Printer Friendly

"Un proverbio al giorno mette l'allegria intorno". Proverbi e tecnologie a incremento della competenza interculturale.

Abstract: L'utilizzo dei proverbi nella classe di lingua straniera e il loro combinarsi con i piu recenti mezzi tecnologici promuovono la riflessione interculturale e la consapevolezza linguistica e comunicativa, garantendo, alio stesso tempo, un apprendimento coinvolgente, diversificato ed efficace. Mentre espongono gli studenti a forme metaforiche e promuovono attivita problem solving, rispondono ai criteri delle tre P (pratiche, prodotti, prospettive) e delle cinque C (comunicazione, culture, connessioni, confronti, comunita) degli standard nazionali di ACFTL (American Council on the Teaching of Foreign Languages) per l'apprendimento delle lingue. Le tecnologie potenziano la dinamicita degli input proverbiali, arricchiscono le loro molteplici applicazioni didattiche e ne facilitano l'apprendimento. Le attivita proposte prevedono l'uso di vari software e social network disponibili sul web, il cui scopo e la comprensione, interiorizzazione e manipolazione dell'input proverbiale in relazione alle abilita fondamentali: comprensione orale e scritta, produzione orale e scritta, scrittura collaborativa, rinforzo fonetico e lessicale, riflessioni e confronti culturali e interdisciplinari, creazione di comunita esterne alio spazio classe.

Keywords: Competenza interculturale, didattica italiano LS, proverbi, standard ACFTL, tecnologie, software didattici.

**********

Dice un proverbio, comunemente usato in Italia, che "Chi ha pane non ha denti e chi ha denti non ha pane". Quando si presenta questo proverbio agli studenti di lingua inglese indipendentemente dal loro livello di padronanza linguistica, la prima reazione e una gustosa risata, seguita da perplesse espressioni facciali, non tanto sul significato dell'espressione (che e facile da intuire fin dai livelli iniziali), quanto piuttosto sulla sua valenza: "Perche i denti sono collegati al pane, e viceversa?"; "Questo proverbio e correntemente usato dagli italiani?"; "In quali contesti si utilizza?". Allorche alcuni degli studenti accennano a un timido confronto con l'espressione inglese "You can't have your cake and eat it too"--che potrebbe costituire l'equivalente piu vicino all'originale, pur nelle sue differenze culturali e sociolinguistiche il proverbio italiano sembra acquisire piu valore ai loro occhi e il confronto fra le due espressioni (nonche fra le due comunita, italiana e anglofona) puo essere innescato.

I proverbi, in quanto combinano lingua, storia, cultura e societa, si prestano a essere utilizzati corne strumenti didattici collaborativi nelle classi di lingua straniera per innescare consapevolezza linguistica e conoscenza culturale, affrontare confronti di eventuali differenze o somiglianze fra lingue, culture e societa o comprendere i vari livelli di significato e analisi degli usi contestuali dell'espressione. Tuttavia, i proverbi, a differenza di altri strumenti didattici su cui la letteratura ha prodotto una considerevole mole di studi critici--basti pensare alia canzone, al film o alia letteratura --ha progressivamente perso parte del suo fascino didattico, probabilmente per il suo riferimento a una societa pre-industriale ormai sorpassata e con livelli di istruzione alquanto discontinui. Ne consegue che le attivita proverbiali dovrebbero essere maggiormente proiettate nel mondo digitale e nella manipolazione dell'input, linguistico e culturale, che le tecnologie garantiscono.

Il presente contributo intende inserirsi in questa dimensione della glottodidattica dell'italiano come lingua seconda, soffermandosi sui risvolti pedagogici che i proverbi possono, principalmente, fornire in corsi universitari di lingua italiana negli Stati Uniti, ma anche a livelli d'istruzione secondaria di vario tipo, statunitensi e non. Per mezzo di definizioni teoriche e di esempi concreti, si ratifica l'idea che l'esperienza didattica proverbiale promuove la competenza interculturale e sviluppa le capacita critico-cognitive degli studenti all'interno di un processo di acquisizione linguistica che il mezzo tecnologico e le enormi potenzialita del web rendono piu favorevole. In particolare, le attivita che verranno presentate mirano a promuovere, innanzitutto, una riflessione metalinguistica (i proverbi come elementi per mezzo dei quali analizzare strutture grammatical i e attraverso i quali potenziarne l'acquisizione), cui seguono la comprensione del significato (i proverbi come strutture da esperire per il messaggio che comunicano e per la versatilite di contesti ai quali possono essere applicati) e l'esperienza delle componenti storico-culturali. Questi livelli conducono, infine, al riuso guidato dei proverbi nella produzione scritta e orale in lingua. Da una parte, quindi, si illustrano gli aspetti grammaticali, sociali e didattici di una struttura linguistica che si e fissata nel tempo e che, ancora, costituisce un serbatoio di informazioni storiche e culturali nella realta contemporanea. Dall'altra, si potenzia l'esperienza dei proverbi per mezzo delle piu recenti proposte in campo digitale, a favore di un apprendimento che sia incoraggiato e promosso dal gusto della scoperta e della condivisione e dalla piacevolezza di imparare su di se e sugli altri.

1. Il proverbio: definizione

Prima di esplorare il campo della didattica dei proverbi, e opportuno soffermarsi sulle caratteristiche intrinseche che rendono le espressioni proverbian dei mezzi linguistici e culturali atti a essere valorizzati nella classe di lingua.

Temistocle Franceschi offre un'esaustiva definizione di proverbio o paremia--termine da lui coniato presso la "Scuola Geoparemiologica Italiana" come calco della corrispondente parola greca, da cui deriva la dicitura "paremiologia", ossia il campo di studi dei e sui proverbi. Per lui la paremia e:

un breve e conciso insieme allologico (ossia inteso a comunicare altro da se) di struttura proverbiale, che in un determinato idioma e convenzionalmente usato in riferimento allusivo ad altro insieme semantico (con cui viene analogicamente correlato), per esprimere in modo indiretto, sintetico ed efficace un parere, un commenta, un consiglio (1999: 10).

Il proverbio e, quindi, una struttura della lingua caratterizzata da un'evidente sinteticita, che si traduce in pregnanza ed efficacia comunicativa, da un processo metaforico e da una forte componente didattica, cui dipende il suo valore di precetto e ammonimento (1). Il proverbio e, altresi, un mezzo di espressione indiretta che, come una forma di "indirect speech act", demanda alla voce della comunita il compito di ammaestrare o di veicolare un parere (Arewa e Dundes; Nuessel e Cicogna 1991: 9; Nuessel 1995). Il proverbio e, infine, secondo Franceschi, dominato da diversi livelli di significazione: un significato letterale, che e dato dalla somma del valore di ogni termine costituente il proverbio; un significato figurativo o "extended meaning" (Cacciari 1986: 212-17; Cacciari 1989; Bybee 713), che e ottenuto per mezzo di un'astrazione metaforica dal piano del livello letterale; e quello che si potrebbe chiamare un significato contestuale, che il proverbio assume in un determinato contesto (2). Ed e proprio questo carattere, distintivo del proverbio, di presentare una polisemia di significati applicabili a un'infinita possibilita di contesti a rendere le espressioni proverbiali ambigue, ambivalenti e dai "confini non [...] predeterminabili"(Franceschi 2000: xxxviii) (3). Un proverbio come "Chi pecora si fa, lupo la mangia" puo essere applicato a una vasta gamma di situazioni contestuali che riguardano le conseguenze negative di un comportamento docile, condannato a essere sopraffatto da atteggiamenti forti e prepotenti. E pur vero, pero, che, come afferma Carlo Lapucci nella sua introduzione al Dizionario dei proverbi italiani, la struttura rimane, per la maggior parte dei casi, fissa visto che "qualche termine del proverbio puo variare [...], ma la frase si situa per infero nel discorso, senza piegarsi a rapporti con il contesto" (VII).

Se i proverbi sono indubbiamente prodotti culturali sovranazionali--lo dimostra il fatto che molti proverbi, a parte alcune piccole differenze, sono presenti in diverse lingue e in diverse culture (4)--essi sono anche intrinsecamente legati alia societa, storia, geografia che li creano e ne determinano il successo. Nella sua introduzione al volume del 1999, Proverbi locuzioni modi di dire nel dominio linguistico italiano, Salvatore Trovato afferma che i proverbi sono un "precipitato culturale", inseriti nella cultura in cui si sono originati per scelta, ratifica e uso continuato da parte della comunita dei parlanti (VIII). Questa comunita si riconosce e si identifica nella specificita delle espressioni proverbiali e, in esse, trova un motivo di caratterizzazione locale e individualistica. "Chi ha pane non ha denti e chi ha denti non ha pane" e relativo a un preciso gruppo di parlanti--se si volesse generalizzare di un gruppo di parlanti l'italiano standard. Difatti, l'equivalente inglese sopra citato, "You can't have your cake and eat it too", fa riferimento a una realta storica del tutto diversa: la poverta incipiente che, indiscutibilmente, portava alla caduta dei denti e alla mancanza di pane, espressa in italiano, si perde nel proverbio inglese, laddove il sostantivo "cake" esemplifica una societa ricca in grado di awalersi del godimento di un dolciume. Il proverbio italiano, perianto, "evokes a specific cultural object", che non ha lo stesso valore culturale nella lingua e cultura anglofona (Byram e Esarte-Sarries 5). I proverbi fanno parte del sistema comunicativo operante in una determinata societa (Arewa e Dundes 71) e sono, altresi, dettati da un uso sociale strategico del processo metaforico, che viene applicato in un determinate contesto al fine di ottenere un determinate scopo (Seitel 125; 137).

La conoscenza di tutti questi aspetti valorizza la presenza dei proverbi nei curricula di lingua italiana e garantisce agli studenti un piu stretto contatto con la cultura della lingua target e con quegli aspetti culturali, storici e sociali che i proverbi rivelano.

