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L'italiano in rete tra parola e immagine.

Traendo spunto da una lezione tenuta presso l'Universita degli studi di Rijeka (Croazia) e organizzata all'interno della XVIII settimana della Lingua Italiana nel mondo dedicata a L'italiano e la rete, le reti per l'italiano (1), propongo alcune osservazioni sull'italiano dei media e sul frequente scollamento fra testo e immagine nel web. Un'analisi, anche per campionature, di testi verbali veicolati da piu media e importante per una riflessione sull'italiano contemporaneo e sulla frammentarieta dei testi prodotti per la rete e i media, sulle forme coesive e non, sui riferimenti deittici.

Come e stato mostrato ormai da tempo, e piu volte ribadito, la diffusione dei mezzi informatici e degli smartphone (anche se con i telefoni la scrittura risulta ancora piu semplificata) non ha depotenziato la scrittura (fra i molti, Antonelli (2017b: 15); Pistoiesi (2004: 10 e 2012: 253); per Twitter, Spina (2016)) ma anzi l'ha favorita, cosicche anche persone poco use alla penna si cimentano in testi scritti, comunicando con amici e familiari o con sconosciuti non di rado appartenenti al mondo dell'amministrazione.

Tale risultato, impensato agli albori di Internet, offre uno specchio dell'italiano contemporaneo--di cui mi pare pero manchino spogli sistematici--in relazione al mezzo che lo veicola e pone altresi interrogativi sull'aderenza piu o meno evidente di tali testi al parlato o allo scritto. Come ha osservato fra gli altri Pistoiesi (2014: 349-375, in particolare 364-371), le scritture digitali sono caratterizzate dalla dialogicita, dalla frammentazione testuale (Simone, 2012: 17), dalla simultaneita e dalla granularita di contro alla linearita e alla consequenzialita (Patota e Rossi, 2018: 8).

Gli esempi che commentero sono volti non tanto a rilevare gli errori grammaticali quanto a precisare su quali aspetti linguistici e testuali intervenire nell'insegnamento e nella riflessione sull'italiano, dal momento che, come hanno osservato di recente Patota e Rossi, non si puo parlare di una lingua della rete ma di lingue e linguaggi della rete (2018: 10). E ancora, mi chiedo, coloro i quali scrivono per il web, pubblicando post, commenti e recensioni, hanno la percezione che il loro scritto diventera pubblico? E chi scrive per un'azienda o un ente pubblico e consapevole che il testo stilato da lui e il primo biglietto da visita dell'ente per cui lavora? E qualora associ un'immagine al testo, e sicuro che essa sia rappresentativa e complementare al messaggio cui e abbinata?

Analizzero alcune tipologie testuali differenti veicolate dai principali media dividendo il contributo in sezioni: la prima raggruppa le campionature dedicate alle scritture private informali e formali, la seconda alle scritture pubbliche.

(1.) Scritture private, informali e formali

(1.)1 Messaggi in WhatsApp

Testo I. Il testo rappresenta lo scambio dialogico di due utenti donne di livello culturale elevato, che si accende con l'invio di un'immagine.

Il parlante 1 (P1) spedisce all'interlocutore (P2) una foto della nipotina; segue la risposta del destinatario con un messaggio vocale, quindi la replica scritta di P1.

Buongiorno! (faccina)

P2: Bellissima! E davvero uno spettacolo di bambina!

P1: Ahah spettacolo davvero, ma se lo dico io sono di parte (faccina) (2)

P2: No no... e meravigliosa!

Lo scambio dialogico, che si esaurisce in tre battute, si esprime in un arco temporale minimo, quasi sincrono, mentre la variabile di spazio nella quale si trovano le due interlocutrici non e palesata.

Come si e detto, un io invia a un tu una foto, che accende la comunicazione; contra+riamente a quanto avviene nelle comunicazioni faccia a faccia, le due interlocutrici non condividono il luogo in cui avviene la comunicazione, e neppure il luogo e il momento in cui e stata scattata la foto, totalmente estranei al dialogo. Comune alla fotografia e allo scambio e il soggetto della foto, argomento della stessa conversazione.

Dal punto di vista testuale, la coesione e data dalla ripresa anaforica rafforzata dall'avverbio (spettacolo davvero).

Testo 2. Il testo 2 rappresenta un altro scambio dialogico attraverso WhatsApp.

Posso mettere qui la credenza?

P2: non so prendi le misure.

Come in 1, l'invio della fotografia origina la conversazione. I due interlocutori, una donna e un uomo, che conoscono il luogo fotografato, chattano come fossero in presenza, dialogano in un tempo minimo realizzando "l'esplicita equivalenza tra chattare e parlare" (Antonelli, 2017a: 148). I riferimenti spaziali sono dati dal luogo fotografato e dal deittico qui, come se la distanza tra P1 e il luogo ritratto fosse poco piu dell'estensione dell'indice della mano: la foto permette uno zoom, un effetto deittico (Pistoiesi, 2015a: 122), che avvicina P1 al luogo in cui sara collocata la credenza, il mobile.

