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G. Peri: Discorso diretto e discorso indiretto nel Satyricon. Due regimi a contrasto.

G. PERI: Discorso diretto e discorso indiretto nel Satyricon. Due regimi a

contrasto.

Pp. 132. Pisa: Edizioni della Normale, 2007. Paperback: 12.00 [euro].

ISBN ISBN
abbr.
International Standard Book Number


ISBN International Standard Book Number

ISBN n abbr (= International Standard Book Number) → ISBN m 
 978-88-7642-204-1.

Pubblicato nella collana "Tesi" dalla Scuola Normale Superiore, Discorso diretto e discorso indiretto nel Satyricon. Due regimi a contrasto (DD) di Giulia Peri (P.) si distingue dis·tin·gué  
adj.
Distinguished in appearance, manner, or bearing.



[French, past participle of distinguer, to distinguish, from Old French; see distinguish.]
 per tre virtU importanti nel campo degli studi classici: l'esaustivita, la semplicita e la coerenza con cui l'autore descrive e analizza le modalita del discorso nel Satyricon di Petronio. La questione richiedeva uno studio simile, dopo che A. Laird aveva impostato un precedente fondamentale nel suo importante Powers of Expression, Expressions of Power: Speech Presentation and Latin Literature (Oxford, 1999).

La trattazione del discorso diretto e indiretto nel Satyricon deve necessariamente tenere conto della figura di Encolpio-narratore, che racconta i fatti in base al suo punto di vista. Di conseguenza, nel caso del Satyricon, parlando par·lan·do   also par·lan·te
adv. & adj. Music
To be sung in a style suggestive of speech. Used chiefly as a direction.
 di Encolpio-narratore ci si addentra in un problema di cui molto mol·to  
adv. Music
Very; much. Used chiefly in directions.



[Italian, from Latin multum, from neuter of multus, many, much; see mel-2
 si e discusso: il rapporto tra io agente e io narrante. P., tuttavia, non ha alcun dubbio: l'autrice assume la posizione del suo maestro, G. B. Conte, per cui Encolpio-personaggio ed Encolpio-narratore (ovvero l'io agente e l'io narrante) sono un'unita, nonostante tra le due funzioni di Encolpio ci sia a volte volte  
n. Sports
Variant of volt2.
 una certa tensione. (1) Questa posizione permette a P. di analizzare i discorsi petroniani con notevole coerenza, una delle caratteristiche di questa breve BREVE, practice. A writ in which the cause of action is briefly stated, hence its name. Fleta, lib. 2, c. 13, Sec. 25; Co. Lit. 73 b.
     2. Writs are distributed into several classes.
 ma sostanziale analisi.

Il libro e diviso in sei capitoli. "Discorso diretto. La parola come evento" e il titolo del primo, a sua volta suddiviso in tre sezioni. La prima ("Un racconto di parole") e dedicata alla caratterizzazione del Satyricon come "un romanzo pieno di voci" (7), dove si sottolinea il concetto della parola come evento, che definisce la narrazione di Encolpio come "racconto di parole" (8). L'enorme forza espressiva che la parola ha su Encolpio come personaggio determina in larga misura la complessita del testo narrativo; secondo P., Encolpio non media la parola bensi la mostra, "la riproduce nel modo piU fedele, ottimizzandone la densita espressiva e il primitivo impatto" (9). Cosi facendo si crea un effetto di complicita con il lettore: Encolpio cerca di fare in modo che il lettore adotti la sua prospettiva, soffra con lui, si stupisca con lui. P. afferma che una narrazione intimamente mimetica come quella di Encolpio mostra comunque una realta narrata indipendente dalla prospettiva di Encolpio-narratore, in cui appaiono gli altri personaggi che utilizzano la parola per farsi conoscere. In questo senso, P. fa sua ancora una volta la teoria di Conte, la dove afferma che attraverso la natura mimetica del racconto il lettore puo percepire una complessita, produttrice di ironia, che va al di la della prospettiva di Encolpio-narratore. Vi si puo chiaramente notare il lavoro sottilissimo dell'autore nascosto.

