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Egemonie e resistenze: Uno sguardo antropologico sui rapporti tra governi e contadini.

Abstract

Il saggio analizza le speciali modalita attraverso le quali i contadini oppongono resistenza alla State per reagire aile sue incomprensioni, talvolta anche attraverso giochi di parole. Ugualmente, viene contestata l'arcaicita della civilta contadina per metterne viceversa in evidenza caratteri che risalgono ad epoca moderna, collocabili all 'incirca a inizio di Ottocento. Questi caratteri furono la risposta ai cambiamenti profondi portati dai nuovi borghesi affermatisi con l'eversione della feudalita; si puo dire che essi vengono meno negli anni sessanta del Novecento con l'accesso ai nuovi mercati europei. I contadini respingono i piani calati dall'alto e percio vengono definiti arcaici e ostili alla modernizzazione.

Parole chiave

Arcaicita, contadini, eversione della feudalita, modernizzazione, Stato

Nel suo capolavoro L'Arte della Commedia il grande Eduardo De Filippo fa sorgere divertenti e profondi dubbi sui rapporto fra Teatro e Realta. Sulla scena la discussione non si risolve (De Filippo, 1964).

Nella vita, la dimostrazione che le nostre piu ferme convinzioni so no fondate sulla sabbia e accettabile, ma anche risibile perche incorporata nello smantellamento del Prefetto De Caro. Eccellenza, rappresentante del governo, supremo funzionario nel suo posto nuovo, egli dimostra una completa e assoluta indecisione nei confronti dei personaggi del capo-provincia: sono veri? O sono attori che lo prendono in giro? Non si sa; e deve comportarsi in modo tale che puo accommodare l'una e l'altra eventualita. Messo in contatto con la gente, e mancando le risorse dello Stato, trova che le proprie sono del tutto inadeguate per distinguere la realta dall 'inganno. Egli non ha la piu minima idea, se si tratta di veri parrochi, veri maestri, farmacisti, contadini o di attori che giocano ruoli per sovvertire la sua alta autorita. In teatro naturalmente si puo lasciare il dilemma irrisolto. In vita pero--quella che si chiama presuntuosamente "realta"--la comprensione si sostituisce con l'azione: i poteri sono predisposti ad agire, e agiscono, il che poi ha qualche effetto, anche non previsto.

Prendo questo dramma da testo-chiave, perche voglio persuadervi dell'importanza dell'incomprensione dei governi nei confronti delle popolazioni locali, rurali e artigianali: la linea di comando, che comincia coi governanti che fanno Jeggi regolamenti progetti di sviluppo, parte con l'incomprensione e finisce con l'inganno nei borghi e nelle contrade.

Abbiamo ache fare con un fenomeno piu ttosto diffuso nel mondo, specialmente nei paesi dove una gran parte della popolazione vive in campagna o in piccoli paesini. Illibro in proposito e il Everyday forms of peasant resistance di James Scott ("Modi casalinghi", diciamo, "di resistenza contadina"). L'autore descrive con perspicace etnologia le modalita della sovversione, da parte dei contadini, di richieste e ordini governativi (Scott, 1985). L'apparente incomprensione, l'inganno, l'ironia sono le armi a disposizione delle popolazioni resistenti. Scott parla, per Jo piu , dei contadini dell' Asia sud-orientale. Piu vicino a noi c'e l'etnografia dello stimato Michael Herzfeld, professore ad Harvard. Dice che nelle lingue delle montagne di Creta c'e la prassi della disemia, della polisemia. Infatti, aiutati dalle risonanze delle due lingue, greco katharevousa e greco demotico, i pecorai riescono a soddisfare sia le domande dello stato, sia i bisogni propri, locali, di una vita montanara e tranquilla (Herzfeld, 1985).

Ad esempio, Chiesa Ortodossa e Stato nazionale decretano che solo gli sposati possano tenere rapporti matrimoniali. In Creta invece e consueto da secoli che i fidanzati anticipano il matrimonio, dando prova di compatibilita e di fertilita. Esiste un evidente conftitto tra Iegge e consuetudini che si risolve sfruttando la disemia. In greco katharevousa si usa "nozze" nel senso comune europeo: un sacramento, una benedizione in Chiesa che comporta diritti giuridicamente riconosciuti. In demotico pero significa "fidanzamento", che non si fa in Chiesa ma in famiglia: e un contratto laico. Cosi i Glendioti e i funzionari, rappresentanti la nazi one, possono ugualmente dichiarare che "le nozze sono precondizione di rapporti matrimoniali"; ambedue le parti sono soddisfatte con un equivoco che va incontro aile esigenze morali e spirituali e aile pratiche consuetudinarie.