Anche quando le comunicazioni in WhatsApp non sono avviate dall'immagine, le barriere temporali filtrate dal mezzo sono annullate. Attraverso la chat si realizza una lingua scritta che ha le fattezze di una lingua che potremmo felicemente definire, con Bruni, neo-orale (Bruni, 2018: 239), disinvolta e dialogica oltre che trasmessa (Prada, 2003: 251), semplificata nelle sue strutture ma rispettosa dei turni di comunicazione imposti dal mezzo. Una lingua ibrida, che sovrappone i confini dell'oralita e della scrittura, e diminuisce progressivamente la distanza diamesica (Pistoiesi, 2015b).

(1.)2 Messaggi di posta elettronica

I due esempi che seguono, privi di immagini, sono messaggi di posta elettronica formali, anche se i toni sono colloquiali, che si agganciano a comunicazioni o ad eventi precedenti avvenuti in presenza.

Testo 3. Il testo che segue e uno scambio dialogico tra due conoscenti, un uomo e una donna, di livello culturale elevato.

II parlante 1 (P1, uomo) invia al parlante 2 (P2, donna) un messaggio di posta elettronica.

P1: Ciao NOME, tocca a me dirti che, purtroppo, della copia della tua Rivista, non vi e piu traccia...

No no... Non ti preoccupare, sta qui, in ufficio! Quando puoi, passa pure a ritirarla.

Un caro saluto,

FIRMA

P2: Mi verrebbe da dire: che scherzo da prete!!!

Ottimo, verro la prossima e acquistero altre 5 copie...

Grazie, con un carissimo saluto,

FIRMA

Nella sua assoluta banalita, il testo evidenzia la conoscenza da parte di entrambi di elementi comunicativi anteriori alla conversazione, che riaffiorano nel messaggio. Infatti, P1 fa la mimesi di una battuta scherzosa di dialogo, immediatamente lasciata cadere alla seconda riga, che si apre con una doppia negazione seguita da puntini di sospensione.

Di rilievo lo stile colloquiale tipico del parlato con l'espressione informale e marcata in diatopia sta qui in contrasto con la provenienza settentrionale del parlante l, cui segue, in inciso, lo scioglimento del luogo, e la rassicurazione di poter ritirare la Rivista, scritta correttamente con la maiuscola. P2, a sua volta, facendo un riferimento extratestuale all'ambiente clericale in cui e situato il luogo del contesto comunicativo e di lavoro di P1, risponde scherzosamente con una battuta Scherzi da prete! Segue un ulteriore riferimento extratestuale condiviso tra i due interlocutori, acquistero altre 5 copie, che non si riferiscono alla Rivista di P1 ma a un volume pubblicato dalla casa editrice in cui lavora P1. Tutte le informazioni sono giocate sulle conoscenze dei due interlocutori.

Testo 4. Il testo che segue esemplifica uno scambio di messaggi di posta elettronica che una studentessa invio, nel 1999, a una professoressa. La studentessa, dopo aver frequentato il corso, avrebbe dovuto sostenere l'esame ma la professoressa le aveva consigliato di frequentare nuovamente il corso per migliorare la pratica di scrittura. Tralasciando le osservazioni linguistiche (le scrivo a riguardo per sapere; del 11 luglio; mi spiace per non essere stata presente nell'appello), rilevo la difficolta testuale nel formulare le sue richieste in modo comprensibile, ovvero quando avrebbe potuto ripetere l'esame. Il testo della studentessa (P1), infatti, mette in luce un'inadempienza della docente, che non avrebbe registrato il voto, dando per scontato, in tal modo, di aver sostenuto con esito positivo l'esame.

Dopo la risposta della professoressa, segue la risposta contrita e sincera della studentessa che si abbandona a uno stile colloquiale in cui abbondano ellissi di articoli, errori di punteggiatura, poca padronanza del lessico nell'uso di disguido al posto del piu appropriato errore. Si tratta di uno fra i molti possibili esempi di testi scritti male, stilati in quell'italiano che Antonelli definisce l'e-taliano (2012: 537-556; 2017a: 117ss e 138; 2017b: 290ss; e da ultimo Lubello, 2018).

P1: Gentilissima Dott.ssa COGNOME,

Sono NOME COGNOME, del secondo anno, matricola 000000, con Lei ho fatto l'esame a fine ottobre 1999 ma il voto non e stato ancora registrato.

