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Mascolinita e cinema italiano: ieri e oggi.

Abstract

Gli studi sulla mascolinita nella cultura italiana sono un'area di ricerca che non si e ancora pienamente sviluppata. Per questa ragione, risulta essere di particolare importanza la pubblicazione, nel 2014, di due volumi dedicati alle rappresentazioni delle figure maschili nel cinema italiano. I due testi, Masculinity and Italian Cinema: Sexual Politics, Social Conflict and Male Crisis in the 1970s di Sergio Rigoletto e Stars and Masculinities in Contemporary Italian Cinema di Catherine O'Rawe, analizzano i modi in cui la mascolinita e stata raffigurata nei film italiani rispettivamente degli anni Settanta e dell'epoca contemporanea. Oltre ad occuparsi di temi simili, i due studi presentano ulteriori punti di contatto e offrono nuove e stimolanti letture di film appartenenti a generi diversi.

Parole chiave

anni Settanta, cinema italiano, costruzioni, crisi, epoca contemporanea, mascolinita, rappresentazioni

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Nel 2014 sono stati pubblicati due volumi, particolarmente interessanti e originali, sulle rappresentazioni della mascolinita nel cinema italiano. I due testi, Masculinity and Italian Cinema: Sexual Politics, Social Conflict and Male Crisis in the 1970s di Sergio Rigoletto e Stars and Masculinities in Contemporary Italian Cinema di Catherine O'Rawe, esaminano i modi in cui la mascolinita, in tutte le sue varie declinazioni, con la sua complessita, le sue crisi, i suoi problemi e le sue difficolta, e stata raffigurata nei film italiani rispettivamente degli anni Settanta e dell'epoca contemporanea.

Rigoletto imposta il suo studio sul processo di trasformazione del concetto di mascolinita nel cinema italiano in un periodo che e stato gia di per se un'epoca di grandi cambiamenti e innovazioni. L'autore si focalizza sullo svolgimento di questo mutamento piU che sui suoi risultati. Negli anni Settanta, la concezione dell'essere uomo ha subito radicali trasformazioni. Molti studi si sono concentrati sugli effetti di questi cambiamenti e sulla conseguente rappresentazione di vulnerabilita maschile e perdita di potere da parte degli uomini. Il testo di Rigoletto, invece, esamina il mutamento nel suo svolgersi e le varie possibilita che questo processo offre per immaginare nuovi modi di intendere e definire la mascolinita. Inoltre, il libro mostra come il concetto dell'essere uomo, con le sue peculiarita legate a uno specifico periodo storico, funziona, in molti dei film analizzati, come allegoria dei tanti conflitti sociali e politici che hanno caratterizzato FItalia degli anni Settanta.

Masculinity and Italian Cinema e diviso in sei capitoli. Il primo capitolo introduce l'opera e presenta gli obiettivi che l'autore si e posto: esaminare le difficolta implicite nel riconcettualizzare la nozione di mascolinita nei film degli anni Settanta, distaccandola dalle abituali categorie di autorita, privilegio e esclusione; mostrare che il termine crisi non e sufficiente per definire le complesse situazioni maschili esplorate nel cinema di quel periodo; come gia menzionato, dimostrare come la problematica della mascolinita e, nei film dell'epoca, un'allegoria della difficile fase che il Paese stava attraversando; analizzare come la rappresentazione del sesso in alcune opere cinematografiche degli anni Settanta serva a rivelare non soltanto le logiche interne ad esso, ma anche a esprimere le preoccupazioni sociali e politiche.

Il secondo capitolo esamina una serie di film, come L'ultima donna (1976) e Ciao maschio (1978) di Marco Ferreri, Malizia (1973) di Salvatore Samperi e La citta delle donne (1980) di Federico Fellini, nati in risposta ai progressi fatti dal femminismo in Italia. Di particolare importanza risulta l'analisi delle immagini apocalittiche presenti in alcune di queste opere, analisi che mostra come certe scene raffigurino desideri e inquietudini degli uomini che devono confrontarsi con una nuova concezione dell'essere donna.

Nel terzo capitolo, Rigoletto si occupa di due film di Bernardo Bertolucci, La strategia del ragno (1970) e II conformista (1970). Entrambi trattano dell'opposizione tra la generazione dei padri, quella proveniente dalla seconda guerra mondiale, e la generazione dei figli, quella derivante dal sessantotto. L'autore e qui specialmente interessato alle varie possibilita offerte dalle due opere per investigare la soggettivita e la sessualita maschili nell'Italia degli anni Settanta.

