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La sceneggiatura: da obiettivo a strumento.

Abstract: L'articolo riprende la tematica dell'utilizzo dell'audiovisivo in classe, andando ad analizzare il ruolo che la sceneggiatura puo avere nell'ottica dello sviluppo delle abilita produttive. Il testo tecnico, opportunamente introdotto, rivela componenti utili anche in ambiente didattico, sfruttando la carica motivazionale riconosciuta al cinema e all'audiovisivo in generale.

Keywords: Sceneggiatura, cinema, motivazione, abilita produttive, scrittura.

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In occasione della Settimana della Lingua italiana nel mondo 2017, dedicata al tema "l'italiano al cinema, l'italiano nel cinema", e interessante riflettere su quale ruolo il cinema abbia oggi nella diffusione e nell'insegnamento della lingua italiana, e in particolare soffermarsi sulla sceneggiatura, quasi mai sfruttata plenamente in questo senso.

Con la diffusione delle teorie di approccio comunicativo degli anni Settanta (1), i testi audiovisivi hanno progressivamente trovato sempre piU spazio nell'attivita didattica, particolarmente nell'insegnamento delle lingue. Dai primi manuali dotati di cassette o CD, si e passati progressivamente a proporre i video come situazioni verosimili di interazioni comunicative.

Negli anni Novanta, le innovazioni tecnologiche sono diventate parte integrante dell'attivita in aula, con un impatto che le ha fatte emergere, secondo Balboni, come potenti catalizzatori di processi e nuovi metodi altrimenti non possibili (Le sfide di Babele 50). Il loro ruolo e diventato sempre piU importante ed e impossibile immaginare oggi una didattica slegata dall'uso delle glottotecnologie, anche solo in relazione alla componente motivazionale che esse esercitano sugli studenti.

Il ritmo di sviluppo e innovazione delle tecnologie a disposizione degli allievi digitali ha inoltre contribuito all'evoluzione del ruolo del docente, sempre meno magister onnisciente e sempre piU "regista nello spazio d'azione didattica" (Balboni 2012, 108). Evoluzione con piU ombre che luci poiche le tecnologie della comunicazione e dell'informazione (TCI) sono state, e rimangono ancora, un elemento di diffidenza tra diversi docenti, incerti nell'utilizzare uno strumento di cui i propri allievi conoscano potenzialita d'uso a loro ignote.

Questa forma di diffidenza, se non di aperto scetticismo, ha portato spesso a utilizzare lo strumento audiovisivo solo in alcune modalita di piU facile controllo. In particolare, l'audiovisivo e utilizzato nella fase della motivazione, dove il piacere determinato dal testo si trasforma in una maggiore focalizzazione dell'attenzione (Diadori, Micheli 197).

Accontentandosi di soddisfare il concetto del "non c'e acquisizione senza motivazione" (Balboni 2013: 19), sono poche le sperimentazioni in direzioni differenti. Si preferisce puntare l'attenzione sulle diverse attivita da affiancare al testo audiovisivo, a seconda che awengano prima, durante o dopo la visione. In questo senso, l'audiovisivo in classe si identifica moite volte con la proiezione.

L'utilizzo citato dell'audiovisivo, pur nella sua efficacia e nella ricchezza delle attivita collegate che genera, ha pero il limite di perdere di vista il fatto che ogni testo audiovisivo e anche--e soprattutto--il risultato di un processo creativo, le cui singole componenti possono a loro volta avere delle potenzialita didattiche da sfruttare nell'ambiente classe.

La componente piU promettente in questo senso e la fase della scrittura, intendendo l'insieme delle fasi che hanno la stesura della sceneggiatura come obiettivo finale.

Tuttavia, e bene chiedersi come possa una sceneggiatura, e cioe un testo tecnico, riservato solitamente ad addetti ai lavori, essere plenamente spendibile in un contesto didattico. La scrittura di una breve sceneggiatura e raramente proposta come esercizio singolo o di gruppo nell'ambito dello sviluppo delle abilita produttive, pur avendo un forte valore aggiunto motivazionale: il legame con lo strumento audiovisivo.

