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Divergenze in celluloide. Colore, migrazione e identita nei film gay di Ferzan Ozpetek.

Ryan Calabretta-Sajder, Divergenze in celluloide. Colore, migrazione e identita nei film gay di Ferzan Ozpetek, Mimesis Edizioni: Milano, Udine, 2016; 246 pp.: ISBN 9788857537313, [euro]24.00.

Nel volume Divergenze in celluloide. Colore, migrazione e identita nei film gay di Ferzan Ozpetek, Ryan Calabretta-Sajder offre un interessante studio di cinque film dell'ormai famoso e pluripremiato regista turco-italiano.

Le cinque opere di Ozpetek che l'autore analizza sono Bagno turco, Le fate ignoranti, La finestra di fronte, Saturno contro e Mine vaganti. L'analisi si basa sulla applicazione della teoria queer ma Calabretta-Sajder presta anche particolare attenzione all'esame del fenomeno della migrazione, in quanto considera il cinema di Ozpetek specialmente importante per la comunita queer e per quella dei migranti. E in questi due ambiti, quello queer e quello dei migranti, che, secondo lo studioso, il regista si dimostra creativo e originale nelle sue rappresentazioni, "capace di affrontare il presente e anche il passato, [e in grado di offrire, allo stesso tempo,] una nuova visione non soltanto del cinema italiano, ma anche dell'intera societa" (p. 9).

Nell'introduzione, Calabretta-Sajder, oltre a presentare il proprio testo, cita i non numerosi studi su Ozpetek che sono stati pubblicati. Posiziona poi la sua ricerca fra di essi, evidenziandone il carattere innovativo dovuto all'applicazione congiunta di teorie culturali e di teorie cinematografiche.

Nel primo capitolo, troviamo una breve storia del cinema queer, preceduta dalla spiegazione dell'uso dei termini queer, gay e lesbica. Il capitolo si chiude con una rapida presentazione della filmografia di Ozpetek.

Nel secondo, nel terzo e nel quarto capitolo l'autore analizza dettagliatamente i cinque film gay del regista turco-italiano. E importante notare pero come Calabretta-Sajder sottolinei varie volte il fatto che la sua applicazione della teoria queer all'esame delle cinque opere di Ozpetek non sia il solo metodo critico possibile. Lo studioso propone una lettura queer accompagnata e sostenuta anche da altri approcci critici e afferma che il tema queer, pur importante nel cinema di Ozpetek, rimane uno dei tanti argomenti trattati nei suoi film, cosi come lo e quello dei migranti.

Le sezioni in cui l'autore esamina in modo approfondito i cinque film sono dedicate rispettivamente allo sguardo (capitolo due), all'uso dei colori (capitolo tre) e alla rappresentazione e ai significati del cibo (capitolo quattro).

Il secondo capitolo inizia con alcune considerazioni sulla teoria dello sguardo che Calabretta-Sajder rielabora in chiave queer e che poi utilizza nella sua analisi delle cinque opere di Ozpetek esaminate nel volume. Per quanto riguarda Bagno turco, lo studioso propone un interessante parallelo fra la scoperta di se e della propria omosessualita e il divenire transnazionale e transculturale. E solo attraverso l'esperienza dell'incontro con un'altra cultura, quella turca, che il protagonista del film riesce a cambiare e a capire chi e. In La finestra di fronte, nuovamente assistiamo a un cambiamento, anche questo dovuto a un incontro, quello della protagonista con Davide. L'uomo ha perso molti anni prima Simone, il suo grande amore, e, con il racconto delle proprie esperienze, egli spinge Giovanna, il personaggio principale, a non accontentarsi e a volere di piu dalla vita. Anche in Le fate ignoranti il processo di acquisizione di una maggiore consapevolezza di se riguarda una donna e, anche in questo film, esso avviene attraverso la conoscenza di una realta diversa. Questa realta diversa e costituita dal mondo in cui vive l'amante del marito della protagonista, Michele, di cui la donna non ha mai saputo niente e di cui scopre l'esistenza solo dopo il decesso del consorte. In Saturno contro, abbiamo invece la rappresentazione di una coppia omosessuale felice, anche se la morte di uno dei due causera un grande dolore all'altro e ai loro amici. Il film pero mostra nuovi modi di costituzione della famiglia in Italia, cosi come accade in Mine vaganti, dove i due fratelli vogliono poter vivere la loro omosessualita alla luce del sole, senza piu nascondersi. Calabretta-Sajder, per mezzo della sua rielaborazione della teoria dello sguardo, esamina tutti questi aspetti presenti nei film.

