Printer Friendly

Il Payback Teatre: l'arte di essere se stessi. Uno strumento per l'empowerment ed il cambiamento autentico di individui e comunita.

Playback Theatre: the art of being oneself. A tool for empowerment and real change for individuals and communities

Sumario: Introduzione. 1. Il Playback Theatre. 2. Le applicazioni del Playback Theatre. 3. Il Servizio Sociale ed il Playback Theatre. 4. Riferimenti bibliografici.

Introduzione

Il lavoro del servizio sociale, in una societa in trasformazione, e sempre piu complesso e sempre piu compresso da istanze diverse e talvolta opposte. Il professionista ha bisogno di recuperare l'essenza del suo lavoro e di riscoprire la radice dell'agire professionale ripartendo dal bisogno profondo dell'Essere Umano.

Ogni individuo esprime in primo luogo la necessita di contattare e riconoscere la sua autenticita, nel qui ed ora della propria realta, superando il mondo virtuale e dell'immagine in cui siamo immersi che impone un saper essere, cosi come la societa desidera. E' fondamentale poi riscoprire la ricchezza delle relazioni dove l'accoglienza e l'ascolto sono il sostegno delle singole individualita per un rispecchiamento e confronto autentico. E infine le persone hanno bisogno, sempre di piu oggi, di connettere significati a livello comunitario, superando la logica dell'individualismo per ritrovare legami che liberano energia vitale per i cambiamenti singoli e collettivi. La competenza principe dell'agire professionale dell'assistente sociale e l'ascolto, non solo inteso come predisposizione nella relazione con l'altro ma come creazione e offerta di spazio, perche possano essere espresse emozioni, sensazioni, bisogni, significati, la diversita di ciascuno e lo speciale modo di connettere tutto questo con il mondo (1).

La semplice creazione e offerta di spazio, insieme all'intenzionalita dell'assistente sociale all'ascolto, opera delle trasformazioni che rimettono in moto la vitalita, andando oltre la situazione problematica e riconoscendo i desideri piu intimi. Bisogna oggi rafforzare sempre piu l'idea di un servizio sociale inteso come sostegno e stimolatore della crescita personale e comunitaria, dove l'una non esclude l'altra nella continua ricerca dell'integrazione, per superare l'individualismo che tiene lontani gli uomini uni dagli altri, impedendo il riconoscimento di cio che e in comune.

Il Playback Theatre, in quanto originale forma di teatro di comunita, consente di sperimentare l'arte di essere se stessi in un percorso che ogni volta si rinnova e diventa trasformativo per se e per gli altri.

1. Il Playback Theatre

Nasce negli anni Settanta negli Stati Uniti grazie all'intuizione di Jonathan Fox che racconta: <<Ero davanti a una cioccolata calda in una caffetteria di New York e guardando i passanti sulla strada, mi sono chiesto che cosa sarebbe accaduto se le persone avessero avuto la possibilita di raccontare la loro storia e qualcuno avesse messo in scena immediatamente quanto raccontato, esplorando le emozioni, i significati, le relazioni, le connessioni>> (Salas, 2013).

La sua intuizione nasce grazie all'esperienza di volontario in Nepal, dove ha incontrato la tradizione orale come elemento fondamentale della trasmissione della cultura. La comunicazione verbale viene arricchita con l'utilizzo di simboli e danze che creano scene ed immagini che consentono di vivere la dimensione emotiva della narrazione. L'integrazione del linguaggio verbale e analogico consente di andare oltre alla semplice trasmissione di informazioni e di appropriarsi del valore profondo della storia, dell'essere individuo all'interno di una collettivita e di condividere i valori intimi dell'esperienza umana. Fox (1986) approfondisce poi la dimensione della spontaneita e creativita grazie anche alla sua formazione in psicodramma classico e al suo interesse per il teatro sperimentale degli anni Settanta.

Si crea cosi un originale spazio di narrazione, il Playback Theatre, in cui le storie vengono onorate da performer che le accolgono, dando loro nuovamente vita. Sul palcoscenico vengono vissute emozioni, sensazioni in una continua ricerca di significati e connessioni. Questo percorso consente al narratore di vedere sul palcoscenico molto di piu di quanto narrato e ricevere un altro punto di vista, talvolta nuovo e ricco di sfacettature; alcuni narratori paragonano l'esperienza ad un caleidoscopio.

