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All'ombra della Controriforma. Dal Discorso di Paleotti alla Ricotta di Pasolini.

Con il Discorso di Paleotti e la Ricotta di Pasolini ci accostiamo a due opere appartenenti a due mondi diversi. Il primo, il Discorso intorno alle immagini sacre e profane (1) e un trattato pubblicato nel 1582 dal vescovo di Bologna, Gabriele Paleotti, mentre la Ricotta e un film girato nel 1960 da uno scrittore, poeta e regista cinematografico, Pier Paolo Pasolini, anche lui di Bologna. Pur avendo vissuto in periodi cosi lontani l'uno dall'altro ed essendo diversissimi nel carattere questi due autori sono accomunati da una simile esperienza. Entrambi sono impegnati a voler prendere coscienza dei problemi storici della loro epoca, entrambi sono attenti al rapporto fra le forze politiche e l'espressione artistica e entrambi sono emarginati o censurati dal sistema politico.

Paleotti si preoccupa del rapporto degli artisti e dell'arte in generale con la Chiesa Cattolica dopo il Concilio di Trento, in un periodo in cui gli artisti vengono attentamente scrutinati e censurati. A prima vista a noi moderni puo sembrare lui stesso un censore. In realta la sua natura e quella di un intellettuale interessato alia cultura e all'arte che si trova a subire l'atmosfera repressiva dei suoi tempi. D'altro canto Pasolini in tempi moderni descrive poeticamente nel suo film La ricotta la fede antica ancora viva nel popolino, nel proletariato socialmente inferiore, in contrasto con la volgarita e mancanza di spirito religioso delle classi piu abbienti. Egli e perseguitato dallo stesso spirito di repressione che ha ostacolato Paleotti. Come Paleotti si e trovato a dover sottostare a delle leggi che mirano al controllo dell'espressione individuale intellettuale e artistica. Tutti e due agiscono al punto di incrocio in cui arte e societa si incontrano e sono influenzate dalle correnti dottrine politiche.

Nella cultura italiana il motore primo che ha provocato la persecuzione delle pio libere manifestazioni del pensiero e dell'arte ba origine nella complessa relazione fra le pratiche religiose richieste dalla Chiesa Cattolica e il desiderio di dominio temporale che ha caratterizzato la storia della Chiesa Cattolica Romana fin dai suoi inizi. Paleotti e vissuto nel periodo della Controriforma, in un periodo di grave crisi in cui la Chiesa ha esercitato al massimo il suo potere spirituale per riuscire a mantenere il predominio politico. Le regole promulgate dalla Chiesa sono state incorporate nelle leggi locali e sono rimaste vigenti fino a influenzare la giurisdizione dei futuri stati italiani, cosicche ancora ai tempi di Pasolini troviamo nella legislazione italiana l'imposizione di leggi basate su regole di comportamento propagandate dalla madre Chiesa centinaia di anni fa. Si vive ancora oggi in Italia all'ombra della Controriforma ed entrambi Paleotti e Pasolini pur in periodi storici lontanissimi ne hanno subito gravi conseguenze determinanti per il loro destino personale.

Cercando di capire i vari avvenimenti collegati al periodo della Controriforma ci si rende conto che e necessario resistere alla tentazione di generalizzare troppo sulle sue caratteristiche. Il periodo della Controriforma e ancora da esaminare e da riscoprire soprattutto da quando gli archivi del Santo Uffizio a Roma contenenti i documenti dei processi contro gli eretici sono stati aperti al pubblico nel 1998. Siamo oggi in un periodo di revisionismo storico in cui anche il papa Giovanni Paolo II si e sentito costretto a fare ammenda per i reati compiuti dalla Chiesa contro moltissimi innocenti accusati di essere contrari alla dottrina cattolica. Durante il Giubileo del 2000 il papa ba pronunciato il suo mea culpa, poi ribadito nel giugno 2004 in occasione della pubblicazione degli Atti di un Simposio sull'Inquisizione che il papa stesso aveva ordinato nell'anno giubilare. Da tener presente e che molti dei cardinali erano contrari al mea culpa del papa (La Repubblica, 16 giugno 2004).

