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Andrea Ponzone, L'approccio epistemologico alla Teologio del Diritto canonico nel pensiero di T. Jimenez Urresti e L. Orsy, Coll.

Andrea PONZONE, L'approccio epistemologico alla Teologio del Diritto canonico nel pensiero di T. Jimenez Urresti e L. Orsy, Coll. Corona lateranensis, n. 52, Lateran University Press, Citta del Vaticano 2012, 343 pp., ISBN 978-88-465-0815-7.

Nonostante siano ormai trascorsi 10 anni dalla riforma degli studi canonistici superiori, la Teologia del Diritto canonico si trova ancora nel mezzo del guado per giungere all'approdo che dovrebbe darle qualche stabilita epistemologica, prima ancora che didattica, come dimostrano in modo evidente alcune <<note>> intorno al tema recentemente apparse su di una Rivista canonistica italiana (cfr. Ephemerides Iuris canonici, annata 2012). Non di meno, in realta, esistono ed operano efficacemente consapevolezze (e competenze) che si documentano, criticano, crescono e si rafforzano, com'e nel caso di A. Ponzone col suo <<L'approccio epistemologico alla Teologia del Diritto canonico nel pensiero di T. Jimenez Urresti e L. Orsy>>.

Il giovane Avvocato piemontese--oggi Giudice ecclesiastico a Boston (USA)--forte della sua padronanza della lingua inglese ha infatti dedicato la propria ricerca dottorale all'esposizione e confronto del pensiero di due grandi maestri della Canonistica post-conciliare praticamente sconosciuti alla quasi totalita degli ambienti europeocontinentali a causa del loro pressoche assoluto non <<allineamento>> con le idee di nessuna delle due <<Scuole>> (per quanto ormai questo termine stia diventando problematico) di pensiero e dottrina che--di fatto--hanno <<trainato>> gli ultimi sessant'anni d'insegnamento del Diritto canonico nell'Europa soprattutto mediterranea.

I maestri spagnolo (Teodoro Ignacio Jimenez Urresti, 1924-1996) ed ungherese (Ladislas Orsy, 1921-vivente), per parte loro, si sono mossi da veri "orfani": privi di qualunque "paternita" o referenza dottrinale previa, fuori dalle correnti dominanti e, soprattutto, con risultati intellettuali non paragonabili a quelli maggioritari. Due autori profondamente diversi che attraverso percorsi di vita, formazione, attivita e docenza, radicalmente differenti sono pero giunti a risultati pressoche coincidenti sullo studio del Diritto canonico, la sua identitta e soprattutto--per quanto qui ci riguarda--il suo legame e rapporto con la Teologia.

T. I. Jimenez Urresti (nato, vissuto e morto in Spagna) studio Teologia dogmatica presso la Pontificia Universita Gregoriana ed Utrumque Ius presso la Pontificia Universita Lateranense; Perito conciliare presentato dalia Conferenza Episcopale Spagnola; docente alla Pontificia Universita di Salamanca. L. Orsy (nato in Ungheria ma vissuto negli USA) ha studiato Teologia a Lovanio, e Filosofia e Diritto canonico a Roma (Pontificia Universita Gregoriana), dove ha anche insegnato Diritto canonico dal 1960 al 1966, prima di trasferirsi sostanzialmente oltre Oceano (Georgetown University, Washington).

Il lavoro di ricerca dottorale di A. Ponzone presso la Pontificia Universita Lateranense (unica Facolta pontificia di Diritto canonico presso cui--ad oggi--sia stata costituita una <<Cattedra di Teologia del Diritto canonico>>) mette ben in risalto quello che puo legittimamente essere visto non solo come l'elemento "comune" del pensiero dei due autori, ma come il loro vero e maggior apporto all'identita stessa della Scienza canonistica, non "definita" a priori con semplici "aggettivi" (p. es.: <<teologico>> piuttosto che <<giuridico>>), ma individuata, delineata ed illustrata, proprio nel suo differenziarsi da altre modalita di studio dell' esperienza giuridica ecdesiale. "Esperienza giuridica" prima e ben oltre che "Diritto" in se e per se nelle sue varie fondazioni, declinazioni e pretese.

Un lavoro parallelo ed assolutamente indipendente, a partire da fondamenti e culture differenti, che li ha condotti alla stessa conclusione: la chiave di volta della Canonistica "conciliare" sta nella corretta concezione del rapporto tra esperienza giuridica ecclesiale da una parte e Teologia dall'altra, percepite e gestite come realta essenzialmente differenti ed epistemologicamente autonome (si veda l'ormai storico contributo: T. I. JIMENEZ URRESTI, Diritto canonico e Teologia: due Scienze diverse, in Concilium I [1967] 28-38, ed. italiana), per quanto non reciprocamente indipendenti, poiche concernenti lo stesso <<vivere Ecclesiam>> e <<vivere in Ecclesia>>.

