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Neologismi di nomina agentis in -tor.

Da tempo si e evidenziata l'importanza del suono come creatore o selezionatore di forme: si e visto come il suono (che "ubbidisce al principio fonetico della similarita'), sotto la spinta di un'associazione fonica contestuale, "crea la forma", da cioe origine a neologismi, prevedibili sulla base del sistema linguistico, ma attualizzati dalle tendenze omofoniche del contesto e che spesso vivono solo in quella formula.

Queste tecniche di approccio al testo, suggerite dalla linguistica moderna (a partire dai formalisti russi e dai linguisti della Scuola di Praga) (1) e applicate ai testi latini, hanno prodotto studi (2) nei quali si e dimostrato che molti autori latini, sia poeti che prosatori, particolarmente corrivi al parallelismo e caratterizzati da una notevole musicalita, per soddisfare esigenze ritmiche e foniche, hanno dato vita a una variante morfologica, hanno creato un nuovo vocabolo, un nuovo nesso o caricato un termine di una nuova accezione.

Le direttive del mio lavoro si rifanno a queste nuove impostazioni critiche, infatti partendo dalle pagine di A. Traina, Forma e suono (51; 114), nelle quali si riportano alcuni esempi di creazioni di nomina agentis in -tor, "testimonianze della creativita individuale, stimolata dalla struttura fonosemantica del contesto", ho condotto un'indagine sistematica (3), dalle origini della letteratura latina fino ad Apuleio, per verificare quanto numerosi siano i neologismi in -for (4), dovuti a sequenze omeosuffissali (5).

Anche se alcuni studi, appartenenti a questo filone di indagine, hanno preso in considerazione sporadicamente casi isolati, tratti da vari autori (6), pero non e mai stata data una visione complessiva che passi in rassegna e tracci la storia di tutti i neologismi in -for, dovuti alla contiguita con altre forme omologhe, cosi come non sono ancora state pubblicate ricerche complete riguardanti neoformazioni di altre categorie lessicali.

Il presente lavoro (7) si divide in due parti: prima ci si sofferma su alcuni casi di neologismi in -for, che paiono particolarmente significativi, poi se ne offre un elenco completo in successione cronologica.

1.1 Si veda ad esempio Plaut. Capf. 661 ss. (He.--SATOR SArTORque Scelerum ef MesSOR Maxume? / Ty.--Non occATOREM dicere audebas prius? / Nam semper OCCANT prius quam SARIVNT rusfici) dove i due termini, sator ("seminatore") e sartor (8) ("sarchiatore"), attestati per la prima volta in Plauto (9), posti a stretto contatto, a inizio di verso, sono omeoteleutici, isosillabici, parafonici, allitteranti tra loro e con il seguente scelerum; anche il neologismo messor (10) ("mietitore") e omeoteleutico, isosillabico e in allitterazione con il successivo maxume. Tutti e tre i lessemi, hapax plautini, che negli autori posteriori a Plauto appaiono soprattutto in senso proprio, come tecnicismi della lingua agricola (11), sono qui impiegati in senso figurato, con valore negativo, per rendere piu ironica e pungente la caratterizzazione, da parte del vecchio Egione, del servo Tindaro, come un furfante, un "seminatore, sarchiatore e spigolatore" non di messi, ma di misfatti.

Con il susseguirsi dei tre termini omeosuffissali si suggella cosi, anche fonicamente, il ciclo completo, dalla "semina alla mietitura", dell'agire di chi e totalmente artefice di azioni riprovevoli e alla fine raccoglie i frutti di cio che ha seminato.

La metafora agricola continua, nella sfrontata risposta di Tindaro, anche ai vv. 662 s. con un altro nomen agentis, occator ("erpicatore"), anch'esso neologismo e hapax plautino, rimarcato dal legame etimologico con il verbo occo.

Si chiude ad anello, con il verbo sario che richiama il sartor iniziale del v. 661, l'irridente attacco della presentazione del servo.

In Ter. Eun. 1034 s. (O Parmeno mi, o mearum uoluptatum omnium/ INuEnTOR, INcEpTOR, perfEcTOR, scis me in quibus sim gaudiis?) i neologismi (12) e hapax terenziani, inceptor e perfector, sono in omeoteluto con inuentor, asindetici, a stretto contatto e isosillabici; inuentor e inceptor sono legati anche da allitterazione. Nell'uguaglianza del suono appare ancora piu evidente lo svolgersi, nella sua piena completezza, dell' azione di colui che procura piaceri, dal momento iniziale in cui li ha escogitati fino a quello finale in cui li ha portati a perfezionamento. La catena fonica diventa, dunque, icona del rapido susseguirsi delle azioni.

In Cic. de or. 2, 54 (paulum se erexit et addidit maiorem historiae sonum uocis uir optimus, Crassi familiaris, Antipater, ceteri non exornATORES rerum, sed tantummodo narrATORES fuerunt) l'omeoteleuto, che unisce i due neologismi (13), exornator e narrator, conferisce maggior rilievo alla forte contrapposizione tra i veri storici, capaci di offrire una elaborazione artistica degli eventi, dando cosi all'opera storica una veste letteraria adeguata, e i semplici espositori di fatti, quali furono, a giudizio di Cicerone, tutti i piu antichi rappresentanti della storiografia latina.

In Sall. Cat. 5, 4 (animus audax, subdolus, uarius, cuius rei lubet SIMVLATOR ac disSIMVLATOR) i termini omeosuffissali sono anche corradicali; dissimulator e un neologismo (14) e costituisce un'efficace coppia etimologica con simulator, anch'esso hapax sallustiano; la vicinanza fonica rende piu energica l'antitesi sindetica tra questi due difetti opposti che chiudono un asindeto trimembre di note negative del carattere di Catilina: la capacita di simulare virtu non possedute e quella di nascondere il vero (15).

Vi e l'iterazione di interi segmenti omofoni in Sen. ep. 27, 7 (Suasit illi Satellius Quadratus, Stultorum diuitum ADROSOR, ET, QVOD Sequitur, ADRISOR, ET, QVOD duobus his adiunctum est, deRISOR, ut grammaticos haberet analectas): il suono gioca un ruolo di rilievo nella formazione dei due hapax assoluti (16), adrosor ("roditore") e adrisor (17) ("colui che sorride"), omeoteleutici, isosillabici, con allitterazione prefissale; il secondo da vita a una figura etimologica con il seguente omeoteleutico derisor ("beffeggiatore").

Si instaura un rapporto paronomastico (18) che accentua la valenza acustica delle parole: grazie alla parafonia onomatopeica ci pare quasi di sentire il rumore di chi (adrosor) con un modo lento e progressivo, rosicchia con i denti, consuma a poco a poco le sostanze di ricchi stolti e nello stesso tempo udiamo il riso di chi adula sempre (adrisor) e contemporaneamente deride (derisor).

Questa catena fonica, l'allitterazione in /S/, il polisindeto et/et, l'anafora di quod sottolineano le prerogative, legate l'una all'altra come conseguenza logica, del comportamento di questo parassita, scroccone che si prende gioco di un personaggio ricco, ma stupido (19).

I nomina agentis omeoteleutici spesso sono collocati in contesti fonicamente marcati, incorniciati da varie figure retoriche che ne esaltano il suono.

Cosi avviene in Plaut. Pseud. 427 ss. (homines QVI GESTANT QVIque AVSCVLTANT crimina, / si meo arbitratu liceat, omnes pendeant, / GESTORES linguis, AVdiTORES AVRIBVS), dove i due neologismi (20), gestor ("riportatore di dicerie") e auditor ("uditore"), prime attestazioni e hapax plautini, richiamano fonicamente i due verbi omeoteleutici del verso precedente, puntualizzati dall' anafora del relativo (qui): infatti gestores, che deriva dal verbo gero, crea figura etimologica con il frequentativo gestant, mentre auditores e unito da allitterazione ad auscultant (e anche al seguente auribus a stretto contatto (21)).

Le iterazioni foniche mettono paradossalmente sullo stesso piano la colpa di chi va a riferire maldicenze e quella di chi vi presta fede; scatta poi una punta di satirico disprezzo nella comica rispondenza della colpa alla conseguente pena: i maldicenti sono appesi per la lingua e quelli che li ascoltano per le orecchie.

In Cic. Att. 8, 3, 3 (omitto illa uetera, quod istum in rem publicam ILLE AluIT, AuxIT, ArmauIT, ILLE legibus per uim et contra auspicia ferendis AVCTOR, ILLE Galliae ulterioris ADIVnCTOR, ILLE geneR, ILLE in adoptando P. Clodio AVguR, ILLE REsTItuENDI mei quam RETInENDI studiosiOR, ILLE PROuinciae PROpagaTOR, ILLE absentis in omnibus ADIVTOR, Idem etiam tertio consulatu, postquam esse defenSOR rei publicae coepit, contendit) i vocaboli adiunctor e propagator (22), che compaiono per la prima volta in Cicerone (23) (il primo hapax assoluto e il secondo neologismo e hapax ciceroniano), sono legati fonicamente da allitterazioni ed omeoteleuti agli altri tre nomina agentis (auctor/ adiutor/ defensor); sono posti in luce alla fine dei cola e inseriti all'interno di un'anafora dove, in modo martellante, viene ripetuto per ben otto volte il deittico e quasi spregiativo ille. Il tessuto fonico del passo e arricchito anche da altre allitterazioni, come quelle che legano i tre verbi omeoptotici e asindetici (AluIT, AuxIT, ArmauIT) o i due omeoteleutici (REsTItuENDI/RETInENDI).

Campeggia cosi, bollata da una forte critica, la figura di Pompeo che ha aiutato Cesare a raggiungere una grande potenza e la similitudine fonica concorre ad accumulare, in un'unica visione negativa, tutti quei comportamenti, quelle prese di posizione (24) di Pompeo, che Cicerone non approva e che potrebbero ora spingerlo ad allontanarsi proprio da lui.

In Cic. Cat. 2, 7 (QVIS tota Italia ueneficus, QVIS gladiaTOR, QVIS latro, QVIS sicarius, QVIS parricida, QVIS testamentorum subiecTOR, QVIS CircumscripTOR, QVIS ganeo, QVIS nepos, QVIS adulter, QVAE mulier infamis, QVIS CORRVPTOR iuuentutis, QVIS CORRVPTVS, QVIS perdiTVS inueniri potest, qui se cum Catilina non familiarissime uixisse fateatur?) l'omofonia e responsabile della presenza dell'hapax assoluto (25) subiector ("falsificatore") e del neologismo circumscriptor (26) ("ingannatore"), hapax ciceroniano, in omeoteleuto con gladiator e corruptor, tutti termini spregiativi, introdotti alla fine di cola e inclusi in una catena anaforica di ben 14 membri; corruptor forma anche figura etimologica con corruptus seguente.

L'odio di Cicerone verso Catilina e qui espresso con grande enfasi e risalto.

II susseguirsi del pronome quis e le iterazioni foniche mirano a trasmettere un effetto di insistenza: in modo assillante, senza tregua, sembrano protrarre all'infinito la lunga serie di personaggi (assassini, banditi, sicari, falsificatori di testamenti, truffatori, adulteri, viziosi, corruttori di giovani), e unirli in un'unica entita, in un unico blocco che costituisce quell'ampio mondo, perverso e depravato, che gira intorno a Catilina.

In Apul. apol. 64, 7 (ille basileus... summus ANIMI geniTOR, aeternus ANIMantum sospitaTOR, assiduus mundi sui OPIFEX, sed enim SINE OPERA OPIFEX, SINE cura sospitaTOR, SINE propagatione geniTOR) il neologismo sospitator (27) ("salvatore, protettore") e in clausola omeoteleutica con il comune genitor e il parallelismo tra i primi due cola, a ritmo crescente, e potenziato anche dalla figura etimologica animi/animantum. La geminatio di opifex, con il secondo membro messo all'interno di un'antitesi e focalizzato da una figura etimologica (opera/opifex), la triplice anafora di sine e il ritorno dei due sostantivi in -tor in posizione invertita rispetto ai primi, rendono piu vibrante l'antitesi che e alla base della lode per quel dio che ha presieduto alla creazione di tutte le cose e di tutti gli uomini, ma non con fatica corporea, bensi in grazia della sua instancabile provvidenza.

