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Enrico Malato. Per una nuova edizione commentata delle opere di Dante.

Enrico Malato. Per una nuova edizione commentata delle opere di Dante. Quaderni della rivista Studi danteschi 1. Roma: Salerno, 2004.

Nel presente saggio Enrico Malato ricostruisce analiticamente il quadro storico ele problematiche relative alia tradizione e alia interpretazione delle opere di Dante per definire il progetto di una Nuova Edizione commentata delle Opere di Dante. Il Centro Pio Rajna infatti sostiene l'iniziativa ali promuovere, dopo il Censimento e Edizione--divenuta poi Edizione Nazionale--dei Commenti danteschi, una nuova edizione delle opere dantesche che mira a offrire al pubblico internazionale degli studiosi e dei lettori colti di Dante, testi criticamente affidabili, corredati di un adeguato commento, entro il settimo centenario della morte dei poeta nel 2021.

La realizzazione del progetto si impone, sostiene l'autore, a causa dello sviluppo degli studi testuali ed esegetici sul corpus dantesco registrato dal 1907, data della prima edizione critica moderna di un'opera dantesca--la Vita nuova, a cura di Michele Barbi, che riproposta nel 1932 diede inizio alla Edizione Nazionale--al 2002, con la pubblicazione de Le Rime, a cura di Domenico De Robertis, ultimo volume dalla stessa Edi zione Nazionale. Gli strumenti critici piu recenti permettono un ripensamento della cosiddetta Edizione del Centenario, la raccolta di tutte le opere dantesche pubblicata, sotto la direzione di Barbi, nel 1921, in occasione del sesto centenario del poeta, che ha fornito il testo di riferimento in cui fino a oggi si e letto e sostanzialmente ancora si legge Dante, tranne che per La Divina Commedia, diffusa nel testo Petrocchi dei 1966-'68.

Nella nota, Malato si propone di sondare i problemi relativi a ciascun testo e di indicarne le possibili vie di soluzione nella Nuova Edizione commentata. Seguendo una linea cronologica, le prime opere prese in esame sono la Vita Nuova e le Rime, per le quali il problema critico si intreccia con quello testuale ed ecdotico. Il sondaggio sul quadro storico e sulle edizioni pio recenti si sofferma sui contributi di Guglielmo Gorni, che nel 1996 ha introdotto un diverso ordinamento e un diverso titolo, Vita nova, per il libello, e di Domenico De Robertis, che ha organizzato l'edizione dei 2002 delle Rime escludendo i componimenti della Vira nuova e seguendo un ordinamento dei testi diverso dalla seriazione di Barbi. Malato tuttavia suggerisce di assumere il disegno originario di Barbi come guida nel nuovo progetto editoriale: la Vita nuova e il corpus delle Rime dovrebbero essere uniti in un medesimo volume, in due tomi, con rinvii interni ancorche separati e distinti. Unica deroga a tale schema sarebbe l'accoglimento nella serie completa delle Rime delle canzoni dei Convivio, in virtu del loro rapporto meno organico rispetto alle rime della Vita nuova con il loro contesto in prosa. Il caso del Convivio viene risolto adottando il testo di Franca Brambilla Ageno, Edizione Nazio nale 1995, tenendo conto pero delle critiche a tale edizione e dei dibattiti precedenti, con l'auspicio che l'indagine testuale e quella esegetica procedano di pari passo, dal momento che la realizzazione dei nuovo commento, dopo gli sforzi di Busnelli-Vandelli e di Vasoli, sara uno degli elementi di maggiore novita deli'opera. Per quanto riguarda il De Vulgari eloquentia, il testo di riferimento suggerito e quello allestito da Pier Vittorio Mengaldo nel 1968, aggiornato nella problematica critico-interpretativa, in particolare per il dibattito tra Maria Corri e Mengaldo sulle teorie linguistiche espresse nel trattato. La Monarchia sara presentata nella veste testuale proposta da Prudance Shaw nell'edizione del 1995 alla luce degli argomenti prodotti pro e contro le scelte di Ricci nell'edizione dei 1965, in servizio della Edizione Nazionale e con un appendice che registri i volgarizzamenti quattrocenteschi, tra cui quello di Marsilio Ficino. In attesa dell'edizione critica delle Epistole da tempo annunciata, a cura di Francesco Mazzoni, la Nuova Edizione commentata non potra prescindere dai testo offerto nell'edizione Ricciardi delle Opere Minori, da integrare con i documenti della tradizione indiretta. Le Egloghe si varranno invece di un nuovo testo e di un nuovo commento, producendo in appendice un'edizione integrale delle chiose di Boccaccio. La Questio, in mancanza di una nuova edizione critica secondo le indicazioni di Mazzoni, necessita innanzitutto di un supplemento di indagini per pronunciarsi sulla paternita dantesca dell'operetta.

Il problema dei testo e del commento della Divina Commedia viene affrontato preliminarmente come un dibattito sulla datazione e sulle modalita di circolazione e di ricezione deli'opera. Malato contesta l'ipotesi di Padoan di un'elaborazione interrotta e di una circolazione parziale della Commedia, e sostiene invece la prospettiva BarbiVandelli-Petrocchi di un'opera saldamente unitaria e coerente di cui ripercorre la prima tradizione, una fase di importanza decisiva per la costituzione dei testo. Viene quindi offerta una vasta panoramica dei tentativi di fornire un testo critico dei poema, fino alla proposta di Petrocchi di un testo secondo l'antica vulgata. Pur indebolita nel suo impianto costitutivo dagli esiti di nuove ricognizioni nella pio antica tradizione manoscritta avviate da Emanuele Casamassima e portate avanti da Giancarlo Savinio, Gabriella Pomaro e Marisa Boschi Rotiroti, l'edizione Petrocchi della Commedia, resta, secondo Malato, il prodotto piu avanzato della filologia dantesca deli'ultimo secolo e dovrebbe offrire il testo base anche per la Nuova Edizione commentata, con l'integrazione di alcuni interventi elencati preliminarmente nelle ultime pagine del saggio. Per il commento si auspica un contributo che dia conto della varieta delle lezioni tradite e delle possibili diverse interpretazioni del testo, parallelamente alla discussione delle scelte testuali, che sara sviluppata in una sede specifica.

La ricca nota si chiude con una considerazione sulla necessita di includere nel progetto editoriale le opere attribuilbili o gia attribuite a Dante, come Il Fiore, Il Detto d'Amore e i cosiddetti Sette salmi penitenziali, come testimonianza storica di quanto, anche a torto, e stato ricondotto ai corpus dantesco, e con le indicazioni sugli indici generali ragionati, uno strumento indispensabile di orientamento e di consultazione per consentire al lettore di fruire al meglio del prodotto che si offre alla sua attenzione.

BEATRICE ARDUINI

Tulane University
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Author:Arduini, Beatrice
Publication:Italica
Article Type:Book review
Date:Dec 22, 2007
Words:974
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