Entrambi hanno dedicato un ampio spazio della loro riflessione (e dottrina) al rapporto tra Teologia e Diritto canonico, facendolo risaltare come la vera questio principii da cui--solo successivamente--deriverebbe quella del "metodo" della Scienza canonistica (il "come"--infatti--dipende dal "cosa"). Questo, pero, dal Novecento ricade nell'ambito dell' Epistemologia: lo studio, cioe, delle <<condizioni>> alle quali un determinato <<sapere>> risulta essere "Scienza" (= episteme). Questione radicalmente diversa, invece, e quella che riguarda i "fondamenti" ai quali, ancor oggi, un certo numero di canonisti--pur di diversa "formazione" e prospettiva dottrinale--continua a dedicare ii proprio lavoro (indicativamente: Zannoni nel 2011; Cattaneo nel 2011, Errazuriz nel 2000). II problema centrale della Scienza, d'altra parte, non e ii fondamento del fenomeno studiato ma la sua identita e fisiologia: [a] che cosa lo "attiva/ innesca", [b] come si attua/realizza/svolge, [c] quali ne sono possibili conseguenze sul resto della realta ... Per questo la questione --ineliminabile--dei fondamenti, da parte propria, si pone in altro contesto, affatto diverso dalia Scienza canonistica propriamente detta.

Il lavoro di Ponzone, per parte propria, coglie espressamente tale problematica illustrando <<approccio epistemologico>> alla Canonistica da parte dei due autori: "illustrando" poiche una parte significativa dell'opera e costituita da traduzioni dei testi originali degli autori considerati, L. Orsy inprimis (cui sono dedicate 137 pagine) che, a causa della non disponibilit) della quasi totalita dei suoi scritti in lingua neo-latina resta del tutto sconosciuto alla quasi totalita dei canonisti europei continentali, mentre oltre Oceano continua ad essere uno dei canonisti maggiormente accreditati e prestigiosi (si veda la Introduzione al <<New Commentarty on the Code of canon Law>> curato dalla Canon Law Society of America nel 2000, com'era stato anche per T. I. Jimenez Urresti per l'edizione spagnola del Codice nel 1983 curara da L. de Echeverria). La scelta di "lar parlare gli autori", tuttavia, non mortifica in hulla l'apporto teoretico del ricercatore che, anzi, proprio nel valutare e selezionare accuratamente i testi da tradurre, offre un ottimo supporto alla "decodifica" e comprensione di un settore ancor oggi piuttosto nebuloso per molti studiosi di Diritto canonico.

Lo studio si apre con un Capitolo introduttivo (pp. 25-74)--inserito nella Prima Parte--reso necessario per offrir subito quella chiarezza che--ad oggi--la maggior parte degli autori europei non ha ancora mostrato circa l'apporto canonistico della Rivista <<Concilium>>, a cui il maestro spagnolo (tra i fondatori della Sezione di Diritto canonico, suo Direttore dal 1965 al 1970 e membro del Comitato di redazione fino al 1992) ha dato ii proprio decisivo apporto, e quello ungherese ha partecipato, seppure in modo meno visibile e duraturo (membro del Comitato di redazione dal 1970 al 1974).

Al centro delle cinquanta pagine viene posta la figura erroneamente utilizzata dalla dottrina usuale per "identificare" e "neutralizzare" l'importante esperienza ca nonistica a cui Concilium diede vita: E Huizing (1911-1995; in Conciliurn dal 1965 al 1983), al cui pensiero viene ordinariamente ricondotta ogni cosa, cancellando ogni altra presenza e riflessione.

Ponzone, delineando brevemente l'apporro dottrinale del canonista olandese, ristabilisce--finalmente--giusti equilibri tra la sua opera e quella dei due canonisti cui e dedicata la ricerca, nell'intento -teoretico e non banalmente compilativo--di far emergere non solo la irriducibilita di Concilium a Huizing ma, molto maggiormente, la qualita ed intenzionalita assolutamente diverse della sua riflessione rispetto ad Jimenez Urresti ed Orsy, ai quali non puo affatto essere ascritta la "pastoralita" tipica di Huizing ne, tanto meno, il suo "terminativo" riflusso nella Teologia pratico-pastorale, con vera mortificazione della componente espressamente giuridica--e "tecnica"--del Diritto canonico a cui Jimenez Urresti ed Orsy non hanno mai rinunciato, seppure da punti di vista differenti.

