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Giuseppe De Marco. Caproni poeta dell'antagonismo e altre occasioni esegetiche novecentesche.

Giuseppe De Marco. Caproni poeta dell'antagonismo e altre occasioni esegetiche novecentesche. Genova: II Melangolo, 2004.

La silloge di Giuseppe De Marco si compone di sette studi sulla poesia italiana del Novecento e di altrettante recensioni di volumi di critica in prevalenza sulla poesia (unica eccezione a il numero speciale di Esperienze letterarie dedicato a Cesare Pavese nel cinquantenario della morte). Gia dai primi scritti si nota la preferenza di De Marco per la parola poetica, integrale e fondante, a volte addirittura denominata verbum: il testo, anche se laico, viene spinto ai limiti del trascendente e le occasioni diventano appunto esegetiche, piu che interpretative. Accanto all'attenzione critico-filologica si accosta quindi anche una professione di fede nella letteratura e un'intenzione militante di affermare e promuovere gli autori trattati.

E di certo un'intenzione lodevole riel caso di Antonia Pozzi, un'autrice in versi fondamentale del Novecento italiano e ancora troppo trascurata. Uindagine stilistica e psicologica di De Marco e molto interessante, anche se a volte tende a presentare materiali--peraltro ben scelti e probanti--piu che a proporre interpretazioni. Di indubbia forza critica resta pero il raffronto tra la personalita della Pozzi e due esempi letterari come Tonio Krrger di Thomas Mann, in cui ella stessa si riconosceva, e 11 mistero del poeta di Antonio Fogazzaro, curiosa anticipazione nanativa delle vicende sentimentali della Pozzi e sonda del contesto borghese italiano all'inizio del Novecento.

II secondo studio si sofferma sul rapporto tra dissimulazione retorica e introspezione interiore in Renzo Negri, che nelle sue rare opere (sviluppate pero nell'arco di una vita intera) e riuscito a coniugare ironia e riflessione esistenziale. In questo saggio De Marco inizia a definire la parola poetica come verbum, appunto, "che attraverso il processo di ogni scrittura umana, poesia o prosa, si fa affine, per essenza, alla Scrittura divina, di cui parla Agostino nelle Confessiones" (46; enfasi dell'autore). La professione ideologico-religiosa in cui Negri e De Marco convergono e chiara: l'arte laica, in se ascolto interiore, non puo non riflettere la trascendenza.

Lo studio piu sintomatico dell'orientamento di De Marco e allora "Codicilli all'ultimo Luzi," che costituisce il terzo capitolo del libro. Nel rivisitare le forme dell'enigma, del flusso di coscienza, del frammento delle ultime raccolte di Mario Luzi, De Marco riesce a mettere in luce il concetto luziano della parola "richiamata alla sua integrita, e alla sua pienezza di significato" (63: citazione da Luzi). Le contraddizioni dell'opera di Luzi, indica De Marco, non possono quindi che risolversi nell'ascolto di una parola fondante, di un verbum trascendente che si rivela anche a dispetto della diversificazione logico-retorica continua della superficie del testo. Nel verbum si ritrova la saldezza del mito cristiano rispetto al "'magma' esistenziale" (86).

Diventa allora piu che agevole, nei due capitoli successivi, rileggere alla luce del mito cristiano rispettivamente il misticismo universalista di David Maria Turoldo, pur riconoscendovi una dialettica continua di speranza e disperazione, e le antinomie irrisolvibili di Michele Ranchetti, in cui il nonsense punta sempre verso nuovi orizzonti di senso. Sempre alla luce della mitologia della cristianita si rivela allora provocatoria tanta poesia di Alba Florio, oggetto riel capitolo sesto, che nella tensione tragica a volte cede alla dissacrazione.

Il capitolo eponimo e una rivisitazione puntuale e completa dei temi salienti della poesia di Giorgio Caproni dal Passaggio di Enea in poi, aggiornato bibliograficamente e con una grande cura di sintesi. I materiali esposti sono sempre pertinenti e appropriati, con abbondanti riferimenti alla critica piu recente. E forse il capitolo in cui De Marco, come soggetto interpretante, si cimenta meno col testi che descrive, anche perche, dopo la lettura dei capitoli precedenti, si avverte un'indubbia distanza ideologica. L'anelito esistenziale di Caproni viene messo in chiaro e indagato a tappeto tra testi, documenti e critica, ma la sua mancata risoluzione e lo scacco radicale posto al trascendente dall'ironia non puo non allontanare gli entusiasmi del verbum luziano, per riprendere le categorie di De Marco. Resta pero che il riferimento agostiniano a proposito di Negri e implicito in Luzi e piu che mal pertinente anche in merito a Giorgio Caproni, peraltro appassionato lettore di Agostino, anche se per ragioni diverse che De Marco lascia intendere (e forse, dato l'orientamento, sarebbe stato il caso di insistere).

Le recensioni, che occupano la seconda parte del volume, chiare ed esaustive, confermano l'orientamento ideologico e metodologico di De Marco, che a volte rasenta addirittura alla polemica, difendendo "una critica ... come fedele, costante e paziente servizio esegetico rezo a un Grande autore prediletto, senza indulgere a narcisistiche sperimentazioni di metodi piu o meno originali" (180; Quali saranno mai? A onor del vero, pero, De Marco sembra approvare l'interesse della critica psicanalitica di orientamento lacaniano per Cesare Pavese).

Comunque, anche la distanza dall'orientamento di Giuseppe De Marco (e si nota in chi scrive) non impedisce di riconoscere riel suo lavoro un indubbio valore interpretativo, specie, casomai per ragioni diverse e a volte opposte, nei saggi su Antonia Pozzi, Mario Luzi e Giorgio Caproni. Unica doleance e, a tratti, l'eccessiva densita metaforica dello stile espositivo, forre ostacolo sia alla lettura sia alla chiarezza dell'argomentazione. (Forse e l'affinita sentita col simbolismi di certi autori a indurre De Marco a ripercorrerne le forme anche nella scrittura critica; e infatti il saggio su Caproni ha una prosa piu plana.) Resta pero un libro importante, che oltre ai maestri del Novecento appena citati ripropone autori troppo spesso ingiustamente dimenticati come David Maria Turoldo.

ANDREA MALAGUTI

Columbia University
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Author:Malaguti, Andrea
Publication:Italica
Article Type:Book Review
Date:Jun 22, 2005
Words:896
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