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Efficacy of rehabilitation treatment and prevention of low back pain related to manual handling of patients. A literature review/Efficacia del trattamento riabilitativo e della prevenzione nella lombalgia correlata alla movimentazione dei pazienti: revisione narrativa.

INTRODUZIONE

Storia naturale ed epidemiologia della lombalgia

La lombalgia e una patologia estremamente diffusa, che colpisce circa il 60-80% degli adulti nell'arco della loro vita. Si ritiene che sia la principale causa di inabilita ed assenza dal lavoro, con importanti ripercussioni economiche e sociali per l'individuo, l'industria e la societa. Fino a dieci anni fa, la lombalgia era prevalentemente diffusa nei paesi industrializzati, tuttavia da allora un crescente quantitativo di ricerca ha dimostrato che la lombalgia e divenuta un problema diffuso anche per i paesi in via di sviluppo (1,2,3).

La lombalgia e una condizione clinica che si presenta in modo estremamente variabile nel tempo, puo durare pochi giorni o persistere per molti anni. Secondo la recente revisione sistematica di Hoy et al.(2), la prevalenza ad un anno di persone che hanno sperimentato un primo episodio di lombalgia varia dal 6,3% al 15,4%, mentre la prevalenza ad un anno di persone che hanno avvertito un episodio di lombalgia (sia per la prima volta sia ricorrente) varia dal 1,5% al 36%.

Stanton et al. (4,5), nei due studi del 2009 e 2010, hanno rilevato che gli episodi di remissione ad un anno oscillano dal 54% al 90%, mentre le recidive ad un anno vanno dal 24% al 80%. Inoltre precedenti episodi di lombalgia sembrano essere predittivi per l'instaurarsi di ricorrenza entro un periodo di 12 mesi.

Rilevanti per la lombalgia sono i fattori di rischio ad essa associati. Molti autori, negli anni, hanno individuato diversi fattori che possono influenzare sia l'insorgenza di lombalgia, sia la sua evoluzione temporale. Alcuni di questi fattori sono modificabili, altri invece no.

Tra i fattori di rischio costituzionali troviamo l'eta, il sesso, il peso corporeo e l'ereditarieta.

L'eta e uno dei fattori di rischio piu comuni per la lombalgia. Alcuni studi hanno individuato che l'incidenza e piu alta nella terza decade e la prevalenza aumenta con l'eta fino ai 60 o 65 anni, per poi diminuire gradualmente. La lombalgia inoltre si e dimostrata un problema molto comune anche negli adolescenti (2).

Mentre per Waddell (6) la maggior parte degli studi non ha trovato significative difFerenze di genere nella prevalenza di lombalgia, dalla revisione sistematica di Hoy et al.(2) si evince che le donne hanno una prevalenza piu elevata di lombalgia.

Questa difFerenza tra uomini e donne forse deriva da una maggior percentuale, da parte delle donne, di assenze dal lavoro e richieste di visite mediche e cure riabilitative per tale disturbo.

Il peso corporeo e considerato un fattore di rischio debole. L'obesita, intesa come indice di massa corporea (BMI) maggiore di 30, si ritiene essere associata con un aumento dell'incidenza di lombalgia in percentuale maggiore nelle donne che negli uomini(1).

Diversi studi considerati dalla revisione sistematica di Hoy et al. (2) hanno infine concluso che l'ereditarieta gioca un ruolo importante, soprattutto nei riguardi della degenerazione discale.

Ulteriori fattori di rischio riguardano la sfera psico-sociale. Tra essi troviamo lo stress, l'ansia, la depressione, alcune tipologie di atteggiamento nei riguardi del dolore lombare ed il livello di istruzione.

L'evidenza mostra che i fattori psicosociali sono significativamente associati con la transizione dalla lombalgia acuta a quella cronica (1,2,6).

Come precedentemente accennato, un basso livello di istruzione ha dimostrato di essere associato ad un aumento della prevalenza di lombalgia. La classe sociale e quindi, con ogni probabilita, il fattore predittivo piu valido di lombalgia. Cio e correlabile, almeno in parte, allo svolgimento di lavoro manuale pesante, specialmente negli uomini ed in parte ai disagi sociali, sia negli uomini che nelle donne (2,6). Infine anche i fattori psicosociali correlabili al posto di lavoro come un lavoro insoddisfacente, compiti monotoni, rapporti di lavoro poveri, mancanza di supporto sociale nei luoghi di lavoro, risultano correlati ad un aumento della prevalenza di lombalgia (1,2).