La compagnia di Playback Theatre, formata da un gruppo di performer, musicisti e un conduttore propone al pubblico uno stimolo artistico ad esempio un canto, la lettura di una poesia, delle immagini, per introdurre il tema della performance. Il conduttore, attraverso tecniche sociometriche (Moreno, 1953) consente al pubblico di conoscersi e riconoscersi come appartenenti ad una categoria o un gruppo, facilitando cosi il superamento della diffidenza e stimolando la creazione di un clima di fiducia di ascolto in una dimensione di non giudizio affinche possano emergere le narrazioni con spontaneita. Questo significa ad esempio in una performance sulla violenza sulle donne individuare attraverso la mano alzata la composizione del gruppo tra uomini e donne, tra operatori del settore e cittadini ma anche coloro che hanno fatto un viaggio per raggiungere il luogo della performance, in modo da creare degli intrecci tra sottogruppi. Con gradualita, il pubblico viene condotto a riconoscere pensieri e sensazioni e poi a ricordare storie ed episodi della propria realta che permettano di riflettere ed esplorare il tema proposto. Tutto cio che e narrato dal pubblico, viene messo in scena dai performer e musicisti con tecniche di improvvisazione teatrale e, dopo ogni scena, il conduttore lascia la parola al narratore in quanto pieno protagonista della sua storia, possa ancora esplicitare qualcosa che lo riguarda. Si crea cosi una circolarita tra pubblico e compagnia: un dialogo continuo all'interno di un rituale garantito dal conduttore <<maestro di cerimonia>> di tutto il processo.

Il rituale fornisce forma e riferimenti chiari affinche possa svilupparsi un percorso che, partendo dall'accoglienza delle singole individualita, progressivamente si costituisce una comunita narrante che riconosce le diversita e si riconosce. Turner (1986) lo definisce come l'insieme delle strutture spaziali e temporali che garantiscono stabilita, familiarita, e attraverso le quali puo essere contenuto l'imprevedibile.

Il lavoro dei performer e di estremo rispetto della storia a loro consegnata. Sul palcoscenico si viene a creare una situazione di semirealta in cui i vissuti, le emozioni e le azioni conseguenti sono vere e autentiche; vivendo pienamente il <<qui ed ora>> vengono costruite scene creative, in continuo movimento e trasformazione dove talvolta viene capovolto l'ordine degli eventi, alcune scene vengono prodotte in slow motion e altre trasformate in danza, canto o poesia. Il tutto viene accompagnato dalla musica, anch'essa improvvisata. Restituendo una nuova connessione degli eventi si incontra la bellezza delle diverse sfacettature della vita, anche laddove la narrazione tratta eventi drammatici.

Il Playback Theatre connette le esperienze di una persona con quelle delle altre: coinvolge contemporaneamente individui e gruppi, integrando la dimensione personale con quella collettiva. Attraverso la rappresentazione scenica si riscopre il significato profondo dell'esperienza umana con un percorso di condivisione con gli altri.

Infatti nel Playback Theatre si sviluppa la dimensione individuale, relazionale, sociale e archetipica. In ogni storia viene quindi esplorata l'esperienza dell'individuo insieme alle sue possibili relazioni, permeata del contesto sociale e delle credenze collettive insieme agli elementi piu spirituali e archetipici dell'esperienza umana.

La performance si conclude con una scena che racchiude l'esperienza condivisa insieme: le storie narrate diventate storie collettive, riportano alla consapevolezza che ogni storia e parte e contributo prezioso della storia della comunita e dell'umanita intera e la dimensione emotiva attraversata e elemento fondamentale della vita che ci rende autentici nella relazione con noi stessi e con l'altro.

Grazie alla ricchezza dell'esperienza delle performance, il metodo e stato applicato anche nella conduzione di gruppi di sostegno alle persone in difficolta e nel campo della formazione. In questi contesti, le persone hanno la possibilita di essere pubblico, narratori e performer, sperimentando i tre ruoli.

Il conduttore accompagna le persone, attraverso esercitazioni e giochi di improvvisazione, in un percorso graduale composto da 4 fasi:

--L'accoglienza, momento iniziale per l'ascolto del <<qui ed ora>> dei singoli individui.

--Attivazione della spontaneita e creativita. In questa fase l'oggetto e il gruppo che attraverso l'azione e la sospensione del confronto verbale, crea connessione tra le persone, ascolto reciproco e collaborazione, rivitalizzando nuove energie.

--Narrazione e restituzione teatrale. Attraverso il Playback Theatre ogni persona racconta la propria storia o la condizione in cui si trova per rivederla attraverso la messa in scena da parte degli altri partecipanti del gruppo; successivamente potra assumere il ruolo di performer in una condizione di ascolto e di restituzione attraverso la propria spontaneita, capacita espressiva e senso artistico, per offrire al nuovo narratore il proprio punto di vista. Lo scambio che si crea tra i partecipanti e continuo tra ascoltare ed essere ascoltati, tra dimensione individuale e collettiva, con l'opportunita di <<dare spazio all'altro>> e <<prendere spazio>>, di offrire e ricevere.

