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Ancora su Parrasio e le differentiae nell' Appendix Probi.

RIASSUNTO: Analisi di tre passi della sezione differentiae nell'Appendix Probi presente nel codice Nap. lat. 1 (GL 4, 200, 1-3; GL 4, 200, 26-33; GL 4, 202, 16-18). E' possibile ottenere miglioramenti del testo confrontando le nuove letture, acquisite grazie all'apparecchiatura per la decifrazione del palinsesti <<Mondo Nuovo>>, con la trascrizione fatta da un copista appartenente all'ambiente del Parrasio (Napoli, Bibl. Naz.V D 32).

Parole chiave: differentiae, Appendix Probi, letture, Nap. lat. l, Napoli Bibl. Naz.V D 32.

ABSTRACT: Analysis of three passages of the section differentiae in the Appendix Probi (Ms. Nap. lat. 1): GL 4, 200, 1-3; GL 4, 200, 26-33; GL 4, 202, 16-18. It is possible to improve the text collating the new readings --obtained with the equipment for reading palimpsests <<Mondo Nuovo>>-- with the copy made by a scribe of Parrasio's entourage (Napoli, Bibl. Naz.V D 32).

Key words: differentiae, Appendix Probi, readings, Nap. lat. 1, Napoli Bibl. Naz.V D 32.

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About Parrasio and the section differentiae in the Appendix Probi

E' merito di Fabio Stok (1) aver segnalato agli studiosi l'esistenza, al ff. 42r-44v del codice V D 32 della Biblioteca Nazionale di Napoli, di una parziale trascrizione, opera di un copista riconducibile ali'ambiente del Parrasio, della sezione dell'Appendix Probi riguardante le differentiae contenuta nel Nap. Lat. 1 (2). Come e noto, il vetusto palinsesto grammaticale bobbiese, dopo essere stato scoperto, nel 1493, dal Galbiate e dal Merula, umanista appassionato di grammatici, era entrato insieme ai Nap. Lat. 2 a far parte della biblioteca del bibliofilo cosentino che l'aveva fatto oggetto della sua attivita di studioso. In particolare, Parrasio aveva fatto allestire una copia di alcuni del testi contenuti nei due preziosi manoscritti, corredandola di sue note marginali, nel codice Nap. IV A 17 (3); in questo codice pero la trascrizione del testo del Nap. Lat. 1 si arrestava con gli lnstituta artium di Probo. La nuova acquisizione arriva quindi tanto pio opportuna in un momento in cui, grazie all'aiuto per la decifrazione del palinsesti fornito dall'apparecchiatura 'Mondo Nuovo' in dotazione alla Biblioteca Nazionale di Napoli, si sta allestendo da parte di Stefano Asperti e di chi scrive una nuova edizione del materiale che va sotto il nome di Appendix Probi. Il copista parrasiano infatti trascriveva in un momento in cui lo stato di conservazione del codice doveva essere sensibilmente migliore dell'attuale (4) e quindi, confrontando le sue letture con quelle acquisite tramite 'Mondo Nuovo', e possibile ottenere conferme e suggerimenti nelle parti di testo maggiormente disastrate.

Come risulta dall'analisi di Stok, il copista del Nap. V D 32 non eccelle per correttezza nella trascrizione e indulge pio volte a piccoli emendamenti e semplificazioni nelle letture. Malgrado cio vorrei in questa sede affrontare tre punti del testo dove, grazie al suo aiuto, e possibile individuare con maggior sicurezza la lezione presentata dal Nap. Lat. 1.

Il primo punto riguarda GL 4, 200, 1-3:
   Inter lasciuum et petulantem et temulentum hoc interest, quod
   lasciuum satullum gestientem significat, petulantem autem
   libidinosum ostentat, temulentum uero satullum uinolentum esse
   demonstrat.


Il testo di Keil (5), ripreso da Stok (6), riproduce fedelmente quello degli editori viennesi (7). Keil e Stok riportano peraltro in apparato il testo di M (8), testimone di eta carolingia delle prime 26 differentiae, che Eichenfeld ed Endlicher non conoscevano, testo che recita cosi:
   Inter lasciuum et petulantem et temulentum hoc interest quod
   lasciuum satullum gescientem significat, petulantem uero satullum
   libidinosum ostendit temulentem uero satullum uinolentem esse
   demonstrat.


