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Luca Somigli e Mario Moroni, a cura di. Italian Modernism.

Luca Somigli e Mario Moroni, a cura di. Italian Modernism. Toronto: U of Toronto P, 2004.

C'era proprio bisogno del solido libro curato da Luca Somigli e Mario Moroni, Italian Modernism, per ravvivare energicamente il dibattito sul modernismo in Italia in rapporto al contesto internazionale. Questo libro, che raccoglie interventi di studiosi italiani e nordamericani, non si limita ad analizzare i tratti distintivi di opere e di promotori culturali che possono esemplificare la tendenza moderuista in Italia, ma esplora esaustivamente i risvolti teoretici e storiografici a cui rimanda la creazione stessa del termine modernismo.

Il libro pare generarsi dal presupposto che le definizioni di correnti culturali ed estetiche siano fondamentali per farci orientare nelle coordinate spazio-temporali della storia artistica e letteraria. Esse ci portano a distinguere e comparare un gusto, un'estetica, una Weltanschauung che diventano dominanti in luoghi e in momenti specifici. Ci inducono inoltre a riflettere su perche siamo arrivati alie forme dell'arte, della letteratura e della cultura odierna.

Qui si mostra giustamente che la definizione di diversi movimenti, non esclusa quella di modernismo, corrisponde a un significato relativamente fluido. E innegabile che, pensando al modernismo, vengono subito in mente delle costanti--ad esempio una radicale sperimentazione estetica intesa a riprodurre cio che e fugace e immanente; un'esaltazione di tutto cio che e rinnovato e moderno; inoltre, una rappresentazione di un io decentrato in un tempo sincronico opposto a un tempo cronologico che e scandito da un sistema produttivo capitalista. Ma se ci soffermiamo un attimo in piu a riflettere, non distinguiamo soltanto questi elementi a caratterizzare il movimento. Altri ne emergono, oppure no, a seconda dalla visione teoretica degli studiosi che lo individuano e che esplicitano le sue caratteristiche. Se, ad esempio, consideriamo il modernismo attraverso la prospettiva di Somigli e Moroni nell'introduzione e la confrontiamo con quella di Guido Guglielmi sintetizzata da Enrico Cesaretti nel suo articolo sul senso del tempo nel futurismo, perveniamo a risultati diversi. Per Somigli e Moroni, il modernismo e un movimento inclusivo che accoglie entro di se varie tendenze estetiche e culturali che si svilupparono tra l'inizio del ventesimo secolo e la seconda guerra mondiale. Tali tendenze, che riflettono con enfasi diversa le contraddizioni della modernita, comprendono percio quello che tradizionalmente in Italia e stato chiamato decadentismo, crepuscolarismo, futurismo ed ermetismo (4). Per Guglielmi, invece, il modemismo deve essere distinto dall'avanguardia, e quindi dal futurismo, giacche nei due movimenti si manifesta una diversa concezione temporale. Mentre nell'avanguardia domina la sincronia, poiche in essa si privilegia l'immediatezza del presente, nel modernismo si recupera la diacronia attraverso la rivisitazione del passato (244).

Un altro grande merito del libro sta nell'esaminare approfonditamente i motivi che hanno condotto alla peculiarita del modernismo italiano: un aspetto questo che negli anni '90 era stato notato in alcuni studi come quello di Giovanni Cianci sul modernismo nel mondo anglofono nel volume edito da lui Modernismo / Modernismi (1991) e pio di recente in alcune analisi comparate sul modernismo, inclusa la mia Modernist Forms of Rejuvenation: Eugenio Montale and T.S. Eliot (2003). Somigli e Moroni nell'introduzione ci ricordano che, mentre in altre tradizioni letterarie il termine modernismo era gia stato introdotto all'inizio del novecento per indicare nuove manifestazioni culturali ed estetiche in cui si esaltava la modernita, nello stesso periodo esso fu usato in Italia per indicare una corrente religiosa primo-novecentesca che cercava di rendere piu democratiche le strutture della chiesa e che suggeriva una concezione evluzionistica del dogma (4-5). 'Modernismo' nell'accezione piu amplia del termine, secondo loro, e circolato soltanto da poco nel discorso critico e letterario italiano, ed e stato spesso usato in modo vago. D'accordo con Dino Cervigni, essi credono che l'esigenza di rivedere il modernismo sia stata sollecitata dall'introduzione del dibattito sul postmodernismo in Italia. E stato allora che si e dovuto riflettere su che cosa implicasse il prefisso 'post' nel termine, e che quindi si e dovuta prendere in serio esame quella precedente corrente letteraria e culturale da cui il postmodemismo trae origine (4).

