Printer Friendly

Decomposizione tipologica e lingua del testamento di Baldissar Caremo: 11 "Gennaro" 1660 (1) con allegate Avvertenza e Memoria (1627/1637?) ad esso relative.

INTRODUZIONE [PARTI: A, B, C]

Dell'Archivio storico Villa Cusani in Carate Brianza, Milano sono gia stati trascritti importanti documenti del Seicento che attestano, identificando in parte anche certe proprieta e territori prima non chiaramente delimitati, l'esistenza di due enti antichi nel "borgo" di Carate che sono sopravissuti fino al presente anche se in forme e con nomi parzialmente modificati, e cioe l'"Ospitale di Carate" (1623) ed il "Luogo Pio de' Poueri di Carate" (1660). I dati d'importanza maggiore sia contenutistica che linguistica sono contenuti nelle ultime volonta del Signor Carem-i (>-o) Questo testamento--di un abitante di Albiate ma possidente a Carate [e ancora registrato come livellario di proprieta nel 1780 secondo il Libro Mastro del Luogo Pio]--integra in certo senso il quadro informativo delle proprieta, oltre a costituire una documentazione importante del grado di correttezza dell'italiano effettivamente usato in quel tempo dal suo stilatore al servizio del testatore-proprietario (1).

La trascrizione del testo e le analisi conseguenti qui pubblicate ci permettono di godere uno sprazzo lessicale, sintattico e semantico di tutto interesse. Con un piccolo accorgimento di trascrizione la lettura mantenuta integrale viene facilitata creando una serie di capoversi che ne suddividono il contenuto nelle sue parti costituenti che si richiamano facilmente ai modelli preesistenti ma scritti in latino. In aggiunta, oltre a provvedere alla formulazione tipologicamente decomposta nelle sue formule e nei suoi termini legali, si presta come documentazione a dimostrazione della molteplice valenza che le sue singole parole ed espressioni vengono organizzate in indici distinti utili per studi sia comparativi che--e soprattutto direi--testuali, mirati all'analisi microcosmica del vero linguaggio parlato in ciascuna epoca studiata.

Contenuti e lingua vengono analizzati in quattro sezioni: esemplificazione della natura composta e valore intrinseco di tale documento che ripropone per le modalita di trattamento dei contenuti una tradizione se non secolare, certo non nuova (A.); analisi dell'espressione formale e uso molteplice delle formule nella loro progressione distintiva e organizzazione gerarchica implicanti una tipologia classificativa ben definibile (B.); elaborazione di una duplice scansione del testo (C.), inserendo prima le definizioni di tale classificazione (con sottotitoli integrativi), e ricorrendo ad un sistema logico di capoversi per suddistinguerne il contenuto e per facilitare la lettura del lungo testo e la comprensione della sua struttura espressiva (procedura semplice, applicabile ad altre fonti documentarie omogenee); ed infine, 4. esposizione succinta di certe caratteristiche lessicali e morfo-semantiche che contraddistinguono il testo evidenziandone gli usi effettivi e quindi il "grado" del suo tenore locale in rapporto a quello regionale definito o da definirsi.

A. COMPOSIZIONE, VALORE INTRINSECO, E CONTRIBUTI INDIRETTI DEL TESTO ALLA EVOLVENTE TOPONOMASTICA CARATESE

Il Testamento comprende due brevi documenti ad esso allegati come indicato nel sottotitolo, rispettivamente identificati come Memoria (2.) ed Avvertenza (1.) ad esso relative. Sono riportate qui di seguito integralmente in quanto comportano la "soluzione" di una disputa--non chiarificata nel testamento--circa la vigna denominata "Vignolo" e situata in Carate, che in fonti distinte, in base al documento notarile Ronchi, risulta a favore di Alessandro Caremi in quanto "acquirente" della vigna e non a favore di Felice Tavola erede del "fu <Bal/dassare> Caremi". Una questione complessa e coinvolgente delle aggiunte che secondo me sono di mano tarda e richiedono ulteriore ricerca probativa e qui sotto riportate per il semplice motivo di non escluderne alcuna parte a priori.

1. AVVERTENZA [NON DATATA, Settecentesca--doc. aggiuntivo n. 3] Si fa avvertenza che la/ricogniz[ion]e di cui si tratta/ nell'istr[oment]o rog[at]o Ronchi/non e a favore di Felice/ Tavola Erede del fu <Bal / dassare> Caremi, ma / bensi di Alessandro / Caremi corne aquirente/della vigna ec/

2. MEMORIA [doc. agg. n. 2--riporta lo str. di ricognizione livellaria]

Nel Libro Mastro del Luogo Pio di Carate del 1780. trovasi intestato corne segue=/ =Tavola M.R. Sig. Felice Erede del q.m Sig. Batoassare Caremi/=d'Albiate Livellario d'una vigna sit.a nel Territorio di Carate d.a=/ =il Vignolo di Pert ... 7.21. di ragione del V. Luogo Pio per cui paga=/ =d'annuo livello Segale St[ara] 2.2.2., Miglio St. 2.2.2., corne appare= / =da Istromento di ricognizione del g.no 20. Xbre 1637--rog.to dal Sig.=/=dionigi Ronco Notajo di Milano=

Il sudd.o Istromento rog. Ronco non esiste nell'archivio, non/essendosi ritrovato ad onta di tutte le diligenze usate nel ricercarlo/ [mano diversa] la sud.a data si e verificato essere sbagliata [terza mano] e il d.o Istr.o 11.7bre 1627. ed e in favore Alessandro Caremi ... della d.a Vigna. / All'I[ntendente] R[egio] Sig.... dall'Archivio ... giud. Notarile

In breve, si vede che il contributo di queste due brevi note aggiuntive consiste nel rivelarci l'esistenza, in periodi di tempo susseguenti, di una vertenza tra le parti ereditarie in esso citate. Peraltro, annotando subito che non ritengo "risolutivi" questi due brevissimi documenti aggiuntivi dato che non si conoscono precisamente i termini della disputa, sarebbe meglio indicarli come semplici annotazioni di una avvenuta ricerca di chiarificazione di un possibile diritto conclamato. Ambedue, questi Settecenteschi scritti, offrono una mera precisazione a favore di Alessandro Caremi "acquirente', e quindi a sfavore di Felice Tavola erede del "fu Baldassare Caremi". In aggiunta la Memoria ne precisa la 'storia' riferendo come lo "istr[oment]o Ronchi", riportato nel Libro Mastro del Luogo Pio de Poueri di Carate, 1780, fu ad un certo punto ritenuto inesistente a causa della data errata nel Mastro: non risaliva al dicembre 1637 ma al settembre 1627.

In ogni caso, la sopra riferita "ricognizione" contribuisce dati utili alla eventuale identificazione--e possibile risoluzione di un'altra vertenza coinvolgente terreni distinti corrispondenti all'unica, ed equivoca, denominazione "Vignolo". Ci si ritrova a dover identificare quale sia l'ubicazione precisa del terreno dato in livello al "quodam Batoassare ... livellario d'una vigna" e che risulta invece essere di dimensioni diverse e denominata "Vigna Fontanelle" in maniera consistente nelle "Misure dei Beni" dello stesso Ente sopra riferito relative agli anni 1763, 1780, 1781, e 1786 da me consultate. In base a quanto appena accennato, il problema sta, per un primo aspetto, nelle dimensioni diverse del possedimento indicate nell'"Istromento di ricognitione" del 1637, secondo il quale un terreno denominato "Vignolo" di ragione del Luogo Pio di Carate misura 7,21 pertiche e per il quale Caremi paga "d'annuo livello Segale stara 2.2.2. e Miglio 2.2.2."; e, ulteriormente, si ripropone nella distinzione effettiva riportata tra una "terra Vugna", situata in localita detta "La Vignola" (presumibilmente adiacente alla "Valle" [l'odiemo Vale']), ed una possessione costituita dall'unione di due terreni ("uniti insieme')-uno dei quali a vigneto--localizzati "dove si dice li Vignoli'.

Poiche nell'odiema toponomastica Caratese il "Vignolo" corrisponde ad un settore sviluppato negli anni cinquanta insieme alla zona del Viale Brianza, contenuto tra Albiate e Seregno--zona corrispondente a quella sopra identificata de "li Vignoli"--il lettore sarebbe portato ad un'erronea identificazione del "campo Vignolo" con questa moderna zona mentre, in realta, si tratta di un altro "campo a vigna" la cui identica denominazione (Vignolo) non sopravvisse trovandosi nella zona Fontanelle/San Rocco--corrispondente all'odiema zona San Bemardo con via Fontanelle--e che definisce tuttora un'area specifica verso il centro di Carate, vicino al Viale Garibaldi sopra il cimitero nuovo e tra Albiate e Verano, e non verso Seregno.

La certezza di questa identificazione, per quanto assai elusiva e di non facile acquisizione, fu da me raggiunta solo grazie all'appena sopra citato riferimento all'annuo "livello" ed al fatto inaccettabile che tale problema comportasse un'assurda risoluzione che implicava la "scomparsa topografica" di un terreno. Le "Misure dei Beni" sopra riferite, pur non risolvendo il rebus di per se, mi spinsero a consultare un'ennesima "Misura dei Beni" dello stesso ente, ma datata 11 Novembre 1660, in cui sono registrati quattordici campi e una casa, oltre alle rispettive "coerenze" (da intendersi qui come nominativi dei proprietari confinanti), ed inclusiva di un elenco di quattro livelli perpetui del detto Luogo Pio (con misurazioni effettuate dal rilevatore Ambrogio Colla). Solo in chiusura di tale rapporto tecnico di misurazione agraria (nella sezione "Li livelli de grani') si legge:</p> <pre> Sig. Baldassar Careno (sic) di Albiate deve per un Livello perpetuo ogni anno Cinque Stara, et un quartaro di Mistura meta Segale et meta Miglio.... Come da due Instrom.ti di ricognit.e descritti in Libro C f.82. uno del di 11. 7mbre 1637. Rog.to da Dionig.i Ronco, et altro del 20. Xm.re del med.mo anno, et Rogato dal Sod.o Mis.e Andrea Orguero deue un Livello perpetuo di St 1. mistura meta Segale, et meta miglio fondato sopra la sua vigna vicino a S. Rocco di pert. 5.3--, Come per Instrom.to rogato dal Sig.r Giacinto Colla 7. 9mbre 1673--fatta La ricognit.e da Cesare Confalonieri su esso a sodetti. </pre> <p>Ed in contropagina, nel caso non soddisfacesse la certezza di tutti, ecco la precisazione--per me risolutiva--"sopra la sua vigna vicino a S. Rocco", si trovano quattro righe di ulteriore conferma: "Il Controscritto Livello Lo deve il Sig.r Tavola d'Albiate, come sucesso/re beni del Sig.r Baldassare Caremo. Il contros.tto Livello hora Lo deue La Scuola del SS.mo Rosario di Carate, qual Si ritruova al godimento della d.ta vigna".

B. EVIDENZIAMENTO FORMULARISTICO AI FINI DI UNA TIPOLOGIA CLASSIFICATIVA

Al di la degli eventuali contributi identificatori relativi a soggetti o parti del territorio e, naturalmente, dei suoi contenuti specifici, il diretto interesse in questa sede riguarda lo stato linguisticamente ibrido delle espressioni testuali ivi contenute e, particolarmente, dell'abbondanza di formule e frasi fatte--presumibilmente del testatore stesso che le detta dal suo letto al notaio/scrivano--che rivelano una lingua assai limitata a confronto di altri testi notarili epocali e consimilmente redatti per ragioni amministrative. Le caratteristiche lessicali e morfosemantiche specifiche sono rilevate in calce al testo.

