputazione, che ora e tutta nelle sue mani, sia salva.

Creda, signor Professore, che nulla e per me piu amaro, che esserle in questo momento eagione di molestia, e confido nell'animo suo buono, perche voglia perdonarmi. Comunque, io saro sempre, finche viva, a Lei devotissimo e affezionatissimo.

P. Papa

11.

[23.809. Cartoncino con busta, entrambi intestati "Biblioteca storico-critica della Letteratura Dantesca"]

Prof. Giosue Carducci

Senatore del Regno

Bologna

Firenzenze 23 dec. '900

29, Via Cavour

Illustrissimo Signor Professore,

Permetta anche a me, che ho sempre viva nell'animo la venerazione per Lei, di far voti che il nuovo anno imminente Le porti tutti e i maggiori beni che Ella possa desiderare per se e per la sua famiglia. Che Ella possa essere conservam alla patria nostra per molti e molti anni ancora, sano e robusto nel corpo e nella mente, faro luminoso nella tenebra piuttosto fitta che civa ravvolgendo.

Mia moglie e mio suocero si uniscono a me in questo voto e La pregano di gradire i loro ossequi. Voglia ricordarmi alla sua signora e al Cav. Gnaccarino e porger loro i miei auguri; Ella, signor Professore, mi creda con profondo rispetto a Lei devotissimo e affezionatissimo P. Papa

12.

[23.810. Lettera senza busta, intestata "Societa dantesca italiana. Commissione Esecutiva Fiorentina. Lettura pubblica di Dante"]

Firenze 20 giugno 901

29, Via Cavour

Illustre Signor Professore,

La Commissione esecutiva per la lettura pubblica di Dante, memore di un'antica e generosa promessa di Lei, da a me, come uno del suoi membri, il graditissimo incarico di comunicarle il voto unanimemente espresso nell'ultima adunanza, che Ella voglia cioe acconsentire di leggere l'anno prossimo un canto della Commedia.

Sarebbe una festa veramente solenne per Firenze, il giorno, in cui Ella, venerato Maestro, salisse la bella cattedra di Orsammichele per dichiarare con la sua parola altissima e luminosa il pensiero del Sommo del Sommi! Nessuno pio di Lei ne ha il diritto.

Nel nome di Dante adunque noi osiamo pregarla istantemente di voler accogliere con animo benevolo l'invito, che io mi reputo fortunato di trasmetterle, e, ove il nostro voto debba essere per avventura da Lei esaudito, di indicarmi quale del canti, tra il XVIII e il XXXIII del Purgatorio, Ella acconsentirebbe d'illustrare. Accolga, illustre Signor

Professore, i miei ossequi rispettosi e permetta che io mi confermi a Lei devotamente affezionato P. Papa

13.

[23.811. Lettera autografa con busta]

Prof. Giosue Carducci Bologna Firenze 1 del '902

Illustre Sig.r Professore,

Possa il nuovo anno crescere vigore alla sua preziosa salute, perche Ella sia conservata lungamente alla patria nostra, che guarda in Lei come in una stella luminosa, benigna e solitaria nella grandezza!

Oggi, che l'Opera Sua gloriosa sta nella sua interezza sotto gli occhi del mondo civile, il pensiero di ogni italiano si rivolge a Lei con maggiore intensita di affetto e di ammirazione e forma gli auguri piu fervidi per la sua felicita.

Voglia, Signor Professore, accogliere benevolmente anche quelli che dal fondo del cuore le invia il suo devmo affmo P. Papa

14.

[23.812. Cartoncino autografo con busta]

Prof. Giosue Carducci Senatore del Regno Bologna

Firenze 6 aprile [1902]

Illmo Signor Professore,

Mi dolse di non averla potuta ossequiare prima della sua partenza. Le invio il volumetto del Dr. Estelrich, che non potei consegnarle martedi:

l'Estelrich e uno del suoi traduttori spagnoli e si occupa con intelligenza delle cose nostre.

Fui molto contento di averla veduta qui cosi bene in salute e Le auguro tutto quanto di meglio si puo augurare ad una persona carissima e veneratissima. Gradisca gli ossequi rispettosi di chi Le e devotamente affezionato

P. Papa

[Sul margine sinistro del foglio] Il Dr. Estelrich sta a Palma di Majorca (Isole Baleari).

15.

[23.813. Cartoncino autografo con busta] 1 del '903, Firenze

Signor Professore,

Accolga gli auguri piu vivi e cordiali da chi Le e affezionatissimo e spera di rinnovarglieli ancora per una lunga serie di anni. Vorrei anzi che Ella fosse immortale nella carne, come e nell'intelletto.

Si degni di conservarmi la sua benevolenza, avendomi tra coloro che a Lei, Signor Professore, sono piu fidatamene devoti e riconoscenti.

P. Papa

16.

[23.814. Telegramma da Firenze, 8 giugno 1903]

Giosue Carducci -- Bologna

Accolga espressione animo mio profondamente grato alta sua benevolenza. Ossequi reverenti. Papa

17.

[23.815. Cartoncino autografo senza busta, intestato "Biblioteca Storicocritica della Letteratura Dantesca"]

Firenze 31 dicembre [1903?]

Signor Professore,

L'anno che sta per nascere porti a Lei ogni e massimi bene e l'augurio di una vita lunga e felice per la gloria sua e della patria italiana.

Questi voti partono dall'intimo petto di chi ascrive a massimo onore di potersi confermare ultimo fra i suoi discepoli, ma primo nella devota ammirazione e nel profondo affetto che nutre per Lei.

P. Papa

18.

[23816. Cartolina postale autografa]

Al Prof. Giosue Carducci

Senatore del Regno

Bologna

25 aprile [1904]

Signor Professore,

Ella e molto gentile di ricordarsi di me con tanta benevolenza e d'inviarmi in dono prezioso il suo ultimo seritto pariniano, facendo, se e possibile, crescere in me il debito di gratitudine, che gia grandissimo e insuscettibile di accrescimento ho verso di lei. Mi perdoni l'indugio che ho messo nel ringraziarla, ma oggi soltanto sono in grado di scrivere, dopo una settimana trascorsa fra i tormenti di una feroce angina.

Continui ad ammaestrarci con la sua dottrina e piu con la sua sapienza, venerato Maestro; che noi piccioletti ne abbiamo estremo bisogno. Con gli ossequi piu rispettosi e con animo riconoscente mi abbia a lei devmo obbligmo

P. Papa

19.

[23817. Lettera autografa senza busta] 29. XII. '904

Illustre Signor Professore,

Poiche Ella e nella pienezza della gloria e il nuovo anno nulla puo aggiungere sotto questo rispetto, che esso Le apporti vigore di salute e floridezza fisica, perche il suo sguardo tutelare e paterno vigili ancora lungamente sulla nostra Italia, che oramai non vive che di Lei. Questo e l'augurio filiale di chi le e devotamente affezionato e profondamente grato. Pasquale Papa

20.

[23818. Lettera autografa con busta]

Prof. Giosue Carducci

Senatore del Regno

Bologna

Firenze 6 febbraio [1905]

Illustre Signor Professore,

Un altissimo onore cade sulle mie povere spalle, e Dio faccia ch'io non ne resti schiacciato. So che Ella, nella benevolenza che mi ha sempre e in tutti i modi dimostrata, non fu estranea alla designazione che fu farta di me al Ministro per supplirla nell'insegnamento delle Lettere italiane, onde io per questa nuova e singolarissima testimonianza di fiducia Le esprimo come so e posso la mia profonda riconoscenza. Auguro a me stesso la ventura di non rimaner troppo lontano o inferiore alla stima, in cui Ella, per sua sola benignita, mostra di avermi.

Verro a Bologna nella prossima settimana per pregarla di permettermi che io Le sottoponga le linee generali del corso che intendo di svolgere e che le chieda qualche utile consiglio.

Frattanto, Signor Professore, voglia gradire coi sensi della mia viva riconoscenza anche quelli della piu affettuosa devozione, con la quale mi e caro di confermarmi a Lei sempre obbligatissimo

P. Papa

21.

[23819. Lettera autografa con busta]

Giosue Carducci Bologna

1 del '906

Signor Professore,

Il primo giorno del nuovo anno Le giunga il mio reverente saluto augurale, compendio della mia venerazione e della mia gratitudine per Lei.

E poiche di gloria Ella non ha piu bisogno, io Le desidero con tutto il fervore dell'animo mio sanita vigorosa, onde per molti anni ancora Ella sia custode e vivo emblema della grandezza d'Italia.

Coi sensi della pio affettuosa devozione mi e caro confermarmi, Signor Professore, a Lei affmo e obbligmo

Pasquale Papa

22.

[23.820. Biglietto autografo con busta]

Giosue Carducci

Bologna

Firenze 28 dic. '906

Auguro al grande Maestro, che onora di tanta luce intellettuale il mondo civile, ogni e piu compiuta prosperita nella venerazione universale e nella gloria, cui gli anni aggiungono sempre nuovi e piu vividi fulgori. P. Papa

Corrispondenza di Pasquale Papa con Severino Ferrari

Biblioteca di Casa Carducci. Mss. Carducci. Fondo Cillario, Cartone LXXXIV, 3 (XLLX)

[Cartolina postale illustrata di S. Benedetto in Alpe. Autografa]

Al Chiar.mo Prof. Severino Ferrari Bologna

[27.12.1902]

C.a.

Leggo nel G.d 'Italia che sei ammalato, me ne rincresce molto e ti auguro di guarire presto e perfettamente. Ossequi alla tua Mamma e alla tua Signora e saluti cordiali a te dal tuo Papa

Lettere di Pasquale Papa ad Alberto del Vecchio

Firenze, Deputazione di Storia patria della Toscana

Cartellina intestata a Pasquale Papa contenente dieci lettere manoscritte numerate a matita, datate tra il 1900 e il 1917.