Una delle caratteristiche piU rilevanti del Satyricon e la sua capacita di fare "molto con poco", ovvero di rendere interessante una realta romanzesca caratterizzata dalla banalita piU schiacciante; secondo P. questo risultato geniale e ottenuto proprio tramite la voce del narratore e la natura mimetica del racconto. Di seguito, l'autrice fa una dettagliata analisi di alcuni brani caratterizzati dall'inclusione del discorso diretto di alcuni personaggi significativi, per soffermarsi non solo sul discorso in se, ma anche sul suo contesto. Vengono dunque analizzati, tra gli altri, gli interventi di Menelao (27.4), dell'atriensis (29.9), del dispensator (30.9-11), del funzionario Bargate (96.4-6), dell'anicula (131.5-7) e di Gitone (9.2-6). A titolo d'esempio, prendiamo in considerazione il discorso dell'anicula che deve restituire a Encolpio la virilita perduta. Secondo P. sono necessarie solo un paio di parole affinche sia il lettore che il narratore possano notare la vivacita individuale del personaggio: hoc peracto carmine carmine /car·mine/ (kahr´min) a red coloring matter used as a histologic stain.

indigo carmine  indigotindisulfonate sodium.


car·mine
n.
 ter me iussit expuere terque lapillos conicere in sinum, quos ipsa praecantatos purpura purpura

Presence of hemorrhages in the skin, often associated with bleeding from natural cavities and in tissues. Major causes include damage to small artery walls (as in vitamin deficiency or allergic reaction) and platelet deficiency (in association with such disorders as
 involverat, admotisque manibus temptare coepit inguinum vires. dicto citius nervi paruerunt imperio manusque aniculae ingenti motu repleverunt. at illa gaudio exultans 'vides' inquit 'Chrysis mea, vides, quod quod
Noun

Brit slang a jail [origin unknown]
 aliis leporem excitavi?' (131.5-7). L'autrice afferma che Encolpio "ripropone queste parole per l'impatto che, nella delicata situazione in cui si trovava, hanno avuto su di lui" (14), e sottolinea che la ripetizione di vides, il colloquialismo sintattico quod e l'immagine proverbiale della lepre sono elementi fondamentali per dare forma all'espressivita dell'anicula, che raggiunge il lettore, quindi, piena di vita. Importante, a questo punto, la menzione di una caratteristica tipica dello stile petroniano che contribuisce in maniera significativa alla mimesi di parola in azione: l'uso "espressivo Es`pres`si´vo

a. 1. (Mus.) With expression.
" del verbum dicendi intercalato, che "viene spesso funzionalizzato alla sottolineatura di certe inflessioni e dell'andamento melodico del discorso" (15, n. 13).

La seconda sezione si occupa della "Modalita d'introduzione del discorso diretto": quasi sempre sem·pre  
adv. Music
In the same manner throughout. Used chiefly as a direction.



[Italian, always, from Latin semper; see sem-1 in Indo-European roots.]
, segnala P., il discorso diretto e la parte finale del periodo e il segmento che l'autore vuole evidenziare. Esso puo essere introdotto da et in coordinazione con il verbum dicendi, come in 27.4 (con alcune variazioni in 99,5 e 47,11); da informazioni minime fornite dal narratore, come gesti, espressioni e reazioni (ad es., 8.1, 114.5, 134.10); da una subordinata che dipende dal verbum dicendi (33.1), una frase participiale (39.2), un ablativo assoluto (94.5), un cum inversum (117.2) o da una costruzione piU complessa (79.12, 92.5, 24.1, 131.10); fra questi, troviamo in rari casi l'introduzione prolettica del discorso diretto (due occorrenze: 110.8 e 133.2), l'introduzione per mezzo mez·zo  
n. pl. mez·zos
A mezzo-soprano.


mezzo
Adverb

Music moderately; quite: mezzo-forte

Noun

pl -zos
 di pronomi dimostrativi (44.1) o di sostantivi (87.10, 23.2, 61.5). Ma molto importante e anche il contesto in cui si introduce il discorso diretto, per cui la presenza di lacune sostanziali indebolisce grandemente la sua efficacia: un chiaro esempio e la lacuna prima del dialogo tra Lica, Trifena e Eumolpo (104.1-3): in questo caso "l'evento giace senza contesto, senza una giusta cassa di risonanza" (25).

In "Discorso diretto e performance narrativa", titolo della terza sezione, P. sottolinea la natura recitativa della composizione e della lettura nel mondo mon·do   Slang
adj.
Enormous; huge: a mondo list of pizza toppings.

adv.
Extremely; very: a mondo big mistake.
 antico, che comportava una complessa gestualita. Cio si riflette nel Satyricon, un testo piU preoccupato di "mostrare" che di diegetizzare le parole dei personaggi. Nel discorso di Gitone (80.3-4), l'espressivita e evidenziata dalla forza dei deittici, come se Encolpio stesso recitasse le parole del puer. Altri esempi includono il discorso di Enotea (136.10-11) e i racconti inseriti nella narrazione, che, recitati ad alta voce in pubblico, hanno una grande potenzialita mimica, come il fanciullo di Pergamo (87.4-5), il discorso diretto di Melissa nella storia di Nicerote (62.10-12) e la battuta finale della matrona di Efeso (112.6-7).

