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Linee guida per la protezione dei minori e delle persone vulnerabili per il Vicariato della Citta del Vaticano (26 marzo 2019).

--visto il Chirografo di San Giovanni Paolo II per la aira spirituale nella Citta del Vaticano, del 14 gennaio 1991;

--vista la Legge N. CCXCVII, sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili, del 26 marzo 2019;

--attesa la natura particolare delle attivita pastorali svolte nell'ambito dello Stato della Citta del Vaticano;

--desiderando introdurre misure specifiche nell'ambito del Vicariato della Citta del Vaticano per la cura e la protezione dei minori e delle persone vulnerabili;

ha adottato le seguenti

LINEE GUIDA

Premessa

La salvaguardia dei minori e delle persone vulnerabili e parte integrante della missione della Chiesa. Il Vicariato della Citta del Vaticano, a cui e affidata la cura pastorale dei fedeli residenti nello Stato, nonche nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, partecipa pienamente a questa missione, fermamente radicata nel convincimento che ogni persona ha un valore unico in quanto creata a immagine e somiglianza di Dio. Infatti, <<l'effettiva tutela dei minori e l'impegno per garantire loro lo sviluppo umano e spirituale consono alla dignita della persona umana fanno parte integrante del messaggio evangelico che la Chiesa e tutti i suoi membri sono chiamati a diffondere nel mondo>> (Chirografo per l'istituzione della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, del 22 marzo 2014).

A. Ambito di applicazione

La normativa canonica e la legislazione dello Stato della Citta del Vaticano in materia di protezione dei minori e delle persone vulnerabili devono essere scrupolosamente rispettate.

Le politiche e le procedure contenute in queste linee guida sono indirizzate a stabilire e a mantenere una comunita ecclesiale rispettosa e consapevole dei diritti e dei bisogni dei minori e delle persone vulnerabili, attenta ai rischi di sfruttamento, di abuso sessuale e di maltrattamento, nell'ambito delle attivita svolte all'interno del Vicariato della Citta del Vaticano. Esse sono rivolte a:

--i canonici, i coadiutori e il clero della Basilica di San Pietro;

--i parroci e i coadiutori delle parrocchie di San Pietro e di Sant'Anna in Vaticano;

--i cappellani e gli assistenti spirituali che abbiano ricevuto un incarico pastorale dal Vicario Generale;

--i sacerdoti, i diaconi e gli educatori del Preseminario San Pio X;

--i membri degli Istituti di vita consacrata e delle Societa di vita apostolica che abbiano residenza stabile nello Stato della Citta del Vaticano;

--tutti coloro che operano a qualsiasi titolo, individuale o associato, all'interno della comunita ecclesiale del Vicariato della Citta del Vaticano.

Agli effetti delle presenti linee guida, le <<persone vulnerabili>> sono equiparate ai <<minori>>.

B. Il Referente per la tutela dei minori

Il Vicario Generale nomina un Referente per la tutela dei minori il quale coordina e verifica l'attuazione delle presenti linee guida affinche, nell'ambito del Vicariato, sia mantenuta una comunita rispettosa e consapevole dei diritti e dei bisogni dei minori, nonche attenta a prevenire ogni forma di violenza o di abuso. Il Referente coordinera le attivita di prevenzione e di formazione degli operatori pastorali e avra particolare cura di accogliere e di accompagnare coloro che affermano di essere stati vittima di sfruttamento, di abuso sessuale o di maltrattamento, nonche i loro familiari.

Il Referente si avvale del supporto professionale del Servizio di accompagnamento, gestito dalla Direzione di Sanita e Igiene del Governatorato, e dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.

C. Gli operatori pastorali

1. Nella scelta degli operatori pastorali deve essere accertata, in particolare, l'idoneita dei candidati a interagire con i minori, attraverso un'indagine adeguata e verificando anche l'assenza di carichi giudiziari pregiudizievoli.

2. Gli operatori pastorali devono ricevere una formazione adeguata circa i rischi in materia di sfruttamento, di abuso sessuale e di maltrattamento dei minori, nonche circa i mezzi per identificare e prevenire queste offese. Essi sono tenuti inoltre a partecipare ai programmi di formazione organizzati dall'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica, di concerto con il Servizio di accompagnamento.

3. I collaboratori occasionali sono informati circa i comportamenti da tenere nell'interazione con i minori, nonche sui comportamenti vietati.