[1. <1> Cartoncino autografo senza busta, intestato "Biblioteca storico-critica della letteratura dantesca dir. da G.L. Passerini e Pasquale Papa"]

Bologna 30 del 1900

Fuori Porta Saragozza 299

Stimatissimo Sigr Professore,

Eccole l'articolo sulle Lettere al Gozzadini. Ho avuto per un mese e mezzo la mano destra impedita per una sbucciatura che divento una piaga, e questo le spieghi il ritardo. Se potessi vedere le bozze dell' articolo, sarebbe bene: le rimanderei il giorno stesso. Un'altra preghiera vorrei farle, ed e di un picciol numero di estratti, perche a qualche interessato io non posso mandare il fascicolo dell' Archivio. La ringrazio e di nuovo le chiedo scusa dell'involontario indugio. Gradisca i piu cordiali saluti e mi creda di lei devmo affmo

P. Papa

[2. <9> Biglietto da visita autografo senza la busta, intestato "Prof. Pasquale Papa. 23 Viale Regina Vittoria. Firenze]

Mercoledi

Gentilmo. Sigr Professore,

Eccole la circolare per la mia Biblioteca; Le sarei gratissimo se potesse inserirla nel prossimo fase. dell'Archivio. Spero che abbia ricevuto l'annunzio per quella del Luiso. Imbert scrive sollecitando: non si ricorda che il suo ms. e di circa 400 pp. Ossequiandola col solito affetto, mi confermo a Lei devmo Pasquale Papa.

[3. <10> Cartoncino autografo senza busta. Manca il destinatario]

Gentilmo Sigr Professore,

Sto scrivendo l'articolo, che ho dovuto, in parte, rimaneggiare per la sopravvenuta morte del Muntz. Per il 10 fase. del '903 sara certamente pronto; solo la pregherei di volermi dire quale e il limite ultimo perche arrivi in tempo ad essere inserito in quel fascicolo. La ringrazio e La saluto cordialmente, confermandomi a Lei devmo P. Papa

[4. <2> Foglio autografo senza busta]

20 del '903

Gentilissimo Sigr Professore

Eccole il ms., La prego per le bozze, di voler dare il mio indirizzo in tipografia a Viale Regina Vittoria, 23, 20 po, e di tutto la ringrazio vivamente. Mi abbia sempre pel suo devmo

P. Papa

[5. <3> Biglietto postale autografo]

Al Chmo Prof. Alberto dei Vecchio

Direttore dell'Archivio Storico italiano

Gabinetto Vieusseux

Firenze

Fir. 18 aprile 903

Gentilissimo Sig. Professore,

Ricevo a S.Maria la sua cartolina col triste annunzio: sappia pero che il tipografo mi disse, presente il prof. Morici, che il fasc. sarebbe uscito nella 2a meta d'aprile; e pensi inoltre che le stampe le ebbi sul momento di partire per Roma, dove mi fu poi malagevole di occuparmene. Questo a spiegare il mio indugio a rinviarle. Ora la prego di volermi eliminare il danno della lunga aspettativa, facendomi rimandare ai piu presto quelle bozze per la 2a revisione e disponendo che mi siano dati intanto gli estratti, dei quali io faro naturalmente uso discretissimo, finche il fasc. non sara pubblicato.

La ringrazio e la ossequio distintamente a Lei devmo

P. Papa

[6. <4> Cartoncino autografo senza busta; manca il destinatario]

Gentilmo Sigr Professore,

Le avevo promesso l'articolo entro la settimana teste trascorsa, ma ho avuto il mio bambino maggiore gravemente malato, per una ferita al ginocchio fattosi con un forcone da contadini, che ha prodotta un'infezione! Ora e fuori pericolo, lo ho avuto appena la testa di occuparmi degli esami. Finiro in questi giorni l'articolo, nei ritagli di tempo che mi iascia la commissaria di Pistoia e glielo portero subito, ancora in tempo, spero per essere inserito nel prossimo fascicolo: tanto piu che e cosa assai breve.

Mi creda cordialmente a Lei devmo

P. Papa

11 ott. '903

[7. <5> Cartolina postale autografa]

Al Prof. Alberto del Vecchio

Direttore dell'Archivio Storico italiano

Gabinetto Vieusseux

Firenze

Castel d'Ajano,Vergato

21 ag. '904

Tomato dal mio viaggio in Dalmazia ho trovato qui la sua cartolina: la ringrazio della premura, ma e stato bene l'indugio, perche solo ieri ho appreso e per caso, a Bologna che nel Giomale d'Italia c'e un lungo sproloquio del Livi contro di me. L'ho cercato e letto: e del 14 luglio! L'amico Livi che ha sparso in Italia a centinaia le copie del G.d'I. col suo articolo, non ha sentito il dovere di mandarne una a me, suo avversario. Tutto questo non m'indurra per nulla il tono sereno e oggettivo dei mio articolo per i'Arch. E gli argomenti restano infatti contro quella cervellotica cantonata. Faro sulle bozze qualche piccola aggiunta e scrivero una letterina, forse, al G.d'I. Ma penso malinconicamente alla vanitosa piccineria degli uomini, cioe di certi uomini, che costringe a sprecare il tempo alle persone dabbene. Mi creda a lei cordialmente affezionato e si abbia un saluto di cuore dal suo devmo P. Papa.

[8. <6> Cartolina postale autografa]

Al Chmo

Prof. Comm. Alberto Del Vecchio

Direttore dell'Archivio Storico Italiano

Firenze

Arezzo, 28.11.13

Gentmo Professore,

Il Ministero non ha finora disposto nulla per lo scarto delle vecchie pratiche, ritengo quindi che si possa andare ai primi di gennaio p. v. Per conto mio nessuna difficolta di aderire al suo desiderio.

Mi creda coi piu cordiali saluti a lei devmo

P. Papa

[9. <7> Biglietto da visita autografo senza la busta, intestato "Prof. Dott. Pasquale Papa. R. Provveditore agli Studi (a penna: 'presso l'Ispettorato delle SS. Medie')"]

10 dicembre 1917

Gentilmo Sig. Professore,

La cartolina del Dr. Panella, di cui mi parlo ieri, mi e stata respinta oggi da Arezzo. Le notizie del Gamurrini ormai lesa; non mi resta quindi che rendere al Dr. Panella la cartolina di risposta, e di cio sono obbligato a pregar Lei, non conoscendo il suo indirizzo. Con mille scuse e con rispettosi saluti mi confermo a Lei devmo

P. Papa

[10. <8> Cartoncino autografo senza la busta]

Martedi

Gentilmo Sigr Professore,

Ho ricevuto gli estratti con cortese sollecitudine e La ringrazio vivissimamente. Mi perdoni l'indugio e la fretta, ma ho da ieri la bambina maggiore tra la vita e la morte, con minaccia di meningite! Stamani si e tenuto contatto col <...> e pare che si possa sperar bene. S'immagini inche stato siamo.

Mi abbia pel suo gratissimo e affmo

P Papa

Lettere di Pasquale Papa a Pio Rajna

Firenze, Biblioteca Marucelliana

Carteggio Rajna, C.Ra. 1221. 1-5; 7; 13-15.

1.

[C.Ra. 1221.2 Cartoncino autografo senza busta e senza data]

Gentilmo Sigr Professore,

So dalla Siga Mussafia che Ella dovra assentarsi per qualche giorno da Firenze. Nel caso che la sua assenza dovesse protrarsi a lungo, La prego di volermi dire a chi a fatto capo per le pratiche circa l'acquisto del terreno nel cimitero di S. Miniato, perche io possa continuarle e sollecitarle, finche Ella non sia tornata.

Mi scusi e accolga i piu cordiali saluti dal suo devmo P. Papa

Domenica

2.

[C.Ra. 1221.1 Cartoncino autografo senza busta e senza data]

Gentilmo Signor Professore,

Non mi sono potuto occupare della nostra faccenda, perche il suo biglietto mi ha trovato sul punto di partire per Assisi. La mia assenza sara brevissima, e, giacche sento che l'indugiare qualche giorno non nuocera alla cosa, potremo riprendere e condurre a termine la pratica al suo e mio ritorno.

La prego di gradire i miei saluti cordiali e credermi a lei devmo

P.Papa

Giovedi sera

3.

[C.Ra. 1221.4 Biglietto postale autografo da Firenze. Il timbro e illeggibile (1903?)]

Al Prof. Pio Rajna

13: Piazza d'Azeglio

Firenze

Gentilmo Sigr Professore,

Tutti mi assicurano (i miei suoceri compresi, che han veduto coi propri occhi) che nel cimitero di S.Miniato e l'uma di una bambina cremata. Cio rende ancor piu inspiegabile il rifiuto. A ogni modo oramai, anche se volessero ritomare sulla propria decisione, mi parrebbe tardi. Al cimitero di Pinti e stato gia segnato il luogo, per quanto non ancora pagato, e credo che siano gia cominciati i lavori di fondazione.

La ringrazio del suo biglietto e la saluto cordialmente.

Devmo P. Papa

Lunedi

4.

[C.Ra. 1221.3 Cartoncino autografo senza busta e senza data]

Gentilmo Signor Professore,

Mentre noi discorrevamo dell'opportunita di chiedere le ceneri deli'urna prima della cerimonia, il Sodini e venuto a casa mia per dirmi, come ha detto a mia moglie, che la chiusura deve necessariamente precedere di qualche ora, per toglier via l'armatura di legno. Restiamo dunque intesi cosi, e l'avvertiro dell'ora, perche Ella, volendo, vi possa assistere. Il consolato austriaco e sempre nel medesimo posto: Viale Principessa Margherita, 58, e il Console e il Comm. Federico Albani.

La prego di mandare un biglietto a S.E. il Comm. Cosenza, Primo Presidente della Cassazione, che lo gradira molto. Coi piu cordiali saluti mi confermo A Lei devmo P.Papa

5.

[C. Ra. 1221.7 Biglietto autografo con busta. Timbro post. "Firenze 8-03]

Illmoo Prof. Pio Rajna

84, Via Cavour

Firenze

Fir. 7 marzo 903

Gentilmo Signor Professore,

Le sono grato ugualmente della buona intenzione e profittero dell'indicazione che mi fornisce. La morte di Gaston Paris e un lutto per gli studiosi italiani; per Lei, che fu suo amico ed e insigne cultore di quegli studi medesimi di cui Egli era gloria e vanto, dev'essere un dolore cosi vivo e profondo, come per una sventura familiare, ed io me ne condolgo co [sic] Lei sinceramente.