Al discorso indiretto e dedicato il secondo capitolo ("Discorso indiretto. Funzionalita di un regime alternativo"), che si compone di quattro sezioni. Le prime due riguardano l'effetto di contrasto tra discorso diretto e indiretto, sia in un discorso ("Stile diretto e indiretto: effetti di chiaroscuro chiaroscuro (kyärōsk`rō) [Ital.,=light and dark], term once applied to an early method of printing woodcuts from several blocks and also to works in black and white or monotone.  all'interno di un discorso"), sia nel dialogo ("Stile diretto e indiretto: effetti di chiaroscuro nel dialogo"). Lo scopo e quello di descrivere una procedura stilistica notevole: l'applicazione di una tecnica "di chiaroscuro", in base alla quale qua·le  
n. pl. qua·li·a
A property, such as whiteness, considered independently from things having the property.



[From Latin qu
 si mette in luce il discorso diretto mentre al contempo si nasconde l'indiretto; nell'economia narrativa, afferma l'autrice, l'indiretto viene funzionalizzato come una forma subalterna, meno rilevata. Il discorso indiretto "funziona, insomma, come una sordina: vela vela

plural of velum.
 le parole cui e attribuito, ne riduce la vividezza, ne affievolisce la sonorita" (48). Ad esempio, in 117.11-12, dove Corace denuncia l'eccesso di peso che deve portare: sed neque Giton sub insolito fasce durabat, et mercennarius Corax, detractator ministerii, posita frequentius sarcina male dicebat properantibus affirmabatque se aut proiecturum sarcinas aut cum onere fugiturum. 'quid vos' inquit 'iumentum me putatis esse aut lapidariam navem? hominis operas locavi, non caballi. nec minus liber sum quam vos, etiam si pauperem pater PATER. Father. A term used in making genealogical tables.  me reliquit.'. Si puo notare come il narratore "diminuisca" il discorso indiretto per rendere, per contrasto, piU "luminoso" il discorso diretto. In questo passaggio e in altri (99.2-3, 101.3-5, 80.3-4, 53.12-13, 136.11), il passaggio dal diretto all'indiretto si verifica senza mediazione sintattica, ma in altre occasioni quest'ultima aiuta, tramite l'aumento di tensione, a garantire che il contrasto sia ancora maggiore, come accade in 87.4-5, 96.5-6, 97.9. Si puo persino verificare, come in 92.5-7, che due discorsi diretti siano funzionalmente staccati da un discorso indiretto, che causa stilisticamente un notevole arricchimento nel cambiamento del tono. Nel dialogo e mantenuto il medesimo schema: vivacita nel discorso diretto e opacita nell'indiretto (esempi: 101.6-7, 115.3-5, 112.6-7, 111.8, 87.1-2, 134.6-7, 49.3-6).

La terza sezione e dedicata ad esplorare la sistematicita di un particolare modulo A mathematical operation (modulus arithmetic) in which the result is the remainder of a division. Also known as the "remainder operator," it is used to solve a variety of problems. For example, the following code in the C language determines if a number is odd or even.  dialogico, "Domanda e risposta", dove la domanda e solitamente presentata nello stile indiretto, mentre la risposta in diretto. Ad esempio in 116.1-4 le domande che Encolpio e i suoi compagni rivolgono al vilicus formano una lunga subordinata al termine della quale si apre la strada al discorso diretto del contadino n. 1. an Italian farmer.

Noun 1. contadino - an Italian farmer
farmer, granger, husbandman, sodbuster - a person who operates a farm
. Questo sistema e dotato di numerose raffinatezze stilistiche, come i casi in cui e la domanda a presentarsi in stile diretto (100.5), oppure e la risposta ad apparire in stile indiretto (82.2-4). Perfino in questi esempi il meccanismo di chiaroscuro rimane funzionale: per contrasto, lo stile diretto caratterizza sempre cio che si vuole mettere in rilievo. Due tipi di rapporto sintattico possono intercorrere tra il verbum dicendi della domanda (quaero, rogo, ecc.) e quello della risposta (sempre inquit): nel primo caso, i due verbi e le relative proposizioni sono indipendenti (come in 139.3); oppure il verbo della domanda e un congiuntivo subordinato a inquit, anche se quest'ultimo caso e meno frequente (una occorrenza in 116.3-4).

