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Longevita e capacita di resilienza delle imprese familiari nella provincia di Salerno fra XX e XXI secolo.

1. Introduzione

La provincia di Salerno ha rappresentato, nella seconda meta del Novecento, una delle realta pio rilevanti del Mezzogiorno d'Italia sotto il profilo industriale.

Negli anni del secondo dopoguerra l'industria nell'area salernitana visse un'intensa crescita, grazie agli aiuti per il Mezzogiorno (crediti agevolati concessi dal Banco di Napoli e soprattutto dall'Isveimer) e alla politica industriale portata avanti da Alfonso Menna, sindaco di Salerno dal 1956 al 1970, che si protrasse oltre il 1963 (2), oltre cioe la fine del miracolo economico italiano allorquando l'Italia visse una delicata congiuntura economica, legata alla crisi delle relazioni industriali che condusse all'autunno caldo del 1969 (3). Durante questo periodo vi fu un processo di sviluppo guidato che rese Salerno un polo industriale d'eccellenza, inferiore in Campania solo a Napoli, in relazione a quantita e qualita degli investimenti e per numero di occupati rispetto alla popolazione. Rispetto alle altre aree del Mezzogiorno di rapida e intensa industrializzazione, non vi furono grandissimi stabilimenti siderurgici, metalmeccanici e petrolchimici ma vi fu un brulicare di piccole e medie industrie (4). Nel complesso, schiacciante era la presenza dell'industria manifatturiera nella provincia, dove nel 1951 furono censite 10.728 aziende con un totale di 41.939 addetti che subi, pero, una riduzione, nel 1961, nel numero delle aziende che divennero 9.794 mentre aumento il numero di addetti che ascese a 44.488 unita (5). Tra le attivita manifatturiere pio importanti un posto rilevante conservavano ancora le MCM (Manifatture Cotoniere Meridionali), la Fonderia Fratte, i cui stabilimenti furono tutti ampliati e modernizzati (6).

Durante gli anni Settanta, le crisi nazionali e internazionali segnarono il passo dell'economia italiana e pio in generale di tutte le economie occidentali. Nel Mezzogiorno la via d'uscita dalla crisi fu ancorata all'azione assistenziale dell'Isveimer e della Cassa per il Mezzogiorno (7). A partire dagli anni Settanta, sulla base delle stime dell'occupazione nell'industria manifatturiera del Mezzogiorno, vi fu un drastico ridimensionamento del peso industriale della Campania. Tuttavia non si puo esprimere un giudizio completamente negativo sull'industria campana durante gli anni Settanta, laddove l'imprenditoria privata locale rappresentava un ottimo stimolo per la crescita industriale e un'efficace risposta alla crisi dell'industria pubblica (8). Tra gli anni Settanta e Ottanta anche a Salerno le fabbriche statali, quelle appartenenti a multinazionali estere o alle grandi imprese del settentrione furono maggiormente colpite dalla crisi e costrette a ridimensionare la produzione e l'occupazione se non a effettuare lunghi periodi di chiusura oppure a cessare l'attivita. Al contrario molte aziende locali--ad eccezione di quelle che comunque subirono la crisi dei consumi e il crollo dei prezzi internazionaliriuscirono, sebbene con momenti di incertezza, ad avere un ciclo di sviluppo ininterrotto e a continuare tutt'oggi la propria attivita (9). Si tratta principalmente di imprese familiari, create e gestite da imprenditori salernitani, espressione del territorio, della cultura, delle tradizioni, in una parola della storia locale, che hanno saputo trarre dal contesto in cui hanno operato e in alcuni casi operano tuttora le energie e spesso le risorse per puntare all'eccellenza.

Molte di queste aziende affondano le proprie radici sul finire dell'Ottocento mentre altre sono state costituite all'epoca dello sviluppo industriale della citta di Salerno sotto l'impulso della politica di Alfonso Menna e soprattutto dell'intervento straordinario per il Mezzogiorno. Di notevole rilevanza sono, ad esempio, le fabbriche di ceramiche D'Agostino e Ideal Standard, l'azienda Paravia, dedita alla costruzione e manutenzione degli ascensori, l'azienda Antonio Amato del settore molitorio e pastario (10).

Tra le tante storie imprenditoriali, quella dei Di Mauro e un tipico esempio di impresa familiare d'eccellenza, non solo del salernitano ma dell'intero Mezzo-giorno, nei settori della tipografia, dell'editoria e della cartotecnica, che ebbe origine alla fine dell'Ottocento ma che vide il suo decollo nella seconda meta del Novecento. La famiglia Di Mauro ha saputo creare e soprattutto preservare nel tempo un sistema di impresa ancora fortemente radicato sul territorio di Cava de'Tirreni dove, senza voler anticipare quanto segue, l'armonia familiare ha permesso la realizzazione di passaggi di consegne tra vecchie e nuove generazioni senza particolari difficolta.

Nelle prossime pagine sara analizzato, dalle origini, il ciclo di vita delle imprese della famiglia Di Mauro--dalla Emilio Di Mauro, alle Di Mauro-Officine Gra-fiche, Marcina e I.M.A.G.-Industria metelliana di arti grafiche--sulla base di scansioni cronologiche definite, incentrate sulle specificita dei fondatori e dei suc-cessori, sulla nascita delle imprese, sul difficile percorso di costruzioni morfologi-che organizzative complesse lungo la prima meta del Novecento, passando per le sfide poste dapprima dalla convulsa crescita post-bellica e successivamente dalla globalizzazione. Verra posto anche l'accento sui cicli di sviluppo e di contrazione che le imprese della famiglia Di Mauro hanno affrontato, riuscendo a sottrarsi ora non senza difficolta ora con successo a rischiose rigidita.

La non facile ricostruzione della storia delle aziende Di Mauro e avvenuta at-traverso la documentazione originale presente presso i seguenti archivi: Archivio di Stato di Salerno; Archivio della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Salerno; Archivio storico dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani; Archivio storico della Banca Nazionale del Lavoro (11).

2. Le attivita imprenditoriali della famiglia Di Mauro dalle origini all'espansione post-bellica

Le attivita imprenditoriali della famiglia Di Mauro, considerate nel loro insieme, sono in vita da quasi centoventi anni. Lungo tale arco temporale, le imprese Di Mauro si sono specializzate in produzioni di eccellenza nell'ambito dell'editoria, della tipografia, della cartotecnica, degli imballaggi flessibili ecc., riuscendo a divenire fornitrici dei pio importanti istituti bancari, enti pubblici, case editrici e aziende italiane, valicando anche i confini nazionali.

Nel 1895, Emilio Di Mauro, all'eta di vent'anni, diede vita alla "Ditta Emilio Di Mauro fu Nicola". La Ditta si occupava di tipografia e del commercio della carta (12) in un contesto, quello di Cava de'Tirreni, fervido di attivita a carattere prevalentemente artigianale (13). Alla sua morte, nel 1929, la vedova Melania Polizio decise di continuare l'attivita avviata dal marito dal momento che i due figli maschi pio grandi, Antonio e Armando, gia lavoravano nello stabilimento tipografico (14).