2. I proverbi e la classe di lingua

Nel secolo scorso e nella prima decade del secolo corrente, due aspetti hanno particolarmente suscitato la curiosita degli studiosi: la validita dell'uso dei proverbi nella classe di lingua e le diverse modalita di incremento della riflessione metalinguistica, in generale, e del lessico e della morfologia, nello specifico, per mezzo dell'utilizzo di espressioni proverbiali. A tale proposito, esistono alcune risorse fondamental! nel campo: gli articoli di Frank Nuessel sul significato metaforico dei proverbi (1991; 2009) e i saggi scritti a quattro mani da lui e Caterina Cicogna sull'utilizzo del linguaggio proverbiale nel curriculum di italiano (Nuessel e Cicogna 1991) e sull'introduzione del linguaggio metaforico e di tecniche per la sua comprensione (1995). Con dettagliati esempi pratici di sviluppo, riflessione e valutazione della comprensione proverbiale, i suddetti articoli costituiscono un validissimo riferimento per chi si appresti a rendere i proverbi uno strumento costante e coerentemente pianificato nei propri corsi fin dai livelli iniziali.

Dal punto di vista pedagogico, il saggio pubblicato da Mollica e Nuessel, "Proverbial Language in the French, Italian, and Spanish Classroom: Pedagogical Application", presenta una vasta quantita di esercizi da eseguire in classe, con un'attenta descrizione degli aspetti della lingua--fonetica, ortografia, morfologia, sintassi, lessico --e delle abilita linguistiche--abilita di comprensione scritta, abilita critico-interpretativa, abilita di comprensione culturale--che possono essere potenziati tramite l'inserimento dei proverbi nella didattica. Analogamente, il testo pubblicato nel 1992 da Caterina Cicogna, Un proverbio al giorno!--da cui deriva, in parte, il titolo di questo saggio--propone attivita orali e scritte sia di espansione grammaticale che di riflessione culturale, sia di grammatica contrastiva che di problem solving. Le unita didattiche da lei create presentano una fase di espressione dei significato a livello visivo. Seguono esercizi vari che intendono raggiungere obiettivi diversi: valutare la comprensione della struttura e del messaggio dei proverbio, espandere il contenuto dello stesso, potenziare aree dei lessico precedentemente indicate, accrescere la consapevolezza metaforica, sviluppare forme di riflessione sulla differenza o somiglianza proverbiale fra inglese e italiano, valutare la conoscenza di proverbi in altre lingue (in primis, dialetto), presentare le componenti storiche e sociali che hanno portato alla creazione e accettazione di un proverbio e, infine, stimolare la creativita con l'invenzione di proverbi sinonimici od opposti. PiU recentemente, in un articolo sulla promozione della competenza interculturale nelle classi di lingua, Aleidine Moeller e Kristen Nugent dedicano una sezione delle loro proposte didattiche ai proverbi (2014: IIIS).

Tutte queste pubblicazioni dimostrano che, a dispetto di eventuali problemi strutturali--quali la presenza di un programma abbastanza dettagliato da seguire, la mancanza di un proverbio appropriate>> alla funzione comunicativa presentata dal libro di testo o analizzata in classe e la necessita di creare una coscienza proverbiale dapprima nella lingua materna e poi nella lingua d'arrivo (Mollica e Nuessel 11)--i proverbi possono essere adattati alie esigenze didattiche, con piccoli accorgimenti per il successo delle attivita (5). Durbin Rowland indica cinque punti che dimostrano la validita dei proverbi dal punto di vista didattico (6). Asserisce che i proverbi rimangono impressi nella memoria degli studenti e che il loro utilizzo diventa quasi automatico o si attiva alla minima "provocazione" in grado di stimolare la sfera di conoscenza dell'allievo (89). Un proverbio come "A chi dai il dito si prende anche il braccio" e, difatti, caustico e pregnante nella sua struttura, tale da poter essere agevolmente memorizzato, soprattutto se prowisto di un contesto fattuale di utilizzo: esagerare nel richiedere qualcosa che e stato inizialmente donato in porzioni limitate. Come secondo aspetto, Rowland afferma che i proverbi accrescono la competenza lessicale (89-90): i loro termini costituenti afferiscono, infatti, per la maggior parte, al vocabolario di base dell'italiano, ossia alie parole fondamentali della lingua, ai termini che appaiono con grande frequenza e a quelli che, pur meno frequenti, sono strategici nella vita di un parlante e ben presenti nella sua mente (De Mauro e Moroni). Il proverbio prima citato si presta, per esempio, in maniera ottimale a presentare o a far ripassare il lessico delle parti del corpo7. Come terza motivazione, Rowland adduce che ai proverbi si puo facilmente far ricorso per spiegare l'aspetto idiomatico della lingua e per mostrarne le varieta regionali o locali (varieta diatopiche)8 (90). Ne consegue che, per mezzo dei proverbi, lo studente comincia a osservare schemi di ripetizione nella lingua target e, possibilmente, consonanze fra la lingua nativa e la lingua target, con il risultato di un legame piu stretto con le forme linguistiche della lingua straniera. Ad esempio, l'equivalente inglese piu vicino a "A chi dai il dito si prende anche il braccio" potrebbe essere "Give someone an inch and they'll take a mile", il quale, introducendo una misura di distanza, e meno "fisico" del proverbio italiano, ma indubbiamente piu preciso. Ecco, quindi, che il quarto aspetto riguarda il fatto che i proverbi contribuiscono a una maggiore sicurezza linguistica visto che l'emergenza del proverbio, in una gamma di situazioni appropriate, rende I'uso della lingua target piu fluido e spontaneo (Rowland 90). Infine, sempre secondo Rowland, dal punto di vista strettamente logistico, i proverbi occupano poco tempo nella classe di lingua (90-91). Questa affermazione va, di sicuro, vagliata attentamente: la comprensione letterale di un proverbio richiede una quantite di tempo irrisoria, anche a livelli iniziali. D'altra parte, pero, la comprensione dei vari livelli di significato dell'espressione, il loro riuso e il confronto interculturale richiedono un lavoro temporalmente piu lungo, che si puo, comunque, facilmente ritagliare all'interno di attivita di rinforzo, di nuova presentazione lessicale, morfologica o sintattica, e di riflessione culturale.

I proverbi si prestano a soddisfare e a stimolare le diverse forme di apprendimento degli studenti. Sono formule orali, ma anche scritte, e non fanno parte solo della lingua parlata, ma compaiono anche in letteratura. Spesso, i proverbi rappresentano un evento o una storia e possono, pertanto, essere facilmente "tradotti" in immagini o in cinetica (ad esempio, la rappresentazione motoria di un proverbio) o diventare parte di un'unita visiva, come, ad esempio, nella pubblicita9. Inoltre, i proverbi si fissano facilmente nella mente dell'apprendente grazie alia presenza di elementi prosodici (rima, assonanza, consonanza), ritmo-melodici (sillabazione, presenza di due emistichi raggruppati in un distico, strutture correlative, frasi relative, verbi frequentemente in posizione finale) e tematici (struttura tema-rema). Un proverbio come "Chi non beve in compagnia, o e un ladro o e una spia" presenta alcuni degli aspetti sopra citati che lo rendono un elemento linguistico vicino alia lingua poetica (Soletti 1182-83). Per quanto concerne l'autenticita del mezzo, ossia la "coerenza e appropriatezza in relazione al percorso didattico e agli obiettivi della programmazione" (Diadori, Palermo e Troncarelli 224), i proverbi sono vera e propria lingua in contesto, nel quale il rapporto che si instaura fra il testo e il parlante e indicativo della veridicita e pregnanza dell'espressione (Kramsch 1983: 177-204). E con studenti di lingua che dovrebbero essere costantemente esposti all'idioma dei parlanti e messi a contatto con premesse e contesti culturali, presentare i proverbi risponde a un'esigenza di validita pedagogica unita alio stimolo dell'interesse nei confronti della cultura d'arrivo. Se ogni forma di apprendimento avviene nella lingua e con la lingua, segue che una conoscenza degli usi linguistici reali accresce le competenze degli apprendenti.

Non mancano critiche contro l'introduzione dei proverbi nella classe di lingua. Ignace Feuerlicht condanna i proverbi per la presenza di parole obsolete e cadute nell'oblio, che potrebbero confondere lo studente principiante. Altre cause di inadeguatezza dei proverbi sarebbero, anche, la loro natura contraddittoria, il loro non essere rappresentativi di una nazione, la loro irrisoria componente etica, il loro significato figurato non accattivante e il fatto che le loro origini culturali siano vaghe e non ben determinate (Feuerlicht 1948: 23). D'altronde, si puo controbattere questa tesi awalendosi di alcune scelte didattiche mirate. Nello specifico, la presenza di termini desueti e il loro livello di complessita possono essere sfruttati a vantaggio della riflessione lessicale. Agli studenti puo essere fornito il significato di quella parola e chiesto di trovare un sinonimo corrente: questa modalita garantirebbe la comprensione del significato del proverbio, ma non ne inficerebbe la struttura prosodica e ritmica, evitando quelle forme di confusione a cui Feuerlicht evidentemente fa riferimento. Un esempio puo essere il proverbio "Fava e mela coll'acqua allega" (10), che indica come, per queste due piante, l'acqua sia necessaria per passare dal fiore al frutto. Per quanto riguarda la natura contradditoria dei proverbi, numerosi sono gli esempi di coppie proverbiali che elogiano aspetti sociali discordi. Un esempio per tutti e il seguente: "Una buona suocera fa una buona nuora" e "Tra la suocera e la nuora, il diavolo lavora", che mettono in evidenza due diverse tipologie di relazione fra nuora e suocera, la prima positiva, la seconda alquanto tesa. Come afferma Lapucci, l'applicazione di un proverbio non e meccanica (VII). Il reale e fondato su pensieri e considerazioni talvolta contrastanti e il metterne in evidenza le radiei storiche e culturali non puo che affinare le capacita critiche degli studenti, chiamati a proiettarsi in un mondo dalle molteplici e poliedriche sfaccettature. I proverbi abituano proprio a questa diversite e alla prospettiva di un altro in aggiunta al proprio, un altro che osserva una realta simile, ma ne estrapola elementi diversi, ne mette in risalto componenti nuove o ne classifica fatti ed eventi in maniera differente. Sul tema della non rappresentativita dei proverbi in una nazione, come gia espresso prima, i proverbi sono transculturali e accomunano moite entita nazionali e non. Questo potrebbe dare spunto a un'analisi della compresenza di caratteri comuni fra varie culture, valorizzare le differenze proprie di specifiche culture, per via di condizioni storiche, sociali, politiche, e innescare momenti di riflessione culturale, che non devono necessariamente avvenire nella lingua target. Le origini culturali e gli orizzonti di riferimento dei proverbi possono essere, perianto, vaghi ma cio non toglie la preminenza del loro messaggio sociale, come si avra modo di esplorare meglio nel paragrafo successivo. Infine, sulla componente etico-precettistica delle espressioni proverbiali, si puo arguire che essa non sembra essere lo scopo principale delle motivazioni che conducono all'utilizzo del proverbio nella classe di lingua, all'interno della quale le componenti cognitiva ed emotiva assumono maggiore importanza.