Ora la trascrizione del copista parrasiano del Nap. Lat. 1 ripristina satullum prima di libidinosum, parallelamente a quanto avviene per gestientem e uinolentum, affiancandosi in tal modo alla lettura del codice di Montpellier, ovviamente ignoto all'umanista, e scrive:
   Inter lasiuum et petulantem et temulentum hoc interest quod lasiuum
   satullum gestientem significat, petulantem autem satullum
   libidinosum ostentat, temulentum uero satullum uinolentum esse
   demonstrat.


Sulla base di questa lettura Stefano Asperti ed io abbiamo sottoposto ad ingrandimento la sezione della prima colonna del f. 5l r del Nap. Lat. 1 contenente la differentia in questione ed abbiamo notato che nell'interlineo, tra autem e libidinosum, affiora un satullum aggiunto dal correttore coevo del manoscritto (9) (tav. I). La nuova edizione dovra quindi doverosamente registrare la lettura esatta del palinsesto bobbiese e proporre a livello di testo:
   Inter lasciuum et petulantem et temulentum hoc interest, quod
   lasciuum satullum gestientem significat, petulantem autem satullum
   libidinosum ostentat, temulentum uero satullum uinolentum esse
   demonstrat.


Il secondo passo in cui la trascrizione parrasiana si e rivelata essenziale per il ristabilimento del testo nel codice bobbiese e stato a GL 4, 200, 26-33, riportato all'inizio della terza colonna del f. 5lr; qui una grossa macchia, unita ad uno sciagurato tentativo di restauro, rende il lavoro di recupero particolarmente arduo e l'emergere di gruppi di lettere ottenibile con <<Mondo Nuovo>> non esime dalla possibilita di errori. Ma vediamo come e stata presentata la situazione dagli editori dell'Appendix. I bibliotecari viennesi dichiarano di trovarsi di fronte a cinque linee illeggibili seguite dalla differentia <<Inter sum et suum hoc interest quod sum uerbum significat, suum uero pronomen esse demonstrat>>; segnalano quindi altre cinque linee svanite cui segue la differentia <<Inter aes et es hoc interest quod aes metalli materiem designat, es autem uerbum esse demonstrat>>. Keil, sulla falsariga del testo presentato dal codice M (Inter somnum et somnium hoc interest quod somnum quod dormimus significat, somnium autem quod dormientes uidemus esse demonstrat. Inter saeuit cum a et seuit sine a hoc interest quod saeuit irascentem significar, seuit uero satorem esse demonstrat. Inter sum et suum hoc interest quod sum uerbum significat suum uero pronomen esse demonstrat, Inter aes cum <a> et es sine a hoc interest quod aes metallum aerum significat es autem uerbum esse ostendit), scrive, seguito anche in questo caso da Stok:
   Inter somnum et somnium hoc interest, quod somnum quod dormimus
   significat, somnium autem quod dormientes uidemus esse demonstrat.

   Inter saeuit et seuit hoc interest quod saeuit irascentem
   significar, seuit uero satorem esse demonstrar.

   Inter sum et suum hoc interest quod sum uerbum significat, sum uero
   pronomen esse demonstrat.

   Inter aes et es hoc interest, quod aes metalli materiem designat,
   es autem uerbum esse demonstrat.


Nella prima trascrizione da me data del passo, pubblicata negli atti del seminario bergamasco (10) avevo detto che l'ordine delle differentiae nel Nap. Lat. 1 era: Inter somnum etc., Inter sum etc., Inter aes etc., Inter saeuit etc.; le parole emerse dalla schermata UV erano sufficientemente sicure per le prime due differentiae; per le altre due, dove lo stato attuale della pergamena e realmente miserando, mi ero lasciata influenzare da un probabile significat della quarta differentia che mi portava ad identificare la stessa con Inter saeuit etc. Il confronto con la lettura parrasiana che non trascrive --evidentemente non riuscendo a decifrarla-- la differentia <<Inter somnium etc.>> e prosegue mettendo le restanti differentiae nell'ordine <<Inter sum etc.>> <<Inter saeuit etc.>> <<Inter aes etc.>> mi ha fatto riandare alla lettura degli editori viennesi che concordavano con l'ordine del copista umanistico, pur non riuscendo pio a leggere la differentia <<Inter saeuit etc.>>. Ho ricontrollato allora, sfruttando contrasti diversi di luce, i passi in questione nel codice di Bobbio edil risultato ottenuto e il seguente (11):
   Inter somnum et somnium hoc interest quod somnum quod dormimus
   significat somnium uero quod dormientes uidemus esse demonstrat.

   Inter s<um et> suum hoc interest quod sum uerbum significar s<uum
   uero> pronomen esse demonstrat (tav. II).