Nel quarto capitolo, dove sono esaminati film come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) di Elio Petri, Mimi metallurgico ferito nell'onore (1972) di Lina Wertmuller, La patata bollente (1979) di Steno e Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola, Rigoletto vuole mostrare come queste opere abbiano contestato una serie di preconcetti sulla nozione di mascolinita e, allo stesso tempo, siano riuscite a coniugare l'impegno sociale e politico con l'intrattenimento popolare.

Il quinto capitolo e dedicato a Pier Paolo Pasolini e allo studio del suo modo di mostrare la nudita maschile in film come Teorema (1968), Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972) e II fiore delle mille e una notte (1974), mentre il sesto ed ultimo capitolo investiga le difficolta che i movimenti studenteschi e operai del sessantotto hanno avuto nel fare proprie le rivendicazioni femministe. Il film di Nanni Moretti, Ecce bombo (1978), che Rigoletto analizza nel capitolo finale, e un esempio di queste difficolta osservate e considerate da un punto di vista maschile.

Anche il volume di Catherine O'Rawe investiga le rappresentazioni e le costruzioni della mascolinita nel cinema italiano, ma il suo studio si concentra su una serie di film usciti dopo il 2000. O'Rawe esamina opere appartenenti a generi diversi commedie, melodrammi, film biografici, film per adolescenti, drammi politici--che pero hanno in comune raffigurazioni di mascolinita in crisi e utilizzo di attori che hanno ormai raggiunto lo status di star o che comunque sono noti per il loro carisma e per le loro qualita recitative. Inoltre, l'autrice analizza due caratteristiche tipiche dell'attuale produzione cinematografica italiana e che si ritrovano in alcuni dei film studiati: l'accento posto suU'omosocialita e la rappresentazione di eventi risalenti agli anni di piombo, gli anni del terrorismo. O'Rawe combina l'analisi dei film e della loro ricezione con lo studio del modo di recitare e della fisicita di alcuni dei piU famosi attori italiani dell'attuale generazione, come Riccardo Scamarcio, Kim Rossi Stuart, Elio Germano, attori che hanno interpretato i film presi in considerazione.

Stars and Masculinities in Contemporary Italian Cinema e diviso in due parti precedute da un'introduzione. La prima parte, ovvero i primi tre capitoli, esplora la crisi dell'uomo italiano contemporaneo cosi come il cinema la raffigura; la seconda, i rimanenti tre capitoli, esamina la mascolinita attraverso il nostalgico ritorno della cinematografia italiana del presente a storie e personaggi del passato, in particolare degli anni Settanta.

Nel primo capitolo, O'Rawe analizza principalmente un attore, Riccardo Scamarcio, la cui carriera risulta particolarmente stimolante come spunto per riflessioni sia sulla mascolinita sia sulla recitazione e il successo. Il passaggio di Scamarcio da ruoli in film per adolescenti, che lo hanno consacrato idolo delle teenager, a interpretazioni "serie" in alcune delle pellicole piU interessanti girate in questi ultimi anni fa di lui un perfetto esempio di star che ha dovuto in qualche modo rinnegare la propria bellezza e distaccarsi dalle sue giovanissime fan, senza pero disconoscerle.

Il secondo capitolo e dedicato alla crisi dell'uomo medio, il protagonista di tante commedie all'italiana. Le angosce relative alle relazioni sentimentali, alla paternita, al lavoro, alla situazione economica, al passare degli anni sono raffigurate in film come Posti in piedi in paradiso (2012) di Carlo Verdone, Scusa ma ti voglio sposare (2010) di Federico Moccia e Baciami ancora (2010) di Gabriele Muccino. In questa sezione del testo, l'autrice esplora anche la mascolinita etnica, poco presente, di solito, in questo genere di film. I personaggi maschili non di razza bianca hanno la funzione di rinsaldare la mascolinita dell'italiano medio e bianco a cui essi sono contrapposti o paragonati, ma, contemporaneamente, questa loro presenza finisce per evidenziare la fragilita degli uomini italiani bianchi e eterosessuali che costituiscono la norma.