Poiche i proverbi devono essere interpretati e applicati al giusto contesto, pena il fallimento del messaggio che si intende inviare e dell'atto linguistico in se, la loro comprensione e un'attivita problem solving: dalla fase di riflessione si passa a quella di analisi e, infine, a conclusioni provvisorie che il contesto conferma. Pertanto, i proverbi rinforzano anche la capacita di ricerca di una soluzione a un problema nonche forme di cooperazione e interazione comunicativa in vista dell'ottenimento di un risultato (Danesi 1979; Mollica 1981: 620; Danesi 1985; Nuessel 1989: 164-69; Mollica 1992, 2010). Questa caratteristica e, particolarmente, pregnante quando si consideri il significato figurato di un'espressione proverbiale. Se una classe di lingua intende promuovere la conoscenza del linguaggio metaforico, proprio per il fatto che si tratta di un elemento distintivo di un madrelingua a livello formale, pragmaticofunzionale e socio-interazionale (Mininni 38; Lakoff 216-17; Danesi 1988: 2; Vizmuller-Zocco 436), i proverbi sono uno strumento efficace per abituare gli studenti alla presenza di un valore proverbiale che va oltre quello letterale e per esporli, in questo modo, aile modalita di pensiero della comunita target (Nuessel e Cicogna 1995: 313-14). La comprensione del linguaggio metaforico e, secondo Nuessel e Cicogna, il vero banco di prova della piena competenza di una lingua (1994b: 270; 1995: 315-16). Da qui segue la capacita del parlante di selezionare il proverbio figurativamente opportuno per una specifica situazione, diversa da quella che l'ha originariamente creato: e questo cio che Marcel Danesi descrive come la combinazione di appropriatezza contestuale ("context-appropriateness criterion") e utilita strategica ("strategic-instrumental criterion"), particolarmente evidente e necessaria quando si ricorra ai proverbi (1988: 6).

E indubbio che i proverbi sollecitano non solo l'apprendimento cognitivo e metaforico, ma anche l'apprendimento emotivo, che coinvolge aspetti piu intimi del proprio modo di essere, pensare e comportarsi. In altre parole, la comprensione del loro significato attiva forme di elicitazione dell'esperienza culturale, sociale e linguistica dello studente cosi come modalita di emersione della sfera personale attraverso attivita di ricontestualizzazione (11). Alla componente emotiva si lega anche il fatto che frequentemente i proverbi presentano una dimensione Iudica, date le caratteristiche spesso comico-ironiche del messaggio che veicolano o del lessico che li compone (Wotkeova 93). Basti pensare a espressioni che giocano sugli stereotipi associati alie citta e alie regioni italiane: "Genova, prende e non rende"; "Chi volta il culo a Milano, lo volta al pan"; "Chi lingua ha, a Roma va"; "Ascolano, tira il sasso e nasconde la mano"; "Napoletano, largo di bocca e stretto di mano" (12). Queste espressioni presentano un'evidente carica comica e una vivace rappresentazione della vita e del pensiero della societa italiana passata e attuale. Uno dei risultati piu evidenti di un apprendimento di questo tipo e la creazione di un'atmosfera rilassata di insegnamento, che, a sua volta, promuove la formazione di un gruppo classe coeso. Poiche il filtro affettivo diminuisce cosi come l'ansia legata inestricabilmente all'apprendimento e all'utilizzo di una lingua straniera, in definitiva gli studenti sperimentano un aumento di interesse nello studio della lingua, dovuto alla piacevolezza dell'acquisizione linguistica e al senso di gratificazione personale e psicologica che la condivisione della propria identita culturale determina.

All'apprendimento emotivo si collega il fatto che i proverbi possono entrare a far parte di attivita in grado di potenziare la scoperta divertente e spensierata delle strutture della lingua. Fra queste, si possono annoverare puzzle, ricostituzione di parole o frasi in disordine, accoppiamenti, crittogrammi, cruciverba, giochi di parole, indovinelli. Come specifica Danesi, questo tipo di attivita deve essere inserito all'interno di un contesto significativo e introdotto regolarmente nel corso di lingua, e non come puro divertimento finale, riempitivo o ricompensa (1985: 69). Deve, altresi, essere calibrato sul gruppo di apprendenti, sui loro stili cognitivi e sullo stimolo delle Strategie bimodali di apprendimento (1987: 388)i:i. In questo modo, e davvero possibile trasformarli in forme di riflessione, scoperta, comprensione e valutazione intralinguistica, ossia nelle pieghe stesse della lingua e nel suo comunicarsi ed essere comunicata. Tali approcci giocosi danno spazio alla libera elaborazione della fantasia, della ricerca e della scoperta e vengono apprezzati in misura maggiore perche apparentemente svincolati, agli occhi degli apprendenti, da obiettivi didattici classificati e codificati. Le attivita che verranno di seguito proposte rientrano in quest'ottica, soprattutto in virtu dell'inserimento del mezzo tecnologico, che garantisce e motiva a una maggiore manipolazione creativa e personale della lingua. Esse si propongono, proprio, di creare un ponte fra strumento didattico, approccio giocoso e tecnologia controllata e funzionale alla sensibilizzazione linguistica e culturale.

3. I proverbi e la competenza interculturale

Lo scopo di una classe di lingua consiste nell'evitare la fossilizzazione in forme di comunicazione monolingue e nel promuovere, invece, l'esposizione a modalita di concettualizzazione differenti. In altre parole, il corso di lingua straniera si prefigge, oltre al raggiungimento della competenza linguistica, di sensibilizzare gli studenti a un diverso culturale e, conseguentemente, di potenziare la loro competenza interculturale (Kramsch 1983: 438; Fantini 271).

In virtu di questi aspetti, i proverbi abituano i nostri studenti alla diversita fin dalle prime settimane del semestre, anche se essa puo essere percepita come strana o generare forme di perplessita, simili a quella citata a inizio di articolo. La fase del conflitto culturale, una volta superata, conduce a quello che Fantini chiama "incipient bilingualism" (268-269). In termini linguistici, cio consiste nell'essere ben disposti a intraprendere una comunicazione verbale nella lingua target, nonostante manchino le abilita per farlo. In ambito culturale, il "bilinguismo culturale incipiente" potrebbe essere definito come la volonta di attuare un'apertura nei confronti di altre culture. Dall'accettazione della presenza di un diverso, che e altrettanto valido quanto il punto di partenza, si passa all'interiorizzazione della diversita e a una sua piu profonda conoscenza, che sfocia, infine, in un approssimarsi progressivo al biculturalismo e alla competenza interculturale. Non a caso, per spiegare il concetto di interculturalita, Fantini utilizza due proverbi che colgono l'essenza dell'istruttore e dello studente aperti a uno scambio e valutazioni reciproci. Il primo proverbio e "If you want to know about water, don't ask a goldfish," secondo il quale un essere immerso in un contesto non ne e consapevole perche incapace di astrarsene o distanziarsene. Il secondo, "Looking out is looking in," descrive l'atto di chi, alla ricerca di un nuovo paradigma, dopo averio esperito, e in grado di compiere confronti con il suo paradigma iniziale, qualcosa impossibile da ottenere senza un "altro" punto di vista (Fantini 271). La competenza interculturale rende proficuo questo contatto e, soprattutto, prowede il parlante degli strumenti necessari per formare una relazione con l'altro, sia immediata sia di lunga durata (14), e per garantire "giustizia sociale" a livello sia linguistico sia culturale (15).

Se ci fossero dubbi sulla validita di innescare una conversazione culturalmente significativa, gli standard nazionali stabiliti da ACTFL sanciscono che gli studenti sono in grado di interiorizzare la cultura target ai livelli iniziali, pur essendo inibiti a esprimere concetti sofisticad nella lingua target. Gli apprendenti possiedono le capacita critico-cognitive necessarie per entrare in rapporto con i "prodotti" (risorse tangibili e non), comprendere le "pratiche" (riti, forme di discorso, interazioni fra e dentro le comunita) della cultura d'arrivo e, contemporaneamente, interiorizzarne le "prospettive" (valori, attitudini, idee, significati) e trasformarle (Byram 323-324). I detti e le espressioni idiomatiche sviluppano, indubbiamente, la competenza culturale e offrono agli studenti la possibilita di entrare plenamente a contatto con i parlanti la lingua target, con la loro forma mentis e con la loro modalita di pensiero ed espressione. Nello specifico:

Pratiche:

i proverbi esprimono pratiche di vita, forme di pensiero e comportamenti sociali che rivelano caratteristiche della cultura di un gruppo, antropologicamente e sociologicamente inteso.

Prodotti:

i proverbi sono una sorta di finestra aperta su una cultura caratterizzata da oggetti, sistemi e mezzi, sia ancestrali sia contemporanei. Inoltre, in quanto prodotti culturali locali, mettono a disposizione uno spaccato su forme di vita e di pensiero regionali, anche contrapposti a pratiche nazionali, e sensibilizzano gli studenti alla diversita in Italia.

Prospettive:

i proverbi introducono punti di vista, atteggiamenti e modalita di pensiero con un carico di significati e valori. Ad esempio, vengono utilizzati in caso di sinteticita di pensiero e di efficacia comunicativa, persuasione, riferimento alia cultura popolare o alia saggezza ancestrale, caratterizzazione di un certo gruppo e rappresentazione di un pensiero comunitario, introduzione di un registro differente e, conseguentemente, di aspettative diverse nel nostro interlocutore, trasmissione di un messaggio moralizzante, comico o ironico.

