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Gli ingranaggi della memoria del G8 2001 in Carlo Giuliani II ribelle di Genova.

Abstract

Il presente contributo propone l'analisi di Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova di Francesco Barilli e Manuel De Carli (2011), che a dieci anni di distanza rielabora la memoria degli eventi del G8 2001 tramite quella della figura di Carlo Giuliani. Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova, edito da BeccoGiallo, vuole essere una contronarrazione alla versione ufficiale dei fatti inscrivendosi nel sottogenere del docunovel, nel senso che si presenta come una narrazione grafica che si serve delle modalita di rappresentazione tipiche del documentario e della finzione. L'analisi del docunovel partira dalla rappresentazione della figura di Carlo Giuliani la cui morte viene descritta come un evento tragico e traumatico tipico dell'ingiustizia che caratterizza la storia italiana contemporanea, ma che poi viene collegata ad altri eventi storici altrettanto traumatici. Si metteranno in rilievo le specificita contenutistiche e le strategie narratologiche del docunovel, ma anche l'importanza del fitto apparato paratestuale che iscrive la morte di Giuliani in un contesto storico prettamente italiano. La contestualizzazione portera anche al confronto di Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova con altre narrazioni fumettistiche nella misura in cui tutte sembrano rifarsi alla stessa iconografia. L'analisi del docunovel fara emergere le peculiarita del discorso commemorativo evocato dalla scomparsa di Carlo Giuliani e gli eventuali effetti performativi sul lettore.

Parole chiave

Carlo Giuliani, contronarrazione, graphic novel, memoria, vittime

Carlo Giuliani, tra memoria di una figura e commemorazione di un'ingiustizia

Il 15 gennaio 2015 il giudice Daniela Canepa ha "respinto i ricorsi con i quali i famigliari di Carlo Giuliani chiedevano venisse stabilita la responsabilita civile dei Ministeri della Difesa e dell'Interno e riconosciuto un risarcimento" (Preve, 2015). E l'ultima sentenza in una lunga serie di processi civili, compreso quello presso la Corte Europea, tramite cui i parenti hanno invano cercato giustizia per l'omicidio di Giuliani avvenuto il 20 luglio 2001 a Genova nelle manifestazioni contro il G8. Come si ricorda, Giuliani venne ucciso da un proiettile partito dall'arma di un giovane carabiniere, Mario Placanica, e il corpo della vittima fu poi investito dal veicolo in cui si trovava Placanica, un Defender rimasto isolato in una azione di ritirata delle forze dell'ordine durante uno scontro con i manifestanti. Nel 2003 Placanica venne prosciolto per legittima difesa e uso legittimo delle armi. Sono seguiti altri processi che hanno rimesso in questione le indagini della Procura senza che il caso dell'omicidio di Giuliani stesso sia mai giunto in tribunale. Varie testimonianze continuano a contrastare l'utilita della carica dei carabinieri, la versione ufficiale dei fatti e il modo in cui si sono svolte le indagini. Ulteriori perizie risultano pero impossibili, tra l'altro per la cremazione del corpo di Giuliani, autorizzata appena tre giorni dopo la morte.

Alla luce degli eventi appena ricordati, la morte di Carlo Giuliani seguita a essere circondata da un alone di ambiguita e di riserve, anche perche le varie inchieste non hanno portato alla verita sui fatti avvenuti il 20 luglio 2001. Tutti concordano che durante uno dei violenti scontri di piazza tra manifestanti e forze dell'ordine Carlo Giuliani e stato la vittima di un evento "drammatico", (1) ma sin dall'inizio, i media hanno diffuso notizie contraddittorie su Carlo Giuliani descrivendolo talvolta come un esponente violento/Black Bloc, altre volte, invece, come un eroe/ragazzo. (2) La figura di Giuliani sembra dar luogo a una memoria divisa e pare essere deliberatamente rimossa da chi non vuole ricordare un altro brutto episodio della storia italiana recente. (3) Cio viene illustrato dalle manifestazioni di commemorazione pubblica nate in Piazza Alimonda, il luogo in cui e morto Giuliani: la piazza ha raccolto i messaggi lasciati dai cittadini e ha visto l'erezione di una lapide, sostituita poi da un cippo il 20 luglio 2013. (4) Che piu tardi i messaggi e la lapide siano stati tolti, puo essere visto come un primo indizio di un processo di sedimentazione memoriale piuttosto problematica, simile a quella di Piazza Fontana e ad altri casi della storia italiana recente. (5)