Questi inganni e giuochi di parole si ampliano in una prassi comportamentale nella quale tutto quello che si fa nei confronti degli uomini di stato ha un almeno doppio senso. Uno che corrisponde aile esigenze dello stato, conformista, ortodosso, patriottico, nazionalista ed ellenista; l'altro ugualmente conforme aile domande, pratiche e ideali locali, idiosincratico e in fondo sovversivo. Giusto come nell' Arte della Commedia, i funzionari non sanno dove sta la verita; non sanno se sono presi in giro e si trovano impotenti nei loro tentativi di introdurre razionalita e modernita nelle societa rurali.

Un altro aspetto della confronto riguarda il fatto che i funzionari attribuiscono ai contadini un certo conservatorismo, arcaicita.

Anni fa, in occasione di un convegno su Manlio Rossi-Doria, ho voluto suggerire che i caratteri della cosiddetta civilta contadina non sono arcaici, ma moderni; risalgono, cioe, al piu all'era napoleonica, al periodo della liberalizzazione delle societa agrarie nel Mezzogiorno. Sostenni la tesi che le caratteristiche istituzioni della societa meridionale sono risposte razionali, adeguate ai cambiamenti profondi portati nella campagna dai nuovi borghesi e dalla nuova combinazione liberale. Cosi, la piccola e crescentemente frammentata proprieta, fu appunto il frutto dell'eversione della feudalita negli anni 1806-1815, e poi della cresciuta influenza dei consiglieri borboni nelle corti di Palermo e Napoli. La figura tipica settecentesca, legata al grande proprietario, sfruttando diritti comuni, fu un villano legalmente dipendente da un padrone in cui si unirono proprieta e giustizia. Durante l'Ottocento quel bracciale si trasformo nella figura mista conosciuta anche nella Lucania odierna, o almeno sino a meta del secolo scorso: il tipico lavoratore della campagna era un po' proprietario, un po' affittuario, un po' mezzadro e concessionario; e, caso mai, un po' bracciante e un po' manovale per la forestale. Questi contadini strateghi, che campavano con svariate risorse, furono il prodotto dell'eversione della feudalita, della modernizzazione del regime fondiario e della sua apertura al mercato.

In parallelo con questa diversificazione dei rapporti economici variarono pure i rapporti di potere. Nel Settecento la figura tipica dipendeva da un padrone nobile; dall'eversione in poi dipendeva invece da molteplici rapporti con plurimi padroni che vivevano more nobilium. Fu concorrente coi vicini per quei piccoli segni di favore dei padroni che assicuravano un'esistenza un po' meno disagiata. Si cercava di distinguersi dai vicini nell'essere piu affidabili di loro: la cresciuta preoccupazione per l'onore fra i contadini fu un modo materiale di differenziarsi e di stabilire la propria affidabilta; sopratutto un'affidabilita maggiore rispetto a quella del prossimo. La societa borghese e mercantile porta con se una gara fra i vicini per l'accesso aile risorse. La distribuzione si fa non nei termini dello stato sociale degli individui e non ancora con riguardo aile qualifiche professionali, ma nei termini della affidabilita. L'onore, il giudizio sommario sulle qualita morali delle persone e delle famiglie fu uno dei tanti mezzi di differenziazione; avea piu importanza dove professione, istruzione, ricchezza non aiutavano a distinguere le persone tra loro.

Il contadino divenne cliente: per attingere risorse sufficienti a soddisfare i suoi bisogni dovette trovarsi uno o piu padroni con cui giocare la fiducia reciproca. Voglio dire che, essendosi frantumato il potere concentrato di Chiesa e baroni, i nuovi borghesi lottarono per il dominio nell'economia rurale: i viventi more nobilium, mirando a un'egemonia quasi feudale, cercarono seguaci e sostenitori e se li assicurarono con favori e vantaggi. E, finalmente, il contadino divenne 'dotatore' e guardiano-carceriere delle donne: la trasmissione di proprieta tra le generazioni si concentro sui matrimoni, non piu tanto sulla morte.

