Printer Friendly

La modernita del multiforme ingegno di Giovan Battista della Porta (1615-2015).

Abstract

La discussione del volume degli Atti del convegno, svoltosi tra Napoli e Vico Equense nell'ottobre 2015 e dedicato a Giovan Battista della Porta, e volta in primo luogo ad illustrare tutti gli aspetti della fervida attivita dell'autore vicano, ma anche a ricostruire, sebbene sinteticamente, il contesto storico, sociopolitico e culturale in cui questa si espresse, mediante una costante attenzione tanto alle fonti quanto alla tradizione ecdotica dei testi dellaportiani.

Parole chiave

Giovan Battista della Porta, Rinascimento meridionale, magia, mnemotecnica, Tommaso Campanella

Il volume (La"mirabile" natura: Magia e scienza in Giovan Battista della Porta (1615-2015), Atti del convegno internazionale, Napoli/Vico Equense, Italia, 13-17 ottobre 2015, a cura di M Santoro, Pisa-Roma: Serra, 2016 (Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento Meridionale, Atti 7), 369 pagine) si apre con un riepilogo puntuale e dettagliato, a firma del curatore, della bibliografia relativa alla poliedrica figura di Della Porta, del quale viene anche fornito l'ultimo aggiornamento della pubblicazione delle opere nell'edizione nazionale per i tipi delle Edizioni Scientifiche Italiane di Napoli. Il fiorire degli studi sull'opera del Vicano si e andato progressivamente specializzando con interventi di vario tipo (dai saggi critici ai convegni), in questa sede attentamente riportati e contestualizzati nel loro sempre piu affinato approccio ermeneutico. Quasi a complemento ed approfondimento di questa Presentazione, si pone l'intervento di Maurizio Torrini, che infatti traccia una precisa panoramica che si conclude con i convegni, dedicati a Della Porta e gia citati da Santoro, di Pisa e Vico Equense (Maccagni, 1967 e Torrini, 1990).

Il saggio d'apertura, di Giovanni Muto, offre un approfondito inquadramento storico di Napoli tra la seconda meta del Cinquecento e il primo quindicennio del XVII secolo. Dall'arrivo di Carlo V (per la valenza, significativa non solo sotto l'aspetto strettamente storico, di questo evento, Megale, 2001 e Corsi, 2005), proveniente da Tunisi, alle attivita delle Accademie degli Oziosi e dei Sileni - la prima fu fondata nel 1611 da Giovanni Battista Manso e fu sciolta nel 1645, mentre la seconda, attiva tra il 1612 e il 1617, ebbe per qualche tempo tra i suoi adepti anche Gianbattista Marino (la prima, le cui Regole (I-Nn, sezione Brancacciana, V D 14 [miscellanea manoscritti], ff. 127r-134r) furono pubblicate in Padiglione, 1878, si rimanda a De Miranda, 2000 mentre, con specifico riferimento alla seconda, utile il rinvio a Comparato, 1973: 365) l'attenzione si focalizza sull'organizzazione del distretto cittadino (la cui linea di demarcazione con il contado non e sempre univoca e di facile identificazione), sulla localizzazione dei sette borghi urbani e sulla definizione dell'area costiera (da levante a ponente, da Pizzo Falcone alle Paludi, dopo il Guasto), oltre cui sorgevano i casali. In questa panoramica, l'autore si sofferma anche sulla minore, ma non per questo priva di importanza, figura di Gian Vincenzo Della Porta, fratello di Giovan Battista, grazie al quale Campanella acquisi i primi rudimenti di astrologia (cfr. Badaloni, 1959-1960, Ernst, 2002: 152 e Piccari, 2007: 20).