Un'altra significativa categoria di fattori di rischio per lombalgia e quella relativa alla tipologia di occupazione. La postura seduta o eretta protratta, soprattutto se associata a flessione del tronco, la movimentazione manuale dei carichi particolarmente in flessione e rotazione, e le vibrazioni sono ritenuti fattori di rischio occupazionali (1).

Secondo Waddell (6) il lavoro manuale pesante e considerato un fattore che puo condurre ad un numero di episodi di lombalgia a breve termine lievemente superiore rispetto ad altri impieghi lavorativi. Questo efFetto tuttavia sembra essere fortemente condizionato dalle influenze psicosociali, riguardanti il lavoratore e l'ambiente lavorativo, in relazione alla manifestazione della sintomatologia, alle richieste di indennizzo, alle assenze dal lavoro ed alla comparsa di dolore cronico associato ad invalidita.

Tra i lavoratori considerati ad alto rischio occupazionale per l'insorgenza di lombalgia vengono messi in risalto gli addetti al magazzino ed il personale sanitario ospedaliero. Studi scientifici degli ultimi anni hanno rilevato una prevalenza di lombalgia del 39% nei lavoratori manuali, mentre tra il personale sanitario gli infermieri sono risultati avere il piu alto tasso di lombalgia, con una prevalenza annuale del 40-50% ed una prevalenza nell'arco della vita che varia dal 35% all'80% (2,7,8,9).

La movimentazione manuale dei carichi La movimentazione manuale dei carichi viene definita come qualsiasi attivita che richiede il sollevare, deporre, spingere, tirare, trasportare, spostare, tenere o trattenere una persona od un oggetto. Se queste attivita non vengono eseguite in modo corretto possono comportare rischi di patologia da sovraccarico biomeccanico, in particolare al rachide dorsolombare. La ricerca evidenzia un legame significativo tra le lesioni muscolo scheletriche e la movimentazione manuale dei carichi (10).

La movimentazione manuale dei carichi espone quindi il lavoratore ad un rischio, che deve essere valutato per il corretto svolgimento dei compiti assegnati, nel rispetto dell'incolumita dello stesso.

Il Decreto Legislativo 81/08 introduce ed amplia diversi aspetti rilevanti per la movimentazione manuale dei carichi. Vengono introdotti infatti: la definizione di patologie da sovraccarico biomeccanico, consentendo una piu approfondita analisi dei caratteri cinematici (analisi del movimento) e cinetici (studio delle forze) delle attivita; l'obbligo per il datore di lavoro a fornire formazione, informazione ed addestramento adeguato ai lavoratori; il riferimento alle norme tecniche della serie ISO 11228; indicazioni per la valutazione del rischio e la sorveglianza sanitaria(11). L'obbligo per il datore di lavoro di fornire, oltre alla formazione e all'informazione, "l'addestramento adeguato in particolare alle corrette manovre e procedure da adottare nella movimentazione manuale dei carichi" risulta importante, in quanto l'esecuzione corretta o meno di tali procedure influenza in modo rilevante il rischio di sovraccarico biomeccanico (11).

Secondo gli studi di Dundar et al. (7), Landry et. Al (12) e Kara han et al. (13) una movimentazione manuale dei carichi scorretta o l'utilizzo di posture non adeguate contribuiscono al manifestarsi di lombalgia. Il trasferimento di pazienti ed il sollevamento dei carichi pesanti, non solo durante l'attivita lavorativa ma anche durante i lavori domestici, sono stati riportati come fattori significativi associati alla lombalgia. Per tali autori l'introduzione di interventi preventivi incentrati sull'addestramento al mantenimento di adeguate posture ed alla corretta movimentazione manuale, oltre ad un accesso diretto alla riabilitazione, potrebbero se non risolvere, almeno attenuare i disagi determinati dalla lombalgia o limitarne l'insorgenza.

