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Antonia Arslan. Dame, galline e regine. La scrittura femminile italiana fra '800 e '900.

Antonia Arslan. Dame, galline e regine. La scrittura femminile italiana fra '800 e '900. A cura di Marina Pasqui. Premessa di Siobhan Nash-Marshall. Milano: Guerini, 1998.

Antonia Arslan e, com'e noto, una delle maggiori studiose di scrittrici italiane in Italia. Dobbiamo senz'altro soprattutto alla sua ricerca ed alla sua iniziativa se nel corso degli ultimi due decenni tante scrittrici ottocentesche, dopo anni ed anni di oblio, hanno cominciato a rivedere il torchio della stampa. Dame, galline e regine e la testimonianza del lungo ed ininterrotto interesse della Arslan per questo importantissimo quanto, fino ad epoca recente, ignoratissimo campo della letteratura italiana. Si tratta infatti di una raccolta di saggi, pubblicati in varie sedi tra il 1980 ed il 1995, i quali, benche diversi tra di loro, trovano una loro comunione di tono e di intenti come scandagli di quella che Arslan chiama la "galassia sommersa" della scrittura femminile che va dall'Unita d'Italia fino alla prima guerra mondiale (11).

Come fa notare Siobhan Nash-Marshall nella sua breve ma efficacissima premessa, scopo ultimo dell'opera di Antonia Arslan (come di tanti altri studiosi e studiose che si occupano della scrittura femminile italiana) e il completamento e la revisione del canone letterario. E, ad esempio, grazie all'instancabile lavoro di ricerca della Arslan che e stato catalogato (ed in parte pubblicato) il preziosissimo archivio di Neera, una delle piu influenti figure d'intellettuale della fine dell'Ottocento. Solo grazie ad un tale lavoro di paziente ricerca si puo infatti capire ed apprezzare l'importanza di una scrittrice, quale Neera, che fino ad epoca recente veniva considerata dalla letteratura ufficiale una scrittrice "rosa", destino questo comune ad altre importanti scrittrici dell'epoca. La verita e che, fra i grandi nomi della letteratura italiana tra '800 e '900, non figurano quasi mai quelli di scrittrici: ed in questo non ci sarebbe nulla di male, nota la Nash-Marshall, "se le donne non avessero invece effettivamente avuto un ruolo cospicuo nella letteratura italiana dell'epoca. E questo, non solo per la vastita della loro produzione e per l'influenza che essa esercito ..., ma anche per la qualita dei loro scritti" (10). Insomma, conclude con brillantezza epigrammatica la Nash-Marshall: "I Tolstoj italiani, sembra, sono donne" (10).

Il libro e diviso in parti di varia grandezza. La prima parte, ed anche la piu estesa, s'intitola appunto "La galassia sommersa" e comprende saggi di natura generale sulla scrittura femminile dell'epoca, con qualche breve excursus negli anni del fascismo e del dopoguerra. L'indagine della Arslan prende il via con un breve scritto del 1980, "... E la donna comincio a scrivere. La donna soggetto e oggetto nella letteratura tra Otto e Novecento", per proseguire con due saggi della seconda meta degli anni '80 ("Vivere in rosa per vivere in casa. La letteratura femminile italiana fra impegno ed evasione" e "Il rosa italiano"), dedicati al romanzo rosa in particolare, con un ottimo apparato di note bibliografiche e pregevoli osservazioni su fenomeni letterari come quelli di Liala ed i fratelli Delly. Il saggio successivo, "Ideologia e autorappresentazione. Donne intellettuali tra Ottocento e Novecento", inquadra il successo "esplosivo" di Una donna nell'ambito di una presa di coscienza ideologica molto complessa, in cui proprio le scrittrici ed intellettuali di successo, quali Neera e Marchesa Colombi, esitavano a prendere posizione sul fronte del problema dell'emancipazione femminile (quando non si dimostravano ostili ad esso). Nella scrittura femminile di quegli anni non appaiono eroine "positive", ma figure di donne condannate, un "cupo panorama di suicidi, di depressioni, di regressioni, di esiti comunque fatali" (50), chiuse tuttavia nelle loro utopie di universi amorosi. Arslan fa notare che anche nell'ambito del romanzo sentimentale si puo pur sempre intravvedere un tentativo di cultura alternativa che si scontra, a modo suo, con quella dominante. In queste narrative le scrittrici simpatizzano apertamente con le loro sfortunate eroine, sollecitando parimenti la simpatia delle lettrici. In tale contesto il romanzo della Aleramo sembra inizialmente contrapporsi alle opere delle scrittrici contemporanee, mentre in ultima analisi, nota la Arslan, la grande originalita di Una donna sta proprio nell'aver riassunto, capovolgendole, le istanze delle altre scritture femminili, presentando per la prima volta una figura di eroina "positiva". In questo modo la Aleramo si e posta nella tradizione della scrittura femminile ed ha potuto catturare il consenso del pubblico delle lettrici, suo destinatario.