Le scrivo a riguardo per sapere se posso registrare il voto nel prossimo appello del 11 luglio, mi dispiace per non essere stata presente nell'appello del 5 maggio.

Distinti saluti.

P2: Cara COGNOME,

lei non aveva superato l'esame e avrebbe dovurto (sic) frequenrtare (sic) nuovamente il corso e risostenere l'esame.

Se vuole, non terro conto della frequenza ma l'esame lo dovra risostenere perche non era sufficiente

Cordialmente

FIRMA

P1: Gentilissima Dott.sa,

mi scusi ma penso proprio di essermi espressa non male, malissimo e per questo errore la cosa giusta sarebbe rifrequentare il corso!.

Mi ricordo molto bene cosa mi ha detto in quella occasione e di fatti ho rifrequentato, per quanto possibile, il corso nel primo semestre.

Comunque 11 luglio mi presentero per sostenere l'esame.

Mi scusi ancora per il disguido e la ringrazio per la sua disponibilita.

Distinti saluti.

Nel messaggio della studentessa si riscontrano errori morfosintattici e incapacita di trasmissione del contenuto. Esempi siffatti, che sono sotto gli occhi di tutti, permettono di collocare, in una scala ipotetica, questi messaggi al di sotto dei testi semicolti del passato, redatti da scriventi con alfabetizzazione elementare (Malagnini, 2007). A cio si aggiunge che i testi semicolti ricercavano una buona impaginazione, a dimostrazione del fatto che la scrittura meritava un'attenzione anche nella sua disposizione su carta. Nella comunicazione multimediale, invece, l'impaginazione--se non e preimpostata--e definita dallo scrivente, che non la uniforma ne alla tipologia di testo ne al contenuto, compromettendo ulteriormente la comprensione del messaggio.

Inoltre, nonostante molto si sia detto sull'incapacita di redigere testi, notiamo che i programmi di videoscrittura offrono suggerimenti ortografici e morfosintattici--sui quali sono noti a tutti i limiti di suggerimenti grammaticali ormai superati o indicazioni sullo stile e sulla gestualita (Pistoiesi, 2014: 356)--mentre risultano assai scarni quelli di guida alla composizione del testo.

1.3 Strutture a lista e messaggi dell'autore a se stesso Testo 5. Trascrizione:

10-5-98 1 andar in viaggiatura 1 2 per ver un po di riposo cerca de darti sempre coraggio son tutta le tue facciende ma io o trope persone che 5 mi volle malle e io mi trovo con piu malattie una poi nisuno non mi dano nisuna sperassa. e E io non dormo per nulla alla 10 note. io facio una vitta da rabiosa che mi fa mangiar le mie carni. mi trovo con 8 chilli di meno. non o piu pangia. io tutte le notti prego mia 15 Mamma, ma tutto ivano in sostansa io conprendo che per me cie ancora poca vitta. io non mi resta di saluttarvi.

COGNOME NOME

Il testo e stato scritto nel 1998 (e pressoche coevo al testo della studentessa) da un anziano (94 anni), abitante a Venezia, firmato secondo il modulo burocratico cognome-nome.

Il testo, costruito all'inizio da una struttura a lista, dopo il punto 2 si modifica e si trasforma in un monologo interiore che termina con un congedo di tipo epistolare rivolto ai possibili lettori. Nella prima parte lo scrivente alterna la prima e la seconda persona, quest'ultima impiegata anche quando si rivolge a se stesso.

Sul piano grafofonetico si riscontrano, oltre al consueto impiego di una elementare di base faticosa e stentata (da ultimo, Fresu, 2014: 211), la difficolta nella separazione di parole (cie) e nella grafia (facciende), nella resa delle scempie e delle geminate per mancata interiorizzazione della norma e interferenza dialettale (facio, trope, ma coraggio, malattie, note/notti) negli ipercorrettismi (vitta, saluttarvi); nei grafemi diacritici (o per ho). Settentrionalismi marcati sono in de (de darti); nella chiusura di e in i (nisuna); in pangia; nell'oscillazione del nesso consonantico -np- (conprendo ma sempre). Normale la caduta dell'elemento occlusivo nell'affricata dentale (sostansa (Rohlfs, 275: p. 388) e con raddoppiamento della sibilante (sperassa)).

Assenza dei segni grafematici in po e confusione nella distinzione tra congiunzione e verbo essere (e io mi trovo; e E io non dormo).

La punteggiatura si limita al punto fermo, non seguito da maiuscola (cie ancora poca vitta. io non mi resta...); un tentativo di resa della maiuscola si ha dopo revisione in fieri (non mi dano nisuna sperassa. e E io non dormo).