In Apul. apol. 74, 5 (HIC est enim pueruli huius instigaTOR, HIC Accusationis auCTOR HIC Aduocatorum COnduCTOR, HIC testium COempTOR, HIC totIVS Calumniae Fornacula, HIC Aemiliani huIVS Fax et Flagellum, ... est enim OMNIVM litiVM depecTOR, OMNIVM falsorVM COmmentaTOR, OMNIVM simulationVM architectus, OMNIVM malorVM seminarium) una ragione ritmico-fonica induce Apuleio a coniare tre nomina agentis (28): coemptor ("compratore", hapax apuleiano); depector ("patteggiatore", hapax assoluto) (29), commentator ("inventore", hapax apuleiano) in omeoteleuto con altri tre nomina agentis (instigator, auctor, conductor), epiteti tutti negativi che rivelano caratteristiche della natura di Rufino.

Mediante una trama fonica, resa dall'anafora del deittico hic, ripetuto in incipit dei primi sei cola, e dell'analitico omnium in incipit degli ultimi quattro, ritmata dall'omeoteleuto dei sei lessemi in -tor posti alla fine dei cola e arricchita da varie allitterazioni e omeoptoti, si amplifica l'intensita dell'avversione e del disprezzo di Apuleio verso Rufino. Le violente critiche diventano sempre piu gravi e pesanti, in un crescendo fino ad estendere la slealta di questo personaggio al di la del momento presente e a darle un valore universale: Rufino non e solo l'autore dell'accusa, l'arruolatore degli avvocati, il compratore dei testimoni di questo processo (coemptor), ma in una visione globale e anche "il patteggiatore di ogni lite" (depector), "l'ideatore di ogni falsita" e commentator (30), lessema ipercaratterizzato, intensifica ancora di piu la sua consuetudine ad inventare le cose e quindi a tenere un comportamento sempre menzognero e tendenzioso.

Come ultimo esempio riportiamo Apul. Socr. 16 (hic ... domesticVS speCVlATOR, propriVS CVrATOR, intimVS CogniTOR, adsiduVS obseruATOR, INdiuiduus arbiter, INseparabilis testis, malORVM imPROBATOR, bonORVM PROBATOR, si RitE animaduertATVR, sedulo COgnoscATVR, ReligiosE COlATVR, ita ut a Socrate IustiTIA et InnocenTIA cultus est, in rebus incertIS PRospecTOR, dubiIS PRaemoniTOR, periculosIS tutATOR, egenIS opitulATOR qui tibi queat TVM inSomniIS, TvM SignIS, TVM etiam fortasse coram, cum usus postulat, malA auerruncARE, bonA prosperARE, humiliA sublimARE, nutantiA fulcIRE, obscurA clarARE, secundA regERE, aduersA corrigERE), dove la struttura del passo e articolata in una lunga sequenza di cola asindetici, per la maggior parte bimembri, omeoteleutici o omeoptotici, allitteranti e anche anaforici.

Dovuti a questo continuum fonico sono i due neologismi (31), hapax apuleiani, improbator ("chi disapprova")--prospector ("colui che provvede e prevede") e l'hapax assoluto praemonitor ("colui che avverte"), in omeoteleuto con gli altri sette nomina agentis, posti tutti alla fine dei cola (speculator, curator, cognitor, obseruator, probator, tutator, opitulator) e uniti tra loro anche da allitterazioni (Curator / Cognitor; PRospector/PRaemonitor); inoltre improbator e probator, preceduti da due lessemi omeoptotici, danno origine a una figura etimologica che segna una forte antitesi tra il disapprovare il male e l'approvare il bene.

Gli epiteti, tutti appellativi onorifici, che esprimono una costante della natura del demone, essere intermedio tra gli dei e gli uomini, si allacciano l'uno all'altro mediante una vera e propria catena fonica che contribuisce alla solennita di questo inno, che connota ammirazione e celebra il demone come un'entita costantemente presente nella vita umana, in ogni suo aspetto, anche il piu intimo, pronta a proteggere nelle circostanze pericolose e ad aiutare nel bisogno.

1.2 Segue ore l'elenco dei neologismi omeoteleutici in -tor, recepiti nel corso della ricerca, in successione cronologica (32) dei contesti in cui compaiono.

Plaut (33). Capt. 661 ss. (SATOR SArTORque Scelerum et MesSOR Maxume? / Non occATOREM dicere audebas prius? / Nam semper OCCANT prius quam SARIVNT rustici): quattro neologismi, hapax plautini, isosillabici: sator--sartor--messor--occator (34).

Plaut. Curc. 296 s. (tum isti qui ludunt DATATIM serui scurrarum in uia, / ET dATORES ET fAcTORES omnis SVBdam SVB Solum): dator neol (35).--factor neol. (36), hapax plautino (isosillabici, in polisindeto, in incipit di verso; seguiti da una triplice allitterazione; datores e in figura etimologica con l'avverbio datatim (37) del verso precedente per indicare schiavi impiegati nello scambievole gioco del dare e rimandare la palla).

Plaut. Epid. 522 s. (qui omnium/legum atque iurum fICTOR, CondlTOR Cluet): fictor neol. (38)--conditor neol. (39), hapax plautino (e clausola allitterante).

Plaut. Men. 259 ss. (uoluptarii atque PotATORES maxVMEI: / tum sycophantae et PalpATORES plurVMEI / in urbe hac habitant): potator (40) neol.--palpator (41) neol. (allitteranti, isosillabici, quasi paronomastici, seguiti da termini isosillabici e omeoteleutici, maxumei /plurumei).

Plaut. Merc. 852 ss. (EGOMET MIHI Comes, CalATOR, equos, agaso, armiger: / EGOMET sum MIHI imperATOR, idem EGOMET MIHI oboedio: / EGOMET MIHI fero quod usust): calator (42) neol. (i due sostantivi in -tor omeoteleutici sono messi all'interno di una quadruplice anafora bimembre, egomet mihi).

Plaut. Mil. 642 s. (uel CauillaTOR facetus uel CONVIVA COmmodus / idem ero: neque ego oblocuTOR sum alteri in CONVIVIO): cauillator neol. (43)--oblocutor neol. (44) (hapax plautino).

Plaut. Mil. 647 (MINVME SputATOR, ScreATOR Sum, itidem MINVME Muccidus): sputator (45) hapax assoluto--screator hapax assoluto (allitteranti, asindetici a stretto contatto, onomatopeici, isosillabici in triplice allitterazione con sum; iterazione di minume).

Plaut. Most. 916 (me sVaSORE atque inpVlSORE id factum audacter dicito): suasor neol. (46) (hapax plaut.)--impulsor neol. (47).

Plaut. Pers. 419 s. (Scortorum liberaTOR, Suduculum flagri, / Compedium triTOR, pristinorum Ciuitas): liberator neol. (hapax plaut.)--tritor neol. (48) (circondati da allitterazioni in /s/e/c/).

Plaut. Pseud. 427 ss. (homines QVI GESTANT QVIque AVSCVLTANT crimina, / si meo arbitratu liceat, omnes pendeant, / GESTORES linguis, AVdiTORES AVRIBVS.): gestor neol. (49)--auditor neol. (hapax plautini) (50).

Plaut. Rud. 990 (ET uiTOREM ET piscaTOREM las): uitor neol. (hapax plaut.) (51).

Plaut. Trin. 240 ss. (cuppes, auarus, elegans, despoliATOR, /latebricolarum hominum corrumpTOR, / blandus inops, celatum indagATOR): despoliator neol. (52)--corrumptor neol. (53)--indagator neol. (54) (tutti e tre in rilievo in fine di verso).

Plaut. Trin. 407 (PIScaTOR, PISTOR apstulit, lanii, coqui): pistor neol. (55) (allitterante e assonante con piscator)--per piscator. Cf. supra n. 51.

Plaut. Trin. 723 (credo ad summos bellaTORES acrem--FugiTOREM Fore): bellator neol. (56)--fugitor hapax assoluto ("Plauto foggia l'hapax assoluto fugitor in comica antitesi con bellator" (57)).

Plaut. Trin. 862 (ni illic homost AVT dormitaTOR AVT secTOR zonarius): dormitator neol. (invenzione plautina, testimoniata solo in Plauto, qui e al v. 984) (58)--sector neol. (59).

Cato or. 48 Malc. (4) (postquam NAVITAS EX NAVIBVS eduxi, non EX militibus atque NAVTIS PiscATORES PenATORES feci, sed arma dedi): penator hapax assoluto (60) (allitterante, isosillabico con piscator, preceduti da riprese lessicali, allitterazioni e da una figura etimologica: nauitas / nauibus).

Ter. Haut. 875 (sed hic adiuTOR meus et MONiTOR et praeMONstra TOR Chremes): praemonstrator hapax assoluto (61), in una serie di tre nomina agentis.

Ter. Eun. 1034 s. (O Parmeno mi, O mearum uoluptatum omnium / INuEnTOR, INcEpTOR, perfEcTOR, scis me in quibus sim gaudiis?): inceptor neol. (62)--perfector neol. (63) (in omeoteleuto con inuentor) (64).

Ter. Phorm. 374 (bonorVM exTORTOR, legVM conTORTOR.): extortor neol. (65)--contortor neol. (66) (isosillabici, legati etimologicamente e preceduti da lessemi omeoptotici; si uniscono cosi, anche fonicamente, due comportamenti turpi da condannare con indignazione: il rapinare le sostanze altrui e il falsificare le leggi).

Ter. Hec. 9 s. (ORATOR ad uos uenio ornatu prologi: / SInite exORATOR SIm): exorator neol. (67) (e inquadrato da un'allitterazione in /S/ e crea una figura etimologica con l'altra parola omeoteleutica, evidenziando l'antitesi tra un semplice avvocato e chi, pregando, ottiene un buon risultato e vince la causa).

Acc. trag. 219 Ribb. (3) (epulaRVM fIcTOR, sceleRVM fratris dellTOR.): delitor hapax assoluto.

Acc. trag. 520 ss. Ribb. (3) (inclute Parua Prodite Patria / nomine celebri claroque Potens / Pectore, Achiuis classIBVS ducTOR, / grauis Dardaniis gentIBVS ulTOR, /Laertiade!): ductor neol. (68) (isosillabico con ultor, collocati in fine di verso, preceduti da due sostantivi omeoptotici e da una triplice allitterazione in /P/che occupa quasi un intero verso e da una duplice che collega le parole alla fine dei due versi e all'inizio di quello seguente).

Cic. Quinct. 18 (haec omnia Quinctius agebat aucTORE et consuaSORE Naeuio): consuasor hapax assoluto.

Cic. Quinct. 30 (iste homo acerrimus, bonorum possesSOR, ExpulSOR, ErepTOR): possessor (69)--expulsor (70)--ereptor (71) (tre neologismi isosillabici, asindetici e gli ultimi due allitteranti).

Cic. Quinct. (73) (sponSORES atque crediTORES): sponsor neol. (72).

Cic. S. Rosc. 110 (postremo isto hortaTORE, aucTORE, intercesSORE ad Sullam legati non adierunt): intercessor neol. (dopo due termini omeosuffissali, asindetici, a stretto contatto).

Cic. Verr. 1, 2 (depEculATOREM aerarii, uExATOREM AsiAE atque PamphyliAE, praedonEM iuris urbani, labEM atque perniciEM prouinciAe SiciliaAE): depeculator neol. (73)--uexator neol. (74).

Cic. Verr. 2, 2, 12 (uidete quid potuerit qui quattuor in una prouincia quaesTORES studiosissimos defenSORES propugnaTORESque habuerit): propugnator (75) neol.

Cic. Verr. 2, 3, 4 (non modo accusATOR, sed ne obiurgATOR quidem ferendus est): obiurgator neol. (76)

Cic. Verr. 2, 3, 27 (cum in his inquam rebus omnibus Publicanus PetiTOR ac PigneraTOR, non erepTOR neque PossesSOR soleat esse, tu DE optIMO, DE iuSTISSIMO, DE honeSTISSIMO genere hominum, hoc est DE aratoribus, ea iura constituebas): pignerator neol., hapax ciceroniano (77) (i primi due nomina agentis sono allitteranti, gli ultimi due sono seguiti da una trama fonica fatta da ripetizioni lessicali e da omeoteleuti, optimo / iustissimo / honestissimo).