Estremamente variegato e documentato e l'intervento di Bruno Basile, che compie un amplissimo excursus sul tema della fisiognomica: partendo dallo pseudo-Aristotele, la parabola di questo filone d'indagine dei tratti somatici passa per autori latini, arabi e rinascimentali: se particolare attenzione viene posta sui testi immediatamente precedenti la De humana physiognomonia dellaportiana, Basile appura i rapporti tra quest'ultima e il De sculptura di Pomponio Gaurico (Rykwert, 2010: 37), mettendo in luce significativi punti di contatto che, partendo da una base galenica (Quod animi mores corporis temperamenta sequantur), permettono di accostare il Vicano a Montaigne e Bacon, tracciando una ideale linea che giunge fino all' Examen de ingenios para la sciencia di Huarte de San Juan, a A treatise of melancholy di Timothie Bright, a The anathomy of melancholy di Robert Burton, fino al trattato cartesiano Les passions de l'ame. L'analisi di Basile mostra infine secondo quali direttive si sia evoluta questa scienza in pieno Settecento (con Camper e Lavater) nonche a fine Ottocento, con Lombroso e Darwin, che archivia l'approccio fisiognomico statico, su cui si erano basati proprio Della Porta e Lavater (Laurenza, 2001: 156). Al De humana physiognomonia di Della Porta sono dedicati altri saggi. Miguel Angel Gonzales Manjarres fornisce infatti un esaustivo resoconto filologico del rapporto tra lo pseudo-Aristotele e Yeditio princeps vicana, in quattro libri, del 1583 (per alcune analogie vigenti tra i due testi si segnala Rodler, 2000: 39--40). La perizia filologia del vicano risalta quindi mediante i fertili contatti tanto con l'ipotesto dello Stagirita, letto in lingua originale nell'edizione aldina curata da Camozzi (Aristotelis De historia animalium et reliqui huic disciplinae agnatos libros continens tomus IH, 1553), con probabile conoscenza della versione di Basilea approntata da Grynaus (Aristotelis Stagiritae [...] opera quae quidem extant omnia, 1550), in lingua latina nella traduzione dello stesso Gryner, arricchita da possibili consultazioni anche dell'edizione giuntina di Bagolino (Aristotelis Stagiritae extra ordinem naturalium varii libri, 1553), dei Parva naturalia di Nifo del 1523 ed in ultimo della traduzione approntata da Willich (1538). Di natura prettamente iconografica sono invece le osservazioni di Alfonso Paolella: d'altronde, e lo stesso Della Porta a sottolineare, nella Ars reminiscendi, quanto stringente e significativo debba essere il rapporto testo/immagine. Un puntuale elenco delle edizioni latine (dal manoscritto perduto del 1583 a quella di Rouen del 1650) ed italiane (dal manoscritto in quattro libri del 1588, distrutto nel 1860, a quella veneziana del 1668), una dettagliata mappatura delle immagini comprese nei testi dellaportiani citati ed una indagine sulle fonti e sulle provenienze delle illustrazioni, di cui alcune varie volte riproposte perche dal polivalente valore, si pongono poi quale armoniosa integrazione dell'introduzione alla Humana Physiognomonia che, per le cure dello stesso Paolella, costituisce il sesto volume (diviso in due tomi, contenenti rispettivamente testo latino e traduzione italiana) dell'edizione nazionale delle opere di Della Porta (Della Porta, 2011: v-lxxxviii). Ancora Marco Santoro approfondisce la figura di Filippo Finella (Pagano, 1975: 28-30). Attivo presso la napoletana Accademia degli Incauti con il nome di Inutile, pubblico nel 1627 il suo primo trattato di fisiognomica, Phisonomia naturale, in due volumi, cui segue, due anni dopo, la Fisionomia naturale [...] divisa in due parti. Nelle quali si contiene la geometria delle membra humane, con un brevissimo discorso detti segni ch 'appariscono nett'ugne delle mani, edita sempre a Napoli, ma all'attivo ebbe anche molte altre diverse opere drammaturgiche, mediche, alchemiche in Di Gino Testi, Esposito Vitolo e Vincenzo Bianchi i piu significativi interventi di studio e riscoperta di questo poliedrico e versatile ingegno. Interferenze e connessioni tra scienza della fisiognomica e filosofia morale sono l'oggetto dell'indagine di Eva Vigh: partendo dai risultati della ricerca confluiti in una pubblicazione recente (Vigh, 2014: 239-239 e 269-306), l'autrice si sofferma sull'incidenza della tradizione filosofica, dallo Stagirita a Nifo commentatore di quest'ultimo, passando per Cicerone, Seneca, Galeno, Avicenna, Rasis, Alberto Magno, Scoto, Pietro d'Abano, al fine di porre in evidenza al meglio l'incidenza, per Della Porta, del triplice metodo (zoologico, etnografico ed etologico o semiotico), con una innegabile importanza accordata alla mesotes aristotelica esposta nell'Etica nicomachea. A supporto del discorso svolto da Eva Vigh, anche in questo caso utile si rivela il supporto di materiale iconografico quale, in riferimento all'invidia, il particolare giottesco della Cappella degli Scrovegni e all'omonimo quadro di de Backer oppure, in relazione al sopravvento della matrice ferina su quella umana, la Salita al Calvario di Bosch ed infine, per la lussuria, a Tintoretto e Artemisia Gentileschi. Dopo aver messo in luce i molteplici riferimenti compiuti da Della Porta alla situazione storico-politica coeva in varie opere drammaturgiche quali La trappolarla, Il Georgio e Gli duoi fratelli rivali, Anna Cerbo si sofferma su Detti fondamenti dello Stato et instrumenti del regnare (varie edizioni tra la editio princeps del 1589 e quella vicentina del 1611) di Scipione Di Castro, che il Vicano potrebbe aver a Napoli o a Roma (sul quale si segnala Canfora, 2005: 89-90): di questo trattato viene analizzato il manoscritto dellaportiano, recante titolo Il principe gia oggetto delle attenzioni di Giorgio Fulco (Fulco, 2001: 296-297). Da un circostanziato duplice raffronto tra quest'ultimo, il manoscritto di Castro e la princeps si evince una quasi certa consultazione, da parte di Della Porta, dell'autografo, o in alternativa di una non identificata copia a questo molto fedele. Il lavoro di Anna Cerbo prelude ad una prossima pubblicazione completa del manoscritto dellaportiano in cui verranno riportate tutte le variante lessicali, grammaticali ed interpuntive nonche lacune di varia entita. Squarciare il velamen di tutto quanto concepito e custodito dalla natura ("quae naturae abdita et ditissima maiestate laterent", Della Porta, 1608: 1 non numerata), come specificato nel Proemium della Phytognomonica, e il fine ultimo del connubio scienza-tecnica, che e un principio cardine nel profilo umano ed artistico di Della Porta (Balbiani, 2001). Partendo dalla Praefactio ad lectores della Magia naturalis, e segnatamente dalla sentenza attribuita da Columella a Cicerone (2Par est eos, qui generi humano res utilissimas et perpensas, exploratasque memoriae tradere concupierint, cuncta tentare", Della Porta 1558: iv), Raffaella De Vivo punta l'attenzione sul Della Porta tecnico e chimico-alchemico, spaziando fino a ragionamenti sull'arte pirotecnica, mostrando in quest'ultimo caso elementi in comune alla Prattica manuale di artiglieria di Luigi Collado e alla Corona e palma militare di artiglieria di Alessandro Capobianco. Se poi non si possono omettere, appuratane la centralita nell'ottica dellaportiana, le pagine dedicate alla fiamma perpetua - concetto cui e dedicato il tredicesimo e conclusivo capitolo dei Magiae naturalis libri, e che sara, non a caso, fondamentale anche per Newton - il discorso si conclude con una rapida, ma non per questo meno interessante, disamina di alcune opere minori di Della Porta, quali il De refractione, i Pneumaticorum libri tres, il De distillatione e il De munitione (Califano, 2016: 91). Piu in medias res in materia ottica, Antoni Malet, partendo dalla pubblicazione nel 1557, per le cure di Jean Pena, degli Euclidis Optica et Catoptrica e dall'eredita del lascito, conosciuto o in traduzione latina o nella versione di Erazmus Ciolek Witelo, di Ibn Al Haytham, mette a fuoco analogie e differenze tra i risultati del Vicano e alcune teorie di Keplero, espresse nei Ad Vitellionem paralipomena e nel Dioptice (rispettivamente del 1604 e del 1611). D'Altronde, e Galileo a ricordare, come lo stesso Keplero avesse riconosciuto l'utilita, in campo astronomico, degli studi di Della Porta (Galilei, 1610: 8 e Festa, 2007: 32-33). L'ultimo aspetto della natura scientifica di quest'ultimo e affrontato da Annibale Mottana che, partendo da quanto enucleato in una precedente ricerca (Mottana, 2006: 1-21), si sofferma sul libro VI della Magia intitolato Gemmas adulterare nititur, in cui il Vicano ha modo di esprimere tutte le proprie competenze mineralogiche e gemmologiche.

