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Gianni Cicali. Attori e ruoli nell'opera buffa italiana del Settecento.

Gianni Cicali. Attori e ruoli nell'opera buffa italiana del Settecento. Firenze: Le Lettere, 2005.

"Secolo di teatro e di rivoluzioni," il Settecento, soprattutto negli anni Trenta-Quaranta, vede il noto proliferare "dell'opera buffa napoletana e dei suoi protagonisti (maestri di cappella, librettisti, attori-cantanti), il successo del genere comico in generale" e il "contemporaneo persistere, incrementarsi e specializzarsi di quella sorta di piccole e medie imprese dello spettacolo che erano le accademie" (11): la fortuna del teatro comico musicale dell'epoca rende quindi necessaria la codificazione di un chiaro--e col passare del tempo (in modo evidente a partire dagli anni Cinquanta del secolo) sempre piu specifico--sistema di ruoli per questa nuova tipologia spettacolare in continua e capillare espansione.

Gianni Cicali, seguendo alcuni dei piu noti attori-cantanti nel corso delle loro carriere e ricostruendo gli spettacoli piu rappresentativi del genere grazie a dati provenienti da varie fonti (documenti d'archivio, libretti d'opera, repertori e carteggi), si propone di descrivere la fenomenologia delle principali parti (Notai e Lisette, Pancrazi e Nerine) e dei principali ruoli (buffi, buffi caricati, prime buffe, buffi di mezzo carattere) dell'opera buffa italiana. L'universo esplorato nel libro e dunque popolato da attori-cantanti, impresari, librettisti (da Carlo Goldoni all'abate Da Ponte), compositori e artigiani alacremente affaccendati in un'ininterrotta competizione commerciale.

All'interno della cosiddetta "repubblica buffa"--e anche "seria" dato che piu o meno contemporanea--la nascita, nel Seicento veneziano, del genere operistico serio commerciale--l'unica lingua in vigore e l'italiano: la straordinaria fortuna, a livello continentale, dell'opera, che veniva sempre rappresentata oltretutto in teatri "all'italiana" (vale a dire con la tipica struttura a palchetti laterali), offre un contributo eccezionale alla creazione di una piattaforma europea dello spettacolo.

"Una categoria,--si legge--quasi una gilda, di attori-cantanti altamente specializzati fu l'assolutamente necessario motore umano di questo meccanismo spettacolare drammaturgico detto opera buffa o dramma giocoso, o dramma comico o burletta in musica: il teatro comico musicale. Attori-cantanti che percorsero l'Europa giungendo in luoghi diversi, da Malta alle pianure polacche, dalla S. Pietroburgo di Caterina la Grande al Portogallo" (17): si ripercorrono quindi, di pagina in pagina, gli itinerary biografici e artistici dei maggiori protagonisti del sistema e quindi di artisti--originari soprattutto (essendo il toscano e il napoletano le due lingue ufficiali del teatro) della Toscana, di Roma e di Napoli--fra cui si distinguono, per esempio, in modo particolare, il fiorentino Pietro Pertici insieme alia moglie Caterina Brogi detta la Tincanera, il romano Francesco Baglioni insieme alle figlie Clementina e Costanza e la napoletana Anna Lucia De Amicis insieme al padre Domenico.

I ruoli--piu degli stessi cantanti--vengono generalmente considerati dagli impresari come pezzi di ricambio utili alla costruzione di una macchina teatrale funzionante in modo regolare: ci troviamo allora in presenza di una vera e propria "merce viaggiante" che comprende tanto la drammaturgia (ovvero il libretto e le musiche) quanto il direttore degli spettacoli (una sorta di modemo manager e, a volte, talentseout)e naturalmente gli attori. Attori che, molto spesso, per difendersi all'interno di un sistema in continuo--e frenetico--movimento e di un mercato pifi che vivacemente competitivo, si organizzano costituendo stabili e protettivi nuclei impresariali-familiari.

A viaggiare per l'Europa, nel Settecento, non e pero solo la merce ma anche il pubblico, costituito principalmente da quella "aristocrazia sovranazionale" abituata a prendere parte al cosiddetto Grand Tour.