La sezione che chiude il secondo capitolo tratta il "Discorso indiretto come indicatore di inferiorita", ovvero l'attribuzione del discorso indiretto, nella narrazione, a personaggi caratterizzati dalla loro subordinazione o debolezza: al contrario, il discorso diretto distingue sempre il personaggio nella posizione di forza. Cio non significa che i discorsi indiretti non siano importanti, ma, nel dialogo, essi marcano sempre uno stato di subordinazione: il narratore vuole consapevolmente mostrarci il carattere "gregario" dello stile indiretto rispetto a quello diretto. Un chiaro esempio e lo scambio tra Trifena e Lica (105.11-106.4): il personaggio forte e risoluto e Lica, ed a lui sara riservato il discorso diretto, mentre lo stile indiretto dell'instabile e influenzabile Trifena mostra la sua inferiorita. Come segnala P. "l'alternanza stilistica si rivela come una precisa strategia narrativa" (49). Altri esempi: l'episodio di Quartilla, dove Encolpio in una posizione di inferiorita usa lo stile indiretto in contrasto con le terrificanti parole di Quartilla in stile diretto; e lo scambio tra Encolpio (diretto) ed Ascilto (indiretto) (97.9-10).

Proprio dell'episodio di Quartilla si occupa il capitolo 3 ("Parola imposta, parola negata. L'episodio di Quartilla"), dove, oltre a ripetere le conclusioni raggiunte nel capitolo precedente circa l'inferiorita di Encolpio rispetto a Quartilla e le conseguenze stilistiche che cio comporta, P. esamina il tema del silenzio di Encolpio e dei suoi compagni originato dalla totale sottomissione fisica e psicologica che li rende incapaci di reagire. Encolpio sottolinea il proprio silenzio, la sua incapacita di parlare e di divulgare le sue preoccupazioni in uno stile definito come "assimilabile allo allo
abbr.
allegro
 stile indiretto libero Libero can refer to:
  • Libero (soccer), a more versatile type of centre back in soccer
  • Libero (volleyball), a player specialized in defensive skills in volleyball
  • Mitsubishi Libero, the Japanese market name of the Mitsubishi Lancer wagon
" (64), come e il caso di 19.3 ut haec dixit Quartilla, Ascyltos quidem paulisper obstupuit, ego autem frigidior hieme Gallica factus nullum potui verbum emittere. Gli unici interventi di Encolpio in stile diretto, segnala l'autrice, non sono altro che un disperato tentativo di liberarsi da questa cattivita inaspettata, attraverso suppliche che mostrano la tensione della sottomissione (20.1, 24.1-4). In seguito, a 21.1, il silenzio, la "parola negata" esprimono l'impotenza e l'oppressione, a cui si aggiunge l'importanza del motivo sonoro: risate, pianti, colpi sulla porta e la stessa voce di Quartilla che risuona nell'orgia con una particolare intensita.

Non poteva mancare l'analisi discorsiva della Cena Trimalchionis, che P. esamina nel capitolo 4 ("Fenomenologia del discorso nella Cena"). Nella prima sezione ("La parola di Trimalchione: stile indiretto, distanziamento e ironia"), P. si concentra sui pochi passi in cui la parola del liberto arricchito e in stile indiretto, per prendere in considerazione una notevole procedura stilistica: l'io narrante distanzia le parole di Trimalchione e le sottopone al proprio vaglio critico. E importante notare, continua con·tin·u·a  
n.
A plural of continuum.
 P., che tutti tut·ti   Music
adv. & adj.
All. Used chiefly as a direction to indicate that all performers are to take part.

n. pl. tut·tis
1.
 gli esempi di questo uso del discorso indiretto corrispondono a passi in cui il narratore mostra una posizione di dissenso o si sente sen·te  
n. pl. li·sen·te
See Table at currency.



[Sotho (Sesotho), from Englishcent.]