Con il saggio di Donald Beecher si inaugura la sezione del volume - il cui ordine dei saggi segue fedelmente quello delle sessioni del convegno - dedicata alla produzione drammaturgica di Della Porta. Partendo dall'assunto che vede nella commedia La Sorella un'opera sperimentale in cui si mira a fondere i generi della tragedia e della commedia, con sensibili punti di tangenza con quanto sperimentato da Giraldi Cinzio, con la tragedia a lieto fine (Herrick, 1955) si analizza in questa sede come la particolarita della trama abbia riscosso, specie su suolo anglosassone, un grande successo, sfociato nelle versioni fornitene da Thomas Middleton (No wit, no help like a woman's, 1611 circa) e Aphra Ben (The counterfeit bridegroom; or, the defeated widow, 1677, Lepage, 1987). Questa operazione comporta pero inevitabilmente uno slittamento del senso proprio dell'ipotesto, spostando l'asse sui valori della city comedy giacobina e della commedia di costume propria della Restaurazione inglese (Wells, 1981 ). Partendo dalla fondamentale questione relativa alla distinzione tra teatro da leggere e da rappresentare, problematica inquadrata e discussa alla fine del XVI secolo da Leone De Sommi e Angelo Ingegneri (rispettivamente ne / quattro dialoghi in materia di rappresentazioni sceniche, 1579-1587 e in Della poesia rappresentativa e del modo di rappresentare le favole sceniche, 1598, Pavesi, 2015: 61-65), Francoise Croisette sviluppa gli esiti di una precedente ricerca di Marco Santoro (Santoro, 2004), focalizzando l'attenzione sui prologhi delle commedie - sette su quattordici pubblicate ne sono dotate - del Vicano: ne risulta una spettrografia alquanto ricca e composita, mediante un variegato uso della prosopopea, che spazia dalla personificazione di Momo e della Verita (Furioso) alle allegorie della Gelosia (La fantesca) e del fiume Sebeto (La Cintia), mentre nei tre restanti casi - ne La carbonaria e ne I duoi fratelli rivali il prologo utilizzato e uno solo, riutilizzato con qualche variante - Della Porta opta per un prologo figurato "di grado zero" (Refini, 2007: 62), secondo un intento di sperimentazione che ha nell'Antiprologo de Il Candelaio di Bruno un paradigmatico esempio (Sabbatino, 2003: 42-52). L'ottima padronanza di repertorio classico (Omero, Apollodoro, Igino) posseduta da Della Porta emerge inoltre dal vaglio delle fonti tanto dell' Ulisse (Gareffi, 1984: 41-72) quanto della Villa. Nel primo, che desume l'argomento dalla Telegonia (su cui si rinvia a Debiasi, 2004: 249271), sara proprio il figlio di Odisseo e della maga Circe - che Della Porta chiama, con lieve variazione lessicale, Teligono - ad uccidere il protagonista, nel quinto atto. Molteplici, ovviamente, le connessioni con la Penelope messe in rilievo da Paola Trivero. Particolarmente fecondo e il confronto con Giraldi Cinzio: se infatti la figura del consigliere, presente nell'Ulisse, riconduce, pur con le dovute differenze, tanto al vecchio Malecche quanto ad Oronte adVOrbecche - ma vasto e il repertorio tragico cinquecentesco in cui e presente questa figura - oltre a Guarini (sul quale, in questa sede, ci si limita a rinviare a Dalla Valle e Zilli, 1993:41-49 e 51-59), e proprio nell'Aitile del Ferrarese che e possibile ravvisare uno dei piu incisivi tentativi di tragicommedia. Gian Antonio Palumbo si occupa invece della complessa stratigrafia (dall'Esiodo letto nella versione di Niccolo della Valle, a Columella, fino ai Corollario in Dioscoridem di Ermolao Barbaro e alle Genealogiae deorum gentilium boccacciane, passando per i Deipnosofisti tradotti da Jacques Dalechamps) che sta alla base della Villa, opera che, negli intenti dell'autore e analogamente al De priscorum proprietate verborum di Giuniano Maio, costituisce una Realencyclopddie, che va ben oltre i confini dell'ambito botanico. Questo lemmario latino costituisce il principale oggetto delle ricerche di Gianni Antonio Palumbo, concretizzatesi, oltre che in vari contributi apparsi in rivista e su volumi collettanei, nella monografia del 2012. Insieme a Luigia Laserra, e sotto la guida di Francesco Tateo, Palumbo e inoltre il curatore, nell'ambito dell'edizione nazionale, del primo tomo (libri I-IV) delle Villae di Della Porta. Proprio nella contrapposizione tra Natura e humana vis, tra aspectus horridus e laeta facies risiede la ragion d'essere dell'indagine condotta da Luigia Laserra: partendo dal Virgilio georgico, si illustra come l'innesto dettagliatamente suddiviso in inoculatio, emplastratio, anularis insitio, cioe innesto in corteccia, vera insitio e infoliatio, vale a dire innesto nel tronco (Orsi, 2005) rappresenti infatti il remedium al naturae defectum, in costante, sempre cangiante e quantunque estremamente fertile interconnessione con il Della Porta studioso di magia, consistendo in ultima analisi l'operazione di miracula efficere in nient'altro che in una naturale conversione (rem unam in alteram vertere, Della Porta, 1558: 93). Significativa, d'altronde, la connessione realizzata da Anna Giannetti tra l'intero corpus dei dodici libri delle Villae e la polemica, portata avanti da Luigi Tansillo in linea con il dettato di Don Pedro Alvarez di Toledo (per i rapporti tra Tansillo e don Pedro di Toledo, si rinvia a Milburn, 2003: 2-29), a difesa di una determinata tradizione agricola, contro le influenze provenienti dai domini dell'alchimia e dell'antiquaria.