Melania Polizio costitui, cosi, la "Ditta Emilio Di Mauro", societa di fatto tra lei e i suoi figli anche se solamente Melania Polizio (rappresentante dei cinque figli minorenni) e i figli maggiorenni Antonio ed Emma furono assurti a responsabili della societa (15). La Ditta, sostanzialmente gestita da Antonio e Armando, continuo a esercitare la sua attivita nell'ambito della tipografia e del commercio della carta.

Durante gli anni dell'autarchia fascista, le vicende societarie e familiari della "Ditta Emilio Di Mauro" conobbero numerosi cambiamenti, scanditi da eventi luttuosi, da dipartite per emigrazione e da estromissioni volontarie dalla societa che portarono negli anni delle seconda guerra mondiale a un assetto proprietario e gestionale della "Ditta Emilio Di Mauro" controllato da Antonio e Armando e destinato a permanere fino alla prima meta degli anni Cinquanta. Infatti, durante gli anni del conflitto essi riuscirono, nonostante le difficolta legate a un paese caratterizzato da un'economia di guerra, a far crescere notevolmente l'azienda fino a farle spiccare il volo, trasformandola, nel 1942, da societa di fatto a societa in nome collettivo, "Ditta Emilio Di Mauro s.n.c." avente come scopo l'industria tipografica, la lavorazione di sacchetti e la compravendita di carta e oggetti di cancelleria (16).

Nel periodo post-bellico, i fratelli Di Mauro cercarono di rafforzare le fondamenta della propria azienda introducendo una serie di innovazioni sia dal punto di vista strutturale che da quello societario. Nel 1945, Antonio e Armando modificarono nuovamente la ragione sociale dell'azienda trasformandola da societa in nome collettivo a societa a responsabilite limitata "Ditta Emilio Di Mauro s.r.l." (17). Nel primo anno di attivita con la nuova denominazione sociale, alla Ditta Emilio Di Mauro continuarono a essere commissionati prevalentemente lavori da parte di enti statali, in particolar modo dall'Amministrazione delle Ferrovie e dei Monopoli, attraverso il vaglio del Poligrafico dello Stato. Tra il 1948 e il 1950, fu costruito un nuovo stabilimento e furono potenziati i macchinari esistenti (18). Per la realizzazione di questo progetto di modernizzazione dell'impresa la Ditta Emilio Di Mauro si avvantaggio, cosi come molte altre imprese del Mezzogiorno, di un prestito agevolato da parte della Sezione di Credito Industriale del Banco di Napoli, ricevendo un finanziamento cambiario pari a 38 milioni di lire (che ascese a 51,5 milioni di lire per i relativi interessi ordinari e di mora) da estinguere in 10 anni (19). L'imponente operazione di modernizzazione dell'impresa si rivelo una scelta vincente per i fratelli Di Mauro, che porto in breve a un vertiginoso aumento degli utili dell'azienda. La societa si impose sul mercato attraverso l'avviamento di una moderna linea di produzione con l'introduzione di innovazioni che si susseguirono costantemente e gradatamente nel tempo. La societa Emilio Di Mauro assunse cosi i tipici connotati di un'impresa schumpeteriana sempre rivolta alla massima innovazione (20).

L'azienda aveva ormai raggiunto un considerevole rilievo nel panorama industriale della provincia di Salerno, quando il destino sottrasse, in giovane eta, un altro membro alla famiglia Di Mauro. Infatti, il 7 gennaio 1955, si spense Antonio Di Mauro all'eta di 49 anni (21).

3. L'eta dell'oro delle attivita Di Mauro

3.1. I primi anni della gestione Armando Di Mauro

Nei primi decenni della seconda meta del Novecento le numerose conquiste nel mondo grafico facevano intravedere una rapida trasformazione della stampa. La tipografia tendeva a fondersi con la litografia, laddove i processi di legatoria si erano meccanizzati. L'elettronica, invece, muoveva i primi passi nel campo della composizione del testo mentre aveva gia conquistato il settore della riproduzione delle illustrazioni (22).

Nel 1955 Armando Di Mauro (conosciuto ai pio come don Renato), all'eta di 43 anni, raccolse l'eredita del fratello e in pochi anni fece della societa Emilio Di Mauro un'impresa di elevata rilevanza nel tessuto dell'industria grafica ed editoriale del Mezzogiorno. Numerosi furono i riconoscimenti al suo operato. Come grande atto di stima su scala nazionale fu insignito, il 31 maggio 1968, di una delle pio alte onorificenze italiane, quella di Cavaliere del Lavoro (23).

La gerarchia aziendale fu cosi ridisegnata: al vertice della societa Armando, seguito dalla moglie e dallo zio materno, al quale subentro qualche anno pio tardi Antonio Bartolucci, fratello di Giselda (24). In questo modo l'azienda pote godere di un nuovo equilibrio.

La gestione dell'azienda da parte di Armando immediatamente dopo la morte di Antonio non fu semplice. La presenza di Antonio nell'azienda gli aveva consentito di occuparsi prevalentemente delle relazioni con l'esterno sia in termini di acquisti che di vendite. Venuto a mancare il fratello, Armando dovette coordinare le sue vecchie mansioni con quelle che svolgeva il fratello. Dopo il primo anno di assestamento, nel 1956, Armando riusci a far incrementare gli utili del 38 per cento rispetto all'anno precedente, dopo un triennio di calo, e a realizzare un cospicuo aumento delle vendite (25). Nel 1957 la Ditta Emilio Di Mauro cambio nuovamente ragione sociale, trasformandosi da societa a responsabilita limitata in societa in accomandita semplice (26), assumendo la denominazione "Ditta Emilio Di Mauro di Armando Di Mauro e C." (27).

Sul finire degli anni Sessanta, Armando Di Mauro costitui una nuova societa destinata a divenire nel tempo la principale industria salernitana nel settore dell'industria grafica e cartotecnica (28). Nel 1966, Armando Di Mauro e Giselda Bartolucci, insieme alle figlie Melania e Alba, diedero vita alla societa "Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a.". Successivamente subentrarono nella proprieta le altre due figlie di Armado e Giselda, Luciana e Maria Antonietta. I primi anni di attivita della societa--addetta all'esecuzione di qualsiasi lavoro di stampa, di editoria, di speciali produzioni di carte valori, inchiostri, solventi, smalti, pitture ed altri prodotti chimici, ed ogni altra attivita complementare o attinente (29)--si chiusero in perdita a causa della riduzione della lavorazione, per consentire il rodaggio delle macchine, delle prove delle nuove lavorazioni, dell'addestramento del personale, in buona sostanza a causa delle iniziali difficolta comuni alla maggior parte dei percorsi aziendali nel momento dell'immissione sul mercato di una nuova gamma di prodotti (30).

3.2. Una difficile congiuntura per l'economia italiana: gli anni Settanta

Gli anni Settanta furono anni difficili per l'economia mondiale con pesanti riflessi anche sull'economia italiana per gli shock petroliferi del 1973 e del 1979 e per le forti tensioni in campo lavorativo. Dall'"autunno caldo" alla marcia dei quarantamila vi fu un vera e propria crisi dell'industria italiana (31).