Cic. Verr. 2, 4, 80 (si tu ea relinquis ac deseris nec solum spoliata illa pateris, sed eorum etiam spoliATOREM uexATOREMque defendis?): spoliator neol., hapax ciceroniano (78).

Cic. Verr. 2, 5, 55 (foederum interpretes, societatis paCTORES, religionis aucTORES): pactor hapax assoluto (isosillabici).

Cic. Verr. 2, 5, 152 (Verres ille uetus prodiTOR consulis, translaTOR quaesturae, auerSOR Pecuniae Publicae): translator neol. (79)--auersor hapax assoluto (isosillabici, seguiti da allitterazioni).

Cic. Caec. 14 (quam PERSONAM iam ex cotidiana uita cognoscitis, recuperaTORES, mulieRVM adsentaTORIS, cogniTORIS uiduaRVM, defenSORIS nimium litigiosi, ... hanc PERSONAM, imponite Aebutio): adsentator neol. (80) (chiasmo tra adsentatoris e cognitoris e omeoptoto dei vocaboli che li incorniciano; iterazione di persona).

Cic. Caec. 85 (deinde huius rationis non modo non inuenTOREM, sed ne probaTOREM quidem esse ME idque ME non ad meam DEFENSIONEM ATTVLISSE, sed illorum DEFENSIONI RETTVLISSE): probator neol. (81) (seguito dalla ripresa di me, dal poliptoto defensionem /defensioni e dalla figura etimologica attulisse / rettulisse).

Q. Cic. pet. 34 (huius autem rei tres partes sunt; una salutaTORVM, altera deductORVM, tertia adsectaTORVM): salutator neol.--deductor neol. (82).

Cic. Cat. 2, 7 (QVIS tota Italia ueneficus, QVIS gladiaTOR, QVIS latro, QVIS sicarius, QVIS parricida, QVIS testamentorum subiecTOR, QVIS CircumscripTOR, QVIS ganeo, QVIS nepos, QVIS adulter, QVAE mulier infamis, QVIS CORRVPTOR iuuentutis, QVIS CORRVPTVS, QVIS perdiTVS inueniri potest, qui se cum Catilina non familiarissime uixisse fateatur?): subiector hapax assoluto--circumscriptor neol. (83) (i quattro nomina agentis sono inclusi in una martellante anafora di 14 membri) (84).

Cic. Mur. 13 (MALEDICTVM est, si uere obicitur, uehementis accusATORIS, sin falso, MALEDICI conuiciATORIS): conuiciator neol. (85) (si nota anche una figura etimologica maledictum/maledici).

Cic. Sull. 85 (ego ille CONIVRATIONIS inuestigaTOR atque ulTOR certe non defenderem Sullam, si CONIVRASSE arbitrarer): inuestigator neol. (86) (presente una figura etimologica coniurationis /coniurasse).

Cic. Sull. 88 (NE extincTOR patriae, NE prodiITOR, NE hostis appelletur, NE hanc labem tanti sceleris in familia relinquat): extinctor neol. (87) (all'interno della quadruplice anafora di ne).

Cic. Att. 1, 14, 5 (Piso autem consulATOR rogationis, idem erat dissuASOR): dissuasor neol. (88).

Cic. Flacc. 1 (sperabam iudices honoris potius L. Flacci me adiuTOREM futurum quam miseriarum deprecaTOREM): deprecator neol. (89).

Cic. red. sen. 15 (HI uoluptates omnes uestigant atque odorantur, HI sunt conditORES instructORESque conuiui): instructor neol. (90) (anafora del dimostrativo).

Cic. red. sen. 28 (rogaTORES, diribiTORES): diribitor neol. (91).

Cic. dom. 11 (instimulATOR et concitATOR tu fuisti): instimulator hapax assoluto--concitator neol. (92).

Cic. dom. 13 (quis est Sergius? armigER Catilinae, stipATOR tui corporis, signifER seditionis, concitATOR tabernarioRVM, damnatus iniuriaRVM, percuSSOR, lapidATOR, fori depopulATOR, obseSSOR curiae): lapidator neol. (93) (inserito in una serie di sei nomina agentis; omeoteleuto di armiger/ signifer).

Cic. Sest. 144 (VIDEO P. Sestium, meae saluTIS, uestrae auctoritaTIS, publicae causae defenSOREM, propugnATOREM, AcTOREM, reum; VIDEO hunc praetextatum eius filium oculis lacrumantibus me intuentem; VIDEO <T.> Milonem, uindicEM uestrae libertaTIS, custodEM saluTIS meae, subsidium adflictae rei publicae, extinCTOREM domestici latrocini, represSOREM Caedis Cotidianae, defenSOREM TEmplORVM atque TEctORVM, praesidium curiae, sordidatum et reum; VIDEO ...): repressor neol. (94) (da sottolineare la presenza di sei lessemi in -tor, la quadruplice anafora di uideo e vari omeoteleuti, omeoptoti e allitterazioni).

Cic. Vat. 7 (si EGO TE perdiTOREM et uexTOREM rei publicae FERO, TV ME ConseruATOREM et CustodEM FERAS): perditor (95) neol. (forte antitesi asindetica, evidenziata dall'omeoteleuto dei tre nomina agentis, dalla ripresa poliptotica dei pronomi personali in chiasmo ego te/tu me e del verbo fero/feras).

Cic. Balb. 4 (qui SVI factI, SVI iudiciI, SVI beneficiI uoluit me esse, ut apud eosdem uos iudices nuper in alia causa fuerim, ET praedicATOREM ET AcTOREM); praedicator neol. (96) (triplice iterazione lessicale di sui).

Cic. Balb. 20 (o praeclarum interpretem iuris, auCTOREM antiquitatis, correCTOREM atque emendaTOREM nostrae ciuitatis); emendator neol. (97).

Cic. Pis. 64 (senatus odit te--quod eum tu facere iure concedis--afflicTOREM ac perdiTOREM non modo dignITATIS et auctorITATIS, sed omnino ordINIS ac nomINIS sui): afflictor neol. (98) (seguito da omeoteleuti).

Cic. Pis. 86 (VNVS tu dominus, VNVS aestimaTOR, VNVS uendiTOR tota in prouincia per triennium frumenti omnis fuisti): aestimator neol. (con l'omeoteleutico uenditor all'interno della triplice anafora di unus).

Cic. de or. 1, 210 (nam si forte quareretur QVAE ESSET ars imperatoris, CONSTITVENDVM putarem principio QVI ESSET imperator; QVI cum ESSET CONSTITVTVS administrator quidam belli gerendi): administrator neol. (99) (triplice ripetizione del nesso poliptotico quae/qui esset e figura etimologica tra constituendum / constitutus).

Cic. de or. 2, 54 (ceteri non exornATORES rerum, sed tantummodo narrATORES fuerunt) (100): exornator neol. (101)--narrator neol. (102).

Cic. part. orat. 10 (nam AVT AVsculTATOR modo est qui AVdit AVT discepTATOR, id est rei sententiaeque moderATOR): auscultator neol. (103) (allitterazioni).

Cic. Planc. 81 (quis est nostrum liberaliter EDVCATVS, CVI NON educaTORES, CVI NON magistri sui atque docTORES, CVI NON locus ipse ille mutus ... in mente uersetur): educator neol. (104) (i due sostantivi omeosuffissali sono alla fine di cola, legati da una anafora bimembre (cui non); educator e in figura etimologica con educatus).

Cic. rep. 1, 5 (uicTOREM domiTOREMque): domitor neol. (105)

Cic. Mil. 35 (fuit ulTOR iniuriae, poeniTOR doloris sui): poenitor neol., hapax ciceroniano.

Cic. Mil. 39 ([P. Lentulus] ulTOR Sceleris illius, propugnaTOR Senatus, defenSOR Vestrae Voluntatis, Patronus Publici consensus, restituTOR Salutis meae, septem praeTORES octo tribuni plebei, illius aduersarii defenSORES mei, Cn. Pompeius aucTOR et dux mei reditus): restitutor neol. (106) (agli omeoteleuti dei primi quattro nomina agentis seguono allitterazioni in /S/e in /V/).

Cic. Mil. 50 (ille latronum occultaTOR et recepTOR locus): occultator neol. (107)--receptor neol. (108).

Cic. fam. 2, 9, 3 (te uero, mi Rufe, diligo, quem mihi fortuna dedit amplificaTOREM dignitatis meae, ulTOREM non modo INimIcORVM sed etiam INuIdORVM meORVM): amplificator neol. seguiti da allitterazioni e omeoptoti (amplificator e presente solo in Cicerone e in tutti i tre casi in omeoteleuto) (109).

Cic. Att. 8, 3, 3 (istum in rem publicam ILLE AluIT, AuxIT, ArmauIT, ILLE legibus per uim et contra auspicia ferendis AVCTOR, ILLE Galliae ulterioris ADIVnCTOR, ILLE geneR, ILLE in adoptando P. Clodio AVguR, ILLE REsTItuENDI mei quam RETInENDI studiosiOR, ILLE PROuinciae PROpagaTOR, ILLE absentis in omnibus ADIVTOR, idem etiam tertio consulatu, postquam esse defenSOR rei publicae coepit, contendit): adiunctor hapax assoluto--propagator neol. (110) (i primi quattro nomina agentis sono all'interno di una martellante anafora di otto elementi) (111).

Varro ling. Lat. 5, 18, 94 (similis causa quae ab scientia uoca<n>tur aliqua ut praestigiATOR, moniTOR, nomenclATOR; sic etiam quae a spatio quodam dicuntur, curSOR, natATOR, pugil ... Haec si minus aperta: VINdemiATOR, VEstigATOR et VEnATOR, tamen idem, quod VINdemiATOR uel quod VINum legit dicitur uel quod de VIti id demunt; VESTIGATOR a VESTIGIIS ferarum quas indagatur; VENATOR a VENTO, quod sequitur ceruum ad VENTVM et in VENTUM): natator (112)--uindemiator (113)--uestigator (tre neologismi e hapax varroniani; gli ultimi due sono legati da allitterazione anche a uenator; vi sono due figure etimologiche (uindemiator/uinum; uestigator/uestigiis) e poliptoti (uento/uentum).

Cic. Brut. 246 (cum iudice ipso cuius deleniTOR esse debet oraTOR, iurgio saepe contenderet): delenitor neol. (114).

Cic. or. 61 (non enim inuenTOR AVT composiTOR AVT acTOR <qui> haec complexus est omnia, sed ET GraecE ab ELOQVENDO rheTOR ET LatinE ELOQVENS dictus est): compositor neol. (115) (serie di tre vocaboli in -tor, in antitesi ad un quarto (rhetor), che e al centro di un polisindeto, et/et, di un omeoteleuto, Latine/Graece, e di un poliptoto, eloquendo /eloquens).

Cic. Tim. 17 (hanc igitur habuit rationem effecTOR mundi et moliTOR deus): molitor neol., hapax ciceroniano (116).

Cic. nat. 2, 41 (hic noster ignis, quem usus uitae requirit, CONfecTOR est et CONsumpTOR omnium): consumptor neol. (117) (due sinonimi isosillabici con allitterazione preverbiale).

Cic. nat. 2, 86 (omnium autem rerum quae natura administrantur SeminATOR ET SATOR ET parens ut ita dicam atque educATOR ET AlTOR est mundus): seminator neol. (118) (la prima coppia omeoteleutica e anche allitterante, legata dalla stessa radice del verbo sero (119) e formata da termini tecnici della lingua agricola, impiegati in senso traslato, di significato quasi identico e in relazione semantica tra loro, cosi come lo sono i membri della seconda coppia).

Cic. Phil. 2, 110 (hunc TV COMpranSORIBVS TVIS et CONluSORIBVS diuidebas): compransor hapax assoluto (con allitterazione prefissale).

Cic. off. 1, 1, 3 (nisi forte Demetrius Phalereus in hoc numero haberi potest disputATOR subtilis orATOR parum uehemens dulcis tamen ut Theophrasti discipulum possis agnoscere): disputator neol. (120).

Bell. Afr. 12, 1 (per speculaTORES et antecesSORES equites nuntiatur): antecessor neol. (121).

Sall. Cat. 5, 4 (animus audax, subdolus, uarius, cuius rei lubet SIMVLATOR ac disSIMVLATOR): dissimulator neol. (costituisce un'efficace coppia etimologica con simulator, entrambi hapax sallustiani) (122).