Il cinquecento e un periodo complesso e pieno di contraddizioni. Un esempio di queste contraddizioni e appunto il cardinale Gabriele Paleotti che pur immerso profondamente nella pratica religiosa e desideroso di seguire alia lettera le proclamazioni del Concilio, che lui stesso aveva aiutato a compilare, si trovera poi in antitesi con la Chiesa Romana che conservera una diversa direzione politica di natura autoritaria e repressiva. In Ricerca sulla teorica delle arti figurative nella Riforma Cattolica, Paolo Prodi commenta sull'opera di Paleotti:
 E l'umanesimo cristiano che vive ancora ed affascina nelle pagine
 del Discorso, quell'equilibrio e quella serenita spirituale che i
 biografi contemporanei amarono contrapporre, come diversa via per il
 raggiungimento della santita, all'aspra ascesa di S.Carlo Borromeo,
 al quale il Paleotti stesso del resto consigliava come amico una
 maggiore comprensione delle necessita della natura umana. (45)


Subito dopo il concilio di Trento, Gabriele Paleotti, divenuto vicario di Bologna, una delle citta piu importanti del papato, si accinge a compilare il suo Discorso intorno alie immagini sacre e profane mettendo in ordine tutta una serie di consigli e anche proibizioni per gli artisti. Gli artisti erano tenuti a seguire alia lettera certi canoni prestabiliti dalla dottrina cattolica in modo da rispettare il fine ultimo dell'arte che era quello di istruire gli illetterati e di commuovere ed ispirare spiritualmente le persone educate. Non si pensi pero che gli artisti del tempo fossero succubi di imposizioni dali' alto, al contrario essi stessi erano spesso sensibili ai problemi religiosi e si adeguavano nella loro espressione artistica alle nuove esigenze culturali. (2) Bisogna tener presente che oltre alie reazioni della Chiesa in conseguenza della dottrina protestante esisteva da tempo una corrente riformistica gia operante nel seno stesso della Chiesa come reazione all'eccessiva corruzione delle gerarchie ecclesiastiche. Paleotti appartiene a questo movimento, rivelatosi nel Concilio di Trento, che vuole riportare la Chiesa ai suoi doveri primari di attenzione al gregge cattolico osservando i piu puri principi religiosi e morali. Di certo, soprattutto nei primi anni del suo vescovato, Paleotti si adeguo alie dure repressioni dell'Inquisizione a Bologna, ma pur nella sua aderenza alie pratiche inquisitorie Paleotti non fu uno sfrenato persecutore degli eretici e probabilmente per questo si attirera la malevolenza di altri prelati della Curia Romana, e del papa stesso. Negli ultimi anni della sua vita la Chiesa, accentrato il suo potere a Roma, non gli dara fiducia a causa delle sue amicizie con letterati e intellettuali in sospetto di eresia. In particolare reprensibile agli occhi della Curia Romana era la sua amicizia con Carlo Sigonio, docente universitario estudioso della storia di Bologna che non ebbe l'approvazione della Chiesa per la pubblicazione dei suo Commentarius e rischio di essere messo all'indice non fosse stato per il rispetto dovuto a Paleotti e per la morte dello stesso Sigonio. Ulisse Aldovrandi, scienziato naturalista, era anche amico e sostenitore di Paleotti e anche lui non era visto di buon occhio dalla Curia Romana. Il suo orizzonte culturale e scientifico, come quello di molti intellettuali dell'epoca, era piu vasto di quello contemplato e richiesto dalla Chiesa Romana che divenne sempre piu autoritaria e con forte tendenza a centralizzare il suo potere, contrariamente alie conclusioni raggiunte dal concilio tridentino.

Paleotti, inoltre, in uno scritto degli ultimi anni di vita, De sacri consistorii consultationibus, predicava la necessita che il papa si consultasse regolarmente con i cardinali, che avevano il dovere di fare partecipe il pontefice delle loro esperienze e opinioni anche quando non direttamente richiesti. Questo era un principio ribadito dal concilio di Trento che non fu affatto rispettato dalla Chiesa Romana ele affermazioni di Paleotti risultarono offensive al pontificato di Sisto V. Come scrive Umberto Mazzone, docente all'Universita di Bologna, nel suo studio sul cardinale Gabriele Paleotti, il progetto dottrinale di rinnovamento morale ed ecclesiastico dei vescovo di Bologna fu un fallimento di cui lui stesso si rese conto verso la tine della sua vita. (3)