La societa Emilio Di Mauro non solo usci indenne dalla crisi ma, anche se a fasi alterne, fu capace di realizzare cospicui incrementi di fatturati e utili, grazie a una politica di gestione che punto su vari fattori: la continua modernizzazione degli impianti unita all'acquisto di macchinari sempre pio all'avanguardia, il reinvestimento degli utili e la diversificazione della clientela e della produzione. Grazie a un'intensa attivita commerciale, l'azienda riusci a tenere testa alla contrazione della richiesta della clientela tradizionale nel campo dei materiali reclamistici (calendari, opuscoli, depliants, ecc.) e delle etichette per le industrie conserviere e dell'imbottigliamento, intensificando l'acquisizione delle commesse di enti e pubbliche amministrazioni, commesse che--anche se meno rimunerative--consentirono all'azienda di lavorare con continuite (32). L'impresa riusci, in questo modo, a garantire il lavoro a quasi 300 dipendenti, scongiurando a pio riprese il pericolo del ricorso alla Cassa Integrazione (33). La continua ricerca della qualite fu negli anni l'obiettivo principale che Armando Di Mauro si pose per la buona riuscita dell'azienda, qualite ottenuta percorrendo la strada di nuovi investimenti realizzati mediante aumenti di capitale sociale (34), reinvestimento degli utili e finanziamenti ricevuti dapprima dalla Sezione di Credito Industriale del Banco di Napoli e successivamente dall'Isveimer e dalla Cassa per il Mezzogiorno (35).

Agli inizi degli anni Settanta la societe Emilio Di Mauro era ormai leader nei settori della grafica e dell'editoria per investimenti, meccanicizzazione e vendite e il nuovo decennio fu inaugurato all'insegna dei migliori auspici, dal momento che, nel 1971, la societe in accomandita semplice "Ditta Emilio Di Mauro e C.-S.A.S." fu trasformata in "Emilio Di Mauro-Societe per Azioni", conservando lo stesso patrimonio e lo stesso oggetto sociale stabilito nel 1957 (36).

Tra i suoi principali clienti figuravano: enti statali, in particolar modo dall'Amministrazione delle Ferrovie e dei Monopoli, attraverso il vaglio del Poligrafico dello Stato, e istituti bancari (Banco di Napoli e Banca Nazionale del Lavoro). L'affidabilite del personale, la qualite e la raffinatezza delle produzioni furono le prerogative che portarono per tanti anni la societe Emilio Di Mauro a essere partner commerciale dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani. Dal 1961 la societe inizio a curare la stampa del testo, la redazione di tavole a colori e la legatura--provvedendo in pio occasioni alla ristampadi opere della Treccani fra cui: il Dizionario Enciclopedico Italiano (DEI) e relativi Supplementi (I e II) nel periodo compreso fra il 1961 e il 1987 (37); l'Eredita del '900, nel periodo 1994-1997 e la Storia del XX secolo, nel periodo 1991-1995 (38); l'Enciclopedia delle Scienze fisiche, nel periodo 1991-1995 (39). Si tratto di una collaborazione trentennale tra la societa Emilio Di Mauro e la Treccani, alla quale, negli anni Novanta, parteciparono anche le altre aziende della famiglia Di Mauro: la Marcina e la I.M.A.G.-Industria Metelliana di Arti Grafiche s.p.a. (40). La Emilio Di Mauro fu anche casa editrice, la maggior parte della produzione edita ha riguardato la storia del Mezzogiorno con particolare riferimento alla storia artistica e culturale, anche se non di rado si incontrano tematiche politiche e sociali, antropologico-culturali e urbanistiche.

Se la congiuntura economica particolarmente difficile degli anni Settanta rese ardua la realizzazione di profitti a un'azienda ormai affermata sul mercato come la Emilio Di Mauro, salire la china fu ancora pio difficile per la neonata Di Mauro-Officine Grafiche che si trovo ad affrontare l'assestamento del suo processo produttivo in un clima caldo con continui aumenti dei costi dei fattori produttivi.

A partire dalla seconda meta degli anni Settanta fatturato e utili furono in costante crescita, grazie: alle capacita dei vertici, a una politica di investimenti in impianti e macchinari attraverso finanziamenti da parte dell'Isveimer, della Sezione di Credito Industriale del Banco di Napoli e della Casmez; alla lungimiranza degli azionisti nell'utilizzare parte degli utili a parziale copertura delle perdite dei precedenti esercizi e a incrementare la riserva straordinaria (41).

3.3. Le imprese Di Mauro durante g|i anni Ottanta e la scomparsa di Armando Di Mauro

Agli inizi degli anni Ottanta, le uniche due societa individuate da una rilevazione censuaria nel settore "arti grafiche ed editoria" dell'industria poligrafica ed editoriale a Cava de' Tirreni furono proprio la Emilio Di Mauro s.p.a., classificata nella categoria d'imprese che impiegavano dai 250 ai 499 addetti e realizzavano un fatturato tra i 5 e i 9,9 miliardi di lire, e la Di Mauro-Officine Grafiche, che impiegava dai 50 ai 99 addetti e realizzava un fatturato tra i 5 e i 9,9 miliardi di lire. In particolare la Emilio Di Mauro s.p.a. era l'unica societa della provincia di Salerno con il maggior numero di addetti e il maggior fatturato dell'intera industria poligrafica ed editoriale, seguita a sua volta dalla Di Mauro-Officine Grafiche, mentre su scala regionale la Emilio Di Mauro s.p.a. era inferiore in termini di addetti e di fatturato solamente alla societa EDI.ME.-Edizioni Meridionali s.p.a. che si occupava dell'edizione e della stampa del quotidiano "Il Mattino", oltre che dei giornali "Sport Sud" e "Lo Sport" (42).

Nel 1981, Armando Di Mauro, Giselda Bartolucci, Antonio Bartolucci e le figlie Melania, Alba, Luciana e Maria Antonietta costituirono la societa "Marcina s.r.l.", con sede in Cava de'Tirreni, avente per oggetto l'acquisto e l'amministrazione di beni immobili in genere e in particolare di immobili industriali nonche investimenti mobiliari di qualsiasi natura e l'industria poligrafica e cartotecnica e il commercio della carta in generale (43). La Marcina si adoperava anche nella fotocomposizione, attraverso l'ausilio di attrezzature tecnologicamente avanzate al servizio della Emilio Di Mauro (44). Nell'ambito di un ampio piano di razionalizzazione delle societa facenti capo alla famiglia Di Mauro, per finalita tecnico-organizzative e reddituali, nel 1998, la Marcina fu fusa, mediante incorporazione, con la Di Mauro-Officine Grafiche (45).

La politica aziendale della societa Emilio Di Mauro durante gli anni Ottanta ripercorse le linee del decennio precedente. Infatti, fu ancora una volta all'insegna di una politica di sempre maggiore potenziamento della struttura aziendale e soprattutto del suo costante adeguamento al progresso tecnologico, al fine di soddisfare ogni nuova richiesta e necessita del mercato in continuo mutamento. I nuovi investimenti furono effettuati sia mediante l'ausilio dei finanziamenti dell'Isveimer e della Casmez che attraverso l'autofinanziamento. Il fatturato crebbe grazie ai ricavi delle produzioni litografiche (per effetto di lavori pubblicitari e commerciali), tipografici (per gli incrementi degli ordini delle Ferrovie dello Stato) e dei moduli continui (46). Il Consiglio di Amministrazione, composto fino ad allora da Armando (in qualita di presidente) e da Giselda e Antonio Bartolucci (consiglieri), fu allargato ad altri componenti della famiglia: Alba di Mauro e Alfonso Romaldo (47). La gestione familiare dell'azienda restava una prerogativa essenziale per la societa Emilio Di Mauro, dal momento che Romaldo era il marito di Maria Antonietta (conosciuta come Antonella).