Nonostante questi eventi contraddittori, l'Italia ha visto pero anche la nascita di opere che offrono una contronarrazione di stampo socio-critico, nel senso che vogliono risarcire la memoria di Carlo Giuliani. Di particolare interesse sono le opere fumettistiche perche, proprio per la particolare combinazione della grafica e della parola, propongono un'indagine epistemologica del discorso sul G8 2001 decostruendolo: scavando nella storia del G8 2001, infatti, ricostruiscono la morte, ma anche la vita di Carlo Giuliani. Costituiscono un esercizio di "archeologia del sapere", come intese Foucault (2001a e 2001b), ma lo sono solo a condizione che abbiano anche un potere performativo sul lettore. A questo proposito, il saggio si prefigge di verificare il potenziale performativo di Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova (Barilli e De Carli, 2011), pubblicato a dieci anni dalla morte di Giuliani. Definire Carlo Giuliani. Il ragazzo ribelle di Genova come un fumetto tout court non rende giustizia alla narrazione, (6) che si inscrive in realta nel sottogenere fumettistico del docunovel. Si tratta di una narrazione grafica creativa che si serve delle modalita di rappresentazione tipiche tanto del documentario quanto della finzione per ricostruire sia la personalita di Carlo Giuliani sia gli eventi verificatisi a Genova, cercando cosi di contrastare le notizie false diffuse dai media e dalle istituzioni, a salvaguardia della memoria della vittima ma anche come possibile risarcimento morale alla sua famiglia vista la mancata giustizia da parte dello Stato. Inoltre l'opera pone i fatti del G8 sulla scia di quegli eventi storici emblematici che continuano a dividere gli italiani. La rappresentazione di questo omicidio mai risolto viene sottoposta infatti, come vedremo, a una narrativizzazione molto elaborata di cui si esamineranno sia le caratteristiche contenutistiche che le specificita narratologiche. Si studiera poi come anche tramite il paratesto Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova si inserisce nel discorso pubblico sulla storia italiana recente, per poi confrontare il docunovel con altre narrazioni fumettistiche dedicate allo stesso evento.

Carlo Giuliani e la sua storia
... sento la necessita
di raccontare a tutti voi
quel che avvenne in realta ...
(Barilli e De Carli, 2011: 1)


In Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova la ricostruzione della morte di Giuliani viene configurata tramite una narrazione corale in cui la voce postuma del giovane genovese sembra dialogare con quelle dei testimoni piu intimi, le voci della madre, del padre e della sorella. Insieme le voci ripercorrono le varie tappe della vita di Giuliani attraverso quelle di Genova 2001, dove Carlo muore il 20 luglio 2001 alle ore 17:27. Il primo testimone a prendere la parola nel primo capitolo, intitolato La notizia (pp. 25-33), e la sorella Elena che ha seguito gli eventi di Genova 2001 da Milano, dove viveva all'epoca. Ansiosa di avere notizie del fratello indeciso se partecipare o meno alla manifestazione della disobbedienza civile del venerdi, Elena chiama il padre che, in un primo istante, la tranquilizza perche aveva sentito Carlo verso le ore 15. Seguendo poi gli avvenimenti alla televisione, Elena stenta a riconoscere il fratello nel ragazzo steso per terra in una delle immagini trasmesse. L'impossibilita di raggiungere Carlo al cellulare le procura pero un presentimento negativo. La conferma della morte di Carlo la ricevera il padre, prima della notizia ufficiale in questura che chiude il capitolo. Al centro di questo capitolo iniziale le voci narranti di Elena e del padre Giuliano si alternano; quella della madre rimane muta mentre il lettore la vede gia come personaggio all'interno della ricostruzione dei fatti: in una delle vignette Haidi sta in cucina, seduta al tavolo, assieme al marito che e in piedi al telefono (p. 30).

Haidi prendera la parola alla fine del capitolo successivo, Prima di via Tolemaide (pp. 35-48), dopo che Giuliano ha documentato come si erano organizzati i manifestanti e dopo che ha ricostruito quello che Carlo aveva fatto prima di raggiungere il corteo in via Tolemaide. In Mi chiedi chi era Carlo (pp. 51-65), il terzo capitolo, le voci dei genitori e della sorella si alternano per testimoniare l'impegno di Carlo, il suo amore per il prossimo, in particolare per i "disereditati" (p. 61), i suoi "ideali in contrasto con il mercato globale" (p. 65), il suo desiderio di giustizia e della sua forza di volonta. Il loro discorso viene confermato dalla testimonianza di un amico di Carlo, Enrico Agostino, rilasciata in realta il 20 luglio 2008, ma nella narrazione stessa la testimonianza dell'amico e riportata come se fosse in diretta, chiaro indizio della dimensione documentarista di Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova. Dall'altra parte, il terzo capitolo sembra quasi solo composto di flashback anteriori ai fatti e risulta difficile ristabilire la cronologia o la causalita convenzionale degli eventi: si tratta di strategie narratologiche che non sembrano appartenere al documentario ma che copiano le modalita con cui si rivive un trauma (Luckhurst, 2008: 9, 29).