I proverbi rispondono, cosi, anche alle cinque C promosse da ACTFL negli Standards for Foreign Language Learning-comunicazione, culture, connessioni, confronti, comunita (1996: 24). In particolare:

Comunicazione'6:

i proverbi offrono "comprehensible input that is directed toward communicative goals" (Cutshall 2012a: 36). Cio vuol dire che i proverbi rispettano e arricchiscono le tre modalita di comunicazione indicate da ACTFL: interpersonale (la negoziazione del significato e del contenuto culturale dell'espressione), interpretativa (la capacita di interpretare il messaggio dell'espressione, quando la negoziazione non puo avvenire, e di comprendere le motivazioni alla base dei suo utilizzo e dei contesto al quale e applicata), presentativa (la creazione di messaggi per informare, spiegare, persuadere, narrare elementi culturali e transculturali).

Culture:

i proverbi presentano la cultura target in maniera distillata, condensata in una forma efficace e breve; contemporaneamente, esplicano la correlazione fra i suoi prodotti, le sue pratiche e le sue prospettive culturali (Phillips 1). La discussione proverbiale garantisce l'analisi di e la riflessione su queste relazioni, quasi come se l'allievo, guidato dal docente, diventasse un etnografo (Byram e Esarte-Sarries 9-12).

Connessioni-.

i proverbi garantiscono connessioni interdisciplinari che stimolano il coinvolgimento e la curiosita degli studenti. Basti pensare alla storia, alla sociolinguistica e alla storia della lingua, alla dialettologia, alla storia della societa e all'arte (numerosissime sono, infatti, le forme di rappresentazione visuale dei proverbi). Le espressioni proverbiali costituiscono anche un ponte con la letteratura, che puo contenere le stesse espressioni utilizzate nella conversazione quotidiana--eccetto alcune differenze a livello ortografico in testi letterari non contemporanei--e riportare attestazioni di proverbi caduti in disuso. I proverbi rivestono, pertanto, un ruolo primario nell'esigenza, sempre piu sentita, di creare una relazione fra la lingua e la letteratura veicolata in quella lingua.

Confronti:

i proverbi permettono un confronto fra pratiche ed elementi linguistici della lingua di partenza e della lingua di arrivo e, altresi, promuovono l'analisi contrastiva, sia in casi di assoluta coincidenza --la scoperta della condivisione di prodotti, prospettive e pratichesia in casi di divergenza e distanza--la scoperta della non unilateralita culturale e lo stimolo all'attenzione al diverso per comprendere, per esempio, l'origine e la natura degli stereotipi (17) e accettare la presenza di prospettive multiple (Galloway 164) e di identita multiculturali (Troncarelli 99).

Comunita:

molti sono i gruppi interessati ai proverbi sui social network, nei quali la condivisione di idee e il coinvolgimento in e con comunita di nativi, a livello sia locale che globale, sono notevolmente facilitati. Cio stimola un allargamento delle frontiere geografiche (Davis, Cho e Hagenson 386), nonche un piacevole arricchimento, formale o informale, al di fuori dello scenario classe e in un contesto reale e, per la maggior parte delle volte, immediato, perche mediato da un sistema digitale (ad esempio, Skype, Fncebook, Twitter, wiki, blog, pochas ty (18).

4. I proverbi e le tecnologie: alcuni esempi

La presenza pervasiva di mezzi tecnologici nella nostra vita quotidiana invita a una riflessione sulla loro integrazione nell'attivita didattica e sulla possibilita di rendere piu multimodali, interattive e manipolative attivita tradizionali, gia messe in pratica nella classe di lingua. Esercizi, task e progetti basati sui proverbi non sono esenti dalla ristrutturazione delle modalita di scelta, assegnazione, esecuzione e organizzazione dell'input. La selezione dei software disponibili nel web sulla base della loro validita pedagogica e, pertanto, decisiva per rendere l'esperienza linguistica e culturale "proverbiale" ancora piu significativa.

A tale proposito, Ivana Flatter parla di un vero e proprio ripensamento della figura del docente, che deve essere consapevole dell'"uso integrato e consapevole delle TIC [Tecnologie dell'Informazione e della ComunicazioneJ nella didattica" (26-34) (19) Le tecnologie offrono ai docenti quella stessa "lingua" che gli studenti usano, la lingua dell'era digitale, caratterizzata da informazioni veloci, forme di esplorazione multi-tasking e multidirezionali, condivisione immediata e testualita basata su una maggiore grafica. I mezzi tecnologici favoriscono "un apprendimento attivo, creativo e collaborativo" e permettono alio studente di partecipare personalmente e di trasformare l'oggetto

digitale come "autore e non mero fruitore delle conoscenze" (Maggini 85-86). Garantiscono, altresi, "una varieta di ambiti di comunicazione"--visivo, sonoro, scritto, etc.--che facilitano l'apprendimento della lingua e lo rendono piu piacevole e, di conseguenza, piu duraturo (Fratter 18-22, e si prosegua anche aile pagine 55-73; Diadori, Palermo e Troncarelli 9).

Nelle classi di lingua, vari strumenti tecnologici sono, senza ombra di dubbio, posseduti dai nostri studenti. Il ricorso a mezzi da loro costantemente usati a livello privato e sociale, per creare reti di conoscenze e collaborazioni nei piccoli cosi come nei grandi contesti, consente di variare le attivita proposte e di soddisfare le esigenze di ricezione e produzione digitale con forme di apprendimento individualizzate. Esercizi orali o comunicativi, forme di sondaggio o ricerca di informazioni, attivita di visualizzazione grafica o verbale, modalita di collaborazione, peer review e condivisione di progetti, momenti di scambio o di incontro possono awenire tramite un Iphone o un tablet, durante le ore di lezione e, in maniera sincrona o asincrona, al di fuori dello spazio classe (Fratter 34-43). Questo non significa che le tecnologie devono sostituire i metodi tradizionali di insegnamento della lingua straniera, ma, indubbiamente, possono rendere piu accattivanti le attivita modellate sulla presentazione, interpretazione e comprensione dei proverbi e possono semplificare il loro riuso.

Date queste premesse, le attivita digitali presentate in questa sezione riguardano soprattutto l'interiorizzazione e la manipolazione dinamica dei proverbi, al fine di promuovere il confronto linguistico, la conoscenza di prodotti, pratiche e prospettive culturali, la comunicazione interpretativa e presentativa, la ricerca di connessioni e l'inserimento in una comunita. Per i mezzi tecnologici presi in considerazione vengono indicate le abilita che potenziano, elencate le C di ACTFL che favoriscono e descritte alcune modalita d'uso, che possono facilmente essere modificate a seconda del livello del gruppo e implementate in base alie esigenze del corso o del programma. Tutte offrono spunti, idee e suggerimenti specifici all'uso dell'applicazione del sofware per valorizzare l'esperienza del proverbio, dal punto di vista non solo morfologico, sintattico e fonetico (Danesi 1985: 72), ma anche della riflessione culturale e del confronto interculturale (Mollica 1981: 583).

4. a. TopHat, Poll Everywhere, Mentlmeter: potenziamento e rinforzo lessicale--Comunicazione, Culture, Connessioni, Confronti

Le applicazioni TopHat (https://tophat.com/) e Poll Everywhere (https://www.polleverywhere.com/) permettono di coinvolgere gli studenti in sondaggi e prove lessicali. Entrambe le applicazioni creano presentazioni istantanee e simultanee delle risposte mandate tramite cellulare dagli studenti--i cui nomi possono rimanere anonimi o meno, previa indicazione nella pagina di impostazione dell'attivita nel sistema. Un'attivita tipica consiste nel presentare agi i apprendenti solo il primo emistichio di un proverbio ("Chi non ha testa...") e invitarli a ricordare il secondo emistichio ("...ha gambe"). Gli studenti possono inviare la propria risposta tramite la suddetta applicazione e confrontare immediatamente gli invii. Un'altra attivita, dallo scopo piu cognitivo, consiste nel mostrare un proverbio e nel richiedere al gruppo di riflettere dapprima sul suo significato letterale e poi su quello metaforico. A questo punto, dopo aver chiarito i due livelli di significato, gli studenti devono indicare almeno una situazione contestuale in cui utilizzare il proverbio. Lo stesso metodo puo essere utilizzato con un'immagine che viene proiettata sullo schermo, mentre gli studenti mandano la propria risposta, ossia il proverbio al quale corrisponde l'immagine.

Non differentemente da TopHat e Poll Everywhere, l'applicazione Mentimeter (https://www.mentirneter.com/app) risulta molto utile per attivita rompighiaccio o di rafforzamento di determinati aspetti linguistici e culturali, raccolti su slide virtuali. Come forma di potenziamento linguistico ed esposizione tematica, si puo richiedere agli studenti di fare una ricerca mirata di proverbi italiani. Alcuni esempi possono essere proverbi relativi alie stagioni, proverbi contenenti il riferimento a un animale, proverbi che contengono una parte del corpo, proverbi che parlano del clima, dei mesi20, e via dicendo. Puo seguire una discussione in plenaria degli esempi proverbiali prescelti ed eventuale confronto con proverbi affini in altre lingue.

TopHat, Poll Everywhere e Mentimeter possono essere usati, ancora prima di presentare dei proverbi, come forma di introduzione alia paremiologia stessa. Il docente chiede agli studenti cos'e un proverbio, eventualmente utilizzando esempi nella lingua nativa. Sempre nella lingua nativa, gli studenti inviano esempi di proverbi, da loro conosciuti, che possono essere cosi condivisi con tutta la classe e analizzati. Infine, e possibile utilizzare queste applicazioni anche per mostrare forme dialettali, opportunamente affiancate da traduzione in italiano e indicazione della provenienza del proverbio. L'attenzione alia variazione regionale permette lo sviluppo di una competenza interculturale su piu fronti: non solo fra la cultura di partenza e quella di arrivo come monoliti, ma anche fra le culture di partenza e le varie culture locali della penisola italiana. Affinche gli studenti abbiano una visione globale della proficua situazione dialettale italiana, si puo combinare quest'attivita con l'utilizzo di una mappa interattiva, come quella fornita da Google Earth, sulla quale e possibile visualizzare la regione di appartenenza di ogni proverbio. La rappresentazione grafica (21) permette di esperire la fisicita geografica dei proverbi, di far ricorso ad abilita integrate (correlazione testo-immagine) e, ai livelli superiori, di tentare confronti storico-linguistici sulla forma dei proverbi.