Catull. 10, 12 s. (praesertim quibus esset irrumaTOR/praeTOR ...): irrumator neol. (123) (omeoteleuto a inizio e fine di due versi).

Verg. Aen. 7, 651 (Lausus, ecum DomiTOR DebellaTORque ferarum): debellator neol. (124) (coppia allitterante a cavallo della cesura pentemimere).

Hor. serm. 1, 3, 128 s. (ut, quamuis tacet Hermogenes, canTOR tamen atque/ optimus est modulaTOR; ut Alfenus uafer, omni): modulator neol. (hapax oraziano).

Hor. epist. 2, 2, 130 (in uacuo laetus sesSOR plauSORque theatro): plausor neol. (125).

Liu. 1, 28, 6 (METTIVS ille est ducTOR itineris HVIVS, METTIVS idem HVIVS machinaTOR belli, METTIVS foederis Romani Albanique rupTOR): ruptor neol. (tre nomina agentis all'interno di una triplice anafora; duplice ripresa del dimostrativo).

Liu. 3, 72, 4 (populum Romanum quadruplaTORIS et intercepTORIS litis alienae personam laturum): interceptor neol. (126).

Liu. 4, 19, 3 (hicine est inquit rupTOR foederis humani uiolaTORque gentium iuris?): uiolator neol.

Liu. 35, 45, 3 (reconciliATORE pacis et disceptATORE de iis quae): reconciliator neol. (127) (hapax liviano).

Ouid. fast. 2, 63 (TEMPLORVM POSiTOR, TEMPLORVM rePOSTOR): positor neol. (128)--repostor hapax assoluto (isosillabici, collocati alla fine di un emistichio, formano figura etimologica e sono preceduti dallo stesso lessema).

Vell. 1, 17, 4 (hoc idem euenisse grammaticis plastis picTORIBVS scalpTORIBVS): scalptor neol. (hapax velleiano).

Colum. rust. 1, praef. 3 (uocis et Cantus modulATOREM nec minus Corporis gesticulATOREM scrupulosissime requirant saltATIONIS ac musicae rATIONIS studiosi ... quod quis agere uelit, consultissimum recTOREM adhibeat, denique animi sibi quisque formaTOREM praecepTOREMque uirtutis e coetu sapientium arcessat): gesticulator neol. (129).

Colum. rust. 2, 12, 1 (ut iam percenseamus, quot operis in aream perducantur ea, quae terrae credidimus, tritici modii quattuor uel quinque bubulcorum operas occupant quattuor, occaTORIS VNAM, SARTORIS duas primum et VNAM cum iterum SARIVNTVR, runcaTORIS VNAM, mesSORIS VNAM et dimidiam; in totum summam operarum decem et dimidiam): runcator neol. (130) (serie di quattro vocaboli in -tor; vi sono anche la quadruplice ripresa di unus e la figura etimologica sartoris/sariuntur).

Colum. rust. 11, 1, 12 (nam et ARaTOR reperiatur aliquis bonus et optimus FosSOR aut Foeni secTOR nec minus ARboraTOR et uiniTOR, tum etiam ueterinarius et probus pasTOR): arborator neol. (131) (sequenza di sei nomina agentis in -tor).

Sen. ep. 27, 7 (Suasit illi Satellius Quadratus, Stultorum diuitum ADROSOR, ET QVOD sequitur, ADRISOR, ET QVOD duobus his adiunctum est, deRISOR, ut grammaticos haberet analectas): due hapax assoluti adrosor--adrisor (isosillabici, allitteranti, il secondo crea figura etimologica con il seguente derisor) (132).

Sen. ep. 109, 14 (illi opus est alieno consilio QVOMODO medico, QVOMODO guberNATORI, QVOMODO aduocato et litis ordiNATORI): ordinator neol. (133) (all'interno di una triplice anafora).

Sen. ben. 4, 7, 1 (quotiens uoles, tibi licet aliter hunc aucTOREM rerum nostrarum conpellare; et Iouem illum optIMVM ac maxIMVM rite dices ET tonanTEM ET staTOREM, qui non, ut historici tradiderunt, ex eo, quod post uotum susceptum acies Romanorum fugientium STETIT, sed quod STANT beneficio eius omnia, STATOR STAbiliTORque est): stabilitor neol. (134) (l'hapax senecano crea una coppia omeoteleutica e anche etimologica con stator che richiama il precedente verbo sto (stetit/ stant) e rende piu forte l'immagine di Giove come colui che da stabilita al creato ed e il sostegno di tutto.

Plin. nat. 18, 329 (hunc CAueat INsiTOR CAlamis gemmisque INoculaTOR): inoculator hapax assoluto (in allitterazione prefissale con l'omeoteleutico insitor).

Stat. silu. 2, 7, 5 ss. (ipsi quos penes est honor canendi, / uocalis citharae ReperTOR Arcas, / et tu Bassaridum RotaTOR Euhan): rotator neol. (135)(solo in questo passo di Stazio; i due lessemi omeoteleutici sono anche isosillabici e allitteranti).

Plin. ep. 6, 23, 5 (fauTOR etiam commendaTORque): commendator neol. (136)

Plin. ep. 8, 12, 1 (ipsarum denique litterarum iam senescentium REducTOR ac REformaTOR): reformator neol. (hapax pliniano in allitterazione prefissale con reductor).

Plin. ep. 10, 29, 1 (ut te condiTOREM disciplinae militaris firmaTOREMque consulerem de modo poenae): firmator neol. (hapax pliniano) (137).

Plin. paneg. 49, 6 (non enim ante medium diem distentus solitaria Cena specTATOR adnoTATORque Conuiuis tuis immines): adnotator neol. (138) (i due nomina agentis omeoteleutici sono circondati da un' allitterazione in /c/).

Plin. paneg. 92, 3 (TV comitiis NOSTRIS PRAEsidere, TV NOBIS sanctissimum illud carmen PRAEire dignatus es, TVO iudicio consules facti, TVA uoce renuntiati sumus, ut idem honoribus nostris suffragATOR IN Curia, IN Campo declarATOR exsisteres): declarator hapax assoluto (in chiasmo con suffragator e gli elementi intermedi sono in allitterazione; da notare la precedente iterazione di tu, l'allitterazione praesidere/ praeire, la figura etimologica nostris /nobis e il poliptoto tuo /tua).

Tac. ann. 2, 20, 4 (sensit dux imparem comminus pugnam remotisque paulum legionibus fundITORES librlTORESque excutere tela ... iubet): libritor neol. (troviamo libritores (139), al posto di libratores, per omofonia con il precedente isosillabico funditores. Il sostantivo libritor, che compare unicamente in questi due passi di Tacito (140), e anche un'innovazione semantica, si collega al verbo libro, in riferimento all'atto di vibrare in alto un'arma da tiro prima di un lancio (141) e ha la connotazione tecnica (142) di colui che scaglia pietre alquanto grosse con una correggia, con un attrezzo di cuoio, come l'altro termine militare funditor designa colui che lancia pietre e palle di piombo con una fionda, mentre librator negli altri autori, a partire da Frontino (aq. 105), Plinio (ep. 10, 50), ha l'accezione di "livellatore" (143), di colui che mantiene in equilibrio ad esempio l'universo (Tert. Herm. 32).

Tac. ann. 3, 28, 1 (suarumque legum aucTOR idem ac subuerSOR, quae ARMIS tuebatur, ARMIS amisit): subuersor neol. (144) (con presenza di iterazione lessicale).

Suet. Tit. 8, 12 (inter aduersa temporum et delATORES amendATORESque erant ex licentia ueteri): amendator hapax assoluto.

La lezione e data dai codici M, Q, R (scelta ad esempio da M. Ihm, Lipsia 1933), mentre i codici P, O, S, T hanno invece mandatores (stampato da J. C. Rolfe, Cambridge 1914 (1) [=1959]) che e comunque un neologismo di Svetonio e allude a coloro che brigavano per far mandare i loro nemici in esilio ed erano i favoreggiatori dei delatori.

Suet. Vit. 14, 2 (tum faenerATORVM RVMque, qui umquam se aut Romae debitum aut in uia portorium flagitassent, uix ulli pepercit): stipulator neol. (145) (i nomina agentis sono isosillabici).

Flor. 1, 45, 9 (nec Rhenus ergo immunis; nec enim fas erat ut liber esset receptaTOR hostium atque defenSOR): receptator neol. (146) (hapax floriano).

Fronto 215, 15 V. d. H. (2) (Numa Senex Sanctissimus nonne inter liba et decimas profanandas et suouetaurilia mactanda aetatem egit epulORVM dictATOR, cenARVM libATOR, feriARVM promulgATOR?): libator hapax assoluto--promulgator neol. (147) (preceduti da vocaboli omeoptotici).

Gell. 5, 21, 6 (subscripTORES approbaTORESque): approbator neol. (148) (hapax gell.).

Gell. 11, 5, 2 (id ferme significat quasi 'quaesiTORES' et 'consideraTORES'): considerator neol. (hapax gell.).

Gell. 11, 7, 7 ss. (quonam usque nos bouinator hic demoratur? atque id uoce magna ter quaterque inclamauit: "bouinator est". Commurmuratio fieri coepta a plerisque qui aderant, quasi monstrum uerbi admirantibus. At ille ... 'non enim Lucilium' inquit 'legistis, qui tergiuersATOREM bouinATOREM dicit?): tergiuersator neol. (149) (creato quasi come spiegazione di bouinator che e rarissimo, di senso poco chiaro e di origine sconosciuta, rilevato in un verso di Lucilio, riportato da Gellio (150) e che potrebbe quindi indicare "uno che indugia, che tira in lungo," con la connotazione negativa di insolenza (151)).

Apul. (152) apol. 6, 3 (COMplanaTOREM tumidVLAE gingiuVLAE/CONuerriTOREM pridianAE reliquiAE): complanator--conuerritor entrambi sono hapax assoluti (stanno ad inizio verso, isosillabici, con allitterazione preverbiale, seguiti da vocaboli omeoteleutici e omoeptotici) (153).

Apul. apol. 22, 9 s. (IPSE denique HERCVLES inuictus--quoniam haec tibi ut quaedam mendicabula animis sordent--, IPSE inquam HERCVLES lustrATOR orbis, purgATOR ferarum, gentium domiTOR): i due neologismi e hapax apul. lustrator--purgator sono isosillabici con domitor, che e pure in chiasmo; vi e anche l'iterazione del binomio ipse ... Hercules.

Apul. apol. 64, 7 (summus ANIMI geniTOR, aeternus ANIMantum sospitaTOR, assiduus mundi sui OPIFEX, sed enim SINE OPERA OPIFEX, SINE cura sospitaTOR, SINE propagatione geniTOR): sospitator neol. (154) (l'architettura fonica del contesto e formata dalla duplice ripresa di genitor e di sospitator, da due figure etimologiche, animi/animantum; opera/opifex, dalla geminatio di opifex e dalla triplice anafora di sine) (155); cf. anche mund. 24 sospitaTOR quidem ille, geniTOR est omnium.

Apul. apol. 74, 5 (HIC est enim pueruli huius instigaTOR, HIC Accusationis auCTOR, HIC Aduocatorum COnduCTOR, HIC testium COempTOR, HIC totIVS Calumniae Fornacula, HIC Aemiliani huIVS Fax et Flagellum, ... est enim OMNIVM litiVM depecTOR, OMNIVM falsorVM COmmentaTOR, OMNIVM simulationVM architectus, OMNIVM malorVM seminarium): coemptor neol. (156)--depector hapax assoluto--commentator neol. (157), hapax apuleiano (i primi quattro nomina agentis del passo sono all'interno di una catena anaforica con hic e gli ultimi due sono inclusi nella ripetuta anafora di omnium) (158).

Apul. flor. 4, p. 5 (OMNIs uoculae Melleus MODulATOR et idem OMNIMODIS peritus MODificATOR): modificator hapax assoluto (allitterante e legato da figura etimologica a modulator, entrambi derivano dal tema * modo (159); sono messi alla fine di due cola i cui primi elementi omnis/ omnimodis sono in rapporto etimologico).

Apul. flor. 15, p. 22 (primus philosophiae nuncupaTOR et condiTOR): nuncupator hapax assoluto.