Il motivo per rievocare quell'omaggio a Manlio Rossi-Doria e questo: volli suggerire per primo che la civilta contadina fu in alcuni aspetti particolari (figure agricole miste, clientelismo rurale, gara per l'onore, segregazione delle donne) una risposta assai razionale al liberalismo, un aggiustamento piu ttosto intelligente ed intelligibile aile nuove incertezze conseguenti al grande movimento di embourgeoisement europeo dell 'Ottocento: fu, in breve, di origine recente. E poi, a mio avviso, fu gia in scioglimento negli anni '60 del secolo scorso. L'accesso ai mercati nuovi europei creo un rapporto tra risorse locali e popolazione che fu piu o meno in equilibria; e percio creo pure la possibilita di ricavare un reddito migliore, capace di adeguarsi ai bisogni di una diminuita popolazione rurale.

Se ho ragione che nel dire che questa civilta duro non piu di centocinquant'anni, bisogna ammettere che fu vita breve, riguardo all'aspettativa che si attribuisce aile civilizzazioni. Ed e, in questo senso, un altro esempio dell'incomprensione tra governanti e governati. Prendiamo un testo assai tipico del Titone, un amministratore-studioso che scrisse nel 1961 che i contadini non rispondevano aile nuove opportunita--riforma politica, agraria; sviluppo fondiario--perche erano posseduti da difetti di carattere arcaico, anzi geologico "depositati in una graduate stratificazione di costumi, mode, morale, abitudini di cui potrebbe essersi perduta perfino la memoria, e che pero, senza che ce ne accorgiamo, operano ancora". Per i funzionari di allora l'immobilita dei meridionali fu un datum di fondo, che spiegava i fallimenti dei Joro interventi.

La colpa, se colpa ci fu, risiedeva nelle caratteristiche arcaiche dei meridionali, e non nella inadeguatezza dei piani, o nel calcolo sbagliato dei bisogni dei contadini. La possibilita che i meridionali fossero invece razionali, attivi nelle scelte, che avessero ragione a sospettare dei propositi riformatori degli uomini di stato con gli schemi a mezza-cottura, non fu presa in considerazione. E, infatti, se si guardano gli sforzi agricoli e mercantili degli assegnatari nel Metapontino, si nota appunto che questi hanno potuto avvalersi delle opportuniti di modificare e aggiornare la Riforma. Nei tempi Junghi, venti, trent'anni dopo, e successo q uello che i funzionari di all ora non immaginarono: c'e voluto il contributo di razionalita e di buon senso degli ex-contadini della Basilicata. La modernizzazione e avvenuta pero con i loro tempi, nelle forme decise dagli assegnatari, e non coi ritmi o secondo i progetti degli esperti. Nel frattempo, i funzionari si davano a lamentare i difetti arcaici e geologici, l'immobilita sismica dei contadini. La civilta contadina fu un alibi peri funzionari che non immaginarono la razionalita dei soggetti su cui cadevano gli interventi governativi.

Voglio suggerire che questa astoricita e mancata comprensione della razionalita altrui e caratteristica dei rapporti tra governanti e governati. I funzionari sono sicuri di fare bene, vogliono migliorare la condizione dei I oro popoli, ma si trovano sempre ostacolati da un'intransigenza secolare. Ed e ovvio che se i benevoli portatori della modernizzazione sono avversati dai beneficiari, non si puo spiegare l'etfetto, se non invocando la mancata modernita e la mancata razionalita da parte degli oppositori. Cosi il Prefetto di De Filippo attribuisce arretratezza e morosita ai cittadini del suo circondario (De Filippo, 1964).

Un terzo aspetto di questi rapporti e la concretezza dei mondi sospesi nell'incomprensione. Siamo disponibili a concepire governi e uno Stato, che funzionano a un livello piu alto di paesini, villaggi, frazioni dove abitano i cittadini soggetti. E, in un certo senso, abbiamo ragione: il Presidente di una repubblica deve prendere in conto i bisogni di tutti i villaggi, deve sorvegliare tutti, e non solo gli interessi degli abitanti di questa o quella frazione. Egli sorveglia, ed e percio sovrapposto.