Il volume si suddivide in cinque parti precedute dall'introduzione qui prima menzionata di Somigli e Moroni e da e una prefazione di Paolo Valesio, in cui lo studioso ci prepara a capire il perche della particolarita, per non dire paradossalita, del modernismo italiano. Le diverse parti, intitolate "Modernism in Context," "Decadence and Aestheticism," "Avant-Garde," "The Return to Order: Metafisica, Novecentismo," e "Towards the Postmodern," seguono un ordine cronologico, e questo al fine di tracciare nella sua complessita il percorso che dal modernismo conduce al postmodernismo (25). Su un solido impianto teoretico e storiografico si fonda la prima sezione costituita da

"Italy and Modernity: Peculiarities and Contradictions," un saggio in cui Remo Ceserani fa luce sui fattori caratterizzanti la modernita in Italia e in altri paesi europei--quella modernita che prima sottende il progetto modernista e poi getta le basi per quello postmodernista.

La seconda sezione verte sul decadentismo e sull'estetismo, due movimenti che qui rappresentano il preludio della grande stagione avanguardista. Questa sezione piu che compararei principi teorici che si associano ai due significanti decadentismo ed estetismo presentati assieme nel titolo, e piu che soffermarsi troppo a esplicitare il modo in cui si estrinseca il rapporto tra decadentismo, estetismo e modernismo, si concentra sul capire quel che si e inteso per decadentismo nella tradizione critica letteraria italiana e anche sul presentare artiste e scrittori che, con la loro opera, hanno rinnovato enormemente la scena italiana entrando in dialogo con tradizioni di paesi anglofoni. Dopo lo studio di Moroni, che apre la sezione e che esamina approfonditamente le interpretazioni e le revisioni della categoria 'decadentismo' attraverso gli scritti critici e teorici di Vittorio Pica, Arturo Graf, Benedetto Croce, Georg Lukacs e altri, e introdotto l'articolo di Lucia Re. Qui la studiosa, rivolgendo la sua attenzione al teatro, procede ad una solida analisi comparata della politica sessuale nel decadentismo italiano e nell'estetismo inglese attraverso l'esame del ruolo di due grandi dive, Eleonora Duse e Sarah Bernhardt. Seguono gli interventi di Laura Wittman, Thomas Harrison e Cristina Della Coletta, che considerano aspetti fino a ora poco trattati o del tutto trascurati della letteratura del decadentismo, oppure di quella letteratura che proprio al decadentismo ha reagito. Mentre Wittman prende in esame la figura del santo in Antonio Fogazzaro e, attraverso essa, evidenzia l'interazione fra modernismo letterario e religioso, Della Coletta studia la narrativa indiana di Guido Gozzano. Della Coletta dichiara che tale narrativa riflette a pieno la sensibilita modernista, in quanto cio che e ritratto come nuovo e distante nel testo non si genera da un'esperienza personale dell'autore, ma e piuttosto la riscrittura di storie narrate da altri. E, secondo lei, quello che Gerard Genette definirebbe un prodotto della transtestualita, ovvero della trascendenza testuale del testo. Robert Harrison, infine, sollecitato dalla lettura del saggio di Georg Lukacs "Cultura estetica," analizza un raggruppamento eclettico di scrittori come Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, e Cario Michelstaedter e individua una tendenza che lui definisce "modernismo espressionista."

Alla terza sezione del volume e affidato l'esame del fattori che hanno generato l'avanguardia italiana e di quei luoghi e scrittori in cui e visibile tale tendenza. Alcuni interventi di questa sezione suggeriscono una demarcazione fra modernismo e avanguardia, altri invece fanno coincidere le due categorie oppure, semplicemente, non procedono al confronto. La distinzione tra avanguardia e modernismo e palesata, come gia visto, nel saggio sulla temporalita in Marinetti di Enrico Cesaretti, in cui l'autore rivede quelle interpretazioni critiche che del futurismo sottolineano il rifiuto del passato senza considerare che proprio quel passato, in Marinetti, torna ambivalentemente filtrato tra nostalgia e memoria. La stessa distinzione, piu implicitamente, torna a delinearsi nello scritto di Antonio Saccone. Saccone acutamente riscontra che la poesia modernista di Ungaretti nasce da una fusione di avanguardia e tradizione, innovazione futurista e compostezza classica. Lo scritto di Manuela Gieri non tratta l'avanguardia. Si concentra invece su un tema dominante in Luigi Pirandello, quello dell'umorismo, per mostrare sia cio che questo scrittore e drammaturgo intende per modernita, sia come la sua opera si colloca in modo del tutto innovativo al crocevia di varie tendenze, soprattutto di quella modernista e postmodernista. Infine, in "Modernism in Florence: The Politics of Avant-Garde Culture in the Early Twentieth Century"--lo dice il titolo stesso--Walter Adamson associa l'avanguardia al modernismo e presenta un preciso quadro storico, politico e culturale della Firenze primo-novecentesca attraverso riviste come La Voce, Lacerba, Leonardo e L'Italia Futurista.