D. Attivita pastorali

1. Nelle attivita pastorali che coinvolgano minori, la tutela di costoro deve assumere un carattere prioritario. Pertanto, nel corso delle loro attivita, gli operatori pastorali devono:

--usare prudenza e rispetto nel relazionarsi con i minori;

--fornire loro modelli positivi di riferimento;

--essere sempre visibili agli altri quando sono in presenza di minori;

--segnalare al responsabile qualsiasi comportamento potenzialmente pericoloso;

--rispettare la sfera di riservatezza del minore;

--informare i genitori o i tutori delle attivita che vengono proposte e delle relative modalita organizzative;

--usare la dovuta prudenza nel comunicare con i minori, anche per via telefonica e sui social network.

2. Agli operatori pastorali e severamente vietato:

--Infliggere castighi corporali di qualunque tipo;

--instaurare un rapporto preferenziale con un singolo minore;

--lasciare un minore in una situazione potenzialmente pericolosa per la sua sicurezza psichica o fisica;

--rivolgersi ad un minore in modo offensivo o assumere comportamenti inappropriati o sessualmente allusivi;

--discriminare un minore o un gruppo di minori;

--chiedere a un minore di mantenere un segreto;

--fare regali ad un minore discriminando il resto del gruppo;

--fotografare o filmare un minore senza il consenso scritto dei suoi genitori o tutori;

--pubblicare o diffondere anche via web o social network immagini che ritraggano in modo riconoscibile un minore senza il consenso dei genitori o tutori.

3. Le attivita pastorali sono svolte in locali adatti all'eta e allo stadio di sviluppo dei minori. Per quanto possibile, gli operatori pastorali devono avere particolare cura affinche i minori non entrino o permangano in luoghi nascosti alla vista o privi di controllo.

4. Gli eventuali comportamenti inappropriati o di bullismo che dovessero verificarsi tra minori, anche qualora non integrassero gli estremi di un reato, devono essere affrontati prontamente, con equilibrio, prudenza e delicatezza, informandone immediatamente i genitori o i tutori.

E. Consenso informato dei genitori o tutori

1. E indispensabile il consenso scritto dei genitori o tutori per la partecipazione dei minori alle attivita pastorali. I genitori o tutori ricevono informazioni sull'attivita proposta, nonche sui nominativi e recapiti dei responsabili.

2. Il consenso scritto dei genitori o tutori e ugualmente richiesto per fotografare o filmare i minori e per pubblicare fotografie o video che li ritraggano, nonche per contattare il minore, anche per via telefonica e sui social network.

3. Le autorizzazioni che contengono dati sensibili sono conservate con attenzione e cura.

F. Trattazione delle segnalazioni dei presunti casi di sfruttamento, di abuso sessuale o di maltrattamento

1. Coloro che affermano di essere stati vittima di sfruttamento, di abuso sessuale o di maltrattamento in ambito ecclesiale, nonche i loro familiari, hanno diritto ad essere accolti, ascoltati e accompagnati. Il Vicario Generale, direttamente o tramite il Referente per la tutela dei minori, dara loro ascolto, impegnandosi a garantire un'adeguata assistenza spirituale e tutelandone l'immagine e la sfera privata, nonche la riservatezza dei dati personali. Il Vicario Generale potra affidare l'accompagnamento spirituale delle persone offese e dei loro familiari a un presbitero qualificato.

2. Alle persone offese sara offerta inoltre assistenza medica e sociale, compresa l'assistenza terapeutica e psicologica di urgenza, nonche informazioni utili di natura legale, avvalendosi anche del Servizio di accompagnamento gestito dalla Direzione di Sanita e Igiene.

3. Fatto salvo il sigillo sacramentale, gli operatori pastorali, i collaboratori e i volontari che abbiano notizia di un minore vittima di sfruttamento, di abuso sessuale o di maltrattamento, ne informano il Vicario Generale, direttamente o tramite il Referente per la tutela dei minori.

4. Il Vicario Generale o il Referente chiede all'autore della segnalazione di formalizzarla per iscritto, anche al fine di comunicarla al promotore di giustizia presso il tribunale dello Stato della Citta del Vaticano. L'autore della segnalazione sara incoraggiato a presentare denuncia direttamente al promotore di giustizia presso il tribunale dello Stato della Citta del Vaticano.

5. Qualora il presunto autore dei fatti sia un chierico o un membro di un Istituto di vita consacrata o di una Societa di vita apostolica, il Vicario Generale, ricevuta la notizia, la comunica senza indugio all'Ordinario proprio o al Superiore Maggiore.