Pur immerso nell'atmosfera contro-riformistica e rispettoso delle decisioni dei suoi superiori Paleotti conservo una visione umanistica che lo mise in contrasto con le piu alte gerarchie cattoliche. Nel Discorso intorno alie immagini sacre e profane la preoccupazione principale di Paleotti e che l'arte possa rispecchiare fedelmente i precetti cattolici. Affinche questo possa avvenire e sua opinione che l'arte debba essere realistica: il realismo e un requisito essenziale affinche lo spettatore possa essere stimolato e commosso dall'intensita della scena. Come altri trattatisti del suo tempo Paleotti ha fede nella nobilta delle immagini e nel potere catartico che possono esercitare sulla mente e sullo spirito; le immagini sono il mezzo piu appropriato "per insegnare al popolo" (Discorso 73) per la loro sinteticita e per la forte impressione che possono causare sulla memoria quando "sono eseguite da una grande anima e con realismo" (79). Paleotti concepiva l'arte pittorica come trasposizione della realta e, pur ligio ai principi religiosi evangelici, era un intellettuale profondamente coinvolto nello sviluppo e nella conservazione del patrimonio culturale e artistico italiano. Questi due punti, l'enfasi sul realismo e l'amore per l'espressione artistica, accomunano l'esperienza di Paleotti con il pur diversissimo carattere artistico di Pasolini. Entrambi erano interessati a mostrare la realta nell'arte e nella loro battaglia culturale entrarono in conflitto con le forze politiche dei loro tempi. In entrambi i casi la loro opera fu oscurata da un'atmosfera di repressione culturale, un'ombra ancora fortemente persistente in tempi moderni.

Pasolini in La ricotta lavora insieme ad altri registi partecipanti, Rossellini, Godard, Pasolini e Gregoretti da cui lo strano titolo del film RoGoPaG. La Ricotta e il secondo episodio del film RoGoPaG. (4) Un processo fu iniziato nel 1963 dal Procuratore della Repubblica Dott. Giuseppe Di Gennaro contro Pier Paolo Pasolini accusato di aver violato l'articolo 402 del Codice Penale. L'articolo 402 proclamava che "Chiunque pubblicamente vilipende la religione dello stato e punito con la reclusione fino a un anno." L'articolo, importantissimo per regolare le relazioni stato-chiesa, era stato inserito nel Codice Penale in testimonianza del secolare predominio della Chiesa Cattolica sugli affari di stato italiani. Accettato nello Statuto Albertino nel 1848 al tempo dell'indipendenza, era stato ratificato fra varie vicissitudini nel Concordato di Mussolini nel 1921. E restato in vigore come vedremo fino all'anno 2000.

Esaminiamo brevemente la trama del film la cui visione fu immediatamente bloccata dal procuratore. Nel film ci troviamo su un prato della periferia romana dove si sta girando la rappresentazione della Passione di Cristo; il protagonista Stracci interpreta la parte del ladrone buono sulla croce e insieme alui c'e tutta la compagnia di attori, comparse, tecnici e il regista, un intellettualoide impersonato da Orson Welles. Stracci e un pover uomo perennemente affamato che pero da il poco mangiare che riesce a guadagnare alla sua famiglia che viene a trovarlo durante le pause. Stracci, costantemente alla ricerca di cibo, riesce a procurarsi una ricotta e durante uno degli intervalli corre a mangiarsela con avidita. Alcuni degli attori e membri della troupe, divertiti alio spettacolo di Stracci famelico che divora la sua ricotta, gli gettano i resti deli'ultima cena, la scena che avevano appena finito di girare. Stracci continua a mangiare tutto senza esitazione, ma ecco che si deve preparare ad andare in scena. E disteso e issato sulla croce, dove riesce a fatica a pronunciare la sua battuta finale: "Quando sarai nel regno del Cieli ricordati di me." Al via del regista la scena non va avanti poiche ci si rende conto che Stracci e morto sulla croce, ovviamente di indigestione. Il regista commenta: "Povero Stracci [ ... ] Crepare [ ... ] non aveva altro modo di ricordarci che anche lui era vivo."

La trama del film e stata giudicata innocua. Il problema che ba offeso la coscienza cattolica e nella rappresentazione di scene sacre, che Pasolini compose ispirandosi alla Deposizione di Rosso Fiorentino e alia pala d'altare del Pontormo. (5) L'atmosfera religiosa creata da queste immagini accompagnate da musica sacra e intensa, ma si interrompe bruscamente quando si mostrano gli attori che, smettendo di girare la scena, escono dal ruolo sacro appena impersonato e si comportano in modo volgare con facezie e commenti salaci o atteggiamenti blasfemi. C'e quindi un forte contrasto fra sacro e profano, un contrasto volutamente accentuato da Pasolini la cui intenzione e dare una visione realistica di cio che succede sulla scena quando si gira un film.