In ragione di questo valore, si analizzeranno di seguito le caratteristiche peculiari di una sceneggiatura, nell'ottica di potenziali utilizzi in sede di insegnamento linguistico (2). Si noti che la sceneggiatura e considerata il primo passo per la realizzazione non solo di opere cinematografiche, ma di tutte le opere narrative a carattere audiovisivo; le possibilita di scelta, dettate dalle necessita specifiche di ogni caso, certamente non mancano.

Tecnicamente, e nel modo piU essenziale possibile, la sceneggiatura e definita come "a story told with pictures, in dialogue and description, and placed within the context of dramatic structure" (Field 20); una storia che puo nascere da un'idea originale, o derivare da altre opere (romanzi, opere teatrali) e che attraversa solitamente alcune fasi (idea, soggetto, trattamento, scaletta) prima di giungere alla stesura propriamente detta. Pur nella sua brevita, la definizione cita ta permette di focalizzarsi su alcune caratteristiche utili, valutandole nell'ottica del miglioramento delle abilita degli studenti.

Una storia raccontata per immagini

La sceneggiatura racconta per immagini, dunque, attraverso cio che succede davanti ai nostri occhi, senza aggiunta di giudizio morale (3). La dimensione emozionale e quella sentimentale devono essere deducibili visivamente dallo spettatore, attraverso gesti, posture o espressioni del viso: si scrivera ad esempio che una persona sorride, in luogo di e contenta (4). Si tratta di un metodo di scrittura che puo aiutare lo studente nell'acquisizione dei lessico L2, in quanto ogni parola o item lessicale e sempre associata a un'immagine del suo significato, e questo permette di orientarsi meglio nell'eterogeneita e mobilita che caratterizzano la componente lessicale della lingua.

La fissazione dei lessico awiene cosi attraverso letture ripetute nel tempo, coaudiuvata e potenziata dalla corrispondenza con un'immagine contestualizzante (5).

Questo tipo di attivita di lettura si rivela utile anche nell'avvicinamento alla letteratura, colmando il divario significativo tra la visione di una sequenza del film e la lettura di un testo letterario originale, dove l'autore abbia operato scelte morfosintattiche o lessicali particolarmente ricercate. La sceneggiatura in questo caso prende la denominazione di "adattamento", derivando non da un'idea originale ma da un'opera preesistente (Rondolino, Tomasi 2), e funge da intermediario, aiutando lo studente ad associare le parole alle immagini osservate a video; le stesse parole, che, in seguito, potra ritrovare nella lettura dei testo originale (6).

Dialoghi e descrizioni

Nella sceneggiatura le parole dei personaggio sono espresse in discorso diretto, con la chiara indicazione del parlante, in una formattazione che permette alio studente di seguire piU chiaramente lo svolgersi di un dialogo, specie in presenza di numerosi personaggi.

In piU, per maggiore chiarezza, la sceneggiatura puo specificare il tono e il destinatario della battuta, attraverso l'utilizzo di diciture dette "parentetiche" sotto il nome del personaggio.

Vediamo l'esempio in questo frammento, con l'intestazione della scena, ulteriore elemento di guida nella lettura per lo studente.

INT. CASA-GIORNO

Bob entra nel salotto. Moira e vicina alla finestra, guarda fuori. Bob si guarda intorno. Tutto e in ordine e in casa regna il silenzio.

Bob: (a Moira) Allora ... cos'e successo?

Moira: (sospirando) Niente, come sempre ...

Bob: Moira ... (pausa) Mi vuoi dire una buona volta cosa sta succedendo qui?

Moira: Ecco, in realta ... (7)

La lettura, e successivamente la scrittura, di un dialogo risultano cosi maggiormente accessibili anche dagli apprendenti dei livelli piU bassi, apprendenti che non sarebbero ancora in grado di misurarsi con un testo narrativo tradizionale. Si noti che l'intestazione della scena e fondamentale sia per i riferimenti spaziali che fornisce, sia per l'attivazione dei campo semantico che attiva. Nel caso di proposta di un'attivita di scrittura, non va sottovalutata la componente di autostima per lo scrivente, che vede il proprio testo molto piU difficilmente equivocabile.

Come i dialoghi, anche le descrizioni offrono spunti di utilizzo interessanti per il docente. In sceneggiatura, le descrizioni di un'azione o di un ambiente devono essere limitate all'essenziale, cercando di non occupare piU di 4-5 righe (8). Questa limitazione spingera gli studenti a ricercare, oltre alia migliore precisione terminologica possibile, anche la sintesi nella stesura (9).