--Sharing finale, condivisione verbale di quanto ognuno ha vissuto nelle diverse fasi del gruppo e nei diversi ruoli assunti, ricomponendo il senso comunitario dell'esperienza (Dotti, 2006).

Si utilizza un setting che facilita le persone a sentirsi a proprio agio e a muoversi liberamente nello spazio; anche il questo caso il conduttore garantisce il rituale, la creazione di un clima di rispetto e non giudizio, per favorire l'emergere dell'autenticita e lo sviluppo delle relazioni.

Tutta l'attivita intreccia la dimensione individuale con quella relazionale: momenti di profonda concentrazione sulla propria corporeita e i propri vissuti sono alternati ad attivita e condivisioni di coppia e di gruppo. Come una danza armonica, si attraversano queste dimensioni in modo che una possa essere da sostegno all'altra e i partecipanti non si sentano mai soli nel loro vissuto.

2. Le applicazioni del Playback Theatre

Le applicazioni del Playback Theatre sono molteplici e coprono 3 aree di intervento: Community Work, sostegno alla persona, formazione e supervisione.

Nel Community Work viene utilizzata la performance che prevede la presenza di una compagnia con performer, conduttore e musicisti formati ed addestrati alla progettazione e realizzazione dell'evento (Fox, 1986).

E' particolarmente indicata per celebrare un particolare momento della vita delle persone e delle comunita, per la definizione delle strategie per migliorare le condizioni di vita o superare i conflitti, per la verifica degli obiettivi, per costruire significati ed aumentare la motivazione ai cambiamenti e alle innovazioni, per costruire senso e significati alle relazioni presenti e per trasformarle in relazioni collaborative tra le persone e tra ruoli diversi, per rielaborare e superare eventi traumatici. La performance, realizzata con piccoli e grandi numeri di partecipanti, consente di far emergere i valori e i punti di forza, rafforzare il senso di appartenenza, favorire la migliore integrazione. Essa e particolarmente indicata anche in convegni organizzati da comunita professionali.

Si riporta qui l'esperienza presso un condominio solidale in Torino, dove e stato richiesto un intervento in occasione della festa dei vicini. La committenza aveva l'obiettivo di aumentare la conoscenza delle persone residenti, molte arrivate di recente, con nazionalita diverse, e creare condizioni per relazioni di maggiore collaborazione, superando la diffidenza e i conflitti presenti. La prima parte della performance ha previsto l'esplicitazione da parte del conduttore e dei performer, in modo artistico e teatrale, dei piu comuni problemi di vicinato riportati in alcune ricerche. Successivamente il conduttore ha chiesto ai presenti quali associazioni mentali riconducevano alla vita quotidiana del condominio. Dopo ogni racconto il Playback Theatre, che prevede una restituzione teatrale improvvisata della narrazione stessa, ha consentito di valorizzare il particolare punto di vista di ciascuno; ha poi reso possibile la condivisione, accogliendo le emozioni e valorizzando le risorse presenti, dando cosi la possibilita di integrare i vissuti di ciascuno con quelli degli altri. Nelle settimane successive gli organizzatori hanno rilevato una maggiore comunicazione tra le persone e l'attivazione concreta di alcuni residenti verso una donna straniera, mamma di 2 bambini che aveva raccontato della sua difficolta di inserimento sociale, nel condominio, nella scuola e con i servizi sociali e sanitari di riferimento.

La messa in gioco di una persona che si espone con una narrazione personale diventa un'azione molto significativa per la comunita presente perche diventa un'offerta alla collettivita. La collettivita che si mette in ascolto di un suo componente, aiutata dal rituale e dalla presenza del conduttore, riconosce parte della propria storia e mette in moto sentimenti di affetto, affidamenti reciproci, elementi che consentono la nascita di un <<noi>>; la possibilita di riconoscere la qualita dei legami tra gli individui modifica il loro agire. L'interazione che si viene a creare, aumenta la responsabilita per il bene comune e il perseguimento del benessere caratterizzato da apertura e messa in rete di risorse.

Nel Community Work le narrazioni dei partecipanti e la restituzione artistica, diventano un'occasione per rileggere il quotidiano in chiave nuova e trasformativa.

Le performance possono essere realizzate in teatri, in locali in uso ad una comunita, in piazze e parchi.