Tralasciando tutte le mini-formulazioni che occorrono all'intemo di frase di tipo incidentale come "il che non credo"; "che per tempora in futuro sara"; "dico, protesto, et ordino"; "come ho nominato e nomino"; "item lascio ... e ho lasciato", che risultano tipologicamente meno primarie alla conduzione del discorso, si sono suddistinte dodici categorie che costituiscono--rispettando l'ordine espositivo del testo--la qui sotto riportata classificazione integrale ma resa tipograficamente a stampa interstiziale (cioe inserendo ciascuna categoria a modo di capitoletto nella trascrizione del testo, senza interromperne la narrazione):

1. Formule iniziali o d'apertura (ma in latino);

2. Formule causali o circostanziali: sono consequenziali per natura e quindi altresi "distinguibili in volitivo-concessive e/o specificamente deliberative (otto) [esprimono essenzialmente le ragioni influenti che hanno favorito la decisione di fare testamento specificando le varie volonta"];

3. Formule invocativo-restitutive (due);

4. Formule giuridico-dichiarative (tre) [che non fu fatto altro testamento in precedenza; espressione di eventuale revoca ed annullamento nel caso se ne trovassero; e, l'enunciazione che sia questo l'ultimo e unico a prevalere];

5. Formule impositive-1 (a vantaggio personale: corpo, tomba, chiesa);

6. Formule giuridico-distributive collaterali (quattro);

7. Formule impositivo(-2)-obbligative (set-te: la quinta con ben sette commi o suddistinzioni; la sesta con due commi; e la settima con quattro);

8. Formule istitutive (dieci e tutte terminanti con l'iterazione perche cosi e la mia volonta; di solito sono composte: relative all'erede universale ed eventuali successori);

9. Formule designativo-deputative (cinque; riguardano gli esecutori testamentari [la quinta provvede la lista dei beni suddistinguendone otto (semplici o composti), le ultime due concernenti "il Vignolo"]);

10. Formule preconclusive o creditizie (sette distinti debitori: il primo ha nei suoi confronti ben 12 debiti): si tratta di una sommativa di tutti i crediti a lui dovuti inclusi--per ultimo--anche quelli della madre! Il filo della narrativa risulta a questo punto confuso anche da varie citazioni di atti e precedenti legali che, apportati a titolo di documentazione dei vantati crediti, interrompono di fatto la linearita dell'elenco originale. Un testo come questo relativo al 1660 diventa anche fonte documentaria indiretta di eventi anteriori: uno degli atti riportati reca la data del 1632. Uimportanza di tan evidenze non put) essere tralasciata nella produzione di banchi dati a consultazione elettronica e richiedono una propria e separata lemmatizzazione incrociata distinguibile da un testo originale. Le Formule di questi atti "interni" sono qui incluse nel raggruppamento successivo [n.11] che di fatto interrompono il filo logico [n.10] che deve necessariamente essere poi ripreso e catalogato come 10a.

10a. Formule creditizie (seguito del n. 10, con nove clausole) e Disposizioni finali (due).

11. Formule determinativo-attestative (relative ad atti incorporati citati a testimonianza dei vanti creditizi).

12. Formule sottoscrittive dei firmatari (in lafino).

C. DECOMPOSIZIONE TESTUALE

NOTA PRELIMINARE: Tenendo presente che il rispetto del testo originale ne ha conformato in modo sistematico la trascrizione al punto di non integrare l'inconsistente punteggiatura ed accentatura, si ritiene utile puntualizzare l'uso dei seguenti simboli:

1. [] integrazioni di lettere mancanti o di tipo esplicativo (al minimo indispensabile).

2. < > segno integrativo; delimitazioni indicanti presenza impropria di varie agglutinazioni (articolo e sostantivo, ecc.; casi come "donze" per "di oncie", sono esplicitati nella sezione linguistica (D.). In maggioranza contengono le due parti di vocaboli spezzati a fine rigo. Non si raggruppano le voci che pur essendo spezzate sono contraddistinte dai segni--, o =, ricorrenti nell'originale.

3. ..... interruzione testuale; non mai intervento correttivo

4.--tratto testuale; non cosfituisce segno arbitrario

5. corsivo: contraddistingue 1. le parti in latino; 2. titoli di atti legali (incorporati o solo citati); 3. i vocaboli "dialettali" e/o non conformi alla moderna forma italiana.

6. / / segno integrativo; racchiudono espressioni parentefiche prive di interpunzione nel testo originale.

7. ##### integrazione; indicatore di terminazione di pagina nell'origihale; in pochi casi coinvolgono anche la separazione di singola voce, come per es., <su ##### bito>, da leggersi anche come occorrenza di fine pagina.

8. indentature (ridotte): a parte le poche originali indicanti inizio di paragrafo, non sono segni stilistici ma integrativi, intesi a segnalare la secondarieta testuale (di documento nel documento) e graficamente distintivi, nella scansione del testo, dei capoversi creati in base alle variazioni dei contenuti di un medesimo paragrafo.

PARTE PRIMA.

TESTO ED IDENTIFICAZIONE FORMULARIA [1-11; 10a; 12]

[Testamento-documento n.1] 1660, 11 Gennaro

1. FORMULE INIZIALI O D'APERTURA

Sicut infra habetur in Instr.is Ins.o per me Notarium <infrascrip tum> rogatum--

Al nome di Dio l'anno della sua Nativita mille, e seicento <sessa nta> Inditione decima terza un giorno di Domenica undici del Mese di Gennaro--

2. FORMULE CAUSALI O CIRCONSTANZIALI: CONSEQUENZIALI, VOLITIVOCONCESSIVE, DELIBERATIVE

Essendo la morte, e la vita nella mano di Nostro Signore Gesu Cristo, e sij meglio vivere con paura di morte, che con speranza di lungamente vivere giungere ad un <impro visa>, e subitanea morte, percio nel nome di Dio

Io Baldissar Caveno figlio del q.m Sig.r Alessandro qual abito nel luoco di Albiate Pieve di Agliate di qua dal Lambro Ducato di Milano sono per Dio gratia

di mente, vista, ed intelletto, et ancora constituito in buona memoria, e benche sij infermo di corpo per causa della gotta, non volendo morire senza farr <tes tamento>, accio fra li Posteri, et heredi miei non nasca qualche discordia, che percio ho deliberato fare, e <stipu lare> questo presente Testamento senza scritto, qual voglio, che vaglia per ragione di Testamento senza scritto, e se per quella ragione non valesser

voglio, che vaglia per ragione de Codicilli, e se per quella ragione non valesser

voglio che vaglia per ragione de legati, e se per quella ragione non valesser voglio che vaglia per ragione di donazione, la quale ho fatto, e facio a te

Notaro infrascritto persona pubblica, che stipula a nome delli infrascritti heredi, e legatarij miei, ed in ogni modo

voglio che vaglia per quella via, modo, e forma che piu si possa dire.

3. FORMULE INVOCATIVO-RESTITUTIVE

E primeramente ho raccomandato, e raccomando, e <raccoman dai> l'Anima mia all'Onnipotente, e Altissimo Creatore, et alla Beatissima sempre Vergine Maria, e tutta la corte Celeste, accio habbino misericordia di me, e dell'anima mia, e massime nell'ora della mia morte Item lascio, che se si ritrovasse, che nella mia persona fosse pervenuto qualche cosa Meritamente / il che non credo / <su ##### bito> sij restituito a quelli sara di ragione perche cosi.

4. FORMULE GIURIDICO-DICHIARATIVE

Item dico, e protesto a petitione di te Notaro infrascritto <persona> pubblica, che stippula come sopra, che io non ho mai fatto altro

Testamento, codicillo ne altra <ul tima> volonta, che io mi ricordo, e se si ritrovasse / il che non credo / che io n'havessi fatto, subito li casso, revoco, e annullo, e voglio che siano di niun valore, e momento, ancorche in esso vi fosse qualche parole derogatorie a questo mio ultimo Testamento, per le quali fosse di necessita farne spezial mentione, qual farei se me ne ricordassi, perche voglio, che questo mio presente <Testa mento> sia l'ultimo, e che prevalga alli altri, perche cosi.

5. FORMULE IMPOSITIVE-1 (A VANTAGGIO PERSONALE)

Il mio corpo, quando sara fatto Cadavero, voglio che sij sepolto nella Parrocchia di S.to Giovanni Evangelista nel detto Luogo di Albiate con l'intervento de sei Sacerdoti con la cera d'onze sei per ciascuna, e parimente alla Tomba et alli altri, <donze> sei per ciascuna candela, nella qual Chiesa voglio, che subito dopo la mia morte sij celebrato il mio septimo da messe dodeci compresa la cantata perche cosi.

6. FORMULE GIURIDICO-DISTRIBUTIVE (COLLATERALI)

Item lascio e per ragione di Institutione, e di legato ho lasciato, e lascio alle SS.e Margarita Pressedia, e Rosana mie sorelle lire sei Imperiali per ciascuna di loro d'essergli date per una volta tanto subito dopo la mia morte, e questo per tutto quello, che esse possono pretendere, et havere sopra li miei beni, et heredita, e perche cosi Item lascio, e come sopra, a tutti li miei Parenti, e Nepoti et in <par ticolare> a Gio Batta Tauola figlio del q.m Gio Batt.a, e di Margarita Cavena mia sorella, et

a Gio' et Alessandro, et altro suo fratello de Tauola figlj del detto quondam <Gian ni>, e di detta Margarita, e ad Antonio Maria Mainero figlio del q.m Geronimo, e di Prassedia mia sorella quali hanno pretensione, e pretendono d'haverla sopra li miel beni, et heredita dieci soldi per ciascuno di loro d'essere presto p[er] tutto quello possono pretendere, et havere sopra li miei beni ##### et heredita, e perche cosi.

7. FORMULE IMPOSITIVO(-2)-OBBLIGATIVE

Item agravo l'infrascritto mio herede a fare che subito dopo la mia sij fabbricata nella Parrocchiale predetta d'Abbiate il Sepolcro, nel quale voglio, che sij sepolto il mio Cadavero, e voglio, che si servi delle pietre, che di presente si <tro vano> in casa mia disposte a tal effetto, e nel qual <se polcro> voglio ancora, che sijno poste l'ossa della Sig.a Anna Ribolda altre volte mia Moglie, e di Maddalena Cavena altre volte mia figliola perche cosi. Item agravo l'infrascritto mio herede a far fare un'altare in Casa mia, quando si portara il SS.mo Sacramento per la solennita del Corpus Domini nel luoco solito dove sempre si e fatto, e che li Cantari, che di gia mi trovo in Casa, voglio, che siano conservati a tal effetto, e che non s'abbino d'impedir ad alcuno perche cosi. Item agravo l'infrascritto mio herede a far celebrare subito dopo la mia morte due Messe quotidiane all'Altare della <Bea fissima> Vergine del Rosario ed otto nella Parrocchiale di Albiate in perpetuo, una de quali voglio, che sij celebrata dall'Infrascritto Rev.o S. Alessandro Benedetto Colla, e l'altra dal Sacerdote, che dovra elegersi dall'infras.to Gioanni Schenino mio Socero, voglio pero, che l'altro Sacerdote sij eletto dal detto Schenino con participatione, e consenso, e questo del Sig.r Conte Marcellino Ajroldi, e de' suoi figli, e queste due messe voglio, che siano <ce lebrate> in perpetuo in mercede dell'anima mia, e de miei deffunti concedendo ancora a d.o Reverendo Colla ampla facolta di potere soddisfare alla sua obbligazione, ancorche celebrasse altrove, purche celebri prima, e conforma la mia intentione rimettendomi <sem pre> alla sua conscienza, et in caso, che Stefano Re figlio legittimo del q.m Cesare, et della infrascritta mia Moglie si facesse Sacerdote, voglio che quell'altro <Sa cerdote>, che sara stato eletto dal detto Schenino con consenso come sopra, cessi di detta Celebrazione, e cedi il suo luogo a detto Steffano, qual voglio, che dopo il detto ##### Rev.do Colla sij hanteposto ad ogni altro, e voglio che per loro mercede, et elemosina per la celebratione suddetta li sij pagato da d.i et infrascritti miei usufruttuarj ed heredi sessanta Scudi per ciascuno di loro ogni anno da lire sei Imperiali per ciascuno Scudo, e questo oltre la manutentione, e perche li miei beni sono sottoposti et obbligati a venti Messe l'anno, et un Offitio, ossia annuale da morto da celebrare nella Parrocchiale pred.a di Albiate in perpetuo, voglio ancora, che detti Sacerdoti sijno obbligati soddisfare a detta obbligatione, e li concedo licenza di poter celebrare messe dieci per ciascun di loro ad estintione di dette venti messe, come parimente li concedo ampla facolta di poter celebrare, e pigliar l'elemosina p[er] messe sette per ciascun di loro ogni anno, qual <elemosi na> voglio, che la consegnino al Rev.do Curato d'Albiate sud.o presente, e che per tempora in futuro sara, accio celebri, e facci fare il suddetto Offitio, o sia Annuale come sopra, e per la celebratione di dette due messe <quoti diane>, che subito doppo la mia morte voglio, che sieno celebrate in perpetuo, obbligo tutti li infrascritti miei beni, che piu abassso si descriveranno, perche cosi e la mia buona volonta

