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Luca Serianni e Lucilla Pizzoli. Storia illustrate/ della lingua italiana.

Luca Serianni e Lucilla Pizzoli. Storia illustrate/ della lingua italiana. Roma: Carocci Editore, 2018.

Da almeno un decennio la storia della lingua italiana e diventata uno degli argomenti in voga nella divulgazione scientifica. Si moltiplicano i libri destinad al pubblico non specialista, come ad esempio La grande bellezza dell'italiano di Giuseppe Patota, oppure Ama l'italiano. Segreti e meraviglie della lingua piu bella di Annalisa Andreoni, o ancora La piu bella del mondo. Perche amare la lingua italiana di Stefano Jossa. (1) Libri diversi per taglio e profondita ma che si presentano da subito come qualcosa di differente rispetto al genere dei prontuari salva-errori che fino a pochi anni fa era il core business della pubblicistica linguistica di taglio non accademico. Questo nuovo interesse per la storia dell'italiano non e naturalmente un fatto isolato: si inserisce in un filone trainato, e direi inaugurato, dalle lingue classiche: Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile di Nicola Gardini e La lingua geniale. Nove ragioni per amare il greco di Andrea Marcolongo sono stati per settimane nella classifica dei libri piu venduti in Italia. (2)

La Storia illustrata della lingua italiana di Luca Serianni e Lucilla Pizzoli si inserisce a pieno titolo in questa serie di saggi destinad a un pubblico non specialista. La sua fisionomia riflette anzi in modo ancora piu evidente l'attenzione nei confronti della divulgazione: si tratta infatti di un percorso nella storia dell'italiano attraverso un centinaio di immagini. Questa dimensione visiva e il punto di forza del volume: la narrazione e fatta a partire dalle immagini e non viceversa, come spesso accade ad esempio nei manuali. E un risultato che si deve in parte all'esperienza che sta alie spalle del volume: quella di una mostra sulla lingua italiana, promossa dalla Societa Dante Alighieri, organizzata alia Galleria degli Uffizi di Firenze nel 2003, replicata al Museo Nazionale di Zurigo nel 2005, e poi esportata in formato ridotto nel corso degli anni successivi in moite citta italiane ed europee (10).

Il volume e organizzato in quattro sezioni: dal latino all'italiano (13-56); l'italiano scritto e parlato (57-91); le lingue straniere nell'italiano (91-116); l'italiano nel mondo (117-150). Quattro sezioni che, come si comprendera, permettono di osservare l'evoluzione della nostra lingua da angolazioni diverse, con particolare attenzione a un aspetto solitamente meno in evidenza in questo tipo di opere, come il rapporto tra l'italiano e le lingue straniere.

Il largo spazio dedicato a quest'ultimo tema costituisce l'aspetto forse piu innovativo di questa Storia. Per questo, e da qui che conviene partire. L'introduzione e data da una tabella che da conto della presenza di parole straniere nell'italiano. Si tratta di stime ricavate dalle hanche dati lessicografiche oggi disponibili che permettono di avere, a colpo d'occhio, le proporzioni del fenomeno: su un totale di 328.000 parole che compongono il lessico italiano, l'apporto maggiore, quello della lingua inglese, e di 8.468 vocaboli; il minore, quello cinese, di 78. In mezzo ci sono il trancese (5.354), il provenzale (1.707), lo spagnolo (1.134), il turco (183), l'ebraico (129) sino all'Hindi (103). (3) E un deposito secolare di scambi avvenuti in modi e tempi diversi che viene sgranato, almeno per le lingue principali, nelle pagine seguenti. L'immagine di un codice miniato contenente una traduzione veneta del Roman de Tristan (oggi conservato in Biblioteca Corsiniana, a Roma) accompagna ad esempio la spiegazione della presenza del trancese e del provenzale nel Medioevo. Poche pagine dopo, la copertina di Americana--l'antologia di scrittori americani curata da Elio Vittorini in pieno fascismo (esce nel 1942)--illustra l'inizio del rapporta tra la cultura americana e la cultura italiana. La spiegazione che si affianca all'immagine dell'edizione e quella che potremmo trovare in una mostra. Essenziale, bilanciata tra elementi di dettaglio e di contesto. In questo caso, mentre si ricordano altri volumi importanti usciti nello stesso giro di anni (Scrittori anglo-americani d'oggi di Cario Linati, 1932; Scrittori inglesi e americani di Emilio Cecchi, 1935) si segnala come lo "stile secco e la sintassi scarna" (109) delle traduzioni di scrittori americani sia stato decisivo per l'evoluzione dell'italiano in prosa (si pensi solo alia scrittura di autori come Natalia Ginzburg o Italo Calvino); un'osservazione, quest'ultima, che si accompagna all'esemplificazione di anglicismi entrati in italiano nel corso del Novecento (da cast a question time, 110). (4)

