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Irene Zanini-Cordi. Donne sciolte. Abbandono ed identita femminile nella letteratura italiana.

Irene Zanini-Cordi. Donne sciolte. Abbandono ed identita femminile nella letteratura italiana. Ravenna: Longo, 2008.

Il volume di Zanini-Cordi si concentra sulla figura della donna abbandonata, tanto ricorrente in letteratura quanto trascurata dal discorso critico. IL percorso proposto e al tempo stesso tematico e diacronico: ali'interno della rubrica generale della donna abbandonata vengono ritagliati, modificando una tipologia desunta dalle Heroides di Ovidio, tre tipi particolari (la sedotta, la vedova, la seduttrice), la cui evoluzione nel corso dei secoli viene tracciata in tre rispettivi capitoli. L'ultimo capitolo, che si configura quindi a mo' di conclusione, e invece interamente dedicato al romanzo I giorni dell'abbandono di Elena Ferrante. Uassunto di base e che l'abbandono, ai di la del trauma che tradizionalmente rappresenta, possa configurarsi per la donna come il primo passo verso la liberazione "dai lacci deli'economia binaria" (8): l'esclusione che segue l'abbandono puo configurarsi allora come momento di ridefinizione e conoscenza di se.

IL primo capitolo, "Arianna. La sedotta. Lamento e paralisi', segue lo sviluppo di questo personaggio dall' Elegia di Madonna Fiammetta di Giovanni Boccaccio a L'abbandono. Una storia eritrea di Erminia Deli'Oro, passando attraverso l'ariostesco episodio di Olimpia nell'Orlando furioso. Nella traiettoria disegnata da Zanini-Cordi, la figura della sedotta trova la sua definizione nella paralisi del dolore, nell'impossibilita di accedere ad una propria manifestazione espressiva. Diverso il caso della vedova, cui e dedicato il secondo capitolo ("Didone. La vedova. Lacrime e scioglimento"), figura ambigua, etimologicamente segnata da una privazione eppure dotata di esperienza e in alcuni casi di risorse che rendono la sua condizione anomala e per certi versi privilegiata. "Padrona di se stessa" si definisce la protagonista della Vedova spiritosa di Goldoni, mentre le protagoniste de La vedova scaltra e La donna sola "sferrano una serie di attacchi alla struttura patriarcale, tanto piu efficaci quanto sostenuti dalla plausibilita della caratterizzazione psicologica delle protagoniste" (102). Al contrario il personaggio al centro de La vedova Fioravanti, romanzo del 1940 di Marino Moretti, si adegua all'abnegazione richiesta alla madre di un giovane sacerdote, soffocando in se ogni impulso individuale. Se ne deduce, tra l'altro, come l'evoluzione dei tema attraverso i secoli sia tutt'altro che lineare.

Il terzo capitolo, "Circe. La seduttrice. Incanto e metamorfosi", si apre con una curiosa affermazione relativa alla differenza tra il seduttore ("semanticamente" collegato al "condurre via") e la seduttrice, caratterizzata invece dall'attrazione e dalla staticita ("le seduttrici, come la donna in generale, sono stanziali') (117). Un'analisi piu attenta del personaggio di Armida nella Gerusalemme liberata (cui pure sono dedicate diverse pagine del capitolo) avrebbe permesso di evitare una simile generalizzazione, in quanto Armida manifesta il suo potere proprio "conducendo via" un gran numero di Cristiani dai loro accampamento. Pertinenti invece le osservazioni dedicate al romanzo Fosca di Igino Ugo Tarchetti (1869) e in generale la parte conclusiva dei volume, con le tini analisi delle Navigazioni di Circe di Sandra Petrignani e I giorni dell' abbandono di Elena Ferrante (2002). Quest'ultimo lavoro, in particolare, convalida il percorso seguito da Zanini-Cordi, come sei tempi fossero maturi perche un tale romanzo potesse venire alia luce. Questo incontro tra esegesi e scrittura creativa e tanto piu suggestivo in quanto la protagonista, Olga, configura la propria storia, almeno in parte, come riscrittura delle esperienze che le provengono da La femme rompue di De Beauvoir e Anna Karenina di Tolstoj. Quelle pagine, che minacciavano di risucchiarla, possono invece essere contemplate con distacco sul finire del romanzo, quando Olga ha imparato, grazie anche alla collaborazione della figlia, ad esercitare controllo su di se e a ridefinirsi: "La donna abbandonata allora non sta semplicemente ai margine del sistema simbolico maschile, paralizzata nel lamento, rappresenta piuttosto la possibilita di pensare ai di fuori di quel sistema simbolico e di ri-articolarlo" (172).

Coerente e documentato, Donne sciolte suscita tuttavia qualche perplessita nell'introduzione, che lo presenta quale "frutto sia d'analisi testuale che d'interpretazione personale" (8), come se la seconda potesse sostenere un discorso critico senza la prima. Curiosa risulta la decisione di chiudere il libro con un'enigmatica citazione da Eavan Boland, cosi come il vezzo di inserire citazioni senza segni di interpunzione, affaticando inutilmente i lettori (vedi per esempio 24, 35, 69). Una rilettura piu attenta avrebbe inoltre evitato svarioni come "il signifiee di Saussure" (invece di "signifie") (8) e "commando" (invece di "comando") (11). Il volume ba tuttavia indubbi meriti, dalla scelta del tema all'applicazione persuasiva della critica di genere e in particolare di Adriana Cavarero, e la sua tesi difondo si rivela convincente, soprattutto nell'analisi delle opere piu recenti.

LAURA BENEDETTI

Georgetown University
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Author:Benedetti, Laura
Publication:Italica
Article Type:Book review
Date:Dec 22, 2009
Words:747
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