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Marco Codebo. Narrating from the Archive. Novels, Records, and Bureaucrats in the Modern Age.

Marco Codebo. Narrating from the Archive. Novels, Records, and Bureaucrats in the Modern Age.

Madison, Teaneck: Fairleigh Dickinson University Press, 2010.

Nel libro Narrating from the Archive, Marco Codebo analizza il rapporto tra romanzo e archivio, inteso sia come miniera di materiali narrativi che come garanzia di verosimiglianza storica. Nello studio si intersecano vari livelli di analisi: quello della storia e della critica letteraria, quelli della teoria della letteratura e dei media (media theory), quello della storia e naturalmente dell'archivistica.

Nei primi due capitoli ("The novel and the Archive: Prehistory" e "The Novel and the Archive: Legitimation and Challenge') l'autore fornisce una definizione di "Romanzo d'archivio" ("archivial novel") offrendo una prima serie di esempi. Nei capitoli successivi fornisce una seconda serie di esempi volti a offrire una panoramica della narrativa archiviale moderna; ognuno e dedicato ad un'opera archiviale: I promessi sposi e Storia della colonna infame di Manzoni (III), La Comedie humaine di Balzac (IV), Bouvard et Pecuchet di Gustave Flaubert (V), La Vie mode d'emploi di George Perec (VI) e Libra di Don DeLillo (VII).

Nell'affrontare la questione del genere romanzesco l'autore fa riferimento alla nascita del romanzo inglese ("the rise of novel" secondo la definizione di Ian Watt del 1957) fatta risalire dai critici intorno alla meta del XVIII secolo, quando il romanzo si distingue come descrizione della realta storica e di una vicenda individuale. Il romanzo rivendica la sua verosimiglianza storica sulla base di una "validazione" da parte di un'autorita che di tale verosimiglianza storica fosse garante. Secondo alcuni studiosi (come McKeon) tale garanzia era data unicamente dalle dichiarazioni degli stessi autori, che spesso nelle prime pagine delle loro opere rivendicavano la veridicita dei fatti narrati e il ruolo di testimoni diretti dei loro personaggi, in una sorta di processo di "autoconvalidazione." Codebo si distacca da questa visione, sostenendo invece che la garanzia di verosimiglianza fosse data da un confronto diretto e dichiarato con l'archivio.

L'autore supporta la sua teoria descrivendo il ruolo centrale dell'archivio nella cultura britannica postrinascimentale; in questo periodo il genere del "resoconto" o del "diario" gode di un'enorme fortuna, si pensi a quelli dei mercanti, dei viaggiatori, degli scienziati. Questo amore per il dato scritto, unita "fervore protestante e scientifico" per l'accurata raccolta di dati, da origine ad una concezione di conoscenza come analisi di dati accuratamente registrati ed opportunamente archiviati. Per questo, secondo Codebo, si puo parlare di "Romanzo d'archivio" o "Narrativa d'archivio" ("archivial novel," "archivial fiction'), di romanzi cioe che traggono i loro materiali da precisi dati storici annotati da testimoni oculari "autorizzati," tramandati e conservati dagli archivi; romanzi quindi fatti di materiali d'archivio ma anche ispirati agli archivi, che ne ricalcano cioe la struttura; romanzi che sono, essi stessi, archivi.

Questa tesi e corroborata da numerosi esempi e dall'approfondita analisi di alcuni opere assunte come modello del genere. Il capitolo terzo per esempio e dedicato all'edizione del 1840 di Promessi sposi e Storia della colonna infame. Codebo nota come fin dal frontespizio, l'autore dichiari al contempo la storicita ("storia milanese del secolo XVII'), l'autenticita documentale, filologico-diplomatica ("scoperta") e la finzione romanzesca ("e rifatta da Alessandro Manzoni'). La giustapposizione, senza una netta cesura di Romanzo e Storia, cioe di due diversi approcci e generi, rappresenterebbe, secondo Codebo, la giustapposizione di due parti di un'unico e piu ampio progetto di Manzoni: quello di fornire un unico grande dossier dei dati storici da lui raccolti sulla storia lombarda del XVII secolo. Un'unica grande opera in cui storia e invenzione convivono e collaborano; in cui i fatti storici diventano ispirazione della creazione artistica, che e per questo storia anch'essa; in cui la finzione non puo superare i confini della verita storica, in cui cioe la storia traccia un confine per l'invenzione. Giustapponendo due lavori cosi diversi, con esiti opposti (il trionfo della giustizia nell'uno, dell'ingiustizia nell'altro), Manzoni non solo vuole fornire al lettore due diversi esempi di scrittura storica, ma anche vuole affrontare il problema delle implicazioni etiche del rapporto tra verita e invenzione. Storia della colonna infame vuole essere un esempio di come la raccolta di dati non confermati, non storicamente provati, possa dare luogo a gravissime prevaricazioni. In essa infatti i giudici, depositari del potere di registrare ed archiviare fatti, mescolano colpevolmente invenzione e realta; da un lato dando credito a dichiarazioni la cui verita non e stata accertata dall'altro non accettando dati accertati; questo li portera a scrivere e archiviare una confessione che e in realta una frode, ma che, grazie all'autorevolezza dell'archivio viene creduta vera per oltre un secolo.

Uarchivio quindi da un lato costituisce un limite alla spinta incontrollata dell'invenzione nei Promessi Sposi, dall'altra diventa causa primaria dell'ingiustizia alla base della Storia della colonna infame; in entrambi i casi questi esempi ribadiscono il ruolo centrale dell'archivio per la narrazione storica o storicamente verosimile.

MARIANNA ORSI

Indiana University
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Author:Orsi, Marianna
Publication:Italica
Article Type:Book review
Date:Sep 22, 2012
Words:798
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