Ci sono esperienze in tutto il mondo: in Palestina sono presenti progetti di Playback Theatre finalizzati a favorire l'ascolto fra palestinesi e israeliani, in Argentina e stato usato per ricostruire la memoria collettiva della loro storia sociale e politica, in Italia utilizzato in progetti per i teen-agers per la prevenzione al cyberbullying con il coinvolgimento di polizia, insegnanti, genitori, volontari, a New Orleans dopo il tornado Katrina, si sono organizzate performance per dare spazio alla narrazione di quanto accaduto per trasformare il dolore e la sofferenza in energia creativa.

Per quanto riguarda l'area relativa al sostegno alla persona si fa riferimento ad attivita di gruppo con obiettivi di crescita personale e miglioramento delle proprie condizioni di vita e gruppi di counseling per specifiche situazioni di disagio con l'obiettivo di attivare processi di autonomia, inclusione sociale e sviluppo di empowerment. I gruppi che utilizzano la metodologia del Playback Theatre sono significativi per accompagnare le persone nelle sue diverse fasi del ciclo vitale e nel superamento delle difficolta. Attraverso il Playback Theatre ogni partecipante ha l'opportunita di narrare e di immergersi progressivamente nell'esperienza della scena in uno spirito divertente e leggero, ma allo stesso tempo di profonda vicinanza e coinvolgimento. Con rispetto dei tempi di ciascun partecipante il conduttore fornisce gli stimoli per riscoprire e sviluppare la propria spontaneita e creativita.

Moreno (2007) definisce la spontaneita come la capacita di rispondere in modo sintonico alle esigenze dell'ambiente (senza distorcene le richieste e la realta) e alle proprie esigenze interne (senza stereotipie difensive e facendo emergere i veri bisogni e le autentiche emozioni). Quest'autore afferma che la mancanza di spontaneita e segnata dall'ansia e/o dal comportamento rigido e stereotipato. I partecipanti attraverso giochi ed esercitazioni, che creano un clima divertente e leggero, riducono i propri meccanismi difensivi e contattano i bisogni spesso soffocati dalla condizione di disagio che vivono. La realta, talvolta sorprendente, che in questo modo emerge, crea una condizione di apertura in cui le persone si commuovono riconoscendo i desideri e la loro autentica spinta al cambiamento. Grazie alla possibilita di ricoprire ruoli diversi, i gruppi condotti con la metodologia del Playback Theatre, consentono alle persone di aumentare la consapevolezza della propria capacita di uscire dagli schemi stereotipati, per sperimentarne di nuovi, non solo all'interno del gruppo ma anche nella quotidianita.

I conduttori introducono con l'azione i partecipanti ad un'esperienza di gruppo in cui la propria individualita, punto di vista ed emozioni sono un valore fondamentale per riflettere e confrontarsi. La diversita viene valorizzata come dono e le difficolta che si presentano come l'imbarazzo, la paura del giudizio, il senso di inadeguatezza vengono trasformate in opportunita per un nuovo apprendimento sia per il singolo, che per il gruppo.

Per assumere il ruolo di performer i partecipanti devono addestrarsi a creare un <<vuoto>> interiore, libero dai pregiudizi, dalla fatica della quotidianita, dalle emozioni prioritarie della vita: esso e necessario per creare una reale liberta d'ascolto. Coloro che giocano il ruolo di performer ascoltano se stessi in relazione alla narrazione dell'altro e tenendo in cosiderazione le proprie risonanze emotive, restituiscono al narratore e al resto del gruppo una scena arricchita delle verita soggettive di ciascuno: la storia di uno si incontra con la storia degli altri, trasformandosi nella storia di tutti.

Sperimentarsi nell'improvvisazione significa operare sulle diverse parti che compongono il proprio essere: sugli aspetti conosciuti e sconosciuti, su quelli rifiutati, su quelli temuti. L'esperienza sviluppa empatia, consente l'emergere delle emozioni e la loro comunicazione, sviluppa capacita riflessive e critiche sul proprio agire consentendo una maggiore conoscenza di se e di se nella relazione con l'altro. Inoltre mette in contatto le persone con la propria sensorialita, percezione del proprio corpo ed emozioni.

Nel ruolo invece di narratore i partecipanti hanno l'opportunita di ricostruire gli eventi, le relazioni e le emozioni di parte della loro storia e poi di porsi in una condizione di attesa, per raccogliere lo <<specchio>> che gli deriva dall'azione dei performer. Il palcoscenico restituisce la storia smontata, spezzettata, ricomposta con altre verita che permettono di comprendere al protagonista gli elementi della realta talvolta piu oscuri.