4. b. Hot Potatoes: potenziamento e rinforzo lessicale--Comunicazione, Culture

Per creare forme di intrattenimento ludico, e possibile usare il software d'autore Hot Potatoes (https://hotpot.uvic.ca/) e realizzare esercizi di diverso tipo al fine di potenziare il lessico e stimolare capacita cognitive diverse (Nuessel e Cicogna 1994a: 533-36). Alcuni esempi sono i seguenti: cruciverba con definizioni o completamenti di proverbi; esercizi a risposta multipla, in cui si presenta una situazione contestuale e una rosa di tre o quattro possibilita proverbiali, fra le quali solo una e quella adatta al contesto fornito; attivita di collegamento fra un proverbio e la sua definizione; esercizi di riordino delle parole componenti un proverbio; esercizi di inserimento della parola appropriata negli spazi vuoti di un proverbio (Fratter 31). Il software non permette di creare attivita molto sofisticate e interattive, tecnologicamente parlando, ma garantisce, comunque, una certa manipolazione di un modello base. Inoltre, in virtu dell'intermediazione del mezzo digitale, tali attivita sarebbero piu efficaci per due motivazioni. Innanzitutto, Hot Potatoes, previa impostazione programmata da parte del docente, puo guidare gli studenti--per mezzo di singole lettere o parole--nel momento in cui non fossero in grado di trovare il termine mancante in un proverbio, o puo fornire un feedback piu articolato laddove una risposta fosse sbagliata. D'altronde, l'insegnante puo anche decidere di lasciare lo studente autonomamente libero di trovare il suo percorso nell'esercizio, soprattutto ai livelli superiori di conoscenza della lingua. In secondo luogo, l'utilizzo del mezzo tecnologico rende l'attivita meno tradizionale, per via degli sfondi colorati che possono essere aggiunti, e piu interattiva, visto che il feedback e immediato e lo studente ha la possibilita di compiere diversi tentativi prima di trovare la risposta giusta. Si forniscono, di seguito, alcuni esempi di attivita create con Hot Potatoes, che ovviamente possono essere modificate in base al livello preso in considerazione.

Un esempio di quiz a risposta multipla. Quale proverbio e il piu adatto alla situazione?

Giovanni ha dimenticato le chiavi dell'auto a casa

A. Chi non ha coraggio, abbia gambe

B. Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino

C. Chi non ha buona testa ha buone gambe

D. Si raccoglie cio che si semina

Un esempio di esercizio di riempimento lessicale mirato:

1. --che abbaia non morde.

2. In bocca chiusa non entrano --.

3. L'occhio del padrone ingrassa il --.

4. --vecchia fa buono brodo.

5. Il--perde il pelo ma non il vizio.

Infine, un esercizio di collegamento fra una rosa di proverbi e la loro definizione:

1. Chi non risica non rosica

2. Chi semina vento raccoglie tempesta

3. Chi va con lo zoppo impara a zoppicare

4. Chi dorme non piglia pesei

a. Per ottenere qualcosa bisogna impegnarsi

b. Ogni azione ha delle conseguenze

c. Se si aspetta che succeda qualcosa, non si ottiene nulla

E facile imparare il comportamento cattivo delle persone

4. c. Shadow puppet, VoiceThread: produzione orale, rinforzo fonetico --Comunicazione, Culture, Connessioni

Shadow puppet (http://get-puppet.co/) e uno strumento molto efficace per promuovere le abilita di presentazione individuale o di gruppo degli studenti e per estendere l'utilizzo orale delia lingua dopo le ore di lezione. Quest'applicazione permette agli studenti di cercare connessioni fra parola scritta (il proverbio), traduzione visuale (immagine) e rappresentazione multimodale (il video finale che l'applicazione costituisce e che ingloba elementi visivi e orali). Puo essere assegnata un'attivita che prevede la selezione di un proverbio--delia cui scelta gli studenti devono chiarire il motivo e la spiegazione dei suoi significati, dei suoi possibili contesti d'uso e del riferimento a situazioni personali o culturali. Il docente e libero di guidare in maniera piu o meno dettagliata l'allievo. Ad esempio, ai livelli iniziali si possono fornire strutture che lo studente puo di guidare in maniera piu o meno dettagliata l'allievo. Ad esempio, ai livelli iniziali si possono fornire strutture che lo studente puo utilizzare: "Ho scelto il proverbio XXX perche mia nonna lo usa; mi piace il suo suono, e divertente, mi ricorda la mia infanzia, mi piace il suo messaggio, etc.". Per rendere l'attivita piu multimediale, gli studenti possono scegliere un'immagine o piu immagini idealmente, potrebbero trovare le immagini adatte a un numero limitato di potenziali contesti di applicazione--oppure selezionare una foto, nel caso in cui si faccia riferimento a esperienze da loro vissute24. Mollica indica proprio nell'utilizzo di immagini, vignette o rebus visuali uno dei metodi piu efficaci per stimolare la comprensione del linguaggio proverbiale grazie al linguaggio figurato (1981: 586-598; 1992: 115-24). Permettere agli studenti di esprimere questi passaggi per mezzo del supporto visivo garantisce loro, in primo luogo, di visualizzare il proverbio e di contestualizzarlo--e non solo di descriverlo verbalmente--e, in secondo luogo, di elicitare la capacita di astrazione metaforica e di concedere spazio alia capacita creativa e all'emotivita (Danesi 1987: 386) (25).

Per promuovere le abilita orali, VoiceTliread (https:// voicethread.com/) (26) e un altro potente mezzo a disposizione, che permette di registrare la propria voce e di inserire commenti orali all'input iniziale, condivisibili con piu utenti e passibili di inglobare immagini o figure. VoiceThread puo essere usato anche in fase di valutazione: la produzione orale che scaturisce dall'analisi di un proverbio puo costituire la base per il giudizio sulla corretta applicazione delle regole fonetiche, morfologiche e sintattiche della lingua e sulle capacita comunicative dello studente nonche sull'interiorizzazione delle componenti culturali e storiche del proverbio. In questo modo, lo strumento tecnologico riduce l'ansia da prestazione e garantisce un migliore risultato.

4. d. Chatzy. produzione scritta--Comunicazione, Culture, Confronti

Il software Chatzy (www.chatzy.com/) permette di chattare su invito dopo indicazione del proprio indirizzo email. Sia all'interno della classe che all'esterno, gli studenti possono essere divisi in coppia o in gruppi e puo essere loro chiesto di comprendere il significato letterale, e potenzialmente metaforico, di un proverbio. La conversazione puo avere un'estensione--equivalente al numero di commenti--diversa a seconda del livello e puo awenire anche in inglese nelle prime fasi dell'apprendimento. In questo modo, tutti i membri, anche i piu timidi, partecipano attivamente alio scambio scritto e sono fondamentali per il buon funzionamento del gruppo (27). Per questioni di privacy, si puo richiedere agli studenti di inventare uno pseudonimo e di usarlo, per iniziare la chat, al posto del loro vero nome. Una volta conclusa la conversazione, gli studenti inviano sulla piattaforma didattica utilizzata nel corso, o in un altro ente contenitore, uno Screenshot dell'intera chat o della porzione che, secondo loro, presenta la parte migliore del colloquio online. Segue una discussione plenaria di tutti i proverbi assegnati. Lasciare l'identita degli studenti nascosta fa si che essi partecipino piu liberamente alio svolgimento della classe con le loro considerazioni, senza sentirsi giudicati per una possibile scarsa comprensione dei senso del proverbio o per un'idea sbagliata. Un'attivita del genere risulta essere proficua anche per puntare l'attenzione su alcuni aspetti linguistici che emergono nelle chat, evitando, cosi, di esporre l'errore di uno studente di fronte a tutti gli altri e giovando della posizione paritaria di tutti gli appartenenti al gruppo. In classe, l'esercizio puo essere uno spunto per la conversazione: se vengono fornite indicazioni storiche sull'origine del proverbio ed esempi su alcuni usi dello stesso, gli apprendenti possono confrontare le loro intuizioni e riflettere sull'utilizzo contemporaneo da parte dei parlanti. Si possono, inoltre, creare ulteriori confronti fra diverse lingue per una proficua discussione interculturale.

4. e. Google Drive: produzione scritta collaborativa--Comunicazione, Culture, Confronti

Uno strumento tradizionale come Google Drive (https:// www.google.com/drive/) garantisce agli studenti la condivisione di file dove e possibile scrivere simultaneamente e, quindi, favorisce l'interazione fra i membri del gruppo classe e l'apprendimento collaborativo (Flatter 53-54). Una possibile attivita da espletare con questo sistema prevede che gli studenti facciano ricorso alie proprie capacita di astrazione e alla propria creativita per inventare una storia, un dialogo o una fiaba contenenti un proverbio. Per favorire l'affinamento della competenza metaforica, agli studenti puo essere assegnato di creare un contesto d'uso concreto per un proverbio selezionato o di escogitare un vero e proprio proverbio--sul modello di proverbi analizzati in plenaria--qualora venga fornito un contesto specifico. In questo modo, come afferma Stich, la metafora contenuta nei proverbi diventa strumento sia per la riflessione e il pensiero critico sia per la comunicazione (474-481). La condivisione di idee supportata da Google Drive permette agli studenti di creare una comunita collaboratrice, all'interno della quale i proverbi costituiscono il principio e la conclusione di una scrittura molto piu accattivante e motivante rispetto a una tradizionale composizione scritta individualmente o da completare in modalita sincrona dai membri del gruppo.