Sul piano morfologico, mancata coordinazione tra soggetto plurale e verbo al singolare (trope persone che mi volle malle), uso marcato del pronome personale soggetto di prima impiegato, nel congedo, nell'anacoluto tema e rema io non mi resta di saluttarvi, uso non veneto in de darti. Notevole la costruzione mi trovo con 8 chilli di meno, come risultato della vita rabbiosa che consuma le carni.

Estensione nell'uso della preposizione in facio una vitta da rabiosa.

Il lessico impiegato denuncia una discreta ricercatezza, forse di base scolastica. Al punto 1 lo scrivente si ripromette di andare in viaggiatura, frutto forse dell'incrocio tra viaggio e villeggiatura; al punto 2 giustifica il punto 1, con una finale che presenta un tratto dialettale tipico del Veneto, con la resa di avere con ellissi di a- iniziale. Notevole l'uso lessicale del sostantivo carni, dell'aggettivo invano e della costruzione affettiva Mia mamma.

Dal punto di vista testuale, la struttura a lista consente allo scrivente di rivolgersi a se stesso usando l'imperativo e il pronome personale di seconda persona. Dopo la quarta riga, pero, lo scollamento tra l'imperativo e l'egocentrismo linguistico fanno si che lo scrivente si rivolga a se stesso con il pronome di prima persona.

Come e stato osservato, mentre questi testi riportano i numerosi, consueti errori ortografici e morfosintattici, ormai ben noti, sono d'altro lato coerenti con la tipologia testuale prescelta. (3) In altre parole, all'italiano semicolto fa riscontro un'inaspettata competenza testuale, che bilancia la scarsa padronanza linguistica. Va anche ricordato, comunque, che i testi semicolti--come dimostra l'andamento sintattico per accumulo--sono poco pianificati e per nulla soggetti a revisione. Nel testo 5 la progettazione, solo mentale e quasi in simultanea, e modificata, come si e detto, dopo le prime righe e si dispiega nel farsi del testo, mentre la revisione e del tutto assente.

2. Scritture pubbliche

2. 1 Articolo di giornale in web

Testo 6. Il testo che segue e un articolo tratto da Il Fatto Quotidiano online dell'8 agosto 2018 (4) in cui ho cerchiato in rosso l'uso errato dell'h-. Durante la stesura di questo lavoro, ho verificato che, grazie alla fluidita e mobilita del testo (Prada, 2003: 251; Palermo, 2018: 50), l'autore, o chi per lui, e intervenuto correggendo l'errore. (5) In altre parole, il testo pubblicato in rete non e potenzialmente mai chiuso, e sempre manipolabile dall'autore e anche da tutti coloro che vi hanno accesso. Infatti, un'ulteriore revisione e stata eseguita dopo che il testo era gia stato pubblicato online. (6)

La fotografia riportata a destra dell'articolo e inserita tra il titolo e il testo e mostra una donna che cerca di difendersi dall'aggressione di un uomo, del quale si vede l'ombra, ingigantita. Per quanto la foto sia efficace nel rappresentare la violenza sulle donne, essa risulta generica e ritrae un pestaggio, non uno stupro.

2.2 Commenti

Testo 7. Osserviamo ora alcuni brevi testi cosiddetti "di commento" apparsi dopo la registrazione in YouTube della trasmissione Sabini 'barbaro' vs Caprarica: "Con la sua cravatta non va lontano, frequenti i luoghi pubblici". (7) Si tratta di risposte o commenti di alcuni ascoltatori. I commenti formano una catena di voci collegate fra loro attraverso legami anaforici; i testi che ne derivano, frammentati, hanno senso solo conoscendo il testo di partenza, in questo caso la trasmissione registrata e cio che gli invitati hanno detto.

Commentatore 1 (C1) 1 anno fa

Salvini sei un grande!!!!!

Commentatore 2 (C2) 1 anno fa

Caprarica, il solito intellettuale da salatto radical di una sinistra che non esprime piu nulla se non il gusto masochistico di farsi portatrice di valori che nemmeno i lavoratori riconoscono piu. Una volta essere di sinistra voleva dire tutelare i diritti del lavoratore, e non farsi vedere ingioiellato negli studi televisivi pronto a dare del fascista al primo che non ti e simpatico.

Commentatore 3 (C3) 1 anno fa

Vai grade Matteo questi radical shick alla Capranica hanno rotto

Commentatore 4 (C4) 1 anno fa

Caprarica scendi sulla terra e vai affanculo, chiaro no?

Commentatore 5 (C5) 1 anno fa

l'odio nel paese l'hanno creato 6 anni a guida PD! hanno ridotto gli italiani alla fame, ovviamente Capra-nica non se n'e accorto!!!