Nel terzo capitolo, gli stessi film sono studiati attraverso l'analisi dell'utilizzo che il regista fa dei colori. La sezione inizia con una breve ma utile introduzione alla teoria dei colori. Seguono poi le applicazioni della teoria alle cinque opere del regista. Calabretta-Sajder individua una sorta di pattern nell'uso dei colori in questi film, ma anche una differenziazione nel loro significato dovuta ai diversi temi trattati e ai differenti tipi di relazioni che esistono fra i personaggi. Ad esempio, in Saturno contro, piu che indicare una trasformazione, come accade nelle altre quattro opere, i colori denotano un'atmosfera carica di emozioni. Inoltre, insieme ai colori, l'autore prende in considerazione i contrasti creati dal regista fra luce e buio, interno ed esterno, pubblico e privato.

Il quarto capitolo presenta, all'inizio, una breve storia dell'uso della cucina e del cibo nel cinema. Prima di passare all'analisi dettagliata di ognuno dei cinque film, Calabretta-Sajder scrive che tutte le opere di Ozpetek si prestano molto a essere studiate dal punto di vista dell'uso del cibo che in esse viene fatto. Nel suo studio l'autore si concentra pero su quello che cucina e cibo rappresentano nei cinque film analizzati in termini di gender, famiglia e divertimento, "tre elementi [che si connettono] armoniosamente tra loro [nelle cinque opere] della serie" (p. 185). In Bagno turco, il cibo e presentato soprattutto come culturalmente significativo. In La finestra di fronte, il rapporto fra Davide e Giovanna si esplica anche attraverso il cibo. Davide la nutre sia in modo letterale, fisico, che in modo metaforico. In Le fate ignoranti, la cucina diventa centrale, in quanto luogo di accettazione e inclusione, cosi come lo e in Saturno contro, dove la stanza in cui si prepara il cibo e uno spazio che unisce, uno spazio nel quale le persone possono festeggiare, ricordare e consolare. In Mine vaganti poi, "[i]l cibo e presente dappertutto [...]: fisicamente, letteralmente, economicamente, metaforicamente e [...] simbolicamente" (p. 208).

Il volume di Calabretta-Sajder si conclude con una postfazione, dove l'autore riprende e puntualizza alcuni dei temi che ha trattato nei capitoli precedenti, e con tre appendici dedicate rispettivamente ai riassunti dei cinque film esaminati, ai dati tecnici relativi alle opere di Ozpetek: titoli dei film, regia, sceneggiatura, cast ecc, e alla riproduzione del testo di una canzone citata precedentemente nel libro.

Divergenze in celluloide. Colore, migrazione e identita nei film gay di Ferzan Ozpetek e un lavoro interessante per vari motivi. Innanzitutto, si occupa di un regista che non ha ancora ricevuto molta attenzione da parte degli studiosi e che, a seguito della pubblicazione di questo volume, sara forse maggiormente preso in considerazione. Il testo di Calabretta-Sajder e poi ben organizzato e chiaro e le sue analisi si basano su approcci nuovi che sono tutti presentati e spiegati. Le introduzioni alle varie teorie che l'autore applica nel suo esame dei film sono particolarmente utili e rendono il libro accessibile anche ai quei lettori che non hanno molta familiarita con alcuni dei metodi critici proposti.

Si nota, purtroppo, la presenza nel testo di alcuni refusi che, pur non togliendo minimamente valore all'opera, potrebbero essere eliminati. Il volume risulta comunque di facile lettura, comprensibile, nonostante i typos, e, allo stesso tempo, stimolante e originale.

Recensione di: Emanuela Pecchioli, University at Buffalo, SUNY, USA
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Author:Pecchioli, Emanuela
Publication:Forum Italicum
Date:Nov 1, 2019
Words:1197
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