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Cosma Siani. Libri all'Indice e altri.

Lecce: Manni, 2001.

Il titolo capzioso ce lo spiega subito l'"Avvertenza" dell'autore: "Ho raccolto in questo volume una selezione di recensioni letterarie apparse prevalentemente su L'Indice dei libri del mese, ma anche su altri periodici italiani e su riviste americane, universitarie e non, per i cui dettagli rinvio alle note in fine di capitolo." I libri, cioe, non messi "all'Indice" (tanto per stare al gioco del titolo) erano stati altrove recensiti: in Italian Quarterly, Rivista di studi italiani, Letteratura italiana contemporanea, Diverse lingue, Altreitalie, Rinascita, La gazzetta del mezzogiorno, Gradiva, e Galleria.

Naturalmente, una recensione di recensioni non e facile compito; ma l'autore stesso ci da qui una mano: "Ne risultano mosaici le cui tessere, nate con quel tanto di casualita e di reazione a caldo che l'attivita del recensore comporta, sembrano formare quadri che restituiscono un'immagine di alcune zone letterarie--quasi sondaggi territoriali, uniformati dalla mano e dal gusto del recensore, e volutamente o no pilotati dalla sua sensibilita." Ecco la parola-chiave: sensibilita o gusto letterario; ed e scontato il presupposto di un' ampia preparazione che corrobori e affini tale sensibilita.

E proprio la prima recensione di questo volumetto che ci da la prova del finissimo e, direi, impeccabile gusto letterario di Cosma Siani, che, dinanzi all'eclatante dissacrazione di un testo classico, da sfogo all'intimo sdegno, a malapena serbando il garbo del gentiluomo. Si tratta del Decamerone da un italiano all'altro. Prime cinque giornate di Giovanni Boccaccio/Aldo Busi (Milano: Rizzoli, 1990). La "reazione a caldo" del Siani e un piccolo capolavoro di critica, anzi di estetica. E una reazione a caldo si, ma pur validamente ragionata. Il suo rifiuto d'ogni sacrilego compromesso di cosiddetto modernismo egli lo esprime con lucidita d'ingegno e finezza, appunto, di sensibilita. Basta un solo esempio a comunicare al lettore la gravita dello scempio. Scrive il Siani, giustapponendo Boccaccio a Busi: "Non diciamo poi degli allettamenti che mandano il Nostro fuori dai gangheri. In primo luogo, certa goliardia di linguaggio. Nell'Introduzione, il Boccaccio: `Disse allora Filomena: Questo non monta niente ... come Pampinea disse, potremmo dire la fortuna essere alla nostra andata favoreggiante,' e il Busi: `Ma chi se ne frega' disse allora Filomena ... `la penso anch'io come Pampinea: che abbiamo avuto un culo sfacciato ecco.' "E gia il lettore anticipa la conclusione del recensore: "La riscrittura e cosi insofferente degli scopi divulgativi da cui ha mosso, che si presenta come un esasperato idioletto del riscrittore." Ho detto: un piccolo capolavoro di critica e di estetica, ma, aggiungo, anche di letteratura comparata. Il noto anglista (Siani insegna inglese ed ha un incarico nella Scuola di Specializzazione Universitaria a Roma) al Busi, tra le altre cose, ricorda i Tales from Shakespeare di Charles Lamb, un libro dimenticato, o non conosciuto, che non rende affatto "nuova" la sua infelice operazione di divulgamento.

Tutte le recensioni qui raccolte hanno in comune profondita d'intuito e limpidezza di presentazione, doti precipue del Siani critico. Colpiscono certe sue felici e quasi aforistiche premesse o sintesi: "Va riconosciuta a Umberto Eco una bussola interiore che manda segnali al momento di correggere la rotta" (27), "Ben presto, sulla scorta ungarettiana, e piu tardi nell'ascendenza di Joyce, Gadda, Apollinaire (Elio Filippo Accrocca), si sarebbe lasciato tentare da una varieth di registri i quali, piu che assecondare le maniere poetiche degli ultimi quarant'anni, le hanno attraversate con intenti personali" (23) e "Si vede come Pierro sia poeta `in dialetto' e non poeta `dialettale': il suo vernacolo eredita i modi della raggiunta maturita di intelletto, emozioni e stile, e moduli elaborati in seno alla tradizione in lingua piuttosto che nell'humus vernacolare" (21). A proposito di Albino Pierro--e cio dimostra la capacita del Siani di trasformare cultura in mezzo di convincimento--egli lo rimenziona nella sua recensione di un volume di Gigliola De Donato in cui il giudizio di Ernesto De Martino sul poeta lucano (il concetto del "villaggio vivente nella memoria") e visto come la "chiave della sensiblita meridionalistica" di Carlo Levi.

Giuseppe Cassieri, Raffaele Nigro e Achille Serrao occupano un posto di prominenza in questo libro non perche, credo, il Siani voglia anteporli ad altri per predilezione personale ma per il semplice fatto che di questi tre autori viene ripubblicato il maggior numero di recensioni (nove per il primo, sei per il secondo, e due lunghe per il terzo.) Abbiamo, in tre completi saggi, un preciso quadro panoramico dell'opera di tre scrittori meridionali che, in prosa o in poesia, aderiscono allo stesso ideale di rinnovamento sociale e con metodi diversi sostengono la stessa tesi di umana fratellanza.

La parte conclusiva del libro, che immediatamente segue un lieve e rapido excursus di narratori esordienti o, come tali, poco noti (Francesco Piccolo, Giacomo Annibaldis, Dante Maffia, Rina Durante, Maria Iatosti, Mauro Mare, Sandro Onofri, Francesco Marroni) e dedicata alla letteratura italoamericana con pertinenti, anzi essenziali schede di orientamento: Biglietto di terza di Giose Rimanelli, Son of Italy di Pascal D'Angelo, Poesaggio: poeti italiani d'America di Pietro Carravetta-Paolo Valesio, La Storia (cinque secoli di esperienza italo-americana) di Jerre Mangione e Ben Morreale nella traduzione italiana di Maria Teresa Musacchio del 1992, e The Italian American Experience: An Encyclopedia, a cura di Salvatore LaGumina, Frank J. Cavaioli, Salvatore Primeggia, Joseph A. Varacalli.

Di Cosma Siani e risaputo il lungo studio e grande amore per i valori e le conquiste letterarie della pascoliana "Italia raminga," e di questo, anche di questo, gli siamo cordialmente grati.
JOSEPH TUSIANI
City University of New York
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Author:Tusiani, Joseph
Publication:Italica
Article Type:Book Review
Date:Jun 22, 2002
Words:901
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