I recenti studi di Clemes et al. (10) e Roffey et al. (14) hanno dimostrato invece una limitata efficacia di tali attivita di addestramento del personale ospedaliero svolte nell'ambito della formazione accademica e professionale. L'introduzione del riferimento alla norma tecnica della serie ISO standard 11228 stabilisce "l'assoluta necessita", ad eccezione delle condizioni di emergenza, di procedere ad una valutazione relativa a ciascun paziente tenendo conto degli aspetti ergonomici, anche in riferimento all'ambiente di lavoro. Vengono inoltre stabiliti l'opportunita di definire un protocollo di movimentazione che fornisca agli operatori sanitari chiare indicazioni sulle modalita con cui effettuare sollevamenti e trasferimenti e il libero accesso da parte degli operatori a tali protocolli informativi. La valutazione dei singoli pazienti, la definizione dei protocolli e l'addestramento continuo risultano importanti, in quanto un basso livello di tecnica e sicurezza nell'esecuzione delle manovre risulta associato ad un aumento del rischio di infortuni sul lavoro (11,15). La valutazione del rischio e la sorveglianza sanitaria, basata sul modello psicosociale, per la prevenzione delle patologie correlate alla movimentazione manuale dei pazienti devono essere misurate in termini di efficacia e di identificazione dei principali segnalatori di rischio: tipologia di attivita, caratteristiche ambientali, caratteristiche dei pazienti, disponibilita e usabilita degli ausili, caratteristiche dell'organizzazione del lavoro (10,11).

Ilpersonale sanitario a rischio

Tra le varie professioni sanitarie, gli infermieri svolgono un tipo di lavoro in cui la movimentazione manuale dei carichi e all'ordine del giorno e vengono quindi esposti maggiormente all'insorgenza di lombalgia correlata al lavoro. Nello specifico, la movimentazione dei pazienti e stata identificata come una delle principali cause di infortuni e di disordini muscolo-scheletrici tra gli infermieri (7,15). Si stima infatti che gli infermieri manifestino il piu alto tasso di prevalenza di lombalgia (in confronto al resto del personale sanitario), con una percentuale che si aggira intorno al 50% nell'arco di un anno e dal 35% fino all'80% in tutta la vita (7,10,12,15). Nonostante l'eziologia dei disturbi dorso-lombari negli infermieri risulti multifattoriale, comprendendo fattori fisici, psicosociali ed individuali, diversi studi hanno individuato che proprio la gestione dei pazienti contribuisce a provocare lombalgia nel 73-89% degli infermieri (13).

Le attivita principalmente svolte dal personale sanitario infermieristico, identificate come ad alto rischio nello studio di Ogg et al. (16), sono le seguenti: trasferimento dei pazienti e rifacimento dei letti, riposizionamento dei pazienti su letti o carrozzine, sollevamento dei pazienti, attivita statiche in stazione eretta per lunghi periodi di tempo, sollevamento e trasporto di rifornimento ed attrezzature, spingere/tirare carrozzine o sollevatori meccanici. Tra i fattori di rischio fisici derivanti dalla movimentazione manuale dei pazienti troviamo la massa del paziente, l'asimmetria del carico, la ripetizione monotona e la postura assunta dall'operatore durante tali manovre. Inoltre, si stima che il 58% degli infermieri trascorra piu di quattro ore in stazione eretta durante la giornata lavorativa. Tale quantitativo di ore e risultato significativamente associato con il manifestarsi della lombalgia (17,18,19). I recenti studi di Hodder et al. (18) ed Holmes et al. (19) hanno suggerito che solo il 40% dei disturbi sono causati dal sollevamento / trasferimento dei pazienti e possono essere prevenuti attraverso l'utilizzo di sollevatori meccanici. Il restante 60% dei disordini muscolo scheletrici sembra essere causato da altri compiti svolti dall'infermiere durante la sua giornata lavorativa, come ad esempio riposizionare i pazienti allettati, portare a passeggio i pazienti, svolgere pulizie od attivita di cura ed igiene dei pazienti non autonomi 0 parzialmente autonomi. Questi risultati indicano quindi che tali operazioni non devono essere trascurate come fattori di rischio lavorativo perche aumentano la possibilita di insorgenza di lombalgia a causa dello stress di carico a cui e soggetta la colonna vertebrale durante lo svolgimento di tali attivita, che occupano la maggior parte del tempo lavorativo di un infermiere.

L'utilizzo di sollevatori meccanici sembra aiutare a ridurre il carico della colonna lombare, tuttavia secondo Karahan et al. (13), un utilizzo scorretto degli ausili meccanici e associato a comparsa di lombalgia. In tale studio e stata analizzata la postura sia lavorativa sia durante attivita di vita quotidiana, arrivando alla conclusione che alcuni degli infermieri che soffrivano o avevano sofferto di lombalgia non usavano i sollevatori meccanici e non effettuavano correttamente le tecniche di sollevamento nella percentuale del 57,1%. Da qui la necessita, secondo gli autori, di fornire un addestramento adeguato al personale sanitario.

