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Jacques Maritain y los derechos economicos y sociales. Una reflexion etico-politica.

Jacques Maritain and Economic and Social Rights. An Ethicaf-Pofiticaf Reflection

Jacques Maritain e i diritti economici e sociali. Una riflessione etico-politica

1. Introduzione

"Apri gli occhi e ti guardi intorno, come se fosse la prima volta: che vedi? Il cielo dove splende il sole o fluttuano le nuvole, gli alberi, le montagne, i fiumi, gli animali, il vasto mare ... ? No, ti si offrira prima un'altra immagine, quellapiu vicina a te, lapiu familiare di tutte (nel senso proprio del termine): la presenza umana. [...] Venire al mondo significa venire al nostro mondo, al mondo degli umani. Stare al mondo significa stare fra gli umani, vivere, nel bene e nel male, in societa" (Savater, 2005:3).

La societa e una rete di legami sottili che ci circonda e ci pervade di se stessa. Aristotele afferma che l'uomo e naturalmente politico per esigenza di vita e che la politica e una delle sue caratteristiche specifiche, la sua differenza rispetto agli animali e agli dei. <<Noi non possiamo essere uomini e divenire uomini senza andare in mezzo agli uomini; non possiamo accrescere in noi la vita e l'attivita senza respirare coi nostri simili>> (Maritain, 1991:7). Ma la politica, con il tempo, ha trasformato l'uomo naturale in cittadino dello Stato. Il potere statale, con la sua politica, fonda e plasma le relazioni fondamentali tra gli uomini: concede e toglie diritti, organizza l'assistenza, la sicurezza e stabilisce lo sfruttamento delle risorse. Ogni pratica rinvia a disposizioni ed esigenze statali.

L'etica, intesa quale valore personale e sociale, che si realizza per eccellenza nel faccia a faccia, nel rapporto con l'Altro, e stata accantonata per dare sempre piu spazio al potere delle leggi dello Stato a cui i cittadini devono attenersi in quanto potere coercitivo.

L'organizzazione sociale e strutturalmente basata su norme (1), regole che devono essere rappresentate, apprese, ricordate, applicate. Le norme tecniche, giuridiche, economiche, sanitarie, sono norme sociali che tendono a creare unita nella collettivita. La normalizzazione e l espressione della regolarita continuamente ricercata.

Anche quando si parla di diritti umani e di diritti economici e sociali si pensa quasi esclusivamente ai trattati internazionali. Ma i diritti umani non sono un dato assoluto: essi sono figli di un lungo processo storico e prima di diventare norme giuridiche, rappresentano principi etici.

Oggi la nostra societa avrebbe bisogno, e invero se ne avverte la necessita, di un ritorno all etica e alla riflessione filosofica etico-morale, cioe alla riflessione teorica e alla prassi etico-politica intorno alle problematiche dell organizzazione e della realizzazione di condizioni di vera liberta del corpo sociale, in vista di una piena attuazione del modello democratico.

Il progresso culturale ed economico, il reale sviluppo della societa in senso democratico, infatti, si realizzano soltanto mediante un reale consenso della societa e non mediante la capacita di imposizione coattiva da parte dello Stato. In altre parole, la dignita di un corpo sociale non si ottiene mediante l imposizione del piu potente dei legislatori ma dovrebbe essere il frutto di un reale consenso nel contesto sociale, di una condivisione di principi etici.

Nella societa in cui viviamo servirebbe, dunque, piu che una regolamentazione "forte", una forza dell'etica (Lingua, 2002:136) che fosse in grado di tradurre i suoi principi nella reale azione degli uomini.

1. Jacques Maritain: una filosofia politica umanista

Una delle questioni decisive del nostro tempo e la tutela dei diritti dell uomo: problema etico prima che politico. L etica precede e alimenta la politica e il diritto: essa va intesa come cio che deve ricomporre l orizzonte ideologico e che si radica nel cuore della nostra responsabilita. L etica non dice cosa si deve o non si deve fare, ma si interroga sul senso dell'azione.