Riprendendo quanto detto in precedenza, la sceneggiatura si costruisce con scritture e riletture, durante le quali chi scrive e costantemente spinto a ridurre il proprio testo, eliminando quanto non sia plenamente informativo. Lo studente deve fare i conti con lo spazio a disposizione, strutturando gerarchicamente le informazioni e concentrandosi solo sulle unita informative essenziali (Serianni 70); per facilitare gli studenti, specie quando la prima stesura risulti particolarmente corposa, e anche possibile operare seguendo la pratica dei "riassunti a catena" (Balboni 2013, 191), passando da 20 righe a 10, poi a 5, cercando di scoprire da un lato quali informazioni non possano mancare, dall'altro il limite oggettivo che il riassunto puo raggiungere. In fase di correzione collettiva, sara compito del docente mostrare come poter ridurre il testo senza trasformare l'esercizio in una semplice contrazione del testo originale (146).

La realizzazione delle descrizioni e resa piU agevole da un'altra caratteristica delle sceneggiature: tutti i verbi sono coniugati al tempo presente. L'azione descritta si svolge nel momento in cui la vediamo, anche nel caso dei flashback interni alla narrazione, come in questo esempio.
   INT. BAR--GIORNO

   Mike e Joe sono sedtiti a un tavolo. La cameriera serve il caffe.
   Mike heve con calma il caffe, ]oe si guarda intorno piU volte.

   Joe: (nervoso) E successo tutto cosi in fretta ...

   BEGIN FLASHBACK

   INT. BANCA -GIORNO

   Joe e al centro dell'atrio, una pistola in pugno. I clienti sono
   distesi a terra. Dietro il bancone, il cassiere abbassa la mano
   verso un pulsante.


Si noti come lo spostamento dell'azione nel passato non venga trasmessa attraverso l'uso di un diverso tempo verbale, ma dalla sola dicitura "begin flashback". Questo, nel caso si stia utilizzando la stesura di una breve sceneggiatura come esercizio di produzione scritta mirata, permette alio studente di concentrare l'attenzione sulla precisione lessicale e sulle nozioni spaziali.

Una storia in una struttura drammatica

L'ultima parte della definizione sottolinea come la storia, pur nella sua Originalita e unicita, risponda sempre a un paradigma strutturale che le permette di esprimersi al meglio. La struttura drammatica e una serie lineare di episodi o eventi che conduce al finale narrativo, e che ritroviamo come spina dorsale del testo in ogni storia (10). Come Field riporta in numerose occasioni: "It's always the same, but different" (29) (11).

In un lavoro di gruppo, dunque, gli studenti possono sfruttare questa identicita strutturale e condividere l'insieme di conoscenze gia possedute: l'attivita di elicitazione fara emergere non solo cosa immaginano del tema, ma anche come si aspettano di vederlo raccontato o di raccontarlo a loro volta. L'elicitazione e la fase di prescrittura della sceneggiatura permettono ora alcune ulteriori riflessioni. Nelle attivita di scrittura, la concettualizzazione e la progettazione del testo sono percepite da molti studenti come un compito troppo impegnativo. L'attivita di scrittura di una sceneggiatura puo invece essere percepita come piU abbordabile, collocata in quella "zone of proximal development", e dunque piU motivante (Balboni 2012, 89).

Anche a livello professionale, la sceneggiatura e sovente un processo creativo di gruppo, con piU persone che lavorano contemporaneamente al testo. E importante mantenere questa dimensione di lavoro di gruppo, in una modalita simile per molti versi a quella del tema al computer, al giornale di classe o al romanzo collettivo. Tutte attivita dove il valore aggiunto del lavoro collettivo risultano evidenti rispetto aile attivita di scrittura del singolo (12), anche e soprattutto nella fase di correzione del processo o del prodotto, compresa la condivisione della valutazione in corso d'opera da parte dell'insegnante. Lo strumento informatico aggiunge ulteriore motivazione e permette anche l'utilizzo di software specifici per la formattazione (13). Si tratta di programmi utilissimi ai neofiti, in quanto permettono di concentrarsi unicamente sul contenuto da esprimere.