1 dispositivi di sollevamento e trasferimento, se utilizzati correttamente, possono quindi contribuire alla riduzione dei disturbi muscolo-scheletrici. Tuttavia l'effettivo utilizzo di tali dispositivi tra gli infermieri appare piuttosto limitato, anche a causa della mancanza di disponibilita delle attrezzature e di tempo suficiente. Lo scarso supporto sul posto di lavoro oltre all'elevato carico di lavoro mentale, l'assegnazione di compiti monotoni, lo stress e la mancanza di sostegno sociale da parte di superiori e colleghi sono risultati significativamente associati e vengono considerati fattori di rischio psicosociali significativi per la genesi di lombalgia. Un clima ed un ambiente lavorativo adeguato ed organizzato paiono quindi fattori chiave per la sicurezza lavorativa degli infermieri (12,13,15). Solo una revisione sistematica di Roffey et al. (14) che include studi di Clemes et al. (10) e Landry et al. (12) giunge invece alla conclusione che, anche se la maggior parte degli studi riportano una associazione tra manifestazione di lombalgia e movimentazione / assistenza dei pazienti, tuttavia nessuno ha realmente dimostrato una significativa associazione. Tali risultati, secondo gli stessi autori, possono essere stati determinati dalla qualita degli studi considerati dalla revisione e dalla variabilita di tali studi, che comprendono la movimentazione manuale dei carichi non solo nel settore sanitario, ma anche in quello industriale. Dato che la prevalenza di lombalgia nel personale sanitario appare un fattore rilevante, soprattutto negli infermieri a causa della tipologia del lavoro svolto associato alla movimentazione manuale di carichi e pazienti, in questa revisione narrativa della letteratura si e voluto indagare quali strategie terapeutiche e di prevenzione si sono dimostrate piu efficaci per il trattamento della lombalgia correlata alla movimentazione manuale dei carichi nel personale sanitario.

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MATERIALI E METODI

Per la revisione della letteratura e stata condotta una ricerca nelle Banche Dati elettroniche DARE, Pubmed, Pedro, Scopus e Web of Science nel periodo compreso tra aprile e agosto 2011.

Le parole chiave utilizzate sono state: low back pain, moving and lifting patient, epidemiology, risk factor, primary prevention, rehabilitation.

La ricerca e stata limitata agli ultimi undici anni (dal 2000 al luglio 2011 compreso), alla lingua inglese ed italiana. Criteri di inclusione: popolazione di studio comprendente personale sanitario, full text disponibile, lavori riguardanti gli ausili alla riabilitazione (supporti lombari), il trattamento riabilitativo in generale e la prevenzione, comprensiva di formazione ed addestramento.

Criteri di esclusione: popolazione di studio non comprendente personale sanitario, lavori su chirurgia o valutazione biomeccanica della zona lombare, compresi gli studi di simulazione, lavori su disfunzioni correlate al carico inerenti altre zone del corpo o zone non chiaramente specificate. Per i risultati di ogni ricerca su Database elettronico, 1 revisore (E.S.) ha analizzato titolo ed abstract secondo i limiti ed i criteri di inclusione/esclusione descritti. Lo stesso revisore ha in seguito analizzato la bibliografia degli studi risultati, risalendo ad altri articoli. Ulteriori studi inerenti l'epidemiologia e le malattie occupazionali erano stati ottenuti tramite precedenti ricerche e quindi erano gia in possesso dell'autore (Figura 1 e 2).

Attraverso la raccolta e l'elaborazione dei dati ottenuti e stata condotta un'analisi della letteratura, per approfondire le informazioni riguardanti il trattamento della lombalgia correlata alla movimentazione manuale dei carichi nel personale sanitario. In particolare, si e cercato di capire quali possano essere i trattamenti piu efficaci e gli accorgimenti che puo adottare un operatore sanitario in eta lavorativa, al fine di impedire o limitare la comparsa della lombalgia.