Le domande dell'etica, sono le stesse da sempre: <<Che cosa sto facendo? Come lo sto facendo? Spinto da quale istanza? E poi ancora: Che debbo fare? Perche lo faccio o lo debbo fare? Che senso ha il mio agire?>> (Fabris, 2006:15). Queste domande hanno valenza universale: l'etica riguarda ogni uomo e quindi tutti gli uomini in quanto uomini, al di la della loro cultura o dell epoca storica di riferimento. E un valore supremo che ogni uomo esprime e che ognuno condivide con gli altri, in quanto con gli altri condivide l'esperienza di essere un "essere umano".

Jacques Maritain, nel volume L'uomo e lo Stato (1951), l'ultimo scritto di filosofia politica, propone una filosofia umanista e piu precisamente personalista-comunitaria esaltando la necessita dell etica per conseguire una razionalizzazione morale della politica. Maritain e preoccupato per la sorte del mondo e sente necessario il bisogno di affrontare due temi in particolare, che analizza nel testo I diritti dell'uomo e la legge naturale: le relazioni tra la persona e la societa e come i diritti dell uomo si fondino sulla legge naturale. Queste due riflessioni nascono dalle varie problematiche del tempo.

In primis, il disprezzo dell uomo avvenuto attraverso i vari totalitarismi: il nazismo, il fascismo e il comunismo. In queste correnti l uomo diveniva una cosa da utilizzare a proprio piacimento, da gettare via o da consumare per altro. A questo riguardo e molto interessante la riflessione di M. Foucault: <<A tutti coloro che vogliono ancora parlare dell'uomo, del suo regno e della sua liberazione, a tutti coloro che pongono ancora delle domande su cio che l'uomo e nella sua essenza, a tutti coloro che vogliono partire da lui per avere accesso alla verita, [...] a tutte queste forme di riflessione [...] non si puo opporre che un riso>> (1967:368).

In polemica con questi vari modelli politici, Maritain, delinea quattro caratteri importanti per un societa fatta di uomini liberi. In questo senso la citta politica autentica e personalista, comunitaria, pluralista e teista. L'idea di Maritain era la formazione di una societa con grandi valori, ma senza nessun particolare privilegio per la Chiesa. Una societa laica che non riconosca situazioni privilegiate nello Stato ai fedeli di alcuna confessione religiosa.

Un secondo problema che emerge nell eta vissuta dal filosofo francese e la distinzione e divisione tra produzione e consumo da una parte e bene dell uomo dall altra. Maritain e convinto che la citta politica e fatta di persone umane e il suo stesso bene e integralmente umano, che non rifiuta lo sviluppo della base materiale e produttiva, ma non lo considera neppure suo fine esclusivo. Il bene materiale, dunque anche quello del progresso, deve condurre verso un fine piu alto: la conquista della pienezza della vita etica per il raggiungimento della verita, vertice del bene della citta politica.

UnEaltra preoccupazione fondamentale, dopo i vari totalitarismi, era la concessione dei diritti dell'uomo allo Stato. Infatti, essi non sono dati ne dall uomo, ne dallo Stato, ne da qualsiasi altra autorita, poiche essi sono antecedenti ad ogni disposizione umana. Far nascere i diritti dell uomo da una suprema volonta o liberta, significa far prevalere un diritto sull altro creando una vera e propria battaglia dei diritti. In questa maniera vincerebbe l'idea del piu forte.

Queste preoccupazioni precedenti portano Maritain a riflettere sull'azione economica e sociale della societa. I diritti della persona operaia si possono avere solo superando le teorie socialiste, ormai, troppo ferme su un eccessiva fiducia nella tecnica economica. In questo emergono le tentazioni cristiane: il paternalismo nei confronti della classe operaia e il corporativismo che, secondo il filosofo d oltralpe, vuole essere un mezzo per abolire le lotte delle classi senza abbandonare l idea dell economia capitalistica. Tra questi due ultimi problemi nascono in Maritain i diritti sociali ed economici.

In sintesi, Maritain conosce bene il mondo che vive ed e proprio da quest azione pratica che pone le basi per la riflessione sui diritti universali dell uomo, fino a raggiungere una certa soluzione dei problemi emersi anche nella commissione dei "saggi" del 1947 a citta del Mexico.

2. Citta del Messico

Sorta dalle rovine della guerra, la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, adottata da 48 Stati il 10 dicembre 1948, rappresenta la prima pietra di quella complessa costituzione giuridica che oggi tutela i diritti umani: la riflessione maritainiana porto il suo utile contributo.

