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Marco Cerruti. Il piacer di pensare. Solitudini, rare amicizie, corrispondenze intorno al 1800.

Modena: Mucchi, 1999.

Diviso in cinque aree di studio, il volume di Marco Cerruti esamina e contestualizza i sintomi del mutamento della sensibilita individuale tra fine Settecento e primo Ottocento, tra il declino dei Lumi e gli albori della coscienza romantica. Il libro consiste in una raccolta di saggi pubblicati nel 1998, ma ora riproposti con alcune modifiche dettate da un'esigenza di armonia strutturale. Nel primo capitolo, "Fra il mal di vivere e i suoi rimedi," Cerruti riepiloga il discorso eudemonistico del Settecento, partendo dal trattato muratoriano Della pubblica felicita oggetto de' buoni principi (1749) e proseguendo con le riflessioni sulla felicita di Pietro Verri, Isidoro Bianchi, Tommaso Valperga di Caluso e Domenico Cirillo. Particolare attenzione e qui rivolta ad un'opera anonima, intitolata Arte di piacere alle donne e alle amabili compagnie (1762) e attribuita al toscano Tommaso Crudeli, in cui si affermano con determinazione la negativita di fondo dell'esistenza e un radicale senso di scontento che sembrano precorrere il "mal de vivre" di Leopardi. Alla riflessione sulla felicita e alle proposte per il conseguimento del benessere sociale, si accosta, dunque, la percezione di un'inquieta insoddisfazione che viene sovente definita "malinconia" e che caratterizza il complesso turbamento del tournant des Lumieres. Questo cambiamento della sensibilita si manifesta non soltanto nell'area culturale francese, inglese e tedesca, ma anche in quella italiana, come dimostrano i pionieri della "solitudine": Ambrogio Viale, Ippolito Pindemonte, Aurelio de' Giorgi Bertola, Domenico Cirillo e, in parte, anche Vittorio Alfieri. Tra i due secoli, contigui alla solitudine sono il graduale allontanamento da passion destabilizzanti, l'immaginazione e "il piacer di pensare," alimentati dal contatto con spazi naturali deserti e occasionalmente non usuali, come l'alta montagna. Si tratta di una singolare svolta del sentire individuale che invita ad una felicita vissuta in solitudine, assai diversa da quella teorizzata dai riformatori illuminati, e che Cerruti nella maggior parte dei casi non esita a rapportare, concordando con lo storico Furet, ad un "romantisme" latamente inteso non ancora segnato da distinte caratteristiche nazionali. Questa propensione per l'evasione solitaria e per l'analisi interiore viene esplorata nei due capitoli successivi, "Solitari e solitudini" e "Configurazioni settecentesche della montagna: da Hailer al Solitario dell'Alpi." Nel primo saggio si indagano le fonti letterarie, recenti e meno recenti, di questa singolare attitudine della generazione intellettuale vissuta tra Sette e Ottocento, i cui rappresentanti piu eminenti sono Ambrogio Viale, Francesco Cassoli e Ippolito Pindemonte. Da questi ultimi si distingue, tuttavia, Vittorio Alfieri per la sua "nera malinconia," non comune ai letterati a lui coevi che sembrano orientati su calibrati percorsi mentali ed emozionali. Il recupero dell'"io" attraverso il contatto con spazi sconfmati e esplorato nel secondo saggio, in cui l'autore esamina l'immagine dell'alta montagna nell'odeporica di fine secolo, soffermandosi sui resoconti di viaggio di Ruggiero Giuseppe Boscovich, Alberto Fortis, Luigi Castiglioni, Aurelio de' Giorgi Bertola e, in particolare, sul poemetto Die Alpen (1729) di Albrecht von Hailer e sui Versi del solitario dell'Alpi (1793) di Ambrogio Viale. La quarta sezione del libro, "L`epistola pindemonitana a Scipione Maffei," commenta la prospettiva di Ippolito Pindemonte sui tumulti rivoluzionari, il suo netto dissenso nei confronti del bonapartismo e il suo rammarico per una Verona profanata e non piu beata. Infine, "La corrispondenza di Saverio Bettinelli con Ignazio De Giovanni," ricostruisce attraverso il carteggio dei due intellettuali un capitolo inedito di storia culturale piemontese, denso di riflessioni politiche causate dai tumulti d'oltralpe e di inquietitudini pertinenti ad un'epoca di transizione non indolore, indagata da Marco Cerruti con impareggiabile finezza e competenza.
STEFANIA BUCCINI
University of Wisconsin/Madison
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Author:Buccini, Stefania
Publication:Italica
Article Type:Book Review
Date:Jun 22, 2002
Words:586
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