Apul. flor. 16, p. 24 (ET patruus ObIVrgATOR ET sodalis OpItVlATOR ET miles proeliATOR): opitulator neol. (160) (tra i primi due termini in -tor vi sono allitterazione e assonanza vocalica); cf. Socr. 16 (infra p. ???).

Apul. flor. 17, p. 31 (tantae amicitiae cupiTOR quam gloriaTOR, quoniam CVPERE nemo nisi uere POTEST, POTEST autem quiuis falso GLORIARI): gloriator neol. (hapax apuleiano; cupitor e gloriator sono la proiezione nominale dei rispettivi verbi, cupere--gloriari, che si leggono subito dopo; vi e anche la ripresa di potest a stretto contatto, in chiasmo).

Apul. flor. 17, p. 32 (ille immanIVM BEstiARVM deleniTOR, hic misericordIVM BEluARVM oblectaTOR): oblectator neol. (161) (isosillabico con delenitor, preceduti da vocaboli omeoptotici e allitteranti).

Apul. met. 7, 26 (meum uero Bellerofontem, abacTOREM indubitaTVM cruenTVMque percusSOREM criminantes, ad casas interim suas uinctum perducunt): abactor neol. (hapax apuleiano, isosillabico e in chiasmo con percussor).

Apul. mund. 1 (DIuiSOR et DIsterminaTOR mundi, orbem terrae in medietate constituens): disterminator hapax assoluto (in allitterazione sillabica con diuisor).

Apul. mund. 26 (ex eo numero erant EXcurSORES diVRNI atque noctVRNI, EXploraTORES ac nuntii, speculatorum incenSORES adsidui): incensor neol. (hapax apuleiano; i primi due nomina agentis sono allitteranti; presenza anche di omeoteleuto diurni/nocturni).

Apul. mund. 35 (quod est IN triremi gubernaTOR, IN curru recTOR, praecenTOR IN choris, lex IN urbe, dux IN exercitu, hoc est IN mundo deus): praecentor neol. (hapax apuleiano, in chiasmo con rector a stretto contatto; insistita iterazione della preposizione in per sottolineare il susseguirsi di numerosi luoghi, la cui somma e il mondo stesso).

Apul. mund. 37 (FVLgurATOR ET tonitrualis ET FVLminATOR etiam imbriciTOR ET item dicitur serenATOR; ET plures eum frugiferum uocant, multi urbis custodem, alii hospitALEM, amicALEM et omnium officiorum nominibus appellant. EST militaris, EST triumphATOR et propagATOR): fulminator neol. (162)--serenator hapax assoluto--triumphator neol. (cf. anche apol. 17, 8 TRIVMPHATOR paucioris seruos habuit quam TRIVMPHOS); tutti i sei nomina agentis sono isosillabici; i primi due epiteti della divinita, fulgurator e fulminator, quasi sinonimi, sono anche uniti da allitterazione e da un legame etimologico (163); fulgurator e una neoformazione semantica, perche solo in questo punto di Apuleio ha il significato di "folgoratore, che manda dei lampi", mentre negli altri passi in cui ricorre (ad esempio in Cato orig. 20, 2 Pet. (2); Cic. diu. 2, 109; Apul. Socr. 7) denota l'aruspice interprete del fulmine; vi e anche un marcato polisindeto, l'anafora di est e l'omeoteluto hospitalem/amicalem.

Apul. Plat. 1, 190 (geniTOR rerumque omnium exstrucTOR, BEATus et BEATificus): exstructor (164) neol. (isosillabico con genitor, seguiti da aggettivi allitteranti e con la stessa radice).

Apul. Plat. 2, 7 (qui est SVffragATOR bonORVM et malORVM SVbiugATOR): subiugator prima attestazione e hapax apuleiano (allitterante e in chiasmo con suffragator e omeoptoto centrale).

Apul. Socr. 5 (CVI Votum nuncupabo? CVI Victimam caedam? QVEM miseris auxiliATOREM, QVEM fauTOREM bonis, QVEM aduersATOREM malis in omni uita ciebo?): aduersator neol. (165) (hapax apuleiano all'interno di una triplice anafora).

Apul. Socr.16 (domesticVS speCVlATOR, propriVS CVrATOR, intimVS CogniTOR, adsiduVS obseruATOR, INdiuiduus arbiter, INseparabilis testis, malORVM imPROBATOR, bonORVM PROBATOR, si ritE animaduertATVR, sedulo COgnoscATVR, ReligiosE COlATVR, ita ut a Socrate IustiTIA et InnocenTIA cultus est, in rebus incertIS PRospecTOR, dubiIS PRaemoniTOR, periculosIS tutATOR, egenIS opitulATOR qui tibi queat TVM insomniIS, TVM signIS, TVM etiam fortasse coram, cum usus postulat, malA auerruncARE, bonA prosperARE, humiliA sublimARE, nutantiA fulcIRE, obscurA clarARE, secundA regERE, aduersA corrigERE): improbator neol.--prospector neol.--praemonitor hapax assoluto (i nomina agentis formano figura etimologica (improbator/probator), allitterazioni (Curator/Cognitor--PRospector/ PRaemonitor) e sono inseriti in un contesto ricco di ripetute allitterazioni, omeoptoti, omeoteleuti ed anafore) (166).

1.3 In conclusione, sono stati rintracciati 163 neologismi in -tor (-sor) (e di questi 28 sono hapax assoluti), creati in assonanza con altri termini omeosuffissali.

Per fornire al lettore una piu facile comprensione, ho scelto di riportare i risultati della ricerca anche in una tabella in cui compaiono tutti i neologismi in ordine alfabetico e ho separato quelli che, dopo la prima occorrenza, vengono riutilizzati ancora nello stesso autore o in autori posteriori (e li ho indicati con la lettera A) da quelli che sono hapax assoluti (contraddistinti dalla lettera B).
Neologismi         Riutilizzati      Hapax
in -tor                            assoluti

Abactor                  A
Adiunctor                              B
Administrator            A
Adnotator                A
Adrisor                                B
Adrosor                                B
Adsentator               A
Aduersator               A
Aestimator               A
Afflictor                A
Amendator                              B
Amplificator             A
Antecessor               A
Approbator               A
Arborator                A
Auditor                  A
Auscultator              A
Auersor                                B
Bellator                 A
Calator                  A
Cauillator               A
Circumscriptor           A
Coemptor                 A
Commendator              A
Commentator              A
Complanator                            B
Compositor               A
Compransor                             B
Concitator               A
Conditor                 A
Considerator             A
Consuasor                              B
Consumptor               A
Contortor                A
Conuerritor                            B
Conuiciator              A
Corrumptor               A
Dator                    A
Debellator               A
Declarator                             B
Deductor                 A
Delenitor                A
Delitor                                B
Depector                               B
Depeculator              A
Deprecator               A
Despoliator              A
Diribitor                A
Disputator               A
Dissimulator             A
Dissuasor                A
Disterminator                          B
Domitor                  A
Dormitator               A
Ductor                   A
Educator                 A
Emendator                A
Ereptor                  A
Exorator                 A
Exornator                A
Expulsor                 A
Extinctor                A
Extortor                 A
Extructor                A
Factor                   A
Fictor                   A
Firmator                 A
Fugitor                                B
Fulminator               A
Gesticulator             A
Gestor                   A
Gloriator                A
Improbator               A
Impulsor                 A
Incensor                 A
Inceptor                 A
Indagator                A
Inoculator                             B
Instimulator                           B
Instructor               A
Interceptor              A
Intercessor              A
Inuestigator             A
Irrumator                A
Lapidator                A
Libator                                B
Liberator                A
Libritor                 A
Lustrator                A
Messor                   A
Modificator                            B
Modulator                A
Molitor                  A
Narrator                 A
Natator                  A
Nuncupator                             B
Obiurgator               A
Oblectator               A
Oblocutor                A
Occator                  A
Occultator               A
Opitulator               A
Ordinator                A
Pactor                                 B
Palpator                 A
Penator                                B
Perditor                 A
Perfector                A
Pignerator               A
Piscator                 A
Pistor                   A
Plausor                  A
Poenitor                 A
Positor                  A
Possessor                A
Potator                  A
Praecentor               A
Praedicator              A
Praemonitor                            B
Praemonstrator                         B
Probator                 A
Promulgator              A
Propagator               A
Propugnator              A
Prospector               A
Purgator                 A
Receptor                 A
Receptator               A
Reconciliator            A
Reformator               A
Repostor                               B
Repressor.               A
Restitutor               A
Rotator                  A
Runcator                 A
Ruptor                   A
Salutator                A
Sartor                   A
Sator                    A
Scalptor                 A
Screator                               B
Sector                   A
Seminator                A
Serenator                              B
Sospitator               A
Spoliator                A
Sponsor                  A
Sputator                               B
Stabilitor               A
Stipulator               A
Suasor                   A
Subiector                              B
Subiugator               A
Subuersor                A
Tergiuersator            A
Translator               A
Tritor                   A
Triumphator              A
Vitor                    A
Vestigator               A
Vexator                  A
Vindemiator              A
Violator                 A


Di queste nuove formazioni in -tor, 83 sono impiegate una sola volta dall'autore in cui fanno la loro prima comparsa; delle rimanenti, molte sono rare, poco usate dagli scrittori posteriori; in qualche caso (167) sono riprese piu volte dallo stesso autore, ma sempre in iuncturae omeoteleutiche.

Sono presenti soprattutto nelle opere di prosa (118 contro 45 in poesia), in particolare in Cicerone (57) e in Apuleio (26); in poesia le piu numerose sono in Plauto (30).

Il suffisso -tor, che, nel corso del latino e stato molto produttivo, designa, di solito (168), colui che abitualmente fa una particolare azione.

Anche i neologismi qui rilevati delineano un complesso di attivita consuete, costituenti l'impronta individuale di una persona, cosi caratterizzano il suo mestiere (come pistor, il "fornaio", in Plaut. Trin. 407 o uitor, il "fabbricatore di canestri", in Plaut. Rud. 990), la sua funzione sociale, il suo posto nella societa (come diribitor, lo "scrutatore" nei processi, in Cic. red. sen. 28 o deductor, l'"accompagnatore di un candidato", in Q. Cic. pet. 34) oppure molto spesso segnalano una peculiare disposizione d'animo, costante della personalita (cf. ad esempio in Sall. Cat. 5, 4 simulator ac dissimulator per Catilina) o un'inclinazione stabile di un particolare modo di comportarsi (despoliator/corruptor per un truffatore, ladro e corruttore in Plaut. Trin. 240 s.).

Sono quasi tutti deverbativi (11 (169) derivano da frequentativi), tranne 4 (170) che partono da sostantivi (171).

Si e notato che i sostantivi in -tor si propagano per contiguita con altre forme omologhe: le coppie omeoteleutiche sono le piu numerose, pero sovente si presentano sequenze di piu vocaboli omeosuffissali, con il grado di frequenza indicato nella tabella seguente.
Coppie omeoteleutiche                    82
Sequenze di 3 lessemi omeoteleutici      20
Sequenze di 4 lessemi omeoteleutici       9
Sequenze di 5 lessemi omeoteleutici       2
Sequenze di 6 lessemi omeotelutici        5
Sequenze di 7 lessemi omeoteleutici       1
Sequenze di 10 lessemi omeoteleutici      1
Sequenze di 11 lessemi omeoteleutici      1


In nove casi (172) i termini sono anche corradicali. A volte l'omofonia si estende oltre il suffisso -tor e abbraccia la vocale precedente o piu fonemi fino a creare parole diverse solo per qualche lettera, al limite della paronomasia (173).

Abbiamo sempre cercato di porre in risalto il contesto fonico che fa da sfondo ai neologismi omeoteleutici che non di rado sono in rilievo, in posizione chiave, all' inizio o alla fine di un verso o di un periodo, spesso avvalorati dall'isosillabismo e dall'allitterazione e quasi sempre posti all'interno di ricercate architetture, ricche di figure di suono (si veda la tabella seguente) e sovente alla funzionalita fono-ritmica si unisce anche una funzionalita semantica.
Figure retoriche        Casi

Allitterazioni           68
Figure etimologiche      27
Anafore                  18
Omeoteleuti              16
Iterazioni lessicali     15
Omeoptoti                10
Poliptoti                 9
Geminazioni               1


Si puo, dunque, concludere che e proprio la particolare struttura fonosemantica del contesto a creare molte volte, grazie a rapporti associativi, le condizioni necessarie per la formazione e l'introduzione di innovazioni lessicali.