Nel ripercorrere gli eventi avvenuti in via Tolemaide, luogo che da il titolo al quarto capitolo (pp. 67-81), le voci narranti, invece, sembrano del tutto assenti, tranne nella sequenza finale in cui Haidi prende la parola per affermare che solo o proprio in via Tolemaide Carlo ha preso la decisione di participare davvero alla manifestazione. Il quinto capitolo, Piazza Alimonda (pp. 83-96), apre a sua volta con la prospettiva del padre Giuliano che riporta la testimonianza del fotografo Eligio Paon mentre si rifa apertamente sia ad altre testimonianze sia a vari materiali audiovisivi. Il padre ricorda che Paon e stato testimone della morte di Carlo registrandola con piu foto, ma queste sono state confiscate e distrutte sul luogo dalle forze dell'ordine. (7)

Nel fumetto la ricostruzione documentarista si interrompe includendo pero due capitoli piu lunghi. Nel sesto capitolo, I 'precedentipenali' (pp. 99-118), Haidi spiega come nei giorni successivi alla morte del figlio i media abbiano cercato di presentarlo come un ragazzo violento

con un passato di droga e di eccessi, trasformandolo alternativamente in un punkabbestia, o un Black Bloc, un vagabondo nullafacente o un anarchico violento. La famiglia non si e potuta difendere contro questa operazione mediatica di diffamazione che si rifa in gran parte a un episodio in cui Carlo era stato maltrattato per la prima volta dalla sezione antidroga della polizia. La narrazione dei parenti di Carlo si chiude con il capitolo Storia di un processo negato (pp. 121-139), in cui il padre di Carlo si sofferma sulle indagini stroncate, sulle piste abbandonate, sulle controinchieste e sui dubbi mai trascritti nell'ordinanza-archiviazione, sostituendosi in questo modo a chi avrebbe dovuto portare maggiore chiarezza sui fatti.

Carlo Giuliani e le voci-attributi

Da questo primo sunto di Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova, che si basa prevalentemente sulla narrazione verbale del fumetto, si deduce subito che alle voci narranti dei tre testimoni, intervistati dagli autori, si aggiungono quelle di altri testimoni, come amici, manifestanti, i media, le istanze giuridiche. Barilli e De Carli hanno quindi optato per una narrazione corale, originale e soggettiva, con narratori intradiegetici di primo o di secondo grado, con prospettive diverse e complementari, il che determina gia di per se una narrazione frammentaria e richiede la collaborazione attiva del lettore. (8)

Nella distribuzione delle voci di primo grado il lettore avverte gradualmente che quella di Elena e la meno presente, mentre si registra un equilibrio maggiore tra le voci dei genitori. Le tre voci, pero, si uniscono in quanto a ognuna di esse viene conferito un attributo che nella memoria degli eventi fa parte dell'identikit di Carlo. Cosi, Elena indossa i vestiti di Carlo portando pure il passamontagna, il che la rende irriconoscibile in modo che solo a posteriori il lettore individua il personaggio riprodotto in copertina non come Carlo ma come la sorella, la quale ovviamente a sua volta lo evoca. In altre parole, il ritratto in copertina e quello di Carlo, ma solo in modo indiretto e allusivo. A cio va aggiunto che il passamontagna e una modalita grafica idonea per dirigere lo sguardo sia di Elena che del lettore, cioe per restringerlo o espanderlo. Cosi si spiega come il passamontagna puo visualizzare l'incapacita di affrontare la verita della morte di Carlo (Figure 1 e 2).

Anche la vista del padre e quella della madre vengono ostacolate in piu occasioni, sempre dagli attributi di Carlo, cioe rispettivamente dal nastro di scotch che Carlo aveva raccolto nel corteo e dal cavo/filo che nel romanzo grafico accompagna quasi sempre l'estintore che Carlo, poco prima della morte, sembrava aver voluto lanciare verso le forze dell'ordine. Alle pagine 31, 81 e 90, per esempio, Giuliano Giuliani si trova addirittura prigioniero dello scotch: miniaturizzato, il padre viene avvolto da un rotolo e cosi non puo afferrare perche e morto il figlio (Figure 3, 4 e 5).

[FIGURE 1 OMITTED]

[FIGURE 2 OMITTED]

La madre si vede avvolta dal cavo come se i fatti fossero indistricabili. Data la morfologia, il nastro e il cavo si prestano molto bene a collegare le varie sequenze della narrazione di Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova. Questi due tipi di fili, infatti, attraversano piu vignette, perfino piu pagine, mentre tendono ad assumere la forma di un groviglio (Figure 4 e 5). La grafica "avvolgente" e concentrica ha un impatto immediato sul lettore che viene costretto a soffermarsi sulle singole vignette, al cui interno si seguono percorsi a spirale in profondita, come se egli si dovesse perdere in un percorso labirintico. D'altra parte, i fili possono essere visti come i fili conduttori che accompagnano la ricostruzione documentarista degli eventi, come, per esempio, nella vignetta in cui Giuliano si serve dello scotch per visualizzare la topografia, i percorsi e gli spazi critici, in particolare le zone rossa e gialla, i due perimetri istituiti dal prefetto di Genova (Figura 6).