Noun 1.
 dispiaciuto a causa di qualcosa, per cui esso diventa un'arma di condanna e sarcasmo. Un esempio puo essere visto in 73.2: ... balneum intravimus, angustum scilicet SCILICET. A Latin adverb, signifying that is to say; to wit; namely.
     2. It is a clause to usher in the sentence of another, to particularize that which was too general before, distribute what was too gross, or to explain what was doubtful and obscure.
 et cisternae frigidariae simile, in quo Trimalchio rectus rectus /rec·tus/ (rek´tus) [L.] straight.

rectus

[L.] straight.


rectus abdominis muscle
see Table 13.2.

ocular rectus muscle
see Table 13.1F.
 stabat. ac ne sic quidem putidissimam eius iactationem licuit effugere; nam nihil melius esse dicebat quam sine turba lavari, et eo ipso loco aliquando pistrinum fuisse. P. crede che la sensazione di evidente rifiuto che causa nel narratore l'atteggiamento di Trimalchione sia facilitata dal contesto, dalla mancanza di autonomia sintattica del discorso e dalla notevole manipolazione dell'io narrante, che coordina con et i due argomenti incoerenti addotti dal liberto.

L'autrice suddivide in tre gruppi gli interventi degli scholastici nella Cena, che a loro volta corrispondono alle ultime Ul´time   

a. 1. Ultimate; final.
 tre sezioni del capitolo:

1) quelli effettuati da Encolpio in tono serio all'inizio ("I discorsi degli scholastici: domande di Encolpio"): (2) P. segnala che i pochi interventi del protagonista sono in stile indiretto e vengono sempre seguiti da risposte in stile diretto, cio che costituisce un "microsistema"; esso fornisce un profilo piU rilevato, una maggiore luminosita allo stile delle risposte. Questo concerne il fatto che, all'inizio della Cena, Encolpio si mostra sorpreso e perplesso dinanzi ai vari eventi che si verificano, per cui "la sua parola fa da spalla a quella altrui" (84).

2) I commenti spregiativi di Encolpio verso lo spettacolo di Trimalchione ("I discorsi degli scholastici: discorso diretto e frustrazione"): mentre ci avviciniamo alla fine dell'episodio, il nostro narratore si mostra stanco, il banchetto ormai e diventato uno spettacolo insopportabile, da cui vuole fuggire; Encolpio passa dalla sorpresa alla critica che denota un atteggiamento di superiorita. Tuttavia, segnala P. coerentemente con il parere di Conte, la procedura stilistica utilizzata genera un effetto ironico: nell'episodio del maiale e del cuoco (49.7-10) Encolpio commenta causticamente in stile diretto all'orecchio di Agamennone 'plane' inquam 'hic debet servus esse nequissimus; aliquis oblivisceretur porcum exinterare? non mehercules illi ignoscerem, si piscem praeterisset', fatto che prepara la successiva frustrazione quando dall'interno del maiale spuntano salsicce e sanguinaccio. Encolpio, nella sua ingenuita, sembra non essersi reso conto che nella casa di Trimalchione tutto e pronto per un colpo di scena sce·na  
n.
1. A subdivision or scene of an opera.

2. The recitative part of a larger vocal number within an opera.



[Italian, from Latin scaena, stage; see scene.]
: "dando pieno risalto all'intervento poi poi, slightly fermented, sticky food paste eaten in the Pacific islands, usually accompanied with meat, fish, or vegetables. It is made by grinding or pounding the roasted, peeled roots of the taro.


(Point Of Interest) See in-dash navigation.
 frustrato dell'io agente, l'io narrante gioca alle sue spalle" (88).

3) "I discorsi degli scholastici: l'episodio della fuga" e l'ultima sezione, dove P. analizza le parole di Encolpio e Ascilto e le loro suppliche all'atriensis. La procedura e simile, dal momento che lo stile diretto funziona come un meccanismo di illusione-frustrazione. In 72.5-6, Encolpio dice ad Ascilto 'quid cogitas?' inquam 'ego enim si videro balneum, statim expirabo', e il frater Fra´ter

n. 1. (Eccl.) A monk; also, a frater house.
Frater house
an apartament in a convent used as an eating room; a refectory; - called also a fratery ltname>.
 risponde 'et dum illi balneum petunt, nos in turba exeamus', ma dopo che la speranza di fuggire e stata frustrata, essi pregano l'atriensis, in stile indiretto, che li porti in bagno: ultro ergo rogavimus ut nos ad balneum duceret (73.2).