II tema della proiezione del lessico italiano nel mondo a cui e dedicata l'ultima sezione del libro ha goduto--negli ultimi anni--di un interesse crescente. Se un paio di decenni fa la nostra conoscenza della fisionomia dell'italiano fuori d'Italia era ancora in gran parte frammentaria e approssimativa, oggi la situazione e nettamente migliorata: disponiamo di strumenti lessicografici, (5) di studi su ambiti specifici e diverse aree geografiche (non solo l'Europa centrale ma anche i Paesi mediterranei). (6) Questo ha permesso di mettere meglio a fuoco non tanto gli ambiti di maggiore diffusione nelle varie epoche (da quello mercantile nel Medioevo sino alla cucina nel Novecento) quanto i canali di irradiazione e penetrazione degli italianismi. A seconda delle epoche, infatti, bisogna confrontarsi con forme e modalita differenti. E esemplare, sotto questo aspetto, cio che avviene nel mondo delle arti nel Rinascimento: mentre per la diffusione del lessico architettonico italiano sara decisiva la trattatistica a stampa (sia per i trattati originali sia, forse ancora di piu, per le traduzioni, a partire da quelle di Vitruvio), per quel che riguarda la pittura e soprattutto il contatto diretto tra artisti a contare: prima ancora della diffusione della grande trattatistica d'arte italiana-Vasari in testa-il lessico pittorico mostra gia un buon grado di penetrazione in altre lingue. (7)

Questo approfondimento in senso storico della diffusione dell'italiano si integra, nel volume, con un'attenzione all'insegnamento all'estero: il lettore vi trova dati che non e facile reperire al di fuori dell'ambito specialistico, come ad esempio la stima degli studenti che nel primo Novecento studiavano l'italiano all'esterno (circa 80.000 nel 1910:144).

Ragionare a partire dagli oggetti dona all'intera ricostruzione una componente di fisicita che ha una forte carica didattica. Lo si vede bene nei primi due capitoli del libro, dedicati rispettivamente al rapporto con la tradizione e alie diverse forme assunte dell'italiano nella sua storia in relazione all'oralita.

Per quanto riguarda la tradizione letteraria, sono ovviamente i libri gli oggetti privilegiati. Il lettore ha la possibilite di osservarealcuni tra i volumi che--direttamente o indirettamente--hanno contribuito a determinare la fisionomia dell'italiano. Mi riferiscoagli originali dei capolavori di Petrarca e Boccaccio (32-34), alia stampa della prima grammatica italiana--quella di Giovan Francesco Fortunio (Regole grammaticali della volgar lingua, Ancona 1516)--con la quale si inaugura la codificazione dell'italiano, dopo l'esperimento isolato di Leon Battista Alberti (40), ai materiali legati alia revisione dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni (44-47). Esempi che, in modi diversi, testimoniano lo sforzo per la conquista di una lingua condivisa in ambito letterario.