4. f. Padlet: produzione scritta collaborativa--Comunicazione, Culture, Connessioni

Per forme di scrittura collaborativa, si puo ricorrere anche a Padlet (https://padlet.com/), che crea un muro virtuale su cui "attaccare" i propri post. Non differentemente da Twitter, Padlet permette di esprimere commenti di breve lunghezza e inserire immagini, video, testi, che si prestano a diverse forme di condivisione. Si puo usare, al di fuori delle ore di lezione, per realizzare, ad esempio, una locandina: l'invito a un evento si presta all'utilizzo di diversi contenuti morfologici e lessicali e all'inserimento di un'espressione proverbiale per attirare l'attenzione del pubblico. Per rendere l'attivita piu awincente e competitiva, si puo utilizzare Padlet come una forma di presentazione delle attivita di ogni singolo gruppo mentre il resto della classe giudica ed esprime un voto sull'elaborato migliore.

4. g. Facebook: rinforzo lessicale--Comunicazione, Culture, Connessioni, Comunita

Al fine di creare comunita proverbiali, il gruppo Facebook "Detti e proverbi" (https://www.facebook.com/dettiproverbi/) e utile e divertente. Nelle discussioni sul significato dei proverbi proposti e possibile trovare rimandi a pagine esterne con ulteriori spiegazioni, esempi, informazioni storiche ed etimologiche. Sono, inoltre, presenti pagine per proverbi regionali con equivalente traduzione in italiano standard e spiegazione prosaica del significato. Sottoscrivendosi a questo gruppo, e possibile ricevere "un proverbio al giorno", con il quale possono essere create attivita di comprensione. Sempre sulla stessa falsariga, un altro gruppo Facebook, propone "un calendario dei proverbi" (https:// www.facebook.com/ilcalendariodeiproverbi/). Anche in questo caso, e possibile usare i proverbi per la fase di riscaldamento: si puo associare un proverbio a un particolare giorno e analizzare quel proverbio sia dal punto di vista linguistico--ad esempio, coniugazione dei verbi, concordanza nome-aggettivo, awerbi e pronomi--sia dal punto di vista del significato e del contesto. Se, dopo aver ricevuto o letto il proverbio, ai ragazzi, nei gruppi piu avanzati, viene richiesto di scrivere un paragrafo sull'esperienza, allora e possibile valutare anche le competenze acquisite all'interno della comunita virtuale cosi creatasi.

Conclusion!

I proverbi sono potentissimi mezzi per sviluppare e potenziare le capacita creative, cognitive, interpretative, critiche e linguistiche dei nostri studenti in ogni corso di lingua. Mentre stimolano il confronto fra lingue e culture differenti, garantiscono, altresi, un coinvolgimento emotivo, che rende l'esperienza proverbiale piu profonda ed efficace, e permettono di ottenere risultati inaspettati anche a livelli apparentemente troppo bassi per l'introduzione di elementi culturali cosi densi. Attraverso le espressioni proverbiali, gli studenti sono esposti sia alla conoscenza dei sistema linguistico sia alle convenzioni culturali di un idioma e possono trasmettere messaggi, linguisticamente e culturalmente significativi e calibrati al contesto. L'introduzione delle tecnologie rende le attivita didattiche piu affascinanti e piu consone al pubblico, in quanto si traducono in modalita non solo sociali, interattive, cooperative e collaborative (Lomicka e Lord 4), ma anche costruttive, attive e trasformative (Fratter 14-16). I mezzi tecnologici creano, inoltre, un'atmosfera rilassata, meno ansiogena e maggiormente produttiva, cosi che il processo di apprendimento avvenga in maniera piu spontanea, piu consona alle capacita multisensoriali aile quali gli studenti sono abituati e piu efficace a rendere concrete e vive attivita che potrebbero rimanere astratte. In definitiva, i proverbi migliorano la capacita degli studenti di parlare la lingua straniera e di comunicare, non solo perche, concisamente, presentano tutte le regole della lingua--le quali possono, proprio in virtu del loro aspetto formulare, essere facilmente memorizzate e confrontate con strutture piu complesse della lingua--ma anche perche rendono gli apprendenti piu consci della propria cultura e piu aperti alla diversita. I proverbi, combinati con il supporto tecnologico, trasformano l'acquisizione della lingua in un'esperienza piu gratificante e stimolante e nutrono la motivazione, spingendo alla continua conoscenza e pratica dell'italiano e dell'italianita. Perche, come si dice in proverbio, "Bisogna imparare quel che puo giovare" (28).

NOTE

(1) Per altre definizioni di proverbio, si vedano Archer Taylor, The Proverb. Cambridge, MA: Harvard UP, 1931, che lo definisce "a saying current among the folk" (3) e Salvatore Battaglia e Giorgio Barberi Squarotti, Grande Dizionario della lingua italiana. Torino: UTET, 1961-2002, dove si legge che il proverbio e "breve, e arguto detto, ricevuto comunemente, che, per lo piu, sotto parlar figurato, comprende avvertimenti attenenti al vivere urnano" (sub voce "proverbio").

(2) Per ulteriori riferimenti sui diversi livelli di comprensione dei significato proverbiale, si faccia riferimentoa Honeck, Voegtle, Dorfmuellere Hoffman 129-33; 150-57, e a Abrahams e Babcock-Abrahams 62. Nello specifico, Honeck propone una fase di riconoscimento del proverbio ("problem recognition phase"), una fase di trasformazione letterale ("literal transformation phase"), una fase di trasformazione figurativa o di formazione di una teoria ("figurative or theory formation phase") e una fase esemplificativa ("instantiation phase"). Abrahams e Babcock-Abrahams propongono, invece, un triangolo di comprensione costituito dalla situazione del proverbio o situazione letterale ("proverb situation"), dalla situazione del contesto ("context situation") e dalla situazione dell'interazione comunicativa ("interaction situation").

(3) Sull'importanza di presentare agli studenti un contesto d'uso per ogni attivita linguistica al fine di far loro interiorizzare adeguatamente sia la struttura che la situazione, si veda Danesi 1987: 384.

(4) Si pensi, ad esempio, alle innumerevoli raccolte paremiografiche comparative in piu lingue. Per citarne alcune: Augusto Arthaber, Dizionario comparato di proverbi e modi proverbiali italiani, latini, francesi, spagnoli, tedeschi, inglesi e greci antichi, con relativi indici sistematico-alfabetici. Supplemento ai dizionari delle principali lingue moderne ed antiche. Milano: Hoepli, 1929, e Jerzy Gluski, A Comparative Book of English, French, German, Italian, Spanish, and Russian Proverbs with Latin Appendix. Amsterdam: Elsevier, 1971.

(5) Per quanto riguarda raccolte di proverbi italiani, suggerisco di consultare SBA, il Sistema Bibliotecario di Ateneo dell'Universita di Firenze (https://www.sba.unifi.it/), al quale aderisce anche l'Accademia della Crusca e nel quale si puo trovare un esaustivo elenco di pubblicazioni, dizionari e grammatiche riguardanti gli studi paremiologici italiani. Si indicano, comunque, di seguito alcuni testi di riferimento. Per liste tematiche di proverbi, si faccia riferimento a: Carlo Lapucci, Per modo di dire: dizionario dei modi di dire della lingua italiana. Firenze: Valmartina, 1969, con sezioni tematiche all'interno delle quali le espressioni sono classificate non per lettera iniziale, ma per lemma primario del proverbio; Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi. Milano: Orsa Maggiore Editrice, 1990; Carlo Lapucci, Dizionario dei modi di dire della lingua italiana. Milano: GarzantiVallardi, 1990, che amplia l'edizione precedente del 1969 con nuovi criteri di raccolta, integra omissioni, presenta maggiori rinvii fra una sezione e l'altra e aggiunge locuzioni fraseologiche; e Cario Lapucci, Dizionario dei proverbi italiani: con saggio introduttivo sul proverbio e la sua storia. Firenze: Le Monnier, 2006. Per una panoramica comprensiva sui proverbi nazionali e regionali, due sono i testi di riferimento, uscenti dal fiorentino Centro Interuniversitario di Geoparemiologia: Temistocle Franceschi, Atlante paremiologico italiano. Questionario. Ventimila detti proverbiali raccolti in ogni regione d'Italia. Alessandria: Edizioni dell'Orso, 2000, organizzato per liste tematiche senza spiegazioni, e Valter Boggione e Lorenzo Massobrio, Dizionario dei proverbi. I proverbi italiani organizzati per temi. 30.000 detti raccolti nelle regioni italiane e tramandati dalle fonti letterarie. Torino: UTET, 2004. Una raccolta di confronto fra proverbi in italiano standard e proverbi regionali e Riccardo Schwamenthal e Michele Straniero, Dizionario dei proverbi italiani e dialettali. Bologna: Bur, 2013. Per una particolare forma proverbiale, chiamata wellerismo e caratterizzata dalla struttura "Come disse..." e da una componente proverbiale, solitamente dalle tinte comiche e facete, un'ottima fonte e Carlo Lapucci, Come disse: Dizionario delle facezie proverbiali della lingua italiana. Firenze: Valmartina, 1978, provvista di spiegazioni sull'origine dell'espressione e di liste alfabetiche. Il Thesaurus, Dizionario analogico della lingua italiana, di cui online e disponibile un campione di schede (http://www.vv-verbavolant.it/portfolios/thesaurustreccani/), e un'utile risorsa pedagogica poiche contiene liste di proverbi, modi di dire ed espressioni idiomatiche legati a un lemma.

(6) Sulla validite dei proverbi nella didattica delle lingue, si veda l'esaustivo articolo di Fiedler, in particolare pp. 294-301.

(7) Si veda la pubblicazione di Augusta Forconi, Le parole del corpo: modi di dire, frasi proverbiali, proverbi antichi e moderni del corpo umano. Milano: SugarCo, 1987, le cui espressioni sono organizzate per nuclei tematici, talvolta rafforzati da spiegazioni, commenti e riferimenti letterari.

(8) Sull'argomento, i seguenti testi sono riferimenti importanti: Gaetano Berruto, Sociolinguistica dell'italiano contemporaneo. Roma: Carocci, 1987; Alberto Sobrero, Introduzione all'italiano contemporaneo. La variazione e gli usi. Bari: Laterza, 1993; Lorenzo Coveri, Antonella Benucci e Pierangela Diadori, Le varieta dell'italiano: manuale di sociolinguistica italiana, con documenti e verifiche. Roma: Bonacci, 2009.