Claudia Facchini Tosi

Universita degli Studi di Bologna

claudia.facchini@unibo.it

* Recebido em 15-12-2013; aceite para publicacao em 06-03-2013.

(1) Cf. ad esempio T. TODOROV, Theorie de la litterature, Zurich, 1965, pp. 40 ss.; V. Erlich, Il formalismo russo, trad. it., Milano, 1966, pp. 76 ss.; R. JAKOBSON, Questions de poetique, Paris, 1973, pp. 190 ss.; J. KRISTEVA, La revolution du language poetique, Paris, 1974, pp. 221 ss.; P. ZUMTHOR, Langue, texte, enigme, Paris, 1975; P. DELBOUILLE, Poesie et sonorites. Les nouvelles recherches, Paris, 1984; S. CAPPELLO, Le reseau phonique et le sens. L'interaction phono-semantique en poesie, Bologna, 1990.

(2) Per tutti possiamo ricordare A. TRAINA, Forma e suono, Bologna, 19992 (19771) e la bibliografia ivi citata. Cf. anche I. DIONIGI, "Suono e forma, testo e cosmo: Lucr. 1, 305 s.", MD, 15, 1985, pp. 125-135; C. FACCHINI TOSI, "Forma e suono in Apuleio", Vichiana, 15, 1986, pp. 98-168; id, Euphonia. Studi di fonostilistica (Virgilio, Orazio, Apuleio), Bologna, 2000; R. UGLIONE, "Innovazioni morfologiche, semantiche, lessicali di matrice fonica in Tertulliano", CCC, 12, 1991, pp. 143-172; id, "Gli hapax tertullianei di matrice fonica", BStudLat., 25, 1995, pp. 531-541.

(3) Per lo spoglio del materiale mi sono servita per ogni vocabolo (ma per non appesantire troppo il lavoro non li ho sempre citati) degli attuali strumenti informatici, dei vari dizionari come ad esempio del Thesaurus linguae Latinae, Lipsia, 1900; E. FORCELLINI, Totius Latinitatis Lexicon, Padova, 19405 [=Bologna 1965]; C. Lewis, C. Short, A latin dictionary, Oxford, 1879 [=1980] (cit. L. S.); AA.VV., Oxford latin dictionary, Oxford, 1968-1982 (cit. O. L. D.) oppure dei lessici etimologici come A. ERNOUT, A. MEILLET, Dictionnaire etymologique de la langue latine, Paris, 1959 (4) [=1979] (cit. D. E. L.); A. WALDE, J. B. HOFMANN, Lateinisches etymologisches Worterbuch, Heidelberg, 1965 (4) (W. H).

(4) Sui temi in -tor cf. in generale ad esempio E. Benveniste, Noms d'agent et noms d'action en indo-europeen, Paris, 1948, pp. 57 ss.; F. Bader, La formation des composes nominaux du latin, Paris, 1962, pp. 260 ss.; A. WEISCHE, Zur stilistischen Funktion der mit dem Suffix -tor gebildeten nomina agentis, in Studien zur politischen Sprache der romischen Republik, Munster, 1966, pp. 105-111; M. FRUYT, "La plurivalence des noms d'agent latins en -tor: lexique et semantique", Latomus, 49, 1990, pp. 59-70; G. Serbat, Les derives latins non deverbaux en -tor (-trix), in AA. VV., Miscellanea linguistica Graeco-Latina, Namur, 1993, pp. 139-166; M. Watmough, "The suffix '-tor: agent-noun formation in Latin and the other Italic languages", Glotta, 73, 1995-1996, pp. 80-115; J. HOFMANN, A. SZANTYR, Stilistica latina, ed. it. a cura di A. TRAINA, Bologna 2002, pp. 99, 298, e la bibliografia ivi citata; L. PULTROVA, "The Latin nomina agentis in -tor", LF, 130, 2007, pp. 251-264.

(5) Attualmente e in via di pubblicazione (GIF 2013) uno studio (C. FACCHINI TOSI, "Neologismi di nomina agentis in -trix"), impostato secondo le stesse linee, sui neologismi formati con il corrispondente suffisso femminile -trix.

(6) Cf. ad esempio L. NICOLINI, Ad lusum lectoris: etimologia e giochi di parole in Apuleio, Bologna, 2011, pp. 64 e 153.

(7) Nella presentazione dei passi ho sempre segnalato, con il grassetto, i neologismi in -tor e i nomina agentis omeotelutici; ho evidenziato, con le lettere maiuscole, le varie figure foniche presenti nello stesso contesto dei neologismi.

(8) Sartor, come forma contratta di saritor, pare derivare da sario, "sarchiare il terreno" (cf. D. E. L., s. v. sario); cf. Prob. app. p. 202, 29 Keil inter sartorem et sarcitorem hoc interest, quod sartorem agrum sarientem significat, sarcitorem autem uestem sarcientem demonstrat.

Cf. il commento di W. M. LINDSAY, Cambridge, 1930 [=1961], ad loc. "sartor = saritor, "hoer" ... The assonance with sator ... commends the unusual methaphor to Hegio in his heated outburst. That it is not the verbal noun from sarcio, wilfully misunderstood by Tindarus, is clear from the rest of the line".

(9) Cf. infra p. 457.

(10) "Adds the finishing touch to sator and sartor" (W. M. LINDSAY, op. cit., ad loc.)

(11) Sartor esiste in senso figurato anche in Cic. Verr. 2, 1, 103; in senso proprio ad esempio in Varro rust. 1, 29, 2; 3, 2, 5 sarTORIS et pasTORIS ; Colum. rust. 2, 12, 1 occATORIS ... sarTORIS ... runcATORIS ... mesSORIS e nel tardo latino; cosi messor, dopo Plauto, si trova, in senso traslato, poche volte nel latino cristiano, mentre in tutti gli altri autori (ad esempio in Cicerone, Orazio, Properzio, Ovidio) ha il suo significato proprio. Solo sator e frequente in poesia con il valore metaforico positivo di creatore di citta, progenitore di razze, soprattutto riferito ad una divinita, a partire da Pacuu. 295 Ribb. 3 regum imperATOR, aeternus hominum sATOR.

(12) Cf. infra p. 460.

(13) Cf. infra p. 464.

(14) Cf. infra p. 467.

(15) Inoltre per dissimulator si puo osservare che "la finale esametrica da spicco all'opposizione etimologica di rilevante peso" (I. MARIOTTI, Gaio Sallustio Crispo. Coniuratio Catilinae, a cura di I. M., Bologna, 2007, p. 212); sul passo cf. anche P. MCGUSHIN, Sallustius Crispus. Bellum Catilinae--A commentary, Lugduni Batavorum, 1977, ad loc.

(16) Cf. infra p. 468.

(17) Il verbo adrodo si legge da Cicerone, mentre il sostantivo semplice rosor solo nel latino cristiano; invece il verbo adrideo e gia in Plauto.

(18) Sulla paronomasia che "si appunta in questi due hapax beffardi" cf. A. TRAINA, Lo stile drammatico del filosofo Seneca, Bologna, 19874 [=1995], p. 55, n. 2.

(19) Sulla malcelata ironia di questo gioco paronomastico cf. anche G. LAUDIZI, Lettere a Lucilio. Libro terzo (epp. XXII- XXIX), Napoli, 2003, p. 211.

(20) Cf. infra p. 459.

(21) Cf. Varro ling. Lat. 6, 83 ab auribus uerba uidentur dicta: audio et ausculto. Si veda pero D.E.L. s. v. audio, p. 55: <<le frequentatif auscultare n'appartient pas non plus au groupe de audire; le rapport avec auris, souvent propose, n'est pas plus clair>>--cf. anche s. v. auris, p. 59 e s. v. ausculto, p. 60.

(22) Il nesso Galliae ulterioris adiunctor indica, in modo molto stringato, che Pompeo fece assegnare a Cesare anche il governo della Gallia Transalpina, in aggiunta a quello della Cisalpina e il senato decreto questo ampliamento alla provincia proconsolare di Cesare proprio per influsso di Pompeo; prouinciae propagator significa che Pompeo si adopero perche fosse prorogata la scadenza del governo di Cesare, che cosi fu riconfermato per altri cinque anni.

(23) Cf. infra p. 465.

(24) Su questo passo cf. M. FRUYT, loc. cit., pp. 65 ss.

(25) Cf. infra p. 462.

(26) Cf. Sen. con. exc. 6, 3 circumscriptores dici solent qui aliquid abstulerunt.

(27) Cf. infra p. 471.

(28) Cf. infra p. 472.

(29) Cf. V. HUNINK, Apuleius of Madauros--Pro se de magia (Apologia), ed. with comm. by V. H., Amsterdam, 1997, ad loc.: "a rare word with a negative meaning : he who makes a shameful contract".

(30) Cf. Thes. l. L, s. v. commentator, 1862, pp. 40 ss. "qui aliquod malum fingit".

(31) Cf. infra p. 473.

(32) I neologismi sono presentati seguendo l'ordine cronologico degli autori in cui compaiono e dove si puo, anche quello delle singole opere. (Per la cronologia degli scritti di Cicerone molto utile e stato N. Marinone, Cronologia ciceroniana, Roma, 1997). Ho escluso i casi in cui il sostantivo, costitutivo della figura di suono, aveva una precedente occorrenza nello stesso scrittore, pero senza legami omeosuffissali. Cosi ad esempio non sono stati considerati adscriptor e subscriptor, che formano una coppia omeoteleutica con figura etimologica in Cic. dom. 49 (uenalis adSCRIPTOR et subSCRIPTOR tuus) oppure uituperator di Cic. nat. 1, 5 (qua quidem in causa et beniuolos obiurgATORES placARE et inuidos uituperATORES confutARE possumus) perche, pur attestati per la prima volta in Cicerone, erano gia in opere anteriori a quelle sopra citate. Lo stesso giudizio riguarda il neologismo fellator di Mart. 11, 66, 1 ss. et delATOR es et calumniATOR / et fraudATOR es et negotiATOR / et fellATOR es perche esisteva in un precedente epigramma di Marziale (11, 30, 2).

(33) Sulla cronologia delle commedie di Plauto non ci sono notizie sicure. Solo dello Stichus e dello Pseudolus possiamo dare una data precisa, presa dalla didascalia, rispettiva mente 200 e 191 a. C.; percio si e seguito l'ordine alfabetico e per questo autore, contrariamente a quanto sopra detto, si sono registrati anche i lessemi che sono in altre commedie, oltre quella citata.

(34) Cf. supra p. 452.

(35) Compare anche in Cist. 373; Truc. 244; 247; 571; Verg. Aen. 1, 734; Sil. 6, 467 e di nuovo solo a partire da Tertulliano.

(36) Ricorre in Catone (agr. 13, 1 e in altri numerosi passi); in Svetonio (frg. p. 4, 10 R.) e di frequente nel latino cristiano.

(37) Su questo avverbio cf. L. PASETTI, Plauto in Apuleio, Bologna, 2007, p. 73.

(38) Si incontra in Plaut. Trin. 364 s. e spesso nel corso del latino.

(39) I codici Palatini hanno conditor (stampato da Ussing, Leo, Gray, Goetz), da intendersi con la i lunga, per evidenti motivi metrici; proviene dunque da condio ("condire") (cf. Th. l. L., s. v. conditor, 147, pp. 47 ss.) e indicherebbe colui che condisce un piatto saporito, come se Plauto, secondo il suo solito, giocasse sul doppio senso di ius "diritto" e ius "brodetto". Conditor, dopo Plauto, si vede molto raramente e nel tardo latino. Nel palinsesto Ambrosiano vi e condictor, accettato da editori come Lindsay, Ernout e difeso da DUCKWORTH, T. Macci Plauti Epidicus, Princeton, 1940, p. 347 per "the play upon sound". Si potrebbe spiegare sulla base del verbo condico, del sostantivo condictio, come colui che e destinato a notificare, che fissa la data e le modalita del procedimento, che crea tutte le leggi (cf. anche O.L.D. s. v. condictor). Anche questa variante e solo in Plauto. Cf. pero quanto dice A. TRAINA, op. cit., 1999 (2), p. 62, n. 28 "preferisco conditor di P non tanto per il gioco di parole iura condere / condire, quanto perche non si dice iura condicere, ma iura condere. In questo caso la rima ha agito sul copista".