[FIGURA 2 OMITTED]

RISULTATI

Sono stati selezionati 14 articoli (Figura 2) che trattano di approcci riabilitativi per la lombalgia nel personale sanitario addetto alla movimentazione manuale dei pazienti. Questi studi hanno preso in considerazione diverse tipologie di trattamento, tra cui misure preventive e programmi educazionali, supporti lombari, trattamenti riabilitativi generici ed interventi multimodali (Tabella 1).

Obiettivi terapeutici

La riabilitazione della persona con lombalgia si presenta come un processo multifattoriale e dinamico che mira alla riduzione del dolore, al recupero della funzionalita ed alla prevenzione di nuovi episodi. L'attivita rieducativa deve essere focalizzata sul soggetto, ponendo particolare attenzione alle sue caratteristiche psico-morfo-strutturali ed alla sua attivita professionale.

Diversi autori (1,6) hanno identificato questi principali obiettivi e contenuti dell'intervento:

--un'esaustiva raccolta anamnestica ed una valutazione accurata per un approccio il piu possibile mirato al soggetto, fornendo accurate informazioni e consigli pratici su come mantenere le normali attivita giornaliere e ritornare al lavoro il prima possibile;

--un trattamento attivo fin da uno stadio precoce, che comprendera il trattamento del dolore e dell'infiammazione, riducendo il tempo di riposo a letto e la dipendenza dai farmaci;

--l'insegnamento di una corretta ergonomia nella vita quotidiana e lavorativa per migliorare la distribuzione dei carichi e la postura del soggetto;

--il recupero della funzione ed in particolare della motilita, della forza e della resistenza;

--la prevenzione della comparsa di recidive andando a ripristinare i corretti automatismi statico-dinamici; l'eliminazione dei fattori di rischio costituzionali, psico-sociali ed occupazionali.

Trattamento, prevenzione ed educazione Ricerche scientifiche dell'ultimo decennio hanno focalizzato la propria attenzione sugli approcci riabilitativi e preventivi per ridurre la comparsa di lombalgia nel personale sanitario addetto alla movimentazione dei pazienti, in particolare negli infermieri.

Questi studi hanno valutato diverse tipologie di trattamento, tra cui:

--l'educazione e la formazione del personale sanitario, con particolare attenzione alla postura e all'ergonomia durante l'esecuzione delle manovre;

--i programmi di esercizi fisici generali e specifici a scopo riabilitativo e di prevenzione primaria e secondaria;

--l'utilizzo di cinture o supporti lombari e gli interventi multidisciplinari.

Gli interventi educativi basati sulla formazione e l'addestramento del personale sanitario sono stati valutati da diversi studi.

Tra questi sono stati presi in considerazione due studi controllati randomizzati (20,21) e sei revisioni sistemati che (10,22,23,24,25,30)

Nessuno degli autori sopra citati ha riscontrato una riduzio ne della comparsa di lombalgia negli infermieri sottoposti a tale tipologia di intervento.

Vi e quindi forte evidenza che la formazione e l'addestramento da soli non sono efficaci nel ridurre le lesioni determinate dalla movimentazione manuale dei pazienti. Karahan et al. (17) e Landry et al. (12) hanno riportato inoltre una limitata efficacia dei programmi preventivi basati sull'educazione e sull'addestramento all'impiego degli ausili meccanici.

Secondo gli autori, tali risultati sono determinati anche dal non corretto utilizzo dei sollevatori meccanici, nonostante la formazione ricevuta, e dalla mancanza di disponibilita degli ausili all'interno dell'ambiente lavorativo. Esistono solo limitate evidenze a sostegno dell'utilizzo dell'esercizio fisico per prevenire episodi di lombalgia nel personale sanitario.

Anche se alcuni studi hanno riportato un effetto positivo dell'esercizio fisico sulla riduzione dell'insorgenza o sulla percezione del dolore lombare, il loro effetto non sempre era statisticamente significativo (25).

Inoltre questi risultati erano influenzati anche dalla scarsa qualita metodologica degli studi, dai risultati talvolta contrastanti e dalla combinazione di diverse tipologie di esercizio, che non permetteva un adeguato confronto, come esercizi per il recupero della forza e resistenza dei muscoli paravertebrali e addominali, esercizi di stretching, allenamento cardiovascolare e programmi volti ad aumentare l'attivita fisica in generale (26,27).

L'efficacia delle cinture o supporti lombari rimane attualmente poco chiara.

Recenti revisioni (22,25,27) hanno concluso che non esiste alcuna prova sull'effettiva efficacia di tali ausili nella prevenzione della lombalgia.

