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Cinzia Sartini Blum e Lara Trubowitz. Contemporary Italian Women Poets. A Bilingual Anthology.

Cinzia Sartini Blum e Lara Trubowitz. Contemporary Italian Women Poets. A Bilingual Anthology. New York: Italica Press, 2001. Pp. LII + 308

L'interesse critico per la scrittura al femminile in Italia e fenomeno relativamente recente, legato al fiorire del pensiero femminista ed alla influenza dei Gender Studies di oltreoceano. Se questo e un dato oggettivo per la scrittura femminile tout court, risulta tuttavia ancor piu valido per lo specifico poetico di quella scrittura.

La poesia delle donne e pianeta ancora semi-inesplorato dalla critica accademica ufficiale. Nei volumi antologici che edificano e trasmettono mappe e percorsi di poetiche del Novecento italiano--i Mengaldo (Per Vincenzo Mengaldo, Poeti Italiani del Novecento, Milano, Mondadori, 1978), i Sanguineti (Edoardo Sanguineti, Poesia del Novecento, Torino, Einaudi, 1969)--, la linea femminile rappresenta spesso una regione minoritaria o ancor piu marginale di altri "tradizionali" territori di frontiera, come la poesia dialettale. La scrittura poetica delle donne fatica a trovare un riconoscimento critico che non sappia di reperto antropologico o di ghettizzazione stilistico-tematica, e che sappia piuttosto discernere, nel paesaggio multiforme di quei versi, diversita ed appartenenze.

Di la dal conteggio statistico delle presenze e delle assenze nel Parnaso Novecentesco (sia esso classico o d'avanguardia), e necessario che questa frontiera della scrittura rivendichi totale espressione e visibilita. Operazione culturale essenziale e delicata, che negli anni Settanta in Italia, e stata affidata al volume Donne in poesia di Biancamaria Frabotta (Donne in Poesia. Antologia della poesia femminile in Italia, prefazione di Dacia Maraini, Roma, Savelli, 1976) e che, dopo l'indagine pubblicata su rivista di Mariella Bettarini su donne e poesia negli anni Ottanta e primi Novanta (Donne e poesia: seconda parte - Dal 1980 al 1989, "Poesia" 11.121 [Ottobre 1998]: 61), richiede ora ulteriori aggiornamenti e sviluppi.

Consapevole di queste premesse, e su questa linea che si colloca il volume Contemporary Italian Women Poets. A Bilingual Anthology, pubblicato per la Italica Press di New York da Cinzia Sartini Blum e Lara Trubowitz. Si tratta di un contributo importante, che offre uno strumento testuale di sicuro interesse non solo per il pubblico di lingua inglese a cui e indirizzato, ma anche per l'italianistica ufficiale, priva di un analogo repertorio testuale in volume aggiornato alle ultime battute della scrittura in versi al femminile.

Il volume presenta un taglio critico che lo differenzia dalla tradizionale produzione saggistica di scuola anglo-americana: per molti aspetti, l'antologia segue un'articolazione prettamente "italiana", adottando una prospettiva diacronica fondata su una periodizzazione per "generazioni". La rosa delle autrici presentate nell'antologia viene infatti introdotta in tre passaggi successivi: dapprima nell'introduzione storico-critica; successivamente nella sezione antologica dei testi; infine nel repertorio delle note biobibliografiche. Tre differenti criteri si succedono nella strutturazione delle tre sezioni: un criterio generazionale, uno cronologico ed uno alfabetico.

Le autrici dell'antologia citano, nell'introduzione, due fondamentali interlocutori testuali della loro opera: il primo, The Defiant Muse: Italian Feminist Poems from the Middle Ages to the Present, New York, The Feminist Press, 1986, curato da Allen Beverly, Kittel Muriel e Jewell Keala Jane, e un'antologia che esplora in chiave femminista l'intero arco della scrittura poetica femminile italiana, condensando scritture lontane nel tempo e nello spazio; il secondo volume, Italian Women Poets of the Twentieth Century, Dublin, Irish Academic Press, 1996, curato da Catherine O' Brien, riduce lo spettro temporale dell'analisi alla contemporaneita esplorata nella voce di undici donne-poeta, in percorsi che intrecciano strettamente biografia, testi e temi, all'insegna di una radicale diversita della scrittura poetica femminile.

Indagine a vasto raggio, transgenerazionale e transregionale, e individuazione di specificita e differenze: questi sono i tratti che Blum e Trubowitz fanno propri in questa loro antologia di terza generazione. Esiste, tuttavia, un'importante differenza: questo volume intende, attraverso un approccio piu sintetico che analitico, ricondurre le derive femminili lungo le vie maestre della poesia del secondo Novecento. Pensiero dell'appartenenza poetica, dunque, oltre che della differenza. Il testo trascrive i segni---57 occulti, inesplorati o mai registrati--dell'essenziale contributo delle donne alla geografia ufficiale delle poetiche, correnti e scuole della poesia italiana contemporanea.