Item dico, e protesto d'esser debitore d'Elisabetta Schenina mia Moglie della somma di lire mille Imperiali, come appare d'un Instromento sopra cio rogato dal Sig.r Francesco Suardo Notaro di Milano l'anno 1658 <pros simo> passato overo e percio dico, protesto, et ordino, che subito doppo la mia morte si vendino li mobili, che si <tro veranno> in Casa mia, salvo pero quelli, che voglio habbi da godere detta mia Moglie, e questi ad arbitrio delli <in frascritti> miei Esecutori, e del prezzo dei detti mobili voglio, che sij pagata d.a dote et altri debiti. Item ho lasciato, et lascio tanto per ragione di legato, quanto per ragione d'Institutione ad Elisabetta Schenina di presente mia moglie dilettissima l'usufrutto generale di tutti li miei beni immobili, e di piu l'usufrutto di ##### quella parte di mobili, che ad arbitrio delli Infrascritti miei Esequtori li sara assegnata, constituendola <padro na>, e come si suol dire Madona, e Massara tanto stando in abito vidovile, quanto maritandosi, purche viva honestamente con conditione pero, che non possi pretendere contro la mia heredita le cinquecento <li re> Imperiali, che io ho fatte alla di lei dote d'<augu mento>, e con obbligatione, che habbi da fare l'<inventa rio> generale di tutti li miei effetti perche cosi.

8. FORMULE ISTITUTIVE DELL'EREDE UNIVERSALE E SUCCESSORI EVENTUALI

In tutti li altri miei beni mobili, ed immobili, crediti, scritture, ragioni, e nomi di debitori, che ho, e che il giorno della mia morte mi troverb havere ho instituito, et <insti tuisco> mio erede universale nominandolo con la mia propria bocca, come ho nominato, e nomino Gioanni Schemino mio Suocero, con questo perb, che non possi <pre tendere> le cinquecento lire Imperiali, che Io ho fatto d'<augu mento> alla dote d'Elisabetta Schenina mia moglie, e sua figlia, e dopo la morte di detto Schenino ho <substi tuito>, e substituisco nominandolo con la mia propria bocca, come ho nominato, et nomino come sopra il suddetto Reverendo Prete Alessandro Colla mio amico, e confidente con le obbligationi sud.e, e non altrimenti, e dopo la morte di detto Rev.do Colla substituisco, e come sopra il suddetto Steffano Re' del q.m Cesare hora <mi nore> con le obbligationi suddette, e con questo, che si faci Sacerdote, e non altrimenti, perche non facendosi <Sacer dote> non m'intendo d'haverlo substituito per mio herede, e qual Steffano Re voglio, che possa ordinarsi Sacerdote / se occorrera il caso / sopra li miei beni, quali obbligo, e voglio, che siano sottoposti a tale ordinatione per quella <quart tita> et rendita solamente, che commandavano li sacri concilij alli quali mi rimetto.

Et in caso che detto mio herede, et altri substituiti come sopra cessino per tre mesi continui di fare celebrare dette due messe quotidiane li privo, e voglio, che restino private di detta mia eredita, e beni, et in tal caso substituisco ###### la Veneranda Scola del II.mo Sac.te del P.o Luogo d' Albiate, e per Lei li Priori e Scolari di quella, non l'istessa obbligatione, e non altrimenti.

E dopo la morte di detto Re, o di detto Rev.do Colla / in caso, che il detto che non si facesse Sacerdote / faccio ius patronato nel sud.o Gio' Schenino, e suoi figli, e discendenti maschi in infinito, ai quali concedo facolta amplissima di <no minare>, et elegere Sacerdoti, che celebrino dette Messe <quo tidiane> nel modo, che di sopra ho disposto, e non <altri menti>, e finita, che sara la linea, e descendenza di detto Schenino faccio ius patronato d'elegere, et nominare detto Sacerdote con le obbligationi suddette a Gioan Batta <Tauo= la> mio Nipote, e suoi figli, e descendenti maschi in infinito, e finita, che sara la linea, e descendenza di detto Tauola facio ius patronato di nominare, et elegere detto Sacerdote con le obbligationi sud.e al Rev.do Curato del medesimo luoco d'Albiate presente, e che per l'<avve nire> sara, e voglio, che detto Prete come fu substituito <he rede>, sia obbligato a far fare un altare decente da <ri porre> il Santissimo Sacramento quando <proccesional mente> si porta passando per Casa mia per la solennita suddetta del Corpus Domini, rimettendomi alla sua discretione circa la qualita d'esso, e voglio ancora, che detto Rev.do Prete tenghi distinta nota di tutto quello si cavera di detta mia heredita, e che sij tenuto far <restau rare> le Case, migliorare la conditione de' terreni, e se vi fosse entrata sufficiente per fare celebrare due messe quotidiane le farei celebrare, che cosi [seguono sette righe e mezza cancellate dovute apparentemente ad un'interruzione che, tra l'altro, causa non solo la ripresa di un punto fuori ordine, ma anche una scrittura piu spazieggiata.] ##### cosi saranno poi tre computata la sua perche cosi e la mia volonta.

9. FORMULE DESIGNATIVO-DEPUTATIVE

Di piu ho deputato, e deputo miei <Esecuto ri> testamentarj Carlo Ambrogio Colla, e il suddetto Reverendo Don Alessandro Benedetto suo fratello quali prego siccome in vita mi sono sempre stati amici fedeli, cosi ancora li prego ch'abbino cura, che le suddette, ed infrascritte cose per me disposte si adempiscano, e subito dopo la mia morte gli prego, che facino, che si facci inventario di tutto quello, che avro lasciato, e dopo la morte de' detti Colla deputo per miei Esecutori Testamentarj il suddetto Signor Conte Marcellino Ajraldi, e suoi figli con il Signor Alfonso Bellingero, e dopo la loro morte prego il Signor Curato di <Ab biate> suddetto presente, et che sara per l'avvenire, accio habbi cura, che le <sud dette> mie cose come sopra disposte si eseguiscano come spero. Quali beni, che voglio siano eternamente <sot toposti> alla celebratione di dette due Messe quotidiane, e come sopra sono questi cioe: Una Casa da Nobile con altre diverse case da pigionanti unite insieme poste nel detto Luoco di Albiate, quali consistono #### in diversi luochi in terra ch suoi superiori, corte grandi, ed altre sue <ra gioni>, e pertinenze, con giardino <mura to> de pertiche sette--Pert.e 7--incirca <conti guo> a detta Casa da Nobile, con pertiche dieciotto in circa--Pert.e 18--di terra parte a prato, e parte hanno ad esse casa con <giar= =dino> contiguo a quali case, et terreni Coerenza da tre parti Strada dall'<al tra> Giovanni Battista Motta in fronte, ed in parte Steffano Gatto, ed in parte Carlo Birag, ed in parte il Signor Conte Ajroldo, ed in parte li <Si gnori> Homodei. Item una pezza di terra Vigna posta come sopra dove si dice la Vigna de Moriggi de pertiche venticinque in circa Coherenza da una parte [la parte copiata e cancellata sopra riprendeva questo brano] il Signor Hieronimo Pallavicino, e dall'altra la Parrocchiale di detto luoco d'Albiate, dall'altra quelle de Ortensij, dall'altra i Signori Omodei, dall'altra il suddetto Signor <Testa tore> Item una pezza di terra campo situata <co me> sopra, e dove si dice come sopra al quale Coherenza da una parte detti <Ortensij>, dall'altra SS.i Omodei e dall'alt[r]o il ##### suddetto Testatore, di pertiche venti incirca Item una pezza di terra campo situata como sopra, e dove si dice come sopra, alla quale Coherenza da due parti li S.ri Homodei, dall'altra li Ortensij, dall'altra Strada, e dall'altra io sud.o Testatore de pertiche settantaquattro incirca Item una pezza di terra Vigna sit.a come sopra dove si dice la Vignola, alla quale Coherenza da una parte li S.ri <Ho modei>, dall'altra io sud.o Testatore, e dall'altra ... de pertiche quindici incirca Item una pezza di terra campo situata nel comune di Carate della detta Pieve, dove si dice alla Valle [Vale], alla quale Coherenza da una parte Strada, dall'altra li S.ri Homodei, dall'altra Carlo Gatto, dall'altra il S. Conte Ajroldo, dall'altra il Sig.r Cavaliere, e Nipoti Crivelli, dall'altra l'Abatia di Santa Maria di Carate de <per fiche> sedici incirca Item due pezzi di terra unite insieme, dove si dice li <Vigno li> parte a Vigna, e parte campo sit.o nel Territorio di Carate, a qual Coerenza in parte Gio' Batt.a Erba, ed in parte la Capella de Baggi di Carate, dall'altra <Stra da> d'una parte Gio Batta Prina, dall'altra Antonio Preda, e dall'altra quelli de Gatti, e dall'altra li eredi di Gioanni Recaliato di pertiche dodici incirca

Item una pezza di terra Vigna posta nel Commune di <Villa ripa> Pieve di Agliate oltre il Lambro Ducato di Milano, dove si dice il Campo Anselmo alla qual Coherenza d'una parte strada, dall'altra Polidoro Baretta, e dalle altre ... di pertiche quattordeci incirca

10. FORMULE CONCLUSIVO-CREDITIZIE

Salvo errore Item omnia jura che percio proibisco a detti miei eredi, et altri substituiti in perpetuo, che non possono in niun modo, ne sotto qualsivoglia pretesto vendere, cambiare, permutare ne alienare detti miei beni, ne parte d'essi sotto pena della nullita d'essi contratti, et della mia heredita perche la mia mente, et intentione fu et e, ##### che detti beni restano eternamente obbligati a dette due messe quotidiane, e di piu come sopra ho detto, e non altrimenti perche cosi. Item dico, e pretesto a petitione di te Notaro infrascritto

<persona> pubblica, che stippula a nome di qualsivoglia persona qualmente io resto Creditore, et ho l'infrascritti Crediti cioe

Prima mi deve Angelo Benedetto Carbone per <cau sa> di biancheria --?3.--.--.