[FIGURE 3 OMITTED]

[FIGURE 4 OMITTED]

[FIGURE 5 OMITTED]

Tutte le vignette in cui Elena, Haidi e Giuliano danno le loro rispettive testimonianze hanno lo sfondo bianco e vuoto, contrastando quindi con le altre dallo sfondo piu scuro che ricostruiscono la storia di Carlo e di Genova 2001. Lo sfondo bianco evoca un limbo nel quale le voci narranti e il lettore sperimentano una sospensione spaziotemporale - fanno eccezione la vignetta-tavola in cui Carlo va incontro al Defender (Figura 7) e quelle in cui si sintetizzano le mosse e le azioni dei carabinieri (Figura 8 e p. 126). All'interno della narrazione del fumetto le vignette dallo sfondo bianco costituiscono una specie di metatesto che sottrae il lettore alla cronologia degli eventi. Il messaggio e veicolato maggiormente dalla componente verbale: tali vignette sono molto piu "word-specific" (McCloud, 2006: 130-133) rispetto alle altre. Queste ultime sono "interdependent" o "intersecting" (McCloud, 2006: 130, 136-137): il significato viene trasmesso solo grazie alla stretta interdipendenza tra parola e immagine; in altre occasioni la parola e l'immagine interagiscono per trasmettere il messaggio, ma i due media possono aggiungere ulteriori elementi contenutistici senza che ci sia una dipendenza totale l'una dall'altra.

[FIGURE 6 OMITTED]

[FIGURE 7 OMITTED]

[FIGURE 8 OMITTED]

Inoltre, la narrazione a tre voci viene ulteriormente completata da un Prologo e un Epilogo. "Agii consapevole di quello che accadeva" (2011: 12-23, 141-151). Questi vengono narrati da Carlo Giuliani stesso, come se gli fosse concessa una voce postuma. Consistono nella lettura di una testimonianza di un partigiano condannato a morte, vittima di un'altra ingiustizia, di cui la madre Haidi sembra diventare il destinatario originale. Come il lettore scoprira dopo, tale testimonianza e in realta una sintesi degli ultimi messaggi di otto partigiani uccisi il 19 maggio 1944 (9) e puo anche essere letta come l'annuncio della fine di Carlo, morto senza essersi potuto congedare dai parenti. Questo rovesciamento viene rafforzato per il fatto che nell'Epilogo questi frammenti dialogano con la poesia divisa in cinque sezioni scritta da Carlo nel Natale del 1995, indirizzata ai genitori, alla sorella e al di lei compagno. Le sezioni della poesia, che si riveleranno profetiche, appaiono come messaggi attaccati al cavo del microfono con cui Carlo continua a parlare: "Carlo consegna il prologo a tutti, l'accusa a Elena, la difesa alla madre, la sentenza al padre e la lettera a Fabrizio (compagno di Elena)" (p. 167). (10) Va notato pero che Carlo non e seduto nello studio in cui di solito si registra una testimonianza, ma a un tavolo sulla superficie dell'acqua. Questo setting poco verosimile ma al contempo molto suggestivo, presente nel Prologo e nell'Epilogo, agevola il passaggio a scene per lo piu mute in cui Carlo si tuffa nel mare (Figura 9), come nelle foto pubblicate sui giornali nel 2001. Nella parte finale del Prologo Carlo esce di nuovo dall'acqua per avventurarsi in una grotta che, nella pagina seguente, ha la forma speculare di una macchia di sangue, traccia visiva della ferita mortale di Carlo durante il G8.

[FIGURE 9 OMITTED]

Le vignette dell'explicit del Prologo fuoriescono dal setting idillico perche riproducono le immagini in forma fumettistica di Carlo Giuliani appena morto, immagini che vengono accompagnate dalla didascalia "un eterno abbraccio. Vostro per sempre..." (Figura 10).

Carlo Giuliani, ribelle esemplare o eccezionale?
Memoria e non rinunciare a riconoscere i granelli, e raccoglierli a uno
a uno per ricomporli in un puzzle. Memoria e non rassegnarsi al
presente: e ricominciare a pensare globale e agire locale, e raccontare
le moltitudini con le voci dei singoli. Memoria e nominare la morte, in
tutta la sua enormita: e dare spazio al lutto individuale,
inconsolabile e nudo. Chiara Ingrao
                                         (Barilla e De Carli, 2011: 10)


Il passaggio finale del Prologo illustra come Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova rafforzi quel tipo di discorso che tende a inscrivere gli eventi del Genova 2001 in una serie di movimenti contestatori o, se si vuole, di ribellioni. Mentre la narrazione di Barilli e De Carli fa dialogare la contestazione no-global con la Resistenza facendo coincidere la scomparsa di Carlo Giuliani con quella dei partigiani, molti testi dell'apparato paratestuale si rifanno anche ai movimenti studenteschi degli anni Sessanta-Settanta e degli anni Novanta per risalire poi alla Resistenza fino al Risorgimento. Le ribellioni e i movimenti dell'Ottocento e del Novecento vengono citati come punti di riferimento per assicurare una continuita per le forme di contestazione piu recente. Su tutti questi episodi storici di movimenti resistenziali e/o di mobilitizzazione collettiva, pero, circolano piu versioni, interpretazioni e narrazioni divergenti (Foot, 2010: 8). Si oppongono le narrazioni nazionali e quelle locali o individuali: le prime sono destinate a creare o a rafforzare l'identita nazionale, le seconde sono spesso state percepite come contronarrazioni. Altre divergenze si situano al livello dell'individuo che non riesce a conciliare le varie versioni che gli giungono. Tutti gli episodi sono quindi soggetti di una memoria divisa, nozione introdotta negli anni Novanta da Giovanni Contini." Nella definizione dello storico John Foot:

[FIGURE 10 OMITTED]
Divided memory is the tendency for divergent or contradictory
narratives to emerge after events, and to be elaborated and interpreted
in private stories as well as through forms of public commemoration and
ritual. These memories are often incompatible, but survive in parallel.
Politics, historical research, and cultural change affect the ups and
downs of the conflict. Sometimes, reconciliation takes place, and the
memories "merge." Locai historical, social, and politicai factors
(including the work of historians) contribute to the survival, or
otherwise of the divided memories. Divided memories are also reproduced
as public memory in locai memoryscapes.
                                                       (Foot, 2010: 11)


Foot precisa poi che la memoria divisa riguarda episodi di protesta civica incompiuta o fallimentare che hanno inoltre rivelato la debolezza dello Stato italiano. Fa eccezione il Risorgimento, ma l'impatto della Resistenza, che aveva lottato contro un nemico ideologicamente connotato, e frequentemente stato messo in questione perche non era ne un movimento unificato ne sembra essere riuscita a ridare un'identita nazionale agli italiani (Cooke, 2011, 2015). I movimenti no-global e la Resistenza condividono pero il medesimo sentimento di incomprensione e di tradimento da parte dello Stato italiano. In Italia si assume che i movimenti contestatori non vengano mai riconosciuti a pieno titolo (McDonnell, 2007). Con cio il lettore non si vede solo coinvolto nella ricostruzione della figura di Carlo, ma anche in quella di Genova 2001, esemplare delle tante "realta [italiane], spesso delicate." (12)

Nel caso di Carlo Giuliani il riavvicinamento Resistenza-Genova 2001 ha anche uno sfondo prettamente biografico, ma comporta, come dice la scrittrice/animatrice Chiara Ingrao, nella Prefazione Come macine al collo (Barilli e De Carli, 2011: 7-11), un rischio: "[p]er chi ha vent'anni nel 2011, appiattirsi sui miti delle generazioni precedenti puo essere un abbraccio soffocante, anziche un punto di riferimento" (p. 9). Che Ingrao stessa abbia fatto parte del movimento studentesco del Sessantotto e che la madre femminista, Laura Lombardo Radice, abbia vissuto l'occupazione nazista, (13) confermano forse solo involutamente il discorso di continuita storica, ma la scrittrice riconosce anche l'utilita di riconsiderare il passato per far fronte alla tendenza al revisionismo e alla cancellazione della memoria a cui si riferisce nel suo testo. Cosi Carlo Giuliani. Il ragazzo ribelle di Genova si legge non solo come un risarcimento alla figura di Carlo Giuliani, ma per estensione a tutte le vittime di Genova, almeno dei "partigiani-ribelli". Oltre a cio la prefazione di Ingrao presenta Genova 2001 come un mondo distopico alla Huxley - il passo in merito viene riprodotto in copertina, e come illustrativo dell'ingiustizia che accompagna la storia italiana.

Le altre componenti del fitto apparato paratestuale, altra caratteristica delle edizioni BeccoGiallo, sembrano sottolineare maggiormente la specificita degli eventi nella misura in cui si incentrano piu esclusivamente sul rapporto tra Carlo Giuliani, Genova 2001 e la Storia. Tali componenti (pp. 153-175) comprendono: Cronistoria, Le vicende processuali del G8 di Genova (Barilli), Note dello sceneggiatore (De Carli), L'ingranaggio della memoria (Checchino Antonini), Per saperne di piu, Gli autori. Mentre Cronistoria (che va dalla nascita di Carlo, il 17 marzo 1978, al 21 marzo 2011), Le vicende processuali del G8 di Genova e Per saperne di piu sono di carattere molto fattuale e informativo, L'ingranaggio della memoria ricorda il "doppio volto" del testo introduttivo di Ingrao e spiega il sottotitolo del fumetto che e in realta una citazione tratta dalla lettera del subcomandante Marcos ai movimenti italiani contrari alla guerra in Iraq del 15 febbraio 2003 (pp. 164-165). Nel testo si spiega come nella trasmissione della memoria non c'e solo la voglia di ricordare la morte ma forzatamente anche la vita. Di particolare interesse sono infine le Note dello sceneggiatore, che non sono disponibili in ogni edizione di BeccoGiallo: offrono un eccellente metacommento sulla narrazione stessa nonche dettagli preziosi sulla genesi del fumetto.

La componente del paratesto fisicamente piu vicina al testo e la riproduzione di schizzi che visualizzano la questione cosicche il discorso grafico illustra quello verbale. Il paratesto si estende poi ulteriormente alla copertina al cui interno vengono riprodotte le sezioni della poesia dell'Epilogo, in bianco su nero - il fumetto stesso e su uno sfondo piu chiaro; la copertina vera e propria ha uno sfondo rosso argento, mentre la quarta di copertina e rosso amarena, colore che visualizza la citta di Genova. In copertina si scorgono altri frammenti della vita di Carlo, accompagnati dal ritratto in bianco e nero di Elena che indossa i capi del fratello. I colori usati in copertina divergono dalla colorazione adoperata in altre espressioni fumettistiche su Genova 2001, che combinano il bianco e il nero, eventualmente con il rosso vivo. La fascetta su cui si legge in nero "A dieci anni dai fatti di Genova. Un'intervista a fumetti con Hai di, Elena e Giuliano Giuliani", aggiunge un altro colore che non fa parte dell'iconografia creatasi dopo la morte di Carlo Giuliani: il verde pistacchio.

Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova e la commemorazione grafica
Non sono qui per chiedervi
ne vita ne perdono, ma per
mostrare a tutti chi veramente
sono: non un assassino, un
ladro o un traditore, ma un
essere qualunque, con una
testa e un cuore.
(Barilla e De Carli, 2011: 177 e in controguardia)


Come si e visto, Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova modifica in modo raffinato l'iconografia nata dagli avvenimenti tragici pur rifacendosi a essa. Attenendosi al solo paratesto, va sottolineato che il fumetto cerca di rielaborare immagini e citazioni che vengono sempre associate alla memoria del G8 2001. L'esempio piu eclatante, ma anche piu periferico al testo stesso, e forse il booktrailer Carlo Giuliani, il ribelle di Genova con colonna sonora lanciato da BeccoGiallo (2011). Nel trailer alcune vignette vengono animate riproducendo lo scontro di piazza tra manifestanti e le forze dell'ordine, gia riscontrato in altri materiali audiovisivi che hanno un chiaro valore documentarista. Si visualizza anche la scena in cui i carabinieri, mezz'ora dopo che il Defender ha travolto per la seconda volta il corpo di Carlo Giuliani, rimproverano ai manifestanti di aver ucciso Carlo. Il filmato con sonoro di Canale 5 (in cui l'allora vicequestore Adriano Lauro grida "Bastardo! Lo hai ucciso tu! Bastardo! Tu l'hai ucciso, col tuo sasso, pezzo di merda!") viene poi ripetuto in modo muto nelle prime vignette di Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova (Figura 11).

Nelle due varianti della scena si rovesciano i ruoli nel senso che il malfattore si crede vittima; il rimprovero da parte di chi dovrebbe essere un rappresentante della giustizia italiana e l'ingrandimento, sempre alla rovescia, del tema dell'ingiustizia. La scena che nel fumetto viene raccontata in poche vignette, nel trailer e preceduta dal filmato dell'episodio veritiero sottolineando la dimensione documentarista della narrazione.

Che in Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova si riscontrino altri riferimenti a materiali audiovisivi realizzati da professionisti e da dilettanti si spiega perche Genova 2001 e stato il primo caso in Italia in cui i media e gli inquirenti si sono serviti di documenti provenienti da fonti non ufficiali. Cosi, la chiusura del quarto capitolo del fumetto, per esempio, ricorda la scena del documentario citato prima nel volume, Carlo Giuliani, ragazzo (14) in cui Haidi Giuliani, mentre tiene in mano una fotografia di Carlo, dichiara a Francesca Comencini che soltanto in via Tolemaide Carlo decide di aderire al corteo dalle intenzioni pacifiche. La presenza invisibile dell'intervistatore sia nel fumetto che nel documentario non e cosi sorprendente, ma l'uso di riferimenti espliciti ad altre espressioni fumettistiche su Genova 2001 e una novita, soprattutto nei confronti dei testi pubblicati in precedenza.

L'intertestualita si manifesta anche nella scena della grotta in cui Carlo Giuliani sembra esplorare la propria ferita, scena recuperata da Caverna di Alberto Corradi, racconto scritto nel 2002 e ripreso nella raccolta GEvsG8. Genova a fumetti contro il G8 (AAVV, 2006: 73-76; Figura 12). Il gioco con la somiglianza tra forme, la grotta che assomiglia alla ferita di Carlo, ricorda a sua volta quello di Riccardo Lestini e di Michele Benevento nel finale di L'estate che torna che si trova nella stessa raccolta (AAVV, 2006: 77-80). In questo racconto il protagonista Marco ripercorre, quattro anni dopo i fatti tragici, la citta di Genova che sembra avere un aspetto banale e al contempo spettrale. Marco, che e moribondo, si ferma lungo sulle tappe del corteo mentre rimpiange la sua storia di amore con Sandra, "picchiata... umiliata... portata a Bolzaneto..." (p. 78) e rivista poi a Genova nel 2003.1 puntini sospensivi nel passo appena citato non solo rappresentano il dolore di allora ma rendono la tosse di cui soffre Marco, colpito da un cancro ai polmoni. Il percorso spaziale, ma anche temporale del protagonista, si conclude quando "Marco siede sui gradini in attesa di giustizia... I per se per i suoi polmoni per Sandra per Carlo per tutti gli altri" (Figura 13). I ricordi che si erano esteriorizzati/ visualizzati nella citta di Genova vengono di nuovo interiorizzati/incorporati: sul volto di Marco, che e nero su uno sfondo bianco, si vede l'immagine di Carlo morto mentre il suo occhio prende la forma della macchia di sangue.