Durante il processo nel marzo 1963 Pasolini si difende strenuamente dall'accusa di vilipendio alia religione di Stato. (6) Alia domanda dell'avvocato difensore, perche abbia riprodotto nel film determinati quadri relativi alia crocifissione di Cristo, precisamente le immagini che avevano suscitato lo scandalo, Pasolini risponde:
 L'intenzione fondamentale era di rappresentare accanto alia
 religiosita dello Stracci, la volgarita ridanciana, ironica, cinica,
 incredula del mondo contemporaneo. Questo e detto nei versi miei,
 che vengono letti nell'azione del film [ ... ]. Le musiche tendono a
 creare un'atmosfera di sacralita estetizzante, nei vari
 momenti in cui gli attori si identificano con i loro
 personaggi. Momenti interrotti dalla volgarita del
 mondo circostante. (7)


Come spiega Massimiliano Valente, "La ricotta e, quindi, una denuncia della decadenza morale dell'uomo contemporaneo. Pasolini si serve di uno dei simboli del cristianesimo, la passione di Cristo, per rappresentare, attraverso l'immoralita della troupe di quel set cinematografico, il vero Cristo: Stracci." (8) Nel personaggio reale di Stracci si reincarna il Cristo ancora una volta deriso e condannato dalla violenza e volgarita di una societa corrotta. Nelle immagini di Pasolini la figura di Stracci finisce per immedesimarsi con una versione moderna del Cristo, rappresentante delle disparita e discriminazioni a cui sono destinate le classi pio povere.

Qui troviamo il punto di aggancio con il carattere dell'opera di Paleotti. Nella sua difesa di fronte al tribunale Pasolini considera con trasporto e nostalgia l'antica religiosita del primo Cristianesimo in parallelo con lo spirito riformistico di Paleotti, promotore del movimento religioso che voleva riportare la chiesa alla sua purita originale. Pasolini rivela nella sua difesa l'intenzione di voler mostrare la realta per raggiungere il suo tine artistico similmente alle affermazioni di Paleotti sulla necessita del realismo per istruire e commuovere il lettore o lo spettatore e riportarlo alle fonti piu' pure dello spirito religioso. (9)

Durante il processo il Pubblico Ministero aggredisce Pasolini con sottigliezza degna della Santa Inquisizione ribadendo che l'articolo 402 ha lo scopo di "elevare ad oggetto specifico della tutela penale il sentimento religioso, quale indicusso patrimonio morale di un popolo, quale forza spirituale operante nella nostra societa e concorrente al perseguimento dei fini dello Stato." In una lunga ed eloquente arringa il Pubblico Ministero dimostra che, nonostante le proclamate buone intenzioni del regista e l'innocua trama della storia di Stracci, Pasolini si e valso di tecniche offensive alla morale pubblica. Ne deduce che l'opera di Pasolini essendo destinata attraverso li filma raggiungere un rasto pubblico deve conformarsi ai vigenti principi di moralita, I vigenti principi non possono essere che quelli proclamati dalla chiesa cattolica. (10)

Cio che piu colpisce e che non e la Chiesa a ribadire i propri principi, bensi un funzionario dello Stato. e fondamentale rendersi conto di come lo Stato italiano abbia nel corso dei secoli completamente assorbito i concetti religiosi e morali proclamati dalla religione cattolica al punto di non potersi aprire a nessun altro tipo di valutazione ideologica. In tutta la procedura legale contro Pasolini non c'e stata alcuna accusa da parte della Chiesa e sono stati esclusivamente i rappresentanti della legge ad accanirsi hei voler condannare Pasolini. Ai tempi di Paleotti il ruolo paternalistico, l'autorita di proteggere i fedeli dagli assalti del demonio era prerogativa della Chiesa Cattolica, mentre e ora completamente assorbito dalle forze politiche dello Stato. Armato di un apparato legale vecchio di secoli lo Stato si sente in dovere di proteggere l'innocenza dei popolo dalla troppo attraente estetica di Pasolini a cui viene dato un significato diabolico. Ci si accanisce quindi contro l'opera di Pasolini senza pieta e senza alcuna sensibilita estetica per l'interpretazione poetica del regista. La sentenza finale della Corte di Cassazione nel febbraio 1967 riconosce che Pasolini e colpevole, ma per buona fortuna, a quel punto il reato e estinto a causa della recente amnistia del 1966. (11)