Nel gennaio del 1947 fu chiesto all'Unesco di appoggiare la Commissione preposta per la dichiarazione al fine di affrontare uno dei temi piu ostici e cioe l universalita dei diritti umani.

Come poter stabilire diritti comuni alle diverse tradizioni culturali, religiose e politiche? La domanda venne posta a molti saggi del tempo, con diverse risposte, il piu delle volte lontane da una certa universalita. Infatti, ognuno cercava di rispondere a questo quesito attraverso i propri principi di appartenenza corrispondenti a "razza", cultura e religione. Sicuramente un accordo difficile da trovare, una crisi profonda da cui era quasi impossibile uscire.

J. Maritain, allora ambasciatore di Francia presso la Santa Sede, fu chiamato all'ultimo momento per sostituire Leon Blum, come capo della delegazione francese alla seconda Conferenza generale a citta del Mexico, nel novembre del 1947. Il filosofo francese si pose subito in polemica con il direttore generale dell'UNESCO, Julian Huxley. Questi sosteneva che solo l elaborazione di una superfilosofia, fondata sullo scientismo e sull evoluzionismo potesse sbloccare la situazione in cui si erano venuti a trovare tutti i membri della commissione.

J. Maritain dall altra parte proponeva non tanto una superfilosofia, ma l azione pratica, una risoluzione che partisse dalla vita e dai problemi reali. Eliminando ogni sorta di problema metafisico, su cui sicuramente non si potevano trovare accordi, Maritain durante il suo discorso ammette che nonostante le differenze culturali, e possibile la cooperazione tra gli uomini per la comune natura. Secondo il filosofo francese, si possono definire "principi pratici" (essenzialmente i diritti umani) comuni alle diverse tradizioni e correnti di pensiero, a condizione pero di mettere da parte le giustificazioni teoriche. Trasferendo la problematica su una vera e propria azione pratica, la commissione riusci a sbloccarsi. I vari delegati delle Nazioni cominciarono a mettere da parte le proprie tradizioni, culture e religioni, per poter discutere sui problemi reali e concreti che continuavano a corrompere e distruggere il mondo.

3. I diritti umani: la tutela della dignita della persona

La riflessione pratica sui diritti umani condotta da Maritain non e oltre o senza il fondamento della persona, ma e imperniata su questa.

Nel piccolo ma fondamentale saggio I diritti dell'uomo e la legge naturale, Maritain mette in luce non tanto la costituzione dell essere persona a livello metafisico, ritornando sulle due componenti essenziali dell uomo: individualita e personalita, ma le relazioni che la persona ha con la societa e la politica senza occultare, tuttavia, alcuni riferimenti fondamentali come la liberta elaresponsabilita ritornando inevitabilmente sul divenire ontologico dell essere persona.

Liberta ha una doppia radice etimologica leuth o leudh, da cui provengono la eleutheria greca, la libertas latina e il radicale sanscrito frya, cui fanno invece capo l inglese freedom e il tedesco freiheit. Entrambe rimandano al concetto di crescita. Dalla radice di liberta, inoltre, si dirama una doppia catena semantica: quella dell amore (lieben, lief, love, nonche libet e libido)e quella dell amicizia (friend, freund) che hanno connotazione affermativa e valenza comunitaria. La liberta e dunque una potenza connettiva che cresce e si sviluppa accomunando i membri di una societa in una dimensione condivisa (Cfr. Cortelazzo, Zolli: 672-673) (Cfr. Esposito, 2004:66-67). <<Gli esseri umani hanno bisogno di liberta e benessere per poter essere "agenti morali", vale a dire per essere capaci di agire in maniera razionale, volontaria e propositiva per un qualche bene>> (Sweet, 2008:68).

La responsabilita, anch essa strettamente connessa al ruolo dei diritti umani nella societa, puo essere intesa come l autocontrollo che l uomo esercita sul proprio "potere". Si tratta di una riflessione sull'agire e, dunque, di una riflessione etica poiche in relazione ai diritti umani, l uomo e chiamato a compiere azioni. Agire nel mondo significa produrre conseguenze, uscire fuori dalla dimensione individuale, "venir fuori" da noi stessi coinvolgendo tanto la sfera sociale quanto quella individuale.