(9) Per risvolti e usi didattici della presenza proverbiale nella pubblicita, si faccia riferimento all'articolo di Paola Desideri e sulla manipolazione creativa dei proverbi nel campo pubblicitario si veda la tesi di Dottorato di Francesca Cocco in bibliografia.

(10) Allegare: v.intr. (aus. avere) [sogg-v] bot. Di fiore, diventare frutto (Dizionario Sabatini Coletti).

(11) A tale proposito si veda l'attivita proposta al paragrafo 4.e. Google Drive.

(12) Per quanto riguarda i proverbi regionali, moite sono le raccolte che si possono consultare, piu o meno esplicative delle origini, usi e significad di ogni espressione. Se ne indica, di seguito, un campione cronologico, che e lungi dal voler creare una gerarchia in base alla provenienza regionale: Alberto Menarini, Proverbi bolognesi. Firenze: Giunti, 2008 e Umberto Foschi, Modi di dire romagnoli. Ravenna: Longo, 1973-1975; Sebastiano Pauli, Modi di dire toscani. Bologna: Forni, 1996. Della serie stampata dagli editori Aldo Martello di Milano e Giunti di Firenze si considerino i seguenti volumi di proverbi regionali tematici: Caterina Santoro, Proverbi milanesi, 1966; Fortunato Bellonzi, Proverbi toscani, 1968; Alfredo Giovine, Proverbipugliesi, 1970; Francesco Spezzano, Proverbi calabresi, 1970; Leandro Castellani, Proverbi marchigiani, 1973; Zuan Francesc Beltram e Zuan Nazzi Matalon, Proverbi friulani, 1978; Umberto Raffaelli, Proverbi dei Trentino, 1982; Salvatore Loi, Proverbi sardi, 1984. Del milanese gruppo editoriale Fabbri, esistono agili volumetti tascabili di proverbi regionali con traduzione in italiano e minima bibliografia finale, tutti curati da Antonio Martello nel 1981 e con le stesse categorie di classificazione (tranne l'ultima specifica alla regione in questione): Proverbi piernon tesi; Proverbi milanesi; Proverbi veneti; Proverbi siciliani.

(13) Per uno studio sulla collaborazione fra i due lobi cerebrali nella ricezione, elaborazione e decodifica del linguaggio metaforico e per una rassegna degli studi scientifici e psicologici sulle abilita dell'emisfero destro e sinistro, si consulti Danesi 1987.

(14) Questo e cio che Vicki Galloway descrive come la costruzione di metaforici "ponti"di comprensione culturale (152-53), a cui Elaine Phillips si riferisce con l'espressione "new eyes" (1) e che Sandy Cutshall definisce "a new window on the world" (2012c: 33).

(15) Sull'argomento si elencano alcuni articoli e volumi di riferimento: Ryuko Kubota, "Critical Multicultural Education and Second/Foreign Language Teaching ."Critical Multiculturalism: Theory and Praxis. Stephen May e Christine Sleeter (eds.). New York: Routledge, 2010: 105-18; Cassandra Glynn, Pamela Wesely e Beth Wassell, Words and Actions; Teaching Languages Through the Lens of Social Justice. Alexandria, VA: The American Council on the Teaching of Foreign Languages, 2014; Terry Osborn, Teaching World Languages for Social Justice: A Sourcebook of Principles and Practices. New York: Routledge, 2016.

(16) Un articolo di Robert Harnish e, appunto, intitolato "Communicating with Proverbs" (Harnish 1993).

(17) Per una discussione su come la classe di lingua straniera puo diventare una forma di discussione, comprensione e accettazione di stereotipi culturali, si veda Heusinkveld.

(18) Sonia Linvingstonee Julian Sefton Green, The Class. Leaving and Learning in'the Digital Age. New York: New York UP, 2016, offre una panoramica approfondita del concetto di "network," legato alla definizione dell'identita personale e delle relazioni interpersonali, sia nella dimensione classe sia nello spazio al di fuori, tramite i mezzi tecnologici disponibili attualmente.

(19) Si nota un forte avanzamento di prospettive rispetto all'articolo di Nina Garrett del 1991 sulle tecnologie a servizio dell'apprendimento linguistico. Garrett invitava a formulare un giudizio sull'uso delle tecnologie solo dopo aver elaborato i dati relativi all'uso di diversi software e alia loro introduzione nei sillabi delle classi di lingua e promuoveva un uso "intelligente" dei mezzi tecnologici, senza abbandonarsi alia fascinazione del nuovo e dei facile (75).

(20) Si consideri il volume di Lapucci e Antoni sui proverbi, anche regionali, divisi alfabeticamente per mese: Carlo Lapucci e Anna Maria Antoni, Iproverbi dei mesi. Milano: Vallardi, 1985. Altrettanto utile e il testo, di qualche anno anteriore, curato dalla sola Antoni, che raccoglie liste di proverbi, organizzati per mesi ma non alfabeticamente all'interno di ogni sezione: Anna Maria Antoni, Calendario dei proverbi. Firenze: Libreria editrice fiorentina, 1981.

(21) Alcuni esempi di mappe visuali sono forniti da Nuessel 1989:160-63.

(22) E possibile scaricare una versione "Hot Potatoes for Windows" e una versione "Java Hot Potatoes."

(23) Le attivita assomiglierebbero a quelle proposte da Mollica e Nuessel (2007).

(24) Per ulteriori informazioni su comprensione proverbiale e presenza di elementi visuali collegati al linguaggio figurata, si consulti Honeck, Voegtle, Dorfmueller e Hoffman 136-38. L'utilizzo dell'immagine e un potente mezzo di elicitazione e contestualizzazione anche in soggetti di eta inferiore ai dieci anni (Honeck, Sowry e Voegtle 327).

(25) La creativita e l'emotivita caratterizzano anche le forme di narrazione multimediale e i Digital Storytelling (Petrucco 83-84).

(26) E disponibile una versione gratuita di VoiceThread (fino a cinque registrazioni) oppure una versione a pagamento con licenza sia per i docenti che per le istituzioni

(27) Sulle caratteristiche e sulle modalita di utilizzo delle chat, si veda Fratter 79-84.

(28) Vorrei ringraziare Hermann Haller e Andrea Mirabile per i loro preziosi consigli sulla struttura deU'articolo e sugli esempi proverbiali.

OPERE CITATE

Abrahams, Roger D. and Barbara Babcock-Abrahams. "A Sociolinguistic Approach to Proverbs." Midwestern journal of Language and Folklore 1 (1978): 60-64. Print.

American Council on the Teaching of Foreign Languages (ACTFL). Standards for Foreign Language Learning. Preparing for the 21st Century. Yonkers, NY: National Standards in Foreign Language Education Project, 1996. Print.

--. Intercultural Can-dos Reflections and Scenarios. Web. <https:// www.actfl.org/sites/default/files/CanDos/Intercultural%20CanDos_Reflections%20Scenarios.pdf> Accessed 09 December 2017.

--. World-Readiness Standards for Learning Languages. Web. <https:// www.actfl.org/publications/all/world-readiness-standards-learninglanguages> Accessed 09 December 2017.

Arewa, Erastus Ojo and Alan Dundes. "Proverbs and the Ethnography of Speaking Folklore." American Anthropologist 6.2 (1964): 70-85. Print.

Bybee, Joan. "From Usage to Grammar: The Mind's Response to Repetition." Language 82.4 (2006): 711-33. Print.

Byram, Michael. "Intercultural Competence in Foreign Languages: The Intercultural Speaker and the Pedagogy of Foreign Language Education." The Sage Handbook of Intercultural Competence. Deardorff, Darla K. (ed.). Thousand Oaks: Sage, 2009, 321-32. Print.

Byram, Michael and Veronica Esarte-Sarries. Investigating Cultural Studies in Foreign Language Teaching. Philadelphia: Multilingual Matters Ltd., 1991. Print.

Cacciari, Cristina. "Aspetti psicolinguistici della metafora". Giornale italiano di psicologia 13.2 (1986): 201-22. Print.

--. "La comprensione delle espressioni idiomatiche. Il rapporto tra significato letterale e significato figurata". Lingua estile 16.3 (1989): 41337. Print.

Cicogna, Caterina. Un proverbio al giorno! Il libro per il docente; Il libro per lo studente. Toronto: U of Toronto P, 1992. Print.

Cocco, Francesca. La manipolazione creativa del proverbio negli usi comici e pubblicitari della lingua italiana. Tesi di dottorato, Universita degli Studi di Cagliari (2015). Web. <http://veprints.unica.it/1308/> Accessed 10 February 2019.

Cutshall, Sandy. "More than a Decade of Standards. Integrating 'Communication' in Your Language Instruction." The Language Educator. February (2012a): 34-39. Print.

--. "More than a Decade of Standards. Integrating 'Cultures' in Your Language Instruction." The Language Educator. April (2012b): 32-37. Print.

--. "More than a Decade of Standards. Integrating 'Connection' in Your Language Instruction." The Language Educator. August (2012c): 32-38. Print.

--. "More than a Decade of Standards. Integrating 'Comparisons' in Your Language Instruction." The Language Educator. October (2012d): 32-37. Print.

--. "More than a Decade of Standards. Integrating 'Communities' in Your Language Instruction." The Language Educator. November (2012e): 3237. Print.

Danesi, Marcel. "Puzzles in Language Teaching." The Canadian Modem Language Review 35 (1979): 269-77. Print.

--. "Thinking in Italian: Problem-solving Activities in the Italian Classroom." Italica 62 (1985): 67-74. Print.

--. "Practical Applications of Current Brain Research to the Teaching of Italian." Italica 64 (1987): 377-92. Print.

--. "The Development of Metaphorical Competence: A Neglected Dimension in Second Language Pedagogy." Italiana 1 (1988): 1-10. Print.

Davis, Niki, Mi Ok Cho and Lara Hagenson. "Intercultural Competence and the Role of Technology in Teacher Education." Contemporary Issues in Technology and Teacher Education 4.4 (2005): 384-94. Print.

De Mauro, Tullio e Gian Giuseppe Moroni. DIB: Dizionario di base della lingua italiana. Torino: Paravia, 2007. Print.