Il terzo capitolo riprende il discorso sulle ansie connesse alla paternita e analizza la rappresentazione, in quattro film, di padri che, per la scomparsa o l'assenza della madre, sono diventati l'unico genitore che si occupa del figlio o dei figli. O'Rawe coniuga qui dettagliati esami della recitazione degli attori e delle riprese volute dai registi con stimolanti riflessioni sull'appropriazione da parte degli uomini di ruoli tradizionalmente appartenuti alle donne.

Nel quarto capitolo, l'autrice esamina il film Romanzo criminale (2005) di Michele Placido e l'omonima serie televisiva, diretta da Stefano Sollima. Oltre a rilevare le significative differenze fra le due opere, O'Rawe si focalizza su alcuni punti specifici: la nostalgia per la Roma degli anni Settanta, prima dell'avvento del femminismo e prima che la citta diventasse multiculturale; lo stretto legame omosociale fra i protagonisti; l'esibizione di uomini feriti, traumatizzati, malati; l'importanza della musica, che non si limita semplicemente ad aiutare a ricreare un'epoca passata, ma che sottolinea crisi e contraddizioni della mascolinita rappresentata.

Il quinto capitolo porta avanti il discorso sulla nostalgia per gli anni Settanta e sulle relazioni omosociali, ma si concentra soprattutto su un particolare tipo di rapporto, quello fra fratelli uniti dall'affetto, ma divisi dall'ideologia e dalle scelte di vita fatte. Oltre a un'interessante sezione dedicata a Sandro Petraglia e Stefano Rulli, due fra i piU famosi sceneggiatori italiani, questa parte del testo e destinata all'analisi di tre film: La meglio gioventU (2003) di Marco Tullio Giordana, Mio fratello e figlio unico (2007) di Daniele Luchetti e II grande sogno (2009) di Michele Placido.

Il capitolo finale, il sesto, si occupa dei film biografici e della rappresentazione di personaggi del recente passato. O'Rawe studia le interpretazioni di quattro attori, Riccardo Scamarcio, Kim Rossi Stuart, Toni Servillo e Nanni Moretti, che hanno portato sullo schermo rispettivamente il terrorista Sergio Segio, il criminale Renato Vallanzasca, il politico Giulio Andreotti e l'imprenditore/politico Silvio Berlusconi. Attraverso l'analisi di trasformazioni fisiche, di contestazioni da parte dei parenti delle vittime del terrorista e del criminale e di differenti stili di recitazione, l'autrice pone l'accento sulla difficolta, per un attore, di impersonare una figura storica.

Masculinity and Italian Cinema: Sexual Politics, Social Conflict and Male Crisis in the 1970s e Stars and Masculinities in Contemporary Italian Cinema sono due testi che esaminano temi simili in due periodi differenti della cinematografia italiana. Entrambi rilevano una crisi della mascolinita italiana cosi come viene costruita e rappresentata nei film. Pur prendendo in considerazione opere diverse, attori diversi, registi diversi, ritengo ci sia un fil rouge che lega i due volumi e cio non e dovuto esclusivamente ai soggetti affrontati. Il libro di Rigoletto si focalizza piU sui registi, mentre quello di O'Rawe predilige l'analisi degli attori e delle loro interpretazioni, ma tutti e due ci offrono una interessante e originale lettura di film che o sono stati analizzati sotto altri punti di vista (il testo di Rigoletto) o non sono stati presi veramente in considerazione dagli studiosi (il volume di O'Rawe). I due libri contribuiscono sicuramente a portare avanti le ricerche sul modo in cui l'essere uomo veniva e viene rappresentato sugli schermi italiani, ma, piU in generale, essi fanno progredire gli studi sulla mascolinita in Italia, studi che non sono ancora sufficientemente sviluppati.

Funding

This research received no specific grant from any funding agency in the public, commercial or not-for-profit sectors.

Emanuela Pecchioli

University at Buffalo, SUNY, USA

DOI: 10.1177/0014585816636338

Autore corrispondente: Emanuela Pecchioli, Department of Romance Languages and Literature, University at Buffalo, SUNY, 910 Clemens Hall, Buffalo, NY 14260, USA.

Email: epecchio@buffalo.edu
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Title Annotation:works by Sergio Rigoletto and Catherine O'Rawe on masculinity in Italian cinema; text in Italian
Author:Pecchioli, Emanuela
Publication:Forum Italicum
Article Type:Critical essay
Geographic Code:4EUIT
Date:May 1, 2016
Words:1843
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