(40) Hapax plaut., dopo Plauto solo in Sil. 16, 476 e nel latino cristiano. Deriva da poto frequentativo della radice*po.

(41) In Plauto anche in Rud. 126, poi in pochi casi nel tardo latino.

(42) Pure in Plaut. Pseud. 1009; Rud. 335 e in Suet. gramm. rhet. 12, 1.

(43) Ha il senso di "burlone, motteggiatore" in Truc. 683; Cic. Att. 1, 13, 2; di "sofista" in Sen. ep. 102, 20. Il verbo cauillor si legge pero a partire da Cicerone, percio il nomen agentis ha origine dal sostantivo cauilla, che era in Plauto; cf. G. Serbat, op. cit., pp. 140 e 147.

(44) Rarissimo, dopo Plauto ritorna solamente in autori del V-XI-XII sec. d.C.

(45) Proviene dal frequentativo sputo che tende a rimpiazzare spuo nella lingua parlata, cf. D.E.L. s. v. spuo, p. 644.

(46) Alta frequenza in tutto il latino.

(47) Anche in Pers. 597.

(48) Parola ingiuriosa per gli schiavi che logorano i ceppi. Poco utilizzata; ripetuta ancora in Plaut. Pers. 795 e in Plin. nat. hist. 35, 145.

(49) Molto raro; ricorre in questo passo di Plauto e solo nel latino giuridico.

(50) Cf. supra p. 454.

(51) Pure piscator e attestato per la prima volta in Plauto (cf. Capt. 813; Mil. 1183; Rud. 312; 978; 987; 994; Stich. 317; 359; Trin. 407; Vid. 54).

(52) Si incontra poi solo in Cod. Theod. 16, 2, 28.

(53) Anche in Pers. 780; Poen. 816.

(54) Oltre Plauto (hapax plaut.) lo usano Vitruvio, Columella, Frontone e Macrobio e in rari casi gli autori cristiani.

(55) Ancora in Asin. 200; 709; Capt. 807; Curc. 483; Epid. 121; Poen. 266.

(56) Si nota a partire da Plauto (Bacch. 927; Curc. 553; Epid. 492; Men. 187; Mil. 11; 1077; Pseud. 993; Truc. 615; 629).

(57) A. TRAINA, op. cit., 19992, p. 114.

(58) Viene dal frequentativo dormitare, che connota l'attenuazione di un'azione, quella del dormire, diluita nel tempo: qui ironicamente indica il ladro notturno che per abitudine sonnecchia di giorno e veglia di notte.

(59) Anche in Pers. 172. Per sector in un triplice omeoteleuto cf. ad esempio Cic. Verr. 2, 1, 52 (non contra accusaTOREM tuum, sed contra quaesiTOREM secTOREMque pugnare).

(60) Poi solo in Paul. Fest. 268, 22 L. penatores qui penus gestant. Deriva da un sostantivo penus "uocem a Catone iocose formatam eos, qui penum quaerunt, significare suspicatur" (Thes. l. L., s. v.penator, 1028, 62 ss.): qualifica un uomo come "colui che porta le provvigioni da bocca, i viveri" (cf. G. SERBAT, op. cit., pp. 153 e 161); per P. Cugusi, M. T. SBLEDORIO CUGUSI, Catone. Opere, Torino, 2001, ad loc. e il parallelismo con piscatores che da a penatores il valore di procuratores peni, "coloro che procurano i viveri, come pescatores sono coloro che procurano i pesci".

(61) "Praemonstrator is perhaps coined by Terence here because of adiutor and monitor" (F. G. BALLENTINE, P Terenti Afri Hauton Timorumenos, intr. e note di F. G. B., Boston, 1910, ad loc.). Anche monitor e neologismo terenziano, gia visto al v. 171 di questa commedia e percio lo abbiamo escluso.

(62) Lo ritroviamo solo in pochissimi passi di autori del III- IV secolo d. C. (ad es. in Avien. Phaen. 1).

(63) Scarsa frequenza; e attestato in Cicerone e poi nel latino tardo.

(64) Cf. supra p. 453.

(65) Hapax ter., rarissimo, di nuovo in August. Gaud. 1, 27, 31; 2, 8, 8.

(66) Dopo questo passo terenziano, ritorna poche volte in autori del X-XI-XIII sec. d. C., ad esempio in Rather. Veronen. nupt. 3 (alius quidam qui in alio nostro opere suppresso uocabulo uerborum conTORTOR legum uocatur disTORTOR narratu).

(67) Molto raro, hapax ter., poi ripetuto in pochi casi nel latino cristiano.

(68) E una congettura accettata da Ribbeck 1871 ad loc., mentre i codici di Apuleio (Socr. 24) e di Mario Vttorino (G.L.K. 6, 77, 2), che riportano il frammento di Accio, danno auctor (stampato da V. D'ANTO, L. Accio. I frammenti delle tragedie, Lecce, 1980, ad loc.; p. 426; J. DANGEL, Accius. Oeuvres (fragments), Paris, 1995, ad fr. 195). Ductor e ampiamente rilevato nella poesia posteriore ad Accio, come sinonimo di dux, ma di stile piu elevato.

(69) Cf. Thes. l. L., s. v. possessor, 102, 15 ss. "legitur in formulis iuris inde a lege agr. (CIL I2 585)".

(70) Anche in Cic. Sest. 125 illi contionum moderaTORES, legum domini, ciuium expulSORES?; Nep. Dion. 10, 2 liberaTOREM patriae tyrannique expulSOREM praedicabant, poi in pochissimi casi nel latino cristiano.

(71) Cf. Cic. Verr. 2, 1, 9 NON enim furem, SED ErepTOREM, NON adulterum, SED ExpugnaTOREM pudicitiae.

(72) Si veda Cic. Phil. 6, 11 sponSORES et crediTORES.

(73) E in altri due passi di Cicerone e sempre in coppie omeoteleutiche (Cic. Pis. 96 te unum solum suum sociorumque depeculATOREM, uexATOREM, praedonem hostem uenisse senserunt; de or. 3, 106 IN dePeculaTOREM, IN ProdiTOREM, IN Parricidam), di nuovo solo in Ambr. in psalm. 40, 27 ; Sed. Scotus, collect. misc. 47.

(74) Compare in altre opere di Cicerone posteriori a questa; su nove occorrenze in sette e inserito in serie omeoteleutiche, cf. ad esempio Cic. Mil. 35 ille erat ut odisset primum defenSOREM salutis meae, deinde uexaTOREM furoris, domiTOREM armorum suorum, postremo etiam accusaTOREM suum; Pis. 84 ita perpetuos defenSORES Macedoniae uexATORES ac praedATORES effecisti; Pis. 96 depeculATOREM, uexATOREM; Phil. 3, 27 direpTOR et uexaTOR (cf. infra anche Verr. 2, 4, 80; Vat. 7).Si rintraccia poi solo a partire da Tertulliano.

(75) Cf. anche Cic. Verr. 2, 4, 80propugnaTOREM ... defenSOREMque; red. sen. 38propugnator ... et defenSOR; Sest. 144 defenSOREM, propugnaTOREM.

(76) Dopo Cicerone e solo nel latino postaugusteo e in quello cristiano.

(77) Molto raro; presente in pochi passi di Firmico Materno e di Agostino.

(78) Di nuovo in Livio, Seneca, Giovenale, Plinio e nei cristiani.

(79) Hapax ciceroniano; si riscontra solo in Macrobio, Marziano Capella e in altri autori cristiani.

(80) Deriva da adsentor, frequentativo, <<souvent avec une nuance de flatterie qu'on retrouve dans les derives assentator ...>> (D.E.L., s. v. sentio, p. 614).

(81) Si legge un'altra volta in Cicerone e sempre in omeoteleuto (Phil. 2, 29 quid enim interest inter suASOREM facti et probATOREM?), poi solo in Ovidio, in Apuleio e nel tardo latino. Per quanto riguarda Att. 16, 7, 2 quamuis non fueris suaSOR et impulSOR profectionis meae, at probaTOR certe fuisti noi abbiamo accettato la congettura proposta nelle edizioni di D. R. Shackleton Bailey, Cicero's letters to Atticus, ed. by D. R. S., Cambridge, 1967, ad loc.; Id. Stuttgart, 1987, ad loc. I codici (R 5) danno invece approbator che e impiegato solo da Gell. 5, 21, 6; vedi infra p. 471.

(82) Poi solo in Plin. ep. 4, 17, 6 e nel latino cristiano.

(83) Hapax ciceroniano; poco utilizzato, presente in Sen. contr. exc. 6, 3; Sen. tranq. 8, 4; Quint. decl. 343, p. 354 R.; Iuu. 15, 136 e nel latino cristiano.

(84) Cf. supra p. 455.

(85) Hapax ciceroniano; adoperato ad esempio in Ps. Cic. in Sall. 1, 1; Sen. ira 3, 24, 1; Suet. Tib. 11 e in pochissimi casi nel latino cristiano.

(86) Si rintraccia solo in Cicerone (Brut. 60; Tim. 1) e in qualche passo nel latino cristiano.

(87) Si osserva in Cicerone (cf. dom. 101 non extinCTORES ... sed auCTORES; Sest. 144 extincTOREM ... represSOREM ... defenSOREM; Pis. 26 non extinCTOR, sed auCTOR), in Sall. Iug. 14, 9 e poi a partire da Arnobio, Lattanzio, Giustino.

(88) Cf. Cic. Brut. 106 aut aucTOR aut dissuaSOR; fam. 9, 15, 3 te non dissuaSOREM mihi emptionis Neapolitanae fuisse sed aucTOREM commorationis urbanae.

(89) Cf. Cic. Balb. 41 uitae laudATORES periculi deprecATORES ; Att. 11, 8, 2 Quintus misit filium non solum sui deprecATOREM sed etiam accusATOREM mei.

(90) Hapax ciceroniano; si incontra solo a partire da Tertulliano.

(91) Rarissimo; dopo Cicerone (cf. Pis. 36 VOS rogaTORES, VOS diribiTORES, VOS custodes) e registrato in Apul. met. 2, 19; Amm. 18, 5, 6; Auson. 419, 13.

(92) Si rileva in Hirt. Gall. 8, 21, 4 aucTOR belli, concitaTOR multitudinis; Liu. 25, 4, 9; Sen. ira 3, 2, 3 e nel tardo latino. Si forma da concito, frequentativo di concieo.

(93) E documentato solamente in questo punto di Cicerone e poi in pochissimi nel latino cristiano. Anche stipator e percussor sono prime attestazioni ciceroniane, pero sono gia in opere anteriori a quella sopra citata.

(94) Compare in Oros. hist. 7, 21, 1; Eutr. 10, 16, 3 e nei cristiani.

(95) E testimoniato in Cicerone e poi a partire da Tertulliano; anche negli altri passi ciceroniani (Planc. 89 perdiTOR ... seruaTOR; Pis. 64 adfliTOREM ac perdiTOREM; Phil. 10, 8 cedere e patria seruaTOREM eius, manere in patria perdiTORES!) e in coppie omeoteleutiche. Cf. A. TRAINA, op. cit., 19992, p. 51.

(96) Difficilmente reperibile nel latino pagano (tre volte in Cicerone, una in Plinio e in Apuleio, tre in Frontone), ma abbonda nei cristiani da Tertulliano in poi.

(97) Cf. anche Cic. Phil. 2, 43 de ipso emendaTORE et correcTORE nostro quaedam dicenda sunt.

(98) Di nuovo solo in Salu. gub. 5, 56.

(99) Hapax ciceroniano; non sembra attestato prima degli autori cristiani.

(100) Cf. supra p. 453.

(101) Rarissimo; solo qui e in Chalc. comm. 130 (IV-V secolo d. C.).

(102) Poche occorrenze: oltre a Cic. de or. 2, 219 imitATORES et narrATORES, e in Sil. 6, 530; Quint. inst. 11, 1, 36 e poi nel latino cristiano.

(103) Sull'incerta datazione di questa opera cf. N. MARINONE, op. cit., p. 276: noi abbiamo optato per il 54 a. C. Auscultator e hapax ciceroniano, ritorna in Apul. met. 7, 16.

(104) Anche nell'unico altro passo di Cicerone (nat. 2, 86 educATOR e tAlTOR) e in coppia omeoteleutica.