L'uomo puo essere in relazione con la societa e con il mondo che lo circonda solo se riesce, (oltre a vivere la sua individualita), a divenire persona. Cio significa, secondo il filosofo francese, lasciarsi guidare dall intelligenza e dalla volonta, giungendo cosi ad un esistenza piu elevata che si concretizza nella conoscenza e nell amore. Quest aspetto piu spirituale, che sicuramente innalza l essere umano rispetto a tutti gli altri esseri, non elimina l individualita, ma essa stessa viene arricchita dalla potenza dell amore e della conoscenza, non solo nella sua concezione di parte, ma nell universo tutt'intero. In questa maniera <<la nozione di personalita implica cost quella di totalita e di indipendenza; per povera e oppressa che essa possa essere, una persona e, come tale, un tutto e, in quanto e persona, sussiste in maniera indipendente. Dire che l'uomo e una persona, e dire che nel fondo del suo essere esso e un tutto piu che unaparte, epiu indipendente che servo>> (Maritain, 1991:5).

Questo piccolo accenno alla persona, diviene la base su cui Maritain poggia la relazione dell individuo con la societa. Questo individuo che diviene persona si apre alla relazionalita, vuole comunicare con l altro, non secondo un bisogno solamente materiale, ma <<a causa della radicale generosita iscritta nell'essere stesso della persona, a causa di quella attitudine alle comunicazioni dell'intelligenza e dell'amore, propria dello spirito, che esige di mettersi in relazione con altre persone. Parlando in senso assoluto, la persona umana non puo essere sola>> (Ibid:7). La societa, dunque, si forma come qualcosa di naturale, qualcosa che la natura stessa chiede ed esige. L essere umano

"e un animale politico, cioe la persona umana richiede la vita politica, la vita in societa, non soltanto familiare, ma anche civile. E la civitas merita questo nome, in quanto e una societa di persone umane. Essa e un tutto di tutti, poiche, come tale, la persona e un tutto. Un tutto di liberta poiche, come tale, la persona significa dominio di se o indipendenza (non dico indipendenza assoluta, che e la caratteristica di Dio). La societa e un tutto in cui le parti sono ciascuna un tutto; un organismo fatto di liberta, non di semplici cellule vegetative. Ha un suo proprio bene, una sua propria opera da compiere, distinti dal bene e dall'opera degli individui che la compongono" (Ibid:8).

Il bene della societa, dunque, e il bene comune non individualista, esso

"non e ne la semplice collezione dei beni privati, ne il bene proprio di un tutto che (come la specie, per esempio, riguardo alle api) frutti soltanto per se e sacrifichi a se le parti; e la buona vita umana della moltitudine, di una moltitudine di persone, ossia delle totalita carnali e spirituali insieme, e principalmente spirituali, benche accada loro di vivere piu sovente nella carne che nello spirito " (Ibid:9).

Il passaggio dall individuo alla persona diviene fondamentale per poter cogliere l azione libera da parte dell essere umano e poter costruire una societa di persone umane in relazione tra loro per la ricerca continua del bene comune.

4. Diritto naturale e legge naturale

Nella ricerca continua del bene comune emergono alcuni punti essenziali che ci conducono all incontro con i diritti umani della persona: l uguaglianza umana, l autorita in una comunita di uomini, l organizzazione pluralistica. Punti che se da una parte ci portano alla riflessione sui diritti dell uomo, dall altra espongono domande fondanti nel comprendere quale sia la base su cui sono poggiati. Su questa linea emergono il diritto e la legge naturale. L idea di diritto naturale rimanda alla legge naturale, la legge non scritta e alla natura umana,<<la stessa presso tutti gli uomini>> (Ibid:56).

Maritain percepisce che nel tempo c e stata una errata interpretazione del diritto naturale, riportandolo ad un invenzione dell Indipendenza americana o della Rivoluzione Francese (Ibid:55) e per questo opportunamente spiega che l idea di diritto naturale e ereditata dal pensiero cristiano e classico e cioe da <<Grotius e prima che a lui a Suarez e a Francesco de Vittoria; e piu oltre a San Tommaso dAquino e piu oltre a S. Agostino e ai Padri della Chiesa, e a S. Paolo; e piu oltre ancora a Cicerone, agli Stoici, ai grandi moralisti dell'antichita e ai suoi grandi poeti, a Sofocle in particolare>> (Ibid). Ma <<l'eterna eroina del diritto naturale>> (Ibid) per Maritain, rimane Antigone che ponendo la famosa distinzione tra "legge scritta" e "legge non scritta" considero di fatto quest ultima come diritto naturale.