La narrazione produce sapere, infatti, si ripercorrono le fasi, le trasformazioni i passaggi, i punti nodali, i vuoti per rielaborare abitudini, contesti, valori, limiti, risorse, difficolta; tale ricostruzione avviene nel presente in quanto la storia del soggetto viene utilizzata per dare senso al suo modo attuale di osservare, di pensare, di analizzare, di spiegare gli eventi e per comprendere le aspettative per il futuro.

Numerose sono le esperienze: gruppi di genitori, donne, adolescenti, detenuti, malati psichici, tossicodipendendi, immigrati e inoltre gruppi di counseling con partecipanti di eta ed esperienze diverse unite dal desiderio di superare momenti difficili della loro vita.

Un breve percorso di gruppo con il Playback Theatre e stato proposto a delle famiglie durante un percorso di valutazione per l'affidamento familiare di minori, dopo il primo incontro di informazione per creare un'opportunita di confronto e approfondimento sulle motivazioni.

Durante le due sessioni sono stati attivati giochi ed esercizi che hanno consentito alle persone di contattare il proprio desiderio, le proprie risorse, le paure e le contraddizioni. I partecipanti hanno assunto il ruolo di narratore e di performer attivando cosi una predisposizione al dialogo e all'ascolto di se e dell'esperienza dell'altro. Alcune persone hanno narrato il percorso che li ha portati a prendere in considerazione l'affidamento e i propri vissuti; attraverso brevi restituzioni simboliche con il Playback Theatre si sono rivisti come in uno specchio, aggiungendo elementi alla propria consapevolezza. Ciascun partecipante al gruppo ha avuto anche la possibilita di assumere il ruolo di performer e quindi di restituire attraverso le modalita piu semplici e immediate del Playback Theatre (sculture statiche, sculture in movimento) la storia degli altri partecipanti. Grazie all'assunzione di questo ruolo e emerso dai partecipanti che l'ascolto necessario per mettere in scena la storia del narratore, ha consentito loro di contattare alcune proprie emozioni e vissuti, con la possibilita di chiarire meglio il proprio percorso personale, famigliare e le proprie modalita di relazione. Coloro che hanno partecipato in coppia hanno riportato, a conclusione del gruppo, che la possibilita di comunicare attraverso un linguaggio diverso, corporeo e simbolico, ha permesso loro di approfondire il punto di vista del partner, facilitando un'integrazione dei propri vissuti. Per due donne, la possibilita di riflettere sulle diverse sfacettature della motivazione, ha messo in luce che il proprio desiderio di affidamento era determinato da un bisogno personale di gratificazione e riconoscimento vissuto poco in famiglia. L'esperienza ha consentito loro di individuare la necessita di prendersi ancora del tempo per maturare meglio una disponibilita all'accoglienza.

La formazione e supervisione attraverso il Playback Theatre e esperienziale ed e rivolta a gruppi professionali, organizzazioni, studenti.

L'azione formativa consente ai partecipanti, attraverso un percorso graduale e adatto a tutti, di poter rappresentare con tecniche di espressione e improvvisazione teatrale, la propria realta professionale all'interno del gruppo. Questo metodo consente in particolare di:

--Creare processi comunicativi efficaci one-to-one o one-to-many.

--Sviluppare l'ascolto attivo, la collaborazione e lo spirito di team.

--Favorire la conoscenza reciproca, l'emersione di spontaneita, creativita, humor, disponibilita e fiducia.

--Allineare e orientare i partecipanti ai valori ed agli obiettivi aziendali, valorizzando le singole competenze.

--Sviluppare la cultura dell'errore intelligente.

--Incrementare la Job Motivation col miglioramento del rapporto performance/soddisfazione.

Attraverso il Playback Theatre e possibile integrare la dimensione emotiva con quella cognitiva, la dimensione individuale con quella organizzativa, la dimensione personale con quella professionale (cfr. Ferrario, 1996). Numerose ricerche hanno evidenziato che l'apprendimento e molto piu efficace se, oltre alle informazioni trasmesse, c'e un'esperienza emotiva; inoltre lo sviluppo e l'efficacia della memoria subiscono accelerazioni e rallentamenti a seconda del modo in cui si apprendono le informazioni. La sperimentazione di situazioni e l'esplorazione attiva di idee, attraverso l'uso del movimento e dello spazio, e in grado di favorire una piu intensa connessione funzionale tra le diverse aree del cervello, piu di quanto accada in un apprendimento passivo (2).

Con l'improvvisazione si sperimentano situazioni e stati d'animo mai esperiti nella vita quotidiana, con la scoperta di una possibilita di comportamento nuovo che crea stupore e meraviglia. La semirealta della scena crea un'esperienza nuova ed entra a far parte del nostro bagaglio esperienziale di vita cosi come l'avessimo vissuta nella realta quotidiana.

