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Cristiano Zanetti. La cattedrale di Cremona. Genesi, simbologia ed evoluzione di un edificio romanico.

Cristiano Zanetti. La cattedrale di Cremona. Genesi, simbologia ed evoluzione di un edificio romanico. Cremona: Biblioteca statale di Cremona e Rotary Club Cremona, 2008. Pp. 234.

Chiaro, documentato e arricchito da un apparato grafico di buona qualita, il volume costituisce un'utile introduzione agli studi sulla cattedrale di Cremona e una buona guida alla visita dell'edificio.

La prima meta e forse troppo ampia: invece di trattare di quel che la cattedrale ha di specifico, Zanetti ricostruisce il contesto storico e culturale della sua costruzione e della sua storia. Cosi, per illustrare un periodo cruciale di tale storia--chi istitui la fabbrica e ordino la costruzione dell'edificio--Zanetti spiega quali sono le cause principali che hanno permesso, nove o dieci secoli fa, imprese edilizie tanto ambiziose, il passaggio dal sistema feudale a quello comunale, la natura e le ragioni della lotta fra papato e impero, e solo dopo trenta lunghe pagine arriva alla risposta: "[...] solo il nuovo regime del Comune, unica vera autorita politica cittadina all'inizio del secolo XII, poteva disporre dell'autorita e delle risorse necessarie per intraprendere un'opera cosi monumentale" (66). Analogamente, per illustrare il significato allegorico della cattedrale cremonese utilizzando un antico testo del vescovo di Cremona Sicardo (1155 circa-1215), la Cronica, Zanetti non si sofferma tanto sulle caratteristiche che emergono dallo studio di quella particolare cattedrale, ma sui tratti allegorici che Sicardo attribuisce a tutte le chiese cristiane: ogni chiesa si ispira al cenacolo, all'altare e all'arca di Noe; e metafora in pietra del tabernacolo di Mose ed Aronne e del tempio di re Salomone (77); ogni altare simboleggia il Cristo ed e "'dorato' perche 'in esso sono nascosti tutti i tesori della saggezza e della conoscenza di Dio"' (80). Anche l'excursus successivo sull'arte romanica puo suscitare qualche impazienza nei lettori che vogliono alla fine approfondire la loro conoscenza della cattedrale di Cremona. Queste prime cento pagine, comunque, sono strutturate con precisione e hanno riferimenti a una bibliografia intelligentemente selezionata. Le cento che seguono, poi, appagano in pieno il desiderio di conoscenze specifiche e approfondite.

Le somiglianze fra gli apparati scultorei della cattedrale di Modena (terminata probabilmente nel 1106) e della cattedrale di Cremona (iniziata probabilmente nel 1107) hanno fatto pensare a un trasferimento delle maestranze e a una sostanziale continuita fra i due edifici anche se, osserva Zanetti, "non tutti i rapporti modulari che sembrano aver caratterizzato la progettazione della Cattedrale modenese calzano [...] con l'edificio di Cremona" (102). L'analisi dei rapporti modulari a Cremona e la parte piu originale di questo studio che riconduce la struttura ancora esistente della cattedrale ad un progetto unitario, partendo dall'osservazione che "il laterizio romano di recupero ha il ruolo di unita strutturale dell'edificio che e infatti esemplato sul piede romano (29,64 cm)" (173). La pianta del corpo centrale equivale a uno iugero (240 piedi per 120); i bracci del transetto formano due quadrati di 80 piedi di lato; utilizzando il piede romano come unita di misura, si puo dunque "leggere l'impianto modulare della cattedrale di Cremona: i volumi dell'edificio sono infatti riconducibili a quadrati e cubi di 25 piedi di lato" (173). I lavori della cattedrale si protrassero per secoli (il rosone della facciata ovest fu eseguito nel 1274, la scalinata della facciata nord risale al 1282, la facciata meridionale fu conclusa nel 1342, la conclusione dei lavori fu celebrata nel 1383). L'alternarsi delle maestranze e l'evoluzione tecnologica fecero si che "al progetto unitario della pianta non corrispond[a] [...] una uniformita stilistica e materiale delle strutture" (174): le colonne piu antiche hanno per esempio una doppia rastrematura, mentre quelle successive sono a fusto cilindrico (107); le coperture gotiche che chiudono gli spazi superiori "hanno abbassato la vasta aula romanica, e le superfici pittoriche e le dorature contribuiscono a mascherare l'assetto originale" (129). Tutte queste osservazioni di Zanetti sono illustrate da cartine dettagliate e da foto che le confermano in modo puntuale. Altre pagine interessanti riguardano le fondazioni e i muri, il sistema dei sostegni, lo stato dei capitelli, le finestre, la fitta rete dei passaggi intermurari, i matronei e le loro coperture, il cleristorio, le volte, la discontinuita del corpo longitudinale dovuta soprattutto a "la volonta degli artefici di creare piu facciate monumentali indipendenti" (136)

Il volume e completato da tre appendici. Nella prima Annalisa Gobbi studia la caratterizzazione dei materiali lapidei che rivestono esternamente la cattedrale di Cremona, fornendo a sua volta foto che documentano con esattezza le sue conclusioni. Nella seconda Elena Manzoni analizza la vulnerabilita sismica delle chiese in muratura illustrando i meccanismi di collasso e fornendo dati su tutti i terremoti documentati che hanno colpito Cremona dal 1117 (il terremoto di quell'anno fu quello con la massima intensita locale e fece crollare parte della cattedrale in costruzione) al 1983 (con epicentro in provincia di Parma). Nella terza Adelaide Ricci fornisce una guida dettagliata al dibattito, tutt'altro che concluso, sull'apparato scultoreo romanico della cattedrale.

Luciano Parisi, University of Exeter
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Author:Parisi, Luciano
Publication:Annali d'Italianistica
Article Type:Book review
Date:Jan 1, 2010
Words:809
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