   Inter <saeuit et> seu<it> hoc interest quod <saeuit irasc>entem
   si<gnificat seu>it uero s<atorem esse demons>trat (tav. III).

   Inter <aes et es hoc interest quod aes meta>lli
   ma<te>ri<em>..sig...... ....uerbum ......mon.......


Passiamo ora a GL 4, 202, 16-18, un passo che interessa quattro differentiae che si trovano al f. 51v nella seconda colonna del codice, devastata da una grossa macchia che rende, ad occhio nudo, leggibili parzialmente le prime due ed oscura completamente la terza e la quarta.

Gli editori viennesi e Keil riportano soltanto:
   Inter annuit et abnuit hoc interest quod annuit....

   Inter procum et procerem hoc interest quod procum petitorem
   nuptiarum designat, procerem uero prin<cipem> esse demonstrat.


Altrettanto fa Stok che integra pero la prima differentia in base al Vat. Lat. 3321 --un codice datato da Lowe prima della meta del sec. VIII, localizzato con probabilita nell'Italia centrale (12) e contenente una versione interpolata delle differentiae di Isidoro-- e la ricostruisce cosi: Inter annuit et abnuit hoc interest, quod annuit consentit <significat>, abnuit <uero> denegat <demonstrat>.

Grazie a <<Mondo Nuovo>>, come e stato anticipato negli atti del seminario bergamasco (13), e stato possibile completare la prima differentia, verificare la correttezza della seconda e leggere la quarta, offrendone un testo completo. Precisamente nel codice e scritto:
   Inter annuit et abnuit hoc interest quod annuit consensum
   significat, abnuit autem negationem demonstrat.

   Inter procum et procerem hoc interest quod procura petitorem
   nuptiarum designat, procerem uero princip<em> esse demonstrat.

   Inter furatum et furtatum hoc interest quod furatum eum qui furtum
   fecit significat, furtatum uero eum qui furtum passus sit
   demonstrat (14) (tav. IV).


Della terza differentia, malgrado l'aiuto della nuova apparecchiatura, non si erano ricavati che frustoli di cui si era dato conto nei suddetti atti. Ora la lettura dello scriba parrasiano --che legge solo le prime tre differentiae-- appoggia quei tentativi e aiuta nell'individuazione di qualche altra lettera. Nel codice V D 32 infatti si legge:
   Inter saritricem, sarcinatricem et sarcitricem hoc inter (sic),
   quod saritricem in agro opus facientem significat, sarcinatricem
   autem (aggiunto) sarcinas ligantem ostentat, sarcitricem uero
   uestem suentem esse demonstrat


e nel palinsesto bobbiese si puo decifrare
   Inter sartricem (15) et <sarci>natricem <et sarci>tricem hoc
   interest quod <sartricem> in agro <opus facientem> significat
   <sar<<inatricem> aut<em sarcinas seruantem> ost<entat sarcitricem>
   uero uestem <sarcientem demons>trat (tav. V).


Ho preferito, a livello di pura congettura e tenendo conto di altri esempi di letture banalizzanti da parte del copista umanistico, ipotizzare sarcinas seruantem piuttosto che sarcinas ligantem, in base al confronto con Carisio 388, 22-23 sartrix et sarcinatrix, sartrix quae sarcit, sarcinatrix quae sarcinas seruat, e uestem sarcientem invece di uestem suentem esse, pensando a Nonio 1, 79 sarcinatricis, non, ut quidam uolunt, sarcitricis, quasi a sarciendo, sed magis a sarcinis quod plurimum uestem sumant (16).

Come si vede, il testo presenta ancora del punti interrogativi. Il nostro resta solo un tentativo di scoprire, per usare una espressione di Mirella Ferrari (17), attraverso esili fili di sopravvivenza, nel nostro caso la curiositas per il significato delle parole --dal Merula al Parrasio al nostri giorni--, l'humus culturale tardoantico.

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Marina PASSALACQUA

Universita della Sapienza di Roma

* Questo lavoro vuole essere un omaggio all'amica Carmen Codofier alla quale si devono i pio significativi contributi sulle differentiae di questi anni.

(1) STOK, F., <<Parrasio e l'Appendix Probi>>, AION 27, 2005, 173-180.