Superati gli anni di assestamento e allo stesso tempo di affermazione dei propri prodotti sul mercato, la societa Di Mauro-Officine Grafiche durante gli anni Ottanta conobbe un vero e proprio balzo in avanti attraverso la realizzazione di cospicui aumenti di utili e fatturati. Diversi furono i fattori di successo della Di Mauro-Officine Grafiche, in primis l'esperienza e la lungimiranza di Armando Di Mauro, che si manifestarono sia nella scelta di strategie aziendali vincenti che nella capacita di affiancarsi di persone valide come l'ing. Raffaele Virno, marito di Melania Di Mauro, che, nel 1981, fu nominato Direttore generale (48). Oltre a cio, una scrupolosa politica di contenimento dei costi di produzione unita al perseguimento di una politica di vendita indirizzata sempre pio verso prodotti sofisticati e per questo pio rimunerativi contribuirono alla tendenza del progressivo miglioramento dell'azienda di anno in anno. Cosi come per la Emilio di Mauro, per la Di Mauro-Officine Grafiche l'avanzamento tecnologico fu sempre percepito come uno strumento di crescita per l'azienda. A sostenere gli investimenti furono principalmente i finanziamenti concessi dall'Isveimer, dalla Sezione di Credito Industriale del Banco di Napoli e dalla Casmez ma anche una saggia destinazione degli utili alla riserva straordinaria e al capitale sociale (49).

Nella seconda meta degli anni Ottanta, le condizioni di salute di Armando iniziarono a vacillare e fu intrapreso un sofferto passaggio di consegne nelle imprese da lui gestite. Armando inizio progressivamente a cedere le sue azioni agli altri soci dell'azienda. La fine per il Cavaliere Armando Di Mauro arrivo il 18 aprile 1987, all'eta di 75 anni (50).

4. Le aziende Di Mauro tra l'esperienza del passato e le sfide del nuovo millennio

4.1. Le difficolta di mercato e l'epilogo della societa Emilio Di Mauro

Sul finire del Novecento si e assistito a una vera propria trasformazione dell'industria grafica, sia a livello di struttura produttiva che di singola azienda. Questa profonda trasformazione e stata indotta principalmente dai radicali mutamenti della tecnologia dell'informatica e della comunicazione (ICT), che se da un lato hanno contribuito a rendere pio efficienti le aziende dall'altro le hanno poste continuamente di fronte a nuove sfide da affrontare. Infatti, le ICT hanno consentito all'industria grafica un radicale mutamento del processo produttivo e dei relativi parametri di efficienza ma hanno portato anche a mutamento delle caratteristiche del mercato di riferimento dell'industria grafica, sia in termini quantitativi, mutandone i confini, che in termini qualitativi, provocando variazioni nelle caratteristiche della domanda e di conseguenza nell'offerta. Tra la fine degli anni '80 e gli anni '90 le imprese nazionali, in particolare quelle del settore grafico, vissero una difficile congiuntura economica che impose alla Societa Emilio Di Mauro una inevitabile revisione nelle strategie e negli approcci aziendali, al fine di riequilibrare costi e ricavi. I rapidi mutamenti del contesto economico e tecnologico rappresentarono una forte spinta per la Emilio Di Mauro ad adeguare le proprie strutture (51). La strategia di ristrutturazione della societa Emilio Di Mauro--fondata su riorganizzazione interna, investimenti orientati alla diversificazione del prodotto e il consolidamento della posizione commerciale--in un contesto di sempre pio rapidi cambiamenti delle condizioni di mercato, consenti di assorbire solo in parte gli effetti di una crisi settoriale di vaste proporzioni (52).

Nonostante l'impegno profuso e i risultati incoraggianti, la societa Emilio Di Mauro fu fortemente penalizzata dall'andamento negativo dei mercati di sbocco. Il mercato dei moduli continui era ormai ridotto a livelli insignificanti per effetto del processo di informatizzazione attuato dalla Pubblica Amministrazione e dalle banche. Il mercato della biglietteria aerea aveva subito una consistente contrazione, a seguito della crisi del trasporto aereo conseguente agli attentati dell'11 settembre 2001, e successivamente si era orientato rapidamente all'utilizzo del "biglietto elettronico". Il mercato delle carte valori continuava la sua evoluzione all'insegna delle tecnologie informatiche, manifestatasi in special modo nello sviluppo dei sistemi di pagamento automatici a danno della circolazione degli assegni. Soltanto il mercato delle etichette, seppure influenzato dall'andamento altalenante dell'industria agroalimentare e in buona parte destinato all'industria dell'imbottigliamento, restava ancora interessante ma i vincoli derivanti dalla stretta interconnessione delle attivita della societa impedivano qualsiasi ipotesi di salvataggio del ramo di azienda ad esso orientato (53). Tali contingenze resero impossibile l'alimentazione del ciclo produttivo, per cui, nei primi mesi del 2005, fu necessario ricorrere a procedure liquidatorie (54). L'ingegnere Alfonso Romaldo, dopo aver tentato strenuamente la ripresa dell'azienda, assunse il difficile compito di traghettarla sull'altra sponda, il cui approdo avvenne nel 2009, con l'esecuzione del piano di riparto finale del concordato preventivo e con il pagamento al cento per cento di tutti i debiti (privilegiati, ipotecari e chirografari). La famiglia Di Mauro cesso, cosi, l'attivita della Emilio Di Mauro con la stessa correttezza con cui ne aveva alimentato il ciclo di vita per oltre un secolo (55).

4.2. La nascita di una nuova societa e il successo della Di Mauro-Officine grafiche

La fine della "[...] buona e tanto luminosa e gentile figura di Renato Di Mauro" non sanci la fine delle imprese che aveva tenuto in vita, portandole a livelli di produzione di elevatissima qualite. La conflittualita e pio in generale la difficolta propria alle imprese a carattere familiare che si manifestava negli avvicendamenti generazionali nella conduzione e nella proprieta dell'azienda non coinvolsero mai i Di Mauro. Tutti gli eventi vissuti dalla famiglia avvennero in maniera armoniosa e soprattutto nell'interesse e nella consapevolezza dell'inestimabile valore del patrimonio industriale di cui disponeva. Non a caso gli eredi Di Mauro seppero dare il giusto indirizzo alle proprie aziende, conservando all'interno della famiglia la proprieta e la gestione dell'azienda ma orientando gli eredi diretti di Armando verso la prima e i familiari acquisiti verso la seconda, avendo allo stesso tempo la lungimiranza di capire quando si rendeva indispensabile l'ausilio di affermate personalita manageriali esterne alla famiglia. Nonostante un continuo avvicendarsi di eventi abbia costellato il percorso delle imprese Di Mauro dall'uscita di scena di don Renato, le radici imprenditoriali della famiglia Di Mauro sono ormai saldamente radicate nel terreno italiano da pio di cento anni e difficilmente saranno estirpate.