E piu mi deve per causa di segale che si trovo doppo la morte del q.m mio zio--? .--.--.

E piu per la portione della semenza de Bigatti dati a Pietro Motta l'<an no> 1656--? 72.5.--.

E piu per tanta seta di mia parte che presso di se ha trattenuto--? 19.3.--.

E piu per il fitto della Casa da Milano fino a Sant Michele--? 9.--.--.

E piu per il terreno havuto di piu della misura dal Sig.r Marino Ribaldo ? 29.--.--.

E piu per spese cibarie fatte per lui mentre si menil'Ingegnere a partire li beni et esso non spese un soldo--? 9.10.--.

E piu per la portione della foglia de Moroni a me spettante d'esso Carbone goduta per anni due--? 12.--.--.

E piu per fitto d'un Campello d'esso goduto l'anno 1657. dove si dice il Campo Sonzione di pertiche quattro in mia parte--? 8.--.--.

E piu per li fitti delle ? 100. lasciati dal q.m mio zio per anni due per non haver fatto l'Inventario--? 10.--.--.

E piu per dinari che doveva porre al Banco di Sant Ambrogio di [cancellatura] prezzo di tanto peltro, e rame per lire duecento--? 10.--.--. ##### Somma retro?--[non riportata]

E piu per la portione della Casa di <Val le>, scorta, e mobili goduti da esso per? 1333. fatta dall'Ingegnere, e ratificata per istromento compreso ancora li <soce di> delle bestie, che si trovarono in detto tempo per l'anno come sopra per sua parte per la somma de--? 67.17.6

Item la portione a me spettante per la quota parte dell'heredita del q.m Sig.r Paolo Riboldo mio zio, come per <Tes tamento> rogato dal Sig.r Alfonso Belingeri per il credito contro il <Mon bello> per mia parte--? 150.--.--.

Item per li crediti, e pretensione de <par te> de' crediti lasciati dal d.o Sig.r <Ribol do> per interessi di bottega, de' quali non si e fatto Inventario --? .--.--

Item la mia contingente portione d'im <mos chetto> da letto, qual resto presso il Sig.r Mariano--? 2.--.--.

E sopra detti Crediti lire duecento in tanti mobili--. Item dico, e protesto come sopra, che nelle mie mani, e pervenuta una

Cartella del Banco di S.to <Am brosio>, qual costituisce la somma de? 50. qual s'aspettava al detto Carbone, ma perche esso non mi ha consegnato un confesso fatto da me a suo favore per tanta biancheria, ho lasciato di restituirli detta Cartella, che pero quando esso restituira detto confesso a miei heredi voglio, che subito li sij restituito detta Cartella perche cosi.

Item dico, e protesto come sopra, che molti anni sono lu mosso lite contro il Molto Rev.do Sig.r Melchiore Caveno mio fratello dalli Scolari di S. Rocho del Borgo di Seregno per causa d'una compra di un Campo fatta da nostro padre nel Comune di Lissone

##### et abenche mio padre havesse pagato cinquanta Scudi a buon conto di detto Campo, nulla di meno in tempo di sua morte l'accontento perdere li cinquanta <scu di>, e restituire il loro campo, come piu chiaramente <con sta> da scritture, quali si trovano presso il Procuratore Biancone dell'Arcivescovato di Milano e questo lo dico a scarico di mia coscienza, e non per altro

11. FORMULE TERMINATIVO-ATTESTATIVE [ATTI GIUR1DICI INCORPORATI]

Item resto creditore della q.m Sig.a Veronica Villa altre volte mia Madre della somma contenuta nella nota del tenore seguente 1660 a di 11. Gennaro Nota delli crediti, che io Baldassare Caveno ho contro l'heredita, heredi, et beni della q.m Sig.a Veronica Villa altre volte mia Madre, quale l'anno 1655. passo da questa a <mi glior> vita, et prima im Credito di danari sborsati a detta Sig.a Veronica Villa mia <Ma dre> della somma, come in esso [[A.]] scritto <chirogi> a facie appare fatto, e sottoscritto dalla detta Sig.a Veronica sotto l'anno 1632. 20 Giugno, qual e del tenore seguente 1632 a di 20 Giugno:

[[ATTI GIURIDICI PRECEDENTI INCORPORATI: A. e B.]] [[A.]]

Conciosiache alcuni mesi sono sia morto senza far Testamento il q.m Sig.r Alessandro Caveno, havendo lasciato doppo se il Molto Rev.do Sig.r Melchiore, e Sig.r Baldassar Fratelli suoi figli legittimi havuti dall'infras.ta Sig.a Veronica Villa altre volte sua moglie, et Madre d'essi, del quale si sij chiamato herede cum benefitio legis, et inventarij il detto Sig.r Melchiore solamente attesa la ripudiatione dell'heredita sua fatta per detto Sig.r Baldassare come per pubblici Istromenti ai quali Conciosia ancora che essa Sig.a Veronica fosse creditrice de' detta heredita per causa di sua dote, et altri suoi crediti della somma de lire dieciottomilla dico ? 18000. Imperiali, come per pubblici Instromenti, ai quali e per qual somma il detto Rev.do Sig.r Melchiore come erede ut supra gli habbi assegnato, e dato in pagamento alcuni beni mobili, et immobili posti nel Luogo, e <Ter ##### ritorio> di Albiate Pieve di Agliate, come per [[B.]] pubblico Instromento rogato dal Sig.r Agostino Tuano pubblico

Notaro, e Procuratore Collegiato di Milano il 19. Gennaro 1632. prossimo passato al quale

[[B.]]

E trovandosi essa Sig.a inhabile come donna si a mantenere la Casa, come a lavorare, e far lavorare, e coltivare detti beni, comprar bestie et altre cose necessarie per uso di se, della detta sua casa, et per coltivarli, e migliorarli come sopra si sij convenuto, e conviene con il detto Sig.r Baldissar suo figliolo, atteso, che il detto Sig.r Melchiore cio ha ricusato di fare, anzi li ha usato mali termini contro la riverenza materna come lei ha detto, et questo nel modo <infras critto>, cioe Che detto Sig.r Baldissar sij tenuto, et obbligato oltre li Scudi cinquecento settantasei dico--Scuti 576. d'oro--per lui in piu volte, et tempi da qui a dietro <date gli>, et spesi di sua commissione de suoi proprij danari ricevuti dal Sig.r Steffano Gadolino sopra la dote della Sig.ra Angela sua Moglie e sorella di detto Sig.r Gadolino, massimo anche in pagar carichi Comenali, e saldati, di socorerla ancora de altri scuti seicento secondo le occorrenze, et bisogni per mantenere la detta

sua Casa comprar bestie, et altre cose neccessarie et di piu far lavorare, et coltivare detti beni a lei dati in pagamento come sopra, senz'altro travaglio della medesima Sig.ra Veronica come cosi promette <obbligan dosi> lui, e suoi beni presenti, e futuri sotto <refet tione>

Et a contemplatione delle suddette cose, accio ancora esso Sig.r Baldessar possi liberamente soccorla ne suoi bisogni, et affaticarsi come sopra la detta Sig.a Veronica sij tenuta, et obbligata, come cosi promette et se obbliga lei, et suoi beni presenti, e futuri <ali mentarlo> lui, la moglie, et figlij, se ne havera, et in oltre doppo la sua morte lasciar a lui, et d.i suoi ##### figlioli tutti li suddetti beni a lei dati in <pagamen to>, come sopra, et ex nunc per allora ha <prommes so>, et promette obbligando etiam sub <ipo teca> di lasciarli al medesimo Sig.r Baldessar, overo alli detti suoi figlioli per pubblico Instromento, o <Tes tamento> d'esser rogato da pubblico Notaro di Milano, salvo pero come da basso, cioe

Che sij lecito alla detta Sig.ra Veronica far sopra detti suoi beni quel fideicommisso, et prohibitione, che a Lei <pa rera>, et piacera convenirsi, accio perpetuamente s'<ab bino> a conservare li detti beni in detti suoi figlioli, e successori de quali beni dopo la di lui morte n'habbino a restar padroni, et inoltre bisognandoli per l'avenire qualche altra somma de denari oltre li gia <sborsa tegli>, et promessi come sopra, si per comprar bestie, come altre cose per suo servitio, et d'essi beni, quando darceli,, che li sij lecito farlo senz'altra eccezione, ne contraditione di detto suo figliolo, anzi a tal <contrat to>, o obbligatione sij tenuto il medesimo Sig.r <Bal dessar> dargli il suo opportuno consenso non ostante la presente con ventione, et obbligatione, ne in altra forma o modo essa Sig.a Veronica possi persona vivente per qualsivoglia somma, o causa abenche minima, se prima non sborsera al detto suo figliolo li detti Scudi 576. dovutegli come sopra, et altri Scudi 600.di sopra <prom messi> di spender per lei, se si trovera sijno spesi, e pagati per lei, protestando esso di non haver mai sin hora fatta alcuna distrattione, <prom messa> ne obbligazione di sorte alcuna, meno di <ha ver> mai sottoscritto di sua mano alcun'altra <scrit tura>, fuori che certi bianchi di valersi in occasione di prorogationi d'Istanza, non gia mai ad altro ##### fine, et effetto, et quando se ne trovasse alcuna da lei sottoscritta, et compita per altra mano, ed altro fine ex nunc la dichiara nulla, ed invalida, et di niun momento, et anco la presente conventione <pro messa>, et obbligatione vaglia, et sortischi, il suo effetto, vogliono e dichiarano li detti Madre, et figliolo <contra henri>, che vagli, et habbi forza di pubblico e giurato Instrumento rogato da pubblico Notaro di Milano, con le clausole, renuntie, et solennita debite, patti, esequtioni, et giuramento d'haver rato, et fermo, e per fede ambidue si sono sottoscritti di loro propria mano alla presenza ancora dell'Infrascritto Agnato di detta Sig.ra Veronica, et altri Testimonj Sott. = Io Veroniva Villa Cavena affermo, et prommetto come sopra alla presenza di Giovanni Villa detto Vittore mio Agnato

Sott. = Io Baldissar Caveno affermo, et prometto come sopra si contiene, et in fede

Sott. = Io Carlo Guarischetti a nome, et commissione del detto Gioanni Villa detto Vittore Agnato di detta Sig.a Veronica, qual li da licenza di poter far il detto contratto, cosi da lui pregato, per non saper scrivere, come ha detto, et in sua presenza affermo come sopra, et fui anche presente per Testimonio

Sott.= Io sud.to Guarischetto a nome di Baldissar Recaliato, qual ancora Lui e presente per Testimonio per non saper lui scrivere come ha detto affermo in suo nome

Sott.= Io Carlo Ronchi fui presente per Testimonio [[FINE ATTI GIURIDICI INCORPORATI]]

10A. FORMULE CREDITIZIE [CONTINUAZIONE]

Item im Credito che io suddetto Caveno ho contro detta mia Madre, e come sopra per haver pagato la dote alla Sig.ra Prassedia Cavena Mainera, qual sud.a mia <Ma dre> s'era obbligata meco in solidum a pagarli lire quattromille trecento Imperiali di Capitale, oltre l'<in teresse> a ragione de 6.13.4. percento tutti da me <pa gati> come consta per instromento rogato dal Sig.r ##### Luca Spinelli, et Notaro Monti al quale

Item un'altro credito per haver redempti certi beni posti nel Territorio di Albiate dove si dice il Campo de <Morig gi> dal Sig.r Ferrante Giussano per la somma di lire mille Imperiali come ne consta per pubblico <In[s]tro mento>, al quale

Item un altro credito qual ho contro detto Heredita per causa della dote della q.m Sig.a Giulia Ronca altre volte mia Moglie, qual sud.a Sig.a Veronica meco si obbligo in solidum per la somma de lire quattromille trecento Imperiali, come ne appare di pubblico Instrumento rogato dal Sig.r Francesco Rodello Notaro di Milano l'anno 1634.--3 0ttobre al quale

Item un altro credito di lire tremille Imperiali che io sud.o ho contro detta heredita per causa della dote della q.m Sig.a Anna Ribolda altre volte mia Moglie, qual sud.a Sig.a Veronica meco si obbligo in solidum come ne consta di pubblico Instrum.to rogato dal Sig.r Luca <Asinel li>, e dal Sig.r Hieronimo Majneri Notaro di Milano l'anno 1643.

