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Francesco Ciabattoni and Pier Massimo Forni (eds.). The "Decameron" Third Day in Perspective.

Francesco Ciabattoni and Pier Massimo Forni (eds.). The "Decameron" Third Day in Perspective. Toronto: U of Toronto P, 2014.

Terzo nella serie delle Lecturae Boccaccii pubblicato sotto l'auspicio della American Boccaccio Association e secondo in ordine di pubblicazione, The "Decameron" Third Day in Perspective, con un saggio introduttivo e dieci capitoli, offre al lettore una panoramica sulla terza giornata del Decameron. Nell'introduzione, Ciabattoni e Forni rilevano alcuni aspetti centrali della giornata, tra cui il tema generale (l'amore adulterino) e il fatto che questa giornata si configuri come un "nuovo inizio nella struttura del libro" (3). Evidente gia dalla strategia di Boccaccio di ricollocare la brigata in un nuovo luogo dai richiami edenici (3), un tale nuovo inizio, secondo i curatori, non marcherebbe solo un nuovo cominciamento narratologico, ma anche "un nuovo inizio civico" basato sull'ingegno umano e non piu, come nella seconda giornata, sulla Fortuna. Le novelle pertanto vengono rilette attraverso un'apprezzabile apertura verso una "pluralita di approcci metodologici" quali "l'allegoria, la percezione storicista, lo strutturalismo e la storia economica" (4).

La prima novella viene discussa da Massimo Ciavolella con vari richiami al De amore di Cappellano e fonti mediche ed ecclesiastiche medievali riguardo al rapporto tra pulsioni sessuali e gender. Ciavolella mira a testare il ruolo dell'ironia nella storia di Masetto per mezzo di "filtri sociali e culturali" (15), che, adoperati in modo rappresentazionale, non sempre convincono (per esempio, quanto detto sugli "stolti" a p. 16, sui lavoratori a p. 19 o sulle questioni di gender). Elsa Filosa si concentra invece sulla seconda novella e lo fa prendendo spunto da un'intuizione di Alberto Moravia sulla centralita dell'azione nel Decameron. Seguendo tale traccia, la studiosa mostra importanti simmetrie strutturanti la novella e scandaglia intelligentemente lo sviluppo narrativo della storia. Alia terza novella, invece, dedica la sua attenzione Stefano Gulizia, il quale si concentra sui rapporti di genere letterario per rilevare la centralita del trabochetto (trick) e dell'ethos mercantile come dispositivi narrativi. Di interesse sono i parallelismi suggeriti da Gulizia tra l'arte della narrazione e quella tessile, cosi come gli accenti sul desiderio dei mercanti fiorentini di "civanzarsi" nel loro riposizionamento socioeconomico.

La quarta, quinta e sesta novella sono studiate rispettivamente da Jelena Todorovic, Alessandro Vettori e Myriam Swennen Ruthenberg. Todorovic mette in risalto il ruolo e le singolarita della quarta novella nel contesto macrotestuale della terza giornata ed enfatizza i contrasti all'interno del clero (78ff.) e il capovolgimento della sequenzialita dei mondi dell'aldila (Inferno, Purgatorio, Paradiso) in modo da riposizionare il lettore nel mondo dell'aldiqua con tutte le sue manchevolezze. A sua volta, Vettori rimarca la linearita della quinta novella, costruita retoricamente come una beffa e capace di mostrare le tensioni tra classi sociali. Per Vettori, la novella racchiuderebbe perianto "un messaggio autoriale criptato" sul tema sociale (9Iff.), che spinge lo studioso, a conclusione del capitolo, a leggere la novella come "mise-en-abime" e chiave di intrerpretazione metatestuale per l'intero Decameron. Myriam Swennen Ruthenberg, nel rileggere la sesta novella, stabilisce una rete di intertesti con il codice letterario cortese e dantesco per svelare il ruolo della dismisura e della mancanza di razionalita caratterizzanti l'umanita dell'umano secondo Boccaccio (109). Capace di generare letture fallaci, la mancanza di razionalita viene discussa attraverso una serie di coppie concettuali quali apparenza vs. realta (115-6), silenzio vs. retorica (116-9), eccesso vs. misura (119126), ira e invidia (126-8). A conclusione della lectura, anche la coppia di titoli Decameron e il suo "cognome" Prencipe Galeotto (129-130) viene inserita in questo quadro e interpretata come ammonimento "contro i rischi della fallada ermeneutica".

La settima novella e analizzata da Susanna Barsella, la quale lega la novella alia crisi del pensiero politico-religioso medievale e al trauma della peste a cui il Decameron risponde. In tale contesto, Barsella conclude che nella novella Boccaccio rimarca "l'inadeguatezza dell'insegnamento morale della Chiesa" e sostiene il recupero dell'etica classica "al fine di armonizzare i valori ideali cristiani con la realta pragmatica della societa mercantile" (148). Secondo Barsella, la novella in ultima istanza mostra il "fallimento da parte dei discorsi letterari laici e religiosi di stabilire il fondamento morale necessario per l'edificazione della societa mercantile cristiana" (149). All'ottava novella dedica la sua attenzione Martin Eisner, il quale rivisita i rapporti intertestuali e macrotestuali che legano tanto questa novella quanto il quadro del Decameron alia Commedia dantesca. Eisner conclude che Boccaccio applica, non solo a questa novella, ma "a tutte le sue storie la definizione che Dante da del suo poema come verita che ha l'aspetto della menzogna" in modo da "creare una sfida per le affermazioni di verita di Dante e una giustificazione per tutta la poesia" (169). Le pagine dedicate alia nona novella sono di Anthony Cassell e ci aiutano a riflettere sul paradosso nella ricezione della novella, poco considerata dai critici, ma variamente riadattata dalle altre arti quasi a voler "'restaurare' [...] il potenziale archetipico della storia in quanto intrattenimento" (172). Notabile l'esame intertestuale e interdisciplinare a sostegno della tesi per cui Boccaccio avrebbe intenzionalmente attutito la vivacita di III.9 per esaltare le novelle adiacenti. Tra queste c'e ovviamente la decima e ultima storia della giornata, analizzata da Steven Grossvogel. Grossvogel si concentra sul tema degli istinti sessuali in quanto pulsioni naturali e moralmente positive se accompagnate, come nel caso di Alibech, all'innocenza. Diversi gli aspetti intertestuali messi in evidenza, il maggiore dei quali rimane la lettura agostiniana dell'innocenza prelapsariana. In conclusione, l'obiettivo della novella di spiegare come rimettere "il diavolo in Inferno" chiude il cerchio sul ritorno all'Eden che anima l'intera giornata, con una consapevolezza in piu sui rischi associati al ricreare un nuovo paradiso terrestre (234).

Nei complesso, il volume, oltre a essere piacevolmente leggibile e informativo, offre delle utili analisi e riflessioni macrotestuali e intertestuali con altre storie del Decameron e non solo. Forse un saggio dedicato ad introduzione e conclusione della giornata sarebbe stato non secondario, nonostante i curatori nella loro introduzione si siano premurati di dare al lettore alcune importanti informazioni sulla cornice. In generale, il volume e stato ben pensato e realizzato, anche dal punto di vista editoriale, fatto che i lettori senz'altro apprezzeranno.

STEFANO SELENU

Syracuse University
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Author:Selenu, Stefano
Publication:Italica
Article Type:Book review
Date:Sep 22, 2018
Words:1009
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