La Prima Parte (pp. 25-151), e dedicata a T. I. Jimenez Urresti. Dopo il Capitolo Primo in cui si evidenzia la non-assimilabilita dell'autore spagnolo all'olandese E Huizing (v. supra), seguono due Capitoli: Il fondamento episternologico della Teoria di T. L Jimenez Urresti (pp. 75-112) e La Teoria epistemologica di T. L Jimenez Urresti applicata alla Canonistica (pp. 113-144), che terminano con alcune pagine di Riflessioni conclusive sul pensiero dell'autore.

Cuore della proposta del co-fondatore di Concilium e la consapevolezza--assolutamente irremovibile (poiche pre-canonica)--che il Diritto canonico, come "ogni" Diritto e come la stessa Morale ed ogni ambito comportamentale va collocato dal punto di vista dell'identita e "natura" profonda--e funzionamento--all'interno delle cose che "si fianno", rispondendo pertanto all'istanza deontica (= late) e non a quella ontica (= essere). I testi selezionati sono focalizzati in quest'ottica: la Logica deontica o Logica normativa (p. 79); dalla Scienza deontica alle Norme (p. 82); il sillogismo normativo o deontico (p. 87); la positivizzazione ele sue forme (p. 99); la lettura delle Norme deontiche (p. 107).

Un complesso discorso di stile e fondamento "vetero-scolastico", articolato lungo un itinerario che non incrocia ne il volontarismo suareziano, ne il meccanicismo deterministico(!) neo-scolastico, che nel Diritto canonico di Gasparri s'erano dati la mano. Un itinerario che, pur, presente dai tempi di S. Tommaso nella vita e consapevolezza (molto remota) ecclesiale, nessuno aveva di fatto percorso ... tanto meno per la formazione di base degli ecclesiastici che delle Norme religiose (morali e canoniche) avrebbero poi avuto l'appannaggio pressoche completo.

Una volta messo a fuoco e compreso cio di cui si occupa realmente--e specificamente--la normativita camportamentale in genere ed il Diritto in particolare, si passa alla Scienza che studia la normativita ecclesiale soprattutto nella sua parte pio radicalmente vincolante: la giustificazione teologica e la natura del fenomeno canonico (p. 113); lo Ius divinum, la Norma fondamentale dell'Ordinamento canonico (p. 121); dogmi dottrinali e dogmi canonici (p. 130); l'Ecclesiologia e il teologo davanti al fenomeno canonico (p. 132); <<la Canonistica non e una Scienza teologica, ma e autonoma e subordinata alla Teologia>> (p. 139). Per il teologo (dogmatico) ed <<utroquista>> il risultato non e difficile da raggiungere:

<<la Canonistica o Scienza del Diritto canonico e, in quanto tale, la Scienza socio-ecclesiale deontica, ordinamentale, creativa e strumentale.

La Teologia nel Diritto canonico e la Teologia inserita nella realta normativa ecclesiale-storica e che pertanto le soggiace, la valuta ed autentica, ma ne rimane segnata.

La Teologia del Diritto canonico e Teologia pura di secondo grado, Scienza sapienziale cristiana sull' ordinazione della e nella Chiesa >> (T. JIMENEZ URRESTI, De la Teologia a la Canonistica, Salamanca 1993, p. 403). Un totale di 76 pagine che guidano alla lettura "strutturata" di un'ampia produzio-ne dottrinale (quasi completamente in lingua spagnola) comunque facilmente accessibile agli studiosi di ling-ua neo-latina.

La Seconda Parte (pp. 155-292) presenta il pensiero di L. Orsy articolato in tre Capitoli: Il fondamento filosofico della Teoria cognitiva di L. Orsy (pp. 159-182); La Teoria cognitiva di L. Orsy applicata alla Teologia e al Diritto canonico (pp. 183-222); Asperti pratici della Teoria cognitiva di L. Orsy applicata alla Teologia e al Diritto canonico (pp. 223-292), cui la seguito la Comparazionefra il pensiero dei due autori (pp. 293-304) nel Capitolo Settimo. Circa 140 pagine di traduzioni dall'Inglese ali'Italiano di un patrimonio dottrinale quasi completamente sconosciuto agli autori continentali.