[FIGURE 11 OMITTED]

[FIGURE 12 OMITTED]

Nelle narrazioni come La caverna e L'estate che torna l'indignazione e la rabbia di chi c'era o di chi e stato testimone a distanza sono molto piu presenti che in narrazioni successive, le quali non soltanto sono spesso piu lunghe ma sono anche maggiormente incentrate sulla commemorazione, sul fatto di ricordare anche a chi non ha vissuto gli eventi in modo diretto. Proprio per il carattere traumatico questa storia di violenza ingiusta genera un'amnesia difensiva di chi vuole dimenticare il G8 2001. "Memoria e non rassegnarsi al presente: e ricominciare a pensare globale e agire locale, e raccontare le moltitudini con la voce dei singoli" (Barilli e De Carli, 2011: 10). Le narrazioni fumettistiche della seconda ondata, come Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova, tendono maggiormente alla mediazione e non ricercano piu l'effetto di immediatezza dei primi testi che avevano una grafica molto piu incisiva, eseguita con lo strumento tradizionale, la cannuccia, e l'inchiostrazione in un nero intenso.

Di tale evoluzione testimonia la produzione di Zerocalcare (pseudonimo di Michele Rech) che alla raccolta GEvsG8. Genova a fumetti contro il G8 aveva contribuito con La nostra storia alla sbarra (AAVV, 2006: 11-20), un racconto incisivo, pieno di indignazione e di rabbia, con strisce irregolari, con un "lettering" molto frenetico e con nuvolette di forma variegata. Nell'albo Ogni maledetto lunedi su due. Dal 21 novembre 2011 al 18 febbraio 2013 (2013) il fumettista rivisita Genova e gli eventi, ma con maggiore distanza. In A.F.A.B. (Una storia umiliantemente vera) (Zerocalcare, 2013: 59-63), una narrazione a colori ma breve, realizzata nel 2011, si legge la stessa voglia di ricordare i fatti traumatici. Va aggiunto che nell'albo Dimentica il mio nome, nel racconto L'unico in famiglia (Zerocalcare, 2014a: 7679), il fumettista romano si serve di un mero accenno per ricordarli: "Faranno un massacro a Genova" (p. 77). In Pavlov, nella raccolta La profezia dell'Armadillo. Colore 8-bit (Zerocalcare, 2014b: 114-117), l'autore evoca in modo altrettanto sfuggente il ricordo della morte di Carlo e della rabbia (p. 115), mentre due anni prima, in Devastazione e Saccheggio (2012) (Scarpa, 2013: 13-16), aveva denunciato l'impunita dei responsabili. Si puo concludere che con il tempo la morte di Carlo Giuliani viene sempre ricordata come evento traumatico, ma non e piu al centro della narrazione; si riscontrano solo accenni che riciclano immagini audiovisive note, come in Dossier Genova G8. Il rapporto illustrato della procura di Genova sui fatti della Scuola Diaz di Gloria Bardi e Gabriele Gamberini (2008), o in Quella notte alla Diaz. Una cronaca del G8 a Genova di Christian Mirra (20IO). (15)

Confrontando tutte le narrazioni fumettistiche con Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova, si deve notare che il potere del disegno di De Carli, detto "cartooning" (McCloud, 2000: 1), e il frutto di una tecnica ad acquerello in tinte che, attraverso sfumature di grigio, vanno dal bianco al nero. Il tono della narrazione e calmo, con nuvolette e con un "lettering" quasi uniformi per cui si registrano poche grida rese da una tipografia elettricizzata corrispondente. Le vignette del docunovel sotto scrutinio catturano dettagli senza che l'uso ne sia ingombrante e colgono con molta delicatezza le espressioni e i lineamenti dei personaggi: una "narrazione fluida... la personalita e la poetica de[gli] autori[i] possono esprimersi al meglio, partendo pero da una profonda conoscenza della grammatica e della sintassi del fumetto" (Fasiolo, 2012: 23).

Carlo Giuliani e l'archeologia performativa

In conclusione, la rappresentazione della figura di Carlo Giuliani, della sua morte e della sua vita porta a una narrazione in cui alla ricostruzione biografica si aggiungono sia una componente intertestuale che un discorso metatestuale all'interno del testo stesso ma anche nell'apparato paratestuale. Carlo Giuliani. Il ragazzo ribelle di Genova ricorre a piu modalita di rappresentazione che confluiscono nella grafica di De Carli. E una narrativa inter e plurimediale che compie un atto commemorativo trattando la realta storica con strategie attinenti al documentario e alla finzione. E quindi prototipica delle contronarrazioni che si oppongono all'amnesia o alla repressione della memoria di Carlo Giuliani. L'effetto performativo va oltre il trattamento della (in)giustizia subita da Carlo e dai suoi cari, ma ingloba altri casi della memoria divisa.

Insieme alle altre narrazioni sul G8 2001, quelle fumettistiche in particolare, Carlo Giuliani. Il ragazzo ribelle di Genova fa appello al lettore di riconsiderare le versioni divergenti sui fatti, forse non sancendo il ristabilimento della verita ma stimolando comunque il dibattito sulla trasmissione di episodi traumatici recenti e sulla posizione della Giustizia e dello Stato italiano. Le contronarrazioni come il graphic novel in questione ravvivano cosi l'indagine "archeologica" del discorso sulla storia contemporanea che andrebbe continuata perche, come sostengono Barilli e De Carli, il cittadino non puo "rassegnarsi al presente" (2011: 10).