Come abbiamo appena notato una curiosa circostanza e l'assenza totale di commenti negativi da parte dei rappresentanti della Chiesa, tanto che il Pubblico Ministero nella sua arringa accusatoria lamento il fatto che "i cattolici avrebbero dovuto prendere posizione." Si lancio persino ad accusare i cattolici di vilta. Massimiliano Valente riporta nella sua introduzione al sito in rete Pagine Corsare che il Pubblico Ministero affermo con veemenza: "[ ... ] sono sicuro che la vostra sentenza svegliera i morri, richiamera in vita e dignita quei cattolici da sacrestia che hanno abdicato alla loro cultura per tema di essere tacciati di conformismo [ ... ]" Come scrive Valenti il processo si svolse in un vero e proprio "clima da crociata" per portare alia condanna finale, ironicamente commutata solo a causa della sopravvenuta amnistia. Da parte cattolica, d'altronde, abbiamo una lettera a Pasolini del Padre D.Grasso che con trasporto si dichiara entusiasta dell'interpretazione poetica di Pasolini proclamandone "la purezza delle intenzioni." Grasso afferma con sicurezza che crede "non si possa tirare la conclusione del vilipendio alia religione." (12) Si puo pensare che anche Paleotti ai suoi tempi avrebbe potuto essere d'accordo con Grasso. La rappresentazione realistica delle vicende di Stracci e in armonia con i principi espressi nel Discorso e cosi lo e la commozione estetica che emana dalla forza sintetica delle immagini di Pasolini.

La Chiesa Cattolica Romana, pur avendo perso il potere temporale con l'indipendenza italiana dei 1861, e riuscita, dopo secoli di censura alternata a propaganda, a penetrare gli strati piu profondi della cultura italiana cosicche in tempi moderni, senza piu bisogno di tribunali inquisitori, e lo Stato stesso ad avere assorbito nel proprio sistema giuridico gli stessi articoli di legge una volta promulgati dalla Chiesa.

Riassumendo in poche linee gli elementi principali della relazione stato-chiesa e chiaro che il sistema politico italiano, nato il 17 marzo 1861 con la prima seduta del parlamento italiano, fu prontamente condannato dal Pontefice regnante, Papa Pio IX, che vieto ai cattolici la partecipazione sia attiva che passiva alle vicende della politica del Regno. Comunque, Il 20 settembre 1870 con il famoso episodio della breccia di Porta Pia fu decisa l'invasione del territorio romano papale; la citta di Roma fu conquistata e il 2 ottobre un plebiscito sanziono l'annessione di Roma e del Lazio all'Italia. Da parte sua il papa Pio IX emano l'enciclica Respicientes con cui proclamo "ingiusta, violenta, nulla e invalida" l'occupazione italiana dichiarando che "tutti coloro che avevano perpetrato l'invasione, l'usurpazione e l'occupazione dello Stato Pontificio, e cosi pure i loro mandanti, i loro fautori, i loro coadiutori, i loro consiglieri erano incorsi nella maggiore scomunica e nelle altre censure e pene ecclesiastiche." Il Papa protestava per la cattivita dei pontefice che "non puo esercitare liberamente e sicuramente la suprema autorita pastorale" e inoltre proibiva di nuovo ai cattolici di partecipare alla vita politica italiana. (13)

La nuova Italia unita, nata nel 1861, era in pratica una continuazione del Regno di Sardegna ele leggi del Regno di Sardegna nel primo articolo dello Statuto Albertino del 1848, che formava la base delle relazioni fra Stato e Chiesa, riconoscevano la religione Cattolica Apostolica Romana come la sola religione di Stato. Dopo anni di vicissitudini in seguito all'occupazione del 1870 il primo articolo dello Statuto Albertino fu poi accettato come valido nel Concordato indetto da Mussolini nel 1921, quando furono ristabilite le relazioni fra Stato e Chiesa e fu reiterata l'importanza della Chiesa Cattolica nelle comunita nazionali e internazionali. In Storia costituzionale d'Italia 1848/1994 Cario Ghisalberti commenta sul cambiamento di direzione avvenuto come conseguenza dell'istaurazione del regime fascista:
 Con la firma degli accordi Lateranensi, voluti da Mussolini
 al fine di consolidare le basi del suo potere col favore
 della Chiesa e col consenso delle masse cattoliche, veniva
 interrotta la linea liberale e separatista impressa al
 diritto ecclesiastico dalle leggi Siccardi in poi. Non a
 caso, infatti, il Concordato e il Trattato con la Santa Sede
 riportavano in auge quell'interpretazione dell'art. 1 dello
 Statuto Albertino che dichiarava la religione cattolica
 religione di Stato, secondo una visione tradizionalista,
 conservatrice e nazionale del regime che contrastava
 completamente con l'ideologia e la prassi dello Stato
 liberale. (366-67)