15. Settembre al quale

Item un'altro [sic] credito, che io ho contro detta heredita nella somma de lire quattromilla per causa della dote che detta Sig.a Veronica fece alla q.m Maddalena Cavena altre volte mia figliola come ne consta da Testamento di detta Sig.ra Veronica rogato dal Sig.r Carlo Ronco l'anno 1655 passato al quale

Item la legittima falcidia [?], e tre bellianica [?] qual voglio prima di tutti li altri crediti

Item im credito de lire trecento Imperiali, che io suddetto ho contro detta heredita per haverli spesi in far fare li funerali a detta Sig.a Veronica

Item un antro credito de lire quattrocento Imperiali che Io sud.o ho contro detta heredita per haverli pagati per carichi spettanti ai detti beni, e <la sciati> in debito da d.a Sig.a Veronica#####

Item un'altro credito di lire cento, che Io sud.o ho contro detta heredita per haverli fatto celebrare tante messe da lei lasciate per obbligationi, come da suo <Testa mento> appare, et dalli confessi di dette messe Item un credito de lire cinquanta, che io sud.o ho contro detta heredita per haverli spesi nel tempo della sua infermita quando morse pel Medico e speciale

Et sapendo io testatore l'obbligo, che avete voi Notaro di <re gistrare> li Testamenti all'Ufficio di SS.i Panigarolo, vi ho proibito, o proibisco il registrare il seguente mio Testamento al d.o Officio vivendo io, ed anche dopo la mia morte

Et delle predette cose ne prego te Alessandro Michele <Ferra rio> pubblico Notaro di Milano conoscente di me, et io di te, che ne facci pubblico Instrumento

12. FORMULE SOTTOSCRITTIVE DEI FIRMATARI ATTESTAZIONI LOCATIVE: 1. DELLA REDAZIONE E 2. DEI TESTIMONI

1. Actum in Camera Cubiculari domus habitationij dicti Domini Testatori sit. in dicto loco Albiati Plebis <Allia ti> citra Lambrum Ducatus Mediolani, <presenti bus> Antonio Peregallo filio q.m Beltrami habitanti in Burgo Carati dicte Plebis, et Jacopo de Agnesetis filio q.m Joannis habitanti in loco Pontis Sevesi Plebis Bruzani Ducatus Mediolani pronotarijs notis, et cognitoribus ad hoc specialiter vocatis atque <roga tis>

2. Testes [1.] Dionisius Nava filius q.m Baptiste [, 2.] Joseph Valtorta f.s Bapt.e, [3.] Carolus Recaliatus f.s q.m Jo: [4.] Angeli, [5.] Andreas, et [6.] Joannes Maria fratres de Pioltellis <figlij> q.m Ambrosij, omnes habitantes in dicto loco Albiati Plebis Aliati citra Lambrum Ducatus Medio= =lani noti, omnes, et cognitores dicti Domini Tes= =tatoris, ad hoc specialiter vocati, atque rogati Subscripti Cum signo Tabellionatus anteposito.

3. Ego <Alexan der> Michael Ferrarius filius q.m D.ni Hieronimi P.I.P.--Petri in Caminadella Mediolani publicus Impel.i, Apt.o, auctoritate Mediolani Notarius rogatus de predicto Instrum.to Testamenti illud denuo edidi ##### et attestor in abbreviatura adesse subscriptiones a statuto requisitas et pro fede subscripsi Concordat cum copia authentica existente in Archivio Plebani Alliati Capit.is Pleb. Mediolanensi D.i c.

4. a quo fuit per me Parochio Notarium Cancellarium subscriptium eretractum, et su quo fuit attente collationata mox eijdem Archivio per me <pa riter> infraascriptum restituita, et pro ride Sub.= Ego Presbiter Joseph Hieronymus Brenna Parochus Robiani Plebs Alliati Mediolanensi D.i c. habit in edibus <Parochia libus> dicti Loci Robiani pub.a appostolica auctoritate et Curie Archiepiscopalis Mediolani Notarius nec non dicte Plebis Cancellarius.

PARTE SECONDA. ANNOTAZIONI LINGUISTICHE [I, II, III, IV] LISTA TESTI INCORPORATI O CITATI NEL TESTAMENTO

Si tengano presenti i seguenti documenti "interni" che si ritrovano incorporati nel testo del 1660 ed i contenuti dei quali sono riportati alle voci dei singoli redattori, notai ecc.:

I. 1658--Instromento rogato dal Sig. Francesco Suardo Notaro di Milano;

II. ??--"Scritture" depositate presso il Procuratore Biancone dell'Arcivescovato di Milano.

III. 1660, a di' 11. Gennaro--Nota delli crediti che riporta i contenuti sottoscritti da V. Villa nel 1632, cf.IV.

IV. 1632, 20 Giugno--Scritto <chirogi>, contenente i debiti di V. Villa, da Lei sottoscritti in tale data.

V. 1632, 19 Gennaro--Instromento pubblico rogato da A. Tuano.

VI. 1634, 3 Ottobre--Pubblico Instromento rogato da F. Rodello.

VII. 1643, 15 Settembre--Pubblico Instrum.to rogato da L. Asinelli e dal notaio H. [G.] Majneri.

VIII. 1655, Testamento della Sig.a Veronica rogato da Carlo Ronco (Ronchi).

I. ONOMASTICA [1NCLUSIVA DI 'ENTI']

I.1 COGNOMI FEMMINILI MOBILI Cavena, Mainera, Ribolda, Ronca, Schenina;

1.2 PERSONAGGI, PARENTI, AGNATI, E CONGREGAZIONI/ASSOCIAZIONI

ABATIA DI SANTA MARIA DI CARATE: ente proprieta di terreno confinante nel territorio di Carate, zona Vale ("Alla Valle").

AGNESETIS, GIACOMO DE: figlio del fu Giovanni de A., convocato testamentario, abitante a Ponte Seveso, pieve di Bruzano.

AJROLDI (AJRALDI), Sig.r Conte MARCELLINO: lui ed i figli sono incaricati insieme allo Schenino, suocero di B. Caremo, di selezionare i sacerdoti a cui far celebrare delle messe suffragali dopo la morte del testatore. Viene nominato, assieme ai figli e ad Alfonso Bellingero, esecutore testamentario nell'eventualita della morte dei fratelli COLLA. In caso non rimanesse alcuno di loro, il compito passa al Curato di "Abbiate'. Viene dtato anche come proprietario di terreno confinante.

ASINELLI, LUCA, Sig.: rogatore, v. notaio Majneri.

BAGGI V. CAPPELLA DE--BANCO DI S.TO AMBROSIO (AMBROGIO): B. Caremo trattiene una cartella di lire 50 intestata al suo creditore Sig. Carbone che tuttavia intende "restituirli [-gli]" non appena i debiti saranno saldati.

BARETTA [sic], POL1DORO: proprietario di terreno confinante con la vigna posta nel "Commune di Villaripa".

BELINGERI (BELLINGERO), ALFONSO, Sig.: esecutore testamentario in seconda, cf. AIROLDI. Nel testamento da lui rogato lascia al nipote B. Caremo una somma "per il credito contro il Monbello".

BIANCONE, Procuratore: impiegato all'Arcivescovato di Milano dove si trovano le scritture relative alla lite mossa dagli Scolari di S. Rocho (Seregno) contro il Rev. Melchiore "Caveno" [Caremo].

BIRAG, CARLO: citato in quanto proprietario di terreno confinante;

BRENNA, GIUSEPPE GERONIMO DON: Parroco di Robbiano, Notaio della Curia Arcivescovile di Milano, e Cancelliere dell'Archivio Plebano di Agliate, verifica che la copia del testamento in causa concorda con l'originale deposto nell'Archivio di sua competenza.

CAPEL(L)A DE BAGGI DI CARATE: ente proprietario confinante con "li Vignoli" di B. Caremo in Carate.

CARBONE, ANGELO BENEDETTO: debitore, nei confronti di B. Caremo, di: biancheria (lire 12); segale (somma in bianco; debito scoperto "doppo la morte del q.m mio zio"); lire 72.5 (per porzione di "semenza de' Bigatti dati a Pietro Motta l'anno 1656"); lire 19.3 (per seta); lire 9 (per il "fitto della Casa da Milano fino a Sant Michele"); lire 29 (per terreno "havuto di piu della misura dal Sig.r Marino Ribaldo"); lire 9.10 (per spese cibarie "fatte per lui mentre si meni l'ingegnere a partire li beni et esso non spese un soldo"); lire 12 (per la "foglia de Moroni a me spettante"); lire 8 ("per fitto d'un Campello d'esso goduto l'anno 1657 dove si dice il Campo Sonzione di pertiche quattro in mia parte"); lire 10 (per li fitti delle lire 100 ... per non haver fatto l'Inventario); lire 10 (per somma non depositata al Banco di Sant Ambrogio); lire 1333 (per la porzione della "Casa di Valle, scorta e mobili goduti da esso ... compreso li socedi [?] delle bestie").

CAREMO (CAREMI, CAVEMI), ALESSANDRO: padre di due figli "legittimi"-cioe del testatore Baldassare e di suo fratello, il Rev. Melchiore--deceduto "alcuni mesi sono" nel 1632, cioe prima de120 Giugno di tale anno. Definito "acquirente della vigna" nella Avvertenza Settecentesca. Almeno un nipote (Tavola) viene chiamato Alessandro in onore del nonno.

CAREMO (CAREMI, CARENO, CAVENO), BALDISSAR (BALDASSARE, BALDESSAR, BATOASSARE): testatore Albiatese e proprietario/livellario di beni a Carate. Data del testamento: 11 Gennaro 1660. Figlio di Cavemi Alessandro e Veronica Villa. Mogli: Anna Ribolda e successivamente nell'ordine le seguenti: Gadolino [1632]; Ronca [1634]; Schenina Re [1658]. Per quanto concerne l'atto testamentario si veda l'elenco dei partecipanti consultando la voce del notaio Ferrario. Sorelle: Margarita, Pressedia, e Rosana. Per la sua attivita di gestore dei beni ereditati dalla madre Veronica si veda sotto alla voce TUANO.

CAREMO (CARENO, CAVENA), MADDALENA: figlia deceduta di B. Caremo e di Ribolda A. Della sua dote tratta il Testamento della madre Veronica fatto nel 1655 e rogato da Carlo Ronco (Ronchi). "Altre volte mia figliola" dice il padre B. Caremo.

CAREMO (CAVENA), MARGARITA in TAVOLA: sorella di B.--, sposa G. Batt.a Tavola [detto anche Gianni e "quondam Gianni" quindi deceduto prima del testamentario], e da loro nascono G. Battista junior e Alessandro, nipoti di B. Caremo.

