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Jacqueline Boudard. Rome au XIXe siecle vue a travers les guides de l'epoque.

Jacqueline Boudard. Rome au XIXe siecle vue dt travers les guides de l'epoque. Preface et illustrations par Emanuele Kanceff. Moncalieri: Centro interuniversitario di ricerche sul Viaggio in Italia, 2003.

Arrivato a Roma, al viaggiatore che stilava le proprie esperienze di viaggio capitava spesso di trovarsi sommerso dalla immensita della Citta Etema, dalla limitatezza delle sue capacita di coglierne l'insieme e dalla impossibilita di sistemare le proprie impressioni in una narrativa coerente: il visitatore scopriva che la penna (o la mente) si rifiutava di cooperare. A questo punto, si tuffava nena visita della citta, senza troppo preoccuparsi di mettere su carta le proprie impressioni, ripiegando sun'attenuante che esistevano guide per il viaggiatore nelle quali il suo lettore avrebbe trovato facilmente matedale utile e meglio organizzato per descfivere le "mirabilia" den'Urbe. Infimidito dalla mole e dalla difficolta di scrivere un'esperienza multiforme, il diarista si eclissava dietro tale mediocre pretesto e abbandonava l'impresa, come fece l'anonimo autore dei Discous viatiques de Paris & Rome et de Rome a Naples et Sicile (Geneve: Slatldne/C.I.R.V.I., 1983): "Ce seroit chose trop longue de raconter touttes les antiquites qui se voyent a Rome, comme aussi les excenentes choses qui y ont este nouvellement faicte par le Pape Sixte Ve d'a present, lesquelles estant touttes redigges par escrit, tant les antiquites comme aussi ce qui a este faict de nouveau, je ne m'y arrestere plus longuement, joinct que seroit chose suffisant pour amplir ung gros volume" (171).

Spesso il viaggiatore, come fece Isaac Basire (Travels through France, Italy, Naples, etc. Geneve: Slatkine/CIRVI, 1987,90), si accontentava di lasciare una mezza dozzina di pagine bianche, proponendosi implicitamente di completare il suo diario al suo ritorno in patria, servendosi del "vademecum" che aveva acquistato a Roma e che era diventato il suo cicerone personale. La guida, dunque, aveva una sua funzione pratica nella riscrittura del diario odeporico; anche per questo la sua diffusione era straordinaria. Gia dal Cinque e Seicento, di fronte alle ricchezze archeologiche e dell'architettura contemporanea chela citta gli offriva, il viaggiatore/turista incominciava a paventare di cadere nella banalittt e di mettere su carta nozioni ed impressioni note "lippis et tonsoribus"; del resto, la grandezza di Roma sembrava meritare di piu di un elenco scheletrico dei sifu ammirati nell'itinerario giornaliero del viaggiatore.

Le relazioni tra manuali per il viaggiatore e la narrativa odeporica sono molteplici: se da un lato la guida costituisce un percorso parallelo a quello del diario di viaggio, dall'altro, la guida per il viaggiatore, l'accompagnatrice ideale durante la visita della citta, e pure la lettura normale per il potenziale viaggiatore che prepara a tavolino il suo itinerario oil timido viaggiatore in poltrona che rifiuta di avventurarsi fuori di casa. Gia lo notava Angiolo Tursi che, come rileva Emanuele Kanceff nell'introduzione, metteva le guide al primo posto della sua classificazione bibliografica del materiale odeporico. E gli studiosi di odeporica hanno da tempo affrontato questo tema, soprattutto, come era prevedibile, per le grandi mete degli itinerari italiani. Gia nel 1930 Ludwig Schudt pubblicava una bibliografia del materiale relativo a Roma in un ampio volume (Le guide di Roma: Materialen zu einer Geschichte der romischen Topographie, unter Beniitzung des handschifllichen Nachlasses yon Oskar Pollak. Wien: B. Filser; repr. Weastmead, Engl.: Gregg International, 1971). Lo seguiva, fra gli altri, la Fondazione Marco Besso, con un catalogo limitato ai testi contenuti nella propria biblioteca (Guide e descrizioni di Roma dal XVI al XX secolo. Roma: Fondazione Marco Besso, 1992. E, piu recentemente, Francois Brizay studiava L'Image de l'Italie dans les guides et les relations de voyage publies en France au XVIIe siecle, 1595-1713: sa construction et son evolution. Villeneuve d'Ascq: Presses universitaires du Septentrion, 1999). Altri, lo speriamo, si dedichera al Settecento, un periodo ricchissimo di materiale odeporico (guide, epistolari, diari) e di personaggi famosi sulle strade di Roma.

Nella scia di questi lavori, di cui mi sono limitato a menzionare i piu noti, Jacqueline Boudard riduce la sua analisi all'Ottocento, un secolo pullulante di viaggiatori eruditi e appassionati della cultura e dell'arte italiana, entusiasti, come Stendhal, della vitalita di un mondo con il quale era entusiasmante identificarsi.

Dopo una sintesi introduttiva sulle testimonianze dei viaggiatori a Roma nell'Ottocento, il volume di Mile Boudard, ricchissimo di illustrazioni tratte da manuali di antiquariato, itinerari, descrizioni e guide della citta di Roma attraverso tutto il XIX secolo, procede ad analizzare i vari modi di avvicinarsi a Roma: l'ingresso tradizionale della Porta del Popolo, l'arrivo dalla Via Appia e dalla Porta di San Sebastiano, i piroscafi che scaricavano i viaggiatori al porto di Civitavecchia e, infine, i primi treni, dal 1856, che collegavano l'Urbe con Napoli.

