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Concetta Cirigliano Perna, a cura di. Non soltanto un baule: storie di emigranti italiani.

Concetta Cirigliano Perna, a cura di. Non soltanto un baule: storie di emigranti italiani. Con un preambolo di Matilda Raffaella Cuomo. New York, NY: Edizioni Farinelli, 2005.

Nel porre l'accento sull'importanza del racconto dell'esperienza umana al di la del dato storico e sociologico, l'antologia curata da Concetta Cirigliano Perna si presenta come un baule pieno di storie di emigrazione. Non solo la valigia dunque, simbolo pregnante di un esodo lungo decenni che nell'arco di un secolo ha visto partire ventisette milioni di Italiani alla ricerca di un'altra possibilita di vita, ma la storia che la valigia racconta, sempre diversa e, per certi versi, sempre uguale. Come indica Matilda Raffa Cuomo nel preambolo al libro, "nessuna storia e uguale ad un'altra, sebbene tutte le storie abbiano molti elementi in comune: orgoglio, disperazione, sofferenza, conflitti, speranze e molto di piu" (9). La curatrice, originaria di Matera e al momento docente universitaria a Sydney, ha infatti pensato di aprire i bauli di questi emigranti e dare visibilita ad alcune delle tante storie spesso sottaciute, dimenticate o represse. E, nel farlo, ha reso proprio quella tensione tra l'unicita di ogni storia e il tratto universale del percorso emigratorio, fatto di ansie e ambizioni, di delusioni e successi, di ricordi e di amnesie. In questo senso, il libro s'inserisce nel genere del memoir che e documentaristico e creativo al tempo stesso, ma lo fa diversamente da altri testi, in quanto si propone un secondo fine. Non soltanto un contenitore di racconti da leggere, ma un punto di partenza per un itinerario didattico, in altre parole, un baule di testi per capire "dal basso" una storia di dimensioni colossali, che apre poi le porte a percorsi di appronfondimento di tipo geografico, sociale, letterario, artistico, di costume, ecc.

Pubblicato dalla Farinelli, casa editrice newyorkese gia attiva nel campo della glottodidattica italiana, il volume nasce come testo scolastico rivolto in particolare agli studenti di italiano delle superiori, e ancor piu nello specifico a quelli che frequentano il corso AP (Advanced Placement). Tra i temi per la composizione nell'ambito culturale all'interno dell'esame AP e stata infatti inclusa anche la storia italo-americana e dunque per estensione quella dell'emigrazione. Primo tra gli esami del College Board ad abbracciare nel contempo lingua e cultura straniera, l'esame AP di italiano implica un percorso formativo piu complesso e necessita dunque di materiali che permettano un apprendimento in cui lingua e cultura siano inscindibili. Non soltanto un baule e uno strumento piu che utile in questo senso: le storie, tutte in italiano, sono corredate da note a pie di pagina pensate per illustrare le parole piu complesse fornendo sinonimi e non traduzioni, oppure spiegazioni, laddove necessario. Un glossario alla fine del volume chiarisce in maniera particolareggiata, questa volta in inglese, i termini chiave del linguaggio dell'emigrazione, da "vedove bianche" a "wop," da "migration chain" a "dago." Ogni racconto rimanda ad una sezione di esercizi nella parte finale del volume, in cui si alternano attivita pensate proprio come itinerari di analisi testuale e di ricerca culturale, la cui varieta e specchio della molteplicita delle storie incluse nel volume stesso.

Il libro contiene infatti dieci storie di emigrati o discendenti di emigrati (da registrare l'ampia presenza di donne corne soggetti o scrittrici) provenienti da varie regioni italiane (Abruzzi, Sicilia, Trentino Alto-Adige, Calabria e Campania) e trasferitisi in Australia, Canada, Argentina e Stati Uniti (Pennsylvania, New Jersey, Connecticut e stato di New York). Si tratta di storie raccontate attraverso modalita narrative diverse che spaziano dal racconto diretto della propria esperienza sotto forma di missiva ("Una lettera mai spedita" di Francesca Schembri) a quello della ricostruzione della vicenda di un parente scomparso ("Attraverso gli occhi di mio nonno" di Pat Ciarrocchi), fino all'intervista riportata in terza persona, in cui la curatrice del volume trascrive il testo del colloquio realizzato con la persona emigrata ("Mio e non mio" di/con Enoe Di Stefano). Questa varieta sul piano delle voci in campo e riflesso di un'altra varieta che e quella temporale, nel senso che le storie coprono un periodo piuttosto lungo che si estende dalla fine dell'Ottocento per arrivare ai giorni nostri. Una panoramica cosi ampia permette di illustrare storie di emigrazione antica (si veda per esempio "Il mio Michelangelo" di Elise Magistro), ma anche esperienze recentissime, corne quella di Carmela Scala ne "Il passaporto per una nuova vita" che registra la storia attuale della fuga dall'Italia.

