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Dantis Alagherii Comedia.

Edizione critica a cura di Federico Sanguineti. Tavarnuzze (Firenze): Edizioni del Galluzzo, 2001.

Nel 1934 il noto dantista Michele Barbi aveva detto: "Sono convinto, sempre piu convinto che occorra fare nella gran massa dei codici de La Divina Commedia quella prima eliminazione per la quale quarant'anni fa fu ideata e da me preparata per la Societa Dantesca Italiana una scelta di quattrocento passi."

Il progetto delineato dal Barbi e stato finalmente realizzato dopo quasi settant'anni con un imponente lavoro compiuto da Federico Sanguineti.

Sanguineti e ricercatore presso l'Universita di Salerno dove ha tenuto corsi di Filologia Italiana e Storia della Lingua Italiana. Dal 1999 insegna Filologia e Critica Dantesca all'Universita di Siena. Oltre a numerosi studi su Dante, usciti in Italia e all'estero, ha pubblicato lavori su Boccaccio, Machiavelli, Manzoni e Lorenzo de' Medici.

Attenendosi al metodo di Lachman e con un indefesso lavoro durato ben dodici anni, Sanguineti ha consultato il numero eccezionale di seicento codici verificandone i passi filologicamente critici e ha prodotto uno "stemma Codicum" di soli sette codici. Fra questi spicca l'Urbinate Latino 366 della Biblioteca Apostolica Vaticana risalente al 1352, e su detto manoscritto, con le correzioni degli errori di sostanza, si fonda l'edizione curata da Sanguineti. Questo primo volume sara seguito da un secondo "con puntuale commento filologico ai luoghi controversi" come e stato promesso.

In un articolo apparso sul Corriere della sera nel novembre del 1999 quando ottenne il premio per la sua ben nota carriera di studiosa e scrittrice, Maria Corti aveva manifestato all'autore di quell'articolo il suo disappunto con i critici letterari italiani che, citando dal Corriere, "si esibiscono in lamenti sulla decadenza dei nostri autori." Come se riprendesse il filo dei suoi commenti di allora, nella sua favorevolissima recensione della Dantis Alagherii Comedia pubblicata sul quotidiano La Repubblica del 10 giugno 2001, dopo aver scritto che "l'impresa editoriale di Sanguineti fa onore alla cultura italiana e soprattutto europea," la Corti conclude dicendo: "Questo consolera gl'intellettuali del nostro paese che attendono solo segni di ripresa in una terra dove le possibilita, a saperle trovare, non mancano."

Anche il Professor Paolo Trovato commenta favorevolmente "la Commedia secondo Sanguineti" che e il titolo del suo articolo pubblicato in La rivista dei libri del 29 dicembre 2001, dove scrive: "Ritengo la nuova edizione della Commedia, cosi fresca e impegnata e coraggiosa, uno tra i piu importanti e fecondi contributi testuali nel campo degli studi danteschi." Trovato mette anche in evidenza che "per la prima volta qualcuno e riuscito ad applicare il metodo di Lachman a un testo di grandissima diffusione come la Commedia," e che questa "e la notizia autenticamente sensazionale che ogni giornale dovrebbe riportare."

In precedenti recensioni Piero Boitani su Il Sole--24 Ore e Cesare Segre nel Corriere della sera, rispettivamente del 10 e 20 giugno 2001, si concentrano sulle varianti da loro trovate nella Comedia di Sanguineti. Per Boitani, che intitola il suo articolo "Commedia, che sorprese!," "il caso piu clamoroso che fara discutere" si trova nel canto XXIV del Purgatorio dove "Bonagiunta da Lucca non contrapporrebbe piu la triade formata da Jacopo da Lentini, Guittone d'Arezzo e se stesso ai poeti del Dolce Stilnovo, che proprio da questi versi prende nome. Se Sanguineti ha ragione," continua Boitani, "di quella corrente rimane solo la dolcezza, mentre il `novo' piu non sarebbe che un'esclamazione alla novita di Dante. Insomma, la storia letteraria ed europea del Duecento e del Trecento esploderebbe in un sol colpo."

Anche Segre critica quella variante del Dolce Stilnovo che giudica ardua da motivare. Inoltre, il titolo del suo articolo e "La Divina Commedia dal sapore emiiiano" seguito da un sottotitolo in cui si afferma che "il testo proposto riporta forme non fiorentine e lascia spazio a qualche perplessita." Penso che in questo caso sia bene andare agli Itinerari danteschi del Petrocchi, particolarmente al capitolo sulla "Tradizione emiliano-romagnola del testo della Commedia" dove si legge: "Come tutti sanno, la tradizione bolognese dei commentari danteschi si pone non seconda a quella toscana, anzi domina il primo decennio della fortuna di Dante." Segue il riferimento al "culto dantesco in Bologna, capitale centro d'irradiazione e di consolidamento della fortuna della Commedia prima che i centri fiorentini, superate difficolta politiche e in parte anche letterarie, assumano la guida della divulgazione di Dante, ma conservando sempre, sino alle generazioni di Benvenuto e oltre, una funzione assolutamente fondamentale."

C'e un altro testo dal titolo Dante in Bologna, scritto da Giovanni Livi nel 1918, che penso possa anch'esso dimostrare l'influsso emiliano su Dante, i suoi figli e forse anche sulle sue opere.

Le "sorprese" trovate da Boitani e il "sapore emiliano" sentito da Segre non hanno influito negativamente sul giudizio complessivo dei due critici per la Dantis Alagherii Comedia. Boitani conclude d'averla trovata "scorrevole, leggibile, spesso capace di lar meno delle note che l'hanno appesantita per secoli e di colpire il lettore per la sua agilita narrativa." Anche Segre, pur criticando la variante relativa al "Dolce Stilnovo," conclude il suo articolo ringraziando Sanguineti "per il fresco, appassionato contributo a una rilettura a fondo del testo dantesco." E perci chiaro che tutte le recensioni apparse in Italia, dalla prima di Maria Corti alla piu recente di Paolo Trovato, sono un riconoscimento del valoroso contributo apportato da Sanguineti alle fruttuose ricerche di filologia dantesca.

Mi e sembrato importante citare i critici italiani della Dantis Alagherii Comedia, perche si tratta di note personalita letterarie con le quali ho voluto confrontare il mio pensiero su un lavoro tanto notevole.

Avendo letto attentamente l'opera di Sanguineti con la necessaria conoscenza del metodo di Lachman, mi associo in particolare alla Corti e a Trovato. Quest'ultimo ha riconosciuto in quest'opera un merito che anch'io avevo individuato, cioe che per la prima volta qualcuno fosse riuscito ad applicare Lachman a un testo come la Commedia e che questa fosse una notizia "autenticamente sensazionale che ogni giornale dovrebbe riportare," come ha scritto Trovato.

Resto in attesa del secondo volume promesso da Sanguineti che sono certo chiarira le varianti discusse da Boitani e da Segre, ma intanto confesso che, ricordando specialmente Petrocchi e anche Livi, non ho perplessita per quel che riguarda il "sapore emiliano" della Dantis Alagherii Comedia.
MARIO PIETRALUNGA
California State University Sacramento
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Author:Pietralunga, Mario
Publication:Italica
Article Type:Book Review
Date:Jun 22, 2002
Words:1029
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