Il quinto capitolo del libro si sofferma su "La parola in scena. L'atto della nave", dove P. applica a questo episodio molti dei concetti gia analizzati. La prima sezione discute lo scambio di 104.1-105.4 ("Lica, Trifena, Eumolpo, Hesus: dinamiche dialogiche"): P. ancora una volta rileva l'importanza che assumono la drastica riduzione della diegesi nella narrazione petroniana e la concentrazione di significato nella parola dei personaggi, dove il discorso diretto assume un ruolo fondamentale. In "Ricchezza del testo mimetico petroniano e 'teatralizzazione' del racconto" (seconda sezione), P. aggiunge, citando Pirandello, che "non il dramma fa le persone; ma queste, il dramma" (102), ovvero che e proprio l'interazione tra i personaggi a costituire il materiale narrativo del Satyricon: "molto di piU che a una peripezia romanzesca, il lettore e posto di fronte a questa realta complessa e irreducibile, fatta di persone e delle loro relazioni" (p. 102). Tale valutazione puo sembrare un po' esagerata: per quanto sia certa l'importanza che assume nel testo l'interazione dei personaggi, il Satyricon non smette di fare costante riferimento alle peripezie romanzesche, che servono da cornice fondamentale per l'integrazione dei discorsi, come segnala Panayotakis, (3) citato dalla stessa P.: "even in the Greek romances [...] the trial scene is conceived as a theatrical spectacle" (p. 103, n. 18). Di seguito, sottilmente, P. afferma che il ruolo di Encolpio nell'episodio della nave, fino fi·no  
n. pl. fi·nos
A pale, very dry sherry.



[Spanish (jerez) fino, dry (sherry), from fino, fine, from Latin f
 a 107.15, era stato quello di vittima degli eventi, sempre in background, uno spettatore impotente, che tace e osserva, che registra i movimenti e i gesti, come se venisse descritto un atto scenico; solo in 107.15, Lica si rivolge a Encolpio ('quid dicis tu, latro? quae [sola] salamandra supercilia tua exussit? cui deo crinem vovisti? pharmace, responde'), "come se la figura di Encolpio sulla scena, rimasta in ombra, venisse d'un tratto investita di luce" (103), e non ci stupisce che cio avvenga tramite il discorso diretto.

L'ultima sezione di questo capitolo ("Il dialogo fra Lica e Trifena a 105.11-106.4") ripete il concetto della funzione del contrasto tra discorso diretto e indiretto, ovvero, con le parole dell'autrice, "suggerire stilisticamente una disparita" (p. 109).

L'ultimo capitolo, "La parola di Encolpio: discorso diretto ed emersione frustrata", analizza i passaggi in cui l'io-narrante pone See pwn.  in gioco in modo cosciente una strategia narrativa che mette in evidenza i propri fallimenti. Cio genera necessariamente un effetto ironico, qualcosa che gia P. aveva dimostrato in pagine precedenti; in questo capitolo esamina i vari modi dell'emersione come le diverse modalita della frustrazione. Basti un solo esempio: in 93.3-4, Encolpio, reso furioso fu·ri·o·so  
adv. & adj. Music
In a tempestuous and vigorous manner. Used chiefly as a direction.



[Italian, from Latin furi
 sicuramente anche dall'interesse mostrato dal poeta per Gitone, si scaglia irosamente contro le improvvisazioni poetiche di Eumolpo (per fidem, saltem nobis parce, qui te numquam lapidavimus), mentre il fanciullo gli risponde con grande moderazione che non vi e ragione alcuna per trattare cosi violentemente un anziano (sic me loquentem obiurgavit Giton, mitissimus puer, et negavit recte facere, quod seniori conviciarer simulque oblitus officii mensam, quam humanitate posuissem, contumelia tollerem, multaque alia moderationis verecundiaeque verba, quae formam eius egregie decebant). P. afferma che e notevole il contrasto tra lo stile diretto di Encolpio, eccitato e arrabbiato, e l'indiretto di Gitone, rilassato e morbido, che serve chiaramente a mettere in evidenza non solo la prospettiva ex post, ma anche la reazione immediata dell'io agente, sempre pronto a mostrare la sua sottomissione a Gitone, in questo caso lodandone la saggezza. E chiaro che Gitone, "ben conscio della propria pro·pri·a  
n.
Plural of proprium.
 influenza sul compagno, ne approfitti sempre con un certo gusto..." (p. 118, n. 13).