Commentatore 6 (C6) 1 anno fa

Salvini sei un grande, meglio selvaggi che vigliacchi:Es.Giletti e il conduttore..te dici la verita per salvare noi italiani figli e figlie DI italiani puri, si rivolgiamo la ns.ITALIA bella e PULITA come te.. Il conduttore meriterebbe DI essere sbattuto a casa,xche dovrebbe essere apolitico. E il vecchio non faccia il puritani!!hai RAGIONE ABBIAMO LE PALLE PIENE, SIAMO STANCHI!!TI ADORO PER LA TUA SINCERITA ED UMILTA... UN ABBRACCIO GRANDE PREMIER!!!! (Lontano da farti sottomettere dal voltafaccia chiamato Berlusconi)..SEI UNA PERSONA DEGNA DI COMANDARE UN PAESE ED I SUOI CITTADINI,PERCHE CI VUOI BENE... GRAZIE

Tralasciando il turpiloquio, i refusi (per esempio, salatto in C2, grade di C3) e le forme di abbreviazioni (xche, ns ITALIA; C6), si notino, per campionature, gli accenti (di comandare; C6), l'impiego della--d eufonica (ed umilta e ed i suoi cittadini, C6), i forestierismi (con grafia mal resa radical- shich), l'inciso che si apre e non si chiude (C2), le riprese intertestuali (8) (radical di una sinistra, C2 e radical shick, C3; Vai grade Matteo, C3 e Salvini sei un grande, C1,hai ragione abbiamo le palle piene, siamo stanchi, C6), le espressioni tipiche del parlato esortativo ( Vai grade Matteo, C3), le tematizzazioni (l'odio nel paese l'hanno creato 6 anni a guida PD!, C5), la ridicolizzazione del nome con negazione inutile (Capra-nica non se n'e accorto, C5, sulla scia del popolare non se n 'e mica accorto), il pronome personale soggetto te (C6), la mancata concordanza (il vecchio non faccia il puritani!!, C6). Sul piano lessicale sei una persona degna di comandare di matrice scolastica, e l'inquietante coppia sostantivo-aggettivo italiani puri (C6).

I commenti scritti riproducono, in un flusso di coscienza, un'invettiva destrutturata scritta con una lingua informale con uso ripetuto del turpiloquio, senza pianificazione (ne revisione: come si vede a prima vista, mancano gli spazi, le maiuscole, i segni di punteggiatura sono omessi o ricorrono piu volte, la morfosintassi e scorretta ecc.); si verifica, per dirla con Antonelli, il "fattore W", ovvero "allo stato attuale chiunque (who) scrive dovunque (where), per raggiungere chiunque in qualunque momento (when) e comunicare, per qualunque motivo (why) a proposito di qualunque argomento (what)" (Antonelli, 2012: 547).

Pur essendo i commenti potenzialmente leggibili da tutti (questa e una delle argomentazioni a sostegno di coloro i quali ritengono democratica la scrittura in rete) (9), di fatto i commenti sono visibili solo quando si accede al testo di partenza, in questo caso l'intervista Capranica-Salvini.

2.3 Recensioni

Testo 8. Il testo 8 e una recensione (10) che una visitatrice ha scritto dopo una visita all'outlet di Brunello Cucinelli a Solomeo (Perugia). (11)

Il titolo riporta tra virgolette l'informazione principale della recensione, generando ambiguita grazie a uno scambio tra di e su. La recensione segue un catalogo di foto del borgo umbro di Solomeo.

Anche in questo caso rileviamo l'incoerenza tra testo e immagine. Infatti, il titolo "non vale la visita" non si riferisce al borgo, ma ai prodotti dello spaccio aziendale di Brunello Cucinelli.

"non vale la visita"

Recensione di Brunello Cucinelli

93 foto

Brunello Cucinelli

Piazza della Chiesa 1, 06073 Solomeo, Italia

Sito web

Migliora questo profilo

Al n.1 in classifica su 4 Cose da fare a Solomeo

95 recensioni

Tipo: Centri commerciali, Shopping

Dettagli sull'attrazione

Recensito 30 aprile 2013

"non vale la visita"

Personalmente dissento dalle altre critiche positive. Amo l'abbigliamento Cucinelli al punto che ho pianificato una tappa a Solomeo appositamente per visitarne l'outlet. Se dovessi recensire lo stile dei capi darei quindi 4 su 5. Se dovessi recensire la location ancora 4 su 5 perche e graziosa anche se non molto funzionale (manca per esempio segnaletica, parcheggio, etc.). Dovendo recensire l'outlet invece devo essere piu severa. Si tratta di un normale negozio elegante con capi di stagione con sconto del 30%, che, visto i costi di partenza, non e cosi interessante. Manca praticamente l'offerta di capi di seconda scelta, rimanenze, collezioni passate, campionari, insomma tutto quello che normalmente alletta e spinge ad un outlet fuorimano. Ad onor del vero c'era un angolino dedicato a pezzi scontati al 50%, ma erano veramente un pugno. Forse "il filosofo" Cucinelli ci direbbe che sono cosi bravi che non hanno rimanenze, fallati e resi, ma non puo essere. Forse sono capitata in un periodo non fortunato, ma secondo me non vale la pena investire tempo e benzina per la visita.