Il rapporto fra Stato e Chiesa ha avuto da secoli un'azione determinante ad ogni livello della societa italiana. Ricordiamo che una delle ragioni principali dei problemi della penisola e le difficolta a riconoscersi in un'unica realta etnica, culturale e, soprattutto, territoriale fu causata in gran parte dall'eccessivo potere temporale esercitato dal papato che fomentava le rivalita trai principi italiani. La Chiesa fin dalle origini si adopero alacremente ad impedire l'unificazione italiana utilizzando l'influenza di forze straniere. E un fatto storico che a prescindere da quelli che sono i valori spirituali dei l'esperienza religiosa la Chiesa non ha avuto un'azione costruttiva rispetto alia formazione dello stato italiano, ciononostante ha mantenuto sempre una profonda influenza nella cultura italiana anche dopo l'unita nazionale e la perdita della sovranita temporale.

Dalla centenaria egemonia esercitata dalle autorita ecclesiastiche, in particolare a partire dall'irrigidimento della censura iniziatosi in reazione alla Riforma protestante, si e passati attraverso secoli di distillazione ad una vera e propria incarnazione dei canoni religiosi in tutte le strutture e ramificazioni sociali. La mentalita e quindi il comportamento di una stragrande maggioranza sono stati condizionati ad una profondita viscerale che provoca ancora in tempi moderni da parte dei piu rispettabili cittadini reazioni degne della Santa Inquisizione. In L'Inquisizione romana, Adriano Prosperi descrivendo la censura libraria nelle Universita italiane commenta che piu di un secolo dopo il periodo della Controriforma, quando soprattutto negli ultimi decenni del 500 la Chiesa teneva le redini della censura, si era verificata una svolta decisiva:
 nel Granducato di Toscana nel 1743 fu promulgata una nuova
 legge con lo scopo di arginare la diffusione dei libri messi
 all'indice, che la Chiesa stessa non era a volte in grado di
 controllare. I tempi della censura ecclesiastica erano in via
 di finire; cominciavano quelli della censura statale
 [ ... ]. (293)


Con una trasformazione lenta ma inesorabile la repressione ecclesiastica ha preso una forma laica che ha condizionato l'educazione con il sospettoso controllo dei libri destinati alle scuole, alle universita e biblioteche. Un grave limite imposto alie menti e agli animi. Interessante la conclusione di Prosperi al suo capitolo sulla censura libraria in cui suggerisce che il condizionamento delle menti durante la Controriforma fu anche la causa della passivita degli italiani di fronte al regime fascista:
 Un esame delle pratiche e dei comportamenti introdottosi nel
 lontano periodo della Controriforma non e del tutto privo di
 interesse per chi voglia capire la rapida assuefazione delle
 universita italiane alle regole imposte dallo stato fascista,
 quando i professori universitari accolsero con pochissime
 ribellioni il giuramento di fedelta al regime e colsero poi
 l'occasione delle leggi razziali per profittare delle cattedre
 lasciate vuote dagli espulsi. (L'inquisizione romana 296)


Di recente si sono verificati importanti cambiamenti nello Statuto Italiano che dovrebbero almeno in teoria permettere una piu armoniosa integrazione fra le varie comunita italiane con diverse professioni religiose. Nel novembre dei 2000, l'articolo 402 del codice penale contro il vilipendio della religione di stato e stato abrogato. Nel luglio 2002 la Corte Costituzionale ha inoltre in parte annullato anche l'articolo 404 del Codice Penale, che prevedeva pene minori per altri culti accettati dallo stato ossia di tipo diverso dalla religione cattolica. L'articolo 404 del Codice Penale era pertinente alie "Offese alia religione dello Stato mediante vilipendio di cose." Detto articolo condannava ad una pena maggiore, da uno a tre anni, le offese contro la religione cattolica in contrasto con l'articolo 406 sui "Delitti contro i culti ammessi dallo Stato" destinato ad altre religioni. Si vorrebbe quindi portare la religione cattolica allo stesso livello di altri culti, anche se non e chiaramente specificato quali siano gli altri culti "accettati dallo stato." Esistono troppe ambiguita che finiscono con l'impedire un reale cambiamento nelle pratiche legali.