Per chiarire questa particolare applicazione si riporta la formazione per insegnanti di alcune scuole primarie, richiesta dalle direzioni con l'obiettivo di aumentare le competenze relazionali con gli allievi in particolare nelle situazioni difficili, aumentare la capacita di gestione del gruppo classe e individuare le situazioni di disagio. Gli incontri sono stati 6 di 3 ore ciascuno. Ai partecipanti disposti in cerchio e stata proposta una prima attivita sociometrica di conoscenza attraverso la quale si sono creati dei sottogruppi per materie insegnate, per anni di anzianita, per grado di scuola; e stato poi chiesto di creare dei sottogruppi sulla base delle qualita che si riconoscevano e sulla base delle difficolta che vivevano in quel momento. Gradualmente poi gli insegnanti sono stati accompagnati a fare un'esperienza personale di ascolto di se e dell'altro, attraverso dei giochi e attivita con il canto, il movimento, la musica. Questa fase e stata importante per andare oltre i soliti schemi mentali, il giudizio che si ha di se e dell'altro, facendo emergere le capacita di ognuno nell'affrontare situazioni nuove e inusuali, difficolta e resistenze. Dopo questa esperienza e stato dato spazio al racconto dei propri vissuti con la restituzione attraverso semplici modalita di Playback Theatre e riconducendo tutto al proprio specifico lavoro di insegnante.

Tutti gli insegnanti nel percorso formativo hanno avuto possibilita di narrare e rivedere la propria storia a specchio, attraverso il Playback Theatre, trovando i punti di forza e le possibilita di miglioramento ed individuando le azioni che consentivano un cambiamento. Per tutti i partecipanti e stato anche possibile mettere in scena la storia dei narratori, come performer, talvolta assumendo anche il ruolo degli studenti, dei genitori, dei colleghi, degli operatori scolastici, degli psicologi, assistenti sociali, ecc., aumentando cosi la capacita empatica e la visione dei singoli punti di vista. I formatori a conclusione delle scene di Playback Theatre hanno ricondotto i partecipanti a delle riflessioni teoriche riportando anche autori e approcci teorici di riferimento. A conclusione la maggior parte degli insegnanti ha sottolineato l'importanza dell'esperienza che ha consentito loro di mettere subito in pratica la formazione grazie alla maggiore capacita di ascolto e di osservazione degli studenti , ad una maggiore liberta da giudizi e pregiudizi con un notevole aumento della gratificazione. Inoltre il gruppo degli insegnanti si e rivelato risorsa anche nel quotidiano con momenti di confronto e supervisione reciproca. Un paio di partecipanti ha invece sottolineato la difficolta a portare a termine le proposte formative attive evidenziando delle personali difficolta e resistenze.

Diversa modalita formativa e stata invece utilizzata durante il convegno <<Il lavoro dell'assistente sociale tra mandato professionale, istituzionale e sociale>> organizzato dal Consiglio dell'Ordine Assistenti sociali del Piemonte (Torino, 11 maggio 2011) e stata organizzata una performance a conclusione degli interventi teorici. Il pubblico, formato da circa 600 assistenti sociali e stato chiamato a pensare a situazioni concrete richiamate dagli interventi ascoltati. Le narrazioni cosi emerse sono state messe in scena da una compagnia di Playback Theatre che ha fatto emergere la dimensione emotiva dell'agire professionale. A conclusione i partecipanti hanno riportato che attraverso la performance e stato possibile tradurre gli interventi del convegno nella pratica ed integrare le emozioni che sono parte del lavoro dell'assistente sociale. Tale condivisione ha anche aumentato il senso identitario di ciascuno, in quanto parte di una comunita professionale.

3. Il Servizio Sociale ed il Playback Theatre

Il Playback Theatre e uno strumento innovativo in cui la dimensione artistica si coniuga con quella psicologica, relazionale, sociale e comunitaria.

Gli assistenti sociali si trovano a lavorare talvolta con persone demotivate, con ridotte energie vitali, apparentemente senza risorse e desiderio di cambiamento. L'aggressivita o al contrario la remissivita che si incontra nell'utenza e spesso frutto della solitudine, della difficolta di intravedere un progetto, del pessimismo diffuso, della confusione, della difficolta di trovare significati all'esperienza vissuta.

L'arte come mezzo di comunicazione straordinario, in quanto supera le differenze culturali, di genere, di eta, economiche, e una risorsa importante nel lavoro sociale. Nel Playback Theatre l'arte e il sentire della persona che si esprime attraverso il movimento e l'espressione corporea nella ricerca della bellezza e dell'armonia nella dimensione del gruppo. Sul palcoscenico prendono vita immagini simboliche, fatte di corporeita che diventano strumenti per rileggere la realta. Vi e un cambiamento di paradigma: dall'assistente sociale che offre un modo diverso di vedere la realta e di affrontarla, alla persona che viene attraversata nel sua dimensione corporea dalla storia e trova nuove riletture e nuove soluzioni in autonomia.