La stessa fase di correzione e valutazione dello scritto (14) puo awenire in modalita di gruppo (15). L'efficacia comunicativa del testo verra valutata dalla messa in scena della sceneggiatura da parte di un altro gruppo: se il testo e chiaro e efficace, la sua recita risultera coerente con le intenzioni degli autori. Eventuali differenze potranno essere lo spunto per una correzione collegiale, lasciando agli studenti (autori e no) di trovare la migliore soluzione alla luce dei problemi emersi; naturale mezzo per questa fase e la ripresa audiovisiva, con la realizzazione di un piccolo filmato. Anche la correttezza morfosintattica e l'appropriatezza sociolinguistica potranno essere verificate collegialmente, in una discussione coordinata e guidata dal docente, a cui sara invece riservata il contrallo della ricchezza lessicale e della coesione testuale.

Come evidente dalla semplice analisi della sua definizione, la sceneggiatura puo rivelarsi dunque uno strumento estremamente flessibile nelle mani del docente. Collegata a un piU ampio progetto di storytelling, utilizzata in un'attivita di trasformazione da testo a video (o viceversa), o semplice esercitazione per le capacita di sintesi, offre molteplici declinazioni, tutte accomunate dalla componente motivazionale derivata dall'audiovisivo.

In piU, si tratta di uno strumento che rimane fedele alla propria natura anche quando entra in ambito didattico. Sono richieste espressivita, sintesi, capacita comunicative, cosi come nel suo utilizzo in ambito tecnico. E se nella realta una sceneggiatura viene scritta alio scopo di essere poi venduta, anche questa componente potrebbe entrare nella dinamica didattica, con un contest tra piccoli gruppi all'interno della classe.

ENRICO MASO

Universita di Udine

NOTE

(1) Sull'uso del cinema e degli audiovisivi, si riprendono in sintesi le argomentazioni presenti in Diadori, Micheli 2010, testo che richiama inoltre l'attenzione sulle osservazioni emerse da un questionario del 1996 sottoposto a 105 docenti universitari di "Italiano L2", nei 90 Istituti Italiani di Cultura (sparsi in 22 Paesi europei ed extraeuropei). In particolare, dal questionario emersero tre motivi fondamentali per l'utilizzo del film a scopo glottodidattico: la lingua usata, il contesto e la motivazione. Le risposte dei docenti, inoltre, indicarono corne utili anche altre possibilita offerte dall'audiovisivo, quali analizzare contemporaneamente comportamenti verbali e non verbali, collegare film e opere letterarie, e utilizzare (anche in singole sequenze) sottotitoli in italiano e/o in lingua straniera. Un'ulteriore ricerca presso gli IIC, intitolata Italiano 2000 (De Mauro et al.), ha confermato in segui to quanto evidenziato nel questionario.

(2) Le osservazioni e le attivita proposte qui sono state sviluppate all'interno sia di corsi di "Italiano L2" sia di corsi di scrittura per nativi italiani, modulandole secondo le necessita degli studenti; in entrambe le situazioni si trattava di giovani adulti. In particolare, gran parte delle attivita e delle proposte di attivita sono derivate da quanto svolto presso l'Universita degli Studi di Udine nel corso dell'Italian Summer Course dal 2008 ad oggi, e nell'edizione invernale della stessa iniziativa, datata 2016.

(3) Un esempio di questo approccio e riscontrabile nel romanzo Trilogia della citta di K. di Agota Kristof, di cui pero si consiglia la lettura solo ai livelli piU avanzati.

(4) Questo collegare gesti e espressioni alla dimensione emotiva permette anche una riflessione in ottica interculturale nelle classi con allievi di diverse provenienze. In questo senso, risulta ancora attuale il Supplemento al dizionario italiano di Bruno Munari.

(5) Sull'utilita di accoppiare memoria verbale e visiva come attivita per l'acquisizione lessicale, si veda Balboni 2012, 207.

(6) Sull'uso delle nuove tecnologie didattiche nell'educazione letteraria, Balboni 2006.

(7) La collocazione del dialogo a centro pagina fa riferimento alla formattazione della sceneggiatura tipica della scuola americana, diventata lo standard nella pratica internazionale anche grazie ai principali software tecnici sul mercato.