Il saggio di Armando Maggi inaugura la sezione del volume dedicata all'aspetto magico e demonologico delle opere dellaportiane (Zambelli, 2007: 28-34). Dopo aver messo in luce molteplici punti di tangenza tra la Phytognomonica e la Oratio de hominis dignitate di Pico della Mirandola, l'autore pone in evidenza l'importanza dell'eredita pliniana - nei ricorrenti riferimenti agli esperimenti di Anassilao, presente anche nel De occulta philosophia di Agrippa - e la crescente attenzione accordata dal Vicano al tema del demone (Ernst, 1991: 180-181), ripreso da Polemone ed Adamanzio tramite il De animalibus di Alberto Magno, il cui De natura locorum costituisce la principale fonte per le disquisizioni astrologiche presenti nella Magia naturalis. Inoltre, partendo da un passo della Epistola ad Anebonem citato all'inizio della coelestis physiognomoniae del 1603, in cui ulteriori approfondimenti sono compiuti sull'argomento, Maggi definisce al meglio, tra connessioni con la commedia L'astrologo dello stesso vicano e suggestioni numerologiche, l'intero magico parametro dellaportiano discutendo fonti e peculiarita di altre opere quali la Taumatologia (Paparelli, 1955) e la Criptologia. Ne poteva mancare, in un profilo intellettuale tanto ricco e composito come quello dellaportiano, un'opera dedicata alla mnemotecnica: Paolo Piccari, in un saggio articolato in quattro paragrafi (Le fonti, Le immagini della memoria, I luoghi della memoria e II ricordo delle parole), illustra approfonditamente come il Vicano si stacchi nettamente dalla trattazione ermetica rinascimentale dell'arte della memoria, prediligendo invece l'impostazione scolastica cinquecentesca, che ha nelle opere di Johann Romberch e Cosma Rosselli (Congestorium artificiosae memoriae, 1520 e Theatrum artificiosae memoriae, 1579) i testi piu rappresentativi (Bolzoni, 1986 e 2003): impostando la propria Ars reminiscendi (pubblicata nel 1602, dopo le edizioni volgari del 1566 e 1583), Della Porta sperimenta le molteplici connessioni possibili con la pittura (memoria rerum/memoria verborum) quanto - in ossequio ad una tradizione retorica ciceroniana, pseudo-ciceroniana e quintilianea, approfondendo al contempo un'idea di manipolazione - scomponimento della parola a supporto/contrassegno dell'immagine mnemonica, in linea con il lascito di Raimondo Lullo, del quale il Tractatus novus de astronomia costituisce un importante riferimento per il Della Porta astrologo, come spiegato da Donato Verardi nel saggio Il dibattito italiano sull'occulto naturale e l'astrologia (anche in questo caso, il saggio e collegato ad un precedente lavoro dell'autore: Verardi, 2013). Il sostrato aristotelico, non inficiato dalle complesse interpretazioni scolastiche di matrice ramista (probabile, invece, l'influsso dell'averroismo e del realismo tomista caratterizzante i pensatori salentini Marcantonio Zimara e Girolamo Balduino, sui quali ci si limita qui a segnalare Rugge, 2004), unitamente al lascito retorico ciceroniano, viene adeguatamente messo in relazione, da Luana Rizzo, alle peculiarita della retorica dellaportiana, con particolare riferimento alla De fiumana phisognomonia e alla Ars reminiscendi. Emergono peraltro sensibili punti metodologicamente comuni con Jacopo Zabarella. Le molteplici, diverse e ramificate connessioni tra opere tanto varie rappresentano l'oggetto dell'indagine di Oreste Trabucco: muovendo dalle tangenze tra le Collectaneorum mathematicarum decades XI di Andreae e la Magia dellaportiana, l'autore indaga sull'eredita del De subtilitate di Girolamo Cardano, e questa evidenza e confermata dall'acquisizione, da parte dell'editore lionese - di formazione giolitina - Rouille, della prima edizione (1558) della Magia del Vicano. Se poi fondamentale si rivela il dittico Pneumatika-Automata di Erone (Trabucco, 2010), si dimostra come proprio gli Pneumatika siano il piu significativo testo di riferimento per i Pneumaticorum libri tres (1601, cui segui una versione ampliata nel 1606).