Per quanto riguarda i problemi testuali del Satyricon, P. se ne occupa quasi sempre in nota, tranne alcuni casi che sono analizzati, per la loro rilevanza, nel corpo del testo. Alcuni esempi:

--alle pp. 21-22, n. 23 si tratta il problema della mancanza di verbum dicendi a 117.2 (cum ille 'utinam quidem sufficeret largior scaena ...), fatto che va contro la norma e che porta P. a giudicare plausibile l'integrazione di un inquit dopo utinam quidem proposta da Bucheler (nella sua editio maior), e raccolta da Ernout3 e Diaz y Diaz; P. si basa anche sulla corrispondenza prosodica tra 'poteram quidem' inquit (68.2) e utinam quidem.

--alle pp. 98-99, n. 10, P. aggiunge convincenti argomenti all'espunzione, proposta da Segebade, del primo qui nel discorso di Hesus in 104.5 ('ergo illi [qui] sunt, qui nocte ad lunam radebantur pessimo medius fidius exemplo?) tramite la considerazione dell'uso petroniano di ergo, che non compare mai in autentiche domande (tranne nei casi di quid ergo? o quid ergo est?).

--sebbene non sia strettamente un problema testuale, alle pp. 76-78 P. si occupa di un caso molto particolare: le parole praesidium Noun 1. praesidium - a permanent executive committee in socialist countries that has all the powers of some larger legislative body and that acts for it when it is not in session
presidium
 domus familiaeque (64.7), anche se sembrano far parte del discorso diretto di Trimalchione, in realta appartengono al narratore, che si appropria delle parole del liberto. Non vi e una cessione della parola da parte del narratore, ma piuttosto "due voci si mescolano: quella del narratore imita ironicamente quella del personaggio" ed e il lettore a dover interpretare questa situazione ricca di ironia. P. non e d'accordo con gli editori moderni che stampano queste parole tra le virgolette adottate per il discorso diretto (certamente rischiando di confonderle con un vero e proprio discorso diretto) e propone "stampare una semplice sem·pli·ce  
adv. & adj. Music
In a simple or plain manner. Used chiefly as a direction.



[Italian, from Latin simplex, simplic-, simple; see sem-
 virgola prima di praesidium, tale da marcare lo stacco fra l'apposizione e quanto precede" (n. 6, p. 78).

--a p. 57, P. concorda con l'espunzione di Jacobs della frase illa scilicet quae paulo ante cum rustico steterat (16.3) ("un rimando alla primissima apparizione della donna, anziche al suo diretto intervento nella vicenda del mantello, sembra del tutto inadeguato"). La ragione di cio e che, secondo P., in 14.5 (dove compare una frase quasi identica) l'espressione e assolutamente opportuna, mentre in 16.3 "ci si aspetterebbe semmai un riferimento piU 'aggiornato' al ruolo svolto dalla mulier nell'episodio del foro" (p. 57). Tuttavia, importanti editori e interpreti come Bucheler, Ernout e Ciaffi mantengono il testo tradito; Courtney, ad esempio, pone l'interpolazione in 14.5. (4)

--un'altra proposta interessante e difendere il testo tradito in 105.11: dopo venissent Bucheler, seguito da tutti gli editori moderni, segnalava lacuna, perche pensava che il discorso di Trifena era "sine dubio paulo plenior". P. riconosce che il discorso rimane inconcluso, ma sottolinea che "questo tipo di sospensione e un fenomeno comune nel parlato e che qui si adatterebbe perfettamente al tenore emotivo del discorso" (p. 109). PiU che lacuna, conclude P., si dovrebbero leggere punti di sospensione a marcare il dubbio di Trifena.

Uno dei tanti pregi di DD e che P. non affatica mai il lettore con un eccesso di teoria. Come si e gia osservato, l'interpretazione di Conte e il fondamento che sostiene tutta l'analisi di P., ma sarebbe ingiusto non menzionare l'influenza di Genette (Figures III, Paris, 1972) e, soprattutto, di Laird. Non e esagerato dire che DD potrebbe aver avuto la sua genesi in questa frase di Laird: "Study of speech in this text [i.e. il Satyricon] will highlight significant variations in narrative style in different parts of the work". (5) Laird sottolineava nella sua analisi la decisiva importanza della tecnica di "angled narration of dialogue" che "alternates direct and indirect modes in the presentation of an exchange of speeches. The words of one speaker are spotlighted by being given in direct discourse; whilst the words of his interlocutor in·ter·loc·u·tor  
n.
1. Someone who takes part in a conversation, often formally or officially.