Mi creda con ossequio a lei devmo P. Papa

6.

[C.Ra.1221.5 Lettera senza busta su foglio piegato a meta. Delle quattro facciate sono scritte le prime due]

4 maggio

Gentilmo Sigr Professore,

Mi rincresce che le cose non vadano lisce come si sperava: e da desiderare che le difficolta si appianino presto, perche il Sodini mi faceva ieri vive premure riguardo al terreno, essendo necessario cominciare le fondazioni.

Il Sodini stesso mi accenno, come ora Lei, le preoccupazioni della Signora Mussafia, per non avermi reduto in questi ultimi giorni. Sono caduto dalle nuvole e sono subito corso all'albergo; ma non l'ho trovata in casa. La Signora probabilmente ignorava che io sono stato assente da Firenze alcuni giorni. Spero che trovando il mio biglietto si sia rassicurata.

Finora le Signorine Richter non hanno dato nessuna risposta alla mia lettera; ma pare che siano in viaggio.

Coi migliori ossequi mi confermo

a Lei devmo

P.Papa

7.

[C.Ra.1221.13. Cartoncino autografo senza busta, intestato "Amministrazione Scolastica Provinciale- Arezzo. Il R. Provveditore"]

Arezzo 21 sett. 1916

Chiarissimo Sig.r Professore,

Si sta qui compilando un numero unico in onore di Cesare Battisti, che sara commemorato solennemente nel prossimo ottobre, e si desidera che non manchi in esso il nome illustre di Lei. Un suo breve scritto, una noterella, un pensiero, cio che, insomma, a Lei piacera di mandare, sara accolto a gran festa e fara crescere d'importanza la pubblicazione.

Confido nella sua squisita gentilezza e, coi piu distinti saluti, le porgo fin d'ora vivissime grazie.

Suo devmo

P. Papa

Vorrei scrivere anche al prof. Vitelli, ma non conosco il suo indirizzo attuale; Le sarei grato se volesse favorirmelo ed anche di cio le chiedo scusa e la ringrazio.

8.

[C.Ra. 1221.14. Lettera autografa su quattro facciate, con busta, entrambe intestate "R. Ispettorato per le Scuole Medie. Circolo di Firenze"]

10 febbraio '19

Gentilmo Sigr Professore,

Ricevo li suo estratto dantesco e la ringrazio del dono cortese. L'ho letto con vivo interesse e, per la parte che mi riguarda, con sincero desiderio di essere convinto di errore da Lei, giacche i ragionamenti (li chiamo cosi per modo di dire) del Livi mi hanno piu che mai ribadito nella mia vecchia opinione. Ma anche dopo letto il suo opuscolo attentissimamente, come merita, sento con rincrescimento d'essere un peccatore dell'animo indurito, cui neppure un ragionatore dotto e stringente, quale Ella e senza dubbio, riesce a convertire.

Il L. puo essere ben contento di aver trovato un simile alleato, che, se la causa fosse difendibile, nessun difensore potrebbe vantarsi di averla piu strenuamente dei lei difesa. Tuttavia fra il L. e Lei io distinguo e inche modo. Ella con finezza e serieta di argomentazioni cerca di dimostrar probabile un'ipotesi, senza aver la pretesa di farla passare per un fatto certo, e di gridare anatema contro chi fosse d'altro parere. Come ipotesi, pur dissentendo, io devo rispettarla. Ma quando si procede, come fa il L., il quale numero dapprima una congettura, e poi a poco a poco a furia di chiacchiere e di tergiversazioni (tutto il libro e un oceano di vaniloquio, non sempre in buona fede e non scevro di qualche sfarfallone) cerca, con abile escamotage, di trasformare la congettura in certezza, allora non si ha diritto ad alcun riguardo, ne ad una discussione pacata come usa fra galantuomini.

Cio premesso, e ben altro potrei dire a questo proposito, mi permetta, ottimo maestro, che io le dichiari candidamente di non poter consentire nella sua opinione per quanto attentamente motivata, per una considerazione per me decisiva, ed e che la figura inginocchiata ha gia in testa una corona, o qualcosa di simile a una corona, e non e gia a capo nudo, come sarebbe naturale per chi e in procinto di essere coronato. Se dunque si tratta di una scena d'incoronazione, mi sembra si urti in una difficolta, almeno per una incoronazione fatta sul serio, che il coronando sia o gia coronato, o almeno a capo coperto, qualora non si voglia ammettere, come a me pare evidente, che abbia gia nella testa una corona.

Se dunque e incerta l'interpretazione della scena, quanto piu incerta non sara l'individuazione della figura, nella intenzione del disegnatore, ove non debba ritenersi per una indicazione la sigla che l'accompagna? Questo si credo che solo l'anima di Uguccione, evocata da un buon medium, potrebbe dircelo con certezza. Comunque io le rinnovo i ringraziamenti e mi confermo a Lei devmo

P.Papa

9.

[C. Ra. 1221.15 Cartoncino autografo con busta, intestato "R. Ispettorato per le Scuole Medie di Firenze". Timbro postale "Firenze 17-10-1922"]

Prof. Pio Rajna

Senatore del Regno

Piazza d'Azeglio, 13

Firenze

Firenze, 16.X.22

Illustre Professore,

Come Iddio perdona ai peccatore che si pente, se anche tarda i buoni sospiri, cosi noi perdoniamo ai Governo italiano, che ha finalmente compresa l'indegnita di lasciare un uomo, un carattere, un maestro suo pari lontano dal senato. Il torto farto a Lei e piu al Senato stesso e ora riparato e bene sta. Ne sono lietissimi e vivamente se ne compiacciono quanti La amano e La onorano, fra i quali non ultimo e il suo devmo, affmo

P. Papa

Lettere di Pasquale Papa a Regina Mussafia

Firenze, Biblioteca Marucelliana. Carteggio Rajna, C.Ra. 1221.6; 1221.8-12

1.

[C. Ra. 1221.6. Cartoncino autografo senza busta]

Domenica

Gentilissima Signora,

Ieri, come Le avevo detto, andai all'amministrazione del Cimitero e pagai la somma fissata di L. 800 per la particella di terreno acquistata: oramai altre difficolta non vi sono e spero che arriveremo al 7 giugno senz'altri incidenti. Io partiro domani e sarei contento di poterla rivedere avanti la partenza, per stabilire molte piccole cose; ma disgraziatamente il mio male non mi permette di uscire di casa oggi. Oso quindi pregarla di passare da me all'ora che meglio Le accomoda, perche oggi mi trovera sempre.

Questa mattina la piccola Fiorenza subira l'operazione al collo: e cosa assai semplice, ma tuttavia siamo alquanto agitati.

Con gli ossequi miei e di mia moglie, mi creda a Lei devmo P. Papa

2.

[C. Ra. 1221.8. Cartolina illustrata autografa]

Lecce, 20 maggio 908

Gentilissima Signora,

La ringrazio del suo affettuoso saluto ele do il bentornato a Vienna. Quando si tratterra ancora in citta? E dove andra a villeggiare quest'anno? Le bacio la mano con ossequio.

P. Papa

3.

[C. Ra. 1221.9 Lettera con busta entrambe intestate "Il R. Provveditore agli Studi per L'Umbria"]

Sig.ra Regina Mussafia

Hotel Porta Rossa

Firenze

19.4. 1910

Gentilissima Signora,

Il tempo, che ieri era pessimo, oggi e piu che discreto e abbiamo un po' di sole. Io mi rallegrava gia di averla qui ospite graditissima per qualche giorno, quando mi e pervenuto il suo telegramma, che mi ha fatto l'effetto di una doccia fredda sulla testa. Mi rincresce assai di non poterla salutare ancora una volta prima della sua partenza dall'Italia, ma spero fermamente di rivederla a Vienna nell'autunno. Le auguro un ottimo viaggio e che possa divertirsi a Venezia; ma soprattutto desidero che Ella abbia bel tempo, perche Venezia col cattivo tempo e un soggiorno insopportabile. Mi dia qualche volta le sue notizie: Ella sa quanto Le sia affezionato e come m'interessi tutto quello che La riguarda.

Con gli ossequi piu rispettosi, Le bacio la mano e mi confermo a Lei devmo Affmo P.Papa

4.

[C. Ra. 1221. 10 Lettera autografa con busta, entrambe intestate "Il R. Provveditore agli Studi per L'Umbria"]

Frau Prof. Regina Mussafia

Hotel Hopferstock

Karlsbad Austria

Gentilissima Signora,

Era un gran pezzo che mancavamo delle sue notizie e pero la sua cartolina mi ha fatto molto piacere, lo sono stato in giro per circa un mese e mezzo, per ragioni d'ufficio, ed ho passato 15 giorni a Firenze, dove il Ministero mi aveva dato una missione. A Firenze ho fatta una visita ai piccolo cimitero, tutto verde e fiorito, e posso dirle che ho trovato tutto in ordine.

Mia moglie e partita due giorni fa per Fano; le ho mandato il suo indirizzo, perche mi aveva espresso il desiderio di scriverle, lo andro con loro per quindici giorni, e gli altri quindici giorni del mio mese di permesso, li serbero per l'ottobre, per potermi procurare il piacere di passarli con Lei a Vienna, se nulla verra a disturbare questo progetto. Ella poi mi fara la cortesia di dirmi, quando Le sara possibile, in qual giorno sara fissata l'inaugurazione del busto del nostro caro Professore.

Le auguro di poter fare un'utile cura e che il tempo non sia troppo cattivo. Noi abbiamo cominciato a sentir caldo soltanto in questi giorni. A Perugia poi, anche nell'estate caldissima, si sta abbastanza bene. Io spero di averla qui per qualche giorno nella prossima primavera.