Anche il Gesuita ungaro-americano (residente da oltre quarant'anni negli USA e ben "assimilato" al common Law) ha impostato la propria riflessione partendo da lontano rispetto all' obiectum contentionis divenuto pressoche esclusivo nella Canonisfica europeo-continentale dal dopoguerra. Pure alla base della sua riflessione non si pongono ne "fondamenti" (di cosa?), ne evoluzioni storiche, ne concezioni teologico-dogmatiche o filosofico-giuridiche. Come il pensiero di T. Jimenez Urresti era scandito dal ritornello della Teoria epistemologica, cosi quello di L. Orsy lo e da quello della Teoria cognitiva: in rondo la questione dei rapporti tra Scienza teologica (cioe "della Rivelazione" divina) e Scienza canonistica (cioe "del Diritto canonico") e prima di tutto ed essenzialmente una questio-ne cognitiva. Come gia il maestro spagnolo, cosi anche L. Orsy parte da una solidissima base teoretica "tradizionale" seguendo la scia del c.d. Tomismo trascendentale che proprio a Lovanio aveva avuto origine (J. Marechal) e da B. Lonergan (collega di do cenza, per quanto in altra Facolta, in Gregoriana) aveva ricevuto un innovativo sviluppo espressamente epistemologico (cfr. B. J. E LONERGAN, Method in Theology, London 1972).

Cuore della proposta di L. Orsy e il "dinamismo della coscienza": una "caratteristica" ed una "attivita" che non appartengono soltanto ai singoli ma anche alle comunita che, man mano crescono in conoscenza contenutistica (informazioni, dogma, cultura ...), crescono anche in consapevolezza esistenziale (comportamenti, Morale, Diritto ...); una "caratteristica" ed una "attivita"--pero--che non appartengono soltanto all'intelligenza (individuale e comunitaria) ma anche alla fede (individuale e comunitaria). In tal modo--come illustrato nel Cap. V--alla <<fides quaerens intellectum>> (= Teologia) si affianca--non meno attiva--una <<fides queerens actionem>> (= Diritto canonico/Canonistica), connessa ed inter-agente in quanto <<fides>>, distinta e specifica in quanto immediatamente diretta alle condotte concrete di singoli e comunita credenti.

"Cifra" sintetica ed al contempo, visione generale del pensiero di L. Orsy e l'<<orizzonte>> (La dottrina dell' orizzonte, pp. 165-174; Come l'orizzonte del canonista si dovrebbe espandere, pp. 234-239): con esso la realta esistenziale e l'esperienza quotidiana (individuali e comunitarie) entrano a pieno titolo nella dinamica tra intellectus ed actio, tra Teologia e Canonistica, tra Rivelazione e Diritto canonico. Per chi ha insegnato Diritto canonico a Roma durante il Concilio Vaticano li e gli inizi della revisione del Codice non e necessario dire nulla di pio: occorre un <<novus habitus mentis>> (pp. 223-239), una vera e propria "conversione" come l'aveva chiamata Lonergan (La dottrina dell' orizzonte e la conversione, pp. 170-173). Uscire dalla rocca e fermarsi sulla piazza ... ello stesso luogo, dello stesso tempo ... fare e non solo affermare.

Merita attenzione sotto il profilo teoretico generale quanto conclusivamente evidenziato dall'autore: <<l'approccio epistemologico allo studio del Diritto canonico e lo strumento pio corretto dal punto di vista scientifico>> (p. 293)! Certezza maggiormente corroborata <<se si tiene conto che cio puo essere dimostrato attraverso i risultati ai quali i due studiosi sono giunti, alle affermazioni praticamente simili, se non identiche, che hanno espresso, sebbene, alcune volte, lo abbiano fatto in modo diverso. Bisogna nuovamente precisare che i due autori non si sono conosciuti ne a livello personale, ne a livello accademico; risulta particolarmente importante notare come, a livello scientifico, siano vissuti in ambienti completamente diversi e abbiano utilizzato lingue diverse. Se, quindi, tenuto conto di tutte queste differenze, le soluzioni propugnate sono identiche, cio puo solamente confermare la correttezza dell' approccio utilizzato>> (pp. 293-294).

Le bibliografie praticamente totali dei due autori (66 titoli di T. Jimenez Urresti e 301 di L. Orsy, redatta con l'apporto diretto dell'interessato) completano l'opera.

In conclusione: un buon lavoro di informazione e documentazione organica e cririca al pensiero del due "outsiders" della Canonistica post conciliare, svolto con cura ed utile a chi intenda, se non proprio "cambiare orizzonte" canonistico ne--a maggior ragione--"convertirsi", almeno concedere un po' d'aria fresca al proprio pensare sia il Diritto canonico che la Canonistica.

Paolo GHERRI
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Author:Gherri, Paolo
Publication:Ius Canonicum
Article Type:Resena de libro
Date:Dec 1, 2013
Words:2366
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