Da questo emerge come ci sia una natura umana identica per tutti gli uomini: ogni uomo e un essere dotato d intelligenza e, dunque, quando agisce comprende quello che fa e allo stesso tempo ha il potere di determinare se stesso ai fini che egli persegue. Secondo Maritain, ogni essere umano e in grado di scoprire il fine che deve perseguire: <<... vi e, per virtu stessa della natura umana, un ordine o una disposizione che la ragione umana puo scoprire e secondo la quale la volonta umana deve agire per accordarsi ai fini necessari dell'essere umano. La legge non scritta o il diritto naturale non e altro che questo>> (Ibid).

Basta credere nella natura umana per ammettere che dentro ogni uomo e presente una legge non scritta di ordine naturale ed etico cosi come le leggi di crescenza e di invecchiamento nell'ordine fisico. Tuttavia, bisogna sottolineare che la legge e la conoscenza della legge sono due cose differenti: la legge naturale essendo una legge non scritta, e conosciuta dagli uomini in modi differenti e secondo gradi diversi per cui si possono commettere degli errori. Una sola conoscenza pratica, ammette Maritain, e comune: si tratta del principio per cui bisogna "fare il bene ed evitare il male". Questo principio conduce verso la legge naturale, ma ancora non lo e. La conoscenza che l uomo ha di questa legge non scritta aumenta pian piano la coscienza morale, ma quest ultima sara sempre imperfetta poiche si sviluppera e si perfezionera sempre di piu attraverso l umanita e fino a quando saremo in questo mondo (Secondo Maritain, solo quando il Vangelo sara penetrato fino in fondo nella sostanza umana allora il diritto naturale sara completato e perfetto).

5. I diritti della persona umana e i diritti della persona civica

La legge naturale e la coscienza morale non prescrivono solamente cose da fare o non fare, ma riconoscono anche dei diritti, quei diritti legati alla natura stessa dell uomo: la persona umana in quanto persona e soggetto di diritti che devono essere rispettati. Secondo Maritain, l espressione "dignita della persona umana" rimanda alla legge naturale: <<la vera filosofia dei diritti della persona umana si fonda dunque sull idea della legge na turale>> (Ibid:60).

Maritain fa nascere i diritti della persona umana da un importanza data in modo assoluto alla persona, mettendo in evidenza come la persona in quanto tale superi di gran lunga l azione dello Stato. La persona trascende naturalmente lo Stato poiche va verso un destino superiore. L intelligenza umana supera di gran lunga la comunita politica e nasce da qualcosa di piu elevato:

"Lo Stato puo in circostanze definite domandare ad un matematico di insegnare le matematiche, a un filosofo di insegnare filosofia: sono esse delle funzioni del corpo sociale. Ma lo Stato non puo obbligare un filosofo o un matematico ad adottare una dottrina filosofica, o una dottrina matematica perche queste cose dipendono solamente e d esclusivamente dalla verita. Il segreto dei cuori e l'atto libero come tale, l'universo delle leggi morali, il diritto della coscienza ad ascoltare Dio e a fare il suo cammino verso di lui, tutte queste cose, nell'ordine naturale come nell'ordine soprannaturale, non possono essere toccate dallo Stato ne cadere in suo potere" (Ibid:70).

Lo Stato non puo essere la regola della coscienza, anche se puo obbligare nel momento in cui qualcosa diviene legge, poiche promulgata da unautorita legittima. Ogni persona in quanto tale ha il diritto di decidere della propria vita, del proprio destino, del proprio lavoro, della propria vocazione, solo in caso di estremo pericolo e per la salvezza della comunita puo intervenire lo Stato per richiedere con la forza il servizio a ciascuno.