Tuttavia, secondo Roelofs et al. (28), i supporti lombari potrebbero essere utili nei lavoratori con una storia di lombalgia e quindi per una prevenzione secondaria. Gli stessi autori concludono pero che i loro risultati potrebbero essere fortemente limitati, a causa della scarsa qualita metodologica dello studio.

La tendenza attuale rimane percio quella di combinare diversi approcci riabilitativi, preventivi ed educazionali in un unico programma.

Tale scelta viene motivata dalla presenza di numerosi fattori di rischio correlabili all'insorgenza di disordini muscolo scheletrici.

Le strategie di intervento multidisciplinare includono:

--la valutazione e l'eliminazione, quando possibile, dei fattori di rischio;

--l'istruzione e la formazione sulla corretta esecuzione delle tecniche di movimentazione manuale dei pazienti o l'utilizzo di dispositivi meccanici;

--la valutazione e la riprogettazione dell'ambiente lavorativo e dell'organizzazione delle attivita;

--gli interventi cognitivo-comportamentali per incentivare il ritorno al lavoro ed all'attivita fisica precoce;

--i programmi di intervento riabilitativo e preventivo, allo scopo di recuperare o mantenere una forma fisica idonea attraverso gli esercizi fisici di stretching per la flessibilita, il potenziamento paravertebrale ed addominale e il recupero dei corretti automatismi statico-dinamici,

--la correzione e l'educazione posturale;

--l'allenamento cardiovascolare.

Autori come Waddell et al. (27) e Warming et al. (29) hanno riscontrato una limitata evidenza degli interventi multidisciplinari in termini di piu rapido recupero funzionale e diminuzione del dolore associato ad un precoce ritorno al lavoro ed un minor numero di recidive. Tuttavia, secondo gli autori, e difficile fare confronti a causa della varieta degli esercizi proposti dai diversi studi. Black et al. (20) e Clemes et al. (10) hanno valutato interventi multidisciplinari composti da approcci basati sulla formazione ed educazione abbinati all'esercizio fisico. Bell et al. (26) e Bos et al. (30) hanno incentrato invece la propria attenzione sulla formazione e l'educazione, combinata con interventi cognitivo-comportamentali e di correzione posturale.

Tali autori concordano sull'efficacia degli interventi multidisciplinari.

In particolare, Bos et al. (30) associano la diminuzione dei sintomi muscolo-scheletrici all'aumento di un utilizzo corretto dei sollevatori meccanici.

Una moderata efficacia di interventi multidisciplinari che comprendono formazione ed istruzione sulla corretta movimentazione manuale dei carichi associati allo svolgimento di esercizio fisico, viene invece riportata dalle due revisioni sistematiche di Dawson et al. (22) e Koppelaar et al. (24). Secondo gli autori vi e una moderata evidenza dell'efficacia di interventi multidisciplinari nella prevenzione primaria per gli infermieri, intesa come diminuzione della frequenza e dell'intensita degli episodi di lombalgia.

DISCUSSIONE E CONCLUSION!

La lombalgia viene descritta come una delle principali condizioni patologiche che si manifestano all'interno della popolazione lavorativa.

Nonostante l'eziologia multifattoriale, attivita fisiche e lavorative pesanti sembrano contribuire all'insorgenza della lombalgia (2,7,8,9). Ricerche scientifiche degli ultimi decenni hanno individuato che tra le categorie professionali a forte rischio, quella degli infermieri ha la piu alta prevalenza di lombalgia.

L'attivita lavorativa degli infermieri e fisicamente molto impegnativa.

Tra i fattori che favoriscono l'insorgenza di lombalgia si possono citare la postura lavorativa, lo svolgimento di attivita come la movimentazione manuale e l'assistenza quotidiana ai pazienti, fattori psicosociali come la soddisfazione verso l'attivita e l'ambiente lavorativo (7,13,15,16). I fattori psicosociali svolgono un ruolo molto importante nella manifestazione e nella cronicita degli episodi di lombalgia.

Secondo autori come Bell et al. (26) e Waddell et al. (27) tali fattori hanno una moderata influenza sull'intero processo riabilitativo e sulla presentazione di nuove ricadute. Recenti studi hanno cercato di identificare quali interventi riabilitativi e preventivi fossero piu efficaci per il trattamento della lombalgia nel personale sanitario. Sono state prese in considerazione diverse tipologie di trattamento, tra cui l'educazione in relazione all'ergonomia ed alla formazione del personale sulla corretta esecuzione delle manovre, esercizi fisici generali e riabilitativi specifici, l'utilizzo di cinture o supporti lombari e gli interventi multidisciplinari.