Desideri, Paola. "Pubblicita paremiologica e italiano L2: lingua e cultura in contesti didattici". Linguistica eglottodidattica. Studi in onore di Katerin Katerinov. Mollica, Anthony, Roberto Dolci e Mauro Pichiassi (a cura di). Perugia: Guerra, 2008,173-99. Print.

Diadori Pierangela, Massimo Palermo e Donatella Troncarelli. Insegnare Vitaliano come seconda lingua. Roma: Carocci Editore, 2015. Print.

Fantini, Alvino. "An Essential Component of Intercultural Competence." The Routledge Handbook of Language and Intercultural Communication. Londra-New York: Routledge, 2012, 263-78. Print.

Feuerlicht, Ignace. "Problems in the Cultural Approach." The Modern Language Journal 32.1 (1948): 20-23. Print.

Fiedler, Sabine. "Proverbs and Foreign Language Teaching." Introduction to Paremiology. A Comprehensive Guide to Proverb Studies. Hrsztova-Gotthardt, EIristztalina and Melita Aleksa Varga (eds.). Warschau/Berlin: De Gruyter, 2015: 294-325. Print.

Franceschi, Temistocle. "L'atlante paremiologico italiano e la geoparemiologia". Proverbi locuzioni modi di dire nel dominio linguistico italiano. Trovato, Salvatore (a cura di). Roma: Il Calamo, 1999, 1-22. Print.

--. Atlante paremiologico italiano: ventimila detti proverbiali raccolti in ogni regione d'Italia. Alessandria: Edizioni dell'Orso, 2000. Print.

--. Tecnologie per Vinsegnamento delle lingue. Roma: Carocci, 2004. Print. Fratter, Ivana. "II docente di lingue e le TIC: conoscenze, competenze e abilita". Guida alia formazione dei docente di lingue all'uso delle TIC. Le lingue straniere e l'italiano L2. Fratter, Ivana e Elisabetta Jafrancesco (a cura di). Roma: Aracne, 2014, 25-56. Print.

Galloway, Vicki. "Bridges and Boundaries: Growing the Cross-Cultural Mind." Language Learners of Tomorrow: Process and Promise. Kassen, Margaret A. (ed.). Lincolnwood, IL: National Textbook Company, 1999, 151-88. Print.

Garrett, Nina. "Technology in the Service of Language Learning: Trends and Issues." The Modern Language Journal 75 (1991): 74-101. Print.

Harnish, Robert. "Communicating with proverbs." Communication & Cognition 26 (1993): 265-90. Print.

Eleusinkveld, Paula R. "The Foreign Language Classroom: A Forum for Understanding Cultural Stereotypes." Foreign Language Annals 18 (1985): 321-25. Print.

Honeck, Richard P., Brenda M. Sowry and Katherine Voegtle. "Proverbial Understanding in a Pictorial Context." Child Development 49.2 (1978): 327-31. Print.

Honeck, Richard P., Katherine Voegtle, Mark A. Dorfmueller and Robert A. Hoffman. "Proverbs, Meaning, and Group Structure." Cognition and Figurative Language. Honeck, Richard P. and Robert R. Hoffman (eds.). Hilllsdale, NJ: Lawrence Earlbaum Associates, 1980,127-61. Print.

Kramsch, Claire. "Culture and Constructs: Communicating Attitudes and Values in the Foreign Language Classroom." Foreign Language Annuals 16 (1983): 437-48. Print.

--. Context and Culture in Language Teaching. Oxford: Oxford UP, 2016.

Lakoff, George. "A Figure of Thought." Metaphor and Symbolic Activity 1 (1986a): 215-25. Print.

Lapucci, Carlo. "Introduzione". Dizionario dei proverbi italiani: con saggio introduttivo sid proverbio e la sua storia. Firenze: Le Monnier, 2006, VIIXLII. Print.

Lomicka, Lara and Gillian Lord. "Introduction to Social Networking, Collaboration, and Web 2.0 Tools." The Next Generation: Social Networking and Online Collaboration in Foreign Language Learning. San Marcos: Computer Assisted Language Instruction Consortium, 2009, 1-11. Print.

Maggini, Massimo. "Criteri di valutazione delle risorse della rete finalizzate all'apprendimento dell'italiano L2". Apprendere in rete: multimedialita e insegnamento linguistico. Atti del XVIII Convegno nazionale ILSA. Firenze, 21 novembre2009. Jafrancesco, Elisabetta (a cura di). Milano: Le Monnier, 2010, 85-100. Print.

Mininni, Giuseppe. "L'uso della metafora nell'educazione linguistica". Rassegna italiana di linguistica applicata 18 (1986): 23-40. Print.

Moeller, Aleidine Kramer and Kristen Nugent. "Building Intercultural Competence in the Language Classroom." Faculty Publications: Department of Teaching, Learning and Teacher Education. 161 (2014): 1-16. Print.

Mollica, Anthony. "Visual Puzzles in the Second Language Classroom." The Canadian Modern Language Revieio 37 (1981): 583-622. Print.

--. "Reinforcing Language Skills through Problem Solving Activities and Pencil-and-Paper Activities." Problem Solving in Second Language Teaching. Cicogna, Caterina, Marcel Danesi and Anthony Mollica (eds.). Weiland, ON: Soleil, 1992, 102-29. Print.

--. Ludolinguistica e Glottodidattica. Prefazione di Tullio De Mauro. Postfazione di Sefano Bartezzaghi. Weiland, ON: Soleil, 2010. Print.

Mollica, Anthony and Frank Nuessel. "Proverbial Language in the French, Italian, and Spanish Classroom: Pedagogical Application." Mosaic 9.4 (2007): 10-22. Print.

Nuessel, Frank. "Innovative Classroom Techniques: The Role of the Teacher and Learner."Current Issues in Second Language Research and Methodol ogy: Applications to Italian as a Second Language. Arthur, Gabriella Colussi, Vittorina Cecchetto and Marcel Danesi (eds.). Ottawa: Canadian Society for Italian Studies, 1989, 148-79. Print.

--. "Metaphor and Cognition: A Survey of Recent Publications." Journal of Literary Semantics 20 (1991): 37-52. Print.

--. "Proverbs and Metaphorical Language in Second-Language Acquisition." Studies in Applied Psychosemio tics. Slama-Cazacu, Tatiana, Renzo Titone and Marcel Danesi (eds.). Toronto: Toronto Semiotic Circle, 1995, 157-78. Print.

--. "Proverbial Language as Applied Metaphor." Semiotics 7 (2009): 407 15. Print.

Nuessel, Frank and Caterina Cicogna. "Proverbial Language in the Italian Curriculum." AATI Newsletter. Autumn (1991): 9-13. Print.

--. "Strategies for Teaching Vocabulary in the Elementary and Intermediate Italian Classroom." Italica 71 (1994a): 521-47. Print.

--. "Writing in the Elementary and Intermediate Italian Class: Theory, Practice, and Assessment." Romance Languages Annual 5 (1994b): 265-71. Print.

--. "Incorporating Metaphoric Competence in the Elementary and Intermediate Curriculum through Proverbial Language." Romance Languages Annual 6 (1995): 313-20. Print.

Petrucco, Corrado. "Digital Storytelling per la didattica". Guida alla formazione del docente di lingue all 'uso delle TIC. Le lingue straniere e l 'italiano L2. Fratter, Ivana e Elisabetta Jafrancesco (a cura di). Roma: Aracne, 2014, 83-97. Print.

Phillips, Elaine. "IC? I see! Developing learners' intercultural competence." LOTE CED Communique 3 (2001): 1-8. Print.

Rowland, Durbin. "The Use of Proverbs in Beginner's Classes in the Modern Languages." The Modern Language Journal 11 (1926): 89-91. Print.

Sabatini, Francesco e Vittorio Coletti. Il Sabatini Coletti: dizionario della lingua italiana. Milano: Sansoni, 2008. Print.

Seitel, Peter. "Proverbs: A Social Use of Metaphor." Folklore Genres. BenAmos, Dan (ed.). Austin: U of Texas P, 1976, 125-43. Print.

Soletti, Elisabetta. "Proverbi". Enciclopedia dell'italiano. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 2011, 1182-85. Print.

Stich, Thomas G. "Educational Uses of Metaphor." Metaphor and Thought. Ortony, Andrew (ed.). Cambridge: Cambridge UP, 1979, 474-85. Print.

Troncarelli, Donatella. "L'insegnamento dell'italiano per scopi specifici con le tecnologie di rete". Guida alla formazione del docente di lingue all'uso delle TIC. Le lingue straniere e Vitaliano L2. Fratter, Ivana e Elisabetta Jafrancesco (a cura di). Roma: Aracne, 2014, 99-131. Print.

Trovato, Salvatore (a cura di). Proverbi locuzioni modi di dire nel dominio linguistico italiano. Roma: Il Calamo, 1999. Print.

Vizmuller-Zocco, Jana. "Metaphoric Competence of the Advanced Foreign Language Lerner; Vico in the Foreign Language Classroom." L2 and Beyond: Teaching and Learning Modern Languages. Adamantova, Vera, Leonard G. Sbrocchi, Rodney Williamson and Tazio Carlevaro (eds.). Ottawa: LEGAS, 1993, 433-39. Print.

Wotkeova, Zuzana. "L'exploitation des proverbes dans les cours de langues." Romanica XIV. Competences nouvelles pour une europe nouvelle. Acta universitatis palackianae olomucensis, facultas philosophica. Philologica 86. Miea, Slavomir (ed.). Olomouc: U Palackeho, 2004, 93-97. Print.

DANIELA D'EUGENIO

Vanderbilt University
COPYRIGHT 2018 American Association of Teachers of Italian
No portion of this article can be reproduced without the express written permission from the copyright holder.
Copyright 2018 Gale, Cengage Learning. All rights reserved.

Article Details
Printer friendly Cite/link Email Feedback
Author:D'Eugenio, Daniela
Publication:Italica
Date:Dec 22, 2018
Words:11127
Previous Article:La dialettalita in scritture esposte a Venezia.
Next Article:"Discourse on Cinema" by Giorgio de Chirico (1943).

Terms of use | Privacy policy | Copyright © 2019 Farlex, Inc. | Feedback | For webmasters