Maritain effettua una catalogazione dei diritti della persona: diritti della persona umana in quanto tale, diritti della persona civica e diritti della persona sociale o operaia. I diritti della persona umana in quanto tale <<sono radicati nella vocazione della persona, agente spirituale e libero>> (Ibid: 73). Si tratta sostanzialmente dei diritti presentati nella Dichiarazione Francese ma con un carattere originalmente cristiano: il diritto all esistenza e alla vita, all integrita corporale, alla liberta personale e alla direzione della propria vita; il diritto a perseguire la perfezione della vita umana razionale e morale; il diritto a perseguire la vita eterna attraverso il libero esercizio delle attivita spirituali; il diritto a sposarsi; il diritto alla proprieta privata (Ibid: 100).

I diritti della persona civica o diritti politici sono per Maritain <<la radice di una vera democrazia politica>> (Ibid:79): il diritto di associazione, libera ricerca e discussione; il diritto di partecipare alla vita politica e di decidere la forma di governo; il diritto alla sicurezza e alle liberta nello Stato; il diritto al libero accesso alle professioni (Cfr. Ibid:101).

Maritain riprendendo la celebre sentenza di Aristotele secondo la quale <<l'uomo e un animale politico>> (Ibid: 76-77), sottolinea che questo <<non significa soltanto che l uomo e naturalmente fatto per vivere in societa, significa anche che l uomo domanda naturalmente di condurre una vita politica e di partecipare attivamente alla vita della comunita politica>> (Ibid). Su questi diritti della persona civica dell individuo umano come cittadino, Maritain ha insistito poiche qui vede la radice della vera democrazia politica.

6. I diritti economici e sociali

Solo dopo aver parlato dei diritti della persona umana e dei diritti politici, Maritain pone una terza categoria di diritti: i diritti della persona sociale o operaia, non perche siano ultimi e meno importanti, ma perche sono quelli piu vicini all azione pratica dei lavoratori.

Maritain percepisce che bisogna prendere coscienza di una dignita umana non sempre tenuta in considerazione e cioe il mondo operaio: il popolo operaio sara in grado di organizzarsi ed educarsi solo prendendo coscienza delle sue responsabilita nella comunita, deciso a lavorare per la liberta; certamente non con la dittatura imposta dal marxismo.

Tra i diritti della persona sociale o operaia, troviamo quelli relativi alla libera scelta del proprio lavoro; il diritto a raggrupparsi in unioni sindacali e professionali; il diritto al giusto salario, poiche il lavoro dell uomo non puo essere considerato come mercanzia sottomessa alla semplice legge dell offerta e della domanda. Di fondamentale importanza sara anche il diritto al titolo di lavoro.

Questi assicura all uomo che il suo impegno gli appartiene ed e vincolato alla sua persona da un legame giuridico e ammette che l attivita operativa potra progredire. Infine, il diritto all assistenza nella miseria e nella disoccupazione, nella malattia e nella vecchiaia e il diritto ad avere parte gratuitamente ai beni elementari, materiali e spirituali della civilta (Ibid:102).

Scrive Maritain:

"Il progresso contrastato dell'umanita va nel senso della emancipazione umana, non soltanto nell'ordine politico, ma anche nell'ordine economico e sociale in maniera che le diverse forme di servitu, per le quali un uomo e al servizio di un altro uomo per il bene particolare di questo, e come un organo di questo, siano a poco a poco abolite a misura che la storia umana si avvicina al suo termine. Il che suppone non soltanto il passaggio a stati di organizzazione migliore, ma anche il passaggio a una coscienza migliore della dignita della persona umana in ciascuno di noi e del primato dell'amore fraterno fra tutti i valori della nostra vita. Cosi avanziamo verso la conquista della liberta" (Ibid:98-99).

I diritti umani assumono, in tale prospettiva, forma storica e naturale allo stesso tempo poiche tutto deriva dal concetto imprescindibile di "persona". Maritain <<inscrive i diritti (al plurale) nella legge, necessariamente al singolare, e inscrive la persona nella societa, ma facendo della societa soltanto un tutto di tutti, non gia una complessiva realta autonoma, allo stesso modo in cui Teilhard de Chardin parlava nella stessa epoca di "centro dei centri" e di una socializzazione che era equivalente a personalizzazione>> (Calvez, 2005:111).

Conclusione

Maritain descrisse la natura e la fonte dei diritti umani fornendo spiegazioni esaustive della persona umana e delle relazioni etiche spiegando che l organizzazione dell economia deve poggiarsi su un principio fondamentale che vada dal basso verso l alto, secondo i principi della democrazia personalistica.

