Printer Friendly

Erminia Ardissino, Tempo liturgico e tempo storico nella "Commedia" di Dante.

Erminia Ardissino, Tempo liturgico e tempo storico nella "Commedia" di Dante. Prefazione di Giuseppe Mazzotta, Libreria Editrice Vaticana: Citta del Vaticano, 2009; 190 pp.; 9788820981457, 15,30 [euro] (brossura)

Giuseppe Mazzotta, prefatore illustre del volume, sottolinea nelle pagine introduttive l'importanza del ruolo della liturgia per i cristiani delle origini: "nelle catacombe la liturgia custodiva e tramandava l'eredita spirituale del sacrificio della croce e la fissava inalterabile nella memoria dei secoli" (VI). Giustamente, egli sottolinea l'interesse dell'Ardissino per le profanazioni e le parodie liturgiche. "Anche l'aver usato Venanzio Fortunato e la sua immagine della celebrazione del trionfo della croce nell' Inferno ha certamente una funzione retorica negativa, e il riutilizzo rovesciato di uno dei quattro famosi inni di un poeta che deve la sua fama, almeno in origine, ai panegirici per la corte merovingia e per i re franchi. (...) Il riutilizzo di Venanzio Fortunato dunque non e solo un espediente retorico per realizzare il mondo infernale, rovesciamento di quello paradisiaco, ma potrebbe celare anche una sorta di valutazione dell'attivita poetica di Venanzio Fortunato e del suo essere strumento del potere secondo modi e fini che forse non piacquero a Dante" (Di Fonzo C (2009) La legittimazione dell'Impero e del Popolo romano presso Dante. Dante VI: 39-64).

La liturgia, scrive ancora Mazzotta, "irraggia la sua luce su tutti gli aspetti del poema, dai cortei delle processioni in cima alla montagna del Purgatorio alla liturgia dell'amore tra il pellegrino e Beatrice". II primo capitolo, Liturgia e giustizia, fa i conti anche con il giusto politico, il giusto naturale e quello legale, al quale giustappongo un lemma bibliografico direi almeno coevo (Di Fonzo C (2010) Giusti son due e non vi sono intesi. Forum Italicum 44(1): 5-36). Trovo particolarmente illuminata la riflessione circa il rapporto esistente tra la giustizia e la monarchia temporale, guida e rimedio alla cupidigia radicale dell'uomo: "Quando regna la giustizia il mondo e nel suo ordine perfetto, 'mundus optime dispositus est cura iustitia meo potissima est' (Mon. I, xi, 1), e la giustizia 6 perfetta quando risiede un monarca che non 6 affetto da cupidigia, 'quanto iustus potentior, tanto in operatione sua iustitia erit amplior' (Mon. I, xi, 7). Poiche la giustizia e frutto dell'amore divino, la carita rende piu fattiva e lungimirante la giustizia: 'ic karitas, seu recta dilectio illam acuit atque dilucidat' (Mon. I, xi, 13)" (15).

Legge, pace, lode "ecco le condizioni che fanno della comunita una Chiesa in terra e in paradiso. La musica realizza queste tre condizioni" (116) anzi la musica, che ormai e polifonica, mostra la concordia delle anime tra loro e in Dio.

La parabola di Dante, nuovo Adamo, e quella di un rinnovamento battesimale, che passa per la satisfactio del peccato antico, come sottolineava in quel tempo Anselmo e come l'Ardissino sottolinea citando Boitani tra i viatici di lettura del suo volume. Una satisfactio che e una vendetta giusta e una bilancia essa stessa: "La rappresentazione della croce come 'statera' o bilancia e ben documentata nella Patrologia" (42). Osservazione utile e interessante che mi riporta alla memoria quanto scritto da Peter Winch in merito all'ascesi di Simone Weil: "la croce (...) il punto d'intersezione tra Dio e l'uomo, e il luogo in cui si manifesta l'impotenza di Dio che accetta di farsi uomo, di spogliarsi della sua divinita; ed e anche il luogo in cui l'uomo si rivela 'sacro' all'altro uomo. La compassione, altrove definita l"amore mendicante', e soprannaturale, 'perche e soprannaturale discendere'" (Winch P (1995) Simone Weil. "La giusta bilancia". Bari: Palomar, pp. XLIX-L).

Il volume si conclude con l'osservazione relativa al popol giusto e sano e la citazione tratta da Cicerone (De Republica, I, 25), riproposta da Agostino nel De civitate

Dei, circa il fatto che un popolo e un insieme di uomini associati da un accordo giuridico e che non puo sussistere li dove manchi un'autentica giustizia. A tal proposito la nota fa riferimento al paragone tra citta e armonia musicale che si trova in Cicerone.

La studiosa torna inoltre a sottolineare l'importanza del Miserere nella liturgia purgatoriale, come del resto dimostra la leggenda di san Patrizio e il ruolo che tale liturgia svolge entro quella tradizione letteraria e iconografica.

DOI: 10.1177/0014585813478913

Recensione di: Claudia Di Fonzo, New York University, USA
COPYRIGHT 2013 State University of New York at Stony Brook, Center for Italian Studies
No portion of this article can be reproduced without the express written permission from the copyright holder.
Copyright 2013 Gale, Cengage Learning. All rights reserved.

Article Details
Printer friendly Cite/link Email Feedback
Author:Di Fonzo, Claudia
Publication:Forum Italicum
Article Type:Book review
Date:May 1, 2013
Words:705
Previous Article:Greg Woolf, Rome: An Empire Story.
Next Article:Fabian Alfie, Dante's Tenzone with Forese Donati: The Reprehension of Vice.
Topics:

Terms of use | Privacy policy | Copyright © 2021 Farlex, Inc. | Feedback | For webmasters |