CAREMO (CAVENO), MELCHIORRIE, Rev.do: fratello di Baldassare, al quale "fu mosso [sic] lite ... dalli Scolari di S. Rocho del Borgo di Seregno per causa d'una compra di un campo fatta da nostro padre nel comune di Lissone". Fatto documentato "presso il Procuratore Biancone" (cf. sub voce). Per la gestione dei beni ereditati dalla madre si veda sotto TUANO.

CAREMO, PRESSEDIA (PRASSEDIA) in MAINFERO (MAINERO): sorella di B.--, sposa Geronimo M. e da loro nasce Antonio Maria, nipote di B. Caremo.

CAREMO, ROSANA: sorella di B.--.

CAVENA MARGARITA V. Caremo M. in Tavola.

CAVENA MADDALENA V. Caremo Maddalena.

COLLA, ALESSANDRO BENEDETTO, Revo: amico di B. Caremo che lo nomina esecutore testamentario alla morte del suocero Schenino "e non altrimenti".

COLLA, CARLO AMBROGIO: esecutore testamentario col fratello Don Alessandro ed ambedue, ritenuti da B. Caremo costanti "amici fedeli", sono pregati di aver cura che le "infrascritte cose per me disposte si adempiscano'.

CRIVELLI, Sig. Cavahere e Nipoti: proprietario confinante col campo "Alla Valle" di proprieta di B. Caremo.

ERBA, GIO' BATTA: proprietario confinante con "li Vignoli" di B. Caremo in Carate.

FERRARIO, ALESSANDRO MICHELE di Geronimo: notaio di Milano (S. Pietro in Caminadella) e redattore ad Albiate del testamento (nella camera) di Caremo B., in presenza di Antonio Peregallo abitante a Carate e di Giacomo de Agnesetis abitante a Ponte Seveso, specificamente convocati dal protonotario. Fanno da testimoni Dionisio Nava, Giuseppe Valtorta, Carlo Recaliatus, Angelo Andrea e Giovanni Maria de Pioltellis. Baldassare Caremo lo prega di provvedere che il suo testamento sia reso "pubblico Instrumento" ma gli proibisce di registrarlo, nonostante i regolamenti vigenti, all'Ufficio Testamenti "SS.i Panigarolo".

GADOLINO ANGELA: altra (seconda?) moglie [1632] di Caremo B.

GADOLINO, STEFFANO: suocero di Baldassare dal momento in cui ne sposa la figlia Angela e dal quale riceve la tradizionale dote.

GATTO, STEFFANO: citato come proprietario di terreno confinante. Altri familiari sono implicitamente citati col plurale "Gatti".

GIUSSANO, FERRANTE, Sig.: riceve mille imperiali per dei beni riscattati da B. Caremo e documentati in "pubblico intromento [sic]" non meglio identificato.

GURAISCHETTI, CARLO: rappresenta, nella sottoscrizione del contratto della Sig.a Veronica Villa, i due testimoni, cioe G. Villa--fratello di detta Veronica--e Baldissar Recaliato, dando la stessa giustificazione per ciascuno di loro: "per non saper lui scrivere". Carlo Ronchi e il terzo testimonio.

HOMODEI, Signori: famiglia nobile citata in quanto proprietaria di terreno confinante.

MAINERA PRASSEDIA v. Caremo P.

MAJNERI, HIERONIMO (G.), Notaro di Milano: notarizza il 15 Settembre 1643 l'atto rogato da L. Asinelli relativo alla dote di A. Ribolda.

MAINERO, ANTONIO MARIA: nipote di B. Caremo, figlio del fu Geronimo--e di Prassedia, sorella del detto Caremo.

MAINERO, GERONIMO: cognato di B. Caremo avendone sposato la sorella Prassedia.

MAINERO PRESSEDIA V. Caremo P.

MARIANO, Sig.: non meglio identificato; citato nella lista crediti da B. Caremo "per la mia contingente portione d'im [d'un] moschetto da letto, qual resto' presso il Sig.r--". Tale oggetto viene valutato due lire.

MONTI, Notaio: notarizza l'"instromento" rogato da Luca Spinelli concemente la dote di Prassedia Cavena Mainera e confermato nel successivo "Instrumento" (1634) rogato da F. Rodello.

MORIGGI: cognome citato in rapporto alla cosiddetta "Vigna de'--di proprieta di B. Caremo. La stessa viene identificata anche come 'Campo de' Moriggi.'"

MOTTA, PIETRO: contadino che figura anche come coltivatore di bachi da seta.

NAVA, DIONISIO: figlio del fu Battista N., testimone, abitante di Albiate.

OMODEI V. HOMODEI

ORTENSIJ: altra nobile famiglia Albiatese proprietaria di terreno confinante con la Vigna de' Moriggi.

PALLAVICINO, HIERONIMO: proprietario di terreno confinante con la Vigna de' Moriggi.

PARROCCHIALE DI ALBIATE" ente proprietario di terreno confinante con la Vigna de' Moriggi.

PEREGALLO, ANTONIO" figlio del lu Beltramo P., convocato testamentario abitante a Carate, pieve di Agliate.

PIOLTELLIS, ANGELO ANDREA DE: figlio del lu Ambrogio de P., testimone assieme al fratello Giovanni Maria, abitanti ad Albiate.

PIOLTELLIS, GIOVANNI MARIA DE: figlio del fu Ambrogio de P., testimone col fratello Angelo Andrea, abitanti ad Albiate.

PREDA, ANTONIO: proprietario di terreno confinante con "li Vignoli" in Carate.

PRINA, GIO BATTA: proprietario di terreno confinante con "li Vignoli" in Carate.

RE, ELISABETTA in SCHENINA V. SCHENINA, E.

RE STEF(F)ANO: "figlio legittimo del q.m CESAR" e della sua attuale moglie, E. Schenina. Viene nominato "herede"--essendo "hora minore"--alla condizione che "si faci sacerdote, e non altrimenti".

RECALIATO, BALDISSAR: testimone (analfabeta) nel contratto della Sig.a V. Villa. Cf. Guarischetti.

RECALIATO, GIOANNI ed eredi: proprietario di terreno confinante con "li Vignoli" in Carate. E il padre di Carlo "RECALIATUS", V. sotto Recaliatus.

RECALIATUS, CARLO: figlio del fu Jo R., testimone, abitante ad Albiate.

RIBALDO, MARINO: citato corne "misuratore" di terreni, agrimensore quindi in tutta probabilita, ma citato forse anche come "Ingegnere".

RIBOLDA, ANNA: prima moglie di Caremo B. le ossa della quale, con quella della loro figlia deceduta--Maddalena--sono destinate ad essere interrate nella stessa tomba del marito/padre.

RIBOLDO, PAOLO: zio di B. Caremo, al quale lascia un credito per "interessi di bottega, de' quali non si e fatto invemtario". Cf. anche BELINGERI, A.

RODELLO, FRANCESCO, notaio di Milano: roga nell'ottobre 1634 il pubblico "Instrumento" relativo alla dote di una delle mogli di B. Caremo, Giulia Ronca.

RONCA, GIULIA: altra (terza?) moglie [1634] di Caremo B.

RONCHI (RONCO), CARLO: testimone per il contratto della Sig.a V. Villa. E il rogatore del Testamento della madre Veronica (1655) citato per la dote a favore della figlia Maddalena Caremo.

RONCHI (RONCO, 1780 Memoria), DIONIGI: rogatore nel senso di notaio non di rogante. Nella Memoria si specifica che il suo "strumento di ricognizione"--datato erroneamente 20 xbre 1637 nel Libro Mastro del Luogo Pio de Poueri di Carate (1780) [nel quale Felice Tavola viene identificato corne "erede del q.m. Batoassare Caremi d'Albiate Livellario d'una vigna...']--non fu trovato. Ma una annotazione (di terza mano) in appendice a tale Memoria rivela che la data del documento reale--ma citato male nel Libro Mastro--risale a11'11 7bre 1627, e che era "in favore" di Alessandro Caremi. UAvvertenza, non fa che ripetere la conclusione che la vigna di cui si tratta, denominata "Vignolo" e situata in Carate, appartiene ad Alessandro Caremo "come acquirente della vigna".

SCHENINA, ELISABETTA RE: attuale (quarta?) moglie [1658] di Caremo B. e della quale si sa che ebbe un figlio legittimo, Stefano, dal deceduto marito (Cesare Re); viene dichiarata erede "in usufrutto generale di tutti li miei beni immobili ... e quella parte di mobili che ... li sara assegnata" nel testamento; v. anche Schenino; notaro SUARDO;

SCHENINO (SCHEMINO), GIOVANNI (GIOANNI)" (quarto?) "socero" di B. Caremo; padre della quarta moglie del testatore ed al quale si impedisce nei confronti della figlia Elisabetta di "pretendere le cinquecento lire Imperiali" datele come aumento di dote da B. Caremo.

SCOLA D'ALBIANTE, Veneranda: ente incaricato, e per lei "Li Priori e Scolari di quella", di intervenire ed incaricare altri sacerdoti delle messe in suffragio dell'anima di B. Caremo nel caso chi godesse di tale beneficio non si mantenesse scrupolosamente alle direttive da lui lasciate nel testamento.

SCOLA/SCOLARI DI SAN ROCHO DI SEREGNO V. CAREMO, M.

SPINELLI, LUCA: rogatore di contratto non meglio specificato ma precedente quello rogato dal notaio F. Rodello nel 1634. Cf. anche sotto notaio Monti.

SUARDO, FRANCESCO, notaio di Milano: da un suo "Instromento" (1658) si apprende che Elisabetta Schenina, divenuta moglie di B. Caremo, e creditrice di "lire mille imperiali" nei confronti del detto marito (ma che precisa comunque piu sotto "che non possi pretendere contro la mia heredita le cinquecento lire Imperiali, che io ho fatte alla di lei dote d'augumento"); tale credito la impegna a "fare l'inventario generale di tutti li miei (del marito) effetti".

TAVOLA, ALESSANDRO: nipote di B. Caremo, figlio di Gianni (Gio) B. e Margarita C., sorella di B. Caremo.

TAVOLA, FELICE: "erede del lu Baldassare Caremi" (Avvertenza), quindi del nostro testatore Caremo; "Tavola M.R. Sig. Felice Erede del q.m Sig. Batoassare Caremi" (Memoria). Vedi RONCHI.

TAVOLA (TAUOLA), GIO BATTA (GIOAN BATTA): figlio di Giovan Battista T. e Margarita Cavena [CAREMO] sorella di Baldassare Caremo e quindi nipote di quest'ultimo. Come nipote, lui "e suoi figli, e descendenti maschi in infinito" vengono nominati

TAVOLA (TAUOLA), GIO BATTA: padre di G.B. Tavola e cognato di B. Caremo.

TUANO, AGOSTINO Pubblico Notaro e Procuratore Collegiato di Milano: e il rogatore dell'Instromento Pubblico (1632, 19 Gennaro) contenente i termini di accordo tra il figlio Baldassare e la madre Veronica Villa (avendo il fratello Melchiorre ricusato di farlo) circa la gestione dei beni da lei ereditati alla morte del marito, non essendo in grado di gestire beni e campi.

VALTORTA, GIUSEPPE: figlio del fu Battista V., testimone, abitante ad Albiate.

VILLA, GIOVANNI (GIOANNI) detto VITTORE: agnato di Veronica Villa. Per ulteriori dettagli v. GUARISCHETTI.

