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Carlo Celli. The Divine Comic: the Cinema of Roberto Benigni.

Lanham, MD: Scarecrow, 2001.

Il libro di Carlo Celli, parte della collana dedicata ai registi della Casa Editrice Scarecrow, e il primo importante studio in lingua inglese sul funambolico attore e cineasta Roberto Benigni. La monografia rende omaggio a quasi tutto il percorso formativo del comico toscano, un artista che ha segnato indelebilmente la rinascita del cinema italiano contemporaneo e la nuova comicita italiana con Johnny Stecchino (1991) e Il mostro (1995). Celli segue il cammino artistico di Benigni negli anni settanta quando il giovane comico si trasferisce a Roma dove vielle a contatto con intellettuali colti e raffinati, con l'avanguardia teatrale della citta e debutta in programmi televisivi. All'epoca, il giovane comico desta anche l'attenzione di Giuseppe Bertolucci che intuisce le sue grandi abilita linguistiche e mimiche e l'avvia allo studio di Collodi, di Ariosto e dei classici russi.

La loro collaborazione e coronata dalla realizzazione del film Berlinguer ti voglio bene (1977) tratto da una libera rielaborazione di un monologo teatrale: Cioni Mario di Gaspare fu Giulia. Nel suo debutto cinematografico Benigni impersona Cioni, un personaggio che e insieme moderno e arcaico e che mescola intelligenza e furbizia campagnola a momenti di estro sofisticato che saranno alla base di quasi tutta la prima fase creativa del comico toscano. Le prime recite e spettacoli benigniani mostrano, infatti, le frammentazioni e le contraddizioni tra una forte identita contadina toscana legata anche a una coscienza politica proletaria e le influenze consumistiche che all'epoca stavano trasformando il contesto culturale e sociale italiano. Lo studio di Celli analizza come Cioni, alter-ego di Benigni ideato per il debutto teatrale e televisivo, e il risultato di questa forte radice toscana popolare, dialettale e contadina del comico. Inoltre Celli esemina come l'entrata nel mondo dello spettacolo nazionale italiano del comico coincida con le trasformazioni economiche, culturali, sociali e politiche di quegli anni. La novita del nascente fenomeno Benigni e da cercare nella sua abilita di aver saputo legare i cambiamenti in atto nell'ambito familiare a quelli in corso su vasta scala nazionale. Nel suo studio Celli racconta dettagliatamente le origini povere e la precaria situazione finanziaria della famiglia Benigni a Misericordia in provincia di Arezzo, che forzarono il genitore, Luigi Benigni, a trasferirsi a Vergaio vicino alla prospera Prato per un lavoro in fabbfica. Il trasloco da un ambiente contadino a quello proletario e politico di Prato segnarono profondamente la maturazione di Roberto Benigni. Il retaggio contadino e la nuova militanza politica di sinistra porteranno il giovane artista Benigni a contestare e a ribellarsi contro la cultura italiana dominate degli anni settanta. Infatti, nei suoi primi spettacoli il comico toscano si accanisce contro la mafia, il conservatorismo della religione cattolica, i tabu sessuali, il consumismo e la Democrazia Cristiana, vista come erede e continuatrice degli ideali fascisti. Proprio per dare libero sfogo alla sua fantasia contestatrice Roberto Benigni si crea l'alter ego, Mario Cioni, che lancia invettive contro il sistema. La sua mimica popolare, la sua gestualita fisica gli creano antipatie nel mondo della cultura egemone italiana ma siccome la sua lingua madre e il toscano e la sua formazione e legata alla ricca cultura della poesia improvvisata popolare di quella regione, culla della cultura italiana, Benigni riesce, nonostante l'ostilita dei santoni dell'alta cultura, a crearsi un suo spazio. Per dimostrare la sua tesi Celli mostra come Benigni con le sue letture e interpretazioni della Divina Commedia di Dante sia capace di date una reinterpretazione populista, profondamente piu vicina alle origini dell'opera.

Nell'ultima parte della monografia l'autore esamina come Benigni, anche nel mondo del cinema, sia riuscito a crearsi una persona comica originale attingendo dai grandi comici del cinema muto, dalle maschere teatrali e dal patrimonio epico italiano. L'ultimo capitolo e dedicato al suo capolavoro La vita e bella (1997). In questo film, Benigni si confronta con il grandi comici di tutti i tempie vince anche la stima dei suoi piu scettici critici, regalando all'umanita la commovente storia di un padre che si sacrifica per il trionfo del bene sull'orrore dell'olocausto.

La monografia di Celli e un ottimo esempio di uno studio interdisciplinare da parte di uno studioso che mostra un'ottima conoscenza del cinema, della cultura e della storia italiana. Studenti, professori e semplici curiosi potranno trovare informazioni utili sulla formazione culturale di Benigni, il suo rapporto con i classici toscani/italiani, la televisione, il teatro, il neorealismo, il cinema classico e godersi la divertente intervista rilasciata dal comico a Celli nell'appendice. Inoltre, la monografia di Celli servira anche come base e stimolo per chi vorra approfondire e studiare la recitazione dell'attore Benigni nei film in cui egli appare soltanto come interprete e non nel doppio ruolo di attore e regista.
ANTONIO VITTI
Wake Forest University
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Title Annotation:text in Italian
Author:Vitti, Antonio
Publication:Italica
Article Type:Book Review
Date:Sep 22, 2002
Words:780
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