La prima sezione di Dame, galline e regine si conclude con due saggi dedicati a scrittrici "regionali": "Scrittrici e giornaliste lombarde tra Otto e Novecento", apparso nel '92, e "Le stanze ritrovate: scrittrici venete" del '91. Il primo di questi saggi fa un po' da introduzione alla seconda parte del libro, dedicata a Neera, offrendo un panorama dettagliato della situazione della letteratura femminile nella Lombardia ottocentesca--dove, fa notare l'autrice, per prime si formarono le unioni femminili e dove le prese di posizione ideologiche si fecero piu positive. La sezione dedicata a Neera si apre con un ritratto della scrittrice e del suo stile, "Neera, il suo tempo, i suoi critici", che mette ben in mostra l'enorme importanza dell'epistolario della scrittrice. Il saggio successivo ("Crevalcore, un 'romanzo popolare'?") riporta la lettera inedita-"documento umano" (frutto anche questo del paziente lavoro di catalogazione dell'Archivio Neera) che diede a Neera lo spunto per il romanzo Crevalcore, di cui la Arslan offre peraltro una lettura tanto brillante quanto informata. "Solitudine del cuore e solitudine della strada" si sofferma invece sulle novelle di Neera, le cui raccolte offrono spesso gioielli di notevole felicita creativa. "Neera, L'Indomani e la Revue des deux mondes" prende spunto nuovamente dal carteggio della scrittrice per tracciare un curioso caso letterario: le disavventure della traduzione francese de L'Indomani, affidata ad Herelle (il traduttore di D'Annunzio), per la prestigiosissima Revue des deux mondes, e mai portata a termine. Arslan ricompone con la minuzia di una detective i percorsi del carteggio tra Neera, Herelle e Brunetiere (il direttore della rivista francese), portando alla luce le ragioni che condussero la scrittrice a rinunciare al prestigio della pubblicazione sulla Revue. "Rileggendo Teresa, o l'immagine nello specchio" (del '95) conclude la sezione su Neera, proponendo una rilettura di Teresa come "un vero, e precoce, 'romanzo di formazione' al femminile di area italiana ottocentesca" (138). Teresa venne "rilanciato" da Luigi Baldacci nel 1976, dopo anni di oblio passati nel ghetto del romanzo sentimentale--e cio benche non vi fossero in Teresa tracce alcune ne di crepuscolarismo, ne di romanzo d'appendice.

Le parti successive dell'opera dell'Arslan riflettono l'ampiezza della ricerca della studiosa nell'ambito delle altre grandi scrittrici italiane dell'Ottocento e del primo Novecento. Il primo e un saggio dedicato alla Marchesa Colombi, scrittrice di grande pregio ma purtroppo ancora poco conosciuta dal grande pubblico di oggi. Amica e collaboratrice di Anna Maria Mozzoni prima e di Neera poi, la Colombi si tenne tuttavia a distanza dalle polemiche del vivacissimo dibattito sul femminismo dell'epoca--anche se, fa notare l'Arslan, ella non assunse nemmeno le posizioni aspramente antifemministe di Neera e della Serao. La Marchesa Colombi e nota soprattutto per Un matrimonio in provincia, romanzo che ebbe la fortuna di richiamare l'attenzione di Calvino, che ne curo la ristampa. Il saggio della Arslan si sofferma invece soprattutto su un altro grande romanzo della Colombi che meriterebbe di rivedere la stampa, In risaia.

Altrettanto nitido e vivido e il ritratto che la Arslan ci propone di una figura fin troppo rinomata (in negativo) del mondo letterario della scorsa fin de siecle: la Contessa Lara, scrittrice nota, purtroppo, piu che per le opere, quasi esclusivamente per le vicende della vita. Significativamente la Arslan si sofferma soprattutto sulla scrittrice, minimizzando gli aspetti biografici "scandalosi" tramandatici dalle cronache bizantine dell'epoca, per portare alla superficie il percorso letterario di una donna intellettuale schiacciata dal doppio peso di un carattere volubile e complesso da una parte, e dall'altra da quello di un ambiente sociale ancora troppo retrivo per poter accettare i sussulti di liberta della scrittrice.

A Vittoria Aganoor sono dedicati due saggi: "Un'amicizia tra letterate: Vittoria Aganoor e Neera" e "Le ultime lettere di Guido Pompilj". Il secondo e un breve saggio che riporta le due lettere scritte dal Pompilj prima di suicidarsi (conservate dalla sorella di lui ed affidate alla Arslan per la pubblicazione). Il primo saggio si incentra sul rapporto di "fraterna" amicizia tra Neera e la Aganoor, basato sull'analisi della corrispondenza di Vittoria Aganoor conservata nell'Archivio Neera (mancano purtroppo le lettere di quest'ultima, andate disperse insieme al resto dell'archivio Aganoor). Anche il successivo saggio su Matilde Serao e basato su ritrovamenti effettuati nell'Archivio Neera: "Tra Nord e Sud: un epistolario ritrovato" traccia l'itinerario dell'amicizia letteraria tra le due grandi scrittrici ottocentesche.

Due brevi saggi compongono la sezione su un'altra grande scrittrice dimenticata, Ada Negri: "Il racconto del silenzio" e "Le voci del genio e dell'amore". Lo spunto per il primo saggio viene nuovamente dal ritrovamento di due lettere di Ada Negri nell'archivio di Neera, mentre il secondo prende il via dall'"anniversario mancato" della scomparsa dell'autrice per alcune considerazioni sul "grande equivoco" (209) che ancora circonda la figura della "vergine rossa" e ne impedisce caparbiamente il recupero da parte degli studiosi. Poiche, nuovamente, la letteratura italiana non potra mai entrare a far parte a pieno titolo del canone della letteratura occidentale finche non avra imparato a riconoscere e ad apprezzare le sue galassie sommerse.

Cinzia Di Giulio, Purdue University
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Title Annotation:Italian Bookshelf
Author:Di Giulio, Cinzia
Publication:Annali d'Italianistica
Article Type:Book review
Date:Jan 1, 1999
Words:1530
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