Data dell'esperienza: aprile 2013

Recensione firmata.

Come nel testo 7, l'emotivita della scrivente e determinante nella resa della lingua scritta. Infatti, l'avverbio personalmente ad apertura di testo mette in prima persona l'io della scrivente, cui seguono i verbi in prima persona (dissento, amo e cosi via). Allo stile paratattico di stampo pubblicitario, seguono imprecisioni come, per esempio, nella prima frase le critiche sono positive, e non costruttive o, semplicemente, le critiche sono "giudizi". Diffuso l'uso marcato di che (5 occorrenze) di cui due in "il filosofo" Cucinelli ci direbbe che sono cosi bravi che non hanno rimanenze, l'uso di forse con funzione attenuativa nei due ultimi capoversi, l'ellissi dell'articolo manca per esempio segnaletica, parcheggio.

Dal punto di vista testuale, scrivere per "essere nel testo", condizione che la tecnologia ha reso possibile, permette di continuare a creare relazioni di contatto e a sviluppare ipertesti manipolabili e fluidi.

Anche in questo caso il "fattore W" mi sembra ben rappresentato.

2.4 Siti Internet

Testo 9. Navigando in Internet ci si imbatte spesso in aziende che pubblicizzano i loro prodotti e dedicano una parte dei profitti ad attivita culturali. Anche l'azienda vinicola Lungarotti di Torgiano, in provincia di Perugia, svolge tali attivita. Nel sito, dopo aver presentato la famiglia, nella sezione "Benvenuti nel mondo Lungarotti" s'incontra un Kylix, una coppa da vino etrusca, in terracotta dipinta, cui segue il titolo della sezione Cultura, corredata da un breve testo. (12)

CULTURA

La cultura e propellente dell'azienda Lungarotti fin dagli anni 60, quando alla determinazione di Giorgio di far crescere in termini qualitativi e di immagine una realta produttiva gia largamente nota, si sono aggiunti gli interessi culturali di Maria Grazia.

La coppa di vino e coerente con il principale prodotto dell'azienda ma non con la sezione "Cultura". I due codici non si fondono, non concorrono vicendevolmente a definire il senso dell'altro (Anichini, 2001: 163). Il testo di accompagnamento e sobrio e breve, come si addice ad un testo per la rete (per esempio Antonelli, 2017b: 16-17; Schwarze 2011: 7), anche se potrebbe essere reso meno burocratico con l'inserimento di un articolo (la cultura e un / il propellente), eliminando le frasi fatte (in termini qualitativi e di immagine), ecc.

Testo 10. Il testo 10 e un esempio di incoerenza tra parola e immagine. Il titolo Come indossare il damasco e il broccato (13) e seguito da una foto che ritrae l'immagine della stoffa durante le sue fasi di realizzazione a telaio e non la stoffa presentata direttamente nei capi d'abbigliamento, come annunciato dal titolo. Inoltre, solo la prima parte del testo che segue l'immagine si riferisce alla fase di tessitura, mentre le altre fasi restano solo annunciate. Infine, anche nelle righe in carattere minore, dove si ripetono i nomi dei due tessuti e una sottolineatura segnala un link, non s'illustrano abiti realizzati in damasco o broccato; e ancora, il testo, distinto in tema e rema, non da le informazioni che il visitatore si aspetterebbe.

Come indossare il damasco e il broccato

Il tessuto damascato e il tessuto broccato: ecco come nascono, come vengono realizzati e quali sono i modi migliori per indossarli senza commettere errori

Sulle passerelle sono tornati il damasco e il broccato: perfetti per i vestitini eleganti invernali e per avere un look alla moda, ma sofisticato. Ecco come indossarli per essere perfette e non sbagliare accostamento.

(3.) Conclusioni aperte

Nell'illimitata varieta dei testi verbali che circolano in rete, solo una minima parte e stata scritta da autori che hanno esercitato sul testo un controllo serio, intervenendo sui diversi processi compositivi, correggendo la lingua e il contenuto e verificandone l'efficacia comunicativa. Infatti, la maggior parte dei testi che circolano nella mediasfera e scritta da scriventi che dominano male la scrittura e trascurano i suoi processi, la correzione di superficie e quella profonda, la coerenza degli argomenti, il grado di esplicitezza che la scrittura richiede rispetto al parlato.

