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Alessandro Manzoni. I promessi sposi.

Alessandro Manzoni. I promessi sposi. A cura di Marco Romanelli. Torino: Edisco Editrice, 2006.

Con questa edizione de I promessi sposi di Alessandro Manzoni, Marco Romanelli, allievo di Gianfranco Contini e docente di lettere a Firenze, presenta un commento monumentale, per usare le parole di Cesare Segre, del capolavoro manzoniano. Romanelli e autore di innumerevoli libri scolastici ed antologie della Letteratura italiana dal Duecento al Novecento (per esempio Didascalica--Letteratura italiana, a cura di M. Romanelli e G. Bicci [Firenze: D'Anna, 1998] 9 voll.) nonche di saggi critici su vari autori, in particolare novecenteschi, come ad esempio Carlo Emilio Gadda (cfr. M. Romanelli, "Gadda e la nuova fisica," Erba d'arno 34 [1988]: 69-75), e sulla deriva della critica letteraria poststrutturalista (per citare solo uno dei suoi numerosi interventi critici: M. Romanelli, "Letti, treni e critica testuale (con una postilla)," Lingua nostra 65 [2004]: 116-20).

Nella presente edizione, vengono riprodotti i trentotto capitoli de I promessi sposi nella versione definitiva del 1840, con i dovuti riferimenti--nel commento al testo--alle versioni antecedenti di Fermo e Lucia (1821-1823) e la prima edizione de I promessi sposi del 1827, con un apparato iconografico e fotografico--in parte a colori--particolarmente ricco (dalle illustrazioni contemporanee di Francesco Gonin, volute dallo stesso Manzoni per l'edizione finale, a Renato Guttuso, Giorgio De Chirico ed altri), con carte geografiche che indicano i luoghi piu importanti in cui si svolge la histoire narrata, e con un'ampia introduzione sull'autore e sulla genesi de I promessi sposi. Il testo manzoniano e corredato da due apparati di annotazioni (linguistiche e storico-letterarie); ogni capitolo viene introdotto da una sintesi della trama, accompagnato da "finestre" di approfondimento ed alla fine completato da proposte di chiavi di lettura. In chiusura dell'edizione, Romanelli fornisce una bibliografia aggiornata, necessariamente essenziale vista la mole imponente della critica manzoniana, ed un glossario finale dei termini tecnici usati nel commento. Infine non mancano strumenti didattici per offrire all'insegnante vari percorsi di lettura de I promessi sposi di Manzoni. Una mappa del libro illustra le varie parti del libro per facilitare l'accesso al monumentale lavoro.

Duplice era la sfida che Romanelli ha affrontato, come egli stesso scrive nella Presentazione del suo libro: "da un lato si tratta di misurarsi con un testo entrato a far parte del canone piu illustre della letteratura italiana, la cui grandezza puo suscitare il timore di non essere all'altezza del compito; dall'altro lato, l'aspirante commentatore si trova anche di fronte a una massa imponente di interventi critici precedenti, molti dei quail di valore assoluto, che sembrerebbero rendere superflui ulteriori contributi a una bibliografia gia sterminata" (IX). Come dimostra un breve assaggio del suo commento ad una delle frasi piu famose de I promessi sposi ("La sventurata rispose" nel decimo capitolo), la duplice sfida mi sembra pienamente vinta: "E diventato oramai un luogo comune accusare Manzoni di eccessiva pruderie in tema di sessualita e di un moralismo cosi ipersensibile da censurare o ridurre al minimo ogni accenno alla concreta esperienza dell'amore [...]. Alcuni critici obiettano che l'amore e al centro degli interessi manzoniani solo nominalmente, perche di fatto la sua rappresentazione concreta e del tutto assente dalle pagine del romanzo, o limitata a fuggevoli accenni, come nel caso di Gertrude la cui tumultuosa vicenda di passione e interamente condensata nella celebre formula "La sventurata rispose." Il rilievo e corretto, ma non e corretto interpretare la reticenza manzoniana come una pura manifestazione di moralismo. Intanto perche, come sa bene qualunque esperto di letteratura erotica, certe allusioni producono una suggestione assai piu intensa di un approccio diretto all'argomento [...]. In secondo luogo, si deve ricordare che nel Fermo e Lucia lo spazio dedicato alla rappresentazione dell'amore e assai piu ampio che nei Promessi sposi [...] con il risultato, pero, di appesantire e rallentare lo sviluppo della vicenda. Sara dunque per ragioni stilistiche, e non moralistiche, che nella stesura definitiva Manzoni ha eliminato queste parti del testo" (242). Qui come altrove nelle sue annotazioni al testo, Romanelli "cerca di analizzare il romanzo manzoniano applicando in modo non occasionale un metodo di lettura semiologica, teso cioe all'identificazione del sistema di segni e di percorsi semantici che costituiscono la struttura profonda del testo. Cio naturalmente non significa che vengano ignorati gli aspetti piu propriamente storici, psicologici, ideologici, filologici e quant'altro puo servire a perfezionare il lavoro di comprensione e interpretazione [...]" (ix). Il risultato e un commento dettagliato, attento e puntuale del romanzo manzoniano che tuttavia, anche grazie all'intelligente suddivisione grafica dei due apparati di annotazioni in due "fasce" separate a pie di pagina, non appare mai troppo appesantito, lasciando spazio anche ad "una lettura piu libera e meno analitica" (ibidem).

Benche ideata per l'adozione nelle scuole superiori italiane, la presente edizione de I promessi sposi, grazie al suo ampio apparato critico ricco di riferimenti alla critica manzoniana, si presta anche ad una lettura universitaria propedeutica del testo capitale del Manzoni.

HANS HONNACKER

Universita degli studi di Modena e Reggio Emilia
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Author:Honnacker, Hans
Publication:Italica
Article Type:Book review
Date:Mar 22, 2007
Words:812
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