Dalla valutazione di questi dati emergono forti evidenze circa la non efficacia della formazione e addestramento o dell'utilizzo di supporti lombari per ridurre l'incidenza di lombalgia nel personale sanitario addetto alla movimentazione manuale dei pazienti (10,20,21,22,23,24,25,27,28,30). Esistono invece limitate evidenze sull'efficacia di programmi di esercizi fisici specifici o generali per la prevenzione primaria delle lombalgie (25).

Diverse revisioni sistematiche concludono tuttavia che i risultati sono limitati, a causa della scarsa qualita metodologica degli studi e della differente tipologia di esercizi proposti nei diversi studi (26,27).

Attualmente si puo quindi concludere che gli interventi multidisciplinari sono risultati piu efficaci di qualsiasi altro intervento considerato singolarmente (10,20,22,24,26,27,29,30). Gli interventi multidisciplinari combinano infatti diversi approcci in un unico programma e quindi possiedono le caratteristiche per trattare le diverse cause che determinano o influenzano l'insorgenza di lombalgia nel personale sanitario. Anche se gli studi considerati fanno riferimento in particolare agli infermieri, i loro risultati possono essere utili per una riflessione sulle analoghe problematiche manifestate dal personale che si occupa di fisioterapia e riabilitazione.

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(30.) Bos EH, Krol B, Van Der Star A, Groothoff JW. The effect of occupational interventions on reduction of musculoskeletal symptoms in the nursing profession. Ergonomics 2006;49(7):706-723

Elisa Salvagno*, Carla Vanti **

* Dott.ssa in Fisioterapia (Verona) ** Dott. Mag. Fisioterapista OMT Libera Professionista Castenaso (Bologna)
Tabella 1. NRCT: Nonrandomized Controlled Trials,
RCT: Randomized Controlled Trials, SR: Systematic Review

 ARGOMENTO

AUTORI ANNO TIPOLOGIA STUDIO SUPPORTI LOMBARI

HARTVIGSEN 2005 Prospective study
ET AL. (21)

KARAHAN 2008 Cross-sectional
ET AL. (17) survey study

LANDRY 2008 Cross-sectional
ET AL. (12) survey study

BLACK 2011 Nrct
ET AL. (20)

ROELOFS 2007 Rct Efficace
ET AL. (28)

WARMING 2008 Rct
ET AL. (29)

BELL ET 2009 Sr
AL. (26)

BOS ET 2006 Sr
AL. (30)

CLEMES ET 2010 Sr
AL. (10)

DAWSON ET 2007 Sr Non efficace
AL. (22)

HIGNETT ET 2003 Sr
AL. (23)

Koppelaar 2009 Sr
et al. (24)

Van poppel 2004 Sr Non efficace
et al. (25)

Waddel 2000 Sr Non efficace
et al. (27)

 ARGOMENTO

 MISURE TRATTAMENTO
 PREVENTIVE-PROGRAMMI RIABILITATIVO INTERVENTI
AUTORI EDUCAZIONALI GENERICO MULDISCIPLINARI

HARTVIGSEN Non efficace
ET AL. (21)

KARAHAN Efficacia limitata
ET AL. (17)

LANDRY Efficacia limitata
ET AL. (12)

BLACK Non efficace Efficace
ET AL. (20)

ROELOFS
ET AL. (28)

WARMING Efficacia
ET AL. (29) limitata

BELL ET Efficacia Efficace
AL. (26) limitata

BOS ET Non efficace Efficace
AL. (30)

CLEMES ET Non efficace Efficace
AL. (10)

DAWSON ET Non efficace Efficace
AL. (22)

HIGNETT ET Non efficace
AL. (23)

Koppelaar Non efficace Efficace
et al. (24)

Van poppel Non efficace Efficacia
et al. (25) limitata

Waddel Efficacia Efficacia
et al. (27) contraddittoria contraddittoria
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Title Annotation:ARTICOLO ORIGINALE
Author:Salvagno, Elisa; Vanti, Carla
Publication:Scienza Riabilitativa
Date:Jul 1, 2012
Words:4913
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