Un ingegno della caratura di Della Porta non poteva, d'altronde, non catturare le attenzioni dell'Inquisizione (Ricci, 2008: 146-148): da una prima richiesta d'arresto, per supposta complicita con l'astrologo Vincenzo Vitale (sul quale si rinvia a Romeo, 2008: 77), al successivo arresto insieme a Mario Cioffi, sino alla protezione offerta da Ettore Pignatelli, duca di Monteleone, Michaela Valente ricostruisce dettagliatamente le avventure - oscillanti tra censura ed autocensura - di Della Porta tanto con il Santo Uffizio quanto con la Congregazione dell'Indice, che nel 1583 inserisce la Magia naturalis tra i testi da espurgare, seguita negli anni a seguire da Fisionomia e De refractione. Fornendo invece alcuni parziali, quantunque significativi, risultati di un'edizione critica prevista per il 2017, Marco Guardo concentra la propria attenzione sul manoscritto Archivio Linceo 4, riportante biografia intitolata Per la vita di Giovanni Battista Posta linceo, componendo le tessere del percorso del Vicano in seno alla Accademia, dai primi contatti con Federico Cesi (sul quale si rinvia a Graniti, 2006 e Battistini et al., 2007) del 1604 alla affiliazione, avvenuta sei anni piu tardi. Salvatore Ferrara si occupa poi dell'attivita tipografica di Paolo Regio, ordinato sacerdote nel 1582 e vescovo l'anno successivo, promotore di importanti pubblicazioni nel quindicennio 1584-1599. Rilevante anche la produzione letteraria dello stesso, con i Cantici spirituali e il poema Sirenide (1602e 1603) come frutti piu significativi. Della Sirenide, Anna Cerbo ha inoltre curato un'edizione moderna (Regio, 2014).