L'altro versante della storia dell'italiano e illustrato soprattutto attraverso la riproduzione di oggetti quotidiani. Molti di essi rimandano a tempi recenti: la radio, i dischi in vinile, la prima televisione. D'altronde, e stato soprattutto a partire dal Novecento che l'italiano e diventato una lingua condivisa a tutti i livelli, nel territorio nazionale. La descrizione delle forme dell'italiano parlato non si limita pero al solo Novecento: ci sono riproduzioni di documenti che testimoniano l'uso quotidiano di una lingua che possiamo definire italiana anche nel passato. Indicativo, in questo senso, un cartello infamante risalente al pieno Seicento, conservato come testimonianza processuale presso l'Archivio di Stato di Roma (67).

4. Gli esempi che sono stati richiamati sono solo alcuni tra i molti che si trovano in questa Storia. Ma dovrebbero bastare a dare un'idea dell'articolazione e della ricchezza di questo libro che, per l'agilita delle spiegazioni e l'affidabilita dei dati, si presenta come una guida efficace per penetrare all'interno della storia dell'italiano. C'e da augurarsi che un'opera del genere--sostanzialmente organizzata come il catalogo di un museo che ancora non c'e--faccia nascere il desiderio presso qualche istituzione di realizzare un luogo in cui la storia dell'italiano possa essere mostrata, raccontata, condivisa. Musei analoghi esistono in altri paesi: sarebbe molto bello che anche l'Italia trovasse un luogo in cui dare alla propria lingua una forma visibile e riconosciuta.

NOTE

(1) Cfr. G. Patota, La grande bellezza dell'italiano. Dante, Petrarca, Boccaccio. Roma-Bari: Laterza, 2015; A. Andreoni, Ama Vitaliano. Segreti e meraviglie della lingua piu bella. Milano: Piemme, 2017; S. Jossa, La piu bella del mondo. Perche amare la lingua italiana. Torino: Einaudi, 2018.

(2) N. Gardini, Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile. Milano: Garzanti, 2016, Laterza, 2016.

(3) Per le stime sul lessico italiano, cfr. anche L. Lorenzetti, Lessico, in Enciclopedia dell'italiano, diretta da Raffaele Simone con la collaborazione di Gaetano Berruto e Paolo D'Achille. Roma: Istituto dell'Enciclopedia italiana, 2010, vol. I, 779-84.

(4) Sul tema, basti in rinvio a M. Fanfani, Anglicismi, in Enciclopedia dell'italiano, cit., vol. I, 79-82.

(5) Cfr. Dizionario di italianismi in francese, inglese, tedesco, a cura di Harro Stammerjohann et alii, Firenze, Accademia della Crusca, 2008 (ora anche disponibile online nel portale dell'Osservatorio degli Italianismi nel Mondo: www.italianismi.org).

(6) Per un quadro d'insieme, cfr. L. Serianni, Gli italianismi nelle altre lingue romanze: prime riflessioni, in Italianismi e percorsi dell 'italiano nelle lingue latine. Attidel Convegno (Treviso 28 settembre 2007. Treviso: Fondazione Cassamarca; Paris: Unione Latina, 2008, 19-41; Harro Stammerjohann, Italianismi, in Enciclopedia dell'italiano, cit., vol. I, 708-11; Italiano per il mondo. Banca, commerci, cultura, arti, tradizioni, a cura di G. Mattarucco, Firenze, Accademia della Crusca, 2012; F. Bruni, L'italiano fuori d'Italia, Firenze, Cesati Editore, 2013.

(7) Mi permetto di rinviare per questo a M. Motolese, Italiano lingua delle arti. Un'avventura europea (1250-1650), Bologna: Il Mulino, 2012.

(8) In merito si veda anche, L. Pizzoli, La politica linguistica.

MATTEO MOTOLESE

Universita degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Author:Motolese, Matteo
Publication:Italica
Date:Dec 22, 2018
Words:1617
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