Ma lui non e fuori dai rapporti sociali normali; anche lui e coinvolto in un mondo sociale, con le proprie esigenze, categorie, consuetudini. Un Consiglio di Stato, diciamo, e una specie di villaggio. Nel 1869, quando il governo a Firenze faceva grandi sforzi per stabilizzarsi come governo nazionale, il ministro degli interni a tutti i Prefetti d'Italia mando a chiedere notizie sulla dissidenza politica: il Partito d' Azione--cosa fa nel suo circondario? E i Repubblicani? Prega descrivere le attivita dei Mazziniani. Quanti andarono aRoma perle esequie dell 'ex-Regina di Napoli, a condolersi coi Borboni? Queste domande avranno avuto qualche pertinenza a Genova o a Milano; anche a Firenze. Ma, leggendo le risposte del sotto-Prefetto di Matera, si sente che i posti piu popolati da sovversivi gli provocavano quasi invidia nei confronti dei colleghi. Finalmente, nell 'ottobre 1869, una domanda sulle attivita dei massoni gli fece perdere il controllo. In pratica, disse che a Matera mancava qualsiasi attivita politica: pochissimi leggevano i giornali; e, sebbene venisse eletto il deputato De Boni, le popolazioni avevano una mentalita apatica e diffidente. Anche se non fosse stato cosi, non c'era ragione di preoccuparsi, perche il circondario e privo di persone con la capacita di guadagnarsi influenza o sostegno popolare. II sotto-Prefetto non ha potu to scoprire se c'erano massoni, ne se nutrivano progetti di colpo di stato. Cio nonostante, si sentiva obbligato a rallegrarsi perche, se ce ne fossero stati, non avrebbero trovato terreno fertile la dove regnava una noiosa monotonia su ogni aspetto della politica.

Possiamo a questa distanza piangere con il giovane funzionario, al primo gradino della carriera, lasciato in Lucania con niente da presentare ai superiori. Ma era in gran parte vittima delle proprie categorie e del sistema savoiardo di concepire le cose. Massoni forse nonce n'erano; carbonari, invece si. Nitti (e poi i resoconti, le autobiografie e confessioni dei patrioti-banditi) c'informa sui banditi di fede borbonica che in quegli anni facevano guerriglia nel Materano e trovavano sostegno nei contadini che li nascondevano e non li denunciavano (Nitti, 20 15). Questi pero non si trovano nella casella " Politica" della prefettura, ma in quella dedicata all'"Ordine Pubblico": agli occhi governativi sono banditi, non partigiani, e percio non rientravano nel compito del servizio politico.

Le lettere dal gabinetto del sotto-Prefetto di Matera sono piene d'intelligenza politica. Negli anni Settanta, ad esempio, fece collegare gli statuti delle varie Mutue, societa di soccorso reciproco, che turbarono le autorita per l'odore di socialismo. Nel '73 scrisse a Potenza che nel suo circondario di una cinquantina di paesi ci furono esattamente quattro uomini rilevanti, ostili al governo: due repubblicani, un radicale e uno aderente alla societa genovese per l'emancipazione, forse un internazionalista. Questa miopia fu a un tempo sintomo e causa dell'incomprensione tra governanti e governati: il sotto-Prefetto ebbe concetti precisi che identificarono la sua azione politica. I contadini, anche i borghesi di Pi sticci e di Garaguso, facessero pure una politica di clientelismo, di resistenza, soprusi e inganni, ma essa non doveva raggiungere la soglia di percezione dei funzionari.