Un'ulteriore tendenza del modernismo italiano, caratterizzata da un'arte e una letteratura in cui il rigore classico si accompagna alia fluidita del moderno e che si sviluppa soprattutto dopo la prima guerra mondiale, emerge nella quarta sezione del libro. Si tratta di una tendenza che Saccone aveva gia notato prima analizzando Ungaretti e che, nel titolo di questa parte, Somigli e Moroni identificano con un'espressione ormai entrata a fare parte nel vocabolario della storia letteraria novecentesca italiana: il 'ritorno all'ordine.' A costituire questa sezione sono i validi interventi di Keala Jewell sul rinnovato classicismo di De Chirico, e di Allison Coopere Luca Somigli su opere di autori come Paola Masino e Massimo Bontempelli in cui si evidenzia il bisogno di placare l'irruenza avanguardistica. Jewell riconsidera il modernismo esaminando quelle opere pittoriche e letterarie di Giorgio De Chirico in cui sono rappresentate le figure eroiche del passato e i loro miti. Secondo lei, attraverso tali figure eroiche che prendono forma in scenari tanto misteriosi e alienanti quanto quelli della modernita, si puo comprendere il modo in cui De Chirico dialoga con il passato italiano--un passato che spesso e identificabile con un pesante retaggio classico. Cooper, invece, leggendo le prime opere di Paola Masino, nota in lei il grande desiderio di ritrovare ordine e certezza, che caratterizza non solo la sua opera, ma anche tanta letteratura italiana scritta dopo la tumultuosa esperienza della guerra. La studiosa sostiene che, in questi primi scritti, Masino alterna un ribelle soggettivismo a una disciplinata oggettivita. Optare per la disciplinata oggettivita, secondo Cooper, corrisponde ad approvare l'abnegazione femminile e, di conseguenza, ad accettare quel sistema patriarcale che durante la guerra molte donne avevano criticato. Il saggio di Somigli, infine, esplora un altro aspetto della stessa corrente modernista attraverso un'opera che Massimo Bontempeili scrisse per il teatro nel 1927, Minnie la candida. Somigli dichiara che quest'opera, in cui domina il messaggio che la tecnologia puo essere usata per creare la vita umana, induce a rivedere le categorie di modernismo e postmodernismo e a capire che esse non sono nettamente separate come molti credono.

A concludere il volume, nella quinta sezione, e introdotto il saggio di Jennifer Hirsh, che definisce le categorie di modernismo e postmodernismo esaminando De Chirico in rapporto a Andy Warhol e Mike Bidlo. Hirsh concepisce l'opera pittorica di De Chirico come il risultato di un'elaborazione dell'antichita classica mescolata a elementi del moderno. La interpreta come risposta alla malinconia del lutto per un passato che non e piu recuperabile e per un significato che non e pitu condivisibile da tutti. Warhol e Bidlo, secondo Hirsh, a loro volta si riappropriano parodicamente di un De Chirico che nelle fasi piu tarde della carriera rivisita addirittura se stesso. Ripetendo consapevolmente quel che gia c'e, questi artisti suscitano una riflessione su quelio che si puo intendere per autenticita e originalita in un mondo post-industriale come il nostro--un mondo in cui la smodata compulsione al consumo e alla riproduzione non si arresta neppure di fronte ai prodotti artistici.

Tutti i saggi qui raccolti rappresentano una fresca e valida aggiunta alia discussione critica sul Novecento. La loro concentrazione sul modernismo in una specifica localita, l'Italia, con occasionali escursioni lungo altri percorsi europei, si fivela fondamentale per pervenire a una nuova visione del fenomeno e anche per indurci a pensare a cio che dobbiamo intendere per categorie come decadentismo, avanguardia e postmodernismo in Italia e altrove. Tali saggi portano alla luce numerose articolazioni del modernismo entro diversi settori della cultura italiana, e ne esplicitano pure alcune che si generano da chiari scambi e velate contaminazioni fra essa e altre culture primo-novecentesche. Gli spunti che emergono da questi contributi dal taglio interdisciplinare e occasionalmente comparato sono tanti e sono fertili. Stimoleranno senz'altro il dibattito di un pubblico specializzato che vorra riflettere ulteriormente sul formarsi diquei movimenti novecenteschi che rinnovarono radicalmente la cultura dell'Italia e di altri paesi.

PAOLA SICA

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Author:Sica, Paola
Publication:Italica
Article Type:Book review
Date:Dec 22, 2007
Words:2031
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