La direzione odierna sembra essere verso una presa di coscienza della necessita di accettare una diversita ormai gia esistente nella societa italiana, anche se di fatto siamo ben lungi da una vera e propria integrazione delle varie comunita professanti culti diversi da quello cattolico. Estato lungo ed e ancora in atto il processo di democratizzazione, spesso strettamente dipendente dalla separazione fra Chiesa e Stato, una vera operazione chirurgica densa di conseguenze politiche e sociali. E una lenta e dolorosa trasformazione che ha permeato ogni strato della societa italiana per centinaia di anni dalla completa identificazione fra Stato e Chiesa durante la stagione medioevale alla frattura causata dagli svariati episodi della Controriforma rinascimentale fino ai tempi moderni. Le ripercussioni di questa storica situazione hanno causato e ancora causano estremo disagio sia a individui che a intere comunita. Nel campo scientifico la Chiesa si e sempre dimostrata pronta a rifiutare le nuove scoperte che potevano minimamente incrinare la sua egemonia politica, e egualmente nel campo artistico sia nella letteratura che nelle arti visive non ha esitato a estirpare tutto cio che poteva danneggiarne il potere. E ancora oggi particolarmente difficile nella societa italiana districarsi da questo condizionamento dovuto alie relazioni Chiesa-Stato anche se le nuove abrogazioni degli articoli di legge suddetti danno la speranza che possa esserci un lento progresso nella coscienza nazionale. Chi e cosciente di questo processo storico si meraviglia come in altri paesi, pur all'avanguardia economica e politica, queste conquiste civili guadagnate in Italia attraverso sofferenze di secoli vengano ignorate ed anzi si favoriscano tendenze che danno adito ad una influenza sempre maggiore della religione sugli affari di stato. Una sfortunata regressione psicologica.

NOTE

(1)Dei cinque libri originalmente programmati ne rimangono solamente due. Gli altri tre sono reperibili in frammenti ed appunti non utilizzabili per pubblicazione.

(2) Si tenga presente per esempio la lettera di Bartolomeo Ammannati, scultore, agli Accademici del Disegno (1582), in cui l'artista fa ammenda per aver scolpito statue nude e quindi inaccettabili al nuovo fervore religioso propagandato dalla Chiesa.

(3) "Nelle sue ultime battaglie si avvede quasi sicuramente di essere sempre piu un isolato, sia nella Chiesa, sia nello Stato pontificio, e diviene cosi il testimone di uno dei possibili esiti, quello minoritario e meno trionfale ma maggiormente rigeneratore delle antiche tradizioni locali, del Concilio di Trento'" (Mazzone, "'Il Cardinale Gabriele Paleotti'" 222).

(4) Gli altri episodi sono Illibatezza di Roberto Rossellini, Il mondo di Jean-Luc Godard, e Il pollo ruspante di Ugo Gregoretti.

(5) Rosso Fiorentino ha dipinto la Discesa dalla Croce nel 1521 per la Cattedrale di Volterra. Nel 1525 lacopo Pontormo ha decorato con la sua Deposizione la Cappella Capponi nella chiesa di Santa Felicita a Firenze.

(6) pasolini dichiara: "L'accusa e infondata, io non avevo la minima intenzione di offendere, neppure involontariamente. Non c'e nulla obbiettivamente che possa offendere la religione, nessun elemento valido a tal tine [ ... ]. L'idea del fatto mi e stata suggerita da un fatto avvenuto durante l'ultima eclissi di sole, mentre si girava una scena sulla crocifissione di Nostro Signore. Preciso che la parte religiosa e la cornice deli'opera. Il significato e un altro, interessandosi i miei filme romanzi al sottoproletariato. Il protagonista dei film vuole essere il simbolo dei sottoproletariato di cui nessuno si occupa ne si e occupato mai. Lo Stracci [ ... ] e questo simbolo e la sua morte e un modo di dimostrare la sua esistenza e di porre il problema della sua esistenza" (Pagine corsare www.pasolini.net/processi_ricotta_verbaliprimogrado.htm).

(7) pagine corsare www.pasolini.net/processi_ricotta_processoverbale_7marzo63.htm.

(8) Massimiliano Valente, Pagine corsare www.pasolini.net/cinema ricotta.htm.