Ad ulteriore conferma dell'indiscutibile livello scientifico di questi Atti, fondamentale testimonianza del significativo avanzamento degli studi sull'autore vicano, la Cronaca del convegno a cura di Alfonso Ricca (pp. 13-15), l'Appendice iconografica, con immagini provenienti dalle biblioteche nazionali di Roma e Firenze, nonche dalla Corsiniana (pp. 344-352) e l'Indice dei nomi a cura di Maria Pia Vincelli (pp. 353-369). Ad integrazione di questo apparato e con particolare riferimento all'immagine del frontespizio della editto princeps della Magia naturalis, in cui e ritratta la lince, capace di individuare il gregge anche da grandi distanze e oltre un monte, si segnala AA.VV., 2004: 122, mentre come ulteriore riferimento all'intima connessione vigente, in Della Porta, tra tradizione retorica, produzione drammaturgica e sapiente uso di supporti iconografici, e necessario un ultimo rinvio a Bolzoni, 1988.

Bibliografia

AA.VV. "Con parola brieve e con figura": libri antichi di imprese e emblemi: catalogo della mostra (introduzione di L Bolzoni), Pisa, Italia, Biblioteca Universitaria, 9 dicembre 2004-8 gennaio 2005. Lucca: Pacini Fazzi.

Badaloni N (1959-1960) I fratelli Della Porta e la cultura magica e astrologica a Napoli nel '500. Studi storici 1: 677-715.

Balbiani L (2001) La "Magia naturalis" di Giovan Battista Della Porta: lingua, cultura e scienza in Europa all'inizio dell'eta moderna. Berna: Lang.

Battistini A, De Angelis G and e Olmi G (2007) All'origine della scienza moderna: Federico Cesi e l'Accademia dei Lincei. Bologna: Il Mulino.

Bolzoni L (1986) Retorica, teatro, iconologia nell'arte della memoria di Della Porta. In: Giovan Battista Della Porta nell'Europa del suo tempo, Atti del convegno (a cura di M Torrini), Vico Equense, Italia, 29 settembre-3 ottobre 1986, pp. 337-385. Napoli: Guida.

Bolzoni L (1988) Teatro, pittura e fisiognomica nell'arte della memoria di Giovan Battista Della Porta. Intersezioni 8: 477-509.

Bolzoni L (2003) Le tecniche della memoria e la costruzione degli spazi interiori fra Medioevo e Rinascimento. In: Il senso della memoria, Atti del convegno internazionale, Roma, Italia, Accademia dei Lincei, 23-25 ottobre 2002, Roma: Accademia Nazionale dei Lincei, pp. 43-68.