Bisogna dire pero che la politica statale ogni tanto entrava nella vita Iucana con l'intervento dei funzionari stessi. Nel 1882 l'Onorevole Correale fu eletto deputato per il Collegia di Matera, con una maggioranza rispettabile di 3000 voti. Egli fu subito chiamato al Governo da Ministro peri lavori pubblici e, secondo le norme di allora, dovette farsi rieleggere. Perle autorita fu l'occasione per dimostrare il pieno sostegno del Collegia al figlio nativo. Gli evidenti sforzi del sotto-Prefetto per presentare ai superiori un voto plebiscitario si conservano nell'Archivio di Stato di Potenza. In particolare, il Ministro decreto che nei mesi precedenti le votazioni gli ingegnieri facessero nella contrada materana tutte le perizie necessarie per determinare il tracciato dell'estensione ferroviaria. I voti di Matera erano assicurati, bisognava poi pacificare gli elettori di Tricarico e Stigliano, che perderebbero la ferrovia se essa passasse da Matera. E infatti, il Cavaliere Michele Gattini de Stigliano fu persuaso ad abbandonare la sua opposizione. E cosi via: in ogni paese, da Pomarico ad Accettura, da Bernalda a Montepeloso, s'informo delle intenzioni dei votanti e organizzo il ritorno di soldati, di funzionari in missione; incoraggio gli oppositori ad astenersi, magari andando a visitare la fiera di Potenza che si teneva il giorno delle urne. E infatti, quasi tutti i 1500 votanti sostennero Correale: un plebiscita del 50% dell'elettorato.

I governi hanno i propri motivi, che risultano negli sconvolgimenti dei paesi piccoli e remoti, che non condividono affatto le premure burocratiche: anzi, esattamente uguale alla miopia dei funzionari , ci fu un'incomprensione paesana dei movimenti statali. Non si puo immaginare che ne pensarono i benestanti elettori del circondario, condotti in branco alle urne dello stato democratico e benevolo.

Voglio dire, insomma, che e utile concepire i funzionari dello Stato non come una razza a parte, ma come un altro villaggio, con le proprie esigenze e premure, con moti propri e rapporti stabiliti e da stabilirsi. Non fu, e se ho ragione, non e un strumento della volonta popolare, ma piu ttosto un mondo a se, con strutture, clientelismi, parentele, abitudini e costumi specifici.

Carlo Levi fu senz'altro un uomo con simpatie e ideologie molto diverse da quelle dei funzionari del 1860 e piu distanti ancora dagli alibi dei pianificatori degli anni Sessanta del secolo scorso. Egli aveva motivi diretti per odiare e sbeffeggiare i funzionari di allora, che furono per davvero quelli che Io mandarono al confino e sfruttarono i contadini pure loro confinati nella Basilicata (Levi, 1945).

Io, da antropologo, sono sempre convinto che non ho capito pienamente quello che descrivo. E ne dubito sempre che altri, anche quelli piu generosi e piu coinvolti di quanto non sono io, hanno capito le realta della Basilicata. In questo senso il Prefetto dell' Arte della Commedia rimane sempre da modello. Egli e sconvolto perche l'inganno e l'ironia sono prodotti specifici delle societa contadine; sono quello che ci si aspetta dalle popolazioni soggette. Per lui pero il problema e sapere se gli inganni sono indigeni, roba genuina per cosi dire, o se sono invece roba sofisticata apposta per lui da una compagnia di ambulanti.

Noialtri non abbiamo questo problema. Ma dobbiamo tutti--medici-pittori socialisti, antropologi, funzionari, critici e storici letterari--dobbiamo tutti chiederci qual e la verita, qual e la rappresentazione della realta che i lucani costruiscono per divertirsi a nostre spese e per difendersi dalle nostre intrusioni.

Bibliografia

De Filippo E (1964) L'arte della commedia. Torino: Einaudi.

Herzfeld M (1985) The Poetics of Manhood: Contest and Identity in a Cretan Mountain Village. Princeton, NJ: Princeton UP.

Levi C (1945) Cristo si e fermato e Eboli. Torino: Einaudi.

Nitti FS (2015) Eroi e Briganti. Venosa, Italy: Osanna Edizioni.

Scott J (1985) Weapons of the Weak: Everyday Forms of Peasant Resistance. New Haven, CT: Yale UP.

John Davis All Souls College, Regno Unito

Autore corrispondente:

John Davis, All Souls College, Oxford, OXI 4AL, UK.

Email: Jd_jd@mac.com
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Title Annotation:Figure e prospettive ripetibili; anthropological look at the relationship between Italian government and peasants; text in Italian
Author:Davis, John
Publication:Forum Italicum
Article Type:Critical essay
Geographic Code:4EUIT
Date:Aug 1, 2016
Words:2970
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