6. Ogniqualvolta la notizia di reato non sia manifestamente infondata, il Vicario Generale la segnala al promotore di giustizia presso il tribunale dello Stato della Citta del Vaticano e allontana il presunto autore dei fatti dalle attivita pastorali del Vicariato.

7. In caso di opposizione scritta e giustificata della persona offesa o dei suoi rappresentanti legali, o di declino a formalizzare la segnalazione per is critto, il Vicario Generale non la trasmettera al promotore di giustizia a meno che, sentito il Referente per la tutela dei minori, ritenga che la segnalazione sia necessaria per proteggere la persona offesa o altri minori dal pericolo.

8. Nei casi di sua competenza e senza pregiudizio delle indagini condotte in sede civile, il Vicario Generale svolge personalmente o tramite un presbitero esperto in materia processuale e prudente nel discernimento l'indagine previa a norma del canone 1717 CIC. L'indagine e condotta a titolo prioritario.

9. Quando richiesto dalle circostanze, l'Ordinario competente puo delegare la competenza a condurre l'indagine previa al Vicario Generale.

10. Nei procedimenti, si accerta la condotta delittuosa, le generalita e l'eta delle persone offese, il danno arrecato e l'eventuale commistione con il foro sacramentale. Possono essere raccolti documenti, prove e testimonianze provenienti dai vari ambiti e ambienti dove l'indagato abbia operato. Il Vicario Generale puo avvalersi anche di deposizioni, testimonianze, documenti e perizie raccolte in sede civile, nonche delle eventuali sentenze o decisioni in merito all'oggetto dell'indagine da parte degli organi giurisdizionali dello Stato. A tale fine, il Vicario Generale puo sospendere i procedimenti in attesa della conclusione delle indagini in sede civile.

11. Nel corso dei procedimenti si avra cura di:

a) lavorare per la guarigione di ogni persona coinvolta;

b) raccogliere la deposizione della persona offesa senza ritardo e secondo modalita adeguate allo scopo;

c) indirizzare la persona offesa a rivolgersi al Servizio di accompagnamento gestito dalla Direzione di Sanita e Igiene;

d) illustrare alla persona offesa quali siano i suoi diritti e il modo di farli valere, compresa la possibilita di fornire prove e di chiedere di essere sentita, direttamente o per il tramite di un intermediario;

e) informare la persona offesa, qualora ne faccia richiesta, sugli esiti delle singole fasi del procedimento;

1) incoraggiare la persona offesa ad avvalersi dell'assistenza di consulenti civili e canonici;

g) preservare la persona offesa e la sua famiglia da qualsiasi intimidazione o ritorsione;

h) tutelare l'immagine e la sfera privata, nonche la riservatezza dei dati personali della persona offesa.

12. La presunzione di innocenza deve essere sempre garantita, tutelando la reputazione dell'indagato. Salvo che sussistano gravi ragioni in senso contrario, l'indagato e informato tempestivamente delle accuse a suo carico, onde potersi difendere dalle medesime. Egli e invitato ad avvalersi dell'assistenza di consulenti civili e canonici. Gli sara offerta anche assistenza spirituale e psicologica.

13. Laddove ci sia motivo di ritenere che i reati possano reiterarsi, sono adottate senza indugio le adeguate misure cautelari.

14. Qualora dall'indagine emerga la verosimiglianza del reato, il Vicario Generale sottopone la causa al Dicastero competente. In caso contrario, il Vicario Generale emette un decreto di archiviazione motivato, conservando nel suo archivio la documentazione attestante le attivita svolte e i motivi della decisione assunta.

15. Chiunque sia dichiarato colpevole di aver commesso uno dei reati di cui all'articolo 1 della Legge N. CCXCVII, sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili, del 26 marzo 2019, sara rimosso dai suoi incarichi; gli sara comunque offerto un supporto adeguato per la riabilitazione psicologica e spirituale, nonche ai fini del reinserimento sociale.

Dispongo che queste linee guida siano osservate ad experimentum per un periodo di tre anni.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 26 marzo dell'anno 2019, settimo del Pontificato.

* Texto tomado de www.vadcan.va.

DOI 10.15581/016.117.010
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Title Annotation:COMENTARIOS Y NOTAS
Author:Pontifice Francisco, Sumo
Publication:Ius Canonicum
Date:Jun 1, 2019
Words:1921
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