Le porgo i miei ossequi e Le bacio la mano con l'affetto e la devozione che Ella conosce. P. Papa

5.

[C. Ra. 1221.11 Lettera con busta, entrambe intestate "Il R. Provveditore agli Studi per La Provincia di Perugia"]

Nobile Signora

Signora Regina Ved. Mussafia

Wien Austria

Perugia 4 aprile 1912

Gentilissima Signora,

Buona Pasqua! Le auguro con tutto il cuore ogni felicita e che Ella possa lunghi anni ancora serbarsi all'affetto degli amici suoi, fra i quali Ella ne avra certo dei piu antichi e dei piu meritevoli, non dei piu devoti di me.

Mi aspettavo l'annunzio della sua venuta a Firenze quest'anno, e speravo di rivederla in occasione della Pasqua; perche non si e ancora decisa? Veramente qui e ritornato il freddo come nel gennaio e forse e bene che Ella ritardi ancora qualche settimana, se ha intenzione di venire in Italia. Io andro, dopo due mesi, a rivedere i miei, per un giorno solo! La mia vita e assai faticosa e triste; ma e meglio non parlarne. Spero che Ella, venendo in Italia, vorra darmi il conforto di una sua visita, anche breve, a Perugia. Non puo credere quale opera di carita farebbe. Ho domandato il trasferimento in una citta piu vicina a Firenze, e mi hanno promesso Arezzo; ma finora il ministero non ha ancora presa una decisione.

La ringrazio della sua affettuosa lettera dello scorso Natale, alla quale avrei voluto rispondere prima, ma me ne e mancato il tempo.

Di nuovo mille buoni auguri e i pio affettuosi saluti. Le bacio la mano e col piu devoto ossequio mi confermo a Lei affmo P. Papa

6.

[C. Ra. 1221. 12 Lettera con busta, entrambe intestate "R. Provveditore agli Studi--Arezzo"]

N.D.

Sig.ra Regina Ved. Mussafia

Wien Austria

Arezzo 20. 11.12

Gentilissima Signora,

Vedo con grande piacere che il desiderio piu vivo della sua vita sta per essere finalmente appagato e che la memoria dei grande, venerato e compianto Maestro sara degnamente onorata, ricevendo il premio del bene che Egli opero col suo alto intelletto e col suo nobile cuore.

Come vorrei esserle vicino in questi momenti che per Lei devono essere di grande commozione e di profonda malinconia, perche le faranno sentire piu vivamente il dolore dell'irreparabile perdita. E anche per un'altra ragione avrei desiderato di poter assistere a codeste onoranze: altri dira di Adolfo Mussafia quale scienziato e filologo sommo, quale insegnante inarrivabile, quale dotto e sapiente avvivatore di energie intellettuali; ma io avrei voluto dire del suo cuore generoso e magnanimo, della sua bonta sconfinata, della squisita gentilezza dell'animo suo. Ma purtroppo sono ritenuto inesorabilmente qui dai miei doveri d'ufficio e dovro contentarmi di assistere in ispirito all'apoteosi del caro e venerato Maestro.

Grazie dunque, gentile Signora, dell'invito e mi consideri vicino a Lei col desiderio e col cuore in questa occasione.

Coi saluti piu affettuosi, anche di mia moglie, Le bacio con reverenza la mano e mi confermo sempre a Lei devmo affmo

P. Papa

Scritti di Pasquale Papa:Firenze, Biblioteca Nazionale. Lettere

Ms. E. Peruzzi 138, 1-9

129 lettere ad Emilia Peruzzi (1876-1891 e s.d.).

Ms. U. Peruzzi XL, 92

3 lettere ad Ubaldino Peruzzi (1888 e s.d.) + 1 allegato.

Ms. De Gubernatis 95, 99

35 lettere ad Angelo De Gubernatis (1890-1903)

Ms. Tordi 548,30

4 lettere a Domenico Tordi + 1 biglietto + 1 allegato a stampa (1902-1910 e s.d.).

Ms. Barbera 1,129

1 lettera a Piero Barbera (Firenze, 20.VI.1918)

Ms. E.Peruzzi 139, 1-9

177 lettere ad Emilia Peruzzi (1891-1900); fra queste alcune lettere di Lily

Papa Bertini.

Opere a stampa

Pasquale Papa, Su i commenti e le versioni latine dei Sepolcri di U. Foscolo. Note, Francesco Mormile, Napoli 1881.

Papa Pasquale, XXI anniversario della Battaglia del Volturno. 1860 [versi], Tipografia Guttemberg, s.l., 1881.

Pasquale Papa, Se tu ..., musica di Liberio Vivarelli, A. Forlivesi e C., Firenze, s.d. [ma a partire dal 1882] (BNF, Mus. 288.85).

Pasquale Papa, Soave Signora! ..., musica di Liberio Vivarelli, A Forlivesi e C., Firenze, s.d. [ma a partire dal 1882] (BNF, Mus. 288.86).

Pasquale Papa, Les manuscrits italiens d'Ashburnham-Place, s.l., s.n., estr. da <<Revue Internationale>>, I, t.III, livr. I (1883-1891).

Pasquale Papa, Ognissanti 1301 [versi], in Haud ignara malis ... (Per casamicciola), Stabilimento Tipografico Cannone, Bari 1883, pp. 29-30.

Pasquale Papa, Spartacus resurrexit (XXIII anniversario della Battaglia del Volturno), A. Gustavo Morelli Editore, Ancona 1883.

Conti di antichi cavalieri a cura di Pasquale Papa, Ermanno Loescher, Torino 1884, estr. da "Giornale storico della letteratura italiana", 1884, III, pp. 192-217.

Pasquale Papa, L'ambasceria di Bonifazio VIII, in Storia della Letteratura italiana di Adolfo Bartoli, V, Della vita di Dante Alighieri, Sansoni, Firenze 1884, pp. 337-365.

Sul quinto volume della Storia della letteratura italiana del prof. Adolfo Bartoli. Note di Pasquale Papa, Tipografia Editrice C. Ademollo e C., Firenze 1884.

Pasquale Papa, Per finirla [su una polemica dantesca Bartoli-Amalfi che coinvolse anche Papa ed in risposta ad uno scritto corrosivo di Gaetano Amalfi, Papa Bartoli eccetera, s. n.t., s.d., ma certamente prima del 1885 (Casa Carducci, Busta 149.21], Tip. Editrice C. Ademollo e C., Firenze 1885.

Pasquale Papa [ret. a Le Martyre de Thiemon de Salzbourg (28 septembre 1102) par le Comte Riant, Paris 1896] in "Archivio Storico Italiano", IV serie, t. XVII, 1896, pp. 434-436.

Ministero della Pubblica Istruzione. Indici e cataloghi. VII. Catalogo dei Manoscritti Panciatichiani della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, vol. I, a cura di S. Morpurgo, P. Papa, B. Maracchi Biagiarelli, Bencini, Firenze-Roma 1887-'91, poi Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1943-'62.

Pasquale Papa, Madrigali. Con proemio di Angelo De Gubernatis, Tipi dell'Arte della Stampa, Firenze 1887.

Pasquale Papa, Un capitolo delle Definizioni di Jacomo Serminocci, poeta senese del secolo XV, Nozze Renier-Campostrini, Coi Tipi dell'Arte della Stampa, Firenze 1887.

Pasquale Papa, Giuseppina Guacci-Nobili ed un suo carteggio inedito, s.l., s.d. (estr. da "Rivista Contemporanea", 1888, fascicoli 3, 5, 6).

XXV Agosto MDCCCLXXXIX. Al Marchese Raffaello Torrigiani Principe di Sicilia nell'anniversario del suo giorno natalizio [versi], Tip. Bencini, Firenze 1989.

Pasquale Papa, Maggiolata, Pei Tipi di Salvadore Landi, Firenze 1890. [P. Papa, Su alcuni archivi privati di Firenze: relazione], in Atti del quarto Congresso storico italiano (Firenze, 19-28 settembre 1889), Presso G.P. Vieusseux, Tipografia Galileiana di Cellini e C., Firenze 1890, pp. 113-128.

Giovannina Papa, Tristia, pref. di Pasquale Papa, Tipografia dei Fratelli Bencini, Firenze 1891.

Frammento di un'antica versione toscana della Disciplina clericalis di P. Alfonso pubblicato da Pasquale Papa, Tipografia dei Fratelli Bencini, Firenze 1891.

Tommaso Frescobaldi all'assalto di Genova (1427). Appunti storici di Pasquale Papa, Nozze Frescobaldi-Frassineto, 29 gennaio 1891, Tipografia dei fratelli Bencini, Firenze-Roma 1891.

Al D.re Oreste Bertini, valoroso superstite di Bezzecca, ed alla sua nobile Consorte Emma Anger-Bertini, festeggianti il XXV anniversario delle loro auspicatissime nozze, questi versi rechino l'augurio, che si perpetui negli anni avvenire l'alta e piena felicita dei cinque lustri trascorsi. 15 settembre 1868-15 settembre 1893, Tipografia Bencini, Firenze 1893.

Pasquale Papa, Ada Negri e la sua poesia, Tipografia di Raffaele Giusti Editore-Libraio, Livorno 1893.

Pasquale Papa, [Iscrizione per il Marchese Angelo Frescobaldi], Tip. Di G. Carnesecchi e Figli, Firenze 1893. (Firenze, Bibl. Marucelliana, Misc. Del Lungo 68.32).

Pasquale Papa, Alcune rubriche della "Prammatica sopra il vestire" promulgata dalla Repubblica fiorentina nel 1384, in Nozze Cian-Sappa-Flandinet, 23 ottobre 1893, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo 1894, pp. 133-150.

Pasquale Papa, Fior di notte. Romanza, musica di Vincenzo Majulli, G. Ricordi e C., Milano s.d. [ma timbro a secco 1894] (BNF, Mus. 486.50). Pasquale Papa, [Scritto introduttivo] in In memoria di Giovanni Papa. 11 ottobre 1893, Santa Maria Capua Vetere, Stabilimento Tipografico Schoeffer, 1894, pp. III-X.