Note

(1.) Nei documenti giuridici raccolti dal Comitato Piazza Carlo Giuliani o.n.l.u.s. "drammatico" e l'aggettivo piu usato per qualificare gli eventi e in particolare la morte di Carlo Giuliani. I documenti giuridici e altre informazioni sono disponibili sul sito www. piazzacarlogiuliani.org (si consulti in specifico Daloiso, 2003).

(2.) Si pensi innanzittutto a Carlo Giuliani, ragazzo, il documentario di Francesca Comencini (2002) in cui viene intervistata la madre Haidi Giuliani.

(3.) Duncan McDonnell ricostruisce la morte di Carlo Giuliani e la percezione dei vari media nel suo saggio del 2007 intitolato The Genoa G8 and the Death of Carlo Giuliani.

(4.) La o.n.l.u.s. Comitato Piazza Carlo Giuliani, fondata in memoria di Carlo Giuliani, offre una sintesi del dibattito in merito. Si consulti sul sito www.piazzacarlogiuliani.org: Storia di un sasso (2005-2006). Va anche segnalato Caffarena e Stiaccini (2005) che raccoglie i messaggi lasciati in Piazza Alimonda ma che sono stati cancellati dopo.

(5.) Come discussi da John Foot nel suo saggio Italy's Divided Memory (2010), che argomenta come la storia(grafia) italiana tenda proprio a creare una memoria divisa.

(6.) E stata la casa editrice stessa a dare questa etichetta. La presentazione del progetto particolare di BeccoGiallo si legge in forma di intervista sul sito della casa editrice. I fondatori sottolineano che la particolarita del linguaggio fumettistico consiste nell'intermedialita, con modalita espressive variegate.

(7.) Il fotografo non riferira pero mai tutto l'accaduto perche sarebbe stato intimidito dalle stesse forze dell'ordine, motivo per cui non ha sporto denuncia per il maltrattamento di cui lui stesso e stato vittima.

(8.) Secondo i fumettisti-studiosi Will Eisner (2008: 51) e Scott McCloud (1994: 66) gli spazi bianchi tra le vignette costituiscono l'essenza della narrazione grafica arricchendone il significato nel senso che il lettore viene invitato a completare le sequenze grafiche.

(9.) Nelle Note dello sceneggiatore curate da Barilli (Barilli e De Carli, 2011:163-167) si legge la spiegazione seguente: "Pochi giorni prima del 25 aprile 1995 una TV privata genovese realizzo un servizio per ricordare il Sacrario del Turchino (nelle vicinanze del passo del Turchino le SS uccisero per rappresaglia 59 italiani il 19 maggio 1944). Per quella trasmissione Carlo Giuliani, all'epoca diciassettenne, fu tra i lettori degli ultimi messaggi di alcuni condannati a morte. Esigenze narrative hanno comportato l'editing delle testimonianze, accorpate qui in una sola e immaginaria lettera" (p. 165).

(10.) Per motivi di completezza va aggiunto che nel terzo capitolo e stato incluso un biglietto di Carlo, scritto il 12 luglio 2001, dal tono allegro (p. 56), ma all'interno della storia di ricostruzione al fine di completare il discorso dei parenti. A Carlo stesso viene cosi data la possibilita di narrarsi.

(11.) Nel suo saggio del 1997 lo storico, esperto di storia orale, ricostruisce il passaggio di un gruppo partigiano della banda "Renzino" a Civitella, dove uccisero tre militari. Rifacendosi alla testimonianza della popolazione, che diverge da quanto e stato riportato nella storiografia ufficiale, arriva a una interpretazione molto sfumata dei fatti, dimostrando che l'uccisione non e stato un mero atto di rappresaglia ma che fa parte di un'operazione molto mirata.

(12.) Si veda BeccoGiallo - Chi siamo.

(13.) Si consulti il suo sito web La biblioteca di Chiara Ingrao.

(14.) Il documentario figura anche nella lista di riferimenti Per saperne di piu (p. 173).

(15.) Per un confronto piu elaborato tra i due fumetti che trattano dell'altro episodio chiave dell'ingiustizia svoltasi a Genova, cioe la macelleria detta cilena della scuola Diaz, si consulti Lanslots (2014).

Bibliografia

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Zerocalcare (2014a) Dimentica il mio nome. Milano: Bao Publishing.

Zerocalcare (2014b) La profezia dell'Armadillo. Colore 8-bit. Milano: Bao Publishing.

Inge Lanslots

KU Leuven, Belgio

Autore corrispondente:

Inge Lanslots, KU Leuven, Faculty of Arts, Campus Sint-Andries Antwerp, Sint-Andriesstraat 2, BE-2000, Antwerp, Belgium.

Email: inge.lanslots@kuleuven.be
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Title Annotation:Article; death of Carlo Giuliani at 2001 G8 conference; text in Italian
Author:Lanslots, Inge
Publication:Forum Italicum
Article Type:Critical essay
Geographic Code:4EUIT
Date:May 1, 2017
Words:6498
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