Pur nella consapevolezza che i testi semicolti del passato erano scritture per lo piu private, indirizzate a un destinatario unico o a pochi familiari, mentre le scritture in Internet sono pubbliche e rivolte a destinatari ipoteticamente illimitati, e sorprendente rilevare che i testi semicolti si presentavano ben impaginati, privi di volgarita, e con una discreta testualita, di contro a testi liberi di circolare nella mediasfera mal impaginati e con scarsa efficacia comunicativa. Cio nonostante, testi semicolti e testi scritti per la rete sono accomunati da un'ideazione momentanea, rapida e non progettata, che avviene nel farsi del testo o poco prima, e da una nulla o scarsissima revisione, che si attua per lo piu durante la stesura. A cio si aggiunge che i testi scritti per la rete, in particolare i commenti, le recensioni e i blog abbondano per sciatteria, volgarita, e persino aggressivita (Simone, 2012: 114).

Percio, e fin banale dirlo, e cambiato il supporto su cui scrivere, non le modalita, nonostante che nella scuola vi sia una sempre maggiore attenzione al testo e alle sue fasi di composizione. Inoltre, e ben noto infatti che i compositori di testi per la rete compongono stringhe frammentate di testo, caratterizzate dalla microprogettazione tipica dell'oralita (ma talvolta anche dello scambio dialogico), indotti dalla velocita del mezzo e anche, come osserva Spina (2001:36), dalla stessa modalita di scrittura al computer che obbliga a digitare lettera per lettera, parola per parola, favorendo la parcellizzazione del testo. Si potrebbe sostenere che pur avendo la rete stimolato la scrittura ne ha parallelamente accentuato le cattive abitudini. Inoltre, per dirla con Palermo (2018: 50) "la comunicazione digitale sta rimodellando, e in maniera significativa, le caratteristiche dei generi testuali". E ancora, se dall'analisi dei processi e dei prodotti della scrittura passiamo al rapporto tra testo e immagini, di cui la blogosfera e ricchissima, le cose si complicano.

Le immagini in rete rivendicano il loro spazio, siano esse associate o meno al testo, cosi come da oltre mezzo secolo si sono imposte in televisione. La conoscenza, che per secoli si e acquisita attraverso il libro e la scrittura, si raggiunge attraverso l'ascolto e la visione non alfabetica (Simone, 2012: 44). Il web, contrariamente alla televisione, stimola la complicita tra testo scritto e immagine pur essendo i due codici caratterizzati il primo dalla linearita e dalla sequenzialita, e il secondo dalla simultaneita percettiva. Modalita di apprendimento e di conoscenza cosi differenti possono completarsi a vicenda e formare un unicum solo se tra essi intercorrono rapporti semantici coerenti. Come gia ha osservato Franco Carlini, "la pubblica indifferenza verso l'analfabetismo delle immagini e una delle cause che poi creano lo spettatore passivo e subalterno" (Carlini, 2006: 140), e poco oltre: "una societa che, pur essendo sempre piu basata sull'immagine, non ritiene tuttavia di dedicare a essa attenzione culturale e impegno formativo e magari si attarda in maniera elitistica a contrapporre due culture e due linguaggi che contrapposti non sono" (Carlini, 2006: 140-141).

Percio la sfida e che la massa degli scriventi della rete abbia la consapevolezza che l'immagine, per quanto meno faticosa e immediata nel trasferire significati, tanto piu se statica e senza prospettiva (o anche in 3D), non puo simultaneamente, proprio in virtu della sua percezione sincretica, mettere in rilievo eventi precedenti o successivi all'interno della stessa.

Un ventennio fa, Anichini (2001: 162ss) ha sostenuto che dal punto di vista spaziale i rapporti tra immagini e testo sono riconducibili a tre casistiche: affiancamento, fusione e sfondo. Invece, se i due codici interagiscono fra loro secondo i rapporti semantici, allora si hanno il relais "ricambio", con relazione di interdipendenza, o 1'ancrage "ancoraggio", in cui i due codici pur mantenendo la loro autonomia ribadiscono lo stesso messaggio.

I testi accompagnati dalle immagini e inseriti in rete sono per lo piu informativi, divulgativi, descrittivi, pubblicitari. In tutti e quattro i casi deve instaurarsi tra i due codici un'interazione volta a completare e a rendere piu chiaro ed efficace il messaggio nella sua globalita.

E noto che una fascia sempre piu estesa della popolazione mondiale, anche se scolarizzata, apprende attraverso le immagini e usa la scrittura per veicolare le informazioni nella medesima maniera in cui si esprimerebbe nell'oralita; la scuola, quindi, dovrebbe offrire non solo solidi modelli alternativi di apprendimento linguistico ma, parallelamente, partendo da esempi originali tratti dai media, far riflettere gli apprendenti sulle diverse modalita di scrittura, di oralita e di testi trasmessi.