Rime di Ser Matteo di Landozzo Degli Albizzi a cura di Pasquale Papa, Nozze Bacci-Del Lungo, Tipografia dei Fratelli Bencini, Firenze 1895.

La leggenda di S. Caterina d'Alessandria in decima rima pubblicata dal dott. Pasquale Papa, estr. da Miscellanea Nuziale Rossi-Teiss, Tipografia dell'Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo 1897.

Pasquale Papa, Saggio bibliografico di poesie di Giosue Carducci tradotte in varie lingue, Tipografia della Ditta Nicola Zanichelli, Bologna 1897.

Valeria Matthes, Giosue Carducci. Saggio biografico-critico tradotto dal tedesco dal Dott. Oreste Bertini. Con un'appendice bibliografica del Dott.

Pasquale Papa [indicazione di testi carducciani tradotti in varie lingue], Zanichelli, Bologna 1898.

Ricette del sec. XV, riguardanti i libri, gli inchiostri e la scrittura, pubblicate da Pasquale Papa, a ricordare il giorno che Enrico Rostagno si sposava con Maria Cavazza, IV giugno MDCCCXCVIII, Tip. Franceschini e C. Firenze s.d. [1898].

Il "Codice diplomatico dantesco". Notizia di P. Papa, Tipografia di L. Franceschini e C., Firenze 1899.

Cino da Pistoia studente in Bologna. Documento inedito del 1297 pubblicato da Pasquale Papa, Tipografia Di Giuseppe Flori, Pistoia 1899.

Pasquale Papa, IV Giugno MDCCCXCIX, A mia moglie Lily nell'anniversario della sua nascita, Tipografia della Ditta Nicola Zanichelli, Bologna 1899.

Niccolo Degli Albizzi, Le fiorette, le morosette e alcuni epitaffi a cura di Pasquale Papa, Raffaello Giusti Editore, Livorno 1900.

Pasquale Papa [rec. a Lettere di storia e archeologia a Giovanni Gozzadini pubblicate da Nerio Malvezzi con prefazione di G.Carducci, vol. I, Bologna, Zanichelli 1898], in "Archivio Storico Italiano", serie V, t. XXV, disp. I, 1900, pp. 182-188.

Pasquale Papa, Due lettere di Corso Donati, capitano a Bologna nel 1293, in Raccolta di studi critici dedicata ad Alessandro D'Ancona festeggiandosi il XL anniversario del suo insegnamento, Tipografia di G. Barbera, Firenze 1901, pp. 367-371.

Pasquale Papa, I ritratti di Dante in S. Maria Novella, in "Giornale dantesco", XI, 1903, pp. 1-16.

Pasquale Papa, L'insegnamento della Storia dell'Arte nei Licei. Lettera al prof. I. B. Supino, in "Miscellanea d'Arte", I, 2, 1903, Supplemento, pp. 1-16).

Pasquale Papa, [ret. a Eugenio Muntz, Precursori e propugnatori del Rinascimento. Edizione interamente rifatta dall'A. e tradotta da Guido Mazzoni, Firenze, Sansoni, 1902], in "Archivio Storico Italiano", Serie V, t. XXXI, 1903, pp. 469-494.

Pasquale Papa (a c. di), Bollettino bibliografico, n. 2, in Paget Toynbee, Ricerche e note dantesche. Traduzione dall'inglese, con aggiunte dell'autore. Serie seconda, vol. II, Zanichelli, Bologna 1904 [Vol. parte della Biblioteca storico-critica della letteratura dantesca diretta da P. Papa].

Quattro sonetti politici di Melchior Cesarotti pubblicati da Pasquale Papa per Nozze Sonnino-Guzolini, 20 giugno 1903, Tipografia Galileiana, Firenze s.d. [1903]; idem, in "Archivio Storico Italiano", Serie V, t. XXXIII, I, 1904, pp. 138-155.

A mia figlia BoZena. Canzone di Milan Begovie ridotta dal serbo-croato in versi italiani da Pasquale Papa. Per le nozze della signorina Luisa Zanichelli col dottore Francesco Mazzoni, Bologna, il 21 agosto 1904, Officina Tipolitografica Editrice dei fratelli Passerini e C., 1904.

Pasquale Papa, Al dolore [versi], in In memoria di Enrico Bindi. Preghiere, lagrime e fiori, Tipografia Francesco Giannini e Figli, Napoli 1904, pp. 41-43. (BNF, Biogr. B-496 Bindi Enrici).

Pasquale Papa, [su Casella], in Dai tempi antichi ai tempi moderni. Da Dante a Leopardi. Raccolta di scritti critici, di ricerche storiche, filologiche e letterarie. Con facsimili e tavole. Per Nozze di Michele Scherillo con Teresa Negri, Hoepli, Milano 1904, pp. 185-194.

Pasquale Papa, La fortuna di un sonetto di Giosue Carducci, (Il bove), in "Avanti! Della domenica", II, 28 luglio 1904, n.48.

Pasquale Papa, Moore Edward [Secolo XIX], in Dantisti e Dantofili dei Secoli XVIII e XIX. Contribuzione alla storia della fortuna di Dante, Fascicolo VI, Firenze Presso la direzione del "Giornale dantesco", 1904. [Bologna, Bibl. dell'Archiginnasio, segn. 8.P.III.32].

Questioni di iconografia dantesca. I. La vera effigie di Dante (Lettera aperta al prof P.Papa) [Michele Scherillo scrive a Papa circa I ritratti di Dante in S. Maria Novella]; II. Per la barba di Dante (Al prof Michele Scherillo) [risposta di Papa a M.S.], in "Il Giornale dantesco", XII, quad. III e IV, Olschki, Firenze 1904, pp. 44-51.

Pasquale Papa, rec. a Livi Giovanni, Memorie dantesche degli anni 1323 e 1325. Da documenti inediti bolognesi (estr. da "Nuova Antologia", XXXIX, fase. 775, 1 apr. 1904, pp. 437-455), in "Archivio Storico Italiano", Serie V, t. XXXIV, 4, 1904, pp. 469-483.

Pasquale Papa, Per Adolfo Mussafia, Leo S. Olschki, Firenze 1906.

Pasquale Papa, Per i caduti al Volturno, Tipografia Umili e Quattrucci, Santa Maria Capua Vetere 1906.

Pasquale Papa, Per una dimenticata [su Francesca Morelli de Valvassor], in Capua a Francesco De Renzis, Tipografia F. Giannini e Figli, Napoli 1906, pp. 190-195.

Pasquale Papa, Un cimelio storico [trafiletto scritto in occasione della pubblicazione di Francesco Sclavo, Sulla medaglietta che vuolsi fatta coniare da Carlo Alberto nel 1821 come segno di riconoscimento ai suoi compagni di cospirazione, s.n.t., s.l., ("La Nazione", 1906?)], ritaglio di giornale (Firenze, Bibl. Marucelliana, segn. Misc. De Lungo 224.1).

Pasquale Papa, Il primo libro di G. Carducci [L'Arpa del popolo], in "Giornale d'Italia", 2 marzo 1907.

Pasquale Papa, Un giudizio del primo successore nella cattedra universitaria, in "Giornale d'Italia", 17 febbraio 1907.

Giuseppe Giusti, Lettera a Giovanni Piacentini ristampata da P. Papa per suo figlio Domenico che entra nel Collegio Cicognini di Prato, Tipografia Letteraria di Adolfo Mabellini, Fano 1908.

Pasquale Papa, Per la casa della scuola, Societa Tipografica Cooperativa, Fano 1910.

Inaugurazione del Consiglio Provinciale Scolastico. Parole del Cav. Pasquale Papa R. Provveditore agli Studi. Presidente, Tipografia Trinchi, Rieti 1912.

Pasquale Papa, Storiografia spicciola [Due lettere a Francesco Guardabassi patriota perugino su fatti del 1832 e 1847], estr. da Studii pubblicati in onore di Francesco Torraca nel XXXV1 anniversario della sua laurea, Francesco Perrella e C. Editori, Napoli 1912.

Una medaglia d'oro ad un educatore del popolo. Parole di Pasquale Papa R. Provveditore agli Studi per la Provincia dell'Umbria, Tipografia della Casa Editrice S.Lapi, Citta di Castello 1912 [Onoreficenza conferita al prof. Brunelli].

Pasquale Papa, Giosue Carducci, Stabilimento Tipografico E. Sinatti, Arezzo 1913.

Il canto XXXIV dell'Inferno letto da Pasquale Papa nella sala di Dante in Orsanmichele, Sansoni, Firenze s.d. [1913].

Pasquale Papa, L'ultimo concorso di Giosue Carducci, in "Giornale d'Italia", Roma, 16 febbraio 1913.

Pasquale Papa, Poliptico, s.n., s.1., 4 agosto 1913.

Pasquale Papa, La bimba e il nonno. Nozze Vassalli-Angeloni, 11 luglio 1914, Officina tipografica di E. Sinatti, s.d. [1914].

Pasquale Papa, I Ricreatori e gli Asili per i figli dei nostri soldati. Tre discorsi ai maestri della provincia di Arezzo, Stabilimento Tipografico E. Sinatti, Arezzo 1916.

Pasquale Papa, Fra vecchie carte e vecchie stampe del Risorgimento, Societa Anonima Tipografica "Leonardo da Vinci", Citta di Castello 1917.

Pasquale Papa, Tifo, Tipografia E. Sinatti, Arezzo 1917.

Pasquale Papa, La patria nel pensiero e nell'opera di Giosue Carducci. Discorso letto in Prato il 17 febbraio 1918, Stabilimento Lito-tipografico M. Martini, Prato 1918.

Pasquale Papa, Il patriottismo e lo spirito nazionale della scuola. Discorso letto i1 24 maggio 1923 inaugurandosi in Ascoli un ricordo marmoreo agli studenti morti in guerra, Casa Editrice di Giuseppe Cesari, Ascoli Piceno 1923.

Pietro Giordani, Dagli scritti d'arte. Pagine scelte ed annotate da Pasquale Papa, Societa Anonima Editrice "La Voce", Firenze 1924.