Questa scelta comporta la subordinazione di altri possibili tracciati critici, quale, ad esempio, un fruttuosissimo percorso tematico all'interno della raccolta. Alla ricerca dell'identita, dell'intreccio di passione amorosa e scrittura, di testualita e sessualita, di metafisica e quotidianita--tutti temi elencati da Blum e Trubowitz nell'introduzione (XVII)--si sovrappongono carsiche linee di revisioni mitiche e deflagrazioni psichiche e psicotiche della scrittura. L'analisi tematica, tuttavia, pur non essendo perseguita nel volume in chiave sistematica, compare disseminata nelle analisi dedicate alle poetesse nell'ambito dell'inquadramento diacronico introduttivo ed affiora implicitamente dall'accorta scelta dei testi, foriera di future esplorazioni.

Duplice dunque il compito dell'ampia e dettagliata sezione introduttiva. Anzitutto, si vuole condurre il pubblico di lettori/lettrici nella selva complessa e stratificata della poesia italiana del secondo dopoguerra, dalle sue matrici ermetiche alle sue ramificazioni realistiche e neoavanguardistiche, fino alle filiazioni neo-orfiche e ironico-ludiche della poesia di fine millennio. Al contempo, tuttavia, la sintesi storica si apre a schegge analitiche dedicate alle donne-poeta che intersecano scuole, correnti e diatribe letterarie, reagendo in sintonia o distonia al clima culturale della loro epoca.

La seconda sezione introduce direttamente i testi con traduzione a fronte, senza alcun commento critico. Le autrici sono elencate in ordine cronologico, e cronologico e anche l'ordine interno alle singole sequenze antologiche. Il corpus delle poetesse comprende, nell'ordine: Daria Menicanti, Margherita Guidacci, Cristina Campo, Armanda Guiducci, Elena

Clementelli, Maria Luisa Spaziani, Luciana Frezza, Vera Gherarducci, Amelia Rosselli, Gabriella Leto, Alda Merini, Rossana Ombres, Giulia Niccolai, Piera Oppezzo, Dacia Maraini, Jolanda Insana, Anna Cascella, Mariella Bettarini, Luciana Notari, Biancamaria Frabotta, Vivian Lamarque, Patrizia Cavalli, Rosita Copioli, Gabriella Sica, Patrizia Valduga.

I nomi presenti nella raccolta, con alcune eccezioni, sono in parte gia noti al pubblico anglo-americano attraverso la traduzione di loro testi nel gia citato The Defiant Muse e nel volume The Promised Land: Italian Poetry after 1975 (Sun & Moon Press, Los Angeles, 1999, a c. Di Luigi Ballerini et al.), oltre che in selezioni pubblicate su riviste. Esiste gia una tradizione critica consolidata negli ambienti universitari angloamericani per le voci piu note presenti in questo elenco, dalla Merini alla Rosselli, ma il contributo conoscitivo, per voci nuove o meno conosciute, offerto dall'antologia qui recensita e indubbio. L'elenco presta tuttavia il fianco a critiche concernenti la selezione. Se l'assenza di Antonia Pozzi (outsider suicida della quarta generazione, punto di partenza della selezione frabottiana), pur contestabile, appare giustificata dal rigido criterio cronologico, non puo non suscitare interrogativi l'esclusione di una delle voci piu significative della scuola femminista del "pensiero della differenza": la Bianca Tarozzi di Nessuno vince il leone (Arsenale editrice, Verona, 1988) e di La buranella (Venezia, Marsilio, 1996). Sarebbe stato anche interessante introdurre gli esperimenti dialettali di Franca Grisoni (La Boba, Gernova, San Marco dei Giustiniani, 1986, con poesie tradotte da Justin Vitiello): una delle protagoniste della rinascita della poesia dialettale in Italia, vincitrice del premio Viareggio nel 1997.