Tutto questo diventa stupefacente per chi lo sperimenta direttamente e per chi lo osserva: si verifica uno <<spiazzamento>> cognitivo, grazie al quale si scopre qualcosa di nuovo, mettendo in crisi le conoscenze acquisite.

La sorpresa della scoperta e riscoperta e l'elemento divergente che risveglia l'energia vitale, i desideri e attiva l'azione verso il cambiamento (cfr. Watzlawick, Weakland, Fisch, 1974). L'assistente sociale attraverso il Playback Theatre offre uno spazio di narrazione e ascolto che da valore e dignita ad ogni singola persona nella sua esperienza unica e distinta, inserita in una dimensione sociale e relazionale (cfr. Dal Pra Ponticelli, 2010).

Ed e proprio la possibilita di collegare l'esperienza individuale con quella sociale e relazionale che consente al servizio sociale di intrecciare le dimensioni dell'agire professionale, infatti in qualsiasi intervento con il Playback Theatre sono centrali tre fuochi di attenzione: <<il singolo nella sua soggettivita unica e insindacabile; il gruppo con gli aspetti relazionali e organizzativi; la comunita come luogo di interazione di ruoli e punti di vista diversi>> (Dotti, 2006).

Attraverso questo metodo il servizio sociale:

accompagna l'individuo con le sue specifiche modalita relazionali nella complessita della dimensione del gruppo e delle comunita di appartenenza, orientandolo e sostenendolo nello sviluppo delle proprie competenze e differenze;

accompagna il gruppo e la comunita nella complessita della sue relazioni e dei suoi ruoli, orientandolo e sostenendolo nello sviluppo della propria mission, dei propri obiettivi e delle proprie competenze e specificita.

L'assistente sociale formato al Playback Theatre sviluppa la competenza relativa alla conduzione dei gruppi che offre un'opportunita diversa al rapporto one-to-one per attingere alla ricchezza del confronto tra pari.

Interessante, infine, e il ruolo degli assistenti sociali nella formazione e supervisione all'interno delle organizzazioni.

Il panorama delle nuove poverta e disagi richiama alla necessita di un comportamento che non puo essere avulso dall'identita e dai limiti contestuali e soggettivi. Si delineano condizioni che richiedono continui rinnovamenti e innovazioni, spostamenti di posizione che siano <<fonti energetiche>> per il proprio operato, nella relazione con la collettivita. L'assistente sociale, chiamato ad essere risorsa e strumento resiliente a cui, oggi, forse piu che mai, viene richiesto di rinnovarsi in un contesto socio culturale in rapido cambiamento, puo essere un'importante risorsa come formatore (Allegri, 2015).

Anche le organizzazioni hanno bisogno di trovare nuovi modi per rileggere la realta che comprende le incongruenze del sistema e sviluppare creativita nelle risposte al territorio, con la costruzione di processi responsabili che tengano conto dei limiti oggi presenti. Il Playback Theatre consente, come gia detto precedentemente, di arricchire il punto di vista, con la possibilita di trasformare i limiti in opportunita creativa, sviluppando senso di responsabilita nelle scelte. I gruppi di lavoro esprimono la necessita di condividere il clima emotivo e i vissuti dei singoli attraverso nuove modalita che superino la dimensione verbale che talvolta si ferma al lamento e allo sfogo, per andare oltre e ritrovare la spontaneita, motore dell'atto creativo.

Fox (1986) afferma che sviluppare la spontaneita ha dei segni: l'emergere dell'energia vitale, sentirsi appropriati nel flusso relazionale, aumentare la fiducia del proprio intuito e la disponibilita al cambiamento.

La formazione per le professioni socio-educative e per operatori della cura, attraverso il Playback Theatre, consente alle persone di acquisire uno strumento che permette di aumentare la capacita di usare la propria autenticita nella relazione e di prendersi cura di se. Nello specifico dell'azione del servizio sociale la relazione e lo strumento centrale: essa permeata da una intenzionalita veicolata attraverso azioni di cura e di contatto, genera potenti impatti emotivi attraverso cui prendono forma il recupero delle condizioni di benessere di persone socialmente svantaggiate e/o in difficolta.

Nel loro lavoro sociale si attraversano esperienze di relazione la cui portata emotiva e essa stessa strumento di esperienza e di lavoro, rappresentando anche un bagaglio la cui elaborazione necessita di cura e di un continuo rinnovo di competenze.