Califano S (2016) Storia dell'alchimia: misticismo ed esoterismo all'origine della chimica. Firenze: Firenze University Press.

Canfora D (2005) Culture and power in Naples from 1450 to 1650. In: Gosman M, MacDonald A e Venderjagt A (a cura di) Princes and Princely Culture, 1450-1650. Leiden-Boston: Brill.

Clubb LG (1965) Giambattista Dellaporta Dramatist. Princeton, NJ: Princeton University Press.

Comparato VI (1973) Societa civile e societa letteraria nel primo Seicento: L'Accademia degli Oziosi. Quaderni storici 2: 359-388.

Corsi C (2005) Musica reale e immaginaria per la visita a Napoli di Carlo V. In: Napoli musicalissima: studi in onore del 70[degrees] compleanno di Renato Di Benedetto. Lucca: LIM.

Dalla Valle D (1993) Alla ricerca dell'intreccio tragicomico: dal cambiamento di lingua al cambiamento di genere. In: Dalla tragedia rinascimentale alla tragicommedia barocca: esperienze teatrali a confronto in Italia e in Francia, Atti del convegno internazionale (a cura di E Mosele), Verona-Mantova, Italia, 9-12 ottobre 1991, pp. 41-49. Fasano (Br): Schena.

Debiasi A (2004) L'epica perduta: Eumelo, il Ciclo, l'occidente. Roma: "L'Erma" di Bretschneider.

Della Porta GB (1558) Magiae naturalis, sive De miraculis rerum naturalium libri IIII. Neapoli: apud Matthiam Cancer.

Della Porta GB (1608) Phytognomonica. Francofurti: apud Nicolaum Hoffmannum.

Della Porta GB (2011) De fiumana physiognomonia libri sex. A cura di Paolella A. Napoli: Edizioni Scientifiche Italiane.

De Miranda G (2000) Una quiete operosa: forma e pratiche dell'Accademia degli Oziosi, 1611-1645. Napoli: Fridericiana Editrice Universitaria.

Ernst G (1991) Religione, ragione e natura. Milano: Franco Angeli.

Ernst G (2002) Tommaso Campanella. Bari: Laterza.

Festa E (2007) Galileo: la lotta per la scienza. Bari: Laterza.

Fulco G (2001) La "meravigliosa" passione: studi sul Barocco tra letteratura e arte. Roma: Salerno Editrice.

Galilei G (1610) Dissertatio cum nuncio sidereo. Pragae: typis Danielis Sedesani.

Gareffi A (1984) La filosofia del manierismo: la scena mitologica della scrittura in Della Porta, Bruno e Campanella. Napoli: Liguori.

Graniti A (a cura di) (2006) Federico Cesi: un principe naturalista, Atti delle Giornate Internazionali, Acquasparta, Italia, 29-30 settembre 2003. Roma: Bardi.

Herrick MT (1955) Tragicomedy: Its Origin and Development in Italy, France and England. Urbana, IL: University of Illinois Press.

Laurenza D (2001) De figura umana: fisiognomica, anatomia e arte in Leonardo. Firenze: Olschki.

Lepage R (1987) A study in dramatic transposition and invention: Della Porta's La sorella, Rotrou's La soeur and Middleton's No wit, no help like a woman's, Comparative Literature Studies 24: 335-352.

Maccagni C (a cura di) (1967) Atti del primo convegno internazionale di ricognizione delle fonti per la storia della scienza italiana: i secoli XIV-XVI, Pisa, 14-16 settembre 1966, Firenze: Barbera.

Megale T (2001) "Sic per te superis gens inimica ruat": l'ingresso trionfale di Carlo V a Napoli (1535). In: Napoli e il Mediterraneo: Atti del convegno internazionale, Napoli, Italia, 11-13 gennaio 2001, pp. 587-610. Napoli, Societa di Storia Patria (Archivio storico per le province napoletane 119).

Milburn E (2003) Luigi Tansillo and Lyric Poetry in Sixteenth-century Naples. Leeds: Maney Publishing for the Modem Humanities Research Association.

Mottana A (2006) Italian gemology during the Renaissance: a step toward modem mineralogy. In: Vai GB e Caldwell WG (a cura di) The Origins of Geology in Italy. Geological Society of America Special Paper 411: 1-21.

Orsi L (2005) Giovan Battista Della Porta's Villa (1592) between tradition, reality and fiction. Annali di storia moderna e contemporanea 11:11-66.