2. The performer in a minstrel show who is placed midway between the end men and engages in banter with them.
 are presented by the narrator NARRATOR. A pleader who draws narrs serviens narrator, a sergeant at law. Fleta, 1. 2, c. 37. Obsolete.  in indirect discourse". (6)

Le "Conclusioni" e un "Indice dei passi petroniani citati" chiudono DD, ma si sente la mancanza di un elenco bibliografico finale, anche se P. ha cercato di porre rimedio con riferimenti in nota. Da notare l'eleganza dell'italiano dell'autrice, un fattore che, aggiunto alla quasi totale mancanza di errori di stampa e all'assenza di appesantimenti teorici, rende la lettura di DD un compito piacevole e produttivo.

DD e prezioso non solo perche copre una lacuna importante negli studi petroniani, ma anche perche tramite esaustivita, semplicita e coerenza esamina e fa conoscere un'ulteriore caratteristica all'interno dell'infinita gamma di risorse che rende il Satyricon una delle opere piU ricche della letteratura antica.

(1) La posizione di Conte, resa esplicita nel suo The Hidden Author: An Interpretation of Petronius' Satyricon (Berkeley, 1997) (ed. italiana L'autore nascosto. Un'intepretazione del Satyricon, Bologna, 1997, con una seconda edizione aggiornata, Pisa, 2007), differisce dalla posizione di R. Beck (sviluppata in "Some Observations on the Narrative Technique of Petronius", Phoenix 27 (1973) 42-61), che ritiene che queste due funzioni siano rappresentate da due personaggi molto diversi: il narratore decide di presentare un'immagine di se caotica e ingenua.

(2) Qualche esempio: 29.9, 36.7, 37.1, 41.1-5.

(3) C. Panayotakis, Theatrum Arbitri: Theatrical Elements in the Satyrica of Petronius (Leiden, 1995), p. 153.

(4) Cf. E. Courtney, A Companion to Petronius (Oxford, 2001), p. 66, n. 20

(5) A. Laird, Powers of Expression, Expressions of Power: Speech Presentation and Latin Literature, Oxford, 1999, p. 210.

(6) Ibid. 101. Come esempio della prospettiva di Laird si puo citare la sua analisi di 9.2-5, passo dove per le parole di Encolpio si usa il discorso indiretto, mentre per i suoi interlocutori si utilizza il diretto, in modo che l'accento sia posto sulla forza drammatica delle risposte fornite da Gitone. E notevole, segnala Laird, che Gitone, nella sua risposta alla domanda di Encolpio, ripeta lo stesso schema di presentazione discorsiva che ha nel suo scambio con Ascilto (cum + congiuntivo imperfetto, indicativo perfetto che descrive l'azione nell'orazione principale seguito da una replica finale in discorso diretto). Questa e una prova del fatto che, in realta, i modi discorsivi di Gitone sono i medesimi di Encolpio: "Encolpius is then not so much reporting discourse as overtly constructing it" (219). P. analizza lo stesso brano e le sue osservazioni sono in gran parte coerenti con quelle di Laird: parla del "violento effetto scatenante" delle parole di Gitone su Encolpio e sottolinea l'importanza melodica dell'inciso inquit intercalato tra due aggettivi (tuus rivolto a Encolpio, "accusatorio", e iste rivolto a Ascilto, "spregiativo") (pp. 14-15). Inoltre, nella sua recensione a The Hidden Author di Conte (in JRS JRS Jesuit Refugee Service
JRS Journal of Roman Studies
JRS Japan Radiological Society
JRS Journal of Refractive Surgery
JRS Joint Reporting Structure
JRS Job Referral Service
JRS Joint Reporting System
JRS Joint Research Center
JRS Jamaica Reservation Service
 88 (1998), 198-9), Laird segnala una differenza sostanziale tra il suo modo di vedere la distinzione tra autore e narratore nel Satyricon e quello di Conte, affermando che la costruzione del personaggio narratore e ancora piU dipendente dal lettore di cio che suggerisce Conte: "[Conte] effectively demonstrates a distinction between narrator and author ... but his configuration of Petronius and Encolpius can only be ideological, because it is readers' varying determinations of intertextuality Intertextuality is the shaping of texts' meanings by other texts. It can refer to an author’s borrowing and transformation of a prior text or to a reader’s referencing of one text in reading another.  that really construct Encolpius" (219, n. 18).

Reviewed by Marcos Carmignani, Conicet (Argentina).
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Author:Carmignani, Marcos
Publication:Ancient Narrative
Article Type:Book review
Date:Jan 1, 2008
Words:4289
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