VILLA, VERONICA in CAVENA: madre del testatore Caremo B. Deceduta nel 1655 dopo infermita, come attestato dal testamento e nella nota creditizia sottoscritta da lei a favore del figlio. Per gli accordi intervenuti tra lei--madre--ed i due figli--Baldassare e Melchiorre--si veda alla voce

TUANO quale rogatore dell'atto pubblico che definisce i termini di gestione dei beni ereditati dalla madre. Si noti la precisazione che Baldassare interviene solo perche il fratello--Rev.do Melchiore--nei confronti della madre "li ha usato mali termini contro la riverenza materna come lei ha detto". I diritti di lei vengono nettamente protetti con scrittura legale che prevede "Che sij lecito alla detta Sig.ra Veronica far sopra detti suoi beni quel fideicommisso, et prohibitione, che a Lei parera e piacera" convenirsi, accio</p> <pre> perpetuamente s'habbino a conservare li detti beni in detti suoi figlioli, e successori de quali dopo la di lui morte n'habbino a restar padroni. Et inoltre bisognandoli per l'avenire qualche altra somma..., et d'essi beni, quando darceli, che li sij lecito farlo senz'altra eccezione, ne contraditione di detto suo figliolo. </pre> <p>II. TOPONOMASTICA [INCLUSIVA DI EDIFICI E ALTARI (CIOE CHIESE NON PARROCCHIALI) ECC.]

ALBIATE (ABBIATE): "luoco" della Pieve di Agliate. "subito dopo la mia morte sij fabbricata [sic] nella Parrocchiale predetta d'Abbiate il Sepolcro".

AGLIATE: antica capo pieve, sede dell'Archivio Plebano.

ALTARE: della Beat.ma Vergine del Rosario [Albiate].

BRUZANO: antica pieve di Milano non piu esistente.

CAMINADELLA: San Pietro in Caminadella, Milano.

CAMPELLO (CAMPO SONZIONE): di quattro pertiche, goduto da A.B. Carbone nel 1657.

CAMPO ANSELMO: localita confinante con la "Vigna posta nel Commune di Villaripa (v. sub voce)" di proprieta di B. Caremo.

CAMPO SONZIONE V. Campello.

CAMPO DE' MORIGGI v. Vigna de' Moriggi.

CARATE, Borgo di: localita confinante con Albiate nella quale B. Caremo possiede un terreno e dei conoscenti che presenziano al suo atto di testamento. Diverra capo pieve sostituendosi ad Agliate che ora e frazione di Carate Brianza.

CASA DA MILANO: di B. Caremo, affittata ad A.B. Carbone.

CASA DI MALLE V. MALLE, ALLA.

LAMBRO: affluente di sinistra del Po che tocca sia Agliate che Albiate ed altre cittadine Brianzole a nord di Monza e Milano.

LISSONE: Comune nel quale la vendita di un campo era stata contestata al padre di B. Caremo. Cf. Caremo, M.

MILANO: capitale regionale, sede Amministrativa ed Arcivescovile, dove risiedevano notai, ingegneri, ed ufficiali di governo, oltre ai nobili e possidenti del "contado" equivalente ad un'ampia area metropolitana.

PANIGAROLO, SS.i: Ufficio Registro dei Testamenti, Milano. Caremo, pur consapevole della legge vigente, dichiara in chiusura di testamento "Et sapendo io testatore l'obbligo, che avete voi Notaro di registrare li Testamenti ... Mi ho proibito, o proibisco il registrare il seguente mio Testamento al d.o Officio vivendo io, ed anche dopo la mia morte".

PARROCCHIALI: "Santo Giovanni Evangelista" (Albiate);

PONTE SEVESO: frazione di Seveso, MI, anticamente faceva parte della estinta Pieve di Bruzano.

ROBBIANO: frazione di Giussano, sede parrocchiale del Notaio Cancelliere dell'Archivio Plebano di Agliate.

SEREGNO: borgo di residenza degli Scolari di San Rocho. Cf. Caremo, M.

VALLE, ALLA" vigneto di circa 16 pertiche--situato in Carate--in zona detta "alla Valle" ["Vale"], di proprieta di B. Caremo. Comprendeva una "Casa di Valle" affittata ad Angelo Benedetto Carbone.

VIGNA: "una pezza di terra--posta nel Commune di Villaripa Pieve di Agliate ... dove si dice il Campo Anselmo", di 14 pertiche circa ed appartenente a B. Caremo nel territorio d'Albiate.

VIGNA DE' MORIGGI: vigneto appartenente a B. Caremo. Detto anche "Campo de' M ..."

VIGNOLA, LA: vigna di 15 pertiche circa, di proprieta di B. Caremo, localizzata in Albiate in quanto il testatore specifica quando si tratta di terreni fuori paese.

VIGNOLI, LI: "due pezzi di terra unite [sic] insieme, dove si dice--parte a Vigna, e parte campo" di circa 12 pertiche e situato in Carate.

VILLARIPA: "Commune di--", non ben idenfificato, presumibilmente in zona Costa Lambro e Villa Raverio.

III. LESSICO-SEMANTICA [INCLUSIVA DI GRAFISMI (speziale, onze..), LATINISMI (intentione, menfione ...), H SUPERFLUA, H ETIMOLOGICA ED ALTRI FENOMINI FONOLOGICI, RILEVABILI DALLE CITAZIONI RIPORTATE]

III.1 GLOSSARIO

a dietro: in precedenza, "da qui--dategli".

a ragione de: in ragione di.

ad altro fine ed effetto: per altro scopo e realizzazione.

abasso: sotto, "piu abasso". Cf. anche "basso".

abenche: sebbene.

agnato: parentela esclusivamente maschile dei discendenti dello stesso padre, con diritto di successione.

ambidue: ambedue;

anco: anche.

anteporre: dare priorita, "in caso Stefano ... sij hanteposto ad ogni altro".

atteso che: dato che, poiche, "--il detto ... ha ricusato di fare, anzi li ha

usato mali termini contro la riverenza matema".

basso: sotto, piu giu, "salvo pero come da--". Cf. anche "abasso". Usato in contrapposizione a "sopra, di sopra". benche v. abenche.

blanchi: scrittura o assegno in bianco, protestando esso di non haver mai sin hora fatta alcuna distrattione ... di sorte alcuna, meno di haver mai sottoscritto di sua mano alcun'altra scrittura, fuori che certi--di valersi in occasione di prorogationi d'Istanza, non gia mai ad altro fine.

bigatti: reg./settentr., bachi da seta.

cadavero: cadavere.

cantari: dial., candelabri da processione.

cantata: messa in canto.

carichi: tasse, "--Comenali", tasse comunali.

cartella: buono, titolo, obbligazione [al Banco di S.to Ambrosio/(-gio)].

casa: edificio la cui abitabilita viene suddivisa in "Casa da Nobile [sic]" e "case da pigionanti" cioe d'affitto.

cavare: guadagnare, ricavare. circa v. incirca

codicillo: in alternativa ad un vero e proprio testamento.

co(h)erenza: confine, confinante;

comenali: comunali, v. carichi.

como: come.

compra: compravendita.

computata: inclusa.

concedo: "--facolta amplissima di nominare, et elegere".

conciosia che (+cong.): dato che.

confesso: ammissione o riconoscimento, cioe dichiarazione; in genere concernenti transazioni legali o finanziarie, e tutte le sostituzioni in riunioni amministrative dei membri regolarmente eletti ma impossibilitati a partecipare e che quindi nominavano un loro rappresentante a presenziare.

conscienza: coscienza.

consta: come si vede.

constituendola: costituendola. Per il mantenimento del nesso ns cf. anche Instromenti.

conto, a buon--: a riguardo di ed in cautela di, usato nell'espressione regionale "a buon--", che e una resa del dialettale "a bon cunt".

convenuto: accordato.

di sorte: di ogni tipo, alcuna/o.

distrattione: stomo, detrazione, impiego illecito di somme. "di non haver mai sin hora fatta alcuna--, promessa ne obbligatione di sorte".

effetto: scopo, proposito; "che si servi delle pietre che di presente si trovano in casa mia disposte a tal--".

entrata: rendita, provento, guadagno. Cf. anche "cavare".

esequtori: esecutori.

falcidia: riduzione, tara, detrazione legale. "Item la legittima--, e <tre bellianica?> qual voglio prima di tutti li altri crediti'. Concetto del diritto romano consistente nel minimo del patrimonio--o quarto ereditario--garantito ad eredi in base alla legge Falcidia introdotta ne140 a.C. dal tribuno Publio Falcidio.

fideicommisso: fedecommesso, "far--"cioe diritto di nominare un fedecommissario che vigili sull'eredita destinata a terzi.

gia mai: giammai.

imperiali: lire imperiali. Cf. anche scudi.

incirca: scritto anche separato ed equivalente a circa, all'incirca;

in fronte: di fronte;

instromento: strumento, scrittura legale, documento notarile.

ius patronato: "faccio--nel sud.o Gio' Schenino, e suoi figli, e discendenti maschi in infinito".

meno: nemmeno, "--di haver mai sottoscritto";

mente: intenzione, intendimento;

meritamente: per, meritatamente;

momento: importanza;

moroni: "foglia de--", gelsi.

moschetto: It. regionale, non considerato da Devoto-Oli ma documentato nelle lettere di A. Caro (Lett. inedite III,94; Lett. famig. II,168), sinonimo di it. zanzariera; e milan. "camerella o cortinaggio" dalle "cortine" che scendono perpendicolari sul letto' e formanfi "il vero moschett comune fra noi" (Cher.3,149a) che lo descrive corne molto simile al "lett a balducchin de' nostri maggiori e col lett a moschett dei Milanesi odierni', qust'ultimo appunto corrispondente al "letto a camerella o da campo" in quanto usato nelle escursioni.

nepoti: nipoti;

notaro: notaio, colui che "stipula" in maniera pubblica e quindi ufficiale; v. anche la voce stipulare.

nulla di meno: tuttavia, nientemeno, "--in tempo di sua morte l'accontento perdere li dnquanta scudi."

Offitio: Ufficio, celebrazione solenne in suffragio dei defunti.

onze: oncie.

padrona: cioe "Madona e Massara tanto stando in abito vidovile, quanto maritandosi, purche viva honestamente".

parimente: consimilmente, egualmente.

per l'avenire: in futuro; "al Reverendo Curato del medesimo luoco e che--sara".

pezza di terra: terreno o proprieta distintamente riferiti come "terra campo", "terra vigna", ecc.

porre: depositare (in banca).

pretensione: pretesa, "quali hanno pretensione, e pretendono d'haverla sopra li miei beni".

primeramente: per, in primo luogo;

prossimo passato: ultimo scorso (nelle date).

quando (+cong.): qualora.

ragione/i: proprieta di diritto quindi d'appartenenza;

ritrovare: per, riscontrare;

salvo: ad eccezione di.

scudi, scuti: monete. "Scudi d'oro".

senz' altra eccezione: senza alcuna riserva;

sepolcro: tomba;

septimo: rituale consistente in dodici messe da celebrarsi.

sin hora: finora, sinora.

soccorla: soccorrerla, venirle in aiuto.

socedi: "li--delle bestie", [irrisolto, ma in tutta probabilita usato al posto di "sudeci, sudici" cioe stallatico ecc.].

solidum: soldo/i, "s'era obbligata meco in--a pagarli lire quattromille trecento Imperiali".

sotto: nel(l'), "--l'anno 1632. 20 Giugno".

sottoscriversi: "e per fede ambidue si sono sottoscritti di loro propria mano alla presenza...."

speciale: speziale, farmacista.

substituito: sostituito.

tempo: occasione, circostanza; cf. "volte".

travaglio: disturbo, "senz'altro--della medesima Sig.ra Veronica".

<tre bellianica>: ?; v. falcidia.

volte: "per lui in piu volte, et tempi da qui a dietro dategli", ripetutamente ed in circostanze diverse quindi.