Roma, ed e il secondo di cinque lunghi capitoli, si presenta al viaggiatore come citta essenzialmente religiosa, ricca di chiese, ma anche di biblioteche, di palazzi e di ville, di accademie, di mercati; tma citta possiede, fino al 1887, un ghetto famoso, spesso evocato per il labirinto delle sue viuzze e per il "colore" dei suoi personaggi; cita dai diverfimenti popolari e dai teatri bfiUanti, dalle escursioni eleganti a Tivoli e nella Campagna. E proprio nell'Ottocento Roma attraversa una trasformazioue radicale, diventando capitale del Regno, sede di scavi archeologici importantissimi, oggetto di sistemazioni urbane radicali e cenlxo di vim politica. Aspetti, questi, che affiorano nelle guide e che appaiono nella narrativa degli scrittori chela visitano. Jacqueline Boudard analizza con accuratezza questi elementi visti nei testi letterari ed offre al lettore una vasta mole di matedale utilissimo.

Ma la parte piu interessante per gli addetti allo studio dell'odeporica in quanto letteratura mi sembra l'ultimo, interessante capitolo sull'" Art d'utiliser les guides au XIXe siecle: l'exemple de quelques voyageurs celebres a Rome" (311-40). Il viaggiatore che prepara il suo viaggio a Roma sulla guida, che ne fa l'accompagnatrice fedele, che la legge la sera per organizzare il percorso dell'indomani, non puo non esserne succube. Il suo percorso romano e effettuato normalmente attraverso la lettura del manuale, le sue soste ne seguono suggestioni ed inviti, stimoli e ispirazioni. Altri fara un itinerario piu autonomo, seguendo il suggerimento malizioso di Stendhal, di errare "dans Rome, au hasard": ma l'esplorazione emancipata dalla pedissequa e pedantesca catena che lega il visitatore al manuale sara possibile solo a spiriti avventurosi, che avranno assorbito lo spirito, ma anche la lettera della guida. Del resto, si sa che spesso la guida e diventata, anche per Stendhal, uno stimolo a mentire: il diarista trovera nella guida la perfetta descrizione di quanto avrebbe dovuto osservare durante la visita della citta, ma gli era sfuggito, e lo fa, in ritardo, appena ritomato a casa, mentre riscrive il suo journal de voyage. E non sara certo Stendhal a confessarci di quale manuale si e servito per raccontarci taluni dei suoi itinerari di fantasia[ "Rares furent les voyageurs du XIXe siecle qui, partis decouvrir l'Italie--conclude Boudard--ont laisse un camet de route mentionnant les titres des guides consultes au cours de leurs haltes et de leurs visites" (315). Il "mensonge romantique" ha bisogno di celarsi dietro questi conniventi silenzi! Ma sapere quali fossero le guide a disposizione del viaggiatore di un particolare momento storico permettera allo studioso che analizza il testo del narratore di sorprendeflo mentre copia banalmente dalla guida o se ne serve per creare un quadro pih "autentico" nel quale inserire la propria avventura romanzata.

Per facilitate questo lavoro di analisi, sarebbe stata apprezzabile, oltre al trattamento "discorsivo" del vasto materiale consultato dalla studiosa francese, una bibliografia completa delle guide di Roma dell'Ottocento nella forma di una tavola generale che le indicasse in ordine cronologico, oltre che, naturalmente, un elenco degli scrittori e viaggiatori ottocenteschi, indicante, nella misura del possibile, la data della loro visita alia citta di Roma in ordine cronologico e la data di pubblicazione del loro lavoro. Tale serie di tavole bibliografiche sintetiche avrebbe facilitato al lettore attento lo studio dei testi indicati, suggerendo un percorso di estrapolazioni per evincere le possibilita d'influenza delle guide sui testi piu propriamente letterari degli scrittori ottocenteschi. Questa mancanza non toglie al volume i pregi che abbiamo notato, ma lo renderebbe piu utile per la consultazione, tanto piu chela mancanza di un indice analitico non permette, ahime, un rapido consuntivo del materiale trattato. Suggerirei per una prossima riedizione di questo lavoro anche l'aggiunta di un capitoletto suna presenza di nomi di artisti famosi nelle guide ottocentesche per poterne estrapolare la loro influenza suna letteratura del Romanticismo francese. Infine, ma si tratta di una critica puramente tipografica, il volume avrebbe guadagnato in leggibilita se le note fossero state poste a pit pagina, o almeno alia fine di ogni capitolo, invece di essere messe (tutt'e seicentodiciassette) alia fine del volume senza alcuna distinzione tra i capitoli.

Cio detto, non si puo non essere grad al C J.R.V.I. per questo altro volume (il sessantatreesimo!) della sua prolifica collana "Biblioteca del Viaggio in Italia." Un altro saggio, tra gli ormai numerosissimi e ottimi studi che gli addetti ai lavori, italiani e stranieri, continuano ad offrire, con scadenze ormai prevedibili, agli studiosi all'odeporica.

LUIGI MONGA

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Author:Monga, Luigi
Publication:Italica
Article Type:Book Review
Date:Mar 22, 2004
Words:1500
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