Pasquale Papa, Nei Meriggi, musica di Pietro Clausetti, Editore F. Bongiovanni, Bologna 1925 [BNF segn. Mus. 1925.179].

Alighieri Dante, Il Convivio con prefazione di Pasquale Papa, Carlo Signorelli, Milano 1926, poi 1930, 1946, 1964.

Pasquale Papa, Transiit benefaciendo, in In memoria del generale Salvatore Carcasio, Tipografia "L'arte della stampa", Firenze, s.d. [1931], pp. 3-6.

ANGELO CARDILLO

Universita di Salerno

(1) Mi lega per questo lavoro un affettuoso debito di riconoscenza a Sebastiano Martelli che in qualita di Direttore del Dipartimento di Letteratura Arte e Spettacolo non ha lesinato contributi utili al completamento delle ricerche.

(2) Le uniche notizie a stampa si leggono in Guido Biagi (a cura di), Chi e? An nuario biografico italiano [...], Casa Editrice Romagna e C., Roma 1908, p. 190; Achille Lauri, Dizionario dei cittadini notevoli di Terra di Lavoro antichi e moderni, s. l., s.n. [ma Vincenzo D'Amico, Sora], 1915, ora Forni, Bologna 1979 reprint, pp. 129-131; Teodoro Rovito, Letterati e giornalisti italiani contemporanei. Dizionario Bio-Bibliografico, seconda edizione, Stab. Tip. Jovene e C., Napoli 1922, p. 298. Un elenco lacunoso delle opere e in CLIO, sub voce; piu ricco, ma diffusamente impreciso, e il link relativo del sito ICCU.

(3) Letterato e politico, allievo della scuola di Basilio Puoti, Bruto Fabbricatore (Sarno 1824-Sarno 1891) svolse il magistero di insegnante in varie istituzioni, senza trascurare l'attivita di studioso alla quale sono collegate alcune pubblicazioni scientifiche. Cfr. Profili Storico-letterarii sarnesi per D. Natale Raimondo Can. Amato [...], Stabilimento Tipografico F.lli Fischetti, Sarno 1909, pp. 113-121; Silvio Ruocco, Storia di Sarno e dintorni, vol. II, Stabilimento Tipografico Michele Gallo & Figli, Sarno 1952, ora G. Buonaiuto & F., Sarno 1999 rist., pp. 134-137; Carmine Di Domenico, La valle del Sarno, Tipografia Buonaiuto, Sarno 1978, pp. 198-199.

(4) Laureatosi in Legge presso l'Universita di Siena nel 1855, Adolfo Bartoli (Fi vizzano [Massa Carrara] 1833- Genova 1894) coltivo gli studi di storiografia letteraria e collaboro fin dal 1856 all' "Archivio storico italiano" di Viesseux; nel 1871 fondo a Venezia la rivista "Archivio Veneto". Docente di Storia della letteratura italiana nell'Istituto di Studi Superiori di Firenze, alterno l'insegnamento alla ricerca dedicandosi a vari settori dell'Italianistica, dalla filologia agli studi eruditi ed alla codicologia. Descrisse i manoscritti francesi della Biblioteca Marciana di Venezia e successivamente, in collaborazione con altri studiosi, quelli della Biblioteca Nazionale di Firenze. Scrisse una Vita di Dante, parte di una monumentale Storia della letteratura italiana che si interruppe a Petrarca con il volume settimo. Per ulteriori notizie biobibliografiche rinvio alla voce curata da Alberto Asor Rosa nel DBI.

(5) Per un primo sguardo, seppur d'avvio, su un argomento che vanta bibliografia sterminata, si vedano Lidia Maria Gonelli, La scuola storica, in Storia della Letteratura Italiana diretta da Enrico Malato, vol. XI, La critica letteraria dal Due al Novecento, Salerno Editrice, Roma 2003, pp. 711-741; Guido Lucchini, Filologia neolatina, ivi, pp. 743-767; Marino Biondi, Giosue Carducci, la "scuola" carducciana e Giovanni Pascoli, ivi, pp. 769-797, da integrare almeno con Michela Rusi, Francesco De Sanctis e la nuova critica letteraria, in Storia Letteraria d'Italia, L 'Ottocento a c. di Armando Balduino, Piccin, Padova 1997, vol. III, pp. 1733-1907; Remo Cesarani, Letteratura e cultura di fine secolo e del primo Novecento, in Storia della Letteratura Italiana diretta da Enrico Malato cit., vol. VIII, Tra l'Otto e il Novecento, Salerno Editrice, Roma 1999,pp. 777-831.

(6) Nell'Anagrafe storica del Comune di Firenze e una dettagliata documentazione relativa a Papa ed alla sua famiglia. La disponibilita del dirigente sig. Piero Pancani mi ha permesso di visionare vecchie carte e risalire ad eventi sepolti dal tempo.

(7) Quando il 22 giugno del 1887 uscirono le Rime nuove, Carducci al suo solito non si preoccupo tanto del giudizio dei critici quanto dei festeggiamenti che non gli dispiacevano. Cosi accolse di buon grado l'idea avanzata dall'editore Cesarino Zanichelli di un "lauto desinare" da consumarsi in una sala della sua tipografia. Vi parteciparono i prediletti dei Maestro: Vittorio Rugarli, Severino Ferrari che arrivo di proposito da Firenze, Giuseppe Albini che da poco aveva pubblicato Poesie varie, Francesco Bertolini, Angelo Solerti all'epoca Provveditore agli studi, Pasquale Papa "cortese e colto", l'ellenista Vittorio Puntoni, tutti "fedeli". Cfr. Mario Biagini, Giosue Carducci. Biografia critica, Mursia, Milano 1976 rist, p. 571.

(8) Dai documenti conservati nell'archivio della scuola si apprende che vi insegno a piu riprese in qualita di supplente dal 1896 al 1900.

(9) Il Liceo Militare di Firenze eredito la tradizionale formazione dei Cadetti nel 1849 allorche la scuola fondata nel 1844 con sede nella Fortezza da Basso fu soppressa. Il Regio Liceo Militare nacque sotto il Governo Provvisorio toscano dopo l'annessione al Piemonte.

(10) Fondato nel 1859, l'Istituto di Studi Superiori Pratici e di Perfezionamento di Firenze eredito il magistero culturale e scientifico dei Liceo di Scienze Fisiche e Naturali nato nel 1807. Contava una sezione di Scienze Giuridiche che, pero, ebbe vita breve; una di Medicina e Chirurgia, una di Scienze Naturali, una di Filosofia e Filologia, sezioni che col tempo acquisirono sempre piu la struttura di facolta universitarie tant'e che, riorganizzate ed ampliate, confluirono nel 1923 nell'Universita di Firenze. Si veda per una prima informazione Storia dell'Ateneo Fiorentino. Contributi di studio, voll. I e II, Edizioni F. & F. Parretti Grafiche, Firenze 1986.

(11) Alberto dei Vecchio (Lugo di Romagna 1849--Firenze 1922), storico del dirit to medievale, disciplina nella quale fu autore di numerose pubblicazioni, studio Giurisprudenza a Pisa e poi a Berlino. Nel 1879 insegno Istituzioni di diritto medievale nella Facolta di Filosofia e Filologia dell'Istituto di studi superiori di Firenze e nel 1893 divenne professore ordinario. Nel 1902 subentro a Cesare Paoli nella direzione dell'" Archivio storico italiano" e nella Scuola di Paleografia e Diplomatica. Cfr. la voce curata da M. Caravale nel DBI.

(12) Sulla scuola del Bartoli e sugli studi di italianistica a Firenze durante la sua docenza universitaria, si veda Giorgio Luti, La tradizione della Letteratura italiana, in Storia dell' Ateneo fiorentino cit., vol. I, pp.343-368.

(13) Nacque a Firenze nel 1858 dove mori nel 1932. Bibliotecario alla Biblioteca Nazionale di Firenze, poi dal 1887 al 1896 alla Casanatense di Roma, quindi di nuovo a Firenze, alla Laurenziana, fu studioso della letteratura italiana delle origini e di Dante in particolare. Direttore per un lungo periodo del "Giornale dantesco". Cfr. Giorgio De Gregori-Simonetta Butto, Per una storia dei bibliotecari italiani del XX secolo: dizionario bio-bibliografico 1900-1990, Associazione Italiana Biblioteche, Roma 1999, p.141.

(14) Nella prima serie uscirono: Paget Jackson Toynbee, Ricerche e note dantesche. Traduzione dall'inglese con aggiunte dell'autore, vol. I, Nicola Zanichelli, Bologna 1899; La vita di Dante. Testo del cosi detto Compendio attribuito a Giovanni Boccaccioper cura di E. Rostagno, Voll. II-III, Nicola Zanichelli, Bologna 1899; Nicola Zingarelli, La personalita storica di Folchetto da Marsiglia nella Commedia di Dante. Con Appendice. Nuova edizione accresciuta e corretta, vol. IV, Nicola Zanichelli, Bologna 1899; Egidio Gorra, Il soggettivismo di Dante, vol. V, Nicola Zanichelli, Bologna 1899; Felice Tocco, Quel che non c'e nella Divina Commedia o Dante e l'eresia. Con documenti e con la ristampa delle Questioni dantesche, vol. VI, Nicola Zanichelli, Bologna 1899; Francesco Torraca, Di un commento nuovo alla Divina Commedia, vol. VII-VIII, Nicola Zanichelli, Bologna 1899; Francesco Novati, Indagini e postille dantesche, vol. IX-X, Nicola Zanichelli, Bologna 1899; Edward Armstrong, L'ideale politico in Dante. John Earle, La "Vita Nova" di Dante, vol. XI, Nicola Zanichelli, Bologna 1899; Edward Moore, L'autenticita della Quaestio de Aqua et Terra, in Appendice, Dante e Ristoro d'Arezzo, vol. XII, Nicola Zanichelli, Bologna 1899.