E' cosi facile curarsi degli altri per cio che io penso che siano o vorrei che fossero o sento che dovrebbero essere. Curarsi di una persona per quello che e, lasciando cadere le mie aspettative di cio che essa dovrebbe essere per me, lasciando cadere il desiderio di modificare questa persona in armonia con le mie esigenze, e la via piu difficile, ma anche la piu maturante, verso una relazione intima piu soddisfacente (Rogers, 1983).

La formazione esperienziale con il Playback Theatre permette agli assistenti sociali di prendersi cura di se e alle equipe di prendersi cura delle relazioni, per aumentare l'efficacia degli interventi, migliorare la collaborazione e aumentare la creativita nella progettazione. Inoltre il particolare percorso formativo offerto contribuisce al rafforzamento dell'identita professionale e favorisce il fluire della relazione professionale attraverso un equilibrio tra gli aspetti emotivi, fisico-corporei, espressivi, comunicativi, concettuali aumentando cosi la gratificazione e la motivazione.

http://dx.doi.org/209/rev_CUTS.2016.v29.n1.49252

Maria Elena AIMO

Direttrice Scuola Italiana Playback Theatre (Italia)

aimomar@yahoo.it

Recibido: 30/05/2015

Revisado: 02/06/2015

Aceptado: 23/12/2015

Disponible on line: 20/01/2016

4. Riferimenti bibliografici

Allegri, E. (2013). Servizio Sociale di comunita. In A. Campanini (a cura di), Nuovo Dizionario di servizio sociale (pp.577-580). Roma: Carocci,

Allegri, E. (2015). Il servizio sociale di comunita. Roma: Carocci.

Dal Pra Ponticelli, M. (2010). Nuove prospettive per il servizio sociale. Roma: Carocci.

Dellavalle, M. (2011). Il tirocinio nella formazione al servizio sociale. Un modello di apprendimento dall'esperienza. Roma: Carocci.

Dotti, L. (2006). Storie di vita in scena. Il teatro di improvvisazione al servizio del singolo, del gruppo, della comunita. Torino: ANANKE.

Ferrario, F. (2000). Le dimensioni dell'intervento sociale. Roma: Carocci.

Fox, J. (1986). Acts of service. Spontaneity, commitment, tradition in the nonscripted theatre. New York: Tusitala.

Fox, J. & Dauber, H. (1999). Gathering Voices. Essays on Playback Theatre. New York: Tusitala.

Grigoletti, P. (2013). Ascolto. In A. Campanini (a cura di), Nuovo Dizionario di Servizio Sociale (pp. 62-64). Roma: Carocci.

Lorenz, W (2010). Globalizzazione e servizio sociale in Europa, Roma: Carocci.

Moreno, J.L. (1953). Who Shall Survive? Foundations of Sociometry, Group Psychotherapy and Sociodrama. New York: Beacon House

Moreno, J.L. (2007). Teatro della spontaneita. Roma: Di Renzo.

Rogers, C. (1983). Un modo di essere, Firenze: Martinelli.

Salas, J. (2013). Improvising Real Life, Personal Stories. In Playback Theatre 20h Anniversary Edition--Perfect Paperback. Dubuque: Kendall Hunt Deluxe Edition.

Turner, V (1986). Dal rito al teatro. Bologna: Il Mulino.

(1) Sull'ascolto come attivita principale della relazione di aiuto e come opportunita di parlare di se e della propria situazione per giungere a conoscere i bisogni, le aspirazioni, i problemi della persona, cfr. Grigoletti (2013).

(2) Decenni di ricerche che hanno dimostrato come l'apprendimento esperienziale produca modificazioni fisiologiche nel nostro cervello, sviluppando e consolidando nuove connessioni sinaptiche tra i neuroni (Kandel, 2010).
COPYRIGHT 2016 Universidad Complutense de Madrid
No portion of this article can be reproduced without the express written permission from the copyright holder.
Copyright 2016 Gale, Cengage Learning. All rights reserved.

Article Details
Printer friendly Cite/link Email Feedback
Title Annotation:texto en italiano
Author:Aimo, Maria Elena
Publication:Cuadernos de Trabajo Social
Date:Jan 1, 2016
Words:5241
Previous Article:Los museos como factor de integracion social del arte en la comunidad. La experiencia del Voluntariado cultural de mayores.
Next Article:Societa, teatro e Servizio Sociale: la belleza e quello che ci salvera.
Topics:

Terms of use | Privacy policy | Copyright © 2020 Farlex, Inc. | Feedback | For webmasters