Padiglione C (1878) Le leggi dell'Accademia degli Oziosi in Napoli ritrovate nella Biblioteca Brancacciana. Napoli: Giannini.

Pagano A (1975) "voce" Filippo Finella. Dizionario Biografico degli Italiani 18: 28-30.

Palumbo GA (2012) La biblioteca di un grammatico. Bari: Cacucci.

Paparelli G (1955) La Taumatologia di Giovanbattista Della Porta. Filologia romanza 8: 418-129.

Pavesi G (2015) Leone de' Sommi hebreo e il teatro della modernita. Asola: Gilgamesh Edizioni.

Piccari P (2007) Giovan Battista Della Porta: il filosofo, il retore, lo scienziato. Milano: Franco Angeli.

Refini E (2007) Prologhi figurati: Uso della prosopopea nel prologo teatrale del '500. Italianistica 35: 61-86.

Regio P (2014) Sirenide (a cura di A Cerbo). Napoli: Photocity University Press.

Ricci S (2008) Inquisitori, censori, filosofi sullo scenario della Controriforma. Roma: Salerno.

Rykwert J (2010) La colonna danzante: sull'ordine in architettura. Milano: Scheiwiller.

Rodler L (2000) Il corpo specchio dell'anima: teoria e storia della fisiognomica. Milano: Mondadori.

Romeo G (2008) Amori proibiti: i concubini tra Chiesa e Inquisizione. Bari: Laterza.

Rugge D (2004) La dottrina logica di Marco Antonio Zimara. Galatina (Le): Congedo.

Sabbatino P (2003) Giordano Bruno e la "mutazione" del rinascimento. Firenze: Olschki.

Santoro M (2004) Appunti su alcune componenti paratestuali delle edizioni dellaportiane. In: Montanile M (a cura di) L'edizione nazionale del teatro e l'opera di Giovan Battista Della Porta. Pisa: Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, 43-68.

Torrini M (a cura di) (1990) Giovan Battista Della Porta nell'Europa del suo temp, Atti del convegno, Vico Equense, Italia, 29 settembre-3 ottobre 1986. Napoli: Guida.

Trabucco O (2010) "L'opere stupende dell'arti piu ingegnose": la recezione degli "Pneumatika" di Erone Alessandrino nella cultura italiana del Cinquecento. Firenze: Olschki.

Verardi D (2013) The occult in the naturai magic of Giovan Battista Della Porta and the phenomena of tarantism. In: Genesin M e Rizzo L (a cura di) Magie, Tarantismus und Vampirismus: Eine interdisziplindre Anndherung. Hamburg: Verlag Dr. Kovac, 147-154.

VighE (2014) "Il costume che appare nella faccia": fisiognomica e letteratura italiana. Roma: Aracne.

Zambelli P (2007) White Magic, Black Magic in the European Renaissance: from Ficino, Pico, Della Porta to Trithemius, Agrippa, Bruno. Leiden-Boston: Brill.

Zilli L (1993) Fonti italiane della teoria tragicomica. In: Dalla tragedia rinascimentale alla tragicommedia barocca: esperienze teatrali a confronto in Italia e in Francia, Atti del convegno internazionale (a cura di E Mosele), Verona-Mantova, Italia, 9-12 ottobre 1991, pp. 51-59. Fasano (Br): Schena.

Wells S (1981) Jacobean city comedy and the ideology of the city. English Literary History 48: 37-60.

Renato Ricco

Universita di Salerno, Italia

Autore corrispondente:

Renato Ricco, Dipartimento Studi Umanistici, Universita di Salerno, Via Giovanni Paolo II, 132, 84084 Fisciano SA, Italia.

Email: renato.ricco@yahoo.it
COPYRIGHT 2017 State University of New York at Stony Brook, Center for Italian Studies
No portion of this article can be reproduced without the express written permission from the copyright holder.
Copyright 2017 Gale, Cengage Learning. All rights reserved.

Article Details
Printer friendly Cite/link Email Feedback
Title Annotation:Article; analysis of Italian scholar, Giovan Battista della Porta; text in Italian
Author:Ricco, Renato
Publication:Forum Italicum
Article Type:Critical essay
Geographic Code:4EUIT
Date:May 1, 2017
Words:4615
Previous Article:Eco's The Name of the Rose: Bricolage and montage of cultural history.
Next Article:Mirko Tavoni, Qualche idea su Dante.
Topics:

Terms of use | Privacy policy | Copyright © 2021 Farlex, Inc. | Feedback | For webmasters |