(15) I volumi della "Biblioteca" pubblicati sotto la sola direzione di Papa furono nell'ordine: Giuseppe Picciola, Matelda. Studio dantesco, vol. I della seconda serie, Nicola Zanichelli, Bologna 1902; Paget Toynbee, Ricerche e note dantesche. Traduzione dall'inglese con aggiunte dell'autore, vol.II. In appendice [Pasquale Papa], Bollettino Bibliografico, n. 2 [non si ha notizia di un n. 1; la redazione del Bollettino non e continuata nelle pubblicazioni successive] Nicola Zanichelli, Bologna 1904; Vittorio Capetti, Studi sul paradiso dantesco. Con un'appendice Dante e le leggende di S. Pier Damiani, vol. III, Nicola Zanichelli, Bologna 1906; Giovanni Busnelli, L'etica nicomachea e l'ordinamento morale dell' "Inferno" di Dante. Con un'appendice La concezione dantesca del Gran veglio di Creta. Contributo scientifico, vol. IV, Nicola Zanichelli, Bologna 1907.

(16) Professore ordinario di Grammatica greca e latina nell'Universita di Bologna, poi di Letteratura latina, Preside della Facolta di Lettere dal 1912 al '18 e Rettore dal 1927 al '30, Giuseppe Albini (Bologna 22.1.1863--ivi 7.12.1933) fu insigne classicista, lettore di alcuni canti della Commedia di Dante nonche frequentatore di tematiche relative all'italianistica.

(17) Universita di Bologna. Archivio storico. Fascicolo intestato a Pasquale Papa.

(18) La prima notizia relativa all'attivita accademica di Papa e in Annuario della R. Universita di Bologna. Anno scolastico 1903-904, Stabilimento Tipografico Successori Monti, Bologna 1904, all'elenco dei liberi docenti; l'ultima in Annuario della R. Universita degli Studi di Bologna. Anno Accademico 1935-36, XIV dell'Era Fascista, Societa Tipografica gia Compositori, Bologna 1937-XV.

(19) Gli studenti avevano solecitato fin dal 15 febbraio 1905 la nomina di un docente che coprisse la vacanza della cattedra di Italiano minacciando di astenersi dalle lezioni fino a quando non si fosse provveduto (Mario Biagini, Giosue Carducci cit., p. 865). Il 19 giugno 1905 Papa scriveva al Preside della Facolta Bertolini: "Gentilmo e caro Sig.r Preside, Ricevo in questo momento (e sono le 6 di sera) l'avviso che sarebbero fissati per domani, 20, gli esami di Letteratura. La prego vivamente di volerli rimandare di qualche giorno ancora, finche i giovani non abbiano potuto avere litografati gli ultimi fogli delle mie lezioni, che per ragioni indipendenti dalla volonta loro e mia sono stati compilati con qualche ritardo. Spero che Ella vorra consentire in questa dilazione e, in tal caso, voglia fissare definitivamente il giorno e l'ora, cheio prefefirei fosse nel pomeriggio, se cio non disturba i colleghi della commissione. Del resto mi rimetto in Lei e soltanto desidererei di essere avvertito appena che Ella avra preso le disposizioni definitive. Ad evitare ritardi nel recapito della lettera, Le sarei grato se invece di farla indirizzare al Liceo, volesse pregare il Segretario di mandarla all'indirizzo di casa mia: Viale regina Vittoria, 23. Mi scusi e mi creda coi piu cordiali saluti ed ossequi a Lei devmo P. Papa". (Univ. di Bologna, Archivio storico, fascicolo cit.).

(20) Come per le lettere, i criteri di trascrizione sono conservativi. La sottolineatura con la linea continua e nei documenti; il capoverso e segnalato dal rientro del rigo. Qualche sporadico intervento e indicato con i segni grafici convenzionali. Non tutte le lettere sono pervenute con busta; in presenza di questa, intestatario e indirizzo sono trascritti nell'ordine in alto a sinistra del testo.

(21) Su Severino Ferrari (San Pietro Capofiume [fraz. del comune di Molinella] 1856--Collegigliato [Pistoia] 1905) poeta, saggista, storico e filologo della Letteratura italiana, allievo di Carducci e suo collaboratore alla cattedra di Letteratura italiana deila Facolta di Lettere dell'Universita di Bologna, si veda la voce nel Dizionario biografico degli italiani alla quale rinvio. Segnalo i saggi di Sergio Romagnoli, Ottocento fra letteratura e storia, Liviana, Padova 1961, pp. 151 e sgg. e di Gianfranco Contini, Varianti e altra linguistica, Einaudi, Torino 1970, pp. 653 e sgg. Il Comune di Molinella ha allestito una mostra documentaria su Ferrari (28 febbraio-28 marzo 1999): Severino Ferrari e il sogno della poesia, catalogo a cura di Simonetta Santucci e Carlotta Sgubbi, s.d.,s.l.

(22) Indico con cautela i due possibili fascicoletti ai quali si riferisce Papa: G. Car ducci, Pei monumenti ravennati (Bologna 28 febbraio 1897) [Casa Carducci, Biblioteca, segn. 5.a.I.160] e VII Gennaio MDCCCLXXXXVII. Per il Tricolore-Discorso tenuto da Giosue carducci nell 'atrio del palazzo civico di Reggio Emilia, Zanichelli, Bologna 1897 [Casa Carducci, Biblioteca, segn. 5. A. III. 97].

(23) Carlo Barbini (1828-1890), libraio-editore in Milano di opere popolari e poi di testi teatrali e musicali. Cfr. Dizionario del Risorgimento Nazionale dalle origini a Roma capitale. Fatti e persone, vol. II, Le persone, Vallardi, Milano 1930, sub. voce.

(24) L 'Arpa del popolo. Scelta di poesie religiose, morali e patriottiche cavate dai nostri autori e accomodate all'intelligenza del popolo. Con annotazioni di G. C., Tipografia Galileiana di M. Cellini e C., Firenze 1855.

(25) Enrico Rostagno (Saluzzo, 22 sett. 1860-Bari, 29 luglio 1942), libero docente di Filologia classica presso l'Universita di Firenze dal 1889 al 1902, poi di Paleografia Greca, fu Conservatore nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze che poi diresse dal 1923 al 1933. Cfr. Giorgio de Gregori-Simonetta Butto, Per una storia dei bibliotecari italiani del XX secolo: dizionario bio-bibliografico 1900-1990, Associazione Italiana Biblioteche, Roma 1999, pp. 153-154.

(26) L'anno si ricava dal timbro postale.

(27) E difficile individuare a quale scritto di riferisse Papa perche tra il '97 e il '98 Carducci fu alle prese con piu di un argomento. Si potrebbe trattare del testo di un discorso Per il tricolore pronunciato il 7 gennaio nel Palazzo comunale di Reggio (EN, VII 467-475) oppure di un saggio intitolato Le tre canzoni patriottiche cri Giacomo Leopardi che apparve in due puntate nella "Rivista d'Italia" del 15 febbraio e del 15 marzo 1898 (EN 101-175).

(28) Laureatosi in Lettere a Torino, Angelo Solerti (Savona 1865-Massa Carrara 1907) insegno per qualche tempo nei Licei prima di essere bibliotecario alla Marciana di Venezia. Divento Provveditore agli Studi a L'Aquila e fu poi a Massa Carrara. Studioso di Tasso al quale dedico molti suoi scritti, si occupo anche dei trecentisti e del melodramma italiano. Si veda Letteratura italiana. Gli autori. Dizionario bio-bibliografico e indici, vol II, Einaudi, Torino 1991, sub voce.

(29) Non so a quale "fascicoletto" Papa si riferisca. Trai suoi testi a stampa non c'e nulla che possa lasciare intendere un riferimento alla Vita nova che in qualche modo avesse ache fare in quell'epoca con l'editore Olschki. Esito negativo, infatti, sortisce la consultazione di Le edizioni Olschki (1886-1986). Catalogo a c. di Silvia Alessandri, Claudio Di Benedetto, Rosanna Reale, Gianfranco Tortoreili, Giunta Regionale Toscana-La Nuova Italia Editrice, Firenze 1986.

(30) Il 3 dicembre era morto a Livorno il marito di Beatrice Carducci, Carlo Bevilaequa, lasciando cinque figli: Giosue, Manlio, Giulio, Elvira e Margherita. Il poeta rimase profondamente colpito da questa morte repentina che metteva in seria difficolta la famiglia della figlia. Cfr. Biagini, op. cit., pp. 780-781.

(31) Francesco Bertolini (1836-1909), storico, Preside della facolta di Lettere dell'Universita di Bologna dal 1894 al 1909.

(32) Giulio Gnaccarini, genero di Carducci per avere sposato Laura, fu valente collaboratore del poeta.

(33) L'anno si ricava dal timbro postale.

(34) Juan Luis Esteirich, poeta, scrittore e traduttore, fu autore di un'antologia di lirici italiani: Antologia de Poetas Liricos Italianos traducidos en verso Castellano (1200-1889), Escuela Tipografica Provincial, Palma de Mallorca 1889. Carducci e presente con Fantasia (in versione castigliana e catalana), Primavera y Amor, Panteisino, Vineta, Sonetos. In una successiva antologia, l'Esteirich tradusse Primo vete, Pianto antiguo e ripubblico Panteismo (Poetas Liricos Italianos traducidos en verso por J.L. Estelrich), Imprenta de Amengual y Muntaner, Palma di Mallorca 1891.

(35) L'anno si ricava dal timbro postale.

(36) Papa si riferisce evidentemente ad uno studio di Carducci su La caduta del 1903, EN, XVII, pp. 363-94.

(37) L'anno si ricava dal timbro postale.

(38) La data si ricava dal timbro postale.

(39) Alcune lettere non hanno destinatario che, pero, in relazione al contenuto, e da ritenersi del Vecchio.

(40) La numerazione non e coerente rispetto alle date desumibili dai contenuti. Riordino le lettere con numero progressivo secondo la cronologia e pongo fia parentesi uncinate la numerazione a matita.

(41) Papa si riferisce alia seconda serie deila "Biblioteca storico-critica della letteratura dantesca" le cui pubblicazioni sotto la sua direzione iniziarono nel 1902. Vd. supra.