(2) L' Appendix Probi occupa nel Nap. Lat. I i ff. 49r-52r; la sezione delle differentiae va dalla quarta colonna del f. 50V alia prima colonna del f. 52r. Ricordiamo per inciso che la presenza delle differentiae nel gruppo di excerpta grammaticali che va sotto il nome di Appendix Probi rappresenta una importante conferma dell'ambiente scolastico al quale tale materiale era finalizzato; in un momento di accelerate mutazioni linguistiche come doveva essere lo scenario del V secolo d. C. --data, a mio avviso, di composizione dell'agglomerato--non solo trova una forte giustificazione la difesa della latinitas, elemento determinante secondo la Codoner (si veda almeno della stessa <<Les plus anciennes compilations de 'differentiae': formation et evolution d'un genre litteraire grammatical>>, RPh 59, 1985, 201-219) nello sviluppo di questo tipo di compilazioni, ma si rendono sempre pio necessarie spiegazioni di tipo sinonimico affiancate a quelle riguardanti questioni omofoniche.

(3) DE NONNO, M., <<La raccolta grammaticale del codice napoletano IV A 17 e il testo dell'Anonymus Bobiensis>>, RFIC 111, 1983, 314-329.

(4) Il codice e vistosamente danneggiato negli ultimi fogli contenenti l'Appendix a causa dell'umidita, dei reagenti chimici probabilmente usati dai bibliotecari viennesi Joseph von Eichenfeld e Stephan Ladislaus Endlicher, primi editori del testo (Analecta grammatica maximam partem anecdota, Vindobonae, 1837), e dell'ultimo restauro risalente agli anni '60 del secolo scorso. Durante questo restauro sono saltati tre frammenti di pergamena nella terza colonna in alto al f. 50v e, sempre in questo foglio, e peggiorato lo stato della parte destra della macchia rispetto all'ottima foto allegata da W. Foerster al suo articolo (<<Die Appendix Probi (Mit einer Lichtdrucktafel)>>, WS 14, 1892, 278-322). Anche la situazione del f. 52r e peggiorata, come dimostra una foto che ci e stata recentissimamente mostrata per la gentilezza del bibliotecari della Biblioteca Nazionale di Napoli, foto ordinata dalla direzione della biblioteca viennese nel luglio 1907 ed effettuata nel 1910 (una delle copie della foto, come risulta da una nota, fu data in prestito ad E. A. Lowe che se ne servi per la tavola di CLA III 390): alcuni frammenti di pergamena non sono stati ricollocati al loro posto ma sono stati attaccati in alto a destra e solo grazie al confronto con la foto si riesce a comprendere la loro collocazione originaria.

(5) Grammatici Latini ex rec. H. Keilii IV, Lipsiae, 1864, pp. 193-204.

(6) STOK. F., Appendix Probi IV, Napoli, 1997.

(7) Questi ultimi notavano anche come uinolentum sia stato corretto da [B.sup.1] in uiolentum, mediante l'ap posizione di un punto sopra la prima n.

(8) Montpellier, Faculte de Medecine, H 306, sec. IX di area francese.

(9) E' doveroso anche far notare che lo stesso correttore, oltre ad espungere, come e stato detto, la prima n di uinolentum con un punto sopra la lettera, segnala, come avviene in altri casi, li suo intervento in margine con tre punti.

(10) PASSALACQUA, M., <<La nuova "Appendix Probi">>, in Lo MONACO, F.,- MOLINELL, P., L'<<Appendix Probi>>. Nuove ricerche, Firenze, 2007, pp. 27-39.

(11) Il testo dato tra parentesi uncinate non e leggibile ma compatibile per dimensioni.

(12) LOWE, E. A., <<On the Oldest Extant Manuscript of the Combined Abstrusa and Abolita Glossaries>>, CQ 15, 1921, 189-191 (= BIELER, L., E. A. Lowe, Palaeographical Papers 1907-1965, I, Oxford, 1972, pp. 99-102).

(13) Cf. nota 10.

(14) Dopo il primo furtatum e dopo uero, entrambi alla fine della riga, il copista ha messo tre punti disposti a triangolo. La differentia si ritrova in ISID. diff. 1,258 Inter furatum et furtatum. Furatum eum qui furtum facit, furtatum quod furatur fur.

(15) Un grazie a Michela Rosellini per l'aiuto determinante offertomi per questa lettura.

(16) L'espressione uestem sarcientem compare inoltre poco pio avanti nel nostro testo a 202, 30 ed anche in ISID. diff. 547 sartorem agrum sarrientem, sarcinatorem, uestes sarcientem.

(17) Cf. <<Spigolature bobbiesi>>, IMU 16, 1973, 41.
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Title Annotation:texto en italiano
Author:Passalacqua, Marina
Publication:Voces
Date:Jan 1, 2005
Words:2433
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