III.2 ESPRESSIONI GENERALI E FORMULE LEGALI

a facie: appare (documentato);

ad estintione: ad estinguere;

affermo, et prommetto come sopra;

affermo, et prometto come sopra si contiene;

alienare v. vendere

altre volte: in precedenza "--mia moglie; ... mia figliola'; "--sua moglie et Madre d'essi".

cambiare v. vendere

casso, revoco e annulla;

che a lei parera, et piacera convenirsi;

come da basso: corne sotto (indicato ecc.);

come sopra si sij convenuto, e conviene;

conciosia che (+ cong);

conciosia ancora che (+ cong);

con obbligatione: sia tenuta / o; con l'obbligo di;

con le clausole, renuntie, et solennita debite, patti, esequtioni, et giuramento';

cum benefitio legis, et inventarij;

dico, e protesto corne sopra;

dico, protesto et ordino;

dico e protesto a petitione;

e come sopra;

e non altrimenti;

et ex nunc per allora;

et in caso che;

et in fede: aggiunta finale dopo altre formule per es. sopo "affermo, et prometto come sopra si contiene,--";

et in particolare;

et prima Im [sic] credito;

et sapendo (io): essendo consapevole;

etiam sun ipoteca;

ex nunc: da ora, "--la dichiara nulla.... "

ho instituito, et instituisco;

ho lasciato e lascio;

ho nominato, e nomino;

ho proibito, e proibisco;

ho raccomandato, e raccomando, e raccomandai (uso iterativo); ho substituito, e substituisco;

il che non credo (uso incidentale);

im [sic] credito de;

in ogni modo: anche con valore di "in ogni caso".

in niun modo, ne sotto qualsivoglia pretesto;

in perpetuo: per sempre;

in piu volte, et tempi: ripetutamente, in varie circostanze;

item: con valore di quindi. E indicatore della progressivita contenutistica del documento delimitandone sia i lemmi che le rispettive suddivisioni esponenziali relative ad ogni voce.

item dico, e protesto com sopra;

item dico, protesto et ordino;

item la portione a me spettante;

item omnia jura;

li privo e voglio;

ne altra forma o modo;

ne in altra forma o modo o causa abenche minima;

nominandolo con la mia propria bocca;

non gia mai ad altro fine, et effetto;

nulla, ed invalida, et di niun momento;

obbligandosi lui, e suoi beni presenti, e futuri sotto refettione.

per Dio gratia;

per fede;

per l'avenire: in futuro;

per loro mercede et elemosina;

per quella via, modo e forma: "voglio che vaglia....";

per ragione de+pi/per ragione di+sg: de Codicilli, de legati; di donazione, di Testamento, Institutione;

perche cosi: alla fine in genere dei lemmi composti, e quindi un segnale anticipatore di un nuovo "item";

perche la mia mente, et intentione fu et e;

quali obbligo e voglio;

permutare v. vendere

rato, et fermo;

se occorrera il caso: se avverra, se si verifichera.

secondo le occorrenze, et bisogni: in base alle diverse esigenze.

sotto pena della nullita;

si ... come: sia ... sia, "si per comprar bestie, come altre cose", sij tenuta, et obbligata, come cosi promette et se obbliga lei, et suoi beni presenti, e futuri;

stipulare: applicato in genere al notaio.

tanto in abito vidovile quanto maritandosi. ut supra: come sopra, "come herede ut supra gli habbi assegnato, e dato in pagamento alcuni beni mobili, et immobili posti nel Luogo, e <Ter ritorio> di Albiate".

vendere, cambiare, permutare ne alienare [permesso/diniego di--];

vivendo io, ed anche dopo la mia morte.

III.3 SEMPLIFICAZIONI E RADDOPPIAMENTI

DECEMINAZIONE: avenire; Capela (de Baggi); elegersi; facio; <impro visa>; Madona; Melchiore; proccesionalmente; socorerla.

RADDOPPIAMENTO: commandavano; deffunti; distrattione; doppo; (quattro)mille, (otto)milla; proccesionalmente; prommesso; prommetto; Steffano; stippula.

IV. MORFOLOGIA E SINTASSI

IV.1 APOCOPE [USO/ASSENZA]

"S.to Giovanni"; Sant Ambrogio (Banco di); Sant Michele; S.to Ambrosio (Banco di);

IV.2 ARTICOLI E FORME ARTICOLATE

alli +MP: agli.

de: di, "con l'intervento--sei ..."; "--lire dieciottomilla'.

delli +MP: degli.

di lei: sua.

in l': nel, "in l'anno 1657".

li: art., i, "sopra--miei beni'; "--miei effetti". Cf. anche sotto pronome.

IV.3 COSTRUZIONI NEGATIVE

niun: nessun, "di niun valore e momento".

IV.4 PULARI NOMINATIVI

heredi; legatarij;

IV.5 PREPOSIZIONI [per quelle articolate vedere sotto ARTICOLI] PREPOSIZIONI E LOCUZIONI REGGENTI IL CONGIUNTIVO

abenche: "et--mio padre havesse pagato cinquanta scudi a buon conto di detto campo...."

accio: con valore prepositivo finale seguito da congiuntivo: "--non nasca;--habbino misericordia di me".

ancorche: "--in esso vi fosse";

conciosia ancora che: "--essa Sig.a Veronica fosse creditrice di detta heredita per causa di sua dote".

conciosia che: "--alcuni mesi sono, sia morto senza far".

in caso che: "--cessino di ...";

quando: qualora, "et--se ne trovasse alcuna da lei sottoscritta, et compita per altra mano, ed altro fine ex nunc la dichiara nulla, ed invalida, et di niun momento".

IV.6 PRONOMI E AGGETTIVI [PERSONALI, RELATIVI, INDEFINITI, ECC.]

essa: lei, cf. essi.

essi: loro, sia per inanimati che per persone, "et Madre d'essi".

esso: lui;

gli: li/a loro/loro, "che subito dopo la mia morte gli prego che facino, che si facci inventario".

--li: pr. enclitico, gli, "intende restituirli [al Sig. Carbone]".

li: dimostr., quelli, "oltre--gia sborsategli'.

li: pr., loro (dat.)/gli?, "li sij pagato'.

li: pr., gli, "che subito li [a lui] sij restituito".

li: pr., le / a lei, "parte che ... li sara assegnata" (con riferimento ad Elisabetta S.); "li ha usato mali termini" (alla madre).

(per) lui: per se';

qual: che; "Io ... Baldissar Caveno ... qual abito nel luoco di Albiate" e "qual voglio, che vaglia per ragione di Testamento"; "qual farei se me ne ricordassi".

qualche: + PL e quindi variabile e equivalente al moderno "alcuno" come in "--parole derogatorie".

qualsivoglia: qualsiasi, "--persona".

RELATIVI INESPRESSI

"subito sij restituito a quelli sara di ragione".

IV.7 VOCI VERBALI PASSATO REMOTO

morse: mori, "spesi nel tempo della sua infermita quando--pel Medico e speciale".

CONGIUNTIVI FORME DECADUTE E DIALETTALI:

abbino: abbiano, "a tal effetto, che non s'abbino d'impedir ad alcuno".

adempiscano;

conforma [MA: celebri];

fac(c)i, facino: "gli [li] prego che facino, che si facci inventario di tutto quello che avrb lasciato";

habbi;

possi: "accio detto Sig.r Baldessar--liberamente soccorla"; sieno (MA sia), sijno: siano;

sij: sia;

sortischi: "vaglia, et--, il suo effetto";

tenghi;

vagli, vaglia: pr. cong. per valga. "Voglio che vaglia ... e se per quella ragione non valesser[o]"; "che vaglia, et habbi forza".

COSTRUZIONI IPOTETICHE: "se si ritrovasse che nella mia persona fosse pervenuto qualche cosa"; v. anche sotto "qual".

INFINITI

farr [sic]: per fare, nell'espressione "non volendo morir senza--testamento".

INFINITO SENZA PREPOSIZIONE: "sijno obbligati soddisfare a detta obbligatione"; "che sij tenuto far restaurare le Case, migliorare ..."; "l'accontento" [perdere li cinquanta scudi '[con significato riflessivo cioe (mio padre) si accontento di perdere"; "et se obbliga lei, et suoi beni presenti, e futuri alimentarlo lui, la moglie, et figlij, se ne havera";

INFINITO DOPPIO: "Essendo la morte, e la vita nella mano di Nostro Signore ..., e sij meglio vivere con paura di morte, che con speranza di lungamente vivere giungere ad un <impro visa>, e subitanea morte, percib nel nome di Dio io ..."; "per haverli spesi in far fare li funerali a detta Sig.a Veronica".

FUTURI

ASINCOPATI: havera; In--ARE CON VOCALE TEMATICA IMMUTATA: "portara".

IV.8 NUMERALI

14: quattordeci.

18 dieciotto.

1000: mille; presente nei composti in maggioranza corne invariabile (3000 [lire] tremille [imperiali]; 4300 quattromille trecento) ma 4000 quattromilla e 18000 dieciottomilla.

NUMERALI POSTPOSIZIONATI

messe sette.

Note Bibliografiche

I vocabolari di riferimento utilizzati sono il Devoto-Oli per l'ltaliano ed il Cherubini per il Milanese. Dato che i testi in analisi sono Brianzoli, occasionalmente si consultano anche sia il Dizionario Comasco del Monti che il Dizionario Dialettale Luganese (quest' ultimo entro i limiti dei fascicoli pubblicati). La metodologia adottata e quella sviluppata da Farina secondo il metodo concordatario e descritta in Computers and the Humanities ed in altri interventi specializzati pubblicati dopo l'articolo intitolato "LDMS: A Linguistic Data Management System", a esemplificazione della metodologia applicativa sviluppata alla prima apparizione dei microcomputer.

LUCIANO F. FARINA

The Ohio State University

(1) Il nome del testatore risulta corrispondere a diverse grafie sia per esso che per il cognome: da 'Batoassare' a 'Baldissar' per il primo, e da 'Caveno' a 'Careno' (ma diviene riportato in forma latina al genitivo 'Caremi' in fiferimento all' erede Alessandro).

(2) Le trascrizioni selettive, destinate ad apparire nel loro insieme in un volume sulla storia di Carate Brianza voluta dalle autorita comunali (Onorevole Dante Oreste Orsenigo, Sindaco), ed alle quali si fa qui riferimento, limitatamente ai tre stradari di Carate pubblicati alla Loyola University nel saggio "Archivio Storico Cusani: per una documentazione della topografia stradale di Carate a fine Settecento". Si veda Essays in Honor of Albert N. Mancini, ed. P. A. Giordano and A. J. Tamburri (West Lafayette, IN: Bordighera, 1999 (104-16). In tale saggio sono, tra l'altro, comparate le denominazioni dei terreni riscontrati rispettivamente nelle liste relative all' "Hospitale di Carate" (1623) ed al "Luogo Pio de' Poueri di Carate" (1660).
COPYRIGHT 2005 American Association of Teachers of Italian
No portion of this article can be reproduced without the express written permission from the copyright holder.
Copyright 2005 Gale, Cengage Learning. All rights reserved.

Article Details
Printer friendly Cite/link Email Feedback
Author:Farina, Luciano F.
Publication:Italica
Date:Dec 22, 2005
Words:12748
Previous Article:Note sulle edizioni de La lucerna di Francesco Pona.
Next Article:Perche Vico pubblico un capolavoro incompiuto? Considerazioni in margine a La scienza nuova, 1730.
Topics:

Terms of use | Privacy policy | Copyright © 2019 Farlex, Inc. | Feedback | For webmasters