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Eugenio Giusti. Dall'amore cortese alla comprensione. Il viaggio ideologico di Giovanni Boccaccio dalla Caccia di Diana al Decameron.

Milano: Edizioni Universitarie di Lettere Economia Diritto, 1999.

Dalla Caccia di Diana al Decameron si snoda il "viaggio ideologico" di Giovanni Boccaccio dagli angusti e circoscritti lidi dell'eros alle tranquille acque nel porto dell'agape.

Eros e Agape rappresentano anche le tappe di arrivo e di partenza del `viaggio' di Eugenio Giusti che a partire dalla Caccia di Diana ripercorre le tappe fondamentali dell'iter ideologico che avrebbe portato Boccaccio dai rigidi confini dell'eros, inteso come amore cortese "nella sua duplice manifestazione di desiderio frustrante e frustrato" e ai cui schemi sembra essere ancora soggetto nelle opere che precedono il Decameron, ai piu flessibili e piu gratificanti schemi dell'amore inteso come "altruistico scambio," compassione e comprensione nel Decameron.

Al fine "di evidenziare i punti in comune in riguardo alla fenomenologia amorosa ed al riferimento al pubblico, dove questo sia presente," il Giusti sceglie di operare lo studio della "cornice presente, in maniera pith o meno evidenziata" in ciascuna opera in volgare che precede il Decameron e in tal modo dalla Caccia di Diana al Teseida esplora la "casistica dell'amore frustrato": dalla sofferenza amorosa accennata nella Caccia di Diana e predominante nel Filostrato, all'amore che ispira e genera, secondo lo studioso, la composizione del Filocolo e del Teseida.

Il primo capitolo del libro e dunque consacrato allo studio del tema dell'amore, o meglio, della fenomenologia amorosa in Caccia di Diana, Filostrato, Filocolo, Teseida, Comedia delle Ninfe fiorentine, l'Armorosa visione e il Ninfale fiesolano. Il secondo capitolo si sofferma sulla Elegia di Madonna Fiammetta, il terzo sul Corbaccio e l'ultimo sul Decameron.

In queste due opere, nel Corbaccio, ma in modo piu esplicito e con migliori risultati nel Decameron, un vero e proprio cambiamento di rotta avviene durante il `viaggio' di Boccaccio il quale, piuttosto che continuare a concentrarsi sulla passivita dell'amante nei confronti del soggetto amato, "recriminando amanti insensibili ed onnipotenti," finisce, secondo il Giusti, per concentrarsi sul soggetto amante che prende coscienza dei propri limiti e della propria capacith di agire sulla realta (132).

Per quanto riguarda il Corbaccio lo studioso riprende, ma con maggiore piglio polemico, il discorso lasciato nel suo "The widow in Giovanni Boccaccio's Works: A Negative `exemplum' or a Symbol of Positive Praxis?" (Gendered Contexts: New Perspectives in Italian Cultural Studies, ed. Laura Benedetti, Julia Hairston e Silvia Ross [New York: Peter Lang, 1996]: 3948) e si ripropone di ristabilire le sorti di quest'opera che la critica tradizionale ha interpretato come "ritrattazione in termini morali del Decameron." La sua proposta di lettura del Corbaccio alla luce della "problematica della comprensione" che verrebbe qui per la prima volta esplicitamente introdotta (cfr. 59 sgg), risulta particolarmente interessante perche il Giusti ne evidenzia, pur non esplorandone tutte le implicazioni, lo stretto legame con un altro tema, quello della conoscenza "proporzionale al livello di comprensione e di conseguente scelta.... Comprendere `convenientemente' la realta in cui si e immersi, nel caso del Corbaccio una conflittuale vicenda d'amore, significa acquisire gli strumenti intellettuali per agire coerentemente verso una risoluzione positiva della conflittualita iniziale." In tal modo il Giusti riesce ad "includere il Corbaccio in un continuum, non necessariamente cronologico ma essenzialmente tematico, che va dalla Caccia di Diana al Decameron, e che e espressione dello sviluppo ideologico del Boccaccio riguardo non solo alla problematica della comprensione ma anche alla fenomenologia dell'amore di cui il Corbaccio costituisce il risvolto misogino" (58).

E nel Decameron, tuttavia, che si rivela in tutta la sua portata quella che il Giusti definisce come "rivoluzione ideologica" di Boccaccio, rivoluzione siglata da una conversione dalle ragioni strettamente individuali su cui si regge la fenomenologia amorosa cortese, alla necessith di orientarsi verso la societa grazie alla comprensione "lo strumento indispensabile a bilanciare il conflittuale rapporto tra l'individuo e la societa." il Decameron, infatti, grazie all'intervento del sentimento della gratitudine, a "offrire una serie di alternative abbastanza estesa da soddisfare i bisogni risolutivi di un'umanita innamorata" (133). Uno studio del Decameron dunque che nelle intenzioni dell'autore mira ad andare al di la della semplice identificazione dei livelli narrativi (124-25) che pur delimitano la struttura dell'opera.

Giunto alla tappa finale di questo `viaggio,' al lettore non resta che accogliere l'invito che con notevole trasporto emotivo il Giusti rivolge ai lettori di Boccaccio, e ai lettori del suo Dall'amore cortese alla comprensione: la necessith di intervenire sulla `realta,' uscire dal proprio egoismo e trasformare la passione in compassione, ovvero lasciare le frastagliate e circoscritte spiagge dell'eros per approdare nelle acque tranquille e piu fertili dell'agape, sotto il segno della comprensione.
ROBERTA MOROSINI
Wake Forest University
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Author:Morosini, Roberta
Publication:Italica
Article Type:Book Review
Date:Mar 22, 2003
Words:750
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