La famiglia Di Mauro negli anni successivi alla scomparsa di Armando non si limito a proseguire le attivita avviate. Infatti, nel 1987, Giselda e Antonio Bartolucci, Alba, Luciana, Melania e Maria Antonietta Di Mauro costituirono una societa per azioni denominata "Di Mauro Fotoformatura s.p.a." con sede a Cava de' Tirreni (56). Nel 1989, la societa cambio denominazione in "I.M.A.G.-Industria Metelliana di Arti Grafiche s.p.a.", in quanto tale denominazione avrebbe rispecchiato in maniera pio consona il nuovo oggetto sociale a sua volta modificato perche sulla base delle tendenze del mercato sarebbe stato pio opportuno sostituire alla produzione di fotolito, grafica, fotocomposizione, selezioni a colori, incisione e attivita industriali inerenti, l'attivita di stampa, di editoria, di speciali produzioni di carte valori, di cartotecnica, di legatoria e attivita attinenti e di ampliarne le possibilita di partecipazione ad altre societa (57).

Durante gli anni Novanta, il mercato di riferimento dell'azienda fu costituito in larga parte dalle aziende grafiche impegnate nella fornitura di prodotti editoriali e solo in rari casi da case editrici. La legatura, in particolare quella in cartonato, finalizzata a opere di pregio, alle enciclopedie e alla manualistica mantenne, nel periodo in considerazione, un livello sostenuto di domanda sul mercato di riferimento dell'azienda, ossia l'Italia centromeridionale (58). In particolare, fu istaurato un rapporto commerciale con l'Istituto della Enciclopedia Italiana di Giovanni Treccani.

Agli inizi del nuovo millennio la I.M.A.G. aveva sostanzialmente raggiunto elevati valori di budget e divenne particolarmente apprezzata sul mercato per qualite, servizio e flessibilita. Costante continuo a essere il suo impegno all'insegna della diversificazione commerciale e del miglioramento dell'efficienza produttiva (59).

L'incremento delle attivita commerciali della I.M.A.G., diretta dall'Ing. Alfonso Romaldo, ha portato al consolidamento delle posizioni acquisite dalla societa sul mercato di riferimento, consentendole di realizzare un cospicuo giro di affari che l'ha resa una delle maggiori aziende di legatoria nel territorio nazionale (60).

All'indomani della scomparsa di Armando Di Mauro, nella Di Mauro-Officine Grafiche la propriete resto invariata, tranne per il trasferimento delle sue quote sociali alla moglie e alle figlie, mentre la gestione dell'azienda continuo a essere affidata a Raffaele Virno, che conservo la carica di Amministratore delegato, e a Giselda Bartolucci, che mantenne quella di Presidente del Consiglio di Amministrazione. Gli sforzi dell'azienda continuarono a essere orientati verso il potenziamento della struttura produttiva, perseguendo l'obiettivo del miglioramento dei prodotti e dei servizi (61).

Sul finire degli anni Novanta, la Di Mauro-Officine Grafiche, per ovviare alla crisi che colpi settore dell'imballaggio flessibile e continuare a conservare la propria quota di mercato, mise in atto un programma di miglioramento della competitivita e della politica di marketing. Furono effettuati investimenti per la razionalizzazione della logistica, il miglioramento di tutte le fasi, la formazione del personale per garantire sempre maggiori standard qualitativi alla clientela (62). Tutto cio rese possibile all'azienda una crescita delle vendite in senso reale e il mantenimento di buoni livelli di redditivita, riuscendo a garantire una struttura finanziaria particolarmente solida. Le posizioni di mercato nei settori di prevalente interesse furono conservate e in alcuni casi rafforzate sul mercato interno e internazionale (63).

Lo scenario macroeconomico in cui la societa Di Mauro-Officine Grafiche si trovo a operare nel primo decennio del Ventunesimo secolo fu particolarmente difficile per l'economia mondiale. La societa Di Mauro-Officine Grafiche raccolse queste nuove sfide attuando una politica volta a una migliore organizzazione aziendale per processi e non per funzioni, al tempo stesso pio flessibile, per rapportarsi al meglio con le sempre pio esigenti richieste della clientela. Particolare attenzione fu data al processo di comunicazione rendendolo pio rapido, preciso e conciso al fine di considerare l'organizzazione un mezzo e non un fine (64). Gli obiettivi di mercato fissati furono attuati potenziando sia il settore ricerca e sviluppo sia il settore produzione. Sul piano degli investimenti fu avviato un piano di ampliamento-delocalizzazione per la realizzazione di nuove linee di produzione e la costruzione di un nuovo sito industriale (65). L'azienda nel corso del decennio, grazie all'attivita di esportazione, in particolare sui mercati tedesco e francese e al progressivo utilizzo degli investimenti realizzati negli anni precedenti, sia in termini di impianti che di organizzazione, ha conseguito risultati pio che positivi riuscendo a mantenere un buon livello di redditivita (66).

La societa Di Mauro-Officine Grafiche, guidata dall'Ing. Raffaele Virno, e leader in Italia nel settore della produzione di imballaggi flessibili del diary e nel 2006 si collocava al primo posto tra le venti pio importanti societa salernitane del settore per numero di dipendenti, per maggior valore aggiunto e ricavi di vendita, mentre si posizionava al secondo posto per patrimonio netto, laddove l'altra azienda della famiglia Di Mauro, la I.M.A.G., si poneva al diciottesimo posto per valore aggiunto e al tredicesimo per patrimonio netto (67).

5. Conclusioni

Quarant'anni di legislazione speciale per il Mezzogiorno non sono bastati a mettere in moto uno sviluppo duraturo e soprattutto autonomo delle imprese meridionali. In questo nuovo contesto economico, caratterizzato dalla fine degli interventi straordinari, dal ristagno degli investimenti nell'industria, dalla caduta degli investimenti in opere pubbliche, dalla permanenza di un contesto socio-economico fortemente impregnato di criminalite organizzata e illegalita, il divario nord-sud non poteva che allargarsi sia in termini di sviluppo industriale che di reddito pro-capite e disoccupazione (68). Attualmente lo sviluppo industriale meridionale e legato alle piccole e medie attivita imprenditoriali operanti soprattutto nel settore manifatturiero, come quelle presenti nelle tre province di antica tradizione industriale campana, che appaiono le uniche risorse in grado di garantire continuite all'imprenditoria del Mezzogiorno (69).

Tra le diverse esperienze di capitalismo locale e familiare del Mezzogiorno si e scelto di analizzare una delle realte imprenditoriali della provincia salernitana pio longeve e con capacite di resilienza: il sistema di imprese della famiglia Di Mauro di Cava de'Tirreni.

Dalla fine dell'Ottocento, da quando cioe Emilio Di Mauro diede origine alla tipografia "Ditta Emilio Di Mauro fu Nicola", la famiglia, soprattutto nella persona di Armando Di Mauro, ha saputo affermare, espandere e reinventare la propria attivite nel campo della tipografia, dell'editoria, e della cartotecnica, passando indenne per le difficili congiunture del '900, e giungendo a essere attualmente una realte di punta nel tessuto imprenditoriale del Mezzogiorno.