(105) Cf. Cic. Mil. 35 defenSOREM ... uexaTOREM ... domiTOREM ... accusaTOREM. Su domitor si veda M. WATMOUGH, loc. cit., p. 91.

(106) Hapax ciceroniano, di nuovo in Liu. 4, 20, 7; Quint. inst. 7, 1, 43; 44; 61 e nel latino cristiano.

(107) Hapax ciceroniano, poi solo nel tardo latino. Si forma da occulto, frequentativo di occulo.

(108) Hapax ciceroniano; congettura ricavata da repertor del codice H, accettata da molti editori (come Klotz, Lipsia, 1918, ad loc.; Clark, Oxford, 1916, ad loc.; Watts, Cambridge, 1931 [=1958], ad loc.) rifiutata invece da Boulanger (Paris, 1961, ad loc.). Rintracciamo receptor in Tac. ann. 4, 23, 2 e nel latino cristiano a cominciare da Tertulliano.

(109) Cf. Cic. fam. 10, 12, 5 me tuae dignitatis non modo fauTOREM sed etiam amplificatorEM cognosces; Tusc. 5, 4, 10 nec uero Pythagoras nominis solum inuenTOR, sed rerum etiam ipsarum amplificaTOR fuit. Dopo Cicerone amplificator e solamente in due passi del 1400/1500 d. C. (Ant. de Bonf., Rer. Ung. dec.s, 10, 27; Epist. Eras. Rot., Epist. ad Erasmum datae, epis. 1912).

(110) Hapax ciceroniano, ricorre solo in Apul. mund. 37 est militaris, est triumphATOR et propagATOR e nel latino cristiano.

(111) Cf. supra p. 455.

(112) Ha origine da nato. Il verbo no <<en raison de son caractere monosyllabique a tendu a etre remplace par natare bati sur un adjectif *natos et confondu avec les frequentatifs par les latins, d'ou la definition natare: saepius nare, ut dictitare (F. 168, 2)>> D.E.L., s. v. no, pp. 442 ps.

(113) Cf. Hor. serm. 1, 7, 30 s. VIndemIATOR et inuictus, cui saepe VIATOR/cessisset. G. SERBAT, op. cit., pp. 142, 159, 162, considera uindemiator derivato da uindemia perche questo sostantivo e gia in Plauto, Catone e Varrone, mentre il verbo uindemiare compare solo con Columella e Plinio il Vecchio; dello stesso parere D.E.L., s. v. uinum, p. 738.

(114) Hapax ciceroniano, poi in Apul. flor. 17.

(115) Solo in questo passo di Cicerone, dopo in Ouid. trist. 2, 356 e in pochi casi nel latino tardo.

(116) Di nuovo in Ovidio, Seneca e Tacito. Pure effector e neologismo ciceroniano, ma appare in opere anteriori a questa.

(117) Hapax ciceroniano; menzionato in Sen. contr. exc. 3, 1 e nel latino tardo.

(118) Solo in Cicerone qui e in nat. 3, 66 e poi in poche occorrenze nel latino cristiano.

(119) Cf. D.E.L., s. v. sero, pp. 617 s.; cf. G. Giambelli, M. T. Cicerone. De natura deorum, libro II-III, Torino, 1956, ad loc.

(120) Hapax ciceroniano, ancora in Val. Max. 8, 12 (aucTOREM et disputATOREM) e sovente nel latino cristiano a partire da Agostino.

(121) Dopo questo passo, esempi in Suet. Vit. 17, 1; Apul. flor. 9; 15 e nel latino cristiano.

(122) Cf. supra p. 453.

(123) Hapax catulliano, ritorna solo in Firm. Mat. 8, 20.

(124) Hapax virgiliano, si ha in Stat. Theb. 9, 545 e nel tardo latino.

(125) Esiste anche in Ars 154 senza legami fonici. Resta sempre aperto il problema della cronologia dellArs poetica che pero viene di solito considerata l'ultima opera di Orazio; cf. G. D'ANNA, s. v. Questioni cronologiche, in AA. VV., Orazio. Enciclopedia oraziana, vol. I, Roma, 1996, pp. 259 ss.; P. FEDELI, Q. Orazio Flacco. Le opere, vol. II, Roma, 1997, pp. 1321 e 1395.

(126) Raro; cf. Liu. 4. 50, 1 intercepTOREM fraudaTOREMque; Val. Max. 9, 11, 4; Tac. hist. 3, 10, 2 prodiTOREM Othonis, intercepTOREM donatiui.

(127) Poi in Apul. apol. 18.

(128) Iterato in met. 9, 449 e in pochi passi del tardo latino.

(129) Dopo Columella c'e unicamente in Duranti Senior, Rat. diu. offic., prooem. 9 e in Laurentius a Brundisio, Luther. hypo., 25 rispettivamente del 1200 e del 1500/1600 d. C.

(130) Di nuovo solo in Colum. 11, 3, 9.

(131) Rarissimo; lo troviamo qui e poi in Plin. nat. 18, 330. Si forma da un sostantivo, arbor, con il valore di "tagliatore, potatore di piante"; cf. D. E. L, s.v. arbos, p. 43; G. SERBAT, loc. cit., pp. 145 e 161.

(132) Cf. supra p. 454.

(133) Hapax senecano, poi in Apul. Plat. 1, 10 e soprattutto nei cristiani.

(134) Si legge unicamente a partire dal 1000 d.C. in opere di Gerardus Moresenus o di Bonaventura oppure nel Corpus benedictionum pontificalium latinarum ab saeculo VII usque ad saeculum XX (benedictio 726 (sec. IX-XI) e nel Corpus praefationum latinorum ab aetate patrum usque ad saeculum XX (preafatio 1599).

(135) Di nuovo solo in Cassiod. Var. 7, 5.

(136) Hapax pliniano; si rintraccia poche volte nei cristiani e in autori del 1100-1200 d. C.

(137) Questa epistola e stat scritta tra il 24 novembre e il 3 gennaio del 111 d. C. (cf. A. N. Sherwin-White, The Letters of Pliny. A historical and social commentary, Oxford, 1966, ad loc.); crediamo percio che sia anteriore a Tac. Ann. 2, 46, 5 (per la cronologia, molto discussa, degli Annales di Tacito cf. almeno R. SYME, Tacito, trad. it., Brescia, 1971, pp. 621 ss.).

(138) Si incontra di nuovo solo nel Cod. Theod. 12, 6, 3 (del 312- 437 d. C.).

(139) E dato dai codici medicei (tranne il codice B che ha libratores) ed e accettato dalla maggior parte degli editori (come E. KOESTERMANN, Lipsia, 1965, ad loc.). Sulla lezione libritor cf. H. FURNEAUX, P Cornelii Taciti annalium ab excessu divi Augusti libri, Oxford, 1883 (1) [=1934], ad loc.

(140) Qui e in Tac. ann. 13, 39, 3 librITORIBVS fundITORIBVSque.

(141) Cf. Thes. l. L., s. v. librator, 1348, 84.

(142) Cf. O.L.D., s. v. libritor: "a thrower de librilia', lanciatore di librilia, armi costituite da pietre attaccate a una cinghia (cf. Caes. Gall. 7, 81, 4).

(143) Cf. D.E.L., s. v. libra, p. 356 "fonctionnaire charge surveiller le niveau des eaux et par suite, la consommation d'eau>>; in Cato agr. 22, 1 e riferito invece ad una parte di un mortaio (trapetum).

(144) Dopo questo unico esempio di Tacito si nota solo nel latino cristiano.

(145) Hapax svetoniano, poi presente nel latino giuridico e in quello medioevale.

(146) Su receptator, che ha origine dal frequentativo recepto e che si ripete in testi cristiani o giuridici, cf. C. FACCHINI TOSI, "Forma e suono in Floro: due neologismi in -tor e -trix', RFC, 140, 2012, pp. 124-133.

(147) Hapax svetoniano, poi in pochissimi casi nel latino cristiano e in quello medioevale.

(148) Si veda supra n. 81.

(149) Deriva da tergiuersor, frequentativo di uerto; vi sono pochi esempi di tergiuersator, offerti solo da autori cristiani.

(150) Est autem in Lucili XI uersus hic: si tricosus bouinatorque ore improbus duro (v. 417 Marx).

(151) Cf. Non. p. 112 L. bouinatores quos nunc malitiosos et tergiuersatores dicimus.

(152) Per Apuleio la cronologia non e sicura: e opinione prevalente degli studiosi che Y Apologia sia stata scritta subito dopo il processo (158-159 d. C.) e che appartenga ad un'epoca anteriore alle Metamorfosi, considerate della tarda maturita e databili verso il 170 o anche dopo, mentre i Florida sembrano occupare una posizione intermedia tra le due opere, anche se niente esclude che alcune conferenze siano contemporanee alle Metamorfosi. Molto problematica e la datazione dei lavori filosofici di cui e stata messa anche in discussione l'autenticita. Per alcuni critici essi appartengono alla prima giovinezza, ma per altri ad un'epoca assai tarda (sulla questione in generale cf. J. BEAUJEU, Apulee. Opuscules philosophiques, texte etab., trad. et comm., Paris, 1973, pp. XXIX-XXXV); data l'incertezza della cronologia noi li abbiamo citati in ordine alfabetico dopo tutte le altre opere di Apuleio.

(153) Cf. C. FACCHINI TOSI, op. cit., 2000, pp. 154 ss.

(154) Ricorre in Apuleio altre cinque volte (met. 6, 28; 7, 10; 7, 14; 9, 3; mund. 24) e spesso in Arnobio.

(155) Cf. supra p. 456.

(156) Hapax apuleiano; rarissimo, poi in Prisc. inst. 6; Hil. inpsalm.131,11; Tuit. comm. 1, 49.

(157) Proviene da commentor, frequentativo di comminiscor.

(158) Cf. infra p. 456.

(159) Cf. D.E.L., s. v. modus, p. 409.

(160) Scarsamente diffuso, ritorna, poi, nel latino cristiano.

(161) Hapax apuleiano, si forma da oblecto, frequentativo di lacio (cf. D.E.L., s. v. lax, p. 347); molto raro, di nuovo in Tert. coron. 81, 31 e Isid. etym. 10, 199.

(162) Poi in Arn. nat. 6, 23.

(163) Cf. D.E.L. s. v. fulgo, p. 259.

(164) E stata qui accettata la lezione (che e una congettura di F. OUDENDORP, Leyde, 1786-1823, ad loc.) scelta da J. Beaujeu, op. cit., ad loc. e da C. MORESCHINI, Apuleius. De Philosophia libri, Stuttgart, 1991, ad loc. I codici danno extortor che viene stampato, ma segnalato con una crux da P. THOMAS, Stuttgart, 1970, ad loc.

(165) Rarissimo, presente solo nel latino cristiano; deriva dal frequentativo aduersor.

(166) Cf. supra p. 457.

(167) Ad esempio in Cicerone i vocaboli amplificator, depeculator, educator, perditor, probator, uexator.

(168) Anche se in certi casi puo denotare un tratto momentaneo; cf. FRUYT, La plurivalence des noms d'agent latins, cit., p. 69.

(169) Aduersator, adsentator, commentator, concitator, dormitator, oblectator, occultator, potator, receptator, sputator, tergiuersator.

(170) Arborator, cauillator, penator, uindemiator.

(171) Sui nomina agentis "derives non deverbaux" cf. tutto l'articolo di SERBAT, cit.

(172) Cf. extortor/contortor (Ter. Phorm. 374); orator/exorator (Ter. Hec. 9 s.); seminator/ sator (Cic. nat. 2, 86); positor /repostor (Ouid. fast. 2, 63); simultator /dissimulator (Sall. Cat. 5,4); stator / stabilitor (Sen. ben. 4, 7, 1); modulator /modificator (Apul. flor. 4, p.5); fulgurator / fulminator (Apul. mund. 37); improbator/probator (Apul. Socr. 16).

(173) Cf. ad esempio Plaut. Capt. 661 sator/sartor; Plaut. Men. 259 s. potatores / palpatores; Sen. ep. 27, 7 adrosor /adrisor.
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Title Annotation:II VARIA NOSCENDA
Author:Tosi, Claudia Facchini
Publication:Euphrosyne. Revista de Filologia Classica
Date:Jan 1, 2013
Words:12366
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