Notevole la scelta dei brani poetici, che offre, come si diceva, ampia conferma ad analisi tematiche e che rivela l'affascinante varieta ed originalita di questi componimenti, nelle scelte stilistico-formali, nelle intonazioni, nelle reti metaforiche, registrando al contempo influssi ora classico-ermetici, ora neo-avanguardistici, fino alla prosasticita delle forme diaristiche o ad una estesa narrativita. A volte la scelta, soprattutto per autrici gia note e tradotte, non include testi recenti (assenti, ad esempio, brani dalle Cento quartine e altre storie d'amore di Patrizia Valduga, Einaudi, Torino, 1997), o canonici, come La libellula di Amelia Rosselli (Le poesie, Milano, Garzanti, 1997, pp. 139-58), o La terra santa di Alda Merini (La Terra Santa, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1984, pp. 40-41), o La viandanza di Biancamaria Frabotta (La viandanza, Milano, Mondadori, pp. 78-82), cui pure si fa accenno nell'introduzione, per presentare poesie o raccolte meno conosciute. Se da una parte questo permette un'esplorazione piu originale di questi corpi poetici, dall'altra l'esigenza divulgativa dell'antologia avrebbe forse richiesto qualche campionatura piu "ovvia".

Per quanto concerne la traduzione, la qualita dei testi tradotti e senz'altro alta e costituisce un punto di forza dell'antologia. In coda alla sezione introduttiva (LI-LIII), quasi a mediare l'impatto con la sezione antologica bilingue a seguire, Blum e Trubowitz dedicano un piccolo intervento critico-teorico al lavoro di traduzione svolto, descrivendo i problemi incontrati ed indicando i criteri adottati nel delicato passaggio dall'italiano all'inglese. Particolarmente interessante, in questa riflessione sul processo traduttivo, appare la questione del "genere" dei nomi e degli aggettivi, quanto mai centrale in una antologia di questo tipo. L'assenza del genere femminile nella sostantivazione e nella aggetivazione inglese produce all'interno dei testi tradotti cortocircuiti a scoppio ritardato, micro-shock che introducono un aspetto di sorpresa all'interno del testo, potenziandone la carica eversiva nel senso del "genere". Flessibili quanto basta nelle loro traduzioni, Blum e Trubowitz sono felicemente "intimate but not mimetic" (LII), citando le teorie sulla traduzione di Susan A. Handelman, anche se non mancano fraintendimenti. Tradurre un'"arcadia" rosselliana in "Arcadia" (Attorno a questo mio corpo 86) costituisce una non piccola forzatura del senso poetico, ad esempio; ma si tratta di un punto discutibile in un tessuto verbale altrimenti felicemente trasposto in altro idioma. Rosselli, Insana e Niccolai, d'altronde, con i loro giochi linguistici e neologismi, sono senza dubbio fra le autrici piu impegnative per chi ha il compito di tradurle.

La terza ed ultima sezione del volume comprende la serie delle schede biobibliografiche: concise ed esaurienti le biografie, aggiornate e dettagliate le schede bibliografiche dedicate alle singole poetesse, che contengono non soltanto i titoli delle raccolte poetiche pubblicate, ma anche l'elenco di testi in prosa, traduzioni e opere di carattere saggistico. A seguire, infine, una preziosa bibliografia selezionata che comprende le antologie contenenti testi poetici di donne pubblicate in Italia e nei paesi di lingua inglese, una serie di saggi critici ispirati alla tradizione anglo-americana dei Gender Studies o a quella del femminismo italiano e testi di storia letteraria. Un contributo importante che Blum e Trubowitz avrebbero potuto inserire in questa pur ottima bibliografia e una lista delle recensioni, prefazioni e introduzioni con cui il mondo della poesia ufficiale ha accompagnato gli esordi o le pubblicazioni di queste donnepoeta. Se e vero che esse non compaiono o fanno fatica a comparire in antologie, hanno tutte pero avuto lettori illustri, pronti a riconoscerne l'indubbio valore. In un'antologia che punta a ricondurre i sentieri della scrittura poetica femminile nell'alveo della poesia del secondo Novecento gli scritti di Pasolini, Montale, Sereni, Giudici, Raboni, Manganelli, Corti rappresenterebbero un'ideale controprova critica di un dialogo possibile e di un riconoscimento dovuto fra questi due interlocutori ideali.

Contemporary Italian Women Poets rappresenta dunque uno strumento d'analisi utilissimo, un repertorio testuale ricco ed aggiornato, ed offre un taglio critico innovativo nell'indagine sulla poesia delle donne in Italia, legato tanto alla scuola della "differenza" quanto ad un discorso di "appartenenza" alle dinamiche culturali strutturanti del secondo Novecento, in un testo a suo modo unico in ambito sia anglo-americano che italiano. Quest'antologia costituira senz'altro una fonte importante di visibilita internazionale per la poesia al femminile in Italia, e un'occasione di stimolo e di rinnovamento del dibattito letterario e di "genere" intorno a questo validissimo e ancora parzialmente inesplorato corpus poetico.

Stefania Benini, Stanford University
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Title Annotation:Italian Bookshelf
Author:Benini, Stefania
Publication:Annali d'Italianistica
Article Type:Book review
Date:Jan 1, 2002
Words:1835
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