I personaggi ai quali e legato il successo imprenditoriale sono Emilio, Antonio e Armando Di Mauro, Antonio Bartolucci, Alfonso Romaldo e Raffaele Virno. Emilio fu l'ideatore del progetto imprenditoriale. I figli Antonio e Armando raccolsero l'eredite paterna traghettando l'impresa attraverso le asperite della crisi del 1929. Armando, in particolare, fu l'artefice del salto di qualite del nucleo originale, che divenne il fulcro di un sistema di imprese (Emilio Di Mauro, Di Mauro-Officine Grafiche e Marcina) puntando su dinamismo, specializzazione e innovazione. Alfonso Romaldo e Raffaele Virno, generi di Armando, hanno infine portato la I.M.A.G e la Di Mauro-Officine Grafiche a divenire imprese di notevole rilievo nell'attuale panorama industriale salernitano.

Un'esperienza cosi lunga e di successo non poteva non essere accompagnata da fasi di rallentamento, che hanno comunque rappresentato importanti momenti di ripensamento e di ridefinizione di strategie. Le fasi di difficolte sono state essenzialmente legate alle particolari congiunture del '900 (le due guerre mondiali, i difficili anni Settanta) e alla rapida innovazione tecnologica del settore grafico (tecnologia dell'informatica e della comunicazione--ICT) che hanno richiesto, infine, una coraggiosa ristrutturazione del sistema di imprese, con la dismissione del nucleo originario (la Emilio Di Mauro) e la valorizzazione delle pio giovani ed efficienti, Di Mauro-Officine Grafiche e I.M.A.G., con produzioni maggiormente rispondenti alle richieste di mercato.

In ogni caso, il punto di forza che ha permesso a questa realte imprenditoriale di sopravvivere cosi a lungo e stata la base familiare. La sintonia di intenti nell'ambito della famiglia si e rivelata la scelta vincente quando e stato necessario rinunciare alla distribuzione dei dividendi, evitare conflitti nei passaggi intergenerazionali, assumere decisioni comuni di ammodernamento tecnologico (70). Tutto cio ha permesso alle imprese Di Mauro di eludere i rischi della cosiddetta "sindrome dei Buddenbrook" giungendo oltre la terza generazione che ad oggi--in una dimensione di piena modernita--impronta la gestione di questa importante realta a quella tradizione e a quei valori che ne hanno decretato il successo.

Fonti archivistiche

Archivio della Camera di Commerclo, Industria, Agricoltura e Artigianato di Salerno, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a.; Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a.; Fondo I.M.A.G.

Archivio Storico dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Fondo Dizionario Enciclopedico Italiano I supplemento, b. 14, ff. 13-18; Fondo Direzione Editoriale, serie II, b. 3, ff. 1963, 1964, 1965, 1966-1969, 1967-1987; Fondo Eredita del '900 e Dizionario Enciclopedico Italiano (DEI), b. 75, ff. 949, 955; Fondo Eredita del '900 e Dizionario Enciclopedico Italiano (DEI), b. 75, f. 955; Fondo Enciclopedia delle Scienze Fisiche, bb. 37-38, ff. 919-935; Fondo Direzione Editoriale, serie II, b. 3, f. 1963; Fondo Direzione Editoriale, serie II, Corrispondenza con societa fornitrici, b. 3, f. 1967-1969.

Referencias

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fecha de recepcion: 03/09/2014

fecha de aceptacion: 18/12/2014

Stefania Manfrellot (1)

stefania.manfrellotti@gmail.coi

Universite LUISS Guido Ca

(1) Dipartimento di Impresa e Management, Universite LUISS Guido Carli, Viale Pola 12, 00198 Roma (Italia).

(2) S. de Majo, Impresa e industria a Salerno nel secondo Novecento, in "Rassegna storica salernitana", f. 51, giugno 2009, p. 76. Cfr. G. Giordano, M. Avagliano, Il Profeta della grande Salerno: cento anni di storia meridionale nei ricordi di Alfonso Menna, Cava de' Tirreni, Avagliano, 1998.

(3) G. Balcet, L'economia italiana: evoluzione problemi e paradossi, Milano, Feltrinelli, 1997, pp. 57-58; M. Magnani, La vera occasione mancata degli anni '60, in "Rivista di storia economica", X, n. 1, 1993, pp. 51-52; S. Manfrellotti, Debito pubblico in Italia fra ricostruzione e sviluppo. Analisi della ripartizione regionale dei buoni del Tesoro poliennali (1945-1963), Milano, FrancoAngeli, 2008, pp. 70-71.

(4) S. de Majo, Impresa e industria a Salerno nel secondo Novecento, cit., p. 5.

(5) Istat, III Censimento generale dell'industria e del commercio 5 novembre 1951, Vol. I, Risultati generali per comune, Tomo 2--Italia centrale, meridionale e insulare, Roma, Tip. F. Failli, 1954, p. 26; Id., 4 Censimento generale dell'industria e del commercio, 16 ottobre 1961, vol. II, Dati provinciali su alcune principali caratteristiche strutturali delle imprese e delle unita locali, Fasc. 61, Roma, Istat,1964, p. 12.

(6) S. de Majo, Impresa e industria a Salerno nel secondo Novecento, cit., p. 99.

(7) Ibidem, pp. 87-88.

(8) S. Sciarelli, La crisi dell'industria regionale all'inizio degli anni '80: la caduta degli investimenti in impianti e le cessazioni aziendali, in L'industria in Campania all'inizio degli anni Ottanta, a cura di Sciarelli S., Maggioni V., Stampacchia P., Napoli, 1982; p. 95; Id., Sintesi dei risultati e conclusioni della ricerca, in L'industria in Campania all'inizio degli anni Ottanta, a cura di Sciarelli s., Maggioni v., Stampacchia p., Napoli, Federazione regionale industriali della Campania, 1982, p. 14.

(9) S. de Majo, Impresa e industria a Salerno nel secondo Novecento, cit., pp. 105-128.

(10) Ibidem, pp. 105-107.

(11) Su questo argomento l'autrice ha pubblicato una monografia dal titolo: Un'esperienza di capitalismo familiare meridionale: le imprese Di Mauro, Salerno, Edizioni Menabo, 2011.

(12) Archivio della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Salerno (d'ora in avanti ACCIAAS), Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Denuncia d'esercizio alla Camera di Commercio e Industria di Salerno, Salerno, 23 aprile 1925.

(13) Ministero di Agricoltura, Industria e commercio. Direzione generale della statistica e del lavoro (Ufficio censimento), Censimento degli opifici e delle imprese industriali al 10 giugno 1911, vol. I, Roma: Tipografia nazionale G. Bertero, 1913, pp. 196, 238-239, 242, 244, 247.

(14) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Istanza presentata da Melania Polizio al Tribunale civile di Salerno relativa all'apertura della successione di Emilio Di Mauro, alla continuazione della Ditta di Emilio Di Mauro, al rinnovo dell'ipoteca della "Ditta Emilio Di Mauro fu Nicola" nei confronti del Credito Commerciale Tirreno, Salerno, 26 novembre 1929; Cfr. anche Id., Tribunale civile di Salerno, Risposta all'istanza presentata il 26 novembre 1929 da Melania Polizio, Salerno, 10 dicembre 1929.

(15) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Denuncia di societa di fatto al Consiglio Provinciale dell'Economia di Salerno, Salerno, 9 maggio 1930.

(16) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Denuncia di modificazioni e variazioni al Consiglio Provinciale dell'Economia di Salerno, Salerno 4 gennaio 1944.