In sintesi contro ogni dittatura di un Stato corporativistico, paternalistico o collettivistico, la liberta dei gruppi e delle associazioni di rango inferiore rispetto allo Stato e la qualita di persona morale devono essere sempre il dato primordiale per poter passare ad un regime umanistico. Lo Stato non puo eliminare la liberta tra le persone come organismo sovrano, ma puo solamente coordinare e controllare. In questo senso si deve fare una distinzione fondamentale tra l'ordine politico e l'ordine economico, tra la struttura politica dello Stato e l'organizzazione economica della societa. Pensare ad uno Stato economico e una vera mostruosita. I gruppi economici e professionali sono organi della comunita civile, non organi dello Stato. La vita e l'organizzazione politiche, invece pongono in relazione le persone umane e la loro direzione verso un opera comune, che suppone la forza, la pace e l'armonia del corpo sociale.

L'organizzazione politica dello Stato deve riconoscere i diritti alla vita politica della persona umana e deve basarsi sui diritti e le liberta politiche dei cittadini. La vita politica dello Stato deve esprimere il pensiero e la volonta dei cittadini riguardo al bene comune.

In opposizione al principio totalitario e a tutte le varie perversioni, la concezione maritainiana si sofferma sul valore fondamentale del principio pluralistico. Un principio che lo stesso filosofo francese vede presente in tutti gli ambiti della vita sociale e politica. Solo in esso si puo trovare la soluzione di ogni problema rispetto alla comunita temporale. Nell ordine economico tale principio e il fondamento non solo dell autonomia dei gruppi e delle associazioni, ma anche della diversita dei vari regimi e delle organizzazioni che si riscontrano nella vita economica e soprattutto in quella industriale e agricola.

Fondamentale e il rispetto per l altro e la pluralita come una vera filosofia e non come una semplice metodologia filosofica (Curcio, 2010:42).

Recibido: 11-04-2011 * Aceptado: 17-07-2011

Lista di Riferimento

CALVEZ, J. (2005). I diritti dell'uomo secondo Maritain. In: AUCANTE V. e R. PAPINI, a cura di, Jacques Maritain: la politica della saggezza, Rubbettino, Soveria Mannelli.

CORTELAZZO, M. P. ZOLLI (2004). Dizionario etimologico della lingua italiana. Zanichelli, Bologna.

CURCIO, G. (2010). Una metodologia pedagogica attraverso la Caritas in Veritate. En: Notes et Documents, N. 16, XXXV anno.

FABRIS, A. (2006). Etica della comunicazione, Carocci editore, Roma.

FOUCAULT, M. (1967). Le parole e le cose, Rizzoli, Milano.

LINGUA, G. (2002). Comunicare senza regole? Edizioni Medusa, Milano.

MARITAIN, J. (1991). I diritti dell'uomo e la legge naturale. Vita e Pensiero, Milano.

SAVATER, F. (2005). Politica per un figlio. In: Saltarelli, F. a cura di, Editori Laterza, Bari.

SWEET, W. (2008). I diritti umani nell'etica, nel diritto, nella politica. In: L. BONANATE, R. PAPINI, a cura di, Dialogo interculturale e diritti umani.Il Mulino, Bologna.

Gennaro Giuseppe Curcio

Carmen Caramuta

Instituto Internacional Jacques Maritain

Roma--Italia

gennarocurcio@libero.it

Nota

(1.) Il termine latino norma (norma(m) 'squadra, cio che non pende ne a destra ne a sinistra, dunque cio che si mantiene entro un giusto mezzo) sostiene, etimologicamente, il peso del senso iniziale dell'agg. der. normale (normale(m) 'conforme a una certa regola o all andamento consueto di un determinato processo). Cfr. M. Cortelazzo, P. Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana, Zanichelli, Bologna, 2004, p. 806-807. La normalizzazione di tutto cio che attiene la vita collettiva definisce la struttura della nostra societa: una societa che tende a riassorbire, riunificare, ricomporre le differenze e le controversie.
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Author:Giuseppe Curcio, Gennaro; Caramuta, Carmen
Publication:Revista Fronesis
Article Type:Author abstract
Date:Jan 1, 2012
Words:4572
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