Si tratta di recuperare, dal basso, competenze tutt'altro che banali, altrimenti destinate a non essere assimilate e impiegate con consapevolezza.

Per quanto riguarda invece le immagini e il loro rapporto con il testo verbale, molto si puo ricavare osservando il modo in cui gli autori di opere letterarie facevano interagire testo verbale e iconico, riconoscendo al primo un valore superiore rispetto al secondo.

Nel 1840 Manzoni ripubblicava il suo romanzo corredato di oltre 400 illustrazioni (Malagnini, 2018) o vignette eseguite da Francesco Gonin, sotto la sua supervisione. Nella Quarantana al romanzo si affianca un corredo illustrativo che scorre parallelo al testo scritto, mettendone in luce aspetti e particolari di eventi di sfondo e di primo piano, facendoli brillare di luce nuova. Il perfetto equilibrio di integrazione, supporto, rilievo tra i due codici, e tra descrizione e semantica, e stato possibile perche Manzoni ha guidato la matita di Gonin tratteggio dopo tratteggio; infatti, l'autore, non altri, puo guidare la mano del disegnatore, dando ai protagonisti, ai luoghi e agli eventi il volto e gli sfondi che egli stesso ha immaginato per i suoi personaggi e descritto nell'opera letteraria.

Nel web e nella comunicazione in generale le immagini non sono scelte dall'autore del testo ne da colui che costruisce un sito o un testo pubblicitario: in tal modo si ha spesso uno scollamento tra testo e immagine e una inevitabile incoerenza tra codici, con semantica penalizzata.

Una rete per l'italiano in web e le sue immagini potrebbe davvero essere ritrovata riscoprendo le impaginazioni dei manoscritti, il loro rapporto tra testo e immagine, l'equilibrio tra spazi bianchi e neri, tra l'uso dell'inchiostro e i colori, ristudiando i testi con prevalenza di immagini e le immagini accompagnate dai testi.

Note

(1.) Ringrazio per l'invito le professoresse Corinna Gerbaz Giuliano, Direttrice di Dipartimento di Italianistica dell'Universita di Rijeka, Gianna Mazzieri-Sankovic, Anna Rinaldin, e la dottoressa Stefania Del Bravo, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Zagabria.

(2.) Sulle emoticon si veda, fra gli altri, Tavosanis (2011, 104-108), e sull'integrazione delle emoticon nel corpo dell'enunciato Palermo (2018: 57).

(3.) Mi permetto di rinviare a Malagnini 2007.

(4.) Disponibile su: https://www.ilfattoquotidiano.it > Cronaca. Ultima visualizzazione: 21 gennaio 2019.

(5.) Nei quotidiani online una nota dolente e rappresentata dai refusi, poco segnalati in Italia dai lettori (Bonomi, 2018: 350). Nel caso riportato si tratta di un vero e proprio errore, forse generato da un repentino cambio di testo non rivisto.

(6.) Contrariamente a quanto avviene con il testo stampato, il testo online e indefinitamente aperto (Simone, 2012: 114).

(7.) La trasmissione e stata pubblicata in rete il 30 ottobre 2017 da La7 Attualita. Ultima visualizzazione: 21 gennaio 2019. Disponibile su: https://www.youtube.com/watch?v=qQ3bRpJxvZ8

(8.) Sulla ripetizione lessicale, che si rende necessaria date la frammentazione sintattica e la scarsita di subordinazione, nei giornali e nella scrittura online si veda Bonomi (2018: 346).

(9.) Per alcune considerazioni sulla cosiddetta scrittura democratica della in rete e sui lettori potenziali si veda Simone (2012: 19ss).

(10.) Sulle recensioni si confronti Fiorentino (2018: 74-76).

(11.) Ultima visualizzazione: dicembre 2018. Disponibile su: https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g580244-d3400319-r159228820-Brunello_Cucinelli-Solomeo_Province_of_Perugia_Umbria.html

(12.) Ultima visualizzazione: 21 gennaio 2019. Disponibile su: https://lungarotti.it/ita/

(13.) Ultima visualizzazione: 21 gennaio 2019. Disponibile su: https://www.paginegialle.it >Home > Shopping > Abbigliamento

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Francesca Malagnini

Universita per Stranieri di Perugia, Italia

Autore corrispondente:

Francesca Malagnini, Universita per Stranieri di Perugia, Dip. di Scienze umane e sociali, Palazzina Valitutti--Campus Universitario di S. Margherita, Viale Carlo Manuali, 3-06121 Perugia, Italia.

Email: francesca.malagnini@unistrapg.it

DOI: 10.1177/0014585819854055
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No portion of this article can be reproduced without the express written permission from the copyright holder.
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Article Details
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Author:Malagnini, Francesca
Publication:Forum Italicum
Date:Nov 1, 2019
Words:6091
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