(17) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Atto notarile di trasformazione di societa, Notaio Vittorio Manlio Giuliani, Cava de' Tirreni, 21 dicembre 1946, registrato a Salerno il 26 dicembre 1946 al n. 899.

(18) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Ditta Emilio Di mauro s.r.l., Verbale di Assemblea anno 1949, Cava de' Tirreni, 31 luglio 1950; Id., Ditta Emilio Di mauro s.r.l., Verbale di Assemblea anno 1950, Cava de' Tirreni, 30 agosto 1951.

(19) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Tribunale di Salerno, Annotazione nel registro imprese a favore della Sezione di credito industriale del Banco di Napoli contro la "Ditta Emilio Di Mauro", Salerno, 8 maggio 1950.

(20) S. De Majo, Un caso di capitalismo familiare nell'industria italiana, familiare nell'industria italiana della pasta: l'azienda Antonio Amato di Salerno 19582000, in Imprenditorialita e sviluppo economico. Il caso del capitalismo italiano (secc. XXII-XX), Amatori. F., Colli A. (a cura di), Milano, Egea, p. 466.

(21) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Comunicazione di decesso di Antonio Di Mauro da parte del collegio sindacale della "Ditta Emilio Di Mauro s.r.l."alla Cancelleria del Tribunale di Salerno, Cava de' Tirreni, 14 gennaio 1955.

(22) Gianni E., Stampa, legatoria, cartotecnica: tecnologia ed Implant!, vol. I, Milano, Hoepli, 1969, p. 63.

(23) M. Salpietro, L'imprenditore che trasformo la tipografia in arti grafiche, in "Corriere economia", luglio 2008; Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro (a cura di), I Cavalieri del Lavoro (1901-2001). Storia dell'Ordine e della Federazione, vol. II, Roma, Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, 2001, p. 829.

(24) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Tribunale civile di Salerno, Copia autentica dell'Atto di procura, Notaio Antonio D'Ursi, Cava de' Tirreni 9 giugno 1957, registrato a Cava de' Tirreni il 14 giugno 1957 al n. 747, Cava de' Tirreni, 14 giugno 1957.

(25) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Ditta Emilio Di Mauro s.r.l., Relazione dell'Amministratore unico anno 1956, Salerno, 23 aprile 1957.

(26) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Tribunale civile di Salerno, Copia autentica dell'Atto di trasformazione di societa, Notaio Antonio D'Ursi, Cava de' Tirreni, 30 dicembre 1957, registrato a Cava de' Tirreni il 9 gennaio 1958, al n. 385, Cava de' Tirreni, 13 gennaio 1958.

(27) Nello stesso anno fu modificato anche l'art.2 del contratto sociale riguardante lo scopo della "Ditta Emilio Di Mauro di Armando Di Mauro e C.-S.A.S." nel seguente modo: La societa, sorta per godere dei benefici della legge 29 luglio 1957 n. 634 e successive disposizioni legislative di proroghe e modifiche, ha per oggetto l'impianto e l'esercizio, nei territori agevolati dell'Italia meridionale di stabilimenti industriali per la esecuzione di qualsiasi lavoro di stampa, di editoria, di speciali produzioni di carte valori, di cartotecnica ed ogni altra attivita che possa avervi attinenza (ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a.,Tribunale civile di Salerno, Copia autentica dell'Atto di modifiche al contratto sociale, Notaio Antonio D'Ursi, Cava de' Tirreni 19 giugno 1970, registrato a Cava de' Tirreni il 23 giugno 1970, al n. 1022, Cava de' Tirreni, 22 giugno 1970).

(28) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Copia autentica dell'Atto costitutivo di societa per azioni, Notaio Antonio D'Ursi, Cava de' Tirreni, 12 maggio 1966, registrato a Cava de' Tirreni il 16 maggio 1966 al n. 532, Cava de' Tirreni, 20 maggio 1966.

(29) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Copia autentica del Verbale di assemblea straordinaria della societa "Di Mauro Officine Grafiche s.p.a." del 6 aprile 1967, Notaio Antonio D'Ursi, registrato a Cava de' Tirreni il 15 aprile 1967 al n. 443, Cava de' Tirreni, 20 aprile 1967.

(30) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Relazione del Consiglio di Amministrazione anno 1967, Salerno, 28 ottobre 1967, Id., Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Relazione del Consiglio di Amministrazione anno 1968, Salerno, 29 settembre 1968; Id., Di mauro-Officine Grafiche s.p.a., Relazione del Consiglio di Amministrazione anno 1969, Salerno, 27 settembre 1969.

(31) A. Colli, Capitalismo famigliare, Bologna, Il Mulino, 2006, pp. 37-38.

(32) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Emilio Di Mauro s.p.a., Relazione del Consiglio di amministrazione anno 1975, Cava de' Tirreni, 16 marzo 1976.

(33) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Emilio Di Mauro s.p.a., Verbale del Consiglio d'Amministrazione anno 1977, Cava de' Tirreni, 30 marzo 1978.

(34) Nel 1972 fu predisposto un cospicuo aumento del capitale sociale da 150 a 500 milioni di lire mediante l'emissione di 35 mila azioni nominali di lire 10 mila ciascuna, di cui 24.500 sottoscritte dal cav. Armando Di Mauro, per 245 milioni e 10.500 da Giselda Bartolucci, per 105 milioni di lire (ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Tribunale civile di Salerno, Copia autentica del Verbale di Assemblea Straordinaria della Societa Emilio Di Mauro s.p.a. del 14 febbraio 1972, registrato a Cava de' Tirreni il 21 febbraio 1972 al n. 107, Cava de' Tirreni, 18 febbraio 1972).

(35) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Emilio Di Mauro s.p.a., Verbale di Assemblea ordinaria anno 1976, Cava de' Tirreni, 31 marzo 1977.

(36) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Tribunale civile di Salerno, Copia autentica dell'Atto di trasformazione di societa, Notaio Antonio D'Ursi, Cava de' Tirreni, 27 novembre 1971, registrato a Cava de' Tirreni il 3 dicembre 1971 al n. 1022, Cava de' Tirreni, 4 dicembre 1971.

(37) Archivio Storico dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani (d'ora in avanti ASIEIT), Fondo Dizionario Enciclopedico Italiano I supplemento, b. 14, ff. 13-18, Corrispondenza con la tipografia; Id., Fondo Direzione Editoriale, serie II, b. 3, ff. 1963, 1964, 1965, 19661969, 1967-1987, Corrispondenza con societa fornitrici.

(38) ASIEIT, Fondo Eredita del '900 e Dizionario Enciclopedico Italiano (DEI), b. 75, ff. 949, 955, Materiale redazionale dei dipartimenti.

(39) ASIEIT, Fondo Enciclopedia delle Scienze Fisiche, bb. 37-38, ff.. 919-935, Corrispondenza generale, Corrispondenza con la tipografia.

(40) ACCIAAS, Fondo I.M.A.G., I.M.A.G.-Industria Metelliana di Arti Grafiche s.p.a., Verbale di assemblea ordinaria anno 1991, Cava de' Tirreni, 30 maggio 1992.

(41) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Relazione del Consiglio di Amministrazione anno 1974, Cava de' Tirreni, 23 maggio 1975.