(42) La notizia fu data a p. 423 dell' "Archivio Storico Italiano", s. V, t. XXIX, seconda disp. del 1902.

(43) Francesco Paolo Luiso (Bitonto 1871-Lucca 1955), insegnante di Lettere nei Licei, scrisse su Dante e sulla letteratura dei Trecento con interessi anche per Leopardi. Cfr. Letteratura italiana. Gli autori. Dizionario bio-bibliografico e indici, vol II, Einaudi, Torino 1991, sub voce. Per la sua collaborazione all' "Arc.Stor.", cfr. Indice cit. A-L, p. 519.

(44) Gaetano lmbert nacque a Palermo nel 1862. Conclusi gli studi superiori a Catania, si laureo nel 1888 in Filologia a Firenze ed intraprese la carriera di insegnante di Lettere nei Licei. Poeta, saggista e studioso di Letteratura, scrisse saggi relativi alla letteratura tra Cinquecento e Seicento. Cfr. Angelo De Gubernatis, Piccolo dizionario dei contemporanei italiani, Forzani e C. Tipografi dei Senato, Roma 1895, p. 497; Giovanni Casati, Dizionario degli scrittori d'Italia. Dalle origini fino ai viventi, Romolo Ghirlanda Editore, Milano 1925-'34, vol. III, sub voce. Per la collaborazione all' "Arc.Stor.", cfr. Indice cit. A-L, p. 430.

(45) Probabilmente Papa si riferisce al saggio di Imbert La vita fiorentina nel Seicento secondo memorie sincrone (1644-1670), R. Bemporad e Figlio, Firenze 1906.

(46) Rec. a Eugenio Muntz, Precursori e propugnatori dei Rinascimento, vd. infra.

(47) Papa si riferisce a Quattro sonetti politici di Melchior Cesarotti ecc.; vd. infra.

(48) Medardo Morici marchigiano, studioso di storia locale tra Quattrocento e Settecento, collaboratore dell' "Archivio storico", come in Archivio Storico Italiano, Indice 1842-1941 a c. del dott. Eugenio Rossi, vol. II, M-Z, Olschki, Firenze 1945, p. 595.

(49) Giovanni Livi (Prato 1855-Firenze 1930), di formazione prevalentemente storica, fu dal 1887 direttore dell'Archivio di Stato di Brescia e poi di Bologna. Scrisse vari saggi di argomento dantesco.

(50) Papa si riferisce alla sua rec. a Giovanni Livi, Memorie dantesche, vd. infra.

(51) Antonio Panella (L'Aquila 1878-Firenze 1954) fu dal 1932 Direttore dell'Archivio di Stato di Firenze dopo l'impiego nella stessa istituzione a Napoli. Insegno Archivistica nell'Universita di Firenze e fu condirettore deli' "Archivio storico italiano" e collaboro a numerose riviste fiorentine. Studio la storia della censura e di Firenze sotto i Medici, curo un'edizione delle opere di Machiavelli e fu autore di importanti opere di natura archivistica. Cfr. la voce in Letteratura italiana. Gli autori. Dizionario bio-bibliografico e indici, vol II, Einaudi, Torino 1991, e i relativi rinvii.

(52) Gian Francesco Gamurrini, archeologo, poligrafo e poeta, nacque ad Arezzo nel 1835 e mori nel 1923. Su di lui ha scritto Franco Paturzo, Un archeologo dimenticato: Gian Francesco Gamurrini (la vita ele opere), Calosci, Cortona 1993. Per la sua collaborazione all' "Arc. Stor.", si veda Indice cit. vol. I A-L, p. 352.

(53) Manca qualsiasi indizio utile alla datazione.

(54) Illeg.

(55) Filologo, critico letterario, professore di Lingue e letterature neolatine nell'Universita di Firenze dai 1884 al 1922, senatore del Regno, Pio Rajna (Sondrio 1847--Firenze 1930) fu uno dei migliori allievi della scuola di D'Ancona e di Domenico Comparetti. Le sue pubblicazioni spaziano da Dante ai Furioso, dalla Filologia romanza alla critica testuale. Per una prima informazione si veda la voce in Letteratura italiana. Gli autori. Dizionario bio-bibliografico e indici, vol II, Einaudi, Torino 1991, e i relativi rinvii.

(56) Le lettere non sono ordinate cronologicamente. Ripristino l'ordine con numerazione progressiva posta in alto ai centro pagina.

(57) A quanto si apprende dalla corrispondenza con Regina Mussafia (vd. infra), Papa fu incaricato dell'acquisto di un terreno per la costruzione di un'edicola funeraria che avrebbe contenuto le ceneri di Adolfo Mussafia, marito della signora.

(58) Bruno Paulin Gaston Paris (Avenay 1839-Cannes 1903), filologo germanico e poi romanzo, medievista e paleografo, allievo di Friedrich Diez, fu dal 1872 docente al College de France e nominato nel 1896 membro dell'Academie francaise. Scrisse sulla Chanson de geste e pubblico numerosi saggi sulla letteratura medievale francese.

(59) Delle signorine Elise ed Helene Richter la piu famosa e Elise (Vienna, 2 marzo 1865--localita imprecisata, 21 giugno 1943), la quale, mentre la sorella era dedita a studi relativi alia lingua e letteratura inglese, consegui un dottorato presso l'Universita di Vienna che le fece guadagnare la nomina a professore associato di Lingue romanze in quella Universita, essendo la prima donna ad accedere alla carriera universitaria in Austria prima della Guerra mondiale. Fu allieva di Adolfo Mussafia con li quale intrattenne rapporti epistolari (Lorenzo Renzi, Il carteggio di Adolfo Mussafia con Elise ed Helene Richter, in Atti deli 'Istituto venero di Scienze, Lettere e Arti, CXXII, 1963-64, p. 512) e di Wilhelm Meyer-Lubke che la protesse dalla diffidenza che all'epoca circolava intorno alle donne aspiranti a carriere riservate ai soli uomini. In quanto ebree, subirono le persecuzioni naziste e furono deportate a Theresienstadt. Helene mori ad ottantuno anni nel 1942. Cfr. Christiane von Hoffrath Bohlau, Bucherspuren: Das Schicksal von und Helene Elise Richter und ihrer im Bibliothek "Dritten Reich, Taschenbuch 2009.

(60) Girolamo Vitelli (Santa Croce dei Sannio 1849-Spotorno 1935) fu uno dei piu importanti filologi classicisti vissuti a cavailo tra '800 e '900, allievo di Ludwig Curtius e di Friedrich Ritschl a Lipsia, insegno Grammatica greca e latina nella Scuola di studi superiori di Firenze per poi passare nel 1886 alla docenza di Letteratura greca nell'ateneo fiorentino. Ricercatore appassionato di testimonianze classiche, papirologo di fama internazionale, studio i manoscritti greci della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze e pubblico numerosi ed apprezzati studi sul teatro greco e sulla tradizione manoscritta di numerosi autori classici. Fu senatore del Regno.

(61) Papa si riferisce ad un dissenso determinatosi nel tempo rispetto al Livi riguardo acerte questioni dantesche e segnatamente aspetti iconografici (vd. infra, Cino da Pistola studente in Bologna, I ritratti di Dante in S. Maria Novella e la rec. a Livi Giovanni, Memorie dantesche ecc.). Livi in Dante. Suoi primi cultori, sua Gente in Bologna. Con documenti inediti, Cappelli, Bologna 1918 a proposito di Casella cita Papa in aperta polemica (p. 9), come sulla circolazione di cose dantesche a Bologna (p. 42 n.); a proposito dell'iconografia dantesca lo definisce con tono sprezzante "il critico" (pp. 79 e ss.gg.); idem sulla genealogia (p. 134 n.) e su Graziolo Bambaglioli (p. 258).

(62) Moglie di Adolfo Mussafia (vd. infra), mori a Vienna il 15 marzo 1915.

(63) La signora Mussafia aveva incaricato Papa di curare l'acquisto di un piccolo lotto di terreno nel cimitero della Porta a' Pinti, detto "degli Inglesi" per edificare un'edicola e traslarvi le spoglie dei marito morto nel 1905. Nello stesso cimitero riposera alla sua morte. Si veda La citta e il libro III. Eloquenza silenziosa: voci dei ricordo incise nel cimitero "degli Inglesi". Convegno intemazionale, 3-5 giugno 2004, Atti al sito http://www.florin.ms/gimel.html.

(64) Adolfo Mussafia nacque a Spalato il 15 febbraio 1835 e mori a Firenze il 7 giugno 1905. Professore di Filologia romanza a Vienna, Skriptor (Conservatore dei Manoscritti) presso la Biblioteca Nazionale (allora Imperiale), socio dell'Accademia della Crusca dal 1883, trai numerosissimi suoi scritti vanno ricordati per la lingua volgare italiana la Grammatica storica dell 'italiano (1860) e Monumenti antichi di dialetti italiani (1864); per la nostra letteratura del 1200 Lettura e interpretazione di scritti italiani del XIII secolo, e per gli interessi danteschi Sul testo della Divina Commedia (1865). Ebbe rapporti con intellettuali italiani e con Graziadio Isaia Ascoli con il quale intrattenne un fitto carteggio. Si trasferi a Firenze nel 1903 dove mori due anni dopo.

(65) Elenco tutti gli scritti di Pasquale Papa di cui si ha notizia nei repertori d'uso e nelle Biblioteche italiane, integrando e completando, esemplare alla mano, le note tipografiche. Ho indicato la segnatura di quel materiale che e risultato di difficile reperibilita.

(66) La casa editrice e Stamperia musicale Forlivesi fu fondata a Firenze nel 1882, come in Dizionario degli Editori musicali italiani 1750-1930 a c. di Bianca Maria Antolini, ETS, Pisa 2000, sub. voce.

(67) In testa allo spartito si legge che la musica fu composta nel 1917.
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Author:Cardillo, Angelo
Publication:Forum Italicum
Date:Mar 22, 2010
Words:14589
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