(8) PiU che di una regola, si tratta di una "buona pratica" che permette una piU facile lettura al destinatario. Si tenga conto che in generale una pagina di sceneggiatura (tecnicamente corrispondente a l' di film) ha molto piU spazio bianco che non scritto, differenziandosi fortemente in questo da un romanzo. Questa caratteristica fisica puo essere sfruttata per spronare gli studenti con minore padronanza linguistica o con piU difficolta nelle attivita di lettura e/o scrittura.

(9) E questo l'aspetto su cui anche gli studenti di lingua madre incontrano le maggiori difficolta.

(10) L'attivita didattica con un adattamento (la sceneggiatura tratta da un romanzo, ad esempio) puo essere immaginata anche corne un passo di avvicinamento al testo originale, di cui si individuano le caratteristiche generali. Una volta familiarizzata la storia, e possibile affrontare l'analisi del testo originale con piU motivazione.

(11) Per ulteriori approfondimenti sulle parti della struttura, McKee R., Story.

(12) Per un approfondimento su queste attivita, Balboni 2013,126-128.

(13) "Final Draft", "Movie Magic", "Celtx" sono i principali e piU diffusi. "Celtx" in particolare risulta molto utilizzato nella sua versione gratuita, piU che adatta a soddisfare tutte le necessita di un'attivita didattica. Da notare che diversi software hanno sviluppato al proprio interno strumenti per la collaborazione a distanza.

(14) Sulla valutazione dello scritto: Balboni 2013,129.

(15) Il docente puo sfruttare questa attivita anche per valutare altri aspetti, come la fluidita dell'eloquio o la correttezza della pronuncia. Inoltre, il secondo gruppo opera un'operazione di transcodifica da testo a messa in scena, competenza a sua volta verificabile dal docente.

OPERE CITATE

Amoruso, Chiara. In parole semplici. La riscrittura funzionale dei testi nella classe plurilingue. Palermo: Palumbo, 2010. Print.

Akers, William M. Your Screenplay Sucks! 100 ways to make it great. Studio City, CA: Michael Wiese Productions, 2008. Print.

Balboni, Paolo. Insegnare la letteratura italiana a stranieri. Perugia: Guerra Edizioni, 2006. Print.

--. Le sfide di Babele--Insegnare le lingue nelle societa complesse. Torino: UTET Universita, 2012. Print.

--. Fare educazione linguistica--Insegnare Italiano, lingue straniere e lingue classiche. Torino: UTET Universita, 2013. Print.

Benvenuto, Guido. Insegnare a riassumere. Torino: Edizioni Loescher, 1987. Print.

Cardona, Mario (a cura di). Vedere per capire e parlare. Torino: UTET Universita, 2007. Print.

Corno, Dario. Scrivere e comunicare--la scrittura in lingua italiana in teoria e in pratica. Milano: Bruno Mondadori, 2012. Print.

De Mauro, Tullio, Massimo Vedovelli, Monica Barni, Lorenzo Miraglia. Italiano 2000. I pubblici e le motivazioni dell'italiano diffuso tra stranieri. Roma: Bulzoni, 2002. Print

Diadori, Pierangela e Paola Micheli. Cinema e didattica dell'italiano L2. Perugia: Guerra Edizioni, 2010. Print.

Field, Syd. Screenplay: The Foundations of Screenivriting. New York: Delta Trade Paperback revised edition, 2005. Print.

Guerriero, Anna Rosa (a cura di). Laboratorio di scrittura. Firenze: La Nuova Italia, 2002. Print.

Kristof, Agota. Trilogia della citta di K. Torino: Super ET, 2005. Print. McKee, Robert. Story. Roma: Omero Editore, 2010. Print.

Munari, Bruno. Supplemento al dizionario italiano. Mantova: Corraini Editore, 1963. Print.

Rondolino, Gianni e Dario Tomasi. Manuale del Film, Torino: UTET Libreria, 1995. Print.

Serianni, Luca. Italian: scritti. Bologna: Il Mulino, 2003. Print. Snyder, Blake. Save the Cat. Roma: Omero Editore, 2014. Print.
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Title Annotation:using films and screenplays in teaching Italian; text in Italian
Author:Maso, Enrico
Publication:Italica
Geographic Code:4EUIT
Date:Mar 22, 2018
Words:2924
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