(42) S. Sciarelli, V. Maggioni, P. Stampacchia (a cura di), L'industria in Campania all'inizio degli anni Ottanta. Repertorio degli stabilimenti, cit., pp. 367-371.

(43) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Marcina s.r.l., Relazione del Consiglio di Amministrazione anno 1981, Cava dei Tirreni, 31 marzo 1982. Nell'ambito di un pio generale riassetto organizzativo, nel novembre 1997, la Marcina cedette il ramo d'azienda della fotocomposizione alla Emilio Di Mauro, per la quale aveva sempre operato (ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Cessione di ramo d'azienda del 13 novembre 1997, Notaio Matteo Fasano, registrato a Salerno il 1 dicembre 1997 al n. 8.539).

(44) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Copia autentica dell'Atto costitutivo di societa a responsabilite limitata del 30 aprile 1981, Notaio Antonio D'Ursi, registrato a Salerno il 5 maggio 1981 al n. 4281.

(45) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Copia del Verbale di delibera di fusione della societa incorporante, Cava de' Tirreni, 10 marzo 1998, Notaio Matteo Fasano, registrato a Salerno il 20 marzo 1998, Cava de' Tirreni, 25 marzo 1998.

(46) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Emilio Di Mauro s.p.a., Relazione del Consiglio di Amministrazione anno 1985; Id., Emilio Di Mauro s.p.a., Relazione del Consiglio di Amministrazione anno 1986, Cava de' Tirreni, 31 mazzo 1987.

(47) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Comunicazione alla Cancelleria del Tribunale di Salerno di nuova nomina del Consiglio di Amministrazione della Societa Emilio Di Mauro s.p.a., Cava de' Tirreni, 12 maggio 1981.

(48) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Estratto dal libro dei verbali del Consiglio di Amministrazione della societa Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., del 28 maggio 1981, Notaio Antonio DUrsi, Cava de' Tirreni, 10 giugno 1981.

(49) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Verbale di assemblea straordinaria della societa "Di Mauro Officine Grafiche s.p.a." dell'8 novembre 1983, Notaio Antonio D'Ursi, registrato a Salerno 12 novembre 1983 al n. 12010.

(50) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Estratto dal libro delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione della Societa Emilio Di Mauro, Verbale del Consiglio di Amministrazione del 22 maggio 1987.

(51) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Emilio Di Mauro s.p.a., Relazione del Consiglio di Amministrazione anno 1994, Cava de' Tirreni, 29 marzo 1995.

(52) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Emilio Di Mauro s.p.a., Relazione del Consiglio di Amministrazione anno 2001, Cava de' Tirreni, 6 aprile 2002.

(53) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Emilio Di mauro s.p.a., Relazione del Consiglio di Amministrazione anno 2003, Cava de' Tirreni, 30 marzo 2004.

(54) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Emilio Di Mauro s.p.a., Verbale di Assemblea straordinaria, Cava de' Tirreni, 29 aprile 2005.

(55) ACCIAAS, Fondo Emilio Di Mauro s.p.a., Emilio Di Mauro s.p.a. in liquidazione, Relazione sulla gestione al bilancio finale in liquidazione, Cava de' Tirreni, 12 novembre 2009.

(56) ACCIAAS, Fondo I.M.A.G., Comunicazione di accettazione di nomina ad Amministratore delegato della societa Di Mauro Fotoformatura s.p.a alla Cancelleria del Tribunale di Salerno, Cava de' Tirreni, 5 dicembre 1987.

(57) ACCIAAS, Fondo I.M.A.G., Copia autentica del Verbale di assemblea straordinaria della societa Di Mauro Fotoformatura s.p.a del 24 luglio 1989, Notaio Antonio D'Ursi, registrato a Salerno il 28 luglio 1989 al n. 6444, 31 luglio 1989, Cava de' Tirreni, 31 luglio 1989.

(58) ACCIAAS, Fondo I.M.A.G., I.M.A.G.-Industria Metelliana di Arti Grafiche s.p.a., Verbale di adunanza del 29 marzo 1999 per approvazione bozza di bilancio al 31 dicembre 1998 e redazione della relazione al bilancio, Cava de' Tirreni, 29 marzo 1999.

(59) ACCIAAS, Fondo I.M.A.G., I.M.A.G.'-Industria Metelliana di Arti Grafiche s.p.a., Verbale di Adunanza del Consiglio di Amministrazione anno 2001, Cava de' Tirreni, 24 maggio 2002.

(60) ACCIAAS, Fondo I.M.A.G., I.M.A.G.-Industria Metelliana di Arti Grafiche s.p.a., Verbale di Adunanza del Consiglio di Amministrazione anno 2008, Cava de' Tirreni, 19 maggio 2009.

(61) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Relazione del Consiglio di Amministrazione anno 1991, Cava de' Tirreni, 30 maggio 1992.

(62) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Relazione del Consiglio d'Amministrazione anno 1996, Cava de' Tirreni, 29 marzo 1997; Id., Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Relazione del Consiglio d'Amministrazione anno 1997, Cava de' Tirreni, 29 marzo 1998.

(63) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Relazione del Consiglio d'Amministrazione anno 1999, Cava de' Tirreni, 27 marzo 2000.

(64) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Relazione del Consiglio d'Amministrazione anno 2002, Cava de' Tirreni, 4 giugno 2003; Id., Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Relazione del Consiglio d'Amministrazione anno 2003, Cava de' Tirreni, 25 giugno 2004.

(65) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Relazione del Consiglio d'Amministrazione anno 2002, cit.

(66) ACCIAAS, Fondo Di Mauro-Officine Grafiche s.p.a., Nota integrativa 1993, Cava de' Tirreni, 30 marzo 1994; Id., Nota integrativa 2008, Cava de' Tirreni, 19 maggio 2009.

(67) M. Santillo, L'industria della carta, del cartone e dell'editoria, in Dal Novecento al Duemila. L'industria in provincia di Salerno (1919-2009), a cura di Montaudo A., Rossi R., Salerno, Plectica Editrice, 2009, pp. 219-222.

(68) L. De Matteo, La dinamica dell'industria manifatturiera in Campania e nelle sue province nel Novecento. La provincia di Salerno, in Dal Novecento al Duemila. L'industria in provincia di Salerno. Confindustria Salerno (1919-2009), cit., pp. 23-25; A. Giannola, Le imprese e lo sviluppo: problemi e prospettive del Mezzogiorno, in "Rassegna economica", n. 1, gennaio-giugno 1998, pp. 11-47.

(69) F. Balletta, Le piccole imprese nel Mezzogiorno d'Italia nella seconda meta del Novecento, in L'impresa familiare nel Mezzogiorno, in L'impresa familiare nel Mezzogiorno continentale fra passato e presente. Un approccio interdisciplinare a cura di De Simone E., Ferrandino V., Milano, FrancoAngeli, 2009, pp. 60-63; L. De Matteo, La dinamica dell'industria manifatturiera in Campania, cit., p. 48.

(70) Non va dimenticato l'indispensabile apporto del mondo femminile della famiglia Di Mauro da Melania Polizio a Giselda Bartolucci, da Melania, Luciana, Alba e Maria Antonietta Di
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Title Annotation:articulo en italiano
Author:Manfrelloti, Stefania
Publication:Pecunia
Date:Jan 1, 2014
Words:8842
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