Suddiviso in quattro capitoli di cui il primo riguarda l'attivita del "primo buffo specializzato in parti di vecchio" Pietro Pertici (Dall'opera alla prosa, dalla prosa al--l'opera), il secondo la "carriera esemplare" della prima buffa Anna Lucia De Amicis (Le tante pazzie di Isabella: la prima buffa), il terzo un esemplare gruppo di figure professionali caratterizzate da una straordinaria flessibilita ruolistica (Ruoli e interpreti per tutte le stagioni) e l'ultimo alcuni interpreti divenuti celebri nel ruolo di buffi caricati (I buffi caricati: una questione meridionale), il saggio di Cicali--attraverso una serie di racconti relativi alle picaresche, divertenti, intricate storie vissute da questi attori e cantanti settecenteschi--fornisce un minuzioso quadro la cui dettagliata e ricca perizia compositiva, frutto di abili ricerche archivistiche, e direttamente proporzionale alla fresca chiarezza espositiva spesso coniugata a un divertito gusto affabulatorio e anche aneddotico.

Appartenente sia all'ambito delle compagnie d'opera (prima seria e poi buffa) che di prosa, capocomico e adattatore di testi (soprattutto goldoniani), impresario, responsabile della gestione del teatro del Cocomero di Firenze, Pietro Pertici viene definito da Goldoni "il piu bravo attore del Mondo." Sua moglie e Caterina Brogi, prima buffa che offre al commediografo veneziano il modello per delineare, nel suo Teatro comico, il personaggio della sussiegosa "virtuosa di musica" Eleonora, ostinata nel rivendicare il primato dell'opera sulla prosa. Nonostante le divergenze ideologiche con Caterina, che dichiara di sentire una vera avversione sociale e di casta nei confronti del teatro di prosa e degli "histrioni," Pertici si impegna per tutta la vita sul fronte della riforma goldoniana e viene ammirato in Inghilterra (anche dal grande attore Garrick) per la sua "comicita dinamica" e i suoi "frizzi."

Quanto alia prima buffa "assoluta" Anna Lucia De Amicis, diventa famosa interpretando, nella Finta sposa, la servetta: una parte che, grazie a lei, nel teatro comico musicale, al contrario di quanto accade nel coevo teatro di prosa, viene molto presto considerata la piu importante.

Nel tratteggiare alcuni personaggi femminili (come la Despina del Cosi fan tutte), non e affatto improbabile che Wolfgang Amadeus Mozart si sia ispirato alla servetta incarnata dalla De Amicis: per la cantante napoletana il compositore sedicenne aveva appositamente scritto la virtuosistica parte di Giunia, al centro del suo Lucio Silla.

Ma, oltre a Pertici e alia De Amicis, ad affollare la visione panoramica che il libro di Cicali schiude sul paesaggio spettacolare italiano del Settecento, concorrono numerosi altri attori-cantanti di vario tipo: figure professionali anfibie che, usate "come fossero dei jollies del sistema dei ruoli," sono in grado di passare con disinvoltura da una parte all'altra (dai "tuttofare del palcoscenico" Filippo Laschi, Michele del Zanca e Francesco Baglioni alle "buffe di mezzo carattere" Marta Davia, Rosa Puccini e Giacinta Galli Fainelli) ma anche buffi caricati la cui vocalita "puo essere integrata, se non sostituita, da una particolare abilita nella comica," interpreti napoletani che si dedicano per tutta la vita al ruolo di "vecchia" (come Simone de Falco) o di capitano (come Giacomo d'Ambrosio) o di notaio o di servetta. Tutta una multiforme umanita che, vincolata a un determinato sistema, allo scadere del secolo e destinata--gradualmente, dolcemente--a scomparire.

"Osservando--scrive Cicali verso la fine dell 'Introduzione'"--formazioni e repertori dai cataloghi dei libretti, si ha l'impressione, a partire dalla meta del XVIII secolo e fino alla fine del secolo (ma anche oltre), di trovarci in un acceleratore di particelle: le compagnie, le parti, i ruoli, la drammaturgia musicale, gli interpreti si scontrano l'uno con l'altra, si scindono, si ricompongono, mutano, variano, si conservano, si dissolvono. Nell'Ottocento il movimento caotico va, dopo la parentesi della farsa e la stagione rossiniana, lentamente spegnendosi, producendo solo qualche stanco e routinario esempio" (29).

GIULIA TELLINI

Universita di Firenze
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Author:Tellini, Giulia
Publication:Italica
Article Type:Book review
Date:Mar 22, 2007
Words:1147
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