Gli esercizi inseriti nella seconda parle del libro propongono una lettura approfondita dei testi stessi nelle due sezioni intitolate "Domande di comprensione" ed "Esprimi le tue opinioni," ma anche cammini di ricerca che partono dal testo per andare in altre direzioni. Con il titolo "Scegli uno dei seguenti temi," la terza sezione invita a formulare idee per una composizione, come nel caso di un racconto di emigranti abruzzesi che puo offire lo spunto indiretto per conoscere lo scrittore italo-americano John Fante, i cui antenati erano originari dell'Abruzzo. In alcuni casi, tali percorsi si rivelano pero slegati dal nucleo narrativo e indicano possibilita di ricerca solo marginalmente connesse al testo. Questa sezione opta cioe per temi generali che esulano dal contenuto, ma che indubbiamente forniscono tracce utili per esercitarsi nella composizione per l'esame AP. E il caso del racconto "I miei primi centun'anni" di Maria Trovato che contiene interessanti riferimenti all'internamento degli Italiani in quanto "alieni nemici," storia ancora segreta che risulterebbe di grande rilievo attuale nella discussione con gli studenti sulla sorte degli immigrati durante fasi di grande tensione inter/nazionale. Gli esercizi ad esso relativi indicano invece soltanto approfondimenti sui temi, seppur importanti, della globalizzazione e delle tradizioni siciliane.

D'altronde la ricca e dettagliata introduzione della stessa Cirigliano Perna ripercorre la vicenda dell'internamento cosi come di tutte le fasi piu salienti dell'emigrazione italiana, fornendo dati e date di rilievo per contestualizzare appropriatamente le storie individuali: dalla partenza all'arrivo, dai fattori di spinta a quelli di richiamo, dalla prima alla terza e quarta generazione, la curatrice fornisce un quadro completo, accessibile e chiaro, che si sarebbe potuto avvalere anche di una breve bibliografia di testi e siti Internet per gli insegnanti e gli studenti stessi. Ma l'introduzione anticipa soprattutto i sentimenti legati al migrare che ricompaiono nei racconti, corne quelli della sofferenza e dell'ambizione ("Chi ti da il pane chiamalo padre" di Anna D'Agostino), quelli della grinta e del coraggio ("Da una guerra a un colpo di stato alla liberta" di Marcello Spinella), e quelli della discriminazione e della difesa delle proprie tradizioni fino a cristallizzarle ("I ricordi sono per sempre" di Susan Amatangelo).

I singoli racconti di Non soltanto un baule si snodano secondo una struttura alquanto omogenea in cui, accanto ad una citazione storica, letteraria o popolare, dopo un paio di frasi introduttive, viene presentata la storia d'emigrazione fornendo luogo e data di nascita, motivazione alla partenza, esperienza all'estero, verbalizzazione dello stato d'animo dell'emigrante rispetto alla propria scelta e bilancio dell'esperienza in base al grado d'integrazione nel nuovo paese o di nostalgia per quello lasciato alle spalle. La riconoscibilita della struttura narrativa, se da un lato rischia di uniformare le storie, delinea dall'altro un modello chiaro di riferimento per il lettore-studente che impara l'italiano attraverso questi testi. Nel caso delle storie raccontate dai discendenti compare sempre in conclusione il desiderio di "fare memoria," cioe a dire di "fare storia," inserendo i propri avi in un capitolo della storia italiana e straniera che altrimenti resterebbe ignoto, quello dell'emigrazione appunto. In questo senso, la prima storia "Non soltanto un baule" di Jean Farinelli, merita un'attenzione particolare perche contiene un elemento diegetico che assume una forte valenza simbolica. Nel ricordare la nonna Filomena che con coraggio parti per l'America ormai vedova e con due figli piccoli a carico durante la Prima Guerra Mondiale, l'autrice si sofferma su un episodio particolare, il silenzio in cui la donna si chiuse una volta giunta a Ellis Island, dove per ragioni non del tutto chiare si rifiuto di rispondere alle domande degli ispettori, che di conseguenza la trattennero nel centro immigrazione in attesa di risposte sulla sua identita e sul suo progetto americano. Sotto la regolare ingiunzione al rimpatrio in Italia, la donna minacciava pero di buttarsi in mare coi bambini. Il mutismo duro per tre mesi, cosi come il soggiorno nell'isola delle speranza e delle lacrime. Il racconto della Farinelli, delicato ed essenziale, da voce a questo mutismo e, in nuce, contiene il percorso di recupero delle storie altrimenti cadute nel silenzio di tutto il libro, un percorso cosi emblematicamente riassunto nella lista dei lemmi inclusi nella tabella conclusive dei verbi irregolari, che scandiscono il lessico e quindi l'esperienza dell'emigrare: andare, appartenere, arrendersi, avere, costruire, custodire, essere, lasciare, partire, raggiungere, rimanere, scegliere, spostarsi, stare, venire ....

TERESA FIORE

California State University-Long Beach
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Author:Fiore, Teresa
Publication:Italica
Article Type:Book review
Date:Mar 22, 2007
Words:1443
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