(9) pasolini durante il processo del 1963 nella seconda udienza spiega: "[ ... ] Cio che mi interessava era la descrizione del personaggio di Stracci, dal punto di vista poetico: un personaggio vivo e vero. Questa era la cosa fondamentale [ ... ]. Chiedendomi quali fossero gli aspetti essenziali dei sottoproletariato che lo Stracci era chiamato a simboleggiare, ho pensato allora alia ritualita, il ritualismo alio stato puro e la religiosita. Questo e il motivo per cui ho lasciato vicino a Stracci La Passione di Cristo, perche essa veniva ad essere la proiezione fantastica, concreta, visiva, di un elemento ideale, intimo nel mio personaggio. [ ... ] Col tono volgare e sciocco delle comparse e dei generici, non quando si identificano con i personaggi ma quando se ne staccano, essi vengono a rappresentare la fondamentale incredulita dell'uomo moderno, con il quale mi indigno. Penso ad una rappresentazione sacra del '300, all'atmosfera di sacralita ispirata a chi la rappresentava e a chi vi assisteva. E non posso non pensare con indignazione, con dolore, con nostalgia agli aspetli cosi atrocemente diversi che una si analoga rappresentazione ottiene accadendo nel mondo moderno. [ ... ] Un problema di sceneggiatura del film era li rendere realisticamente oltre che simbolicamente la morte di Stracci. Lo spogliarello e parte di cio. Dovevo preparare la morte dello Stracci in diversi modi, attraverso le privazioni, la fame, il desiderio di quella donna che si spoglia e che egli non puo avere" (Pagine corsare www.pasolini.net/processi_ricotta_processoverbale7marzo63.htm).

(10) Il Pubblico Ministero accusa Pasolini: "Invero con li ripetuto oltraggio della musica, con la risata sguaiata del Cristo-comparsa, [ ... ] con gli insulti rivolti ai personaggi sacri della Passione del Pontormo, e in realta il Cristo degli altari, il Cristo della tradizione a essere dileggiato, schernito, deriso. [ ... ] [La rappresentazione] e destinata a tutti e cioe anche alia massa compatta del popolo italiano, ancora sana e gelosa del proprio patrimonio spirituale, ma appunto per questo meno difesa e piu soggetta a subire gli attacchi ideologici di chi con disinvoltura ed abilita riesca a mettere in ridicolo e a immiserire le componenti essenziali della sua credenza. [ ... ] il vilipendio di cui si fa carico Pasolini non puo assurgere a dignita di libera manifestazione del pensiero, ma e una sua degenerazione, deviando da quella che e l'esposizione di un'opinione o di una tesi per divenire gratuita derisione, estranea pertanto alla sfera che in regime di liberta democratiche e consentito discutere, criticare e magari combattere con la propaganda, ma mal schernire, deridere, oltraggiare" (www.pasolini.net/processiricottasentenzaprimogrado.htm).

(11) La sentenza finale del primo processo dichiaro Pasolini colpevole del delitto ascrittogli e lo condanno a quattro mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali. La pena fu poi sospesa per anni cinque a condizione di legge. Ci fu un appello della difesa, con sentenza di assoluzione, ma subito un ricorso in Cassazione da parte del Procuratore Generale con cui si dichiarava nulla la sentenza di assoluzione.

(12) Il commento di Padre Grasso si trova sul sito in rete Pagine corsare (www.pasolini.net/processi_ricotta_letterapadregrasso.htm).

(13) Respicientes--Dato a Roma, presso San Pietro, i! 10 novembre 1870, anno XXV del Nostro Pontificato (Pius IX). I Novembre 1870.

TESTI CITATI

Codice Penale. Libro secondo. Dei delitti in particolare. Titolo IV Dei delitti contro il sentimento religioso. Capo I Dei delitti contro la religione dello Stato e i culti ammessi 402,404, 406.

Ghisalberti, Cario. Storia costituzionale d'ltalia 1848/1994. Roma: Laterza, 1974.

Mazzone, Umberto. "Il Cardinale Gabriele Paleotti." Domus Episcopi. A cura di Roberto Terra. Bologna: Minerva, 2002.

Pagine corsare: dedicate a Pier Paolo Pasolini. Luglio 1998. Ultimo aggiornamento 21 agosto 2006. www.pasolini.net.

Paleotti, Gabriele. Discorso intorno alle imagini sacre et profane. Bologna 1582. Ristampa anastatica con premessa di Paolo Prodi. Bologna: Forni, 1990.

Pasolini, Pier Paolo. "La ricotta." RoGoPaG film in quattro episodi, 1963. Italia/Francia. Cifex Video, 1995.

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Title Annotation:Intersections
Author:Troncelliti, Latifah
Publication:Italica
Geographic Code:4EUIT
Date:Jun 22, 2007
Words:5194
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